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  • 11 dic 2019

    Car Sharing AmiGO | Dal 16 Dicembre sarà la volta della città di Capaci

    di Fabio Nicolosi

    Dal 16 dicembre a Capaci sarà possibile muoversi utilizzando AMIGO car e bike sharing by AMAT, una nuova possibilità di mobilità soprattutto per chi non ha una propria auto. Il servizio stato presentato ieri pomeriggio presso la sala conferenze di Palazzo Conti Pilo, sono intervenuti: il sindaco di Capaci, Pietro Puccio, mentre per l’A.M.A.T. S.p.A. sono intervenuti l’Ing. Domenico Caminiti, Direttore dei servizi Speciali per la Mobilità, e l’Ing. Marcello Marchese, RUP del Progetto del Car sharing comunale. Abbiamo partecipato all'avviso del Comune di Capaci, per l’istituzione del servizio di car sharing in quanto ben si sposa con la mission dell’azienda, in questa particolare fase di rilancio, di divenire punto di riferimento e leader del trasporto pubblico in Sicilia. – ha detto l'Ing. Caminiti - Non bisogna infatti dimenticare che il car sharing è una forma di trasporto pubblico locale non di massa. Saranno nove auto ibride o elettriche e gli stalli stazioneranno nelle aree pubbliche di seguito: 3 in Piazza Cataldo; 3 in via Primo Carnera/via Kennedy; 3 piazzale XXIII maggio (periodo estivo). Il servizio sarà utilizzabile attraverso un app AmiGo car Sharing di Amat, e prevede nuove funzionalità: una nuova App (per Android e iOS) che consente, in modo più rapido, l’accesso al noleggio delle auto con apertura porte direttamente via smartphone, l’iscrizione e il pagamento on line. Per le tariffe consultare il sito https://www.amigosharing.it/site/amigo L’Amministrazione comunale ha scelto di promuovere ed istituire un servizio di car sharing per soddisfare la vocazione turistica di Capaci e rendere fruibile ai cittadini un servizio di mobilità sostenibile che pone il nostro paese all’avanguardia nel panorama siciliano e nazionale, con l’idea di promuovere successivamente il servizio di bike sharing - ha detto Pietro Puccio Sindaco di Capaci. Ringraziamo Il Giornale Di Capaci per la foto di copertina

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  • 09 dic 2019

    Riaccese le tre torri faro dello svincolo di via Belgio

    di Fabio Nicolosi

    Tornano in funzione le tre torri faro dello svincolo di via Belgio. E' stato completato dagli operatori di AMG Energia un intervento lungo e complesso, eseguito con una speciale piattaforma elevatrice capace di raggiungere i 70 metri di altezza. Per effettuare l'intervento di manutenzione ordinaria sulle corone dei tre impianti dello svincolo, infatti, è stato necessario noleggiare un mezzo con caratteristiche di altezza di gran lunga superiori a quella dei veicoli in dotazione alla società e attenderne la disponibilità. Per la conformazione degli svincoli, infatti, il mezzo può posizionarsi soltanto in alcune zone della strada e la sommità delle corone delle torri faro può essere raggiunta solo da una piattaforma elevatrice capace di raggiungere i 70 metri. L'intervento ha riguardato il ripristino dei cavi di alimentazione di bassa tensione e la sostituzione dei sezionatori (prese e spine di collegamento) presenti nelle corone delle torri faro ed ha avuto esito positivo. Gli impianti si sono riaccesi, anche se rimangono spenti alcuni proiettori su cui non è possibile effettuare manutenzione (sono apparecchiature di vecchia generazione che contengono parti in amianto). I lavori con il mezzo speciale sono adesso in corso sulla torre faro lato Michelangelo dello svincolo Lazio, che presenta le stesse difficoltà logistiche di intervento. "E' una buona notizia - commenta il presidente di AMG Energia, Mario Butera – ed era un intervento molto atteso dai cittadini e da quanti percorrono ogni giorno questa strada. I tempi sono stati dettati dalla necessità di programmare i lavori con la disponibilità del mezzo speciale. Si restituisce luce e sicurezza ad una strada ad alta percorrenza e si migliora la vivibilità di un'intera zona". Intanto, venerdì 6 dicembre sono tornate ad accendersi a punti luce alternati gli impianti di illuminazione della vasta zona compresa fra le vie Giafar, Conte Federico, San Ciro, Brancaccio, Azolino Hazon, Maione da Bari, dove era presente un guasto su entrambi i circuiti di alimentazione "Giafar/Conte Federico". Un circuito è stato riparato e riattivato mentre proseguono i lavori per ripristinare anche il secondo circuito e i punti luce collegati. Sono in corso e dovrebbero concludersi nel giro di una settimana anche i lavori di manutenzione straordinaria, autorizzati dal Comune, per il ripristino a punti luce alternati dell'illuminazione in via Messina Marine. Un'altra riparazione è in corso sul circuito Boito-Notarbatolo per la riaccensione di 80 punti luce. Tra le criticità, invece, interventi di riparazione sospesi in alcune strade di zona Uditore (via Bonaiuto, via Tempio, via Giardina) perché la cabina di pubblica illuminazione rimane inaccessibile in attesa della comunicazione di fine lavori di messa in sicurezza da parte delle maestranze edili comunali. Impianti in funzione a punti luce alternati nella zona di Borgo Ulivia sempre per problemi di inagibilità strutturale dell'omonima cabina di pubblica illuminazione. Giovedì sera (5 dicembre) infine, si è verificato un guasto nella cabina di pubblica illuminazione denominata "Polibio" che alimenta gli impianti della zona di Partanna Mondello: gli operatori di AMG Energia sono al lavoro.

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29 ott 2019

Corso Finocchiaro Aprile: la strada dove tutto è permesso

Corso Camillo Finocchiaro Aprile (corso Olivuzza) non è una strada qualunque : infatti collega il tribunale  ,cioè  il centro della giustizia palermitana,  con Piazzetta del  Sacro Cuore,  il cuore del regno dei Florio e del liberty palermitano . Tra le altre cose è anche una delle strada che i turisti  percorrono per raggiungere il Palazzo della Zisa , simbolo di quel percorso arabo-normanno, tanto caro alla nostra “amministrazione”. Perciò dovrebbe essere una strada ben tenuta e ben vigilata, invece ……è diventato un mercato a cielo aperto A causa delle tante bancarelle abusive collocate tranquillamente sulla strada,  il transito veicolare e costretto a procedere lentamente e con moooolta difficoltà, per non parlare degli  autobus. Nonostante siamo vicinissimi al palazzo  dove si amministra la legge  purtroppo è diventata con il tempo simbolo del degrado e dell’illegalità diffusa della nostra città.  Figuratevi che le stesse auto di scorta dei magistrati la evitano proprio per non rimanere imbottigliati nel traffico e per non ….vedere ( occhi che non vede …..) . Perché si permette tutto ciò ?  Quale accordo tacito esiste tra autorità e i tanti commercianti abusivi? Perché si sanzionano i commercianti regolari , con tanto di licenza e autorizzazioni  e non si sanziona chi occupa strisce pedonali o zone blu? Il problema è serio e non è da imputare solo a questa “amministrazione” comunale ma alla politica in generale. Per decenni, ancor prima che arrivasse Orlando,  si è tollerato tutto ciò, per una sbagliata concezione di  “pace sociale” e alla fine l’abuso è diventata la regola. E lo stesso discorso che sta alla base della tolleranza verso il “mercato dell’illegalità” di corso Tukory che nel tempo da problema, anche di “ ordine pubblico”, è diventato un “modello”  legittimando il suo ruolo di….. “ammortizzatore sociale” Quando i massimi rappresentanti “ politici e amministrativi”  di questa città auspicano che tale esperienza “ può diventare un modello di intervento su diverse situazioni di criticità del territorio” significa che lo Stato, o meglio chi lo rappresenta a livello locale, si piega all’illegalità , ammettendo la propria impotenza. In parole povero, lo Stato ( o il Comune o la Regione ) non ti da il lavoro o i servizi essenziali ma  ti permette di “arrangiarti” come puoi. E per “salvarsi la faccia” cercano di giustificare tale resa con  “ motivazioni culturali e sociali”: “L’idea è anche quella di gettare le basi per una nuova economia non più fondata sul concetto di consumismo estremizzato, attribuendo al mercato dell’usato …..finalità culturali, di educazione e tutela ambientale, tentando di fornire anche una risposta concreta alla condizione di estrema povertà, marginalità e vulnerabilità dei soggetti coinvolti nel mercato e riconoscendo una dignità a tutti quei lavoratori che hanno svolto l’attività di vendita in maniera irregolare a causa del bisogno.” E come quel chirurgo che, uscendo dalla sala operatoria, annuncia trionfalmente ai parenti del paziente. “L’operazione e perfettamente riuscita però…. il paziente è morto” Tutto questo per non ammettere il proprio fallimento e per continuare a “ comandare” E poi per giustificare tale situazione si  arriva anche a modificare la storia e la geografia ” Palermo, per le sue peculiarità, somiglia più a Beirut che a Francoforte, o meglio, Palermo è una città mediorientale che però si trova in Europa”  P.S. Continuando così si “legittimerà” anche la…… mafia!

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24 ott 2019

Viabilità Via C. Scobar - Piazza Einstein

Buonasera, mi chiamo Antonio, scrivo su questa piattaforma per la prima volta con la speranza di riuscire ad aprire un dibattito, quanto più possibile costruttivo, sul tema da me evidenziato. Allora sarò diretto, il problema con la viabilità nasce con i cambi fatti nei sensi di marcia durante la costruzione della linea 4 (Tram). Come si vede dal primo schema che ho prodotto (foto 1) il senso di marcia di Via Scobar è stato invertito, così da avere tre strade, tra di loro parallele, tutte con le stesso senso di marcia, intasando la Via Lancia di Brolo, ma soprattuto la piazza alla fine della stessa, che si vede costretta a gestire un traffico del tutto superiore alle sue capacità (considerando anche l'intersezione con i binari del tram su Via Leonardo Da Vinci delle linee 2,3,4 che generano con i semafori non poco traffico). La proposta che avanzo non è altro che un "ritorno alle origini", come vedrete dal secondo schema prodotto (foto 2) invertendo nuovamente il senso di marcia di Via Scobar, riusciamo non solo ad avere un più facile raggiungimento della Via Adolfo Holm, ma un minore traffico sulla Via Lancia Di Brolo e sulla piazza prima citata. Inoltre anche il traffico generato dalla rotonda riuscirebbe a essere gestito più facilmente non incrociandosi più con il traffico di risalita su Via Adolfo Holm. Aspettando vostre opinioni, oltre che altre possibili soluzioni vi ringrazio!

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  • belfagor
    CARO SINDACO TI SCRIVO

    Una cittadina residente ha Palermo ha scritto una lettera al nostro sindaco.
    Ecco il testo integrale della lettera

    Alla cortese attenzione del Sindaco di Palermo Leoluca Orlando,
    Sono Miriam, una lavoratrice nata ad Agrigento ma che da 8 anni ormai è domiciliata a Palermo, prima come studentessa e ora come lavoratrice e volontaria presso Unipa in uno dei progetti di servizio civile.
    Le scrivo, gentile Sindaco, alla luce degli innumerevoli disagi e rischi che corro in quanto lavoratrice fuori sede, non automunita che è costretta e vorrei sottolineare “costretta”, ad affidarsi all’azienda Amat per poter muoversi in una città come Palermo, che come Lei sa, non è di certo piccola. Sottolineo, inoltre, di essere regolarmente abbonata, pagando profumatamente per un servizio vergognoso.
    Io sono stanca di aspettare ore alle fermate rischiando, come già successo, richiami da parte dei miei datori di lavoro, ma soprattutto sono stanca di rischiare la mia incolumità per colpa del fatto che, soprattutto di sera, non vengono in alcun modo rispettati gli orari delle corse costringendomi a rincasare ad orari veramente indecenti in zone come piazza indipendenza e via Ernesto Basile.
    Oggi per esempio ho atteso fino alle 8 e 45 - un'ora da quando mi sono seduta ad attendere l'autobus - alla fermata di piazza Boiardo il bus 118 che mi portasse a casa. Un'ora Sindaco. Un'ora della mia vita.
    Voi festeggiate per i tickets acquistabili on line ritenendoli una rivoluzione tecnologica, ma quando verranno provvisti gli autobus di GPS al fine di monitorare il tragitto dei bus e permettere a tutti di gestire il proprio tempo?
    Quando ci sarà una rivoluzione del genere che equipari Palermo alle altre città italiane?
    Perché se io vado a Milano e aspetto il bus in piazza Duomo so esattamente, grazie ai GPS e ai Led quanto aspetterò?
    Cosa deve succedere, signor Sindaco, affinché ci si renda conto che non si può lasciare Palermo in queste condizioni?
    Devono stuprarmi mentre attendo l'autobus per ore interminabili?
    Devono derubarmi?
    Deve per forza succedere qualcosa di grave affinché qualcosa di così semplice, per cui pago, diventi un servizio che agevoli i cittadini?
    Io spero davvero che le cose cambino, perché non solo sono indignata, ma non è giusto che io mi debba sentire insicura di camminare per strada, di andare a lavoro, di rincasare di sera perché non esiste un servizio di mezzi di trasporto pubblico che mi tuteli in quanto cittadina e mi garantisca il mio diritto alla mobilità.
    Cordialmente

    P.S. La cittadina, visto che il sindaco non ha ancora risposto ha fatto pubblicare la sua lettera su “Palermo Today” nella speranza che il nostro sindaco trovi un po’ del suo preziosissimo tempo per risponderle.
    Le uniche risposte sono arrivati però di alcuni lettori un po’ “birichini”
    Per esempio il signor “ Palermo” sostiene che la lettera è stata già archiviata ….. a “beddulampu! “
    Mentre Katy è ancora più scoraggiata e scoraggiante “Scusami tu pensi che dopo questa magnifica lettera lui quella specie di sindaco orlando cascio ti possa rispondere?..... a lui non interessano questi problemi. Io l'altro giorno ho aspettato un autobus alla fermata di via Oreto: dalle 12,30 l'autobus è passato dopo un'ora e mezza. Ho anch’io l'abbonamento ma purtroppo i servizi non funzionano mi fermo qua”
    Cara Miriam , sarebbe facile risponderti “rassegnati e trasferisciti a Milano lì non avrai questi problem! “
    Personalmente la esorto a “ resistere, resistere, resistere !!!“ sperando in tempi migliori .
    Se un popolo perde la speranza non rimane che la rassegnazione e la disperazione.
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    09 dic 2019 05:20
  • peppe2994
    Ma...qualcuno per caso si è accorto che adesso è possibile acquistare da smartphone i biglietti del bus e la sosta nelle strisce blu ?

    Alla minima fesseria più o meno rilevante partono le crociate (cosa giusta), invece le cose positive passano sempre inosservate. Criticare è giustissimo, ma il pessimismo cosmico è eccessivo.

    Più che altro mi sorprende come Mobilita non ne abbia completamente parlato (non fatevi contagiare dal belfagor pessimista), ed anche le varie testate online.

    Se proprio dobbiamo inserire la negatività in ogni notizia, ridicolo come il sito dell'AMAT non ne parli completamente.
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    07 dic 2019 13:29
  • belfagor
    DA LUNEDI VIA CRISPI A UNA SOLA CORSIA. Ci ASPETTA UN NATALE ….INFERNALE
    Da lunedì prossimo ( 9 dicembre) un tratto di via Francesco Crispi diverrà a una sola corsia. Riapre il cantiere per l'anello ferroviario: la D'Agostino, la società a cui negli scorsi mesi sono stati appaltati i lavori, deve completare la linea tra le stazioni Notarbartolo e Giachery e il proseguimento fino al Politeama. L'intervento durerà quasi cinque mesi: dovrebbe essere completato entro il 30 aprile. “
    Nell’ordinanza comunale si legge „"Prevista l'installazione di transenne nella carreggiata lato monte di via Crispi, in direzione di piazza XIII Vittime, nel tratto che va da via Benedetto Gravina a via Emerico Amari, con restringimento graduale, oltre all'istituzione del divieto di sosta nella stessa porzione di strada.“

    Ricordiamo che Via Crispi, è un asse viario fondamentale per la città.
    Oltre a questo restringimento di questo nuovo cantiere c’è un altro restringimento della carreggiata,lato Trapani, nel sottopassaggio di Piazza XIII vittime
    Il 6 Maggio 2019 ,per via di caduta calcinacci è stata posta questa restrizione. In un paese civile si mettono le transenne e il giorno dopo si effettuano le riparazioni del caso. A Palermo invece …..le transenne restano a vita!“
    Siamo “sicuri” che la nostra "efficientissima amministrazione" comunale risolverà entro lunedì questo problema così da rendere meno caotica la situazione di Via Crispi
    P.S Una giunta che ha fatto perdere 322 milioni di finanziamenti pubblici figuratevi se non risolve questo piccolo….. problema
    Non ci vuole molto per capire che ci aspetta un Natale……infernale.
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    06 dic 2019 06:11
  • Palerma La Malata
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    05 dic 2019 11:01
  • belfagor
    CHE FINE HA FATTO IL PROGETTO PER IL RADDOPPIO DEL PONTE CORLEONE?
    Nel dicembre 2016, l’allora Primo ministro Renzi e il sindaco Orlando firmarono il “ PATTO PER PALERMO” che prevedeva l’erogazione di 764 milioni per opere di miglioramento della città.
    Era certamente una notizia importante che poteva risolvere alcuni dei più gravi problemi infrastrutturali della città . .
    Tali fondi NON ERANO VINCOLANTI e potevano perciò essere spesi dal Comune per quelle opere che si ritenevano prioritarie.
    Gran parte di questi nuovi finanziamenti il Comune li destinò alla realizzazione di nuove linee di Tram ( circa 98 milioni) e per un nuovo restauro del Teatro Massimo ( 22 milioni).
    Solo 4 milioni (4.663.954,51 per la precisione) furono destinate al Sottopasso Perpignano, e 5,3 per il “Raddoppio del Ponte Corleone”:
    Mentre furono destinati ben 4,7 milioni per la pista ciclabile green way Palermo–Monreale, opera, certamente suggestiva ma che francamente non era prioritaria.
    Nella realtà i nuovi finanziamenti erano solo 322 milioni, il resto erano somme già stanziate e mai utilizzate dal Comune e che però solo in parte potevano essere recuperate.
    Ciò è molto importante per capire il pasticcio che si è verificato dopo.
    RIASSUMENDO : Di questi 322 milioni , il Comune destinò :
    - 98 milioni per la realizzazione di 9 nuove linee di Tram (cifra assolutamente insufficiente considerando che il progetto
    definitivo per la realizzazione delle 3 nuove tratte A,B,C è stato presentato al Comune con un importo a base di gara di
    977.690,06 €
    - 22 milioni per un nuovo restauro del Teatro
    - 4,7 milioni per la pista ciclabile green way Palermo–Monreale
    - 4 milioni per il sottopasso Perpignano
    - 5 milioni per il raddoppio del Ponte Corleone
    Appariva evidente che tale suddivisione dei finanziamenti era alquanto discutibile e cervellotica.
    Per esempi le cifre destinate al sottopasso Perpignano e per il raddoppio del Ponte Corleone erano ridicole
    Dall’ assessorato comunale alle Infrastrutture giustificarono tali scelte con il fatto che tali cifre dovevano aggiungersi ai vecchi finanziamenti e proprio per questo si disse :
    «si attendono verifiche da Roma sui fondi ex Agensud».
    Cioè si sperava di recuperarli. Purtroppo ciò non è stato possibile. Lo stesso assessore Arcuri ammise:
    “Abbiamo fatto un tentativo di recuperare le somme con il ministero delle Infrastrutture, ma il tentativo è andato a vuoto“.
    Il Comune pensò allora di dirottare le risorse stanziate dal “Patto per Palermo”per il Sottopasso di Via Perpignano per il raddoppio del Ponte Corleone ” che ha la massima priorità visto lo stato in cui versa oggi».
    Ma tale strategia “alternativa” presentava un “piccolo problema”.
    Per il raddoppio del Ponte di Corleone ci vogliono 21 milioni : come pensava il Comune di completare tale opera con soli 9,8 milioni?
    Ma c’èra un rischio ancora più forte
    I fondi del “ Patto per Palermo” sarebbero stati erogati a condizione che venissero spesi entro il 31 Dicembre 2019.
    In un articolo pubblicato su ” MOBILITA PALERMO” dal titolo emblematico: ” Il bando per il Ponte Corleone è prossimo alla pubblicazione , ma è corsa contro il tempo” si esprimevano forti preoccupazioni.
    E che queste preoccupazioni non erano campate in aria lo dimostra il fatto che durante la seduta del Consiglio comunale del 13/03/2018 il consigliere di maggioranza, Sandro Terrani (capogruppo di Mov139) lanciò l’allarme :
    “Apprendendo dello stato di gravità rispetto allo stato di degrado avanzato in cui versa il ponte Corleone…. si chiede l’immediata convocazione in Aula dell’assessore per fare chiarezza sulla stabilità della struttura e lo stato di avanzamento degli interventi previsti”.
    Il 28 maggio 2018 , durante una conferenza stampa il Sindaco Orlando e l’assessore alle infrastrutture Emilio Arcuri annunciarono trionfalmente che era tutto pronto per i lavori di manutenzione e restauro strutturale del Ponte Corleone :
    «il Rup, l’Ingegnere Massimo Verga ha pronto il bando di concorso internazionale per la ri-progettazione delle bretelle laterali al ponte, il cosiddetto “Raddoppio” ex Cariboni. Il bando per la ri-progettazione esecutiva ha un valore di 1,3 milioni di euro.
    Una volta completata questa fase, sarà necessario un secondo bando, relativo invece ai lavori, per un importo di circa 17 milioni di euro, cofinanziati dal Patto per Palermo».
    Che tutto non era pronto lo dimostra il fatto che solo dopo 10 mesi fu effettivamente bandito il primo appalto
    Il 22 febbraio 2019 fu pubblicato il seguente articolo :
    “ Si sblocca finalmente l’atteso bando per la revisione del progetto di Raddoppio del Ponte Corleone, sulla Circonvallazione di Palermo”.
    “Dopo l’ inchiesta di “Striscia la notizia”” sul rischio di perdere i fondi del “Patto per Palermo”, il Comune infatti ha pubblicato ieri la «gara europea per l’affidamento del servizio di revisione della progettazione definitiva per la costruzione per il “Raddoppio della Circonvallazione di Palermo” relativo al tronco compreso tra via Giafar e via Altofonte, Progetto ex Agensud 32/8/a – Progetto stralcio relativo ai lavori di costruzione dei ponti laterali sul fiume Oreto. CIG: 743304137.
    Il bando pubblicato ieri scadrà il 17 aprile 2019 e ha un valore di 1,3 milioni;
    l’intero appalto invece sarà affidato entro l’anno con un altro bando che avrà un importo di 17 milioni di euro, finanziati dal “Patto per Palermo”.
    Dopo tale notizia calò un assordante muro di silenzio.
    Riassumendo:
    • Il bando pubblicato per il “ Progetto stralcio relativo ai lavori di costruzione dei 2 ponti laterali sul fiume Oreto” doveva
    chiudersi il 17 aprile
    • Poi bisognava fare un nuovo bando per assegnare i lavori per tali due corsie laterali
    • Poi bisognava progettare e fare un secondo bando, relativo invece ai lavori del ponte principale, per un importo di circa
    17 milioni di euro, cofinanziati dal “Patto per Palermo».

    Le notizie ufficiali purtroppo si fermano qua.

    - Che fine ha fatto la «gara europea per l’affidamento del servizio di revisione della progettazione definitiva dei 2 ponti
    laterali”?
    - E’ stato fatto il bando per la realizzazione di tali due ponti laterali ?
    - E’ mai stato pubblicato il bando da 17 milioni per la messa in sicurezza del ponte principale?

    Ricordiamo che il Patto per Palermo, termina 31.12.2019. C’è il rischio concreto della perdita dei fondi. Infatti, come sottolineava l’Arch. Nicola Di Bartolomeo, Capo Area Infrastrutture del Comune :
    “Bisogna scongiurare che sia arrecato all’ ente un danno all’ erario derivante dall’ eventuale ritardata attuazione di un’operazione specificamente individuata nel Patto per lo sviluppo della città di Palermo, per la quale la delibera CIPE 25 del 10 agosto 2016 IMPONE che le obbligazioni giuridicamente vincolanti per l’affidamento dei lavori devono essere assunte entro il termine ultimo del 31 dicembre 2019».

    P.S. Mancano ormai pochi giorni alla scadenza e del progetto del Ponte di Corleone si sono perse le tracce, come si sono perse le tracce anche per le altre opere che si dovevano realizzare ( il nuovo restauro del Teatro Massimo , la pista ciclabile green way Palermo–Monreale e il sottopasso Perpignano) , sacrificati per realizzare 3 nuove linee di tram, che….. forse non si realizzeranno.
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    02 dic 2019 17:25