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  • 15 ott 2021

    Apertura svincolo Brancaccio-Forum, siamo alla svolta?

    di antony977

    Palermo - Sembra sbloccarsi la "decennale" vicenda dell'attuale chiusura dello svincolo Brancaccio-Forum. La Giunta Comunale ha infatti deliberato la presa d'atto dello schema di convenzione tra in Comune e la Multi Veste Italy 4 srl relativa al completamento dello svincolo autostradale e altre opere connesse all'urbanizzazione dell'area. Va detto però che tale delibera che arriva dopo quasi tre anni da un atto di indirizzo con cui la Giunta nel 2018 dava il via libera all’accordo con la Multi Veste per la realizzazione di questi interventi. Sempre a proposito di burocrazia. Quali sono le opere individuate? Rampe dello svincolo autostradale lato mare e relativi impianti, verde Baglio S.Anna, parcheggio lato ferrovia con impianto illuminazione verde e viabilità, nonché degli  impianti esistenti (illuminazione e caditoie) per una lunghezza di circa 700m del tratto stradale denominato via Galeano. Infine manutenzione stradale accesso al futuro parcheggio lato Villabate. Tutto adesso passa in mano al Consiglio Comunale che dovrà dibattere sulla delibera e votarla per poi dare avvio a tutto l'iter che porterà all'avvio dei lavori. Importanti le ricadute positive sulla viabilità: basta pensare che i mezzi pesanti avranno un accesso più facilitato all'area industriale di Brancaccio senza gravare su via Giafar o lungo via Messina Marine. Foto: consigliere Gianluca Inzerillo  

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  • 12 ott 2021

    Nuove linee tram e le verità (mai) nascoste

    di antony977

    Palermo - Sono passate un paio di settimane dal dibattito pubblico svoltosi presso i Cantieri Culturali alla Zisa e avente a tema l'ampliamento dell'attuale rete tranviaria della città di Palermo. Incontro che ha visto fra i principali relatori, oltre a rappresentanti della Giunta Comunale, i presidenti degli Ordini degli Architetti e Ingegneri, la Soprintenza per i Beni Culturali e infine Rup del sistema tram e progettisti della nuova rete. Incontro che, vista la presenza di tutti i principali attori, è servito focalizzare meglio gli aspetti dell'intero iter progettuale e a comprenderne le scelte tecniche e urbansitiche. Diciamolo, meglio tardi che mai perché incontri come questi se ne sarebbero dovuti fare tanti e tanti altri sia per informare la cittadinanza e coinvolgerla meglio, sia per arginare particolari fake news che circolano in rete. Oltre al video integrale del dibattito che vi invitiamo  a visionare per la completezza di informazioni, riportiamo alcuni punti salienti trattati e oggetto di controversie nel dibattito pubblico cittadino. ALIMENTAZIONE (al minuto 1:41:00 del video) Il sistema scelto per la città di Palermo sarà con modalità di ricarica dei sistemi di accumulo ovvero ricarica presso delle fermate tramite pantografo . La tratta “A” Stazione Centrale-Croce Rossa sarà realizzata interamente catenary free assieme alla tratta B Notarbartolo-Giachery e tratta C Calatafimi-Stazione C.le. Il progetto di Palermo prevede le seguenti Sotto Stazioni Elettriche (S.S.E.) che alimenteranno quelle fermate attrezzate per la ricarica delle batterie a bordo dei rotabili. Ricarica che ribadiamo avverrà dall’alto tramite il pantografo. Le S.S.E. sono: • SSE1 BORGO VECCHIO • SSE2 LAURANA • SSE3 VILLA SOFIA • SSE4 NOTARBARTOLO • SSE5 GIACHERY • SSE6 BASILE Ogni SSE avrà la capacità di sostenere la ricarica di 2 tram alimentando ogni barra a 750Vcc con due cavi feeder da 300mmq. Le Fermate di ricarica sono: Borgo Vecchio– SSE1 BORGO VECCHIO Cavour –SSE1 BORGO VECCHIO Villa Bianca –SSE2 LAURANA Giardino Inglese– SSE2 LAURANA Villa Sofia –SSE3 VILLA SOFIA Giachery –SSE5 GIACHERY Stazione Notarbartolo –SSE4 NOTARBARTOLO Basile –SSE6 BASILE Qui l’elenco delle fermate relative alla linea A  Stazione C.le-Croce Rossa con distinzione fra le fermate classiche e quelle adibite a ricarica.         NUOVI PARCHEGGI Dell'attuale progetto definitivo delle linee tranviarie, non fanno parte i parcheggi che verranno realizzati con un co-finaziamento regionale di appena 50mln. Le quattro aree parcheggio per cui è stato approvato il co-finanziamento sono quelle di Piazza Boiardo (Stazione Notarbartolo), Piazza Don Bosco, Piazzale Ambrosini (Francia) e De Gasperi, per 1.628posti ed un costo complessivo di 121 milioni di euro di cui poco meno di 50 milioni a carico della Regione ed il resto a carico di privati con il sistema della finanza di progetto. Non verrà bandita unica gara tram+parcheggi dato che l'Anac aveva chiesto esplicitamente di scindere le operazioni: la tranvia è ad un livello di progettazione definitiva mentre i parcheggi sono a livello di studio di fattibilità tecnico-economico, e da qui la scissione dei 2 appalti. Parcheggi che assumono una vitale importanza visti i posti auto che la tranvia sottrarrà, ma anche alla luce delle recenti osservazioni fatte dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (assieme ad altre prescrizioni). Con ogni probabilità, arriverà prima la gara per i parcheggi (Novembre) rispetto al bando per la tranvia. PLATANI di VIA DELLA LIBERTA' Qui una voce autorevole come la Soprintendente per i Beni Culturali di Palermo, Selima Giuliano , ha avuto modo di ribadire la propria valutazione sull'impatto della tranvia che avrà sulla tutela del patrimonio artistico-monumentale (al minuto 2:05:50 del video). Già nel 2018 c'era stato da parte della Soprintendenza un previo assenso al progetto, e ribadito anche in conferenza di servizi (anno 2019) dove si ribadiva l'importanza di "mantenere l'aspetto morfologico e storico della città". Infine la prescrizione definitiva avvenuta nel 2021 dove vengono cassati gli arredi previsti nella parte centrale  di via Libertà che manterrà le sue 3 corsie. Non ci sarà pertanto alcuna strage di platani su via della Libertà come paventava qualche Cassandra. Precisiamo che anche in tempi non sospetti, all'interno di questo sito veniva pubblicato uno stralcio della relazione generale del progetto definitivo dove si evinceva il mantenimento dell'attuale filare verde. Guai però a chi dissente altrimenti verrà insultato/etichettato... Ma andiamo adesso ad alcune considerazioni generali che hanno caratterizzato il dibattito in questi anni. MEGLIO il BUS o il TRAM? Tanti si domandano, legittimamente, se sia più idoneo l'utilizzo di bus (elettrici) o di un tram. Notevoli le differenza fra entrambi i mezzi. Intanto il comfort di viaggio dove una vettura tranviaria risente decisamente meno rispetto a un bus delle irregolarità lungo l'asfalto. Un tram dura in media 30 anni, un bus una media  di  8 anni. E a proposito di asfalto, se proprio vogliamo dirla dutta, i bus scavano solchi richiedendo la stesura del nuovo manto stradale ogni 3-4 anni. Basta osservare le corsie preferenziali di via della Libertà. Ma è un dettaglio perché sono ben altre le differenze che vogliamo tenere in considerazione. Si riduce in maniera considerevole l'inquinamento atmosferico e acustico, cosa che comunque riesce a fare anche un bus elettrico. Non contempliamo i costi di smaltimento copertoni che avrebbe un bus. Ma la differenza sostanziale è nella capacità di passeggeri. La capienza di passeggeri di una metrò, bus o tram  è indicata dal costruttore che prende come limite massimo 6 passeggeri per metro quadro. Che troverete riscontro a bordo dei mezzi in corrispondenza della cabina del conducente. Ma che corrisponde ad un mezzo pieno a tappo, dove è quasi impossibile muoversi. Si prende in considerazione il limite più realistico equivalente a 4 passeggeri al metro quadro. Nella tabella qui sotto sono raffrontate le capienza fra i vari mezzi, anche in considerazione del limite del 80% dovuto al distanziamento che speriamo possa cessare presto. Per interderci, il bus da 18m rappresenta l'autosnodato in servizio lungo la linea 101. Altro fattore: le corsie che verrebbero riservate ai bus da 24m (come anche quelli da 18m)  sono più larghe di una piattaforma tranviaria, a causa del fatto che il bus non ha guide rigide su cui muoversi e ha una larghezza maggiore. Ciò porta a occupare maggiore spazio sulla strada (circa 1m). E' da tenere in considerazione anche la rimodulazione delle singole fermate in funzione della lunghezza del bus da 24m. Basta semplicemente osservare come lungo le fermate della linea 101 i passeggeri in salita si concentrano sulle porte centrali delle vetture da 18m, allungando anche i tempi di incarrozzamento passeggeri. Non proprio una soluzione facile e in breve tempo come si vuol far credere. E a proposito di tranvia su Mondello, magari potrebbe tornare utile la nostra proposta volta a collegare la borgata marinara tramite il Passante Ferroviario da Tommaso Natale con bus navetta. Per arricchire ulteriormente il dibattito e utile al confronto fra tram e bus, riportiamo stralcio dell'intervista all'ing. Mantovani, presidente dell'Associazione Italiana per l'Ingegneria del Traffico e dei Trasporti "In considerazione dell’impatto sull’ambiente, credo che il confronto si debba fare a parità di inquinamento atmosferico, quindi fra tram e autobus elettrici (sui quali ormai si punta, come confermano le scelte per esempio di Parigi, ma anche di Milano). Poi, per un confronto efficace, si deve tener conto che entrambi i mezzi dovrebbero circolare su percorsi interamente protetti, per poter assicurare regolarità e rapidità negli spostamenti, in una logica di trasporto pubblico appetibile e davvero competitivo con il trasporto privato.Scontate queste condizioni, si deve, ancora una volta, ragionare in termini di capacità di trasporto e di costi di esercizio." "Confrontando tram lunghi da 32 a 42 metri con bus di 12, 18 o (ci sono in alcune città europee) 24 m, si ha, a parità della componente più importante del costo di esercizio (tenendo conto che un guidatore è necessario tanto per un tram da 42 m come per un bus da 12 m), una differenza significativa del costo di esercizio per posto offerto, a favore del tram. Anche in termini di ingombro stradale, una sede tranviaria protetta richiede 3 m, mentre per una corsia bus sono necessari 3,5 m." Alla luce di queste considerazioni una domanda è più che lecita: ma vuoi vedere che sono fessi a Firenze e in Europa, perché solo a Palermo una simile infrastruttura "deturpa" tutto e provoca l'orticaria?     Altra inesattezza che si legge sul web: la linea 101 non ha mai avuto una frequenza di 2'. La ristritturazione dell'intera rete partì a dicembre 1992 con l'istituzione dei cosiddetti nodi e portata a termine in 3 step in poco meno di un anno. I navettoni erano rappresentanti dalle linee 101 e 107 rispettivamente con frequenze di 4' e 7'. Si viaggiava abbondantemente stretti visto che il 101 aveva solo 3 autosnodati Iveco Effeuno e gran parte erano bus da 12m. I successivi arrivarono nel 1995.  A comprova di ciò, riportiamo una copia delle brochure che venivano distribuite a metà degli anni '90 e con riportate le frequenze al termine del periodo di ristrutturazione dell'intera rete. Notare la quantità di navette a servizio dei mercatini e del Centro Storico oltre alle linee stagionali. Dimostrazione che il servizio negli anni successivi è stato depotenziato attraverso vari tagli.     E SULLA  METROPOLITANA Altro "scontro" nel dibattito pubblico vedrebbe la realizzazione della Metropolitana lavori col minimo ingombro in superficie visto gli scavi prevalentemente sotterranei. Non c’è dubbio che entrambi i sistemi mal e tram sono differenti come tempi di realizzazione. Ma ci sono degli impatti inevitabili e innegabili da tenere in conto circa la realizzazione di una metropolitana: i sistemi di accesso alle singole stazioni con delimitazione delle aree circostanti, i pozzi di ventilazione che vanno realizzati fra le stazioni, i pozzi di accesso VV.FF. e gli espropri di determinate aree. I lavori per le linee metrò a Napoli, Milano e Roma fanno scuola. Senza contare l’approvvigionamento dei materiali per la realizzazione delle opere e lo smaltimento del terreno di risulta, operazioni che non sempre avvengono tramite il pozzo da cui è partita la talpa bensì dalle aree scavate per la realizzazione delle fermate. Parliamo comunque di un collegamento progettuale previsto solo per la tratta Rotonda Oreto-Notarbartolo, con fermate ogni 800-900m. e che vedrebbe luce, nelle migliori delle ipotesi nel 2032 (fra tempi di reperimento risorse finanziarie e realizzazione opere). A proposito, qualcuno è in grado di affermare che non ci sarà alcun taglio di platani per la realizzazione della fermata Archimede in via Libertà relativa alla Mal? O di alcuni espropri previsti fra via Lattarini e piazza San Domenico?     Significa che siamo contrari alla Mal? L’uno non deve escludere a tutti i costi l’altro sistema. La cosa importante è avere un trasporto pubblico degno di tale nome. Giusto per rassicurare i soliti complottisti che magari già tramano “veline” passate sottobanco o chissà quale magheggio,  parte dei documenti contenuti in questo sito relativi alla tranvia  sono di dominio pubblico e reperibili anche sul portale della Regione Siciliana. Atti propedeutici ad una procedura di gara pubblica. Dicevamo che sulla tranvia si è detto tanto ma ci è stato anche detto di tutto: Di un appalto fatto ad hoc per la Bombardier  e i propri “servi”. Di sistema di alimentazione dal basso verso l'alto (catenary free). Salvo poi scoprire che la tecnologia catenary-free non è esclusiva di qualche azienda specifica…. La qualità del dibattito è andata sempre scadendo e non è difficile imbattersi in etichettature quali nemici della città da un lato, ingegneri prezzolati/lingue usurate/sudditi/leccapantofole/servi/po*p*nari se non addirittura di poteri occulti che metterebbero mano al portafogli dei residenti di via Libertà. Lungi dal dover utilizzare lo stesso linguaggio che abbiamo evidenziato, senza abbassarci a tali livelli. Ma basterebbe ogni tanto scrollarsi di dosso i panni da complottisti. Magari poi si scoprirà che chi oggi è contrario alla tranvia su via Libertà, ieri aveva partecipato al concorso di progettazione proponendo binari proprio su via Libertà? Speriamo che qualche Consigliere Comunale faccia qualche accesso agli atti per toglierci il dubbio. QUANTO E’ IMPORTANTE LA COMUNICAZIONE Il ruolo che assume la comunicazione è fondamentale non solo nei confronti del pubblico esterno, ma verso stakeholders e futuri fruitori facendo accrescere l’interesse per il territorio e migliorano l’attaccamento e il senso di appartenenza alla propria città. Un progetto non ben comunicato o non pubblicizzato rischia di azzopparsi o di lasciare campo libero a facili interpretazioni o disinformazione come nel caso dei progetti delle linee tranviarie e della Metropolitana Automatica Leggera (MAL). E al netto delle scelte progettuali, il Comune ha peccato notevolmente su questo fronte. Perché dibattiti come quello svoltosi ai Cantieri Culturali dovevano essercene decine e decine in questi anni. Ecco perché piuttosto che di verità nascoste possiamo parlare di verità mal comunicate. Diceva Giovanni Falcone “La cultura del sospetto non è l’anticamera della verità: la cultura del sospetto è l’anticamera del khomeinismo”.     Qui vi riportiamo il video integrale del dibattito svoltosi ai Cantieri Culturali.

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10 mar 2021

Bloccati dal CGA i lavori del depuratore di Acqua dei Corsari

A Palermo, come al solito,  piove sul bagnato. I lavori di potenziamento del depuratore di Acqua dei Corsari , l’opera che dovrebbe consentire lo smaltimento delle acque reflue della città, si sono interrotti. Lo ha deciso una sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa ( CGA ) della Regione Siciliana con  sentenza n. 1188 del 24 dicembre 2020, che è stata ufficializzata solo pochi giorni fa. Un’ ennesima mazzata per una città  da anni paralizzata da lavori infiniti o mai realizzati. Il progetto di “Adeguamento e potenziamento dell’impianto di depurazione di Acqua dei Corsari”, un appalto da 26,5 milioni di euro, finanziato dalla delibera Cipe n. 60 del 2012, dopo anni di colpevole ritardo, era stata consegnato ufficialmente, con ben 8 anni di ritardo, il 29 giugno 2020. In quell’occasione il sindaco Orlando dichiarò: ““Finalmente uno dei più grandi progetti per la sicurezza ambientale della nostra città e del nostro territorio vede un importante passo avanti, dopo anni in cui l’immobilismo del precedente governo regionale ha fatto un danno incalcolabile, oggi superato dalla collaborazione fra Comune, Commissario unico e Amap”.  Il Commissario unico per la depurazione Maurizio Giugni   spiegò che : “ L’opera è il  cardine del nuovo sistema fognario depurativo di Palermo, attorno a cui ruotano tutti gli altri cantieri del capoluogo. Abbiamo la necessità di portare avanti subito quelle opere che adattano le capacità del depuratore esistente allo schema del nuovo impianto, prevenendo altri ritardi su un’opera attesa, di alto valore ambientale e la cui mancanza oggi pesa per circa 4,4 milioni l’anno di sanzioni europee”.    I lavori, affidati all’impresa milanese EMIT  (Group Ercole Marelli Impianti Tecnologici S.r.l ), in un primo momento  si sarebbero occupati solo di “interventi urgenti e indifferibili relativi alla sicurezza dell’impianto e del processo di depurazione”, e precisamente – messa in sicurezza di alcune aree con muri di contenimento; – realizzazione di una prima stazione di “grigliatura” dei reflui al fine di rimuovere eventuali solidi; – completamento di una terza linea di eliminazione di sabbia, in modo che anche in caso di emergenze almeno una linea sia in funzione; – riqualificazione e ammodernamento delle aree destinate all’essiccazione dei fanghi di depurazione, in modo da rendere più veloci le operazioni di rimozione e smaltimento; – installazione di nuovi impianti nell’area di sollevamento dei reflui che rendano il sistema in grado di reggere a eventuali carichi improvvisi dovuti a eventi meteorici eccezionali. Tale decisione , di partire cioè solo con “interventi urgenti e indifferibili relativi alla sicurezza dell’impianto” era legata al fatto che su tale appalto pendeva, come una Spada di Damocle”, il ricorso al CGA regionale dell’impresa  “Costruzioni Dondi S.p.A.” che nel 2019 fu esclusa «per l’omessa dichiarazione in sede di gara di una condanna di maggio 2010 “ La decisione del Consiglio di Giustizia Amministrativa ( CGA ) per la Regione Siciliana ha stabilito che …..” L’appalto va riassegnato” CONCLUSIONE: Dopo la sentenza del CGA,  ora bisognerà avviare le procedure di subentro dell’impresa “ Costruzioni Dondi” nell’appalto, al posto della EMIT. Con tutti i problemi e i rallentamenti del caso. Il Commissario Giugni  commenta tale decisione: «Tenuto conto delle peculiarità dell’appalto in questione, già eseguito per la parte della progettazione, il RUP, laddove non riesca a definire il subentro della Dondi secondo le indicazioni contenute nella decisione del CGA, potrà richiedere di promuovere il giudizio di ottemperanza per avere precise indicazioni sulle modalità con le quali il subentro dovrà avvenire». In parole semplici : l’opera subirà un altro pesante ritardo , i cantieri saranno abbandonati,  i cittadini pagheranno le bollette Amap sempre più salate, il Comune continuerò a pagare circa 4,4 milioni l’anno di sanzioni europee , il mare di Palermo continuerà ad essere " non balneabile" e la  famosa promessa di trasformare la Costa sud in una nuova Mondello, rimarrà una delle tante “promesse” non realizzate. COMPLIMENTI !!!!!!

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08 mar 2021

L'assetto viario senza senso di via Mendelssohn

Abito in un residence che si trova alla fine di via Mendelssohn. Da decenni noto che nessuna soluzione è stata trovata al caos stradale della zona e che coinvolge tutto il cuore della borgata di Cruillas. Via Mendelssohn è una strada a doppio senso che termina in una curva dalla quale ha inizio via Filippo Brunetto. La curva presenta queste caratteristiche: 1. E' una curva a gomito e cieca, ampia appena per il passaggio di un auto a volta  a senso alternato; 2. E' stata scelta quale punto di posizionamento di cassonetti per la raccolta dei RSU; 3. La notoria civiltà "svedese" del popolo palermitano sfrutta il punto di raccolta dei rifiuti per ammassare in maniera incontrollata ogni tipo di materiale ingombrante e speciale (gomme di auto, vernici, pezzi di carcasse di automobili, ecc.); 4. Subito dopo la curva sulla sinistra c'è l'ingresso di una scuola media; 5. Per consentire il passaggio pedonale degli studenti è stato ulteriormente delimitato il lato della carreggiata opposto ai cassonetti restringendo il passaggio automobilistico; 6. La strada dopo la curva prosegue sempre a doppio senso verso la montagna e non ha sbocchi, pertanto chi intende cambiare senso di marcia deve effettuare numerose manovre che rendono ancora più caotico il traffico; 7. La curva oltre che con la scuola media è confinante con tre residence dai cui cancelli escono autovetture che s'immettono nell'asse viario pubblico; 8. Il servizo RAP, poco opportunamente, svolge il servizio di raccolta rifiuti con autocompattatori ingombranti in orari coincidenti o prossimi all'ingresso degli studenti; 9. Le pubblicizzate videocamere per controllare il rispetto degli orari e della tipologia di rifiuti da poter conferire, non ha sortito alcun effetto e proseguono senza sosta  depositi di materiale ingombrante. 10. Google map mostra che gli spazi interni dei tre residence confinanti con la curva potrebbero essere razionalizzati con piccole restrizioni che renderebbero più ampia la curva prevedendo per esempio una rotatoria per il cambio di direzione di marcia; 11. La strada principale del residence Villarena potrebbe essere utilizzata per un senso di marcia opposto a quella della parallela via Vanvitelli creando un quadrato da sfruttare con un senso unico di marcia delimitato da Via Vanvitelli, Via Mendelssohn, Via CL 30, Fondo Petix.        

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  • belfagor
    VILLA COSTA: L’ ENNESIMA PROMESSA MANCATA
    E’ inutile, questa “amministrazione” è incapace di mantenere le promesse: fa parte del proprio DNA l’immobilismo , l’ inconcludenza e la propensione a raccontare bugie.
    Il caso di villa Costa ( ex fondo Terrasi) è un esempio lampante.
    La villa, fino al 2018, ospitava il ‘Costes’, un celebre caffè letterario.
    Ma il mancato rinnovo della concessione ha fatto sì che la struttura venisse pian piano abbandonata al degrado.
    Dopo tante proteste da parte dei cittadini e del “Comitato Villa Costa Verde Terrasi “ finalmente nel mese di aprile di quest’ anno iniziarono i lavori di sistemazione da parte degli operai della Re.Se.T e del C.O.I.M.E: avrebbero dovuto occuparsi della cura del verde, riparare l’impianto idrico e mettere in sicurezza dell’immobile.
    I nostri “amministratori", presenti in massa all’ inizio dei lavori, promisero che entro l’estate la villa sarebbe stata riaperta al pubblico.
    Ma ,come si sa , in estate fa caldo , lavorare stanca e fa sudare .
    Inoltre , come sostiene la portavoce del Comitato Villa Costa Verde Terrasi : " Mancava il personale e l’intenzione del Comune di riaprire entro la fine dell’estate".

    Siamo ormai alle porte dell' inverno e il vice sindaco Fabio Giambrone ammette :
    “Siamo un po’….. in ritardo ( !!!) perché ci sono lavori in corso su altri siti ( quali?) ma stiamo definendo la parte relativa alla dismissione delle pedane che, ormai, è sostanzialmente definitiva e se ne occuperà la RAP, ma…… le procedure sono lunghe( sob!!!!!).
    Per quanto riguarda la struttura presente all’interno stiamo definendo, insieme alla Re.Se.T, il tutto per metterla in sicurezza e non l’apriremo insieme alla villa, ma successivamente“.

    Quando sarà riaperta la villa Costa?
    Giambrone non ha voluto dare date, ma si augura che lo spazio possa tornare fruibile il prima possibile. “Successivamente ci dedicheremo alla casetta interna che ha bisogno di un notevole intervento“.

    Cioè è tutto rimandato al ….2022.

    P.S. Ormai il 2022, cioè quando Orlando e la sua “corte di miracolati” sarà sfrattato da Palazzo delle Aquile, sta diventando un momento mitico per la ripartenza e la rinascita della città.
    Speriamo solo che il nuovo sindaco non sia una fotocopia del vecchio e non trovi solo macerie e debiti.
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    17 ott 2021 06:41
  • belfagor
    PIOVE, COMUNE LADRO
    Quando piove i cittadini da sempre usano, più o meno bonariamente, un antica espressione popolare: piove, governo ladro!
    Tale espressione , più che al governo nazionale, era rivolta genericamente contro il potere locale, colpevole, a loro dire, di tutti i mali possibili e quindi anche della pioggia.
    A Palermo ormai tale espressione è rivolta soprattutto all’ “amministrazione” comunale , colpevole di non aver creato, nel tempo, un sistema fognario decente e di non liberare i tombini dalle foglie e dai detriti per far defluire l'acqua, nonostante le tante tasse che i cittadini pagano, o dovrebbero pagare, per tali servizi inesistenti.
    In questi giorni la pioggia è caduta copiosa e nonostante non si è trattato di piogge particolarmente violente, le strade di Palermo si sono ugualmente allagate.
    Oltre alle solite zone della città, come Mondello, via Castelforte, via Imera, via Messina marine, via Ugo la Malfa e in viale Regione siciliana con i soliti problemi alla circolazione, si sono registrati allagamenti anche in via Imperatore Federico, con negozianti impegnati a liberare i tombini dalle foglie e dai detriti per far defluire l'acqua, e all'incrocio tra piazza Giovanni Paolo II e via De Gasperi con gli automobilisti costretti a camminare a passo d'uomo .
    Di chi è la colpa ?
    Il Comune, da tempo additato come responsabile di tale situazione, utilizza un vecchio metodo per scaricare le sue responsabilità.
    Ha frammentato le competenze e perciò anche le eventuali responsabilità.
    La RAP dovrebbe pulire le strade, l’ AMAP i tombini e la RESET dovrebbe togliere il verde anomalo dai marciapiedi e dalle strade.
    Nella realtà nessuno, nonostante siano pagati per tali servizi, svolge tali compiti ,giustificandosi in vari modi, e alla fine , quando piove le strade si allagano.
    Il Comune accusa queste partecipate di non svolgere il loro lavoro, e le partecipate accusano il Comune di non poter svolgere il loro compito perché le strade sono piene di rifiuti e di buche.
    Alla fine, tanti colpevoli , nessun colpevole.
    COMPLIMENTI!!!!
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    10 ott 2021 06:44
  • Normanno
    Nave militare del Quatar costruita interamente dal cantiere navale di Palermo.

    Visto che questa bacheca è diventata un luogo virtuale di disgrazie palermitane incomincerò a mettervi anche le buone notizie che sono almeno quante le cattive!.

    Le tute blu del cantiere navale di Palermo costruiranno una nave militare commissionata a Fincantieri dal ministero della Difesa del Qatar.
    L'annuncio ai sindacati dei metalmeccanici è stato dato oggi dal gruppo navale di Trieste. Il taglio delle lamiere comincerà fra qualche giorno.
    L'unità militare sarà realizzata in venti mesi. Da tempo i sindacati chiedevano la costruzione di una nave.

    Grande il coinvolgimento della forza lavoro di tutto il cantiere navale e dell'indotto, per la costruzione, la fornitura di impianti, arredi e motori.
    La nave non è l'unica novità presentata ai sindacati. Fincantieri ha infatti previsto anche la costruzione di tronconi di navi da crociera, per un totale di 1.400.000 le ore di lavoro di costruzione.

    Tutta colpa di Orlando e dell'assessore Catania,costruire intere navi per i beduini che vergogna!
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    08 ott 2021 13:15
  • belfagor
    E LA SICILIA RIMANE….A SECCO
    Negli scorsi giorni il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali ha approvato 149 progetti presentati dalle varie Regioni per l’attribuzione di 1,6 miliardi di euro del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) destinati ad agricoltura e infrastrutture irrigue.
    Sono stati approvati progetti un po’ in tutte le regioni, tranne una: la SICILIA.
    La Regione aveva presentato 61 progetti, per un totale di 422 milioni di euro, ma il ministero non ne ha approvato….. nemmeno uno, perché nessuno rispettava tutti i criteri necessari.
    Di questi 61 progetti presentati dall’assessorato regionale dell’Agricoltura della Sicilia nessuno è rientrato nella graduatoria che è stata pubblicata nel decreto del ministero.
    Ventinove progetti non erano stati presi in considerazione fin dall’inizio; i restanti 32 sono stati bocciati perché non rispettavano i criteri indicati dal bando.
    Non solo: nessun progetto siciliano è stato inserito nella “lista d’attesa” di quelli ammissibili ma non immediatamente finanziabili per esaurimento delle risorse, ma che potrebbero essere ripescati se si trovassero nuovi finanziamenti.
    Un vero disastro !!!!
    L’esclusione è molto grave, ed è arrivata tra l’altro al termine di un’estate in cui i problemi di irrigazione per il settore dell’agricoltura siciliana sono stati molto pesanti.
    Antonino Scilla, assessore siciliano dell’Agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea ha reagito alla bocciatura accusando il governo centrale di “ostilità” nei confronti della Regione:
    La realtà è diversa.
    L’assessorato e i consorzi di bonifica non sono stati capaci di presentare dei progetti che rispettassero i 23 requisiti richiesti
    Su questi requisiti erano tutti d’accordo compresa la Regione Siciliana che li ha votati e approvati nella Conferenza Stato-Regioni.
    Ebbene, quei criteri in Sicilia non sono stati rispettati.
    Il Ministero aveva coinvolto per la loro definizione tutti gli enti proponenti, cioè i Consorzi di bonifica, le Autorità di distretto, le Regioni e le Province autonome.
    I requisiti sono stati addirittura approvati con due decreti ministeriali a giugno e luglio, e poi hanno incontrato l’ok della Conferenza Stato-Regioni.
    Le istanze sono state inserite nella piattaforma telematica Dania, come deciso unanimemente dalle stesse Regioni.
    Bene, pare che Sicilia nell’inserimento dei dati abbia sbagliato, tutto o quasi.
    Che i consorzi di bonifica siciliani fossero dei carrozzoni clientelari era risaputo, ma che i loro burocrati e i loro dirigenti non fossero capaci di fare un progetto questa è nuova.
    Quello che è accaduto, sostengono i funzionari del ministero, è che la Regione ha commesso una serie pesante di errori.
    Ciò è confermato dal responsabile del Consorzio bonifica Sicilia Orientale «Sapevamo che i progetti inviati avevano un progettazione non adeguata.
    Li abbiamo inviati perché in questi casi un tentativo si fa ma eravamo consapevoli che potessero essere messi da parte».
    I consorzi di bonifica non possono nemmeno giustificare tale incapacità con la storiella della carenza di dirigenti , infatti recentemente i dirigenti erano aumentati in maniera vertiginosa.
    I dirigenti in servizio all’atto di costituzione dei Consorzi di Bonifica nel 2017 erano 14.
    Per effetto dell’articolo 8 del regolamento che disciplina l’organizzazione dei consorzi tale numero sarebbe dovuto diminuire a 7 nel corso del tempo.
    E invece…….. sono stati nominati altri 19 dirigenti.
    Cioè tali dirigenti invece di 7 sono diventati….33.
    E i risultati si vedono.
    COMPLIMENTI!!!!
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    07 ott 2021 12:49
  • belfagor
    LA SPIAGGIA DI ROMAGNOLO: CHI NON VUOLE CHE RINASCA?
    Giorni fa uno strano incendio, in pieno giorno, ha parzialmente distrutto il pontile di Romagnolo.
    La storia di tale pontile è una storia poco edificante dove le istituzioni pubbliche, come al solito, non ne escono molto bene .
    Realizzato, sulla storica spiaggia di Romagnolo, nel lontano 2003 dalla Provincia di Palermo , è costato ben 2 milioni e mezzo di euro ma non è mai stata ufficialmente aperto al pubblico .
    Teoricamente avrebbe dovuto rilanciare turisticamente la spiaggia di Romagnolo, penalizzata e degradata pesantemente durante il “Sacco edilizio” ( la zona era diventata la discarica della città) .
    Il pontile purtroppo è stato abbandonato da anni al degrado, pericolante e più volte sequestrato a causa della propria inagibilità.
    Con lo scioglimento delle province, il pontile è passato sotto la “gestione” della Regione Siciliana.
    Nel 2019 la Regione, con un bando, ha cercato di darlo in concessione onerosa a privati .
    Nonostante le pessime condizioni , la concessione è stata aggiudicata per 30 anni alla società “Aenne Press Spa, una solida realtà imprenditoriale impegnata nella grande distribuzione di giornali, libri e riviste.
    La ditta che ha vinto il bando si era impegnata a farsi carico delle spese di ristrutturazione della passerella e del pagamento del canone annuale di concessione.
    Il progetto di riqualificazione del luogo prevede la creazione di un lido affiancato da un bar, un ristorante, una piscina, un’area sportiva e un parcheggio.
    La struttura sarà dotata di pannelli fotovoltaici.
    Tale nuova struttura avrebbe rilanciato la spiaggia e la costa sud
    Purtroppo il Covid ha bloccato tutto.
    In questi mesi si è ricominciato a trattare. Proprio qualche giorno fa sono terminate le prove di sforzo e i carotaggi sul luogo interessato, effettuate da un’azienda privata incaricata dalla “Aenne Press Spa. I risultati dovrebbero essere resi noti a breve.
    Perciò , tra non molto, sarebbe stato firmato l’accordo definitivo con la Regione e probabilmente la prossima estate la spiaggia di Romagnolo sarebbe rinata.
    Purtroppo a qualcuno da fastidio che la spiaggia di Romagnolo e la costa sud rinasca.
    Verso le 19 dello scorso lunedì 27 settembre, alcuni ignoti hanno appiccato il fuoco al pontile .
    L’incendio sembra sia stato circoscritto e ha creato relativamente pochi danni.
    Rimane però la gravità del gesto.
    Il presidente di “Aenne Press Spa” Giovanni Nangano, è amareggiato :
    “Ho sempre creduto nella forza di volontà e nella voglia di fare del bene per la propria terra . L’incendio avvenuto qualche sera fa mi ha lasciato molta amarezza ma non per questo mi arrendo. Adesso bisogna calcolare il danno e valutare il da farsi”.
    Il presidente della Pro Loco Romagnolo, Giovanni Colletti , ha così commentato l’accaduto :
    “Mi rammarico per quanto successo qualche giorno fa . Spero che questo vile gesto non vanifichi l’impegno profuso dall’imprenditore Giovanni Nangano che da tempo manifesta un sincero e concreto interesse per la riqualificazione del pontile e della borgata tutta”.
    Purtroppo nessun messaggio di solidarietà è arrivato dalle istituzioni, comunali, regionali e statali.
    E solo dimenticanza?
    P.S. Mentre i privati puntano sul rilancio turistico della costa sud, c'è invece qualcuno che rema contro.
    Il caso del depuratore di Acqua dei corsari è emblematico: come si può investire , rischiando i propri soldi, se poi qualcuno non depura le acque e permette lo scarico a mare delle acque fognarie?
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    01 ott 2021 07:24