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  • 24 set 2020

    Aeroporto Falcone Borsellino | Tamponi rapidi per chi arriva da da Spagna, Grecia, Malta, Croazia e Francia

    di Fabio Nicolosi

    Il primo stock di tamponi rapidi arriverà oggi (ieri per chi legge ndr) dall’Asp di Palermo all’aeroporto Falcone Borsellino. E da stasera (ieri per chi legge ndr) saranno utilizzati sui passeggeri in arrivo da Marsiglia; ma serviranno per testare tutti i viaggiatori che nei prossimi giorni sbarcheranno a Punta Raisi da Spagna, Grecia, Malta, Croazia e Francia (le Regioni della Francia indicate nell’ordinanza del ministro della Salute: Alvernia-Rodano-Alpi, Corsica, Hauts-de-France, Île-de-France, Nuova Aquitania, Occitania, Provenza-Alpi-Costa azzurra). Il test antigenico rapido (tampone rino-faringeo) sarà eseguito dai medici dell’Asp di Palermo, con la collaborazione dei medici dell’Usmaf, la sanità aerea. L’esito del test sarà disponibile in 15 minuti. In caso di positività, il passeggero si sottoporrà a un tampone di conferma e sarà data comunicazione al dipartimento di prevenzione dell’Asp di Palermo per il tracciamento epidemiologico. “Il test richiederà 15 minuti. Qualche altro minuto servirà per la registrazione e il referto - dice Salvatore Zichichi, medico dell’Usmaf - Sono a disposizione due sale, dove i viaggiatori potranno attendere il risultato del test. L’Usmaf, che ha il coordinamento della struttura sanitaria all’aeroporto di Palermo, ha organizzato due ambulatori - conclude Zichichi - Non sarà necessario ripetere l’esame per chi presenterà la documentazione di test a mezzo tampone effettuato entro le 72 ore dall’ingresso in Italia”.

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  • 24 set 2020

    AMAT | La sanificazione dell’aria tramite fotocatalisi approda sugli scuolabus

    di Fabio Nicolosi

    Sanificare in maniera continua l’aria all’interno degli scuolabus è l’obiettivo che si è dato Amat per garantire al meglio la protezione degli studenti trasportati durante il servizio scolastico effettuato per conto del comune di Palermo. A tale scopo, su ciascun veicolo sono stati installati gli innovativi sistemi AIRsteril®, testati e certificati dall’Ente internazionale SGS e già utilizzati in ambito aereospaziale e sanitario che, utilizzando la tecnologia della fotocatalisi, purificano e disinfettano simultaneamente l’aria e le superfici all’interno dell’abitacolo. La fotocatalisi è un processo assolutamente ecologico che sfruttando il biossido di titanio e la luce UV generano e diffondono nell’ambiente un plasma a base di ossigeno e molecole di idrogeno, invisibile, inodore e totalmente innocuo per le persone e i materiali, capace di trasformare e mineralizzare le sostanze organiche in sostanze inorganiche, rendendole inerti. In tal modo, i purificatori molecolari agiscono su qualsiasi sostanza, sia solida che gassosa presente nell’aria quali, virus, batteri, muffe, gas, pollini, composti organici volatili e odori, purificando l’aria e aumentando la sintesi di endorfine, con effetti benefici sull’organismo umano. Il sistema si aggiunge, a maggiore garanzia di sicurezza per i passeggeri, alla regolare messa in atto dei protocolli di igiene e disinfezione già previsti dalle vigenti disposizioni.

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21 set 2020

Luigi Biondo: un grande palermitano “stranamente“ dimenticato

A Palermo in tutti gli ospedali o ambulatori della città troviamo un "padiglione Biondo", un "reparto Biondo",un "ambulatorio Biondo" o un "centro di vaccinazione Biondo". Eppure nessuno sa chi sia stato questo “signor Biondo” . Se  qualcuno cerca di saperne di più non trova niente, nemmeno su  Wikipedia. Ma allora chi era questo  misterioso “signor Biondo” ? Può sembrare strano ma il “ signor Biondo “ non era un grande luminare della medicina , anzi non era neanche medico, ma ha fatto per la sanità a Palermo più dello Stato , della Regione e del Comune, messi insieme. Infatti è stato il più  grande e generoso benefattore che Palermo abbia mai avuto : ha  donato, in vita,  ben quattordici importanti edifici, tra padiglioni ospedalieri e case di assistenza. In parole povere ha donato tutto il suo patrimonio personale per dotare Palermo di alcuni dei più importanti preside sanitari e assistenziali. Per raccogliere qualche informazione ho dovuto cercare tra gli archivi  dei giornali e ho trovato un vecchio articolo di Gabriello Montemagno da cui ho tratto le seguenti informazioni . Luigi Biondo,  era nato a Palermo il  1872  : apparteneva ad una famiglia di librai editori, proprietari di una tipografia in via del Protonotaro.on il padre e i fratelli, trasformo  l'impresa tipografica di famiglia in una vera e propria casa editrice, specializzata in libri scolastici e  collane per ragazzi  . Tra l' altro, crearono la maggiore fra le collane per ragazzi di quell' epoca, la "Bibliotechina aurea illustrata" che raccoglieva racconti e romanzi di autori come Edmondo De Amicis, Luigi Capuana, e le avventure di Emilio Salgari. Erano grandi appassionati di teatro, tanto che , acquistarono un' area durante la realizzazione di via Roma e ottennero la concessione dal Comune per edificare un teatro che, ancor oggi,  rappresenta il principale teatro di prosa di Palermo. Oltre  il Teatro Biondo, costruirono e gestirono per anni  il Kurssal  di via Emerico Amari  e il cineteatro Massimo (oggi Teatro al Massimo) di piazza Verdi. Inoltre attrezzarono l' edificio del teatro Biondo  con un elegante bar-ristorante, con il Salone delle feste, e con un albergo diurno affidato all' impresa milanese di Cleopatro Cobianchi. Alla fine degli anni Venti i fratelli  Biondo decisero di separare il patrimonio. A Luigi rimase lo stabile di piazza Verdi col cine-teatro Massimo e un cospicuo capitale in denaro.. Così Luigi, dopo la divisione dell'eredità, preferì  trasferirsi a Roma dove investì in speculazioni finanziarie e in borsa, accumulando uno straordinario patrimonio. Rimasto celibe, visse la sua lunga vita esclusivamente per il lavoro e per incrementare il suo capitale. Era un uomo  frugale e nonostante fosse molto ricco viveva semplicemente, senza lussi e agi. E tutto ciò non per avarizia, ma perché nutriva un grande sogno:  creare a Palermo  alcune  strutture sanitarie e assistenziali che né il Governo né la Regione ne  il Comune  erano stati capaci di realizzare. Così, negli ultimi anni di vita, ritorna a Palermo e si mette subito al lavoro . E, spinto da questo spirito filantropico, dota la città di ben quattordici complessi  sanitari e assistenziali, costruiti a proprie spese (senza contributi pubblici) nell' arco di soli sette anni, dal ' 58 al ' 65, per una spesa di oltre un miliardo di lire dell' epoca, Ed ecco, dunque, creare, in solo 7 anni,  e consegnare alla città  e ai vari enti pubblici Un fabbricato di quattro piani per l' Ospedale dei bambini; La Casa della madre e del bambino, edificio di due piani in piazza Danisinni; un padiglione per lo studio e la cura contro il cancro, al Policlinico; un fabbricato di due piani per la rieducazione dei minori disadattati, presso l' Ospedale psichiatrico di via Pindemonte; un grande fabbricato di cinque piani, con 115 posti letto, nell' ambito di Villa Sofia, da utilizzare - come annotò lo stesso Luigi Biondo - «ad ospedale geriatrico per i vecchi di ambo i sessi cronici, incurabili, paralitici che negli ospedali non li accettano»; un centro studi di gerontologia, da lui descritto come un edificio «con 60 comode poltrone in legno per studenti universitari per specializzarsi in malattie della vecchiaia, munito di cinema per proiezioni scientifiche»; un edificio di due piani a Villa Sofia, come ospedale pediatrico e traumatologico; un edificio di cinque piani in via Lazzaro, come "asilo nido permanente"; un edificio di tre piani quale padiglione di cardiochirurgia all' Ospedale Civico; un secondo padiglione per minori disadattati (due piani) all' Ospedale Psichiatrico, con questa annotazione: «commosso dalle lacrime dei genitori che hanno figli scemi»; un edificio di quattro piani in corso Calatafimi, quale casa di riposo per vecchi inabili e non abbienti; un edificio di tre piani in via Noce, quale ricovero per bambini fino ai 6 anni (Aiuto Materno); un ambulatorio dermosifilopatico all' Ospedale Civico;  un piano terreno come mensa popolare per i non abbienti. In parole povere,  buona parte delle strutture sanitarie di Palermo le ha fatte costruire lui !!! Alla fine, povero e senza un soldo, Luigi Biondo  morì  il 30 agosto 1967, all’età di 95 anni, ospite delle suore presso l' orfanotrofio da lui costruito in Via Noce. Al suo funerale erano presenti  solo….50 persone e nessuna autorità politica !!!!. Dopo tanta straordinaria generosità, la città “ stranamente” non gli ha mai dedicato una strada, neanche in periferia . E così abbiamo un “lungomare” dedicato, in pompa magna, a un discusso personaggio politico medio orientale ma nemmeno un vicolo per un uomo che ha dato tanto per questa città. COMPLIMENTI !!!!  P.S. Luigi Biondo “ giustamente” è stato dimenticato perché è un esempio imbarazzante e scomodo per i nostri “amministratori”. Un uomo che in soli 7 anni ha dotato, con i propri soldi,  la città di gran parte  delle sue strutture sanitarie e assistenziali  esistenti è un “ pessimo esempio”. E meglio “ promettere” e non fare niente o sperperare i soldi pubblici in opere inutili.

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18 ago 2020

Semafori photored: una rivoluzione per educare i palermitani?

Molti di noi, noi palermitani, viviamo o abbiamo vissuto lontani dalla nostra città. Abbiamo visto coi nostri occhi le città gestite da una buona amministrazione, dove ogni cosa pubblica ha un ufficio preposto alla sua manutenzione e soprattutto al suo miglioramento. Fuori Palermo, anche restando in Sicilia, ad esempio nella zona del ragusano, abbiamo imparato ad usare le rotonde, a dare le precedenze e ad utilizzare uno strumento fondamentale nella guida cittadina: la linea di arresto. Quando le auto, allo scattare del rosso, si fermano prima della linea di arresto, magicamente, le strisce pedonali restano sgombere, senza che i pedoni, i passeggini e le carrozzelle debbano fare nessuno slalom e nei momenti di traffico le auto riescono a defluire e l'incrocio resta libera per il flusso perpendicolare. Un fantastico metodo per controllare e educare i palermosauri all'utilizzo di questo magico strumento (la cui manutenzione, insieme a tutto il resto della segnaletica orizzontale e verticale, dovrebbe essere preoccupazione primaria dell'amministrazione) è il controllo del rosso semaforico, attivo in moltissime altre città. Allo scattare del rosso ti devi fermare, prima della linea d'arresto, altrimenti multa. Credo che sarebbe un'ottima soluzione. "Ma a Palermo i controlli sono una tantum e ci sono solo quando si deve fare cassa", molti direbbero questo. Io credo che i controlli e una campagna delle buone regole siano gli unici metodi efficaci per cambiare un po' di cattive abitudini che abbiamo qui a Palermo, dove tra clacson, slalom pedonali, marciapiedi rotti, ciclabili inesistenti, strade fatiscenti, parcheggi selvaggi e chi più ne ha più ne metta, la vita nella giungla cittadina risulta particolarmente stressante. Insieme, tutti insieme, con l'aiuto di un'amministrazione amica, possiamo riuscire a cambiare in meglio la nostra bellissima città. Riccardo

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  • belfagor
    “ REPUBBLICA” 22/09/2020
    Palermo, chiesto il processo per la "cricca" al Comune. La procura: "A giudizio Li Castri e Seminerio"
    di SALVO PALAZZOLO
    C’è l'ombra di un grande imbroglio dietro il progetto di edilizia residenziale convenzionata sulle aree di via Maltese (ex Keller), via Messina Marine e via San Lorenzo, le ex aree industriali di Palermo.
    Dopo il blitz, scattato il primo marzo 2020, la procura chiede un processo per la “cricca”, il comitato d’affari che avrebbe tentato di aggirare il piano regolatore con una delibera del Consiglio comunale, per attestare "l’interesse pubblico" all’operazione (delibera che per fortuna è stata bocciata).

    L’8 ottobre, davanti al giudice Ermelinda Marfia, si ritroveranno all’udienza preliminare due funzionari comunali, Mario Li Castri, ex dirigente dell’Area tecnica del Comune, e Giuseppe Monteleone, già dirigente dello Sportello unico delle Attività produttive; l’architetto Fabio Seminerio; gli ex consiglieri comunali (si sono dimessi dopo l’arresto) Giovanni Lo Cascio, era capogruppo del Pd e presidente della commissione Urbanistica del Comune, e Sandro Terrani, all’epoca capogruppo di Italia viva, membro della commissione Bilancio. La richiesta di rinvio a giudizio riguarda anche i costruttori Giovanni Lupo e Francesco Lo Corte, della Biocasa srl; Agostino Minnuto, direttore dei lavori di un cantiere della Biocasa; e l’architetto Giovanna D’Attardi, compagna di Monteleone, che dalla Biocasa avrebbe avuto diversi incarichi. Gli imputati sono indagati, a vario titolo, di corruzione.

    Le indagini, condotte dai finanzieri del nucleo di polizia economico finanziaria e dai carabinieri del nucleo investigativo di Palermo, hanno fatto emergere un «sistema corruttivo – come lo ha chiamato il gip Michele Guarnotta, che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare – un sistema innervatosi da almeno tre lustri all’interno degli uffici tecnici del Comune, a causa delle continue e pervicaci malversazioni poste in essere in primis dagli indagati Li Castri e Monteleone, evidentemente abili a sfruttare ripetutamente la deplorevole inerzia degli stessi organi di controllo comunali, chiaramente dimostratisi del tutto incapaci di difendere l’ente locale». I due superburocrati erano già stati condannati per lottizzazione abusiva, per la costruzione delle loro ville a Mondello, ma continuavano ad avere la fiducia dell’amministrazione.

    Lo ha scritto chiaramente il giudice che ha firmato il loro arresto:
    «Continuano a godere di un’ampia fiducia all’interno degli organigrammi comunali, sicché appare chiaro che in assenza di un’adeguata misura cautelare potranno continuare a beneficiare di incarichi apicali all’interno dell’area tecnica e di ogni altra struttura amministrativa affine».

    Parole pesantissime. Li Castri, annotava il giudice, «continua ad avere, al di là degli incarichi formalmente rivestiti, un inusitato potere decisionale in relazione all’intera organizzazione comunale».
    E, soprattutto, una «strettissima contiguità — questa l’espressione utilizzata dal giudice — con l’assessore Emilio Arcuri», descritto come «uno dei principali sponsor» di Li Castri.
    Nel provvedimento di arresto veniva riportata un’intercettazione in cui l’esponente politico chiedeva consigli al funzionario su come far ruotare gli incarichi all’interno dell’Area tecnica. Eppure, in un altro dialogo, fra l’assessore e Paola Di Trapani (la dirigente del settore Risorse umane), era lo stesso Arcuri a chiamare ironicamente Li Castri «un imbroglione». Anche quel dialogo è finito intercettato, anche se Arcuri non è stato indagato.

    «Sin dall’inizio di questa vicenda sono stato un semplice testimone – ha replicato in una nota l’ex assessore – allorquando sono stato sentito quale persona informata dei fatti, ho cercato di dare un contributo di chiarezza in ordine all’indirizzo politico dell’amministrazione ed ai provvedimenti che andavano adottati in esecuzione di una deliberazione del consiglio comunale del 2013, in conformità alla legge regionale del 2016 che prevede per gli interventi di edilizia residenziale pubblica la dichiarazione di pubblico interesse da parte del consiglio comunale».
    Ma è rimasto il mistero sullo strapotere dell’architetto Li Castri all’interno del Comune di Palermo.
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    24 set 2020 12:32
  • belfagor
    PONTE CORLEONE FLOP: I SOLDI C'ERANO MA NON SONO STATI SPESI
    I lavori, finanziati cinque anni fa con 17 milioni, non sono mai partiti per il raddoppio della struttura sarà ora necessario reperire altri fondi
    di ANTONIO FRASCHILLA

    “ Repubblica” 18 settembre 2020

    Il Comune di Palermo scalda i motori per utilizzare i fondi europei in arrivo con il Recovery fund e domani il sindaco Leoluca Orlando presenterà i progetti chiesti per la città. Peccato però che Palazzo delle Aquile abbia già a disposizione milioni e milioni di euro e da anni non li utilizza, tanto che in alcuni casi di fatto li ha persi. Come per il raddoppio del ponte Corleone, una struttura che ha « alcune evidenti criticità infrastrutturali » come emerso in una recente relazione del ministero, e per la quale lo Stato ha messo a disposizione 17 milioni di euro già cinque anni fa nel cosiddetto Patto per Palermo di renziana memoria. Ad oggi non un euro di queste somme è stato impegnato dal Comune e adesso arriva la notizia che lo Stato ha dirottato altrove il finanziamento. Il motivo? «I fondi in questi anni non sono stati utilizzati e quindi sono stati svincolati, adesso occorrerà reperire altre risorse » , dicono dal ministero delle Infrastrutture.

    Così un ponte strategico per Palermo e la Sicilia come lo era il ponte Morandi per Genova, essendo « l’unico collegamento tra le autostrade Palermo- Catania e Palermo- Trapani», resta senza interventi e quindi a rischio chiusura: tanto che lo stesso Comune ha limitato il traffico ai veicoli con più di 11 tonnellate di peso. Ma chi controlla giornalmente che questi mezzi non transitino su questo ponte malridotto?
    Il caso dei soldi persi per il raddoppio del ponte Corleone è esploso nei giorni scorsi con una nota del provveditore alle opere pubbliche della Sicilia, Gianluca Ievolella, in risposta a una interrogazione del deputato del Movimento 5 stelle Adriano Varrica. Dalla relazione si scopre che a cinque anni dal varo del Patto di Palermo, con tanto di firma scenografica nella Valle dei Templi tra Matteo Renzi e il sindaco Orlando, ad oggi il Comune non ha completato nemmeno l’appalto per la revisione della progettazione dell’opera: revisione perché esisteva un vecchio progetto affidato dall’amministrazione Cammarata alla società Cariboni che poi ha avuto problemi economici mollando l’appalto.

    Nel Patto per Palermo erano stati quindi inseriti 17 milioni di euro per « l’intervento di realizzazione dei ponti laterali al ponte Corleone » : soldi adesso dirottati altrove. « Ma l’intervento ha carattere di estrema urgenza — scrive Ievolella al ministero delle Infrastrutture, chiedendo di trovare altri fondi — poiché l’eventuale chiusura del ponte esistente per lavori di manutenzione straordinaria di fatto chiuderebbe la principale arteria di accesso alla città».
    I
    l ponte « ha evidenti criticità » , come scrive il provveditore alle opere pubbliche, che aggiunge: « La struttura presenta forti fenomeni di carbonizzazione del calcestruzzo in vaste aree per spessori che superano il copriferro peraltro inesistente in varie zone delle strutture. Le armature in ferro utilizzate all’epoca sono di acciaio e appaiono vistosamente ridotte di sezione a causa della corrosione. A cura del Comune sono stati eseguiti 15 anni fa dei carotaggi sul calcestruzzo per l’individuazione della resistenza con esiti confortanti, ma no risultano effettuate prove di carico sull’impalcato e nemmeno un monitoraggio continuo del ponte».

    Il caso dei soldi ancora non spesi per il ponte Corleone, e che adesso dovranno essere reperiti altrove nelle pieghe del bilancio dello Stato, arriverà anche a Sala delle Lapidi. Il presidente del Consiglio Salvatore Orlando ha scritto una nota alla giunta per chiedere chiarimenti: « Laddove sia confermata la carenza delle fonti di finanziamento per gli interventi, malgrado l’impegno profuso da oltre 5 anni dall’amministrazione comunale, si chiede di conoscere quali iniziative a carattere di urgenza siano state impegnate, ciò al fine di tutelare primariamente la sicurezza dei trasporti ».

    Cinque anni per non avere nemmeno un progetto definitivo per un ponte strategico per la città.
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    20 set 2020 07:50
  • punteruolorosso
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    20 set 2020 07:02
  • belfagor
    L' ASSESSORE CATANIA CONTRO TUTTI
    Migliaia di palermitani stanno firmando una petizione sul sito “Change.org “dal titolo: “Revoca della Assurda pista ciclabile Villafranca – Praga”.
    “Un’arteria di traffico, già con problemi, non si intasa. Fra i tanti posti in cui si poteva realizzare una bella pista ciclabile si è scelto, per cieca protervia, senza confronto o consenso, il peggiore. Peraltro con soluzioni di insicurezza e illogicità per ciclisti, automobilisti e pedoni. Vogliamo Liberare Palermo da questa arroganza e stoltezza con cui si tratta il bene comune e la qualità della vita dei palermitani. Non vogliamo protestare. Vogliamo cose fatte bene per il bene dei cittadini di Palermo. I palermitani meritano di più di queste cose raffazzonate, incongrue, senza logica e tecnica, senza progetto e respiro urbanistico”.
    Che il progetto era frettoloso e raffazzonato lo dimostra il fatto che l’amministrazione comunale sta cancellando le strisce blu dei parcheggi.
    Al Comune si sono accorti che lo spazio per le piste ciclabili e i parcheggi rendeva la strada troppo stretta per il transito delle auto e soprattutto per gli autobus.
    Gli ingorghi, gli incidenti e le lunghe code in questi giorni nelle strade dove sono “spuntate” le piste ciclabili, ne sono una dimostrazione.
    Ma l’assessore Catania non demorde e minaccia denunce :
    “Ho verificato in prima persona e all’infortunistica della polizia municipale non risulta alcun incidente. Per questa ragione, ho detto al comando di procedere con l’individuazione e la denuncia ( sob!!!!) di tutti quelli che sui social postano foto di falsi incidenti. Sono tutte fake news. C’è in atto– aggiunge l’assessore – un tentativo di delegittimare le piste ciclabili attraverso campagne sui social. Un allarmismo ingiustificato e una parte della politica va dietro a queste false notizie”.

    P.S. Forse l’assessore Catania invece che minacciare denunce e utilizzare la polizia municipale per individuare i suoi detrattori sui social ,farebbe meglio a risolvere le tante criticità di questa pista ciclabile.
    Inoltre si interroghi perché i cittadini , compresi i ciclisti e le loro associazioni sono critici su questa pista ciclabile ?
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    19 set 2020 06:20
  • angelo65
    lavori anello ferroviario in via sicilia
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    17 set 2020 20:35