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28 mar 2017

FOTO | Passante Ferroviario: Una mattina all’interno della TBM Marisol

di Fabio Nicolosi

Proseguiamo il reportage iniziato la settimana scorsa durante la visita ai cantieri del raddoppio del passante ferroviario di Palermo. A conclusione della giornata siamo rientrati al cantiere Notarbartolo e siamo stati accompagnati a visitare la Tbm (Tunnel Boring Machine) "Marisol" che scaverà la galleria da Notarbartolo a De Gasperi - Belgio. A guidarci fino al cuore pulsante del macchinario sono stati l'architetto Federico Daneri e l'esperto geometra Mauro Esposito che si è occupato di scavo meccanizzato già a Napoli per i lavori della metropolitana. Prima di iniziare precisiamo che la macchina è ancora ferma, in attesa del decreto dell'Arpa. La talpa lunga 130 metri con una testa fresante di 9,4 metri di diametro. Una delle sfide più grandi è stata alimentare la macchina, che richiede 4 MW di corrente, oltre ai 2 MW richiesti al cantiere, parliamo di oltre 6 MW che sono necessari per permettere il funzionamento. Basti pensare che il consumo è maggiore dell’energia utilizzata dall'intero ospedale Cervello che secondo voci è intorno ai 3 MW e produce un suono in galleria di oltre 80 decibel: come lavorare dentro una lavatrice in piena centrifuga, fortunatamente nulla però sarà percepito all'esterno vista la profondità a cui opera il macchinario. A macchinario avviato saranno impiegati 60 operai specializzati che divisi in più turni di lavoro terranno sotto stretta osservazione l'intero ciclo di lavorazione. Marisol è costata 13 milioni di euro e altri 6-7 milioni è il costo per il cantiere che gli sta dietro Gli scavi produrranno 140mila metri cubi di terra e roccia che saranno verificati, monitorati come da accordi con Arpa e usati per riqualificare spazi verdi e portati nelle due cave di Sferracavallo (cava Troìa e cava Impisu). Il tunnel Notarbartolo-via Iblei sarà formato da 1.421 anelli accostati l’uno accanto all’altro e ogni anello sarà composto da sette conci prefabbricati di calcestruzzo spessi 40 centimetri per un totale di oltre diecimila conci, tutti trasportati via camion da una ditta specializzata di Potenza. Come potete notare sono state già installate le guide per il nastro trasportatore che porterà la terra di scavo dalla macchina all'area di stoccaggio fuori dal cantiere. L'area di stoccaggio prevede una grossa vasca che verranno realizzate nelle prossime settimane e che serviranno a far decantare la terra di scavo prima di poterla portare nelle cave sopracitate Ogni concio ha una numerazione precisa che permette durante l'intera lavorazione dalla fabbricazione all'impianto di Potenza al montaggio in cantiere di essere identificato. Bisogna tener presente che ogni concio ha una lavorazione con tolleranze davvero minime, basti pensare che lo scarto sull'errore dovrà essere al millimetro e che anche in cantiere gli operai devono verificare con appositi strumenti che la tolleranza sia rispettata. Al momento ogni anello è legato a quello precedente e successivo con delle piastre, poiché trattandosi di avanzamento dentro ad un tunnel già precedentemente scavato è necessario riempire lo spazio che si crea tra la parete esistente e la parete di conci realizzata da Marisol, ecco perché questa è una fase molto delicata che rispetto all'avanzamento tradizionale richiede massima cautela. La camera di controllo dov'è contenuto il cervello dell'enorme talpa è una piccolissima stanzetta dove all'interno vi spazio per un solo operatore che ha sotto controllo tutto. Dalle pressioni, all'energia elettrica, dalla direzione, alla rotazione e inclinazione dello scudo, dalle telecamere di videosorveglianza alla quantità di malta iniettata. La macchina è dotata anche di una camera iperbarica perché dopo aver lavorato al fronte di scavo a pressioni di circa 2 bar superiore all'atmosferica, per permettere agli operatori di riportarsi a pressione atmosferica è obbligatorio effettuare un ciclo all'interno della camera, così come avviene ai sommozzatori dopo essere stati esposti a lungo ad alte pressioni. Il sistema di fissaggio dei conci è molto particolare, il concio arriva da sotto il macchinario direttamente dall'esterno del cantiere, qui un erettore tramite delle grosse ventose lo aggancia e lo porta in posizione. Questa la procedura: mediante l’erettore viene agganciato il concio e contemporaneamente vengono retratti i cilindri di spinta in corrispondenza della posizione in cui andrà montato detto concio; il concio è accostato all’anello precedentemente montato nella posizione in cui dovrà essere fissato mediante spinotti di acciaio/bulloni passanti tra anelli consecutivi; i cilindri, precedentemente retratti, vengono riaccostati sul nuovo concio appena montato; con la medesima procedura si esegue il montaggio degli altri conci fissandoli all’anello precedente e tra di loro; come ultimo elemento si monta l’elemento di chiave fissandolo sempre all’anello che lo precede. Nelle foto noterete la statuetta di Santa Barbara, protettrice di chi lavora in galleria. La statuetta è stata "prestata" dal geometra Esposito, ma l'intera struttura in acciaio che la ospita è stata realizzata dalle maestranze Sis. Una piccola curiosità che ci hanno mostrato con orgoglio, non solo per far notare la grande professionalità, ma anche perché con la scusa ci hanno spiegato che tutto ciò che vedevamo intorno a noi o quasi era stato realizzato dagli operai. Ma dopo tutte queste parole, quando potremo vederla in "azione"? La talpa partirà verso il mese di maggio (proprio a causa dell’atteso nulla osta dell’Arpa) e scaverà 2 km alla media di 8/10 metri al giorno, per 7-8 mesi circa. Al momento, la testa fresante (cioè lo scudo rotante che scaverà il tunnel ferroviario, ndr) è posto a 140 metri dall’imbocco della galleria, cioè a 10 metri dal fronte di scavo. Potrebbe interessarti anche: VIDEO ESCLUSIVO | Passante Ferroviario: Dentro le gallerie da Notarbartolo a San Lorenzo Passante Ferroviario di Palermo

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22 mar 2017

VIDEO ESCLUSIVO | Passante Ferroviario: Dentro le gallerie da Notarbartolo a San Lorenzo

di Fabio Nicolosi

Si è svolta ieri mattina una visita in cantiere promossa da Mobilita Palermo e supportata dalle principali testate locali, Ferrovie dello Stato Italiane, Rfi, Italferr e Sis con l'intento di promuovere la conoscenza dei lavori in corso lungo buona parte del tracciato del raddoppio del passante ferroviario di Palermo. L'evento ha riscosso parecchio successo anche tra i partecipanti che hanno così potuto osservare e immaginare ciò che sarà a lavori conclusi e ciò che si sta realizzando con grandi sforzi e con tanta voglia di migliorare la città. Il tour è iniziato presso la fossa di lancio di Marisol, la ormai famosa talpa meccanica che scaverà il tunnel tra le fermate di Notarbartolo e De Gasperi - Belgio. Su Marisol dedicheremo un ulteriore approfondimento, al momento ci limitiamo ad informarvi che si aspetta il decreto dell'Arpa per avviare definitivamente la macchina che al momento è già in galleria, ma quasi ferma e che si spera possa iniziare lo scavo a maggio. Dopo aver indossato i dispositivi di sicurezza per entrare in cantiere (pettorina, scarpe anti-infortunistica e casco) e aver ricevuto una veloce spiegazione del programma siamo stati divisi in diverse macchine e abbiamo potuto percorrere quella che tra qualche mese verrà effettuata in treno e cioè la galleria ammodernata che da Notarbartolo conduce a De Gasperi - Belgio. La galleria risulta già strutturalmente completata, se non per qualche nicchia ancora in fase di ultimazione e che comporterà ancora qualche settimana di lavoro. Giunti a De Gasperi abbiamo potuto osservare il vecchio portale rimasto intatto e inglobato nella nuova configurazione scatolare e la nuova fermata anch'essa strutturalmente pronta. Sfruttando la rampa di cantiere siamo usciti proprio nei pressi del ponte di Via Belgio e abbiamo sostato sulla fossa di uscita della TBM. Proseguendo dalla viabilità di cantiere ci siamo soffermati su Via Monti Iblei per notare lo stato dei lavori. Ci è stata confermata da parte di RFI la volontà di sistemare a verde tutto lo spazio sovrastante il tracciato ferroviario almeno tra le fermate De Gasperi - Belgio così da poter dare un nuovo lustro alla zona da sempre spaccata proprio dalla linea ferrata. Tappa fondamentale è stata la fermata Francia dove abbiamo potuto osservare come rispetto all'abbattimento del diaframma avvenuto il 9 Marzo i lavori siano avanzati velocemente portando a termine non solo lo scavo, ma anche la realizzazione del solettone di fondo. Mancano infatti solo 50 metri per completare del tutto il "fondo" della galleria tra Francia e San Lorenzo. In superficie invece si sta provvedendo su Via Enzo Biagi (ex Via Nuova) a completare la viabilità vista la scadenza dell'ordinanza per la chiusura. Sempre sul cantiere Francia ricordiamo che i lavori prevedono la realizzazione di una nuova viabilità che collegherà Viale Francia con Via Nenni ed è già previsto dal PRG anche la possibilità di far proseguire Via Pietro Nenni fino a Via Roentgen proprio a pochi passi dall'ospedale Cervello e dall'agenzia delle entrate. Durante il reportage abbiamo voluto dare spazio anche a chi giorno dopo giorno ha faticato per completare l'opera e quindi gli addetti ai lavori, gli operai che in ogni condizione atmosferica, nonostante i numerosi problemi che un grosso cantiere possa avere, hanno sempre lavorato garantendo ottimi ritmi di lavorazione. Un GRAZIE va sopratutto a loro e a tutte le maestranze della SIS Infine ultime due tappe del "tour" hanno visto protagoniste la fermata La Malfa - Ex Ems, prima fermata della tratta C e prima delle fermate già completate e corredate di doppio binario e la fermata San Lorenzo, storica stazione che è stata completamente rivoluzionata e che di storico ha mantenuto solo la posizione. Concludendo quando sarà possibile tornare ad utilizzare il treno per recarsi all'aeroporto? Presto, entro fine anno. E per il doppio binario? Beh la scadenza è sempre dicembre 2018 Quando la prossima visita? Si spera presto, magari tra qualche settimana non appena partirà Marisol. E su Vicolo Bernava? La situazione fortuntamente si sta "sbloccando" e dopo il parere positivo dell'ARTA (Assessorato regionale territorio e ambiente) che si è fatto attendere oltre un anno non resta che l'ultimo decreto dal dipartimento urbanistica sulla pubblica utilità del progetto per poter procedere con gli espropri e iniziare i lavori, si spera dopo l'estate. E se il contenzione tra SiS ed Rfi avanza all'interno dei tribunali, la notizia fondamentale è che la ditta ha garantito che completerà l'opera perchè anch'essa ha tutto l'interesse a portarla a termine. Non resta dunque che ringraziare chi ha permesso tutto ciò, chi ci ha messo la faccia, chi ha voluto fortemente questa iniziativa, il responsabile dell'ufficio stampa di FS Renato Granato, il referente di progetto per RFI l'ing Filippo Palazzo, il project manager di Italferr l'ing Salvatore Vanadia e tutti i vari tecnici che ci hanno accompagnato e che hanno risposto alle domande durante l'intera mattinata. Prima di lasciarvi non vi resta che gustarvi questo video: Ti potrebbe interessare anche: Passante Ferroviario di Palermo VIDEO e FOTO | Passante Ferroviario: Abbattuto l’ultimo diaframma tra Francia e San Lorenzo

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09 mar 2017

VIDEO e FOTO | Passante Ferroviario: Abbattuto l’ultimo diaframma tra Francia e San Lorenzo

di Fabio Nicolosi

Ieri è stata una giornata storica per la tratta ferroviaria tra Palermo Centrale e l'aeroporto Falcone Borsellino. Alle ore 18 circa, infatti, sotto la supervisione di SIS, Rfi e Italferr è stato abbattuto l'ultimo diaframma della galleria che collega la fermata Francia alla fermata San Lorenzo. Il tratto in questione, lungo circa 220m, è stato scavato in circa un mese. Da oggi quindi sarà possibile imboccare la vecchia galleria alla stazione Notarbartolo e uscire qualche chilometro più avanti nei pressi di Cardillo. L'evento ha anche rappresentato la volontà di Sis di portare a termine l'opera anche con il famoso contenzioso avviato con RFI. Segnali positivi dunque che dimostrano la serietà di un azienda che ha da sempre portato avanti i propri interessi, ma anche quelli della città dove opera. Ringraziamo il CIFI Palermo per il video: Pubblicato da CIFI Palermo su Mercoledì 8 marzo 2017 Nei prossimi mesi la galleria dovrà essere attrezzata ed armata per permettere il transito dei treni, che si spera possa avvenire entro fine anno. In attesa di comunicati ufficiali, non ci resta che continuare a seguire i lavori e gli sviluppi dei cantieri. Ecco le foto inviateci dall'amico Paolo S.

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03 mar 2017

Passante Ferroviario | TBM “Marisol”: semaforo verde dell’ARPA

di Fabio Nicolosi

Buone notizie per il raddoppio del passante ferroviario di Palermo, maxi appalto da 1,2 miliardi di euro completo all’80%. Giorno 1 Marzo si è sciolto un altro importante nodo: lo stop alla talpa “Marisol” deciso dall’Agenzia regionale per la protezione ambiente (Arpa). All’impresa Sis venivano contestate delle prescrizioni ambientali sulle “le rocce da scavo e lo smaltimento sulle cave Troìa e Impisu, situate nei pressi dello svincolo di Sferracavallo”. In pratica, veniva chiesta un’integrazione sul “monitoraggio delle terre potenzialmente inquinanti”. Sis e Italferr sono state ascoltate dall’Arpa e, come previsto da Rfi, il problema è stato risolto agevolmente: «Abbiamo trovato un accordo – spiegano dall’Arpa – come prevedibile, rivedendo alcune posizioni. A metà marzo faremo un provvedimento definitivo con Italferr e Sis in cui specifichiamo meglio la questione del monitoraggio delle rocce da scavo, il trattamento dei materiali tirati fuori dalla galleria “Notarbartolo-Belgio”, e i tempi d’attesa per le risultanza analitiche su tossicità e principi attivi potenzialmente dannosi o inquinanti». “La Sis – aggiungono dall’Agenzia regionale per l’ambiente – deve pertanto ottemperare a prescrizioni non eccessivamente stringenti, previste dall’art. 184 del decreto legislativo 152/2006. E non alle nuove prescrizioni normative (D.M. 161/2012)”. Questo perché il progetto e il monitoraggio ambientale era già stato presentato dall’impresa a suo tempo, prima della nuova normativa. Soddisfazione è stata espressa dai vertici di Rfi, che si lasciano andare ad una previsione: «È una buona notizia. Entro un mese circa potremo iniziare lo scavo con la talpa Tbm “Marisol”». Il tratto da scavare per la precisione è lungo 1.978,50 metri, il volume geometrico totale del materiale scavato sarà di 140.000 metri cubi, il tempo di scavo stimato è di 10 mesi con un avanzamento medio presunto di 6,6 metri al giorno. Articolo tratto da: ilSicilia a cura di Davide Guarcello

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24 feb 2017

Passante Ferroviario | La TBM “Marisol” bloccata dall’ARPA

di Fabio Nicolosi

L’ultima tegola in ordine di tempo arriva dall’Arpa Sicilia che ha “bloccato” la Tbm Marisol, la gigantesca talpa meccanica che dovrà scavare la nuova galleria Notarbartolo-Belgio (2,6 km), lungo la Tratta B del passante. L’Arpa infatti ha bloccato temporaneamente la Sis per un’integrazione sul monitoraggio ambientale. “La Tbm di fatto – confermano gli operai Sis – è spenta e non ha scavato neanche un metro da quando è arrivata in città”. Nello specifico, “le prescrizioni alla Sis per la talpa – confermano dall’Arpa Sicilia – riguardano le rocce da scavo e lo smaltimento sulle cave Troìa e Impisu, situate nei pressi dello svincolo di Sferracavallo“. In pratica il grosso macchinario che la Sis ha noleggiato dal colosso mondiale Herrenknecht, al costo di circa 11 milioni di euro, è fermo per la burocrazia. I pezzi erano arrivati a Palermo lo scorso aprile, compiendo un vero giro d’Europa. I pezzi, infatti, date le grosse dimensioni, sono transitati prima dal Reno, dalla regione tedesca in cui ha sede lo stabilimento della Herrenknecht, fino a Rotterdam, e poi via mare fino al porto di Palermo. Nel giro di tre mesi i pezzi sono stati assemblati nel cantiere Notarbartolo e montati. Dalla scorsa estate dunque, Marisol (così è stata battezzata la Tbm palermitana dalla Sis) è avanzata “a vuoto”. I primi 150 metri di galleria, infatti, sono stati scavati con la tecnica “tradizionale” e rivestiti dei conci prefabbricati in calcestruzzo; i successivi 2 km fino allo sbocco a “Belgio”, saranno scavati con la talpa meccanica. “I primi di marzo ci sarà una riunione con Italferr e Sis sulle prescrizioni ambientali. Da parte nostra – assicurano dall’Arpa – non vogliamo affatto bloccare il cantiere ma solo risolvere il monitoraggio delle terre potenzialmente inquinanti. Siamo fiduciosi che il problema si risolverà agevolmente”. Tra le altro notizie apprendiamo che martedì è stata nominata la Ctu per il contenzioso portato avanti da loro presso il Tribunale di Roma. Tale consulente tecnico d’ufficio dovrà leggersi migliaia di documenti e poi emettere il suo giudizio circa l’Atp (l’Accertamento tecnico preventivo) chiesto sui 100 milioni di costi extra”, dovuti secondo la ditta all’aumento generale dei prezzi dal 2008 a oggi. I fornitori intanto, rivelano i sindacati degli edili, hanno rallentato le forniture dei materiali, visto l’andamento della vertenza Sis. Infine per l’enorme problema del “tappo” di vicolo Bernava con “l’imprevisto geologico” del fiume d’acqua e fango ad ostacolare lo scavo degli ultimi 58 metri di galleria Imera-Lolli e l’annessa questione delle demolizioni di 5 palazzine in zona Tribunale (al vaglio della Regione) dovrebbero arrivare novità entro un mese visto che l'altro ieri c’è stata la riunione sull’approvazione della Via, la Valutazione d’impatto ambientale. Articolo tratto da IlSicilia

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08 feb 2017

Via Monti Iblei, inizato il ripristino del marcipiede

di Fabio Nicolosi

Dopo numerose richieste da parte dei residenti e della circoscrizione sono iniziati da parte dei Settori al Verde, Infrastrutture e Azienda Rap, i lavori per il ripristino e messa in sicurezza del marciapiede di via Monti Iblei (tratto De Gasperi – Belgio). A seguito di ordinanza del Settore Traffico n. 126 del 27/01/17, la via resterà interdetta al traffico veicolare, escluso i residenti dei civv. 51-53-55. Dopo che gli alberi erano stati abbattuti sia per permettere il passaggio dei mezzi pesanti del vicino cantiere del passante ferroviario, sia per consentire ai pedoni di utilizzare il marciapiede invece della sede stradale, è emerso uno stato disastro della superficie a disposizione dei pedoni tra buche e dossi create dalle radici dei grossi arbusti. Al termine dei lavori i cittadini potranno nuovamente tornare a muoversi senza correre il rischio di inciampare o cadere e sopratutto in completa sicurezza Foto di Michele M.

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01 feb 2017

Foto | Passante Ferroviario: Fermata Francia, terminato l’ultimo puntone si torna a scavare

di Fabio Nicolosi

Anche se nei giorni scorsi è nuovamente saltata fuori la notizia dei licenziamenti da parte di Sis, i lavori avanzano. Ci troviamo nel Piazzale Gaspare Ambrosini, comunemente chiamato Piazzale Francia. I lavori alla fermata sono in via di ultimazione, proprio gli ultimi giorni di Dicembre 2016 è stato realizzato l'ultimo puntone della fermata Francia, che ricordiamo sarà una fermata a trincea scoperta, come Tommaso Natale con l'unica differenza che qui, vista la maggiore profondità, si è optato per una soluzione molto "scenografica" con questi puntoni per distribuire gli sforzi che il terreno applica sulle pareti della fermata. Soluzione che, se da un lato permette l'assenza di aeratori, dall'altro non permette una soluzione di continuità in superficie e caratterizzerà sempre l'area. Ma torniamo ai lavori, terminato l'ultimo puntone, attesi i tempi normati per la maturazione del getto, si è finalmente ripreso a scavare. Con piacevole sorpresa proprio qualche giorno fa sono state viste le ruspe dal tunnel di collegamento tra Belgio e Francia e in queste ore si sta provvedendo lentamente a rimuovere la porzione di terra proprio sotto il puntone per giungere alla quota prestabilita e permettere la realizzazione del platea di fondo. Vi lasciamo alle immagini, buona visione:

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