Segnalazione
21 mag 2018

Viale della Libertà: storia e misfatti della strada piu’ bella di palermo ( 2a parte – l’espansione, lo splendore e il declino )

di belfagor

II parte:  L’espansione, lo splendore e il declino Fino al 1890 era un grande stradone ameno e poco abitata. Nelle prime rare foto dell’epoca vediamo una strada assolata e polverosa, attraversata da qualche carrozza impolverata e da rari passanti. Ma le cose stavano rapidamente cambiando. All’indomani dell’esposizione nazionale di Palermo che si tenne nel 1891-1892,  la zona divenne particolarmente interessante sotto l’aspetto edilizio. Il Comitato dell’Expo palermitano aveva ottenuto dal principe di Radaly la concessione gratuita del “ Firriato di Villafranca” a patto che, finita la manifestazione, il Comune gli permettesse la lottizzazione di tali terreni. Fu un grande affare per il principe. Infatti, dopo l’esposizione nazionale, quei terreni , che prima non valevano niente, divennero ricercatissimi. Cominciarono ad essere costruite bellissime ville e palazzi in stile Liberty che trasformarono questo polveroso stradone di campagna in uno stupendo “ boulevard” cittadino. I cosiddetti “villini” diventano una forma  di prestigio non solo per gli architetti che li progettano ma soprattutto per i committenti che richiedono sempre più costruzioni di villini e palazzine in stile liberty per esaltare il prestigio della famiglia. A Tale scelta contribuì notevolmente Ignazio Florio junior, che del liberty fu  grande sostenitore. Erano gli anni della "Belle Époque" e lo stile Liberty, dominante a Parigi,  venne reinterpretato da architetti  come Giovan Battista Filippo Basile e dal  figlio  Ernesto . La forza di tale momento magico per Palermo fu la capacità di produrre in loco tutto quello che serviva per sviluppare questo fenomeno. Invece di importare ceramiche e mobili dall'Inghilterra o dalla Francia, si decise di produrli a Palermo, e i risultati furono  eccellenti.  La produzione di ceramica promossa dal senatore Ignazio Florio nel 1884 insieme alla fabbrica  dei Mobili  Ducrot, e alla Fonderia Oretea costituirono, nel panorama industriale palermitano, dei  capisaldi  per  l’economia e una  realtà produttiva di notevole valore. Infatti tali ville liberty erano abbellite sia da suppellettili che da arredi, prodotti a Palermo da maestranze artigiane validissime  che seppero realizzare oggetti di altissima qualità in perfetta sintonia con  le idee dei progettisti. Tali oggetti e arredi non solo erano molto richiesti dall'aristocrazia e dalla borghesia palermitana del tempo ma erano ricercate  e esportate in tutta Europa. Allora il nome di  Palermo era associato alla cultura e al buon gusto artistico.  All’epoca  Viale della Libertà non era solo ville e palazzi ma anche  monumenti e  giardini pubblici, come per esempio il Giardino Inglese, ricco di statue, busti e monumenti dedicati a personaggi celebri dell'epoca e di alberi esotici, vasche e fontane ed un laghetto artificiale dove, un tempo, si trovavano dei pesci rossi. Il completamento di Via Libertà, dalla parte opposta al Politeama, si ebbe con la realizzazione di  piazza Vittorio Veneto. In origine si trattava di un monumento, finito nel 1911, ideato con l’intento di commemorare l’annessione della Sicilia al Regno d’Italia. Con l’avvento del Fascismo, nel 1931 fu dedicato ai caduti della Prima Guerra mondiale e fu abbellito da un  colonnato attorno al monumento Ma purtroppo…. nulla è destinato a sopravvivere in eterno.. Al crollo finanziario della famiglia Florio , che era stata il motore economico e culturale di quel periodo, anche la borghesia palermitana entra in crisi e Palermo inizia un lento declino Dopo la 2° guerra mondiale  i nuovi “amministratori” cittadini pensarono di rendere più bella Palermo” con ruspe, picconi e dinamite. Il loro concetto di bellezza era un po’ discutibile, infatti, ai villini e alle palazzine in stile liberty  preferirono i palazzoni in “stile corleonese”.  E così moltissime di queste villette e palazzine furono distrutte e sostituite da “moderni” edifici mal progettati e mal costruiti. Questo periodo storico è ricordato come “il Sacco di Palermo” Durante quegli anni Viale della Libertà subì una profonda metamorfosi e la “Champs-Élysées di Sicilia” si trasformò in un anonimo stradone cittadino senza anima. Al contrario della famosa fiaba, il bel cigno si era trasformato in un brutto anatroccolo. Oggi Viale della Libertà è soprattutto marciapiedi dissestati, scarsa pulizia, aiuole abbandonate, alberi malati  e panchine vandalizzate. Nel marciapiede, con un po’ di fantasia, si può ancora vedere ciò che resta di  una rudimentale e cervellotica “pista ciclabile”. Ormai i tempi della “Champs-Élysées di Sicilia” sono  definitivamente finiti. In quegli anni Palermo guardava all’Europa e voleva somigliare a Parigi e a Londra, oggi  guarda a Beirut  e al Cairo. Nei progetti dell’ amministrazione comunale, Viale della Libertà dovrà essere attraversata da una linea tranviaria. L’idea potrebbe essere certamente interessante, ma tale tram dovrebbe essere profondamente diverso da quello esistente e cioè poco invasivo, senza ringhiere e che rispetti e recuperi la natura e la storia del Viale della Libertà. Purtroppo l’esperienza passata non ci fa stare tranquilli. Forse tra qualche anno qualcuno scriverà un articolo dal titolo “ C’era una volta Viale della Libertà”, in ricordo di quella  che era stata la strada più bella di Palermo.

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09 mag 2018

TRAM | Il nuovo percorso della linea Stazione centrale – Stadio con la pedonalizzazione di via Roma

di Salvatore Galati

Vi abbiamo annunciato il vincitore del concorso internazionale del sistema tram di Palermo. Le linee che interesseranno la nostra città consentiranno di unire le linee esistenti con il centro città. In questo articolo vi descriviamo la linea che collegherà la Stazione Centrale con lo Stadio. Questa linea sarà il prolungamento della linea uno, uscendo dal capolinea attuale, proseguendo per via Roma a doppio binario fino in via Cavour. Da qui in poi la linea si sdoppierà. Il binario direzione stadio proseguirà per la cosiddetta via Roma Nuova, arrivando in fondo alla via Marchese di Roccaforte, passando per piazza Leoni e via del Fante, raggiungendo la piazza Alcide de Gasperi. Da questa piazza, il binario farà il giro completo della rotonda, per consentire l'inversione di marcia, proseguendo dritto per viale Croce Rossa, via Libertà, via Ruggero Settimo, via Cavour e ritornando su via Roma a doppio binario. Quali sono le novità di questa tratta? Anzitutto la pedonalizzazione di via Roma, che consentirà la creazione di ampi marciapiedi e di godere di un viale alberato. In secondo luogo vedremo una vera e propria pista ciclabile bidirezionale su via Libertà e finalmente si pedonalizzerà anche via Ruggero Settimo. Come sarà questa linea? La linea in questione sarà assolutamente free, cioè senza barriere e senza catenaria, per una questione puramente estetica. Vi starete chiedendo: "Ma allora le linee esistenti saranno incompatibili con quelle nuove?" Assolutamente negativo. Le vetture utilizzate sono di tipo bimodale, cioè con batteria e con pantografo, così da essere utilizzabili in qualsiasi tracciato. E infine una panoramica sulle fermate della linea: Per completezza di informazione, va precisato che questa non è la progettazione definitiva. Il progetto infatti potrà subire delle modifiche a seguito delle attività di analisi da parte dello studio incaricato. Nei prossimi articoli vi mostreremo il dettaglio delle altre linee. Rimanete sintonizzati. Ti potrebbe interessare anche: Nuove linee tram in via Roma e via Libertà: ecco il vincitore del progetto Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Instagram: https://www.instagram.com/mobilita.palermo/  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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Segnalazione
07 mag 2018

Viale della Libertà: storia e misfatti della strada piu’ bella di palermo ( 1a parte – le origini )

di belfagor

Viale della Libertà è, nonostante tutto,  la più importante strada di Palermo.  Unisce la vecchia città con la nuova . Infatti la strada è la prosecuzione , verso nord, di via Ruggero Settimo,  e di Via Maqueda. La storia di tale strada è lunga e per non annoiare gli amici  lo divisa in due parti. Iniziamo dalle origini. L’idea di  espandere  la città verso  nord era sorta già alla fine  del '700. Nel 1778 il pretore, Antonio  La Grua  , marchese di Regalmici, decise di prolungare via Maqueda  fino al Piano di Sant’ Oliva ( l’attuale Piazza Politeama). Ma allora si trattava di una semplice strada di campagna  ,fuori dalle mura della città ( ancora era esistente Porta Maqueda), che aveva lo scopo di collegare la città con la Piana dei Colli, uno dei  luoghi di villeggiatura preferiti dall’aristocrazia palermitana. Già che c’erano  si pensò di creare una strada perpendicolare che venne  denominato stradone dei Ventimiglia (l’attuale  via Mariano Stabile) che collegava la chiesa di San Francesco di Paola al Borgo Veccho.  Ricordiamo inoltre che al Marchese di Regalmici  si deve anche l’apertura si una terza strada che univa diagonalmente il Piano di Sant’Oliva con il Borgo di Santa Lucia presso il  Piano dell’ Ucciardone, allora priva di collegamenti. Questa strada è oggi  nota come via Domenico Scinà. In quei tempi raggiungere la Piana dei Colli era un bel viaggio. Nel “ Il Gattopardo “ Giuseppe Tomasi di Lampedusa fa morire   Don Fabrizio in un albergo di Palermo, e precisamente all’Albergo Trinacria (in Via Butera ) perché  Villa Salina ( Villa Pantelleria) , alla Piana dei Colli ,era troppolontana. “La carrozza si mosse e svoltò sulla destra. “Ma dove andiamo , Tancredi?”. La propria voce lo sorprese. Vi avvertiva il riflesso del rombo interiore . “ Zione , andiamo all’albergo Trinacria; sei stanco e la villa è lontana; ti riposerai una notte e domani tornerai a casa”   Don Fabrizio non tornerà mai a casa. In quella anonima stanza d’albergo il principe di Salina dirà addio alla sua vita.   Considerando la lunghezza del viaggio, nel punto in cui le due nuove “strade” si incontravano venne creato, dall’architetto Nicolò Palma ,un “luogo di riposo” con alberi e panche di pietra,  in modo che i viaggiatori potevano riposarsi  prima di proseguire nel loro cammino. Questo incrocio prese il nome di “Quattro Canti di campagna” ( l’attuale Piazza Regalmici). Francamente dei  “Quattro Canti di città”, situati in Piazza Villena , non aveva niente a che spartire . Tanto splendido e trafficato erano i quattro canti cittadini, quanto desolato e ameno era quello di campagna. Eppure questa scelta si rivelo vincente. Nell’800, molte famiglie nobili decisero di far costruire qui i loro palazzi, come il principe di Galati e il barone di Villarosa. Ma la svolta decisiva la si ebbe dopo il 1860. In quegli anni le vecchie mura  cittadine cominciarono ad essere abbattute e la città ormai cominciò decisamente ad espandersi verso nord. I motivi di tale scelta non sono del tutto chiari. Qualcuno sostiene che i terreni non erano particolarmente fertili e perciò poco sfruttati per scopi agricoli, al contrario di quelli a sud della città. Inoltre c’era un limite naturale che bloccava l’ espansione verso sud e cioè….. il fiume Oreto. Potrà sembrare strano ma i nostri architetti, bravissimi a costruire palazzi, ville, chiese e conventi,  non erano altrettanto bravi a costruire ponti . Qualche maligno sostiene invece che tale scelta fu influenzata da motivi speculativi. Ai primi del’800 Giorgio Wilding, ufficiale tedesco, giunto in Sicilia al seguito di Ferdinando I , aveva sposato Caterina Branciforte di Butera erede della potente e storica famiglia dei Butera  ( Wilding e sua moglie saranno determinanti nello sviluppo edilizio della Contrada all’Olivuzza).  Il fratello di Giorgio Wilding, Ernest principe di Radaly, comprò nel 1844 il vasto terreno del Firriato di Villafranca ad un asta giudiziaria. Ma non si tratto, apparentemente, di un buon affare perchè tali terreni erano poco produttivi e distanti dalla città. Nel 1848   scoppiò  la famosa rivolta antiborbonica . In un primo momento si insediò un governo “provvisorio” con a capo Ruggero Settimo che  decise di iniziare i lavori per sistemare il prolungamento a nord dell’attuale via Ruggero Settimo. Tale strada venne chiamata  pomposamente  Strada della Libertà. Dopo la restaurazione borbonica del 1849, i lavori furono proseguiti per volere del principe di Satriano, luogotenente del re. In quei tempi se l’idea o l’opera pubblica di chi ti aveva preceduto era buona veniva salvaguardata e proseguita. Chiaramente la denominazione fu cambiata in Strada della Favorita, perché avrebbe collegato il Piano di Sant’ Oliva con la Reale Riserva di caccia della Favorita . I lavori per il completamento di viale Libertà furono lunghi e travagliati e fortemente influenzati dai vari momenti politici e storici. Infatti durarono oltre 50 anni. Come per Via Roma , l’opera fu realizzata in vari fasi , 5 per l’esattezza. Il primo tratto, costruito nel 1848-1849 ( durante il governo “rivoluzionario” ) andava da piazza Politeama a Piazza Croci  ed era caratterizzatoda una tripla corsia: una centrale destinata al solo transito dei veicoli, e due laterali, più piccole, separate dalla corsia centrale  da ampi marciapiedi . In tale tratto vennero piantati dei  platani ,che sono ancora presenti, e furono piazzati alcuni sedili in pietra lungo il percorso. Tale tratto venne definito, in seguito, dal grande musicista tedesco  Richard Wagner, gli Champs-Élysées di Sicilia. Era certamente una bella strada e non aveva nulla da invidiare ai grandi viali delle altre città europee. Il secondo tratto, realizzato dopo il ritorno dei Borboni, andava da piazza Croci a piazza Alberico Gentili, era invece a una sola corsia ma altrettanto bello. Infatti era costeggiava da due belle ville. A sinistra troviamo una villetta “all’italiana” dove oggi sorge un monumento equestre  dedicato a Garibaldi ,a destra il Giardino Inglese. Quest’ultimo fu progettato da Giovan Battista Filippo Basile. Il terreno era una vecchia cava di tufo, assolutamente inutilizzabile per scopi edilizi.  Seguendo uno schema molto in voga nella seconda metà dell'Ottocento, il Basile non cercò di creare un giardino “all’italiana” , tipo Villa Giulia, ma cercò di  assecondare le forme e la morfologia naturale del terreno dandogli un'aria più naturale. Nella realtà il Basile aveva in mente di ricreare un “giardino arabo”  ma durante i lavori si rese conto che la cosa era un po’ difficile. E allora preferì trasformarlo in un giardino “all’inglese che fu completato nel 1852.  All’interno del giardino c’erano  anche 7 piccoli colli, oggi non più esistenti. Francamente di “giardino all’inglese” aveva poco o nulla ma certamente era uno splendida villa con fontane , statue e angoli ameni.. Nel 1860 i lavori furono sospesi e ripresero nel 1876 con il tratto da piazza Gentili al Canale Passo di Rigano (altezza via D’annunzio). Nel 1887 fu iniziato il quarto tratto fino al Vicolo Pandolfina ( l’odierna Via Lazio ). La quinta ed ultima parte, fino a Piazza Vittorio Veneto, si realizzo solo nel  1909. Rispetto ai primi due tratti , gli ultimi tre tratti (costruiti dopo il 1860)  erano ( e sono)  meno ampi , meno belli e ha una sola corsia. Tra il 1865 ed il 1880 il Municipio di Palermo decideva di creare, nel Piano di Sant’ Oliva, piazza Politeama, sorta attorno al teatro omonimo terminato nel 1875. La piazza fu dotata di illuminazione e alberi e, nel 1877, fu aperta la via Emerico Amari che collegava la nuova piazza al mare.. Ma ,nonostante tali importanti interventi urbanistici, la zona continuava ad essere poco abitata e poco frequentata. La nobiltà e  la borghesia palermitana non era molto  invogliata a costruire la propria casa lungo tale viale, troppo vicino dalla città ,per essere considerata una casa di campagna, troppo lontana dal centro per diventare la residenza principale. In parole povere nessuno voleva “irisinni unni persi li scarpi lu signuri “ . Fine I parte- continua  

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29 apr 2018

Incidente via Notarbartolo utilizzate itinerari alternativi

di Salvatore Galati

Si è verificato pochi attimi fa un incidente in via Notarbartolo all'altezza di via Nunzio Morello. Secondo quanto raccontato da alcuni testimoni il mezzo di soccorso stava percorrendo via Notarbartolo a sirene spiegate in direzione di via Libertà. Poi lo scontro con una Lancia Musa all'incrocio. Dopo un paio di "carambole" l'ambulanza è finita su un fianco poggiandosi su una Audi station wagon. Il ferito che si trovava a bordo dell'ambulanza è stato trasportato in ospedale. Sia il conducente del mezzo di soccorso, che la donna alla guida della Musa sono rimasti illesi. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Instagram: https://www.instagram.com/mobilita.palermo/  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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24 apr 2018

Anello Ferroviario | Riaperto dopo 3 anni viale Lazio

di Salvatore Galati

Viene riaperto dopo circa 3 anni Viale Lazio, dove la fine dei lavori era prevista per luglio del 2017. Purtroppo però per numerosi ritardi, il cantiere viene parzialmente chiuso nel 2018, infatti su Via Sicilia il cantiere proseguirà il suo regolare svolgimento essendo necessaria un'area di accesso alla fermata da scavare. I lavori svolti hanno previsto la costruzione del solettone. Ricordiamo che i lavori riguardano l'appalto dell'anello ferroviario e la fermata prevista  sarà tra Palermo Notarbartolo e Imperatore Federico. Ringraziamo per le foto Gustavo Enrico Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Instagram: https://www.instagram.com/mobilita.palermo/  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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05 apr 2018

Cantieri e chiusure strade, ecco un riepilogo per non perdersi nel traffico

di Salvatore Galati

In questo articolo sarà possibile visionare i vari link dei nostri articoli con riguardo agli attuali cantieri, quelli che verranno avviati a breve o e le relative deviazioni stradali. Verrà aggiornato e pubblicato sulla FanPage e altri canali social, ogni qualvolta che ci sarà una novità: CHIUSURA PONTE GIAFAR; ANELLO FERROVIARIO - CHIUSURA VIA AMARI; COLLETTORE FOGNARIO - VIA ROMA; MANTO STRADALE A-19; MODIFICHE LINEE BUS AMAT, PER LAVORI ANELLO FERROVIARIO; ANELLO FERROVIARIO CHIUSURA P.ZZA POLITEAMA. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Instagram: https://www.instagram.com/mobilita.palermo/  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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19 feb 2018

FOTO | Retake Palermo ripulisce le cassette postali

di Salvatore Galati

L'associazione di Retake Palermo, un gruppo di volontari che si occupa della pulizia degli spazi pubblici, questa mattina hanno fatto un intervento in via Libertà e via Roma. Sono state pulite le cassette in torno all'area di via Archimede e di via Roma, sono stati tolti gli adesivi e poi sono state riverniciate. Dando un nuovo look e decoro. Molti curiosi tra turisti e palermitani, che si sono soffermati a domandare e gradire il gesto di Retake, tra cui anche una ragazza Olandese residente a Palermo, si è interessata molto di questa iniziativa, facendo domande e scattando qualche foto. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Instagram: https://www.instagram.com/mobilita.palermo/  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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