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  • 17 set 2021

    Ampliamento rete tranviaria Palermo. Il dibattito, lunedì 20 ai Cantieri Culturali

    di antony977

    Nell'ambito della Settimana Europea della Mobilità 2021, segnaliamo questo interessante dibattito pubblico previsto per lunedì 20 settembre ai Cantieri Culturali (Cinema De Seta) che avrà come focus principale il nuovo progetto per l'ampliamento della tranvia palermitana. In collaborazione con gli Ordini degli Ingegneri e degli Architetti della città di Palermo. “Il Tram a Palermo: tempi, costi, opportunità. Domande e risposte” Interverranno: - Leoluca Orlando, Sindaco della città di Palermo - Giusto Catania, Assessore alla Mobilità - Selima Giuliano, Soprintendente per i Beni Culturali di Palermo - Iano Monaco, Presidente Ordine degli Architetti Pianificatori -Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Palermo - Vincenzo Di Dio, Presidente Ordine degli Ingegneri di Palermo - Michele Cimino, Presidente di AMAT Palermo s.p.a. - Aurelio Angelini, Presidente della Commissione tecnica VIA/VAS della Regione Siciliana - Marco Ciralli, RUP del Nuovo Sistema Tram - Roberto Biondo, Responsabile U.O. “Progettazione e Pianificazione” del Servizio Mobilità Urbana del Comune di Palermo - Ruggero Cassata, Progettista del nuovo sistema Tram - Luigi Costalli, Collaboratore del gruppo di lavoro progetto tram - Giuseppe Genovese, Gruppo di lavoro del nuovo sistema Tram - Marco Pellerito, Direttore dell'Esercizio Tranviario. AMAT Palermo S.p.A. - Dibattito Senza dubbio un interessante momento di informazione e confronto. E ce ne fossero stati altri in questi mesi, ci saremmo risparmiati di leggere le tante fake news che in questi mesi si contrapponevano nel dibattito in rete. Perché come ribadito più volte, il ruolo che assume la comunicazione è fondamentale non solo nei confronti del pubblico esterno, ma verso stakeholders e futuri fruitori facendo accrescere l’interesse per il territorio e migliorano l’attaccamento e il senso di appartenenza alla propria città Allora invitiamo tutti gli interessati a seguire il dibattito e a formulare specifiche domande in merito i platani di via della Libertà, se verranno abbattuti o meno. Se la tranvia è più inquinante di un diesel, se questo progetto è un affare per la Bombardier , o se i futuri parcheggi (gare da bandire entro Novembre) verranno affidati sempre a Bombardier. Domandate e pretendete le risposte.  

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  • 17 set 2021

    Nasce "Rifiuta i rifiuti": lettera aperta ai cittadini

    di Giulio Di Chiara

    É appena nata a Palermo una nuova community online no profit che si occuperà di alzare la voce sui comportamenti maleducati dei palermitani, che giornalmente inquinano senza vergogna la nostra città non curanti del decoro urbano e irrispettosi verso la collettività. Pubblichiamo la lettera aperta che i promotori hanno rivolto a tutti i cittadini: Cari Palermitani, siamo arrivati davvero ad un punto di non ritorno, speriamo vivamente che voi condividiate questo nostro pensiero e che come noi vi siate realmente rotti di questo scempio cittadino. È una guerra contro i rifiuti, ma soprattutto contro la mentalità dei nostri concittadini che se ne fregano di rispettare l'ambiente e la dignità di Palermo. Si dice che Palermo senza i Palermitani sarebbe la città migliore del mondo...non è vero, almeno non del tutto, la nostra città é piena di persone di tutte le età, etnia e sesso che hanno a cuore, realmente, il bene di Palermo e che si vergognano di questa situazione che va avanti da tempo. Siamo la parte più numerosa noi che rispettiamo la città, ma al contempo siamo quelli che ingoiano il rospo e stanno zitti a guardare. Abbiamo deciso di fare il passo successivo alla lamentela sui social, quel passo che quotidianamente manca a tutti, ammettiamolo, quando si passa accanto ad una bottiglietta di plastica su una siepe e si tira dritto. Vediamo gettare a terra mozziconi di sigarette e stiamo zitti.. Armiamoci di coraggio per dare un segnale a chi sbaglia tutti i giorni, avremo anche tempo per parlare con istituzioni, politici e società varie, ma oggi l'obiettivo é contrastare questi gesti ignobili a cui assistiamo tutti i giorni. Andrea e Matilde Rifiuta i Rifiuti promuoverà periodicamente dibattiti formativi, organizzerà incontri per fare del sano attivismo attraverso i propri canali Facebook e Instagram.

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10 mar 2021

Bloccati dal CGA i lavori del depuratore di Acqua dei Corsari

A Palermo, come al solito,  piove sul bagnato. I lavori di potenziamento del depuratore di Acqua dei Corsari , l’opera che dovrebbe consentire lo smaltimento delle acque reflue della città, si sono interrotti. Lo ha deciso una sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa ( CGA ) della Regione Siciliana con  sentenza n. 1188 del 24 dicembre 2020, che è stata ufficializzata solo pochi giorni fa. Un’ ennesima mazzata per una città  da anni paralizzata da lavori infiniti o mai realizzati. Il progetto di “Adeguamento e potenziamento dell’impianto di depurazione di Acqua dei Corsari”, un appalto da 26,5 milioni di euro, finanziato dalla delibera Cipe n. 60 del 2012, dopo anni di colpevole ritardo, era stata consegnato ufficialmente, con ben 8 anni di ritardo, il 29 giugno 2020. In quell’occasione il sindaco Orlando dichiarò: ““Finalmente uno dei più grandi progetti per la sicurezza ambientale della nostra città e del nostro territorio vede un importante passo avanti, dopo anni in cui l’immobilismo del precedente governo regionale ha fatto un danno incalcolabile, oggi superato dalla collaborazione fra Comune, Commissario unico e Amap”.  Il Commissario unico per la depurazione Maurizio Giugni   spiegò che : “ L’opera è il  cardine del nuovo sistema fognario depurativo di Palermo, attorno a cui ruotano tutti gli altri cantieri del capoluogo. Abbiamo la necessità di portare avanti subito quelle opere che adattano le capacità del depuratore esistente allo schema del nuovo impianto, prevenendo altri ritardi su un’opera attesa, di alto valore ambientale e la cui mancanza oggi pesa per circa 4,4 milioni l’anno di sanzioni europee”.    I lavori, affidati all’impresa milanese EMIT  (Group Ercole Marelli Impianti Tecnologici S.r.l ), in un primo momento  si sarebbero occupati solo di “interventi urgenti e indifferibili relativi alla sicurezza dell’impianto e del processo di depurazione”, e precisamente – messa in sicurezza di alcune aree con muri di contenimento; – realizzazione di una prima stazione di “grigliatura” dei reflui al fine di rimuovere eventuali solidi; – completamento di una terza linea di eliminazione di sabbia, in modo che anche in caso di emergenze almeno una linea sia in funzione; – riqualificazione e ammodernamento delle aree destinate all’essiccazione dei fanghi di depurazione, in modo da rendere più veloci le operazioni di rimozione e smaltimento; – installazione di nuovi impianti nell’area di sollevamento dei reflui che rendano il sistema in grado di reggere a eventuali carichi improvvisi dovuti a eventi meteorici eccezionali. Tale decisione , di partire cioè solo con “interventi urgenti e indifferibili relativi alla sicurezza dell’impianto” era legata al fatto che su tale appalto pendeva, come una Spada di Damocle”, il ricorso al CGA regionale dell’impresa  “Costruzioni Dondi S.p.A.” che nel 2019 fu esclusa «per l’omessa dichiarazione in sede di gara di una condanna di maggio 2010 “ La decisione del Consiglio di Giustizia Amministrativa ( CGA ) per la Regione Siciliana ha stabilito che …..” L’appalto va riassegnato” CONCLUSIONE: Dopo la sentenza del CGA,  ora bisognerà avviare le procedure di subentro dell’impresa “ Costruzioni Dondi” nell’appalto, al posto della EMIT. Con tutti i problemi e i rallentamenti del caso. Il Commissario Giugni  commenta tale decisione: «Tenuto conto delle peculiarità dell’appalto in questione, già eseguito per la parte della progettazione, il RUP, laddove non riesca a definire il subentro della Dondi secondo le indicazioni contenute nella decisione del CGA, potrà richiedere di promuovere il giudizio di ottemperanza per avere precise indicazioni sulle modalità con le quali il subentro dovrà avvenire». In parole semplici : l’opera subirà un altro pesante ritardo , i cantieri saranno abbandonati,  i cittadini pagheranno le bollette Amap sempre più salate, il Comune continuerò a pagare circa 4,4 milioni l’anno di sanzioni europee , il mare di Palermo continuerà ad essere " non balneabile" e la  famosa promessa di trasformare la Costa sud in una nuova Mondello, rimarrà una delle tante “promesse” non realizzate. COMPLIMENTI !!!!!!

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08 mar 2021

L'assetto viario senza senso di via Mendelssohn

Abito in un residence che si trova alla fine di via Mendelssohn. Da decenni noto che nessuna soluzione è stata trovata al caos stradale della zona e che coinvolge tutto il cuore della borgata di Cruillas. Via Mendelssohn è una strada a doppio senso che termina in una curva dalla quale ha inizio via Filippo Brunetto. La curva presenta queste caratteristiche: 1. E' una curva a gomito e cieca, ampia appena per il passaggio di un auto a volta  a senso alternato; 2. E' stata scelta quale punto di posizionamento di cassonetti per la raccolta dei RSU; 3. La notoria civiltà "svedese" del popolo palermitano sfrutta il punto di raccolta dei rifiuti per ammassare in maniera incontrollata ogni tipo di materiale ingombrante e speciale (gomme di auto, vernici, pezzi di carcasse di automobili, ecc.); 4. Subito dopo la curva sulla sinistra c'è l'ingresso di una scuola media; 5. Per consentire il passaggio pedonale degli studenti è stato ulteriormente delimitato il lato della carreggiata opposto ai cassonetti restringendo il passaggio automobilistico; 6. La strada dopo la curva prosegue sempre a doppio senso verso la montagna e non ha sbocchi, pertanto chi intende cambiare senso di marcia deve effettuare numerose manovre che rendono ancora più caotico il traffico; 7. La curva oltre che con la scuola media è confinante con tre residence dai cui cancelli escono autovetture che s'immettono nell'asse viario pubblico; 8. Il servizo RAP, poco opportunamente, svolge il servizio di raccolta rifiuti con autocompattatori ingombranti in orari coincidenti o prossimi all'ingresso degli studenti; 9. Le pubblicizzate videocamere per controllare il rispetto degli orari e della tipologia di rifiuti da poter conferire, non ha sortito alcun effetto e proseguono senza sosta  depositi di materiale ingombrante. 10. Google map mostra che gli spazi interni dei tre residence confinanti con la curva potrebbero essere razionalizzati con piccole restrizioni che renderebbero più ampia la curva prevedendo per esempio una rotatoria per il cambio di direzione di marcia; 11. La strada principale del residence Villarena potrebbe essere utilizzata per un senso di marcia opposto a quella della parallela via Vanvitelli creando un quadrato da sfruttare con un senso unico di marcia delimitato da Via Vanvitelli, Via Mendelssohn, Via CL 30, Fondo Petix.        

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  • belfagor
    IL COMUNE SFRATTA L’ ISTITUTO GRAMSCI
    Il Comune di Palermo ha intimato all’ istituto Gramsci di sgomberare i locali entro il 30 settembre, rivendicando il pagamento di canoni d’affitto arretrati che ammonterebbero a circa 80mila euro.
    L’Istituto ,che ha sede in uno dei padiglioni dei Cantieri culturali alla Zisa, ha raccolto e raccontato la storia della classe dirigente di sinistra del dopoguerra siciliano e nel suo archivio storico conserva importanti documenti su vari personaggi politici, le carte di Pio La Torre, Andrea Finocchiaro Aprile, Girolamo Li Causi, Marcello Cimino, Vittorio Nisticò e Pompeo Colajanni. Inoltre nella sua biblioteca raccoglie 35mila volumi.
    Questo grande patrimonio culturale è consultato giornalmente da studiosi e ricercatori.
    Il presidente dell’ istituto, Salvatore Nicosia, è amareggiato :
    “La ‘deliberazione’ è stata assunta con il pieno avallo del sindaco Leoluca Orlando, che in tutta la vicenda ha veramente brillato per disinteresse, inerzia, indolenza, docilità burocratica. Noi non saremo così acquiescenti di fronte a un diktat così miope, e chiameremo i soci e la città tutta a impedire con ogni mezzo lecito lo scempio che si vuole perpetrare”.
    Poi aggiunge:
    “Qualora il Gramsci dovesse essere sfrattato, come comunicato dagli uffici del Comune di Palermo, il sindaco sarà, con noi, tra gli occupanti.
    Quindi siamo tranquilli, non credo che sfratteranno il sindaco”.

    P.S. Se abbiamo capito bene, il sindaco firma lo sfratto all’ istituto Gramsci e poi sarà con gli occupanti per impedire che lo sfratto, da LUI firmato, venga effettuato.
    La coerenza non è il suo forte.
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    18 set 2021 07:11
  • belfagor
    COMUNE DI PALERMO : AVVIATA LA PROCEDURA PER IL PRE-DISSESTO.
    Il consiglio comunale di Palermo ha approvato la delibera con cui ha formalmente avviato la procedura di PRE-DISSESTO.
    Che significa?
    Il Comune, entro tre mesi , deve approvare un piano che rimetta in equilibrio il disastrato bilancio comunale cioè dovrà trovare tra gli 80 e i 90 milioni di euro l’anno da qui al 2031: in parole povere ,quasi un miliardo spalmati su dieci anni che ipotecheranno il futuro di questa città
    Ciò significa aumentare al massimo le tasse e tagliare quei pochi servizi che il Comune ancora eroga( o fa finta di erogare).
    Perché siamo arrivati a questo punto?
    La causa principale è l’ incapacità del Comune a incassare le tasse e i crediti: per tale motivo è costretto a ricorrere alle anticipazioni di tesoreria (su cui si pagano gli interessi) e ad accantonare somme per evitare che i mancati introiti producano voragini nei conti.
    Inoltre, l’ amministrazione comunale ha perso alcune cause milionarie , per esempio quella legata al fallimento dell’ AMIA e con l’ Immobiliare Strasburgo(canoni di affitto da corrispondere alla società per alcuni beni confiscati alla mafia).
    La situazione è così grave che la logica avrebbe consigliato al Comune di dichiarare il fallimento, invece … si è deciso per il pre- dissesto, ossia una procedura che non comporta lo scioglimento e il commissariamento del Comune (come nel caso del dissesto) e che consente alla giunta e al consiglio comunale di poter approvare da soli un piano di riequilibrio.
    La cosa è però più facile da dire che da fare.
    Infatti la legge prevede procedure molto rigide: dopo l’approvazione della delibera, il Comune avrà circa tre mesi per far approvare un piano lacrime e sangue che con le elezioni alle porte difficilmente il Consiglio comunale voterà.
    In questo caso la legge prevede in automatico la dichiarazione del dissesto, il che vorrebbe dire tasse al massimo, limiti ai mutui, conseguenze su spese e personale.
    Per evitare che l’ amministrazione, come al solito, in questi 3 mesi non faccia niente, il consiglio comunale ha approvato anche una specie di cronoprogramma : entro una settimana il Ragioniere generale dovrà fornire dati precisi sui soldi da trovare, entro un mese il Direttore generale dovrà redigere una relazione per fare il punto sui lavori ed entro 45 giorni la giunta dovrà presentare al consiglio la bozza del piano.
    Poi l’Aula avrà altri 45 giorni per dare il via libera definitivo.
    Un impresa IMPOSSIBILE.
    Perché il sindaco Orlando ha scelto questa soluzione?
    Perché il pre-dissesto, nonostante le tante limitazioni, comporta due vantaggi: si tratta di una procedura, teoricamente, revocabile in qualsiasi momento (a differenza del dissesto) e consente di prendere tempo evitando l’onta del default.
    Infatti la dichiarazione di fallimento avrebbe causato problemi per il sindaco e per i suoi assessori.
    Si è preferito continuare con questo “accanimento terapeutico” nella speranza di arrivare fine alla fine del mandato e scaricare sulla nuova amministrazione l’onta del fallimento.
    Anche perché Orlando ha una speranza : convincere il governo nazionale ad accollarsi i debiti.
    Apparentemente è una mossa azzardata ma Orlando, che certamente è un politico di razza, ha una carta da giocare : secondo un recente sondaggio ( LIVE SICILIA) circa il 20% dei palermitani ritiene che abbia “governato bene”.
    Si tratta di un piccolo tesoretto di voti personali che il sindaco certamente cercherà di utilizzare per convincere qualche forza di governo ad appoggiare tale richiesta .
    Forse Orlando si salverà ma per la città il destino sembra ormai segnato.
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    17 set 2021 06:29
  • belfagor
    Un papà palermitano anonimo ha acquistato degli spazi pubblicitari presso le fermate degli autobus e parapedonali per pubblicare una lettera indirizzata al presidente della Repubblica contro il degrado di Palermo e la rassegnazione dei cittadini.
    Il testo della lettera:

    «Caro Presidente
    sono il papà di una bimba ancora troppo ingenua per distinguere un diritto da un favore, troppo innocente per capire cosa significhi avere mille bare in attesa di sepoltura e tutto sommato troppo piccola (ha solo 4 anni!) per soffrire i disagi di chi ogni giorno rimane intrappolato su strade puntellate da cantieri infiniti, buche e ponti pericolanti.
    Una bimba che vive a Palermo e che alla fine chiede solo piccole cose come uno scivolo, un’altalena, uno spazio in cui girare in bici senza rischiare di farsi male, un luogo che non sia costretta a contendersi con il degrado che avanza inesorabilmente.
    Sappiamo tutti che gli ultimi mesi sono stati drammatici e chiedere una città più pulita o un parco giochi, mentre il mondo affronta una crisi senza precedenti, può sembrare quasi offensivo, per non dire oltraggioso.
    Ma in questo clima di desolante rassegnazione, mi preoccupa pure il fatto che i nostri figli non riescano più a stupirsi o ad impressionarsi davanti alle discariche e ai sacchetti di rifiuti che accompagnano il tragitto a piedi da casa a scuola, non provano un briciolo di fastidio o disgusto, li scansano senza degnarli di uno sguardo o di un commento, come se ormai facessero parte dell’arredo urbano.
    Come se fosse normale.
    Mi creda, questo non è e non vuole essere il solito atto di accusa contro chi ha trasformato un luogo così bello, crocevia di culture nella cloaca d’Italia. Anzi, visto che ci siamo, voglio essere il primo a sedere sul banco degli imputati: dopo tutto il sentimento di sconfitta e di rassegnazione che sta contaminando i nostri figli è un virus che parte da noi adulti e si diffonde attraverso le nostre (troppe) distrazioni.
    Però un ultimo tentativo sento il dovere di farlo. Perché in un momento in cui ci troviamo ad affrontare battaglie epocali, la paura più grande è proprio quella di avviare al mondo generazioni di cittadini senza coscienza critica, incapaci di lottare e di cambiare le cose. E mi rivolgo a lei, caro Presidente, perché nonostante tutto, nonostante le ferite che ha rimediato negli anni, ha continuato ad amare questa città e a vivere a pochi passi dal luogo in cui le è stato inferto il dolore più grande.
    Mi rivolgo a lei perché vorrei che usasse la sua autorevolezza per parlare al cuore dei palermitani. Per spiegare loro che esiste una via alternativa alla rassegnazione.
    Che anche Palermo può riassaporare almeno uno spicchio del suo antico splendore.
    Parli a chi potrebbe cambiare le cose ma preferisce cambiare città. E parli anche a quelli che pur non potendo cambiare città, non sanno che volendo (e con poco) potrebbero cambiare le cose.
    Insegni loro ad amare Palermo, a rivendicare spazi puliti e accoglienti e ad avere cura del bene comune. Spieghi a chi si ostina a sfregiare con i propri vizi strade, piazze e marciapiedi che un semplice gesto e tante piccole azioni quotidiane possono contribuire a ripulire l’aspetto e l’immagine di questa terra.
    Si faccia portavoce di tutti quei genitori che alla fine vorrebbero semplicemente far vivere e crescere i figli in un luogo migliore, allontanandoli da una rassegnazione che non può maturare ad appena 4 anni.
    Ci dia la forza di cambiare le cose.
    Per non continuare a inseguire il coraggio di cambiare città.
    un papà»
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    16 set 2021 12:06
  • belfagor
    EMERGENZA BUCHE : ORMAI SI ASPETTA IL NUOVO SINDACO
    Ormai è certo, fino alla nomina del nuovo sindaco, le buche non saranno riparate ma …transennate.
    La storia emblematica inizia nel luglio del 2020 quando il Comune tolse dal contratto di servizio della RAP, la manutenzione delle strade e dei marciapiedi.
    Ormai era evidente che la RAP non era in grado di svolgere tale compito.
    Il Comune promise che in poco tempo sarebbe stato attuato un bando per affidare ai privati tale fondamentale servizio.
    Il Comune aveva suddiviso la città in otto lotti, corrispondenti grosso modo alle circoscrizioni, che dovevano essere assegnati ad otto aziende diverse. Ogni ditta non avrebbe ottenere più di un lotto.
    Una procedura complessa e farraginosa.
    Nel mese di luglio 2020, l’assessora ai lavori pubblici, Maria Prestigiacomo, annuncio:
    ” Stiamo già lavorando . L’idea è di predisporre dei bandi di gara all’interno di un unico Accordo Quadro di quattro anni. A breve manderemo tutto alla stazione appaltante».
    E’ passato più di un anno ma il famoso appalto non si è mai fatto .
    In attesa di tale appalto il Comune allora ha “ riaffidato” alla RAP il monitoraggio e il “pronto intervento” per le emergenze.
    In parole povere : la RAP avrebbe transennato le buche ma non le avrebbe riparate.
    Ciò riduce le rare riparazioni a qualche rattoppo provvisorio, insufficiente a far fronte al numero , sempre più elevato , di buche pericolose.
    "Pezze" che certe volte sono peggiori del buco, perché con il transito dei mezzi o le piogge, l'asfalto si sbriciola nuovamente e rende la strada pericolosa.
    In città le buche e le transenne sono tantissime e disseminate ovunque e ciò incide negativamente anche sulla circolazione, già difficile e precaria, restringendo la carreggiata.
    Inoltre sono aumentate le richieste di risarcimento di cittadini coinvolti in incidenti a causa delle buche.
    Il Comune, per la manutenzione delle strade e dei marciapiedi , potrebbe utilizzare le somme ricavate dalla ZTL e dalle multe ( teoricamente molte).
    Per esempio, in pochi mesi sono oltre 3000 le multe ad automobilisti che hanno violato il limite di velocità di 30Km/ora sul ponte Corleone.
    Un salasso per i guidatori da 194 euro di media, per un totale che si aggira a circa 600.000 euro.
    Multe che però non saranno impiegati per riparare strade e marciapiedi di Palermo
    Eppure la legge, apparentemente, è chiara, : tali somme devono essere spese per il 50% per migliorare la sicurezza stradale, tra cui sistemazione del manto stradale, interventi per la sicurezza, manutenzione ecc. ecc. .
    La situazione è perciò complessa :
    Il consigliere comunale Antonio Randazzo ha cercato di spiegarla :
    ” Le procedura di gara per l'affidamento del servizio ai privati potrebbero durare diversi mesi.
    Inoltre c’è un altro problema .
    Il Comune non ha ancora approvato il bilancio di previsione .
    Siamo sicuri che ci sia la disponibilità delle somme?
    Il Rup ha predisposto i bandi di gara, che però non possono essere inviati all'Urega perché manca il piano triennale delle opere pubbliche. L'amministrazione ha riproposto il piano bocciato ad aprile dal Consiglio, che ritornerà in Aula la prossima settimana.
    In tutti i casi, conclude il consigliere Randazzo, servirà dell'altro tempo per espletare le gare".
    In parole povere : difficilmente tale bando sarà pronto entro l’anno.
    Ma al Comune sono tutti tranquilli:.......... ci penserà il nuovo sindaco.
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    11 set 2021 15:13
  • belfagor
    PALERMO : L’ INFERNO IN TERRA
    Palermo è uno delle città più belle del mondo purtroppo , ha rovinare tutto, ci sono i suoi abitanti ma soprattutto le istituzioni.
    A cominciare dal suo sindaco ( al suo 5 mandato), dal consiglio comunale, dalla Città metropolitana ( ex provincia), dalla Regione siciliana e….dall’ ANAS.
    Mafia, immondizia, bare insepolte, mancanza di lavoro, insicurezza, strade dissestate, illuminazione carente, acqua inquinata, depuratori che non depurano, alluvioni, assenteismo negli uffici pubblici, ecc.ecc.
    In questi anni siamo passati da un emergenza all’altra.
    Oggi Palermo è una città dove la vita è quasi impossibile e la situazione, invece di migliorare peggiora.
    Per esempio, la mobilità.
    Giuseppe Sottile ha così commentato la situazione :
    “Da qualche giorno nessuno può più uscire da questa città. Se uno sventurato automobilista tenta di andare verso Messina o Agrigento trova davanti a sé due sbarramenti: il primo su ponte Corleone, sempre sul filo di crollare ahimè, e l’altro all’ingresso dell’autostrada, tra Ciaculli e Villabate, dove l’Anas ha pensato bene ( per l’ennesima volta) di risistemare il fondo stradale.
    Stessa disgrazia per il palermitano che voglia marciare in direzione di Trapani o di Mazara del Vallo: il muro da scavalcare si trova, sempre sulla Circonvallazione, all’altezza di via Principe di Paternò, dove c’è un altro dei tanti cantieri che da anni soffocano la viabilità.
    Da Palermo non si esce……si evade.”

    E lo Stato che fa di fronte a questo sfacelo?
    NIENTE !!!!
    Il suo massimo rappresentante, il Prefetto, sembra non vedere.
    Ma non è l’unico.
    Anche la Magistratura sembra sia distratta e poco interessata.
    Le inchieste ci sono ma , dopo un po', ….. “evaporano”.
    La stampa locale, pur denunciando la situazione, appare timida o …intimidita.
    I cittadini sono rassegnati o complici di tale situazione.
    La “ meglio gioventù “ emigra o è ormai andata via.
    “Palermo, per le sue peculiarità, somiglia più a Beirut che a Francoforte o meglio, Palermo è una città mediorientale che però si trova in Europa”.
    Ha pronunciare tale frase è stato il sindaco Orlando, nel 2019 , durante un convegno internazionale.
    Effettivamente Beirut e Palermo oggi sono molto simili : ciò che le unisce è la disperazione e l’assenza di futuro.
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    07 set 2021 05:49