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28 feb 2020

Spasimo: confermata necessità di abbattere albero nella navata

di Fabio Nicolosi

Purtroppo dell'albero dello Spasimo rimarranno solo le foto e i ricordi. ..."Si è provato in vari modi a salvarlo, ma il grande ailanto ha una cavità alla base che negli ultimi 6 anni è aumentata da 3 a 30 cm. E non può che ingrandirsi ancora perchè nel legno sano, come risulta da un’analisi effettuata dal prof. Livio Torta del dipartimento Saaf dell’università di Palermo, è presente un fungo agente di una carie bianca che produce laccasi: un enzima che degrada la lignina, il polimero che dà consistenza al legno degli alberi" A scriverlo è Giuseppe Barbera, uno dei più esperti agronomi in città nonché ex assessore al verde del comune. Vogliamo riportare l'intero post perché lo riteniamo una preziosa testimonianza: 1. Il grande ailanto dello Spasimo ha una cavità alla base che negli ultimi 6 anni è aumentata da 3 a 30 cm. E non può che ingrandirsi ancora perchè nel legno sano, come risulta da un’analisi effettuata dal prof. Livio Torta del dipartimento Saaf dell’università di Palermo, è presente un fungo agente di una carie bianca che produce laccasi: un enzima che degrada la lignina, il polimero che dà consistenza al legno degli alberi. Era un’informazione importante per confermare o meno le risultanze di precedenti analisi, visive e strumentali, di stabilità. Il dato ormai è inequivocabile: l’albero è a forte e crescente rischio di crollo. 2. Anche gli alberi invecchiano, si ammalano e muoiono. Sostegni, iniezioni di cementi o resine, ancoraggi e forme d’arte che vorrebbero approfittare delle sue spoglie non risolvono il problema, anzi, nel tempo, lo aggravano e da anni gli esperti di dendrochirurgia ne sconsigliano risolutamente l’applicazione. È inutile ogni forma di accanimento terapeutico. Anche per gli alberi è una forma di crudeltà. 3. A ridosso della chiesa c’è un grande terrapieno, nato sui bastioni delle mura urbane e divenuto, tra piante spontanee e piantagioni improvvisate, un disordinato giardino. Poco tempo fa una tempesta di vento ha schiantato un grande eucalipto su una casa, sfiorando una tragedia. Il successivo intervento ha eliminato molti degli alberi sopravvissuti e alcuni li ha orrendamente mutilati. Recuperare, con nuovi alberi accuratamente scelti e disposti, il giardino sarebbe il modo migliore per addolcire attenuare il rimpianto per un albero che non può esserci più ma era molto caro. 4. Spasimanti si erano nominati i cittadini che guidati da mio fratello Ferruccio si erano occupati nel 1995 della programmazione della serata inaugurale dello Spasimo finalmente ridato alla città con il concerto di Giovanni Sollima e, qualche mese dopo, la visita del Dalia Lama e di Richard Gere. Allora valutammo la piena stabilità dei tre ailanti nati tra le macerie. Due di questi nel 2013 caddero, senza preavviso e senza far danni. Quello rimasto aveva la piccola cavità che, sei anni dopo, ha decuplicato le sue dimensioni. Oggi i casi sono due o si tiene chiuso lo Spasimo in attesa di un impossibile recupero dell’albero o si interviene con l’abbattimento, compensando la perdita, certamente dolorosa, con un nuovo giardino. Per correttezza di informazioni riportiamo anche l'analisi di Emanuele Rinaldi, esperto di statica degli alberi: Non sono un amante della conservazione degli alberi ad ogni costo e sono convinto sostenitore della necessità di adottare tutte le misure, compreso un abbattimento, per la mitigazione del rischio tuttavia leggendo il comunicato dal sito web del Comune di Palermo nonchè ciò che scrive il mio prof. Barbera rimango perplesso sia per l'approccio metodologico che per le conclusioni affrettate. 1) Che l'analisi svolta in laboratorio dimostrasse la presenza di un fungo agente di carie bianca era una cosa piuttosto prevedibile nonchè scontata: era maggiormente utile piuttosto capire se la pianta avesse compartimentato ed isolato le lesioni perchè dai profili resistografici qualche dubbio resta ancora. Aggiungo, inoltre, che il prelievo con il succhiello di pressler è una pratica ormai in disuso, terribilmente invasiva, crea brutte ferite ai tessuti legnosi, rompe talvolta le barriere di compartimentazione costruite dalla pianta provocando anche la diffusione della carie.. insomma si fa quando sei all'ultima spiaggia, non di certo se hai intenzione di provare a preservare l'albero. NOTA BENE: la maggior parte degli alberi della città presentano carie bianca..occhio che con questo approccio si abbattono tutti; 2) il dato sull'incremento della cavità dal 2013 al 2019 lascia pure molti dubbi ed incertezze: basta usare una inclinazione diversa dello strumento ed ecco che i rilievi diventano assolutamente non confrontabili. La cavità censita al 2019 dovrebbe essere solo su un quadrante con gli altri 3 quadranti apparentemente sani, con una tasca di carie di dubbie dimensioni. Insomma una cavità di piccole dimensioni se rapportata all'enorme quantità di massa legnosa apparentemente senza lesioni; 3) Gli alberi schiantati nel 2013 presentavano lesioni totalmente diverse dal caso in questione (colletti cariati per oltre il 90 % del diametro totale) pertanto prenderli ad esempio non credo sia una cosa corretta, tutt'altro..un pò come dire di abbattere tutte le Phoenix dactylifera del palmeto di Villa Bonanno perchè ogni tanto se ne schianta una; 4)Non sono state eseguite delle ispezioni anche strumentali in quota e nulla sappiamo sulle branche se non delle mere ipotesi. Conclusioni Non ho idea se questa pianta meriti o meno di essere abbattuta. Certamente è deperiente tuttavia è' poco determinante sapere se la pianta sia deperiente (può anche disseccare senza schiantarsi), in un contesto, lo Spasimo, decadente se pur affascinante..piuttosto è fondamentale dimostrare se la pianta si possa schiantare oppure no perchè ancora adesso non lo si sa nè lo si può dimostrare con questo tipo di dettaglio. Nonostante quello che vogliono farvi credere si sa ancora ben poco, in realtà, su questo albero. Le certezze restituite ai cittadini sono solo delle ipotesi non dimostrate. Se si fosse adottato un processo rigorosamente scientifico e maggiormente efficace il Comune avrebbe fatto eseguire quello che ho chiesto sin dall'inizio ossia a) delle buone tomografie (sonica ed elettrica) per una quantificazione e misurazione certa delle lesioni (cavità, carie etc.), del legno sano e delle parti legnose che ancora presentano capacità di carico, b) prove di trazione (forse), c) ispezioni in quota anche strumentali etc. nel contesto della valutazione del rischio con la metodologia "Quantified Tree Risk Assessment". Nulla di tutto questo è stato fatto. Tempi di attesa: 14 giorni. A fine febbraio avremmo avuto i risultati, preso delle decisioni finali basate su dati inconfutabili (o quasi) e restituito lo Spasimo ai cittadini. Rimango fortemente amareggiato, non tanto perchè l'albero sarà abbattuto, ripeto, non ho idea se lo meriti o meno, piuttosto perchè ho sperato, invano, di innescare un processo di rinnovamento metodologico sullo studio della statica della strutture arboree come la valutazione del rischio connesso alla presenza di alberi nella mia città sulla scia della scuola fiorentina (Gigi Sani), torinese (Carmelo Fruscione) etc. ma che invece, qui a Palermo, stenta a decollare e rimane ancorata a logiche ormai antiquate e sorpassate. Ad maiora a tutti. Riportiamo anche il comunicato stampa del comune di Palermo: Su iniziativa della III Commissione consiliare presieduta dal Consigliere Caracausi, si è svolta ieri una riunione presso la Chiesa dello Spasimo, alla presenza di agronomi e botanici del Comune e dell'Università, nonché di una rappresentanza di associazioni ambientaliste. E' emerso che non vi sono alternative all'abbattimento dell'albero di Alianto che è cresciuto all'interno della navata, per la cui stabilità compromessa non vi sono alternative, non essendo ipotizzabili ancoraggi alla struttura del monumento. E' inoltre emerso che le stesse radici dell'albero, se non si provvederà alla rimozione, potrebbero arrecare danni alla struttura muraria rendendo ancora più grave un pericolo oggi contenuto. "Ne consegue - afferma il Presidente Caracausi - che occorre ripristinare le condizioni di sicurezza del sito mediante la rimozione dell'albero. Ove non si addivenisse ad una rapida decisione, la conseguenza è la chiusura dello Spasimo poichè non è pensabile effettuare mostre, spettacoli e matrimoni civili per cui vi sono continue pressanti richieste." Tutti gli agronomi e botanici presenti hanno convenuto infatti che le ulteriori analisi sui campioni di legno sano interessato dalla infezione fanno prevedere un avanzamento rapido del degrado con sempre maggiori e inevitabili rischi per la stabilità dell'albero. Anche la Soprintendenza ai Beni Culturali ha effettuato un sopralluogo ed ha accertato che l’ailanthus presenta un forte deterioramento dei tessuti legnosi e ne ha autorizzato l'abbattimento. A conclusione dell’incontro il Presidente Caracausi ha avanzato la proposta di avviare un concorso di idee con tutte le associazioni ambientaliste per disegnare il giardino sopra le mura dello Spasimo. La proposta è stata condivisa dal Capo Area alla Cultura dott. Verona, dal Prof. Raimondo e dai rappresentanti delle associazioni presenti che non chiedono altro che una forte attenzione per il verde nella nostra città. Il presidente Caracausi ed i consiglieri Amella, Ficarra e Giaconia presenti all'incontro insieme ai funzionari dell’Assessorato Ville e Giardini si sono fatti garanti di questo nuovo percorso già intrapreso. Commentando l'esito della riunione, il Sindaco ha affermato che "è certamente triste dover abbattere un albero e ancor di più un albero che è stato simbolo dello Spasimo e parte integrante del suo straordinario fascino. Questo intervento di messa in sicurezza renderà però possibile rilanciare l'attività di questo nostro splendido monumento, che mi auguro possa proseguire in collaborazione e sinergia con i tanti che hanno a cuore la nostra città."

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30 ott 2019

Zone blu | Amat pronta a lasciare il controllo: “servizio in perdita, troppe tasse”

di Mobilita Palermo

Cimino: nostro obiettivo e’ raggiungere pareggio di bilancio, taglieremo inefficienze   L’Amat è pronta a fare un passo indietro sul controllo della sosta tariffata, le cosiddette zone blu. La decisione è al vaglio dell’amministratore unico di Amat Michele Cimino che ieri ha riunito i dirigenti per fare il punto sullo sviluppo del piano di risanamento e mettere in pista, di conseguenza, un percorso virtuoso, con l’obiettivo di eliminare le diseconomie in alcuni servizi, creare efficienze e raggiungere il pareggio di bilancio. Nel caso della sosta tariffata, all’azienda, che ha come entrate soltanto i proventi dalla vendita delle schede parcheggio, ogni anno il Comune chiede il pagamento di Tosap e Tarsu sugli stalli di sosta. “In sostanza – dice Cimino – il sottile margine di guadagno dato dalla vendita delle schede parcheggio, che serve a mantenere in equilibrio il servizio di controllo sulle zone tariffate, viene oltremodo eroso delle imposte sul suolo pubblico e sui rifiuti. Su questo argomento - precisa Cimino - l’azienda ha acceso diversi ricorsi per incoerenza dell'imposizione fiscale, essendo il Comune il socio unico di Amat. E' urgente e opportuno aprire una discussione con il Comune, spero nei prossimi giorni, per risolvere definitivamente questo problema, altrimenti saremo costretti a rilasciare il controllo delle zone blu”, conclude l'amministratore unico di Amat.

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04 set 2019

Il ponte (Rapisardi) degli artisti, il collegamento che tutti desiderano seppur con qualche polemica

di Fabio Nicolosi

A partire dal 2015, viene divulgata sulla stampa locale l'idea dell'architetto Calcara di realizzare un collegamento parallelo all’ esistente viadotto Notarbartolo sull’omonima area ferroviaria. L’ipotesi progettuale denominata PONTE degli ARTISTI venne presentata in diverse occasioni pubbliche, quali convegni all’Università di Palermo ed altre riunioni a cui parteciparono funzionari e tecnici del Comune di Palermo. Tale raddoppio ha origine dalla previsione (poi concretizzatasi) dal perenne ingorgo veicolare dovuto all’ estrema riduzione dell’ampiezza delle carreggiate, prodotto dalla presenza della linea tram su via Notarbartolo; dunque dall’esigenza di aumentare la capacità del flusso veicolare su quell’asse di grande importanza soprattutto in casi di necessità, quali emergenze di protezione civile (terremoti, inondazioni ed altre conseguenti a calamità naturali ed antropiche). Ma vi starete chiedendo, cosa c'è di strano? L'architetto in una nota inviata qualche giorno fa alla redazione scrive: Con piacere costato che l‘amministrazione comunale ha di recente confermato (lug 19) l’ interesse a realizzare questo progetto nell’ambito delle opere collaterali al Sistema TRAM . Già nel 2018 il dr. Mario Li Castri, allora Capo area tecnica della riqualificazione Urbana e della Infrastrutture, lo considerò “riprendere una vecchia idea”. In un recente video on line, divulgativo delle future linee tramviarie, compare un “nuovo ponte” sulla stazione - oggi denominato’ Rapisardi’- ma che non è altro che il ‘Ponte degli Artisti’ da me ideato e già proposto nel 2015. Ho avuto diverse occasioni di discutere della massima utilità di tale opera anche con il Sindaco Orlando. Ricordo che già 2016 a margine di un convegno a palazzo Arcivescovile ebbi l’opportunità di consegnargli dettagli sui costi di tale progetto. Altrettanto se ne parlò durante un incontro personale, avvenuto a novembre scorso a Palazzo delle Aquile; a seguito del quale inviai al Sindaco un resoconto particolareggiato su varie proposte sulla mobilità, tra cui il l’urgenza del ‘Ponte degli Artisti’. Ultimamente anche l’assessore Giusto Catania, ha ribadito la necessità di realizzare quest’opera, stante la ormai riconosciuta l’esigenza di ripristinare un’organica viabilità nell’area ferroviaria di Notarbartolo e di rendere fluido il collegamento con la “tangenziale“ di viale Regione Siciliana. L’infrastruttura posta al centro di quartieri (Libertà e Malaspina) la cui toponomastica è dedicata essenzialmente a famosi artisti: pittori quali Sciuti, Raffaello, Borremans, Lo Jacono; poeti e scrittori come Ariosto, Giusti, Bojardo, Pirandello; musicisti quali: Zandonai, Mozart, Cilea, Strauss. Infine l’opera proposta ha sistematica interrelazione con la mobilità dei due viali cittadini intestati ai massimi artisti italiani: Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti. Insomma chiamatelo ponte Rapisardi, ponte degli artisti, riconoscete l'idea a chi di dovere, ma invece di parlare passiamo ai fatti. Il ponte é necessario e sarà fondamentale per la viabilità della zona. Ricordo infatti che proprio durante la costruzione del raddoppio del passante ferroviario si era pensato di chiedere alle ferrovie il permesso di poter iniziare la costruzione del pilone che avrebbe sorretto l'impalcato sfruttando la chiusura della linea ferrata. Niente peró da allora si mosse e l'idea rimase chiusa nelle menti di via Ausonia, una vera occasione persa.

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23 apr 2019

La dignità del silenzio: inaugurare un punto luce è un’offesa all’intelligenza delle persone

di Mobilita Palermo

La Tav, uno stadio da 40.000 posti o un impianto di illuminazione in una piazza della città? Questa "moda" di inaugurare quello che dovrebbe essere (e non lo è) normale manutenzione sta toccando livelli di paradosso insopportabili. Perchè a fronte di mezz'oretta di sorrisi, abbracci e pantomime per accendere l'interruttore, quella stessa piazza è stata per anni e anni un covo di sagome che si muovevano nell'oscurità e che scoraggiavano qualsiasi pedone ad attraversarla per preservare la propria incolumità. Stiamo parlando di punti luce, uno dei servizi primari e fondamentali di qualsiasi comunità. E sebbene siano nuovi e moderni, rimangono sempre punti luce, come tanti ce ne sono spenti in città. Immaginate di tornare a casa dopo una giornata di lavoro e trovare la famiglia che banchetta con lo spumante in mano perchè l'elettricista vi ha riparato il corto circuito di qualche settimana fa.... ma di cosa stiamo parlando? La cosa più giusta sarebbe stata la dignità del silenzio, ce ne saremmo accorti da soli della novità. Quando l'elettricista va via da casa nostra non celebriamo di certo la riparazione avvenuta. Se proprio si doveva dire qualcosa, sarebbero stati graditi i mea culpa per tutto questo tempo in cui l'area ha patito questa situazione di degrado. Altro che foto e comunicati stampa. Nulla che sminuisca il lavoro delle maestranze che hanno operato. Hanno fatto semplicemente il loro lavoro, come ogni giorno lo fa il panettiere, l'imbianchino o il sarto. Celebrare il "normale" è offensivo per la nostra dignità e tutti quei cittadini che spesso non possono godere di servizi dovuti, non meritano uno smacco del genere. (Le foto sono state prelevate dal Comunicato Stampa del Comune di Palermo).

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30 ott 2018

FOTO | Piazza San Domenico trasformata in parcheggio ad uso esclusivo

di Fabio Nicolosi

Anni di battaglie civili, di ordinanze, di manifestazioni... Tutto sparito in una mattinata... Piazza San Domenico è stata trasformata, a totale insaputa di tutti, in un parcheggio. Si avete letto bene, un parcheggio. Non sappiamo chi, perchè, da chi sia stato autorizzato; sta di fatto che le fioriere ancorate alla pavimentazione sono state divelte, perché smontarle era impossibile e la piazza inizialmente è stata riempita di auto blu e auto di polizia e carabinieri e successivamente è stata resa carrabile non avendo rimpiazzato le fioriere e consentendo dunque il transito ad auto e motocicli, come da foto. Nel sito del comune non esiste alcuna ordinanza comunale che autorizza la sosta di auto nella piazza, non esiste alcuna delibera che autorizzi lo spostamento delle fioriere, chi ha dunque permesso tutto questo? È accettabile che una piazza pedonale e che dopo anni di incuria ed abbandono venga anche se per un solo giorno trasformata in un parcheggio solo per il capriccio di qualche "autorità"? Ci aspettiamo un chiarimento da chi è a conoscenza della questione, che sia il comune o chi sappia darci una spiegazione in merito. La galleria fotografica, che lascia poco spazio all'immaginazione:

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13 ago 2018

Passante ferroviario | La prima corsa prova, ma la data di apertura è ancora un’incognita

di Mobilita Palermo

Sabato 11 Agosto si è svolta la prima corsa prova lungo il tracciato ferroviario tra le stazioni di Notarbartolo e Punta Raisi. Il treno è partito alle 10.40 da Notarbartolo, facendo sosta a Sferracavallo dove l'ing Filippo Palazzo di RFI ha risposto ad alcune domande rivolte dai giornalisti La domanda sicuramente più interessante è stata: "Quando verrà riaperta la linea al traffico passeggeri?" e la risposta è stata molto semplice: "La data del 9 Settembre è una data plausibile, ma tutto dipenderà dalle prove e dalle certificazioni" E d'altronde i problemi non finiscono mai di finire, infatti il 09 Agosto doveva avvenire l'attivazione della tratta, ma per problemi non ben specificati ad attivarsi è stata solo la linea aerea e ciò viene confermato anche da un comunicato stampa del comune di Palermo: Dalle ore 05:00 del 09/08/2018, le condutture della linea di contatto per trazione elettrica poste sul nuovo tracciato ferroviario tra le stazioni di Palermo Notarbartolo e Carini della linea ferroviaria Palermo-Trapani saranno permanentemente sotto tensione a 3000 Volt. Dalla suddetta data quindi si dovrà evitare in modo assoluto qualsiasi contatto diretto o indiretto con i conduttori e gli isolatori delle suddette condutture e relative apparecchiature. Dovrà essere evitato di toccare animali, vegetali od oggetti che si trovino in contatto anche se imperfetto o discontinuo con detti conduttori, isolatori o apparecchiature. Si raccomanda pure di astenersi dal toccare qualunque altro filo anche telefonico che per allungamento anormale o per rottura potrebbe essere in contatto con le condutture elettriche. In caso di infortunio prima di praticare soccorso alla persona colpita da folgorazione, si dovrà accertare che la stessa non sia ancora in contato con conduttori ed apparecchiature, in tal caso occorrerà avere preventiva conferma dell'avvenuta tolta tensione su conduttori ed apparecchiature". Non resta quindi da capire quando avverrà l'effettiva attivazione e sopratutto non resta che aspettare il comunicato stampa che scaccerà ogni dubbio sulla riapertura della linea. Vi mostriamo le numerose foto scattate dai vari amici lungo la linea tra cui giovanni75 e tanti altri che ringraziamo

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04 lug 2018

Passante ferroviario | Conclusi i lavori per la riapertura della linea fino all’aeroporto

di Fabio Nicolosi

Conclusi i lavori sul Passante di Palermo funzionali al ripristino del collegamento ferroviario con l’aeroporto “Falcone e Borsellino”. Rete Ferroviaria Italiana ha verificato oggi lo stato dell’arte con l’Assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Sicilia, Marco Falcone, durante una visita alla linea effettuata a bordo di un carrello manutentivo. Sono già iniziate le verifiche tecniche all’infrastruttura, necessarie per il rilascio della certificazione di sicurezza da parte dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie (ANSF). Seguiranno quindi l’attivazione tecnica della linea, prevista ad agosto, e la fase di pre-esercizio. “Il sopralluogo - afferma l'assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone - è servito a verificare lo stato dell’arte di un’opera strategica non solo per Palermo, ma per l’intera Sicilia occidentale. Il governo regionale esprime soddisfazione per la ripresa dei lavori a pieno ritmo, grazie alla quale nelle prossime settimane verrà riattivato il fondamentale collegamento tra la città e l’aeroporto. Il presidente Musumeci ha chiesto e ricevuto da RFI piene rassicurazioni sul completamento dell’opera e la visita di oggi ci ha confermato che la direzione è quella giusta”. “Con la conclusione dei lavori per il ripristino della linea per l’aeroporto, i lavori per il completamento del Passante arrivano al 90% - ha dichiarato Filippo Palazzo, Responsabile Progetti Palermo di Rete Ferroviaria Italiana -. I prossimi step prevedono la conclusione delle restanti opere civili e l’attivazione del raddoppio completo della linea”. “La riapertura del collegamento ferroviario fra la città e l'aeroporto è un fatto importante a lungo atteso. Questa, come altre importanti opere legate al trasporto ferrato a servizio della città e dell'area metropolitana è una importante infrastruttura, ancor di più oggi che assistiamo ad un quotidiano incremento del traffico di passeggeri, locali e turisti, che usano l'aeroporto Falcone-Borsellino per raggiungere la nostra città”. Lo ha dichiarato il Sindaco Leoluca Orlando L’investimento economico complessivo è circa 1,1 miliardi di euro. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Instagram: https://www.instagram.com/mobilita.palermo/  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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