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28 gen 2021

Porto di Palermo | In vendita i bacini galleggianti da 19.000 tpl e 52.0500 tpl

di Fabio Nicolosi

L'autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale ha pubblicato un bando di gara per la vendita dei bacini galleggianti da 19.000 tpl e 52.000 tpl, siti nel porto di palermo, di proprieta’ della Regione Siciliana. Data scadenza è fissata per il 22 febbraio 2021 entro le ore 10:00:00 L'importo a base d'asta e' di € 3.077.750,00 (di cui € 1.036.750,00 per il bacino da 19.000 TPL ed € 2.041.000,00 per il bacino da 52.000 TPL). Il criterio di aggiudicazione e' quello del miglior prezzo di vendita. Sono ammesse sia offerte al rialzo che al ribasso. Nel caso di offerte di pari importo si procederà con un'ulteriore gara al rialzo tra coloro che hanno presentato offerte uguali, considerando come prezzo a base d'asta l'importo delle predette offerte. Per quanto riguarda le offerte al ribasso, l'AdSP valuterà l'adeguatezza delle stesse e si riserva la facoltà di non procedere alla vendita qualora le offerte (al ribasso) presentate non siano ritenute congrue. Breve descrizione: Il bacino da 19.000 tpl ha un peso totale di 7250 tonnellate. Costruito nel 1952, è stato utilizzato per l'ultima volta in occasione dell'immissione della nave SNAV Campania il 26/08/2011, da quella data il bacino non è stato piú utilizzato Il bacino da 52.500 tpl ha un peso totale di 15.000 tonnellate. Costruito nel 1957, è stato utilizzato per l'ultima volta in occasione dell'immissione della nave SNAV Sardegna il 05/11/2008, da quella data il bacino non è stato piú utilizzato Da quello che si può leggere nella perizia allegata al bando di gara i due bacini sono in pessimo stato e i costi per il risanamento sono assolutamente sconsigliati, pertanto l'unica strada percorribile è quella della vendita per poter liberare spazi e sopratutto ampliare gli spazi a disposizione dei cantieri navali

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16 dic 2020

Fincantieri | Accordo per il rilancio dei cantieri navali di Palermo

di Fabio Nicolosi

È stato firmato lunedì 14 Dicembre, nella sede di Fincantieri a Roma, da Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia occidentale, e Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri, l’atto di concessione demaniale in favore di Fincantieri che ha come obiettivo la creazione nello scalo siciliano di uno dei poli navalmeccanici più importanti del Mediterraneo. L’accordo genererà una vera e propria rivoluzione anche nell’assetto infrastrutturale, oltre che operativo, del porto di Palermo, destinando un’area estesa, oggi composta da un bacino d’acqua e piazzali, a un moderno stabilimento da adibire alla costruzione di navi, accanto alle riparazioni e alle grandi trasformazioni navali, settore nel quale Fincantieri ha maturato notevole esperienza negli ultimi anni. L’accordo rappresenta un’eccezione nel quadro dei rapporti fra impresa e istituzioni, imponendo quel cambio di passo che Palermo attendeva da anni. “Giungiamo al traguardo di un importantissimo percorso – ha commentato il presidente dell’AdSP, Pasqualino Monti – dato che l’atto di concessione non solo legherà Fincantieri e l’AdSP fino al 2057, ma consentirà, con la costruzione del bacino da 150 mila tonnellate per la cui realizzazione l’Authority ha già assegnato uno stanziamento di 120 milioni di euro, di centrare un vecchio sogno di Palermo: quello di tornare a essere un centro cantieristico anche per la costruzione di nuove navi. Disponiamo oggi di una darsena industriale totalmente liberata da vecchie servitù e completamente affrancata dal degrado in cui versava, stiamo consegnando la cassa di colmata e anche il dragaggio è quasi ultimato. In grande sintesi, abbiamo compiuto tutte le mosse necessarie per industrializzare un’area che potrà finalmente competere a livello internazionale. Ora la sfida contro il tempo, che per me ha riguardato tutto l’assetto del porto, si concentra sul bacino di carenaggio da 150 mila tonnellate: a termini di concessione, Fincantieri si è impegnata a utilizzarlo in funzione dual use, cioè anche per le nuove costruzioni, e ora spetta a noi mettere a disposizione del gruppo cantieristico la nuova infrastruttura nel più breve tempo possibile: a questo fine auspichiamo, dunque, che il Governo ci dia la possibilità di costruirlo in modo rapido e veloce. “Con l’intesa di oggi – ha proseguito Monti – abbiamo collocato un tassello determinante per la realizzazione del più importante asset industriale della Sicilia con una straordinaria ricaduta in termini occupazionali sulla città. La rivoluzione del bacino industriale permetterà la trasformazione di quell’area in ciò per cui è nata, cioè in un cantiere moderno in grado di consentire a Fincantieri di realizzare le tante commesse che sarà chiamata a gestire nei prossimi anni”.

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31 ott 2020

Porto di Palermo | Inaugurato il terminal aliscafi

di Fabio Nicolosi

Un nuovo terminal aliscafi per le isole Eolie e Ustica, la nuova veste della banchina Sammuzzo, il parcheggio a servizio di Capitaneria e Dogana, il mooring dolphin in testata del Molo Vittorio Veneto. E ancora: la posa della prima pietra per la totale riqualificazione del Molo Trapezoidale e la ratifica dell’importante accordo sindacale che ha permesso alle imprese, in un momento tanto delicato, di assumere circa 200 persone, visti i risultati conseguiti. Ad annunciare le novità nel porto di Palermo è il presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, Pasqualino Monti che oggi ha incontrato la stampa. Il nuovo terminal aliscafi è stato realizzato all’estremità del Molo Sammuzzo "per rispondere alle crescenti esigenze del traffico aliscafi da e verso Ustica e le principali isole Eolie, e per offrire accoglienza e servizi al milione di passeggeri in partenza o in transito, sia nei periodi estivi che in quelli invernali". Dispone di locali climatizzati per la biglietteria e l’attesa, e poi bar e servizi, oltre a uno spazio all’aperto dotato di tavolini e sedie. L’edificio si colloca lungo il muro divisorio che separa la banchina Sammuzzo dalla restante parte del Molo trapezoidale, luogo che rappresenta un tassello importante del processo di recupero alla fruizione pubblica del waterfront urbano. Inoltre, tutta la banchina Sammuzzo, lunga 350 metri, è stata interessata da una massiccia opera di consolidamento, che la rende finalmente fruibile alle navi da crociera di ultima generazione, e da una significativa campagna di demolizioni che ne ha modificato l’assetto funzionale e percettivo: sono state eliminate le gru, poste in estremità di banchina, così come le rotaie, ormai in disuso. Al loro posto, tanto verde e un terminal diffuso ad accogliere oltre un milione e mezzo di passeggeri crocieristi che la concessione firmata lo scorso dicembre con due tra le più importanti compagnie di crociera al mondo, Costa e MSC, garantirà. Per il consolidamento e il restyling funzionale della banchina Sammuzzo, l’escavo dei fondali del bacino Crispi 3 e il connesso consolidamento della diga foranea, il mooring dolphin - prolungamento della banchina per ospitare navi XL di ultima generazione - in testata del molo Vittorio Veneto e il nuovo terminal aliscafi sono stati spesi circa 51, milioni di euro, finanziati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti anche attraverso i fondi europei. Nel processo, ormai in atto, di riqualificazione del fronte a mare portuale-urbano, l’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale ha stabilito di procedere con un’opera di complessiva riqualificazione dell’area del Molo trapezoidale. Quest’area subirà, coerentemente con il Piano regolatore portuale, significative modifiche volte al miglioramento dell’offerta di servizi per i crocieristi e per la collettività. Il progetto servirà a dare continuità alla passeggiata sulla Cala, estendendola sino alla parte terminale del molo Trapezoidale e al Parco archeologico che così si candita a diventare sito Unesco, inserito nel “Percorso Arabo-Normanno”, già parte della Heritage List; a liberare le aree del Castello a Mare e valorizzare il sito; a generare spazi per l’ozio urbano e il business legato anche al made in Sicily e, quindi, al prodotto enogastronomico siciliano con tutte le sue eccellenze. Accanto al Parco archeologico del Castello a Mare, di cui gli scavi hanno rintracciato il perimetro, verranno realizzati una passeggiata, una piazza, un lago urbano, 9 edifici con varie destinazioni, tra cui un auditorium e un anfiteatro panoramico da 200 posti, parcheggi. Qualche numero: 26 mila mq l’area di intervento, 8000 mq occupati dal laghetto urbano, 25,5 milioni di investimento, un anno e mezzo di lavori. Uno storico tratto della costa cittadina, che da sempre rappresenta un luogo di interazione tra la città e il porto, viene in tal modo sottratto al degrado e “popolato” di funzioni e di usi a carattere urbano. Il Molo trapezoidale cambierà faccia, diventerà una marina bay, una sorta di Barcelloneta di grande fascino e dalla forte identità, perché sarà moderna ma ingloberà il passato, quel Castello a Mare posto a presidio della città antica. Qui verrà dato il benvenuto ai passeggeri crocieristi, ai passeggeri per le isole e ai diportisti che raggiungeranno le nostre coste a bordo di grandi yacht o di altre imbarcazioni; qui verrà accolta la popolazione locale: oltre tre milioni e mezzo di persone all’anno che potranno usufruire di una grande area commerciale e storica al tempo stesso, cerniera tra la nuova zona crociere e il centro storico, offrendo non solo servizi al turismo, alla nautica da diporto, al tempo libero e al commercio, ma anche alcuni servizi culturali in grado di innalzare il rango dell'area portuale con conseguente generazione di valore. Qualche numero: 26 mila mq l’area di intervento, 8000 mq occupati da un laghetto urbano, 9 edifici, tra cui un auditorium e un anfiteatro panoramico da 200 posti, 25,5 milioni di investimento, un anno e mezzo di lavori. Tra progetti ancora in corso e altri ultimati, l’AdSP ha impegnato e speso un importo di 296,8 milioni di euro. Nel porto di Palermo le somme sono state destinate ai lavori (attualmente al 70%, termine gennaio 2021) di escavo dei fondali del bacino Crispi 3 e il connesso consolidamento della diga foranea per un valore del progetto di 39 milioni e 300 mila euro; al bacino di carenaggio (39 milioni), al bacino da 150 mila TPL (81 milioni), alla riqualificazione del Molo Trapezoidale (25,5 milioni); alla ristrutturazione dell’esistente Stazione Marittima (18 milioni) i cui lavori termineranno il prossimo giugno. Nel porto di Termini Imerese le opere destinatarie delle somme sono: il completamento del molo foraneo di sottoflutto (20 milioni) e di sopraflutto (19 milioni); i lavori di dragaggio (35 milioni) e quelli di consolidamento della diga foranea (20 milioni). “Il nostro è un progetto circolare straordinario – spiega Monti - perché, consolidate o costruite le infrastrutture a vantaggio delle navi da crociera, siamo pronti a ospitare navi di ogni dimensione e, inoltre, all’industria crocieristica possiamo affiancare l’industria pesante, il bacino industriale per la costruzione delle imbarcazioni. Ecco allora prendere corpo un asset industriale completo, unito a un corollario di servizi e di bellezza della città che fa il resto. Nel progetto Sicilia occidentale si integrano perfettamente alcune delle funzioni principali che lo Stato demanda alle AdSP, alcune delle quali andrebbero potenziate per ottenere risultati migliori. Mi piace parlare di un metodo preciso che ci ha portato a ottenere evidenti risultati. A Palermo siamo partiti dalla separazione dei flussi (traffico merci dal traffico passeggeri), dalle opere di grande infrastrutturazione (dragaggi, allungamento e consolidamento delle banchine, dolphin), dal consolidamento delle grandi infrastrutture, dalla riqualificazione e realizzazione di strutture ricettive adeguate al mercato (stazione marittima, terminal aliscafi). A questi interventi si è agganciata la promozione degli scali, ossia la necessità di promuovere sul mercato il prodotto realizzato. Che significa mettere i nuovi asset, ammodernati, a reddito, incrementando così il livello di ricavi della nostra Autorità". "E lo abbiamo fatto attraverso l’elemento regolatorio, quello della concessione demaniale. Nel caso delle crociere, com’è noto, è stata bandita una gara per la concessione, aggiudicata nel dicembre dello scorso anno, da due tra le più importanti compagnie di crociere al mondo, Costa e MSC - alle quali potrebbe aggiungersene una terza di pari importanza, Royal Caribbean - impegnate in pochi anni a portare oltre un milione e mezzo di passeggeri crocieristi nei nostri porti. Fondamentali, per far questo, i fondi messi a disposizione dal MIT, di fronte a progetti immediatamente cantierabili”. Non solo infrastrutture: “A conferma che per me ben fatto è sempre meglio che ben detto, ci fa enorme piacere dare un’altra notizia che riguarda l’occupazione”, riprende Monti. “Due project PPP (Partenariato pubblico/privato) - uno per l’efficientamento energetico e l’altro per i servizi in ambito portuale - e l’incremento di traffico ro/ro (+18,8) hanno consentito di chiudere un accordo sindacale che ha portato la Compagnia dei lavoratori portuali e le imprese portuali a stabilizzare 99 portuali a tempo indeterminato e ad assumere 95 interinali sempre a tempo indeterminato. Un risultato concreto che, nonostante il momento di grande incertezza che attraversiamo, sottolinea le potenzialità del porto nel progettare e realizzare il futuro in cui desideriamo vivere”.

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17 lug 2020

Foto | La nuova stazione marittima del porto di Palermo prende forma

di Fabio Nicolosi

A distanza dall'ultimo aggiornamento vi mostriamo i progressi avvenuti all'interno del porto di Palermo e in particolare alla nuova stazione marittima. Dalla galleria in basso possiamo notare che è stato posato il secondo solaio ed è in corso di realizzazione il terzo. Un cantiere in pieno fermento con numerosi operai a lavoro per rispettare le scadenze previste. La struttura, inteso come involucro edilizio, sarà ultimata entro agosto 2020. Sarà necessario un ulteriore anno per lavorare alle finiture. La fine lavori, con conseguente apertura al pubblico è prevista per maggio/giugno 2021. Siamo in grado di mostrarvi anche i lavori al molo trapezoidale dove si sta lavorando per restituire alla città uno specchio d'acqua che sposa l'idea della città-mare e di quell'avvicinamento al porto che l'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale ha fortemente voluto e sta portando avanti con determinazione.

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01 giu 2020

Porto | Sette immobili saranno abbattuti per liberare la vista sul mare

di Fabio Nicolosi

Con l'obiettivo di riconfigurare integralmente il water front del Porto di Palermo, l'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale ha affidato i lavori per la demolizione di sette immobili che ostacolano la vista del mare ad esclusione delle palazzine che ospitano la Capitaneria di Porto e l'Agenzia delle Dogane, in corrispondenza del Varco Sammuzzo. Gli immobili sono "totalmente privi di valore storico e/o architettonico - si legge nel bando -, costruiti nell'ultimo quarantennio in modo disordinato senza seguire alcuna specifica tipologia costruttiva e con destinazione d'uso diversa da quella (impropria) alla quale sono oggi adibiti". Ad aggiudicarsi la gara è stata la "Patriarca Group srl" di Comiso che ha offerto un ribasso del 38,789% su una base d'asta di 674.610 euro, oltre a 9.387 euro per oneri della sicurezza non soggetti a ribasso. I lavori dovranno concludersi in 120 giorni dalla data di consegna con la pavimentazione dell'area. Con il nuovo appalto saranno demoliti l'ex sala pompe, il magazzino frigo, il locale ormeggiatori, gli uffici GNV, il deposito bagagli", l'ex "bar del porto" e il basamento del capannone "Atlantica" per una superficie complessiva stimata di 2.673 metri quadrati. Le demolizioni rientrano nel più ampio progetto di recupero del water front che si baserà sui risultati del concorso internazionale di idee bandito nel 2018 dall'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale per potenziare il porto di Palermo e aggiudicato al raggruppamento guidato dalla società Valle 3.0 di Roma, del quale fanno parte E.T.S. spa Engineering and Technical Service, De Biasio Progetti e Hipro. Il bando prevedeva la progettazione di due nuovi terminal, uno crocieristico e l'altro Ro-Ro, e di un edificio che funzioni da interfaccia tra la città e il porto. Ti potrebbe interessare anche: Porto di Palermo | Saranno demolite sei gru Porto di Palermo | Aggiudicato il concorso internazionale di idee Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali: Sito internet: http://palermo.mobilita.org Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679 Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA Instagram: https://www.instagram.com/mobilita.palermo Telegram: https://t.me/trafficoemobilitapalermo

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17 mag 2020

Cantieri navali | Completati i lavori di consolidamento del bacino

di Fabio Nicolosi

Torna l'acqua nel bacino di carenaggio di 150mila tonnellate nello stabilimento Fincantieri di Palermo. Sono stati completati i lavori di consolidamento e messa in sicurezza statica del Bacino di Carenaggio n°5 del porto di Palermo. Il bacino di carenaggio era stato iniziato negli anni 80 e mai completato. Dal 2015 Trevi Spa ha iniziato le attività propedeutiche alla sua futura messa in esercizio, realizzando la chiusura e la impermeabilizzazione, il trattamento del sedimento contaminato racchiuso all'interno, lo svuotamento e lo smaltimento dei rifiuti che negli anni si erano accumulati e la realizzazione di tutte le verifiche strutturali, prove e controlli sulle strutture esistenti (pali di fondazione presenti sul fondo del bacino eseguiti precedentemente e cassoni cellulari). L'Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia occidentale ha dato l'ordine di allagare l'infrastruttura per proteggerla dalle intemperie, in attesa della gara di circa 80 milioni, si pensa che sarà pubblicata già a settembre, per i lavori conclusivi. Procedono intanto i lavori, per la costruzione della banchina di trecento metri accanto il bacino di 400mila tonnellate. Ad ottobre è previsto il ritorno crociere a Palermo. Spazio anche a Termini Imerese, dove i lavori del nuovo porto stanno rispettando la tempistica e dovrebbero concludersi entro il prossimo anno. Non si scioglie ancora il nodo che riguarda i vecchi bacini galleggianti di carenaggio, di 52 e 19 tonnellate, ormai considerati relitti, che ancora rimangono nello specchio d'acqua del porto di Palermo e, come ha più volte rilevato l'Autorità portuale, sono di intralcio alla navigazione delle grandi navi da crociera e rappresentano anche un ostacolo per alcune aree produttive del Cantiere, e vanno rimossi. Ma non è ancora chiaro cosa voglia fare la Regione, proprietaria di bacini, delle due infrastrutture: fare un mega bacino (progetto ormai datato che non si che fine ha fatto) o alienarli. Ringraziamo la FIOM Palermo per il comunicato stampa

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20 mar 2020

Porto di Palermo: 90% di container in meno a causa del Coronavirus

di Fabio Nicolosi

I container in arrivo al porto di Palermo scendono da 250 a venti al giorno: un calo di oltre il 90 per cento causato dalla contrazione in entrata dei prodotti provenienti Cina dopo lo scoppio della pandemia di coronavirus. Tiene bene l'export. I prodotti siciliani vengono spediti all'interno di 250 container, un numero che non ha subito particolari oscillazioni nell'ultimo periodo. Flessione del 4 per cento anche sul numero di camion merci in arrivo con le navi. Negli ultimi quindici giorni sono arrivati 6.613 rimorchi, per la maggior parte senza autista, e ne sono stati imbarcati 6.444. Il maggior numero di mezzi pesanti sono arrivati da Napoli (3.321). Seguono Genova (2.478), Civitavecchia (677) e Cagliari (137). I rimorchi che contengono la merce, in gran parte generi alimentari, vengono giornalmente sbarcati grazie al lavoro di circa 250 portuali in organico nelle tre società che operano al porto: PortItalia, che si occupa del carico e dello scarico di containers e rimorchi; Clp, cooperativa che fornisce la manodopera, e Osp, società multiservizi. "In questo momento così difficile per tutti - dice Giuseppe Todaro, amministratore delle tre società di servizi - i portuali, con tutte le precauzioni stabilite dal governo e con grande senso del dovere, stanno assicurando l'arrivo della merce in città. Lavoriamo a stretto contatto con l'autorità portuale per ciò che riguarda le operazioni di sanificazione delle aree di lavoro e la dotazione di tutti i dispositivi individuali, mascherine, disinfettanti e guanti, per proteggere i lavoratori da possibili contagi".

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