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22 mar 2021

ESCLUSIVA | Vi raccontiamo il progetto della chiusura dell’anello ferroviario di Palermo 2a fase: tratta Politeama – Notarbartolo

di Fabio Nicolosi

Il Progetto “Chiusura dell’Anello ferroviario di Palermo” si inserisce nel più ampio contesto del Nodo di Palermo, nell’ambito dei programmi di potenziamento delle infrastrutture di trasporto pubblico nell’area urbana cittadina. Originariamente definito “Metroferrovia di Palermo”, esso si affianca all’altra grande opera ferroviaria che attraversa la città, definita “Passante ferroviario”, oggi in corso di ultimazione e che va a potenziare e ammodernare la linea Palermo- Trapani e Palermo-Punta Raisi nel tratto compreso fra la stazione Centrale e Carini. A differenza di quest’ultima, evidentemente, tale opera interessa esclusivamente il tessuto urbano e i lavori comprendono la realizzazione di gallerie in continuità con un tracciato già in corso di esecuzione e la costruzione di una fermata e la modifica di alcune stazioni, oltre opere accessorie annesse e impianti. La chiusura dell’Anello si differenzia in due fasi funzionali, l’una in corso di realizzazione, l’altra oggetto di questo articolo. Il progetto che vi andiamo a descrivere corrisponde alla II fase del completamento della chiusura “ad anello” dell’esistente tratto, oggi in esercizio a singolo binario e che collega la stazione Notarbartolo alla fermata Giachery, in cui ricadono anche la fermata Imperatore Federico e la stazione di Fiera. Tale progetto cronologicamente segue infatti quanto già attualmente in corso di realizzazione nella I fase, che ha in carico un primo prolungamento del binario, attestato oggi a Giachery, verso la nuova stazione interrata di Politeama, lungo un percorso sostanzialmente sotterraneo che vede anche la realizzazione di una fermata nella nuova galleria, Porto e la realizzazione di una fermata nella galleria esistente, fermata Libertà. L’intervento di completamento della II fase, procederà in continuità con l’infrastruttura ferroviaria che si sta realizzando, lungo un tracciato che per massima parte è interrato, fatta eccezione per brevi tratti in trincea; sostanzialmente, la configurazione finale sarà tale da consentire il collegamento, su nuovo tracciato a semplice binario, della zona del Porto e della Piazza Politeama-Castelnuovo, con l’area di via Malaspina e con l’attuale Stazione Notarbartolo, prolungando verso quest’ultima la linea interrata che in prima fase si arresta a Politeama. L’intervento prevede la realizzazione del proseguimento del tracciato che, attraverso un percorso sotto passante le vie Paternostro, Brunetto Latini e Malaspina, va dalla stazione Politeama verso l’esistente stazione di Notarbartolo. Nell'ultimo tratto di linea è prevista la realizzazione della fermata definita "Turrisi Colonna", posta all'altezza dell'omonima via lungo via Malaspina, al fine di servire il bacino utenza compreso fra la fermata Lolli e la stazione Notarbartolo; il tracciato prosegue in una breve galleria artificiale, fino ad innestarsi in una galleria esistente per poi entrare nella trincea di Notarbartolo, stazione di fine intervento. Il progetto si articola nelle seguenti opere: galleria naturale di collegamento fra Politeama e la fermata "Turrisi Colonna"; fermata scoperta "Turrisi Colonna"; galleria artificiale di collegamento fra la fermata e la galleria esistente (cosiddetto “camerone a tre binari”, oggi in esercizio per i treni del Passante ferroviario ed al momento a semplice binario); attrezzaggio dell'infrastruttura ferroviaria fino al primo binario di stazione Notarbartolo, PES a Notarbartolo Interventi di adeguamento della fermata Politeama all’innesto della nuova galleria (eliminazione binario di precedenza e adeguamenti correlati). La galleria naturale, lunga 817metri, sarà realizzata con scavo meccanizzato mediante TBM procedendo, nel senso delle progressive decrescenti, dalla testata della fermata verso Politeama, ove si raccorda con la galleria artificiale realizzata in altro appalto, portando il tratto interamente interrato ad una lunghezza complessiva di circa 2.267metri, a cui si aggiunge, tolto un breve tratto di trincea inferiore ai 100metri, un ulteriore tratto interrato lungo poco più di 410 metri, di cui 130metri circa di nuova galleria artificiale. La fermata Turrisi Colonna A differenza di quanto previsto nel progetto preliminare, la fermata di "Turrisi Colonna", originariamente definita “fermata Malaspina”, non sarà interrata, ma scoperta. La sistemazione delle aree esterne, immediatamente funzionali alla fermata stessa, è stata concepita sulla scorta di un più ampio contesto che vede la riqualificazione dell’intera area tra la fermata Lolli del Passante ferroviario, la su richiamata fermata Turrisi Colonna e la Stazione di Palermo Notarbartolo, prevedendo anche una migliore accessibilità delle fermate dall’area posta a monte della linea ferroviaria, secondo un master plan ad oggi in fase di sviluppo e che sará oggetto di un prossimo articolo. La redazione del progetto, inoltre, ha puntato a minimizzare l’impatto con il contesto urbano. La nuova fermata sarà ubicata all’interno di un’area ferroviaria, più a monte rispetto a quanto previsto dal PP, seguendo in questo la traslazione del tracciato effettuata al fine di ridurre le interferenze con la viabilità e massimizzare la salvaguardia degli edifici posti lungo via Malaspina. Sempre in quest’ottica, si provveduto ad intervenire sulle pendenze, adeguando ai valori di norma ferroviaria la livelletta in corrispondenza della banchina di fermata, comunque compatibilizzandoli con i vincoli geometrici imposti dall’infrastruttura già esistente. Linea a binario singolo e monodirezionale, come mai? A seguito di analisi preliminari, che hanno indicato come svantaggiosi i tempi di percorrenza e i valori di frequenza per la circolazione bidirezionale sull’Anello, si è scelto di approfondire solo i versi di percorrenza monodirezionali, che hanno condotto a conclusioni sovrapponibili fra loro, indipendentemente dalla scelta del senso di marcia. Dalle simulazioni effettuate, la configurazione progettuale dell’anello chiuso, mantenendo Politeama come stazione intermedia fra Fiera-Sampolo e Notarbartolo, consentirebbe di stabilire un tempo giro intorno ai 14’30” e un valore di frequenza minima fino ad un treno ogni 6’: seppure questa frequenza paia mostrare margini di recupero comunque sufficienti a garantire un servizio regolare, anche in caso di perturbazioni, la soluzione raccomandata risulta essere quella di una frequenza pari a circa la metà del tempo giro. Infatti, la frequenza di un treno ogni 7’30’’ e due servizi contemporaneamente circolanti sulla linea può rappresentare il miglior compromesso tra frequenza e regolarità del servizio, con la possibilità di potenziare l’offerta nelle ore di punta. Interferenze L’intervento in oggetto sarà per la maggior parte interrato, e gli scavi delle trincee con relative lavorazioni preliminari saranno prevalentemente eseguiti all’interno di aree già delimitate e non soggette a circolazione. Infatti, l’area di intervento è parallela alla viabilità di via Malaspina nel tratto compreso tra l’incrocio con via A. Cantore e via Turrisi Colonna, ed interferente con essa solo parzialmente. Tale interferenza comporterà un restringimento parziale della carreggiata, dovuta al posizionamento della recinzione dell’area di cantiere, per tutta la durata dell’intervento, che non comporterà comunque l’interruzione della circolazione e la modifica dei sensi di marcia. Un’interruzione del traffico si avrà, invece, nell’incrocio tra via Malaspina e via Turrisi Colonna per un limitato periodo di tempo (circa 80 giorni) necessari alla realizzazione degli interventi di preconsolidamento mediante jet grouting, realizzazione pali per la trincea del pozzo della TBM e realizzazione del solettone a sbalzo superiore, che consentirà di sfruttare la sua superficie al fine di riaprire l’incrocio al traffico una volta terminato. Questa soluzione consentirà la quasi normale circolazione stradale nell’incrocio mentre al di sotto di essa potranno svolgersi senza interferenze le operazioni di prepara zione e di scavo della galleria GN01. Altro punto di possibile interferenza, risolvibile con parzializzazione, potrà verificarsi all’incrocio tra via Malaspina e via A. Cantore durante le fasi di esecuzione dei pali della parte terminale della galleria GA02. Lo scavo della galleria "Paternostro"? In sicurezza con la TBM Per la realizzazione della galleria naturale di Paternostro è previsto l’impiego di uno scudo meccanizzato integrale con sostegno in pressione del fronte e con applicazione di un rivestimento impermeabile in anelli di calcestruzzo armato realizzati in conci prefabbricati. La galleria si sviluppa per circa 817 m , dalla paratia di testa alla progr. 6+071.78 della fermata Turrisi-Colonna, sino allo sbocco lato Politeama alla progr. 5+254.82, che avverrà all’interno di un tampone di pali plastici. Il cantiere di alimentazione della TBM sarà allestito lato fermata Turrisi Colonna. La TBM arriverà a ridosso della paratia della stazione Politeama, nel tampone di pali plastici. La TBM verrà smontata da dietro e si lascerà lo scudo in situ trasportando i pezzi verso l’imbocco Turrisi-Colonna attraverso la galleria stessa. Successivamente allo smontaggio del back-up e dei componenti dello scudo, si realizzerà il getto di completamento del rivestimento definitivo in opera. Allo scopo di limitare i cedimenti in superficie, per la galleria naturale è stata progettata una sezione di raggio di intradosso inferiore a quella prevista in origine, pur garantendo il transito del gabarit previsto. La nuova galleria avrà una sezione compatibile con il transito del Gabarit B1 corrispondente al PMO 3 adottando, per la trazione elettrica, un attrezzaggio con catenaria rigida. Come si procederà lato stazione Politeama? Al momento dell’arrivo della TBM la fermata Politeama sarà in esercizio per cui non sarà disponibile un’apertura nelle strutture di fermata per poter estrarre la TBM. Lo smontaggio della TBM è previsto da dentro la galleria con abbandono dello scudo e trasporto dei pezzi attraverso la galleria fino all’imbocco opposto nella fermata Turrisi Colonna. Per predisporre la testata della fermata Politeama allo smontaggio in sicurezza della TBM e all’abbattimento dei pali di paratia è stata disposta una variante all’appalto del primo lotto che ha previsto la realizzazione di pali plastici con funzione di impermeabilizzazione e sostegno del terreno a ridosso della paratia. Dopo lo smontaggio, si provvederà a completare il rivestimento della galleria con getto in opera in corrispondenza dello scudo su cui non è possibile montare gli anelli prefabbricati a causa dell’ingombro delle parti meccaniche della TBM e della mancanza dell’erettore. Si riassumono le fasi fin qui descritte: Opere eseguite nel lotto 1: Esecuzione delle paratie di pali compenetrati del camerone interrato di fermata Politeama (completato) Esecuzioni pali plastici sulla testata di arrivo TBM (completato) Iniezioni di intasamento nell’intercapedine tra pali plastici e pali compenetrati (completato) Scavo camerone di fermata e realizzazione strutture interne. (In corso) Messa in esercizio della fermata (Da attuare) Opere da eseguire nel lotto 2: Arrivo TBM. La ruota si appoggia ai pali secanti Smontaggio della TBM dal retro con trasporto dei pezzi verso Turrisi-Colonna Demolizione dei pali compenetrati Casseratura e getto del rivestimento in opera sullo scudo lasciato in posto Ricucitura con waterstop del rivestimento della galleria ai pali secanti e alla parete fodera Le principali caratteristiche geometriche saranno: Importante sarà il collegamento diretto a Notarbartolo proprio tra Anello e Passante che permetterà quindi a turisti ma non solo un possibile collegamento tra Aeroporto e Porto di Palermo. Immaginate l'importanza che esso avrà per il mercato crocieristico dove i turisti atterrando all'aeroporto Falcone Borsellino, semplicemente in treno e senza cambi potranno raggiungere il porto per imbarcarsi sulla solo crociera e godersi il tanto cercato relax. Una caratteristica che pochissime città italiane hanno. Interventi di particolare interesse: Uno degli interventi degni di nota, sarà la realizzazione di una opera di compensation grouting che sarà realizzato proprio all'imbocco della nuova galleria "Paternostro" e che sarà necessario per mitigare i cedimenti dovuti alla realizzazione della galleria. L’area è sufficientemente grande per poter realizzare un pozzo di diametro interno 8.2m. Il pozzo, profondo 10metri, è previsto per sottomurazioni protette da pali di diametro 60cm. I pali sono lunghi 15 metri e sono armati con tondini di VTR per gli ultimi 8 metri dove saranno perforati per l’installazione dei tubi a manchettes. Sono previste 50 perforazioni orizzontali per installazione delle TAMs (tubi a manchettes) di lunghezza massima di 55 metri con una lunghezza più frequente compressa tra 30-40m. Le perforazioni, il fondo del pozzo e le fondazioni degli edifici sono sopra falda. Le TAMs si collocano generalmente a circa 3 metri dal piano presunto di fondazione degli edifici. Se durante l’esecuzione delle perforazioni si manifesteranno cedimenti superiori a 3mm, le operazioni verranno interrotte e si procederà al pretrattamento dalle perforazioni già eseguite nelle sue prossimità. La TBM non potrà avviare lo scavo finché tutte le operazioni di pretrattamento non saranno completate. Tutte le attrezzature per il compensation grouting e il sistema di monitoraggio dovranno restare attive fino a tre mesi dopo il passaggio della TBM e finché i cedimenti non si saranno esauriti La strategia di compensazione potrà essere svolta compensando in tutto i cedimenti oppure solo in parte per la quota che attenua i valori differenziali. Le fasi esecutive sono le seguenti: 1. Esecuzione del pozzo 2. Esecuzione del campo prove 3. Installazione del sistema automatico degli edifici 4. Esecuzione delle perforazioni ed installazione delle TAMs 5. Pretrattamento – intasamento dei vuoti e messa in carico del terreno 6. Avvio TBM 7. Iniezioni di compensazione 8. Riempimento pozzo e restituzione dello stato dei luoghi

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17 mar 2021

Mobilità sostenibile, in arrivo incentivi per dipendenti pubblici e studenti

di Mobilita Palermo

Palermo - Poco più di un milione e settecentomila euro per incentivare l’utilizzo dei sistemi di mobilità condivisa e della bicicletta privata lungo il tragitto fra casa e luogo di lavoro. Lo prevede il progetto, approvato ieri dalla Giunta Comunale, che coinvolge il Ministero dell’Ambiente, la Regione, il Comune e l’Azienda AMAT, che dell’intervento sarà attuatrice a Palermo. Il progetto, denominato Muovi-PA, è inserito nell’Accordo di programma per il miglioramento della qualità dell’aria in Sicilia ed è finalizzato a far utilizzare mezzi di mobilità sostenibile e dolce da parte dei dipendenti della pubblica amministrazione, nonché del personale e degli studenti della città di Palermo. Attraverso il potenziamento della flotta di auto e bici elettriche (con 56 nuove auto e 70 velocipedi pedalata assistita) per il servizio in condivisione e attraverso la fornitura di voucher per l’accesso al servizio, l’obiettivo è quello di far sì che ogni giorno almeno 400 automobili private in meno siano utilizzate per gli spostamenti, con una stima di abbattimento dell’immissione di agenti inquinanti che, solo per la Co2 è di quasi 1.300 tonnellate annue. I tecnici del Ministero e della Regione hanno individuato in particolare due aree della città, nelle quali è particolarmente elevata la presenza di uffici e assessorati della stessa Amministrazione regionale, nonché di scuole pubbliche. Si tratta di 22 siti presso i quali saranno realizzati altrettanti parcheggi dedicati al car e al bike sharing, con 130 stalli per le auto condivise e 23 colonnine di ricarica elettrica. Almeno 300 persone fra dipendenti pubblici e studenti potranno inoltre beneficiare, sulla base di graduatorie che saranno stilate da Amat in base a criteri fissati dall’accordo ministeriale, di un contributo semestrale per l'utilizzo della mobilità condivisa. Il contributo oscillerà fra 90 e 42 euro.

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13 mar 2021

Presentato il progetto di fattibilità del nuovo Centro Direzionale

di pablo

Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa circa la presentazione del progetto di fattibilità del nuovo Centro Direzionale della Regione. Struttura che sorgerà nell'area attualmente occupata dall'Assessorato Regionale Territorio e Ambiente. Area molto strategica per i collegamenti, adiacente la stazione del Passante Ferroviario "Palermo La Malfa" e in prossimità degli innesti autostradali di via U. La Malfa. Probabilmente la soluzione più naturale rispetto l'area sud della città che "sulla carta" risulta già fortemente urbanizzata e non sanno più cosa mettere: aquario, Ikea, Decathlon, nuovo cimitero e chi più ne ha ne metta. La realizzazione di un unico polo governativo consentirà di tagliare notevoli spese circa gli affitti degli edifici in città per i vari assessorati sparsi, anche se ad onor del vero non sono state rese note queste stime.     Palermo - Il Centro direzionale della Regione Siciliana voluto dal governo Musumeci, un complesso unitario che sorgerà in via Ugo La Malfa e sarà sede degli uffici degli assessorati regionali, prevede un intervento di 425 milioni di euro. Per l’individuazione del progetto è stato seguito il metodo del concorso internazionale. La Commissione aggiudicatrice, cinque esperti di profilo internazionale, ha scelto il lavoro presentato dalla mandataria Teknè S.P.A di Milano, società indipendente di ingegneria e consulenza, che opera sia nel settore pubblico che in quello privato, a livello nazionale e internazionale, realizzato dagli studi di architettura Leclercq Associés, Nicolas Laisne, e Clément Blanchet, di Parigi. Parte dunque l’iter di realizzazione dell’ambiziosa opera che doterà la Sicilia di un Centro direzionale che possa accogliere tutti gli uffici centrali e periferici dell’Amministrazione ubicati a Palermo, dopo il primo atto formale che riguarda la volontà di realizzarla, assunto con una delibera di Giunta nel maggio del 2018, diventata Legge nel 2019 per volontà dell’Assemblea regionale. “La Regione Siciliana ha finalmente il progetto di fattibilità del suo Centro direzionale – dice il presidente Nello Musumeci. Si tratta della  prima, importante tappa di un percorso voluto dal mio governo per dare alla nostra Isola una grande opera di respiro internazionale. Sarà il più importante investimento di edilizia pubblica  realizzato in Italia negli ultimi decenni. Innegabile il beneficio, in termini economici ed occupazionali, che ne ricaverà la città di Palermo e la Sicilia tutta”. Stazione appaltante, il  Dipartimento regionale tecnico diretto dall’architetto Salvatore Lizzio, garantirà il necessario coordinamento con gli altri rami dell'Amministrazione regionale competenti in materia, e con i Dipartimenti regionali delle infrastrutture, dell'energia, dell'urbanistica, dell’economia. Responsabile  del procedimento è Antonio Leone, capo del Genio civile di Enna. “Siamo in presenza – aggiunge il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando - di un’opera che sarà al servizio della Sicilia tutta. A conferma della necessità di collaborazione istituzionale e di quanto questo possa essere proficuo. Si tratta di un progetto che, assieme al tram, per Palermo è di straordinaria importanza anche per la sua collocazione e verrà al più presto sottoposto alla propositività del Consiglio Comunale”. Dopo il confronto con il Consiglio comunale di Palermo, raccolte le proposte, si passerà alla fase esecutiva, da realizzare entro 180 giorni, e alla gara internazionale di affidamento.  “Il progetto sviluppa una tipologia specifica – affermano gli esperti della Commissione di valutazione - poiché si tratta di un’articolata composizione di volumi a varie altezze, che definiscono in modo originale e significativo la dimensione urbana della realizzazione. Una parte alta a geometria variabile, accoglierà il complesso delle funzioni amministrative stagliandosi in maniera originale nello skyline della città di Palermo. Questa proposta, molto attenta alla distribuzione delle funzioni, ai percorsi, agli spazi pubblici e al verde nonché alle diverse scale del progetto, si iscrive con forte caratterizzazione nel paesaggio urbano della Città. È stata adeguatamente dettagliata – conclude la Commissione -  la gestione dei collegamenti tra le infrastrutture di trasporto esistenti, curando i percorsi e i relativi flussi pedonali e veicolari”.

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02 mar 2021

Linee tram, il Comune risponde ai rilievi di un gruppo di professionisti

di Mobilita Palermo

Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa del Comune di Palermo circa la risposta dell'Amministrazione Comunale a delle osservazioni e rilievi espressi da un gruppo di professionisti in merito al progetto delle nuove linee tranviarie .  Proprio su un paio di punti che il Comune evidenzia (alimentazione ed emissioni) già a Gennaio scorso avevamo manifestato qualche seria perplessità alla luce di alcune inesattezze lette su un social media. Ma qui ci sono responsabilità del Comune che sul fronte comunicazione non ha di certo brillato. --   Palermo - Il sindaco, Leoluca Orlando e l’assessore alla Mobilità, Giusto Catania, hanno scritto ieri una nota per rispondere, punto per punto, ai rilievi contenuti nel documento curato dall'architetto Teresa Cannarozzo, professore ordinario di Urbanistica presso la Facoltà di Architettura di Palermo e da altri professionisti ed inviato il 1° febbraio scorso all’intero Consiglio comunale e con il quale vengono proposte diverse modifiche progettuali al sistema tramviario di Palermo. Sindaco e assessore hanno precisato che l’attività di gara ha preso spunto dalla Proposta di Studio di Fattibilità posta a base del concorso di progettazione, che includeva sia la linea “A” che il sistema “catenary free” e, dunque, “qualsiasi modifica su tali punti, sarebbe certamente foriera di ricorsi stravolgendo, a posteriori, i cardini del concorso, soprattutto per quanto riguarda le scelte tecnologiche”. Orlando e Catania hanno sottolineato che, contrariamente a quanto scritto, il progetto è completo di tutti gli studi specialistici previsti dalla norma, redatti su solide basi scientifiche, tra cui sono compresi i Piani Economici e Finanziari, le Analisi Trasportistiche, le Analisi Costi Benefici e gli Studi Preliminari Ambientali”. L’Amministrazione Comunale ha già inviato  tutta la documentazione relativa alla verifica di assoggettabilità a procedura Valutazione di Impatto Ambientale condotta dall'Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente. “L’esito positivo della procedura, in stato molto avanzato, auspichiamo possa fugare ogni dubbio residuo sulla qualità ambientale del progetto” -  sottolineano sindaco e assessore che rivendicano, altresì, l’assegnazione di oltre 300 milioni di euro per le linee tram A -B e C e parcheggi d’interscambio e che “il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, proprio apprezzando la qualità delle Analisi Trasportistiche, della Analisi Costi Benefici e dei Piani Economici e Finanziari ha concesso il finanziamento necessario per il completamento del sistema tranviario pari a € 481.000.000,00”, assegnando “il massimo punteggio consentito (300/300) all'analisi trasportistica del progetto, basata sulla robustezza dell’analisi e la rispondenza del progetto stesso alle previsioni di domanda." Per quanto riguarda i tracciati, Orlando e Catania  ribadiscono “la necessità e l’indifferibilità del potenziamento dell’asse portante Nord Sud, al fine di soddisfare la domanda di mobilità” e ricordano che “tra le opere della linea A rientrano, inoltre, estese ripavimentazioni delle sedi stradali e dei marciapiedi che eviteranno l’esecuzione, a carico del bilancio comunale, delle manutenzioni straordinarie urgenti e da più parti richieste. Non appare quindi perseguibile, nell'interesse della città, della mobilità sostenibile, dell’ambiente, della mobilità urbana la proposta di procedere solo con la realizzazione delle tratte B e C rinunziando alla tratta A”. Inoltre il documento dimostra la validità, trasportistica ed ambientale, del sistema “catenary free”, mentre per quanto riguarda le opere accessorie, ”gli svincoli di Einstein, Calatafimi e Basile le previsioni per le aree archeologiche di corso Tukory e nuovi impianti a verde rappresentano una parte qualificante dell’intero progetto”. Ad una delle critiche più rilevanti, e cioè le gravi “carenze progettuali” relative alla gestione dei sottoservizi, sindaco e assessore rispondono che “è stata sviluppata una campagna di indagini documentale, presso tutti i gestori di reti, e sul campo con una campagna di indagini con Georadar al fine di rilevare i sottoservizi interferiti. Questa campagna, la più estesa effettuata nello ambito urbano, ha comportato la redazione di circa 3.000 profili georadar per una lunghezza complessiva di circa 120.000 metri” e, inoltre, che “lo spostamento dei sottoservizi deve essere eseguito dai relativi gestori cui è stato disposto, a conclusione della specifica Conferenza di Servizio indetta dall'Amministrazione Comunale, lo spostamento entro il 31.12.2021”. La nota poi ripercorre le varie tappe della programmazione e della partecipazione e sottolineando che l'Amministrazione Comunale ha improntato la propria azione nel rispetto degli atti programmatori esistenti alla data di avvio delle procedure e successivamente introdotti nell'ordinamento normativo. Il progetto, evidentemente di ampio respiro e di grande complessità e valenza tecnica, è all'esame della Commissione Regionale dei LL.PP. e degli Uffici Ministeriali per l’espressione del parere tecnico di competenza. Riportiamo qui nota integrale.  

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04 gen 2021

Rifiuti | Pubblicato in gazzetta europea il bando per la realizzazione delle settima vasca

di Fabio Nicolosi

Finalmente, dopo quasi 34 mesi è stata pubblicata la gara per la realizzazione della VII vasca di Bellolampo da parte della Regione Siciliana - questo il commento del presidente della Rap Giuseppe Norata dopo il definitivo via libera del progetto redatto da RAP per la realizzazione a Bellolampo della settima vasca con la consequenziale pubblicazione del Bando nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. Il termine per la ricezione delle offerte scade il 08/02/2021 alle 13:00 Valore totale stimato IVA esclusa: €24.658.903,69 L'appalto avrà una durata di 420 giorni “Questo è il frutto - dichiara Norata - anche dell’attività di pungolo svolta negli ultimi mesi dalla RAP poiché, senza l’attività progettuale della società e senza la nostra azione di stimolo, non si sarebbe venuto a determinare questo risultato. La RAP vigilerà affinché non si accumulino ulteriori ritardi ingiustificati poiché la mancata realizzazione della VII vasca ha determinato notevoli costi straordinari, che non possono essere certamente attribuiti solo ai cittadini palermitani, e situazioni emergenziali nella piattaforma di Bellolampo noti ormai a tutti”. “Da parte nostra – continua il Direttore Generale Roberto Li Causi – l’azione di razionalizzazione dei costi è già in atto da molti mesi e in RAP stiamo - in via autonoma - attivando percorsi, di concerto con l’Amministrazione Comunale di Palermo, per recuperare i finanziamenti necessari per gli investimenti impiantistici utili per incrementare le percentuali di raccolta differenziata nella Città di Palermo”. Sulla pubblicazione della graduatoria da parte della Regione, dei progetti ammessi per la realizzazione e il potenziamento dei Centri Comunali di Raccolta ma non finanziati, tra cui compaiono i progetti presentati dalla RAP con il Comune di Palermo per la realizzazione di 5 CCR , il direttore generale Roberto Li Causi aggiunge: “Spiace ancora una volta constatare che la Regione è poco incline ad aiutare nel percorso di incremento della raccolta differenziata i Comuni e, soprattutto, la Città di Palermo. Infatti la Regione, pur valutando con un alto punteggio e quindi ammissibili i progetti dei CCR presentati dalla RAP e dal Comune di Palermo, non ha proceduto al relativo finanziamento. Speriamo che nei prossimi giorni la Regione si ravveda e proceda al finanziamento dei cinque CCR che sono indispensabili per l’incremento delle percentuali della raccolta differenziata e per la diminuzione dei costi gestionali di RAP. La RAP sta già facendo la sua parte – continua il Direttore di RAP – e i dati degli ultimi giorni, con riferimento alle zone della Città in cui si svolge il “porta a porta” (PAP 1 e PAP2), sono assolutamente confortanti poiché sono state registrate percentuali di raccolta differenziata superiori al 67%, quindi ben al di sopra della media regionale”.

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01 dic 2020

ANELLO FERROVIARIO | Via Amari: terminati i lavori, adesso si avvii il percorso per la pedonalizzazione

di Fabio Nicolosi

Ve lo avevamo annunciato la settimana scorsa. Su via Amari, secondo tabella di marcia, sono terminati i lavori e la strada è stata riconsegnata alla città. Ricordiamo che i primi movimenti in Area 6 risalgono ad Ottobre 2019 e in un solo anno la D'Agostino Costruzioni ha completato i lavori rispettando il cronoprogramma. Non poche le difficoltà incontrate, tra pandemia, sottoservizi da spostare di cui si sconosceva l'esistenza e tanti altri inconvenienti che potevano rallentare la riconsegna delle aree. Oggi, 1 Dicembre via Amari è libera da lavori, da cantieri, da operai, da rumori, da polveri. E vogliamo anche ricordare che i lavori sono passati a pochi cm dal teatro Politeama e da palazzi storici che non ha subito il minimo danno, merito anche di chi effettua questi lavori con professionalità. Al momento i cantieri del collettore fognario tra via Roma e via Amari bloccano la realizzazione di un percorso pedonale, ma non è escluso che ciò possa essere realizzato a fine lavori. Purché non si tratti dell'ennesima opportunità mancata, perché se ne contano tante. Ricordiamo la posa del basolato su via Maqueda o di una possibile "ramblambla". Insomma, ad oggi ancora nulla ma solo orribili paletti. Ringraziamo Emanuele D. per le foto: Ma come sarà rivoluzionata la viabilità? Ringraziamo Umarell 2.0 per la grafica e per la spiegazione: In rosso il nuovo percorso che le auto dirette verso via Roma potranno seguire. In verde le aree che resteranno pedonali anche a lavori conclusi. via Turati, finora a senso unico in direzione monte, diverrà a doppio senso e potrà quindi essere percorsa anche in direzione mare fino a piazza Sturzo, dove sarà possibile svoltare a destra su via Roma. La presenza del cantiere per il collettore fognario su via Roma, appena oltre l'incrocio con via Amari, al momento costringerà le auto a utilizzare via Wagner per proseguire in direzione stazione.

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25 nov 2020

ANELLO FERROVIARIO | Cantieri in ritardo, previste ancora settimane di disagi

di Fabio Nicolosi

Nella giornata di ieri sono pubblicate sulle testate locali notizie importanti circa l'appalto dell'anello ferroviario di Palermo. L’opera in costruzione prevede la divisione in due stralci, il primo lotto (lavori in corso) prevede il prolungamento della linea dalla stazione Giachery a Piazza Castelnuovo (Politeama) con una galleria di 1,7 km. Il secondo lotto (presentato il progetto definitivo) permetterà la chiusura dell’anello da Piazza Castelnuovo (Politeama) alla Stazione Notarbartolo con un ulteriore tunnel. Nel primo lotto saranno realizzate 3 fermate: Libertà, Porto e Politeama (immagine di copertina) Le tre tonalità di verde riguardano la linea in esercizio (verde scuro), il lotto 1 in costruzione (verde chiaro), il lotto 2 da realizzare (in verde trasparente): Il dettaglio della divisione dei lavori, in rosso il lotto 1, in viola il lotto 2: Dopo questa premessa, fondamentale perché spesso si fa ancora confusione tra le opere in corso di costruzione, abbiamo ritenuto necessario riportare in un'unico articolo le dichiarazioni dei vari politici, ma sopratutto abbiamo sentito i responsabili della D'Agostino Costruzioni. All'impresa che ha preso in carico i lavori dalla fallita Tecnis già in notevole ritardo sul cronoprogramma iniziale e che ha dimostrato di essere in grado di rispettare cronoprogrammi e scadenze daremo maggiore spazio per lasciare parlare chi questa opera la sta costruendo e non chi, come i politici, l'opera la usano per farsi pubblicità positiva / negativa. Dividiamo quindi i lavori in corso sul lotto 1 in tre macroaree. 1) Via Amari alta e Piazza Castelnuovo 2) Area porto 3) Via Sicilia 1) Via Amari alta e Piazza Castelnuovo I cantieri su via Amari interessano il tratto compreso tra via Roma e via La Lumia (Area 6.2A, Area 6.2B) I cantieri su piazza Castelnuovo sono due, il primo (Area 6.4) interessa l'incrocio con corso Ruggero Settimo; il secondo (Area 7.2B, Area 7.2C) l'area a monte nei pressi di via Paternostro Il ritardo su incrocio Ruggero Settimo / Amari (Area 6.4) è dovuto al ritardo accumulato su area 6.2 dopo alluvione del 15 luglio in conseguenza del quale si sono dovuti rifare tutti gli interventi ai sottoservizi per l'allagamento di pozzetti e canalizzazioni perdendo 45 giorni e boccando la trivella che è rimasta intrappolata. Ulteriore ritardo di 8 giorni è dovuto all'attesa delle autorizzazioni del Genio Militare a seguito della bonifica bellica. A complicare il tutto gli spazi ristretti in cui si sono trovate ad operare le trivelle, sempre in area 6.4, ove si è aggiunta la difficoltà di perforare la quarzareniti presente in banchi importanti che hanno ridotto la produzione usuale dei macchinari, dimezzandola, in relazione anche al continuo monitoraggio delle vibrazioni che vanno mantenute entro dei limiti molto restrittivi per non danneggiare il chiosco ed il fabbricato ad angolo Amari sottoposti a monitoraggio continuo. Tutto ciò ha fatto saltare le previsioni del nodo di circa 70 giorni. Si è deciso, in accordo con RFI e Comune di Palermo di aprire un passaggio pedonale lungo via Ruggero Settimo dal 15 Dicembre al 10 Gennaio, per rendere continuo l'asse viale Libertà - piazza Massimo. In merito all'area 7.2c i lavori seguono il cronoprogramma. Negli ultimi giorni Rfi ha deciso di anticipare adesso, che le attività commerciali sono rallentate per il covid e il cantiere è ancora attivo l'intervento di costruzione della paratia di pali plastici di innesto al nuovo lotto, affidandola a D'Agostino. Se non si fosse effettuata ora, l'operazione si sarebbe effettuata tra un paio di anni comportando la chiusura della piazza, danneggiando nuovamente le attività commerciali. Si prevede di consegnare le aree entro Febbraio 2021, ad eccezione della discenderia Sant'Oliva da cui si inizierà lo scavo della fermata Politeama e della galleria Politeama / Amari Infine i cantieri su via Amari nel tratto compreso tra via Roma e via La Lumia (Area 6.2A, Area 6.2B) proseguono velocemente e le aree saranno liberate e restituite alla cittadinanza entro fine Novembre. 2) Area porto I cantieri in zona porto stanno aspettendendo l'autorizzazione regionale, ormai imminente, dell'impianto di BioSoil Washing che è in corso di realizzazione a Sampolo per trattare le terre inquinate del porto per massimizzare il recupero delle terre evitando di intasare le discariche. Ad inizio 2021 si prevede di iniziare lo scavo della galleria Amari proprio dal porto 3) Via Sicilia Si è trovata una soluzione tecnica per permettere di proseguire i lavori limitando le aree interessate dal cantiere. L'area della rampa di accesso alla futura fermata sarà riconsegnata entro l'estate, permettendo nuovamente la sosta. I lavori in sotterranea invece proseguiranno per tutto il 2021. Sarà necessario realizzare i locali tecnici e l'attrezzaggio tecnologico necessario alla funzionalità di una fermata ferroviaria. L'utilizzo di pareti ventilate con elementi prefabbricati consentirà una facile movimentazione del cantiere e quindi un minor impatto in superficie, riducendo quindi le aree di movimenti di mezzi e operai. Vi lasciamo adesso alle dichiarazioni dei vari politici. Vediamo se riuscite a notare le differenze tra chi fa e chi si prende i meriti “Il 30 novembre apriremo via Amari e se non ci fosse stata la pioggia saremmo già stati pronti per domani, quindi con una settimana di anticipo rispetto alla tabella di marcia”. Nella parte centrale, purtroppo, nel sottosuolo abbiamo trovato delle rocce che sono molto dure – spiega – e la vibrazione dello scavo avrebbe compromesso le strutture del Politeama e del chiosco di Ribaudo. Per questo motivo Rfi ha dovuto adottare una soluzione tecnica, in accordo con la Sovrintendenza, che prevede la perforazione del sottosuolo con una macchina più piccola che produce meno vibrazioni, dopodiche’ si procederà nuovamente con la macchina più grande che troverà la via già libera. Questo problema ha causato un allungamento dei tempi, non di molto a dire il vero”. “Ci fermeremo per una quindicina di giorni tra dicembre e gennaio – aggiunge – per dare la possibilità di aprire un passaggio pedonale dando il via libera anche ai commercianti per questa passeggiata che da via Libertà arriva fino al teatro Massimo. Covid permettendo proviamo ad aiutare anche i commercianti della città. A partire da metà gennaio ci rimettiamo al lavoro per completare tutto entro il 28 febbraio, liberando l’area da tutti i cantieri. Resterà solamente una piccola fascia dove da sopra ci sarà una passerella pedonale ma da sotto ci sarà l’imbocco per permettere agli operai e ai mezzi di entrare perchè sottoterra continueremo naturalmente a lavorare, fino alle definizione”. In merito ai ritardi, ribadisce: “E’ un inconveniente che non potevamo prevedere e al quale i tecnici di Rfi hanno dovuto sopperire con grande intelligenza, ecco facciamoci carico di questo piccolo ritardo che però conserva i monumenti della città. Un passo avanti per quanto riguarda via Amari c’è, perché la libereremo entro questa settimana e certamente sarà un bel vedere avere per il periodo di Natale questa passerella disponibile”. Lo ha dichiarato Giancarlo Cancellieri "Siamo perfettamente coscienti del grande sforzo compiuto in questi mesi per recuperare i tanti, troppi mesi perduti dopo il fallimento della precedente impresa, ma comprendiamo anche che ogni ulteriore giorno di ritardo è motivo di preoccupazione per tutti coloro che dal cantiere subiscono un danno. Soprattutto in questo periodo e ancor di più in vista di un periodo festivo che si preannuncia estremamente complicato per il Covid-19, chiediamo ad RFI ed all'impresa un ulteriore sforzo, in quello spirito di collaborazione che ha caratterizzato gli ultimi mesi di contatti e incontri". Lo ha dichiarato il sindaco, Leoluca Orlando. "Appena appreso dell'ulteriore ritardo del cantiere dell'anello ferroviario in via Amari e nella zona del Teatro Politeama, l'Amministrazione comunale ha chiesto ad RFI e alla impresa esecutrice di predisporre quanto prima delle soluzioni tecniche che limitino i disagi per i residenti e i danni per i commercianti della zona. Oggi, il vice Ministro Giancarlo Cancelleri ha comunicato che verranno sospese le attività durante le festività natalizie, garantendo il passaggio pedonale all'incrocio con via Ruggero Settimo e sostituendo le barriere del cantiere con degli elementi trasparenti per non creare barriere visive; sono fra gli interventi che proprio l'Amministrazione aveva chiesto durante l'ultima videoconferenza". Lo hanno dichiarato gli assessori alla Mobilità, Giusto Catania, ed alle Attività Economiche, Leopoldo Piampiano. "Il viceministro Cancelleri che annuncia il ritardo di tre mesi della fine dei lavori dell'anello ferroviario in via Amari e nella zona del Teatro Politeama dopo che pochi giorni fa Rfi e Italfer avevano assicurato la fine dei lavori il 30 novembre è una doccia fredda per i palermitani, commercianti e residenti, che non possono restare ostaggio di un cantiere infinito che ha già fatto pesanti danni alle attività produttive della zona per lo stop alla circolazione, come se non bastasse già la crisi determinata dalle restrizioni per il Covid 19. Chiederò un incontro in commissione con Rfi e Italfer alla presenza degli assessori alla Mobilità, Giusto Catania, ed alle Attività Economiche, Leopoldo Piampiano, per chiedere conto di questo ulteriore ritardo. Ogni giorno in più che passerà dal 30 novembre senza una data certa di fine lavori, a maggior ragione in vista di un periodo di festività natalizie che si preannuncia estremamente complicato a causa della pandemia, potrebbe essere un'ulteriore saracinesca che chiuderà. Il Comune ha il dovere di dire con chiarezza e celerità come ha intenzione di procedere. I palermitani devono sapere". Lo dichiara Alessandro Anello, consigliere comunale della Lega e vice presidente della commissione Attività produttive. "Il ritardo di tre mesi della fine dei lavori in superficie in piazza Castelnuovo, annunciato dal Viceministro Cancelleri, rappresenta l'ennesima beffa per i cittadini e i commercianti, ai quali era stato assicurato che la chiusura a luglio della piazza avrebbe consentito di liberare l'area entro fine novembre. Lo stesso Viceministro, durante una visita dello scorso mese di luglio, aveva annunciato che la città di Palermo sarebbe stata liberata da tutti i cantieri in superficie entro il 30 novembre. Si è trattato di una falsa promessa, visto che anche in via Sicilia i lavori continueranno fino a fine maggio. Vigileremo affinché almeno queste nuove date di fine lavori vengano rispettate, così da restituire finalmente piazza Castelnuovo e via Sicilia ai palermitani". Lo ha dichiarato il presidente della VIII Circoscrizione Marco Frasca Polara.

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