12 mag 2020

Piazza Vittorio Veneto: iniziato il restauro conservativo


L’idea di erigere un monumento per commemorare l’unità d’Italia, nacque il 27 maggio 1910 esattamente a 50 anni dall’insurrezione di Palermo.
La costruzione del monumento fu commissionata all’architetto palermitano Ernesto Basile, il monumento fu tirato su in meno di tre mesi ed ebbe un costo complessivo di 228 mila lire.

“Il restauro – spiega in un’intervista a Le Vie dei Tesori, Carolina Griffo, storica dell’arte della Soprintendenza – prevede la pulitura di tutto il monumento, sia della parte architettonica, che delle sculture bronzee, il montaggio di un ponteggio su tutta la struttura centrale, la risistemazione dei gradini che sono posti alla base del monumento, che sono in parte sconnessi e la pulitura dell’emiciclo alle spalle”.

Il monumento di piazza Vittorio Veneto si è prestato a diversi usi celebrativi, in base al mutare del clima politico. Inaugurato nel 1909, in occasione dei festeggiamenti per il cinquantenario dell’Unità d’Italia, ebbe come fine la celebrazione dell’epopea garibaldina. Poi, nel 1931, con l’avvento del fascismo, la piazza assunse una nuova connotazione retorica e nazionalistica e si trasformò in monumento ai caduti della Grande guerra.

Fu in questa occasione che venne realizzato l’emiciclo colonnato su disegno di Ernesto Basile. Il monumento vero e proprio, al centro della piazza, fu costruito utilizzando la pietra chiara di Isola delle Femmine e, sopra l’obelisco, svetta a 28 metri di altezza, la Vittoria, statua in bronzo di Mario Rutelli. Il gruppo scultoreo in basso, opera di Antonio Ugo, rappresenta la Sicilia che si ricongiunge alla madre Patria, mentre i bassorilievi dei pannelli laterali, disegnati da Ernesto Basile, sono stati realizzati da Gaetano Geraci. Tutte opere che, tra non molto, torneranno a brillare.

Ringraziamo Salvatore M. e AmoPalermo per le foto e la segnalazione:

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7 commenti per “Piazza Vittorio Veneto: iniziato il restauro conservativo
  • danyel 646
    12 mag 2020 alle 11:04

    Mi auguro anche che venga realizzata un’illuminazione degna del monumento in questione!

    • punteruolorosso 2403
      13 mag 2020 alle 18:02

      ciao danyel, certo l’illuminazione di un monumento va affidata a un artista delle luci, a un light designer. spesso si piazzano fari gialli o bianchi sparati, e il tutto assume una parvenza disneyana che rovina il monumento, lo rende artificiale e kitsch. un maestro delle luci dovrebbe valorizzare anche l’ombra o il buio stesso, perfino illuminando il monumento dall’interno nel caso di una chiesa o di un palazzo, facendo risaltare, sulla facciata buia, i colori delle vetrate. è solo un esempio. in generale trovo che si addica molto di più a un monumento la luce calma e discreta delle lampadine.
      se ci pensate, per la maggior parte della loro storia monumenti come la cattedrale sono rimasti al buio. è solo da qualche decennio che li illuminiamo.
      e così si è cominciato a illuminare qualsiasi palazzo, senza curarsi di quelli accanto, senza capire che tipo di illuminazione c’era in quelli accanto o se sia davvero necessaria un’illuminazione.
      sono per le cose semplici, per i restauri che lascino una patina di antico, e per un uso limitato dell’illuminazione monumentale autocelebrativa.


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