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05 dic 2019

Collettore Sud-Orientale: possibile inzio dei lavori a metà 2020?

di Fabio Nicolosi

È stato pubblicato giovedì 28 novembre il bando per il completamento del secondo lotto del collettore fognario sud-orientale, l’importante opera idraulica che consentirà convogliare reflui e acqua piovana dalla zona di via Leonardo Da Vinci alta fino al depuratore di Acqua dei Corsari, attraversando e intercettando i recapiti dei quartieri Uditore-Noce-Zisa-Indipendenza-Vespri. Il bando di gara da 26.951.498,60 euro (compresi circa 800mila euro di oneri per la sicurezza), concede scadrà alle 13 del 15 gennaio 2020, con le buste che saranno aperte lo stesso giorno presso la sede di Roma dell’agenzia. Poi servirà il tempo per la valutazione dei vari aspetti (tecnico, economico) e – escludendo ricorsi vari - l’assegnazione, con i lavori che potrebbero partire presumibilmente entro la fine del 2020, con una durata prevista di 960 giorni. Le lavorazioni previste riguardano lo scavo e rivestimento provvisorio dei tratti di galleria naturale (la maggior parte riguarda il tratto piazza Principe di Camporeale-cortile Criscione), il rivestimento definitivo in calcestruzzo e la rifinitura del fondo di tutti i tratti di galleria, la riparazione degli ammaloramenti, la realizzazione di 10 manufatti per l’immissione in galleria e di due discenderie, l’opera di scarico presso il fiume Oreto e la sistemazione di tutte le aree di superficie coinvolte. Verranno disposti 3 cantieri base: all’interno della villetta di piazza Principe di Camporeale; in cortile Criscione; al termine di via Maurizio Ascoli. Inoltre saranno approntati cantieri più piccoli nelle zone dove sono previste le discenderie. Vista la trama urbana delle aree interessate, la maggior parte della galleria ancora da realizzare (complessivamente sono 1474,47 metri, di cui 1410,65 di galleria naturale e 63,82 in galleria artificiale) sarà costruita scavando in sotterranea, come ad esempio il sottopassaggio di viale Leonardo da Vinci all’altezza di via Uditore. Qui l’esistenza della linea tranviaria ha comportato uno spostamento dell’originario pozzetto d’immissione all’interno del Parco Uditore, che sarà raggiunto con il microtunneling. Per ogni cantiere sono state stabilite varie fasi d’intervento che comprendono recinzione dell’area, posizionamento di barriere fonoassorbenti, realizzazione di paratie e pali, completamento dei pozzi e sistemazione superficiale. Tra circa 4 anni, più o meno nella seconda metà del 2023 il cantiere lascerà in eredità la sistemazione di alcune brutture presenti da decenni, come il famoso buco recintato all’interno della villetta di piazza Principe di Camporeale, o la provvisoria sistemazione dell’incrocio tra via Colonna Rotta e via Imera, ma soprattutto verranno risolti in maniera strutturale i problemi di allagamenti di zone critiche della città, come via Porta di castro e le stesse via Colonna Rotta e (in parte) via Imera. Si ringrazia Meridionews per il contributo LA STORIA Partito nel 1961 con la redazione del Piano generale della fognatura, il collettore sud-orientale ha subìto nel tempo vari stop: fino a metà anni Ottanta era stato realizzato solo il primo lotto, dal fiume Oreto (altezza via Giuseppe Sergi) fino al depuratore; nel 1987 venne aggiudicato l’appalto del secondo lotto, ma nel 1992 il raggruppamento d’imprese aggiudicatarie abbandonò i lavori, quando aveva realizzato solo il 34 per cento dell’opera (1641,44 metri su 4760), consistenti in tre tratti: dallo sfioratore sul fiume Oreto verso via Vespri; piazza Principe di Camporeale-via Nazario Sauro; alcuni metri da piazza Principe di Camporeale verso piazza Ingastone. Nel 2004 la parte rimanente venne nuovamente appaltata, stavolta alla ormai famosa (visto la fine che accomunò vari lavori pubblici cittadini, dal raddoppio del ponte Corleone al sottopasso di via Perpignano) Cariboni Strade e Gallerie spa, ma anche questa volta il contratto venne rescisso – nel 2010 – per inadempimento, dopo che la ditta aveva realizzato 1696,63 metri dell’opera: dal tratto già scavato in prossimità di via del Vespro fino alla parte bassa di via Colonna Rotta; un tratto all’altezza di via Contessa Giuditta. Attualmente restano da completare lo scavo e il rivestimento di circa 1430 metri di galleria naturale (principalmente nel tratto tra piazza Principe di Camporeale e cortile Criscione) e altri 60 metri di galleria artificiale nella parte bassa di via Colonna Rotta, oltre alle opere di finitura, alla revisione dei tratti eseguiti negli anni passati, ai manufatti di ispezione della galleria e alla sistemazione di alcune aree in superficie, come l’area verde a piazza Principe di Camporeale.

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02 dic 2019

Le nuove linee tranviarie non rischiano il finanziamento, a differenza di altre opere…

di Mobilita Palermo

Tram si, tram no, finanziamenti saltati, ma anche no. Nella giungla di notizie che in queste ore si stanno susseguendo circa il finanziamento del cosiddetto Patto per Palermo (che include il prolungamento delle linee tranviarie) che sarebbe saltato, proviamo a fare un pò di chiarezza. Sembra che il governo, attraverso il D.L. "Fisco", voglia riportare indietro tutte le risorse finanziarie globali del "Patto" che sono prive dei progetti esecutivi e pertanto cantierabili. Rimarrebbero al palo quindi il prolungamento delle linee tranviarie su via Roma, via Libertà, via E. Basile, sottopasso Perpignano, ponte Corleone, scuole, messa in sicurezza delle pareti rocciose di Montepellegrino, oltre ad altri importanti opere in Sicilia, per oltre 2mln. Perché le linee tranviarie non sono a rischio? In tanti hanno omesso di scrivere che il concorso di progettazione delle nuove linee tranviarie prevedeva che il progetto esecutivo fosse a carico della ditta vincitrice del futuro appalto. Uno step che deve essere ancora avviato. L'iter è decisamente avanti ed il progetto definitivo è pronto, per cui l'intero impianto può considerarsi cantierabile, scongiurando la paventata perdita dei fondi. Non è da escludere la pubblicazione del bando di gara per la progettazione esecutiva e lavori fra Febbraio e Marzo 2020. Chi rischia? Rischiano le ulteriori opere che abbiamo elencato sopra,  a meno che da Roma non venga cambiata la norma che ne consentirà il "ripescaggio" e il proseguimento del loro iter, decisamente più indietro rispetto alla progettazione della tranvia. Discorso a parte per quanto riguarda la partecipazione del Comune di Palermo al bando Mit-2018. Una misura del Ministero delle Infrastrutture che mette in campo risorse finanziarie a favore dei Comuni per l'ampliamento delle proprie infrastrutture della mobilità. Il Comune di Palermo aveva partecipato per richiedere il prolungamento delle linee tranviarie verso Bonagia e Mondello. Sembra che la commissione abbia prodotto delle osservazioni di  non poco conto sui progetti delle città di Genova e Palermo. Ma proprio in relazione all' importanza degli interventi proposti, si concederà probabilmente una "finestra" per consentire a Genova e Palermo di produrre e presentare la documentazione integrativa e accedere comunque al finanziamento. Tutto questo senza generare ulteriori ritardi per le altre città ammesse. Cosa accadrà adesso? Entro due settimane circa il Mit pubblicherà il decreto con la graduatoria delle città ammesse al finanziamento. Sempre lo stesso decreto concederà la "proroga" prioritariamente a Palermo e Genova e con nuovo termine previsto per Aprile 2020. Considerazioni finali Se per le linee tranviarie si sono sprecate sui social e sui giornali affermazioni quantomeno "affrettate" e superficiali senza prima constatare lo stato dell'arte, il Comune di Palermo non è comunque esente da gravi responsabilità per l'incapacità di seguire i cronoprogrammi attuativi necessari alla richiesta dei fondi pubblici. Scadenze su scadenze che vengono disattese e per le quali c'è sempre bisogno dell'intervento politico. Chissà se anche questa volta Palermo riuscirà a rimanere aggrappato al treno dei finanziamenti pubblici.  

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29 nov 2019

Anello Ferroviario | Area 5: scadenza rispettata. Sabato riapre il tratto di via Amari in corrispondenza di via Scordia

di Fabio Nicolosi

Era l'8 Ottobre quando vi documentavamo il getto del solettone dell'area 5. In 37 giorni la ditta D'Agostino ha portato a termine il lavoro rispettando i tempi previsti. Per la prima volta dall'apertura dei cantieri dell'anello ferroviario é stata rispettata una scadenza. Grazie a renard78 che ha quotidianamente inviato foto possiamo mostrarvi le 10 migliori immagini dei lavori: Questa che vi abbiamo documentato é la dimostrazione che per anni abbiamo subito disagi e problematiche legate ad una ditta in crisi che non aveva la forza lavoro e la forza economica necessaria per portare avanti e nei tempi previsti questi lavori. Oggi una nuova ditta é subentrata e i risultati si sono visti subito. I ritmi di lavoro sono rientrati nella normalità e finalmente i cittadini possono stare tranquilli che l'anello ferroviario non sará più il cantiere lumaca. Siete d'accordo?

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20 nov 2019

Piano Battaglia, l’ennesima beffa

di Antony Passalacqua

Palermo - Anche nel 2019 sembra profilarsi l’ennesima beffa per la stazione sciistica di Piano Battaglia e per tutto il comprensorio Madonita che gravita attorno alle attività invernali, faticosamente riportate in vita dopo oltre un decennio di abbandono. Con una puntualità disarmante da quando gli impianti di risalita sono stati riaperti (non senza problemi), anche in questo autunno, mentre l’estate di San Martino porta la prima spolverata di neve a Piano Battaglia, si palesa l’ennesima grana burocratica che potrebbe costare l’intera stagione invernale per una località che vive essenzialmente di questo, e nonostante siano stati fatti ingenti investimenti per riportare in auge quel che potremmo chiamare un miracolo della natura (una stazione sciistica, con innevamento garantito almeno tre mesi l’anno, a un ora e mezza da Palermo). Apprendiamo infatti, da diverse testate giornalistiche, che la gara da 153mila euro bandita dalla Città metropolitana per assegnare la gestione delle piste (in primis, il battimento) è andata deserta. Di fatto, la prima anomalia che si può scorgere è che si procede con affidamenti annuali e, soprattutto, con gare che separano la gestione degli impianti di discesa e risalita. In sintesi, gli impianti, come è giusto che sia, sono stati dati in concessione pluriennale alla Piano Battaglia srl. Le piste invece, che vanno battute e messe in sicurezza con cadenza annuale, ogni anno devono essere affidate in concessione con un nuovo bando. Quest’anno, né la Piano Battaglia Srl, né altre società hanno presentato un’offerta. Una motivazione forse riconducibile alla cifra stanziata. Leggiamo infatti, da Repubblica, che nel 2018, dopo un tira e molla di diverse settimane, a metà gennaio la Regione aveva stanziato 300mila euro (ovvero il doppio della somma proposta quest’anno) per mettere una pezza e salvare due mesi di stagione. Saltare un intera stagione invernale rischia di mettere a repentaglio il futuro e l’esistenza stessa della stazione sciistica di Piano Battaglia, nonostante gli investimenti fatti (non ultimo, i lettori per gli skipass recentemente montati); un esistenza dalla quale dipendono anche le poche strutture ricettive rimaste sul pianoro e che hanno creduto e investito nel rilancio dello sci in Sicilia occidentale; una situazione che certamente danneggerà più in generale l’intero comprensorio, a partire dalle Petralie, che con la splendida Soprana, già Borgo dei Borghi a poco più di 20 minuti di distanza dagli impianti, offre oggi il miglior connubio per vivere la montagna alternando il turismo sportivo con la cultura e la enogastronomia. La cosa che fa più rabbia è constatare come ogni anno vi sia sempre un nuovo problema. E che esso venga pubblicamente manifestato immancabilmente solo a ridosso della stagione invernale, così da dover poi correre ai ripari in netto ritardo, condizionando i risultati economici della stazione sciistica; nel 2018 ad esempio, la stagione invernale ha visto appena 61 giorni di attività e un bilancio (pur apprezzabile) di 40mila presenze; un valore condizionato non già dalla mancanza di neve, sempre abbondante, ma da un problema burocratico quella volta dovuto a permessi da parte di USTIF (tanto da far gridare allo scandalo di vedere la seggiovia ferma con un oltre un metro di neve sulla Mufara). Le responsabilità sono certamente da ricercare su più soggetti pubblici. Occorre però che la Città Metropolitana di Palermo, unitamente alla Regione, faccia, ORA, qualcosa per scongiurare anche solo il ritardo nella apertura delle piste nel 2019. E che si elabori, fin da subito, un assetto per le prossime stagioni capace di dare stabilità alla stazione sciistica una volta per tutte (a partire da un piano di risanamento della SP 54), mettendo così gli imprenditori privati nelle condizioni di poter operare e programmare le proprie attività e investimenti con tranquillità. A.B.

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18 nov 2019

Che fine ha fatto lo “svincolo” di Brancaccio ?

di belfagor

La storia di questa opera ,mai completata, è talmente paradossale che è arrivata anche  alla stampa e alla televisione italiana ( ricordiamo i servizi su “STRISCIA LA NOTIZIA” La vicenda è molto lunga e forse anche un po’ noiosa ma è utile conoscerla per comprendere come mai Palermo è la capitale incontrastata delle opere incompiute. In un articolo pubblicato su “ MOBILITA“ il 10 giugno 2016  è riassunto  l’annoso iter. Dello Svincolo Brancaccio si cominciò a parlare fin dal lontano 1996. L’opera fu finalmente, appaltata nel lontano 2002 alla ditta messinese “De.mo.ter”  ma si  bloccò  per «presunte infiltrazioni mafiose» (rilevate dalla Prefettura di Messina). Dopo anni battaglie giudiziarie però si scoprì che l’informativa antimafia era priva di fondamento. Nel 2005   ripresero lavori ma furono quasi subito interrotti. 1/04 /2008 fu pubblicata la seguente notizia : “La Giunta comunale ha dato via libera allo schema di transazione per il completamento dello svincolo di Brancaccio che collegherà l’autostrada direttamente all’area industriale. Potranno presto ripartire le attività del cantiere, sospese circa tre anni fa per la necessità sopravvenuta di elaborare una variazione al progetto. Dal momento in cui sarà riaperto il cantiere, per il completamento sono previsti 14 mesi di lavori. L’importo complessivo dell’opera è di poco superiore ai 10 milioni di euro.” Bella notizia, che finalmente metteva fine a una annosa vicenda, che durava da diversi anni. Peccato che nessuno  notò un piccolo particolare, la data ( 1 Aprile). Che si trattava di un pesce d’aprile? E infatti per alcuni mesi i i lavori procedettero lentamente per poi bloccarsi Passano altri due anni e il 15/01/10 viene pubblicata un altra notizia: “Si continua a lavorare per recuperare il tempo perduto a causa di Enel Distribuzione che ,dopo 8 mesi, ha spostato finalmente il cavo da 20.000 volts non segnalato nelle carte dei precedenti progetti. Si spera che entro febbraio si possano aprire al traffico le rampe lato mare (Forum). Non appena questo succederà, gli operai si sposteranno sul lato monte, per iniziare a cambiare il volto dell’attuale bretella laterale abbandonata da troppo tempo e relativa rampa” Passano i mesi ma i lavori vanno sempre a rilento.. Il 5/08/2010 sembrò che la situazione si fosse finalmente sbloccata. “Finalmente dopo mesi di rallentamenti, proseguono i lavori per il completamento dell’ormai famoso svincolo Brancaccio. Gli operai hanno cominciato ad eliminare gli alberi che delimitano l’autostrada, così da uniformare la struttura stradale è dare vita all’accesso verso il Forum. Per il mese di ottobre/novembre quest’ultima verrà asfaltata e aperta al traffico. Per la rampa di uscita, verso A19 si sta effettuando la posa dei pozzetti, i relativi marciapiedi e si sta ultimando la costruzione del muretto di confine della rampa. Da pochi giorni, alcuni operai stanno spostando le sottoreti nell’altra parte dello svincolo, quello lato Ciaculli. “ I lavori sembravano finalmente procedere in maniera celere , tanto che in un aggiornamento del 20/11/2010 si preannunciava l’apertura al traffico per dicembre 2010 ( chiaramente dello svincolo lato mare) Purtroppo si trattava di un falsa speranza Cambia il sindaco, ritorna dopo 12 anni  Orlando e sembra che finalmente le cose si sblocchino. Il 13/06/2012 l’assessore Liborio Giuffre annuncia solennemente: “Stiamo cercando di capire come si può fare, in modo che a settembre( 2012) venga aperto. Manca solo un 5% dei lavori per poter riaprire la rampa dello svincolo lato nord” Ma la cosa non era così semplice. Infatti pochi mesi dopo e precisamente il 20/09/12, in occasione della conferenza “Palermo: mobilità e trasformazioni urbane” l’Ing. Salfi dell’Ufficio Traffico del Comune di Palermo illustrò la situazione fino a quel momento Era stato ovviamente rescisso il contratto con la De.Mo.Ter. Entro la fine dell’anno avrebbe dovuta essere bandita la nuova gara d’appalto per il progetto stralcio lato mare. Questo stralcio era già finanziato. I lavori per il completamento dell’opera, secondo quanto riferito dall’Ing. Salfi, avrebbero richiesto complessivi 8 mesi. Perciò , se tutto andava bene, lo svincolo di Brancaccio, lato mare, sarebbe stato inaugurato entro l’estate 2013. Chiaramente ciò non accadde. Il 6/03/2014 fu pubblicata la seguente notizie : “Sembra essere ripartito l’iter amministrativo che porterà all’apertura dell’ormai incompiuto svincolo autostradale presso il CC Forum a Brancaccio” . In parole povere il sindaco Orlando parlò di una nuova convenzione e di un accordo con la “Multi Veste Italy”, proprietaria di FORUM.. Le due bretelle lato mare sarebbero realizzate a spese del centro commerciale invece le due lato monte sarebbero state realizzate dal Comune utilizzando fondi della Regione.” Nella realtà le cose non erano così chiare, come sosteneva il sindaco. In un  articolo del 11/02/2016 , il consigliere comunale del Mov.139, Tony Sala dichiarò: “Sono ormai trascorsi quasi due anni da quando si era trovata una soluzione per completare gli svincoli di Brancaccio sulla A19. C’è stato anche il tempo per inaugurare il sistema tramviario ed aprire la stazione Roccella del passante ferroviario. Ma degli svincoli ancora nulla. ….. Mi sono domandato, quindi, come mai tutto si è fermato. ….Si tratta di cifre e tempi di realizzazioni alla portata: 1.9 mln di euro e poco più di 5 mesi di lavoro per completare le due bretelle lato mare, con un grande beneficio sulla viabilità. Nel frattempo a complicare la situazione entra di scena un contenzioso milionario . legato  all’appalto del tram:  il Comune espropria al centro commerciale FORUM un pezzo di terreno per far costruire alla SIS il deposito Roccella. Per l’esproprio, l’Amministrazione versò alla “Multi Veste Italy “  quasi 2,5 milioni di euro, ritenuti però insufficienti dalla stessa, tanto da ricorrere in Tribunale. Le perizie legali  stabilirono  che il valore dell’esproprio fu sottostimato e che il Comune avrebbe dovuto versare altri 4,6 milioni di euro. Il solito pasticcio legato alla fretta di concludere i lavori del tram e non perdere i finanziamenti  . Passano gli anni  è finalmente il 31 Agosto 2018 , leggiamo: “Svincoli di Brancaccio, trovato l’accordo. Arriva l’ok della Giunta: “Entro 3 mesi il progetto” “Avanti, a piccoli passi. Tornano a muoversi, seppur lentamente, gli ingranaggi della macchina Comunale per il completamento di una storica incompiuta di Palermo: gli svincoli autostradali di Brancaccio. La Giunta comunale infatti ha approvato una delibera (n. 127 del 29/ 08/ 2018) quale «atto di indirizzo per il successivo invio al competente Consiglio Comunale» per sbloccare l’impasse sugli svincoli tanto attesi.”  Ma come si sa i tempi del Comune di Palermo sono mooolto lenti infatti  di mesi ne occorreranno molto di più. Il 30 /03/2019  “ilSicilia”  annuncia trionfalmente : “Svincoli di Brancaccio a Palermo: finalmente ci siamo, pronto il nuovo progetto” “Dopo anni di attesa, si sblocca finalmente l’impasse  sull’incompiuta “simbolo” di Palermo: gli svincoli di Brancaccio. La scorsa settimana il Comune ha finalmente approvato dopo ben 5 anni di carteggi burocratici il Certificato di Collaudo finale dell’opera” Tutto bene? Purtroppo no. Il 21 Ottobre 2019  sempre “ ilSicilia” pubblica un articolo dal titolo che è tutto un programma : “Svincoli di Brancaccio: nuovi ritardi, l’Odissea continua” “La parola “Fine” sembra ancora lontana. L’Odissea degli svincoli di Brancaccio prosegue”  L'articolo  faceva il punto della situazione: dopo mesi di silenzio, era ripartito l’iter burocratico per far avviare i primi lavori. L’opera infatti era stata divisa in due tranche: -   il primo blocco di lavori riguarda i due svincoli Nord (“lato mare”), visibili dall’autostrada A19 Palermo-Catania. Non si tratta semplicemente di asfaltare le due bretelle, ma occorre il rilancio delle acque che sedimentano sotto l’autostrada, spostandole al di là della fermata “Roccella” del Passante ferroviario. I lavori costerebbero circa 2 milioni e, quando inizieranno, dovrebbero durare circa 5 mesi. Tale opera dovrebbe essere realizzata dalla “Multi Veste Italy”. -  il secondo lotto riguarda invece i due svincoli Sud (“lato monte”), ancora da progettare. Il costo si aggirerebbe sui 3,6 milioni (e poco meno di un anno la durata dei lavori).. Questo lotto dovrebbe realizzarlo il Comune di Palermo ma , a quanto sembra ,non ha i soldi ne la volontà politica per farlo Quale percorso era previsto? «Il Comune ha ricevuto il nuovo progetto ad aprile 2019. Si aspetta la nomina di un RUP che poi dovrà essere coadiuvato da un tavolo tecnico per supporto e ok al progetto. Bisognerà riunire le varie parti (viabilità, sottoservizi, ecc…). Una volta approvato il progetto degli svincoli “lato mare”, serve l’ok alla nuova convenzione in variante tra Comune e “Multi Veste Italy”. che dovrà scrivere il Suap. E poi infine, serve l’ok del Consiglio Comunale come “opera di urbanizzazione a scomputo”, ratificando l’accordo dello scorso agosto. Dopo l’approvazione del Consiglio partirà un iter lungo altri ……25 mesi, cioè altri 2 anni». Effettivamente da allora …. qualcosa si è mosso Il 12 /11/2019  la Giunta comunale ha dato mandato al Suap : «di acquisire i pareri tecnici necessari all’approvazione del progetto inoltrato dalla Multi per l’esecuzione di un complesso sistema di interventi edilizi e urbanistici. Contestualmente, si dà mandato al Capo dell’Area Infrastrutture di nominare il RUP dell’intervento per l’approvazione del progetto stesso e di incaricare il costituendo tavolo tecnico di predisporre lo schema di una nuova Convenzione Urbanistica che il SUAP – cui vengono attribuiti incarichi di impulso e coordinamento di tutte le attività sopra citate – sottoporrà alla Giunta comunale e successivamente all’approvazione del Consiglio comunale».( ????)  P.S. Insomma siamo ancora in …..alto mare.  Nell’ipotesi più ottimistica le due bretelle “lato mare” saranno pronte non prima del 2022. Appare evidente che non sarà il sindaco Orlando ha inaugurare tale svincolo “lato mare”, d’altra parte questa amministrazione ha sempre detto che tale svincolo non era “ una priorità”. Chiaramente le altre due bretelle , quelle lato monte, non saranno  realizzate prima del 2022 Toccherà al nuovo sindaco decidere se realizzarle o meno. P.S. Il progetto della “Multi Veste Italy”. è stato presentato dall’Ing. Antonio Cangemi che da più di 30 anni segue l’opera, dalle sue fasi embrionali fino ad oggi.: «Questo appalto – dichiarava nel 2013 – è stato davvero sfortunato: l’ha iniziato mio padre negli anni ‘80 e ora lo sto portando avanti io. È la dimostrazione che non basta una generazione a Palermo per finire un’opera pubblica». Oggi aggiunge scherzando amaramente : «Tra qualche anno andrò in pensione e forse non basteranno due generazioni…»

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13 nov 2019

Autostrada A29: nella notte tra giovedì 14 e venerdì 15 novembre chiusura per lavori del gestore della rete elettrica

di Fabio Nicolosi

Nella notte tra giovedì 14 e venerdì 15 novembre, da mezzanotte all’una del mattino, l’autostrada A29 “Palermo-Mazara del Vallo” sarà chiusa al traffico, in entrambe le direzioni, tra gli svincoli di Tommaso Natale e Capaci. Il provvedimento si rende necessario per consentire al gestore della rete elettrica di procedere alla demolizione di due tralicci e della relativa linea di conduttori in attraversamento in corrispondenza del km 3,000 dell’autostrada.

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12 nov 2019

AMAP | Giovedì 14 Novembre interruzione idrica alla sottorete Politeama

di Fabio Nicolosi

L’AMAP informa che, per lavori connessi alla realizzazione della stazione Anello Ferroviario di piazza Castelnuovo, angolo via Ruggero Settimo, interferente con la rete idrica, dalle ore 5:00 alle ore 22,00 di giovedì 14/11/2019, verrà ridotta l’erogazione idrica a Palermo, nella sottorete 4 “Politeama”. E’ possibile il verificarsi di disservizi nella zona delimitata tra le vie Duca della Verdura, via Notarbartolo, Malaspina, Bixio, Spallitta, Regina Margherita, Guglielmo il Buono, Colonna Rotta, Albero Amedeo, Vittorio E. Orlando, Volturno, Cavour e F.sco Crispi. L’erogazione idrica sarà riattivata a fine intervento e si normalizzerà nelle 24 ore successive, salvo imprevisti.

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