Articolo
11 dic 2018

Che fine ha fatto il raddoppio ferroviario Ogliastrillo – Castelbuono?

di Fabio Nicolosi

L'attivazione del primo lotto di lavori tra Fiumetorto e Ogliastrillo è avvenuta il 17 Dicembre 2017. Amministratori delegati, ministri, sindaci, responsabili di RFI. Erano in tanti quel giorno a farsi belli davanti la stampa. Promesse, discorsi preparati, ma della tratta Ogliastrillo Castelbuono non si è saputo più nulla. Una tratta i cui lavori preparatori sono già iniziati nel lontano 2015 con la sistemazione di alcune opere idrauliche e che non sono più stati terminati. Si parlava di un possibile stop dovuto ad una variante richiesta dal comune di Cefalù, poi smentita da RFI. Di problemi legati alla TotoCostruzioni, la ditta che si è aggiudicata l'appalto da € 338.576.440, Erano stati creati comitati, il comune di Cefalù aveva messo su un tavolo tecnico con professori universitari ed esperti per esaminare i problemi sorti, ma dopo un paio di sedute tutto è svanito. Come se fosse successo qualcosa, come se l'opera non fosse più importante, come se qualcuno avesse detto che l'opera non si farà mai. Ad un anno dall'inaugurazione del primo lotto e a 3 anni dall'avvio dei lavori ci chiediamo, che fine hanno fatto i lavori? Vedremo mai l'inizio degli stessi? Inutile ricordare che proprio Cefalù avrebbe grandi benefici dall'opera con l'abolizione di passaggi a livello e grandi aree restituite alla città, grazie alla realizzazione della stazione in sotterranea. Per non parlare del raddoppio di binario che permette di ridurre i tempi di attesi e migliorare la frequenza dei collegamenti da e verso l'aeroporto di Palermo, oltre che il capoluogo di regione. L'opera L’intervento prevede il raddoppio in variante di tracciato, per un’estensione di circa 12,3 km, della tratta ferroviaria Cefalù Ogliastrillo – Castelbuono, lungo la direttrice ferroviaria Palermo – Messina. Costituisce il secondo lotto costruttivo del più ampio intervento di raddoppio Fiumetorto - Castelbuono, di cui il primo lotto è prossimo alla conclusione. Nella tratta in oggetto si prevede la realizzazione di tre gallerie, intervallate da tratti allo scoperto di estensione limitata: • galleria Cefalù, di 6,7 km a doppia canna e a singolo binario; • la galleria Sant’Ambrogio, di 4,3 km circa a singola canna e a doppio binario; • la galleria Malpertugio (0,135 km) a singola canna e a doppio binario. I tratti allo scoperto sono siti nelle zone iniziali e terminali di allaccio alla linea attuale, nei pressi di Ogliastrillo e presso la stazione di Castelbuono, e in corrispondenza della zona del torrente Carbone e del torrente Malpertugio. L’intervento prevede anche la realizzazione della nuova Stazione di Cefalù in sotterranea e interventi nella stazione esistente di Castelbuono. 550 mila metri cubi di calcestruzzo, 55 mila tonnellate di acciaio e una media di 330 impiegati con punte di 570, 2050 giorni lavorativi per completare l'opera, 54.625 i conci da posare per completare le gallerie.

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Proposta
16 giu 2016

Ipotesi di parcheggio sotterraneo in zona stadio

di Irexia

Qualche giorno fa ero in piazza Giovanni Paolo II e mi sono soffermata sullo stato caotico in cui si trova questa parte di città. Questa zona è fortemente e densamente frequentata: vi sono grossi condomini, numerose attività (ristoranti, bar e negozi), ma anche 2 scuole, un ufficio postale piuttosto grande, un ufficio tecnico comunale, una banca, un supermercato, lo stadio di calcio e quello delle Palme, il Centro Traumatologico Ospedaliero e l'ospedale Villa Sofia. Nella fattispecie, ho avuto modo di osservare come le ambulanze nell'uscire dall'ospedale per raggiungere qualche ammalato o incidentato debbano percorrere la parte terminale di viale croce rossa che definire uno stretto budello è poco e che può quindi essere causa di ritardi nel soccorso; in quest'ultima parte è stata anche fatta una piccola rotonda che, a causa dello spazio ridotto, è molto stretta e basta una macchina posteggiata male per creare problemi. Una situazione del genere non è accettabile. Anche via De Gasperi si riduce spesso a una distesa di lamiere infuocate se pensate che i camion, per raggiungere l'autostrada dal porto, percorrono il viale laterale per potere svoltare in via Ausonia e da lì salire per lo svincolo di via Belgio (se solo ci fosse un tunnel sotterraneo che congiungesse i due punti...): togliere, o almeno ridurre, le automobili posteggiate, faciliterebbe il transito di questi bestioni della strada. Ritengo sia il caso di pensare ad una soluzione. La piazza Giovanni Paolo II è molto ampia e occupata da una grande rotonda con due spiazzi perennemente occupati da auto in sosta (nonché quelle in divieto di sosta): non si potrebbe quindi creare un parcheggio sotterraneo? Il fatto che l'ipotetico parcheggio si estenderebbe sotto la piazza (e non sotto le costruzioni) potrebbe rendere più semplici e meno dispendiose le operazioni di scavo, dato che si potrebbe anche lavorare a cielo aperto e senza preoccuparsi di incontrare pilastri e fondamenta edilizie, quindi senza problemi di stabilità dei palazzi (ovviamente ci saranno delle sottoreti, cavi e tubi, da spostare). Inoltre dovrebbe risultare piuttosto facile creare le rampe di accesso e uscita per gli automezzi e trovare lo spazio per gli ascensori che consentissero ai pedoni l'ingresso da ogni parte della piazza. Poiché parte dell'utenza della zona ha necessità di un posto auto proprio (penso a chi abita nei condomini che non hanno parcheggio interno) e altra parte, invece, ha bisogno di lasciare l'auto solo per il tempo che occorre a sbrigare le proprie faccende, alcuni degli stalli potrebbero essere messi in vendita ai residenti della zona che potrebbero così togliere le loro auto dalla strada, nonché agli uffici che potrebbero trovare conveniente mettere a disposizione dei propri dipendenti gli spazi auto. La zona verrebbe decongestionata e ci sarebbe molto meno caos in superficie.

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Articolo
22 mag 2017

Grandi Stazioni: in costruzione i moduli per gli spazi commerciali

di Andrea Baio

Proseguono i lavori di costruzione del nuovo terminal per i bus urbani ed extraurbani nell'area a pianta triangolare adiacente la banchina 10 della stazione Centrale. In queste ultime settimane si è proceduto ad appianare il terreno in corrispondenza della nuova rampa di accesso al futuro parcheggio, sul lato di via Boccone. Si è lavorato anche alla rifinitura degli spazi interni del terminal, e cominciano a prendere forma i nuovi box che saranno adibiti a spazi commerciali e servizi passeggeri. Sono stati montati i condotti per l'aerazione ed è stato posto il materiale isolante sul tetto, sul quale tra l'altro è cominciata anche la posa della pavimentazione. Continuiamo ad esprimere perplessità sul prospetto esterno dell'edificio, completamente privo di aperture per l'ingresso della luce. Il prospetto interno invece sarà ricoperto da vetrate. La pavimentazione interna del terminal sarà in gres porcellanato, mentre quella esterna relativa alle zone pedonali sarà in blocchetti di cemento pigmentato. Terminati i lavori, verrà asfaltata tutta l'area e montata la pensilina obliqua. Sono inoltre continuati i lavori di posa per i sottoservizi, in particolare le tubature dell'acqua. Nessuna traccia al momento dell'enorme pensilina metallica che dovrebbe ricoprire l'intero edificio; ci chiediamo a questo punto se non sia stata del tutto eliminata tramite una variante al progetto, il che costituirebbe un'enorme perdita dal punto di vista del valore architettonico complessivo della struttura. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/MobilitaPA/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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Articolo
17 apr 2018

Viabilità | Scattata la chiusura del Ponte Corleone, traffico e lunghe code

di Mobilita Palermo

Questo post è in continuo aggiornamento e vi fornirà info sulla viabilità lungo la giornata. EDIT ore 14: La chiusura si è adesso spostata nella carreggiata opposta, direzione Messina, code già dallo svincolo di Corso Calatafimi. I lavori se seguono l'andamento di questa mattina dovrebbero concludersi in un paio d'ore e la strada dovrebbe essere liberata per le 17.30. Ore 10: É scattata da qualche minuto la chiusura della corsia lato Trapani del ponte Corleone, sul posto presenti la Polizia Municipale. Lunghe code, com'era prevedibile si stanno formando. Al momento la coda è già oltre lo svincolo Oreto e sta arretrando verso lo svincolo di Villabate. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Instagram: https://www.instagram.com/mobilita.palermo/  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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Segnalazione
25 lug 2019

I lavori infiniti sulla statale “Palermo – Agrigento”: la “manina” ha colpito ancora

di belfagor

L’onorevole  regionale Giusi Savarino, presidente della "commissione Territorio, Ambiente e Mobilità" dell'Ars, al termine di un 'ennesima convocazione in commissione di Anas, Cmc e comitato delle imprese creditrici, annunciò: “Giorno 28 febbraio riprenderanno i lavori sia sulla Palermo-Agrigento sia sulla Agrigento-Caltanissetta". BELLA NOTIZIA!!! Purtroppo  la deputata regionale Savarino non spiego  in quale anno sarebbero ripresi  tali lavori. Infatti probabilmente si riferiva al… 28 febbraio 2050.  Infatti giovedi 28 febbraio 2019 i lavori ….non sono ripresi . Mesi dopo sembrò che la situazione fosse stata finalmente sbloccata: infatti era stato trovato un accordo : l’ANAS si accollava i debiti della CMC e avrebbe pagato i debitori . Purtroppo tale accordo , dopo una riunione del Consiglio dei Ministri, “misteriosamente” scomparve: sembra per colpa di una….. “manina”. Che durante il consiglio dei Ministri circolano “entità paranormali , volgarmente chiamate “manine”, era stato  denunciato pubblicamente in televisione dal vice ministro del consiglio, Luigi Di Maio. Certamente, anche in questo caso  si  trattava  di una “manina”. Ma nessun problema: alcuni deputati del M5S annunciarono che tale accordo sarebbe stato inserito nel ”Decreto Crescita”. E infatti il ministro delle infrastrutture , Danilo Toninelli, giorni fa ha annunciato trionfalmente : «È appena stato approvato in Commissione l’emendamento a favore  della Cmc  di Ravenna e anche delle decine di imprese siciliane impegnate nei cantieri  di ammodernamento della Palermo-Agrigento . I subappaltatori della Cmc potranno avere finalmente i soldi  …il decreto Crescita contiene una norma Salva imprese che prevede 45,5 milioni anche per il pregresso». Il fondo è contenuto nel Decreto Crescita, ora in discussione alla Camera. In altre parole , teoricamente si potranno pagare  finalmente i crediti vantati dalle tante ditte e riprendere i lavori Peccato  però  che nella notte qualcuno ha cambiati i termini per la restituzione delle somme vantate dalle stesse imprese. Un «colpo di spugna» che ha fatto scattare l’ira delle 168 imprese siciliane creditrici  del gruppo Cmc Cosa era successo? Sembra che una “manina” ha eliminato il termine di  “pagamento urgente dei crediti entro 85-90 giorni” scaricando sulle imprese “l'onere di dimostrare l'esistenza di tali crediti e il loro ammontare, affidando ai debitori il compito di certificarli” e soprattutto “è scomparso il  termine di scadenza perentori”. In tal modo si permette  di posticipare all' infinito   il pagamento dei crediti e  si vanifica qualsiasi promessa o impegno. Una vera presa in giro!!!! Le aziende e i sindacati sono infuriati “  La politica smetta una volta per tutte di prenderci in giro e si renda conto del fatto che tutti noi, 168 aziende con 3.597 dipendenti, che avanziamo 108 milioni in totale, non potremo proseguire i lavori nei cantieri se non riceveremo subito il dovuto». Anche il sindaco di Agrigento , Lillo Firetto, e infuriato : "Prima sopralluoghi e passerelle camuffate da inaugurazioni, poi emendamenti che si dissolvono nel mistero, infine ricompaiono e ora i selfie trionfalistici. Seguirà una nuova inaugurazione?” P.S. Caro sindaco Firetto ,  i nostri governanti , regionali e nazionali, non hanno colpa: la colpa è della “manina”. Forse , invece di continuare con le ispezioni, le riunioni e i vertici di governo, chiamiamo un…… esorcista, ma uno bravo .    

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Articolo
09 nov 2019

Nuovo tunnel autostradale a Palermo, quando i sogni si infrangono con la realtà

di Antony Passalacqua

Palermo - Un nuovo tunnel  per collegare direttamente le autostrade A29 (Palermo-Mazara del Vallo) e la A19 (Palermo-Catania Messina), evitando il traffico lungo la circonvallazione di Palermo. Questo secondo quanto emerso in un incontro ieri fra il viceministro per le Infrastrutture G.o Cancelleri, e il provveditore per le Opere pubbliche di Sicilia e Calabria, G. Ievolella. Un'opera di 12 km di lunghezza con imbocchi rispettivamente all'altezza dello svincolo di Villabate e  del futuro svincolo di viale Francia, e un'uscita al Porto.  Costi previsti pari a 1,3 mld di euro. L'obiettivo è quello di rendere più rapidi i collegamenti fra i due rami autostradali senza più il "tappo" Circonvallazione, da un altro lato di decongestionare dal traffico di mezzi pesanti importanti strade come  via Messina Marina, Crispi, Sampolo, Alcide De Gasperi, Ausonia, Belgio. E fin qui i propositi sono sempre buoni. Ma attenzione però, perché si tratta di un'idea progettuale che per metà corrisponde ad un progetto già redatto dall'Autorità Portuale di Palermo e di cui vi mostriamo qualche dettaglio.   Per il tracciato originario, di cui c'è già uno progetto di massima, si parla di un costo di circa 500 mln di euro. Allo stato attuale è accantonato per via degli alti costi e in attesa di reperimento di finanziamenti. E rivedendo quest'ultimo progetto, capiamo il perché del "curvone" del tunnel presente nel progetto illustrato dal viceminsitro e necessario per innestarsi al Porto. Più che tunnel per agevolare i collegamenti fra i due rami autostradali, sembrerebbe un'infrastruttura destinata a drenare il traffico dei mezzi pesanti da e per il porto. A questo punto poniamo delle domande:  -Come si concilia l'imbocco su viale Francia dato che il precedente progetto non teneva conto della futura linea tranviaria e del prolungamento di viale Francia? -Esiste un'analisi costi/benefici che giustificherebbe la spesa di 1,3 mld di euro? -Se in futuro il traffico dei mezzi pesanti verrà dirottato verso il porto di Termini Imerese, ha senso pensare ad una via di sfogo attorno l'area portuale di Palermo? Il traffico che ne deriverebbe da questa operazione, giustificherebbe la realizzazione di questo tunnel? -Se si voleva creare un rapido collegamento fra le due autostrade, non avrebbe più senso creare un tunnel che ricalchi sostanzialmente l'attuale circonvallazione, rettificando qualche tratto? Eppure non servono opere colossali come questa per rendere ancora più scorrevole e sicura la Circonvallazione di Palermo. Parliamo degli attuali progetti di raddoppio del Ponte Corleone e sottopasso Perpignano, in fase di redazione. Opere che al momento hanno la copertura finanziaria ma bisogna accelerare sui tempi. La realizzazione di ulteriori sovrappassi pedonali, uno su tutti quello all'altezza di piazzale J. Lennon, e infine pannelli a messaggi variabili per consentire rapide uscite dalla Circonvallazione in caso di incidenti. Ecco perché complessivamente, questo progetto del nuovo tunnel ad oggi è solo un'ipotesi che non ha alcuna base sia dal punto di vista finanziario e urbanistico.

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