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  • 17 gen 2020

    Moovit | Report mondiale 2019: Palermo maglia nera per i tempi di attesa

    di Fabio Nicolosi

    Moovit ha analizzato i tragitti compiuti dagli utenti nel 2019 per delineare una fotografia globale del trasporto pubblico. I dati raccolti, combinati con un questionario inviato a tutti gli utenti nelle scorse settimane, offrono oggi una visione completa sul modo di spostarsi delle persone nel contesto urbano. Abbiamo estrapolato i dati e paragonati con le altre città italiane facenti parte della piattaforma. Lo spostamento medio dura a Palermo 36 minuti. Il tempo di viaggio include i percorsi a piedi, l'attesa alla fermata e il tempo trascorso a bordo di uno o più mezzi. Palermo purtroppo é con Trapani la città dove i mezzi pubblici si attendono per più tempo, quasi 25 minuti. Inoltre siamo la terza città dopo Venezia e Napoli per quanto riguarda il tempo che gli utenti camminano ogni mattina da quando escono di casa a quando raggiungono il luogo di lavoro o di studio (il tragitto per arrivare alla fermata, per effettuare un cambio...) Il 57% degli utenti utilizzano una sola linea durante un viaggio medio, senza nessun cambio. 4Km é la distanza media percorsa per raggiungere il luogo di studio o lavoro. Alla domanda "Cosa ti incoraggerebbe ad utilizzare il trasporto pubblico più frequentemente?" le risposte più numerose sono state "Tempi di attesa alla fermata più brevi, con passaggio dei mezzi più frequenti" e "Tempi esatti di arrivo alla fermata rispetto agli orari stabiliti" Proseguendo é stato chiesto "Quante volte utilizzi i mezzi di micro-mobilità come bike sharing e scooter sharing nella tua città?" Il 92% ha risposto "Mai, nonostante nella mia città esistano servizi di micro mobilità" Insomma un quadro per nulla piacevole per i nostri amministratori. 36 minuti di viaggio, di cui 25 di attesa e circa 811m percorsi a piedi. Se poi ci aggiungiamo che la distanza media per gli spostamenti é di soli 4km, capiamo bene perché il cittadino medio preferisce utilizzare il mezzo privato al mezzo pubblico. Volete mettere la comodità di scendere di casa, non dover aspettare il mezzo pubblico, percorrere 4km in meno 15 minuti? E se non dovessi trovare posto? Beh ho ancora altri 21 minuti per trovarlo prima che raggiunga il tempo impiegato con i mezzi pubblici. Sicuramente incide la mancanza del biglietto unico, tra Amat e Trenitalia, ma sulla frequenza e sulla scarsa capillarità dei mezzi pubblici ne abbiamo parlato talmente tante volte che potremmo scriverci un enciclica. C'è un modo per rivedere questi dati e questi numeri? Si, rivedere con attenzione i percorsi dei mezzi pubblici valutando gli spostamenti dei pendolari palermitani che non viaggiano solo con il 101 o con la linea 1 del tram... Vorremmo sottoporre questo report al Sindaco di Palermo e all'assessore comunale Giusto Catania il modo migliore per raggiungere l'obiettivo é condividere questo articolo. Il report completo di tutte le 99 aree nel mondo, con la possibilità di effettuare comparazioni tra paesi o città, è disponibile ​facendo clic qui​.

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  • 16 gen 2020

    Viabilità | Dal 20 Gennaio chiude via Candelai per la riqualificazione della pavimentazione stradale

    di Fabio Nicolosi

    Il prossimo 20 gennaio è prevista la chiusura di via Candelai per consentire l'esecuzione dei lavori di riqualificazione della pavimentazione stradale. Questi dureranno circa 70 giorni. L'ufficio traffico rende noto agli automobilisti alcuni percorsi alternativi: 1) Da via Roma: immettersi in via Napoli, piazza Bottego, via Bari, discesa dei Giovenchi, piazza S. Onofrio, via Panneria, via Spirito Santo e raggiungere via Candelai. 2) Da via Montevergini: percorrere via Celso via S.Agata alla Guilla, piazza Sett’Angeli, via dell’Incoronazione, via Matteo Bonello, via Papireto, piazza V. Emanuele Orlando, via Nicolò Turrisi, via Salesio Balsano, via Volturno, piazza Giuseppe verdi, via Cavour, via Roma, via Napoli, piazza Bottego, via Bari, discesa dei Giovenchi, piazza S. Onofrio, via Panneria, via Spirito Santo e raggiungere via Candelai. 3) Da via V. Emanuele: precorrere via Matteo Bonello, via Papireto, piazza V. Emanuele Orlando, via Nicolò Turrisi, via Salesio Balsano, via Volturno, piazza Giuseppe verdi, via Cavour, via Roma, via Napoli, piazza Bottego, via Bari, discesa dei Giovenchi, piazza S. Onofrio, via Panneria, via Spirito Santo e raggiungere via Candelai. 4) Da corso Alberto Amedeo: percorrere piazza V. Emanuele Orlando, via Nicolò Turrisi, via Salesio Balsano, via Volturno, piazza Giuseppe verdi, via Cavour, via Roma, via Napoli, piazza Bottego, via Bari, discesa dei Giovenchi, piazza S. Onofrio, via Panneria, via Spirito Santo e raggiungere via Candelai. 5) Da corso Camillo Finocchiaro Aprile: percorrere piazza V. Emanuele Orlando, via Nicolò Turrisi, via Salesio Balsano, via Volturno, piazza Giuseppe verdi, via Cavour, via Roma, via Napoli, piazza Bottego, via Bari, discesa dei Giovenchi, piazza S. Onofrio, via Panneria, via Spirito Santo e raggiungere via Candelai. 6) Da via Goethe: percorrere via Nicolò Turrisi, via Salesio Balsano, via Volturno, piazza Giuseppe verdi, via Cavour, via Roma, via Napoli, piazza Bottego, via Bari, discesa dei Giovenchi, piazza S. Onofrio, via Panneria, via Spirito Santo e raggiungere via Candelai. 7) Da piazza Delle Stigmate/via Antonio Amico percorrere: via Alessandro Scarlatti, via Gaetano Donizzetti, piazza Giuseppe Verdi, via Cavour, via Roma, via Napoli, piazza Bottego, via Bari, discesa dei Giovenchi, piazza S. Onofrio, via Panneria, via Spirito Santo e raggiungere via Candelai.

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14 gen 2020

La ruggine del tempo, la sopraelevata e la solita incuria

Chi arriva a Palermo dall'autostrada Palermo-Messina, appena superato il ponte di Via Giafar, noterà un vecchio e arrugginito cartello stradale al centro dello spartitraffico. Quel cartello annuncia a imperitura memoria la volontà di costruire proprio da lì una sopraelevata, di cui restano (anche questi a imperitura memoria) dei bei piloni in cemento armato lungo tutta Viale Regione Siciliana. Non so se quel cartello, rimasto lì ad arrugginire anno dopo anno, abbia lo scopo di ricordare a tutti che le grandi opere qui si annunciano e chissà quando si completeranno, oppure se nel rimbalzo di competenze nessuno abbia pensato che toccasse proprio a lui rimuoverlo, o se sia piuttosto questo, un segno di abbandono, incuria e scarsa progettazione, il nostro miglior biglietto da visita a chi entra in città.  

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24 ott 2019

Viabilità Via C. Scobar - Piazza Einstein

Buonasera, mi chiamo Antonio, scrivo su questa piattaforma per la prima volta con la speranza di riuscire ad aprire un dibattito, quanto più possibile costruttivo, sul tema da me evidenziato. Allora sarò diretto, il problema con la viabilità nasce con i cambi fatti nei sensi di marcia durante la costruzione della linea 4 (Tram). Come si vede dal primo schema che ho prodotto (foto 1) il senso di marcia di Via Scobar è stato invertito, così da avere tre strade, tra di loro parallele, tutte con le stesso senso di marcia, intasando la Via Lancia di Brolo, ma soprattuto la piazza alla fine della stessa, che si vede costretta a gestire un traffico del tutto superiore alle sue capacità (considerando anche l'intersezione con i binari del tram su Via Leonardo Da Vinci delle linee 2,3,4 che generano con i semafori non poco traffico). La proposta che avanzo non è altro che un "ritorno alle origini", come vedrete dal secondo schema prodotto (foto 2) invertendo nuovamente il senso di marcia di Via Scobar, riusciamo non solo ad avere un più facile raggiungimento della Via Adolfo Holm, ma un minore traffico sulla Via Lancia Di Brolo e sulla piazza prima citata. Inoltre anche il traffico generato dalla rotonda riuscirebbe a essere gestito più facilmente non incrociandosi più con il traffico di risalita su Via Adolfo Holm. Aspettando vostre opinioni, oltre che altre possibili soluzioni vi ringrazio!

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  • belfagor
    I VARCHI DELLA ZTL NON SONO IN REGOLA
    Una sentenza di un giudice di pace di Cosenza rischia di azzerare tutte le multe della Ztl anche a Palermo.
    Il giudice calabrese ha annullato una multa perché la distanza tra i cartelli e le telecamere deve essere di almeno 80 metri.
    Immediatamente alcune associazioni di cittadini hanno chiesto di verificare tali distanze anche a Palermo.
    Da un primo esame sembra che gran parte dei varchi si trovano tra 60 a 25 metri dai cartelli .
    Particolarmente critica è la situazione dei varchi di Corso Vittorio Emanuele , via Cavour. e di via Lincoln.
    Il problema esiste soprattutto per i cittadini non palermitani o per i turisti che non conoscendo tale provvedimento si trovano all’ improvviso un cartello che ti avvisa della presenza delle Ztl. Spesso non si ha il tempo per frenare o cambiare strada.
    Tra il segnale stradale e il varco ci dovrebbe essere un margine di spazio minimo per consentire la “retromarcia” per l’automobilista.

    Esiste una distanza minima tra cartello Ztl e telecamera?

    Secondo il codice della strada la segnaletica dalla Ztl deve essere posta ad almeno 80 metri dalla telecamera di ingresso della zona a traffico veicolare limitato. E ciò perché tale distanza minima, indicata dal regolamento di attuazione al Codice della strada,, serve a consentire al conducente di cambiare direzione al veicolo senza mettere in pericolo sé stesso e gli altri utenti della strada.
    Risultato: sono nulle le multe elevate nei casi in cui l’ente locale non abbia rispettato questo spazio minimo.
    Per onestà intellettuale bisogna dire che il caso di Cosenza è un caso particolare..
    L’amministrazione comunale ha trasformato, dall’ oggi al domani, una zona che, per anni,è stata sempre libera al traffico, in una ZTL con tanto di cartelli e di telecamere. L’installazione di tali cartelli irregolari e di tali telecamere è stato fatto senza informare adeguatamente i cittadini.
    D’un tratto i cosentini si sono trovati a far i conti con un divieto inaspettato .
    Risultato: in molti hanno frenato solo davanti all’ inequivocabile cartello. Ma troppo tardi: le telecamere erano piantate a ridosso della segnaletica, "immortalando" così le targhe dei malcapitati.
    In parole povere una volgare “furbata” per fare cassa.
    Sotto questo aspetto l’automobilista palermitano difficilmente potrebbe dichiarare di non essere stato “ informato in tempo”. Chiaramente per un turista , un eventuale ricorso, avrebbe ottime possibilità di essere accolto da un giudice di Pace.
    Ma la sentenza di Cosenza affronta un altro spinoso tema

    La scritta" varco attiva" è illegittima

    Il giudice cosentino , nella sua sentenza, si è soffermato sulla non corretta comunicazione all’utenza stradale:.
    In parole povere non è abbastanza chiara la dicitura «Varco attivo» riportata sul display del dispositivo di rilevamento automatico..
    Un automobilista potrebbe pensare che il varco può essere attraversato tranquillamente mentre tale dicitura indica invece che sono “attivi” gli strumenti di rilevamento elettronico; dunque, chi passa viene multato.
    Tant’è che questa estate lo stesso Ministero ha imposto di cambiare la dizione “varco attivo” con “Ztl attiva” cioè la scritta “varco attivo” è diventata illegittima.
    Su questo aspetto sarebbe possibile un ricorso e il giudice di pace . considerando anche che la distanza minima dei cartelli non è rispettata, probabilmente annullerebbe la multa...

    P.S. per evitare una valanga di ricorsi, con pesanti ricadute sulle anemiche casse comunali basterebbe “adeguarsi “ alla legge , perciò cambiando la dicitura dei display e installando i cartelli almeno a 80 metri di distanza dalle telecamere..
    Per il Comune di Palermo è un impresa possibile ?
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    19 gen 2020 06:16
  • belfagor
    UNA MORTE ANNUNCIATA
    Il 24 maggio 2016 su MOBILITA PA fu pubblicato un articolo dal titolo: IL SEMAFORO CHE VERRA’.
    Chi percorre il FORO ITALICO verso Via Messina Marina, alla fine si trova di fronte a uno degli incroci più caotici e pericolosi della città, quello con VIA TIRO A SEGNO.
    Da anni si parla di istituire un semaforo , tutti si dicono d’accordo ma alla fine niente semaforo.
    Proprio di fronte a tale incrocio c’è la sede dell’AMG, l’ azienda comunale che si occupa dell’illuminazione pubblica , dell’installazione e della manutenzione degli impianti semaforici della città, ma nonostante questo niente.
    In attesa che si trovino questi benedetti soldi o la volontà politica (cosa un po’ più complicata), chi attraversa tale incrocio, a piedi o in auto, lo fa a suo rischio e pericolo.
    Qualcuno ha proposto in alternativa l’istituzione di una rotonda, anche molto economica,con un cordolo e dei vasi con qualche pianta, anche spelacchiata, come quelle che vengono piazzate a delimitare le isole pedonali.
    Ma anche da questo orecchio l’amministrazione è sorda.
    Tra l’altro la zona è mal illuminata e la sera è pericoloso attraversare la strada
    Il problema e aggravato dal fatto che dopo tale incrocio c’è una curva pericolosa (quella di VIA PONTE DI MARE) , resa ancora più pericolosa dal fatto che qualche” intelligentone” posteggia proprio in curva, in barba al divieto di sosta,, limitando la visuale.
    Francamente, visto che pretendere il rispetto del limite di velocità o il divieto di sosta in questa città è impresa impossibile, forse un dissuasore potrebbe “contenere" gli automobilisti a pigiare il pedale dell’acceleratore.
    A quanto sembra il fatto che ogni giorno in tale incrocio ci sono incidenti, non basta. C’è il sospetto che i nostri amministratori vogliono il morto. Infatti da noi se non c’è una vittima l’amministrazione non si muove.

    Purtroppo quello che avevamo annunciato è accaduto

    Nel tardo pomeriggio del del 31 dicembre un auto ha investito e ucciso un pedone in via Ponte di Mare a Palermo. L'incidente è avvenuto alle 17.45 : pare che a causa della scarsa illuminazione l'automobilista non abbia visto l'uomo che attraversava la strada. L'impatto è stato molto violento e l’uomo è morto in ospedale poco dopo la mezzanotte. ( Notizia ANSA).

    P.S Ormai nemmeno la morte smuove l’amministrazione comunale dal suo immobilismo. Ne il sindaco ne gli altri componenti della giunta, forse troppo impegnati per le feste di fine d’anno, hanno speso una parola di condoglianze per la famiglia della vittima.
    L’assessore ai lavori pubblici si è limitata a dire a TGS: “ stiamo lavorando, tra …2 anni sostituiremo l’impianto di illuminazione ” Chiaramente del semaforo nemmeno una parola
    E cosi’ la zona continuerà a rimanere senza semaforo, senza una rotonda , senza persuasori, senza strisce pedonali e…. al buio.
    Alla prossima vittima

    VERGOGNA !!!!
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    13 gen 2020 18:28
  • belfagor
    LA ZTL NOTTURNA : UNA SCELTA SUICIDA
    Ormai da anni la cosi detta “ movida” del centro storico è fuori controllo: auto posteggiate dovunque, locali strapieni di gente, musica a tutto volume fino alle 4 del mattino , tanta gente alticcia o ubriaca, locali ogni dieci metri, spesso senza licenza e non in regola con le norme igieniche, che occupano abusivamente gli spazi esterni. A questo si aggiungono anche gli spacciatori, le prostitute , i posteggiatori abusivi è l’opera è completa.
    Di fronte a questa situazione da quarto mondo , i residenti da tempo chiedono un intervento da parte delle istituzioni ma soprattutto dal Comune. Per anni l’amministrazione comunale e la prefettura non sono intervenuti o si è mossi con provvedimenti parziali e poco significativi. I famosi blitz risolvono momentaneamente il problema ma non affrontano la causa alla radice.
    Non si deve combattere il sintomo ma la causa .
    Ora finalmente il Comune tenta di affrontare il problema … alla propria maniera. L’assessore alla mobilita, Giusto Catania , senza consultare il consiglio comunale e i residenti, aveva deciso che …la ztl sarà estesa alle ore notturne .
    In parole povere tutto rimarrà come prima : possono le auto circolare tranquillamente per i vicoli del centro storico, possono posteggiare dove vogliono , i locali potranno occupare tranquillamente il suolo pubblico, possono aprire senza licenza e senza rispettare le norme igieniche, possono trasmettere musica ad alto volume fino all’alba e servire alcool senza problemi ma….si deve pagare 5 euro di ticket per la ztl notturna.
    La Ztl nel centro di Palermo nelle ore notturne ,in via sperimentale, doveva partire il 6 dicembre.
    Una misura che ,come spiegava l’assessore comunale alla Mobilità Giusto Catania :
    “è stata sollecitata dagli stessi residenti”
    Cosa non vera visto che i residenti chiedevano altri è più drastici provvedimenti.
    Invece di chiudere al traffico e al parcheggio le strade e i vicoli della “ movida”, obbligare i locali a non trasmettere musica dopo la mezzanotte, creare nuovi parcheggi nei pressi del centro storico, illuminati e controllati, e aumentare i controlli, l’assessore Catania ha deciso invece che ....... bisogna far pagare il ticket .
    COMPLIMENTI!!!!
    Che non si tratta di un vero provvedimento risolutivo ma di un palliativo , per giunta molto discutibile, lo dimostra il fatto che anche all’interno della maggioranza ci sono molte perplessità
    Da una parte “Sinistra Comune” che si schiera, senza esitazioni, con il “suo” assessore ,dall’altra parte gli altri consiglieri di maggioranza che chiedono un confronto con le associazioni di categoria e i residenti, anziché continuare con le solite “fughe in avanti dell’assessore”.
    Che non si tratta solo di un semplice “mal di pancia “ lo dimostra la netta presa di posizione di uno degli uomini più vicini al sindaco e cioè del presidente del consiglio comunale, Totò Orlando che ha scritto all’assessore per ribadire che sulla ZTL e le pedonalizzazioni decide Sala delle Lapidi e non la Giunta.o l’assessore .
    Nel merito Totò Orlando ha ricordato che tutti gli atti di limitazione del traffico devono essere legittimati dal PGTU( Piano Generale del Traffico Urbano) e che “con l’ultima deliberazione del 10-4-2015 veniva, inoltre, fissato il principio programmatico che rimetteva esclusivamente all’approvazione del consiglio comunale ogni ulteriore pedonalizzazione, nonché ogni nuovo provvedimento in materia, non previsto dal Pgtu“.
    Ma c’è di più: il Presidente del consiglio comunale teme che non soltanto la Ztl notturna potrebbe essere illegittima e potrebbe essere facilmente impugnata ma anche tutta la ZTL, pedonalizzazioni comprese, potrebbe essere messa in discussione.
    Nella legge regionale del 2016 c’è una norma che impone ai Comuni che hanno istituito le ZTL di stabilire, in un apposito regolamento, le tariffe, le riduzioni per i veicoli meno inquinanti, l’accesso gratuito per determinate categorie, le agevolazioni per i residenti , le sanzioni, oltre le misure per incentivare il trasporto pubblico..
    Come al solito tale legge regionale non è stata mai recepita dal consiglio comunale anche perché tale provvedimento non aveva ripercussioni sulla Ztl palermitana perché era stata istituita prima della legge ( tale normativa non è retroattiva ).
    Ora l’introduzione della ZTL notturna rimetterebbe tutto in discussione e costringerebbe la Giunta a rivedere l’intero provvedimento sulla mobilità in centro e perciò anche tutta la ZTL anche perché tale provvedimento comunale non è in “sintonia con la legge regionale
    Il presidente del consiglio comunale , Totò Orlando è preoccupato: “Faccio appello all’assessore affinché la Giunta porti al più presto il regolamento Ztl in Aula. C’è una norma regionale che lo impone e i termini sono già scaduti“.
    Ma l’assessore Catania , nonostante tutto, continua per la sua strada : infatti non ritiene che l’iter per l’istituzione della Ztl notturna debba fermarsi: ” anche perché si tratta di una sperimentazione”.
    Tale affermazione è in parte vera ma , quando e se tale ” provvedimento provvisorio”diventasse definitivo, si rischia di rimettere in discussione tutta la ZTL e le pedonalizzazioni.
    Anche la Prefettura avrebbe richiesto un’intervento più deciso :
    “Per garantire al meglio la sicurezza pubblica è stata condivisa l’esigenza che durante il fine settimana, nella suddetta area posta alle spalle del Teatro Massimo – (Piazza Monte di Pietà – via Candelai – via dell’Orologio – piazza Kalsa – piazza Sant’Anna e via Isidoro La Lumia) – sia interdetto il traffico veicolare, essendosi riscontrata, proprio nel suddetto arco temporale – (Durante il fine settimana) una commistione di pedoni e autovetture che costituisce fonte di criticità e potenziali pericoli, non solo per la circolazione stradale, ma anche sotto il profilo più generale della sicurezza“.
    Tale richiesta della Prefettura appare come una “bocciatura” del provvedimento proposto dall’assessore Catania , infatti si invita l’amministrazione comunale a istituire “ una temporanea pedonalizzazione “ di una parte del centro storico e non la “ZTL notturna” per tutta l’area della ZTL.
    La decisione del sindaco di posticipare al 10 gennaio l’avvio della Ztl notturna nei giorni di venerdì e sabato ha fatto emergere l’imbarazzo di Orlando di decidere
    I suoi più stretti collaboratori, Giambrone e Giusto Catania, sono divisi : il vice sindaco Giambrone , ha sposato le perplessità del presidente del consiglio comunale manifestando tutte le preoccupazioni per i potenziali effetti collaterali di un provvedimento ancora oggi impopolare. Non solo tra la gente, che per larga parte contesta al Comune l’assenza di servizi (bus, illuminazione e parcheggi) e lo scarso controllo del territorio da parte della polizia municipale, ma anche all’interno della stessa “maggioranza” che ormai appare insofferente alle “fughe in avanti” dell’assessore Catania.
    L’assemblea cittadina del 9 dicembre ha complicato la situazione , dimostrando pubblicamente la totale assenza di dialogo tra i cittadini e il sindaco e ha accentuato le divisioni all’interno della maggioranza e della Giunta
    Ma ormai il sindaco ha deciso di schierarsi con il suo assessore e farà partire la ZTL notturna il 10 gennaio, nonostante l’AMAT e la Polizia Municipale hanno fatto capire chiaramente di non essere ancora pronti.
    Poco importa se tale provvedimento scontenta tutti, se la sua “maggioranza” andrà in frantumi , se l’assessore Catania sarà probabilmente sfiduciato dal Consiglio comunale ma soprattutto non risolve i problemi dei residenti
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    07 gen 2020 08:56
  • belfagor
    PER PAGARE IL TRAM , L’ AMAT CHIEDE 84 MILIONI AL COMUNE : INTATTO ABOLISCE ( O QUASI ) LA NAVETTA FREE “CENTRO STORICO”.
    L’ AMAT ha chiesto ben 84 milioni al Comune di Palermo.
    La cifra deriva dal contratto di servizio siglato tra la partecipata e il Comune che era stato deciso in base alla programmazione della ztl.
    Secondo quanto era stato prospettato, la zona a traffico limitato, avrebbe portato nelle casse comunali circa 30 milioni di euro all’anno, invece da tale provvedimento il Comune ha incassato solo 10 milioni all’anno dal rilascio dei pass.
    In un articolo sul “ Giornale di Sicilia” apprendiamo che Michele Cimino, presidente Amat, ha scritto al sindaco Orlando e all’assessore al Bilancio, chiedendo i soldi previsti dal contratto di servizio.
    L’Amat chiede :
    - per il 2016 28.486.115 euro,
    - per il 2017 27.770.751
    - per il 2018 27.433.147 euro.
    Il totale assomma a 83 milioni 620 mila euro, cifra riferito al 31 dicembre 2018 ( ciò significa che il debito alla fine del 2019 supererà i 100 milioni)
    Il Comune non ha intenzione di pagare, anche perché non ha i soldi.
    I 30 milioni, per il Comune, sarebbero da “interpretare” come il tetto massimo presunto degli incassi, oltre il quale l’eventuale introito della Ztl andava trasferito al Comune.
    Interpretazione un po’ cervellotica.
    Francamente non sappiamo chi abbia ragione.
    Resta il fatto che l’Amat ha un pesante debito e che ha urgente bisogno di questi soldi
    Cimino ha anche chiesto aiuto alla Regione che deve all’azienda tre milioni.
    Proprio per risolvere tale problema economico il presidente dell’AMAT ha ipotizza che il costo del pass per la ZTL da, 80 euro, possa essere adeguato a 120 euro. , un aumento di ben il 50%.
    Decisione impopolare che risolverebbe solo in parte il problema. Infatti , nell’ipotesi che tutti i pass fossero rinnovati, il Comune incasserebbe solo 15 milioni.
    Per cercare di tamponare la drammatica situazione l'Amat, come riferisce “ La Repubblica”. di fatto ha soppresso la navetta free “centro storico”.
    Ne è rimasta solo una — erano cinque — e i tempi di frequenza sono ormai biblici.( oltre 60 minuti)

    P.S. Al di là delle sterili polemiche , se l’ AMAT non ha i soldi per il sostentamento delle attuali 3-4 linee esistenti del tram, come potrà sostenere le eventuali 3 o 7 nuove linee tranviarie ?
    Forse, prima di richiedere nuove linee di tram, si dovrebbe risolvere il problema di come finanziare quelle vecchie.
    Non vorremmo che tra due anni la nuova giunta comunale, al di là del colore politico, si troverà a gestire un buco di bilancio “mostruoso”.
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    21 dic 2019 06:16
  • belfagor
    PALERMO “ PREMIATA” PER LE SUE PISTE CICLABILI
    La notizia sembra incredibile, una classica fake news, ma invece è vera .
    Il “Piano della mobilità dolce” della città di Palermo è stato premiato con il premio “sviluppo sostenibile 2019” a Rimini, in occasione di Ecomondo, istituito per l’undicesimo anno consecutivo dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e dall’Italian Exhibition Group.
    Nella motivazione si sottolinea “ l’impegno della città”.
    Non mettiamo in dubbio la serietà di tale premio ma c’è il sospetto che i giudici, che sicuramente non hanno mai visto di presenza tali “opere”, hanno valutato più che le opere esistenti , i progetti teoricamente da realizzare .
    E il sospetto diventa quasi certezza quando leggiamo che Palermo è stata premiata per “l’impegno per la pianificazione di “itinerari di interconnessione dei percorsi ciclabili esistenti e la definizione di nuovi itinerari in ambito urbano e verso le borgate marinare”.
    In parole povere hanno premiato “ i progetti” e le “promesse” senza chiedersi se sono stati realizzati .ma soprattutto se sono fattibili,
    Stefania Petyx ha voluto costatare personalmente la situazione di queste “piste ciclabili “ tanto decantate e …premiate .
    La Petyx ha fatto un giro lungo i circa 50 chilometri di tracciati presenti in città.
    Il video, andato in onda su “Striscia la notizia”, è imbarazzante.

    “Pedalando, si incappa in macchine posteggiate sul marciapiede che impediscono di passare, si rimbalza sulle numerose scaffe mai riparate lungo il tracciato e, cosa ancora più comica, si finisce anche sul muro.
    In più di un caso, infatti, le piste ciclabili di Palermo finiscono proprio nel nulla. Lì dove ci sono cantieri edili che bloccano la strada o costruzioni che interrompono totalmente il percorso”.

    Siamo sicuri che se tale video fosse stato visionato dai giudici …..altro che premio.
    Sicuramente i nostri “ amministratori” hanno presentato il “famoso progetto” della pista ciclabile che doveva collegare via Archirafi con il porticciolo della Bandita. ( progetto presentato e rivisto più volte in questi anni, a causa delle tante criticità ) , il cui ultimo bando di gara per “l’affidamento del servizio di progettazione di fattibilità“ scadeva 1/08/2018 e di cui si sono perse le tracce .
    O il famoso “ progetto” di una pista ciclabile “green way “ che avrebbe collegato Palermo a Monreale , il cui costo era di ben 4, 7 milioni. Tali lavori dovevano iniziare entro il 2019, ma anche in questo caso, si sono perse le tracce e ….i finanziamenti.
    Oppure la pista ciclabile che doveva essere realizzata nel marciapiede del Porticciolo di Sant’Erasmo, che purtroppo non si è realizzato perché il Comune non ha fatto spostare il distributore di carburanti.
    Oppure “la pista ciclabile bidirezionale” di quattro chilometri, che dovrebbe attraversare le vie Villafranca, Mattarella, Leopardi, Piemonte, Campania, Ausonia per arrivare in viale Strasburgo.
    L’assessore Catania, nel presentare tale progetto ha dichiarato, tutto contento :
    “Si perderanno centinaia di parcheggi per le auto ma avremo una pista ciclabile degna di questo nome“ ( Sob!!!!!)
    Comprendiamo la contentezza del nostro assessore.
    L’importante è “togliere centinaia di parcheggi “.
    COMPLIMENTI !!!
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    17 dic 2019 08:30
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