Segnalazione
19 gen 2017

La storia del Tram di Palermo

di belfagor

La storia, lunga e travagliata, del tram a Palermo inizia nella seconda metà dell’ottocento.   Fino ad allora  il trasporto pubblico  delle principali città era affidato agli Omnibus a cavalli.                                                                                                                                                                      Il 23 aprile 1874 a Palermo venne costituita la Società Sicula Tramways e Omnibus (SSTO) con lo scopo di costruire alcune linee di Tram e di omnibus a cavalli. Ma solo Il 27 gennaio 1887 la società otteneva una concessione di 30 anni per l'esercizio degli omnibus cittadini e solo il 16 aprile del 1888 venne autorizzato l'esercizio di tranvie a trazione elettrica a corrente continua.                                                 La prima linea tranviaria elettrica collegava Piazza Bologni a Rocca di Monreale. Nel mese di settembre dello stesso anno vennero inaugurate altre due linee: la Romagnolo-piazza Marina lunga 3 km e la Piazza Indipendenza- Porta Reale o Carolina ( non più esistente, che sorgeva in Via Lincon, di fronte l’Orto botanico) di 2,5 km. Successivamente alla costruzione della Tranvia di Monreale la linea proveniente da piazza Bologni venne allacciata ad essa e le stesse vetture tranviarie proseguivano fino a Monreale spinte da appositi carri elettrici di trazione e freno. Perciò da Piazza Bologni si poteva raggiungere Monreale e viceversa Negli anni seguenti vennero attivate altre sei linee tranviarie elettriche  mentre altre tre, di minore importanza, rimasero con la trazione a cavalli. Nel 1911 il comune di Palermo firmò una convenzione con la società belga Les Tramways de Palerme  per costruire ed esercitare linee a trazione elettrica fino a Mondello: tali linee furono inaugurate  nel 1912                                                                                                                                   Nel 1929, durante il regime fascista, le due reti (quella della "belga" e quella già della SSTO) furono unificate sotto la gestione dell'Unione Trazione Elettrica e Trasporti della Sicilia (UTETS). Nel frattempo si era sviluppato anche un servizio di autobus, infatti, agli inizi degli anni 30, alle 19 linee tramviarie si affiancano ben 14 linee  con autobus ( gestite dalla S.A.I.A.). Poichè gli itinerari delle linee  degli autobus interferivano con quelli tramviari  UTETS e SAIA  l'11 dicembre 1931 trovarono un accordo per rendere il servizio tramviario e quello di autobus l'uno integrativo dell'altro. Per tale motivo il 26 maggio 1932 vennero soppresse le seguenti linee tranviarie: linea 2: Porrazzi – Romagnolo linea 3: Stazione Centrale – Noce linea 4: Piazza Marina – Uditore linea 5: Piazza Marina – S.Lorenzo linea 11: Politeama – Sferracavallo linea 12: Circolare Est Tali soppressioni, oltre che per motivi di razionalizzazione, servivano a ridurre le spese. Infatti, intorno agli  anni 30’ la crisi dei trasporti investì tutte le aziende di trasporto pubblico d'Italia. Dal 1935 la SAIA dovette sopprimere alcune linee a causa della limitazione nell'uso della benzina imposta dalle vicende politiche internazionali ( l’embargo a causa della guerra d’Etiopia). Anche il servizio tranviario subì gli influssi della politica: nel 1939 la dirigenza dell’ allora Società Tranvie di Palermo (STP) optò per la completa trasformazione della rete tranviaria  in filoviaria. Nel dicembre 1940 i servizi vennero dunque unificati e nacque la Società Anonima Siciliana Trasporti (SAST).    Il primo servizio sperimentale filoviario, cioè con Filibus, a Palermo nasce nel 1939. I motivi della scelta del Filobus furono più d'uno, in particolare la necessità di sostituire l'obsoleta rete tranviaria (operazione conclusasi solo nel dopoguerra) e la spinta del regime fascista che cercava di diffondere il sistema di trasporti filoviario in tutto il Paese .  Il regime infatti vedeva nel filobus il trasporto pubblico fascista per eccellenza e il futuro del trasporto pubblico italiano, mentre il tram veniva visto come un mezzo di trasporto superato e costoso. I veri motivi di tale scelta erano chiaramente l’economicità di esercizio e il ridotto inquinamento, in realtà si cercava di non legare il trasporto pubblico al petrolio vista la dipendenza da altri paesi. Fra il 1942 e il 1943 la città venne colpita da numerosi bombardamenti che distrussero la rete filotranviaria e i depositi aziendali, pur non arrivando alla completa interruzione del servizio. Dopo la guerra, dovendo ricostruire l’intero servizio pubblico si decise di sopprimere definitivamente la rete tranviaria e puntare sui filibus e sul trasporto gommato ( autobus), gestite rispettivamente dalla S.A.S.T. e dalla S.A.I.A.( società a capitale privato). Sembrava la fine dei tram a Palermo ma nel 2000 la Banca europea degli investimenti, stanziò 88milioni di euro per un progetto, presentato dal Comune ( giunta Orlando), che prevedeva  la costruzione di tre linee tranviarie: una sull'asse via Leonardo da Vinci, una sull'asse corso Calatafimi e una sull'asse corso dei Mille.   Il progetto originario però presentava alcune criticità, tanto che Il 13 agosto del 2001  venne rivisto e parzialmente bloccato dall'allora commissario straordinario del Comune di Palermo, Guglielmo Serio a causa di un'osservazione del GENIO CIVILE che prescriveva di individuare delle aree di sosta per le auto nelle prossimità della linea tranviaria.    Per l’asse di Via Leonardo da Vinci, non c’erano problemi, per quella di Corso dei Mille i problemi esistevano ma, con qualche modifica, si riuscì a superare ( con molte perplessità) tale ostacolo, mentre per Corso Calatafimi, a causa delle ridotte dimensioni della carreggiata il progetto fu bocciato e sostituito con un altro. Nel maggio del 2002  il Comune di Palermo ( giunta Cammarata) approvò definitivamente il  progetto modificato, con nuove linee tranviarie. Per il completamento dei lavori vennero preventivati quarantaquattro mesi per la linea 1, quarantotto mesi per la linea 2 e cinquantadue mesi per la linea 3. Ma chiaramente tali previsioni furono ampiamente superate. Infatti solo nel 2015 saranno inaugurate le 3-4 linee tranviarie, ma questa è cronaca. P.S. In occasione della presentazione del PRG Palermo 2025 il sindaco Leoluca Orlando Cascio ha annunciato l'avvio della progettazione di 3 ulteriori linee tranviarie. La linea 5 che dovrebbe collegare la stazione Centrale con la Stazione Notarbartolo, cioè  le  attuali stazioni tranviarie terminali, attraverso il Foro Italico e Via Notarbartolo.                                                                                                                                                                            La linea 6 come prosecuzione della linea 4 , che raggiungerebbe la stazione Orleans per proseguire attraverso il quartiere Falsomiele fino a Bonagia utilizzando un nuovo ponte intermodale sul Fiume Oreto( chiaramente da costruire ex novo).                                       Infine la linea 7 che collegherebbe il terminal della Stazione Centrale a Mondello. Progetti,  chiaramente ancora in fase di elaborazione, certamente interessanti ma che presentano diverse criticità. Inoltre quanto tempo ci vorrà prima che queste nuove linee possano essere completate? Ricordiamo che ci sono voluti ben 15 anni per completare le prime 3-4 linee tranviarie.  Ma qui stiamo parlando di futuro, non tanto prossimo, e credo proprio che forse saranno i nostri figli e nipoti che potranno vedere e godere tali nuove linee ( sempre che continueranno a funzionare quelle già esistenti).

Leggi tutto    Commenti 3    Proposte 0
Articolo
06 dic 2016

Quando la politica arreca disagi: chiudere l’incrocio Uditore-L. Da Vinci

di Antony Passalacqua

Se il traffico palermitano vuoi provare, l'incrocio Uditore devi attraversare. Tuona come una sfida ma solo chi è riuscito a transitare da quelle parti è consapevole che bisogna armarsi di tanta pazienza. A quasi due mesi dalla riapertura dell'incrocio Uditore-L. Da Vinci, chiesta a gran voce da residenti e commercianti e caldeggiata dalla V Circoscrizione,  la situazione è paradossalmente peggiorata. Circa mezz'ora i tempi di attraversamento durante le ore di punta che raggiungono cinquanta minuti circa durante le giornate di pioggia. Conseguenze? Oltre i tempi di attraversamento notevolmente più lunghi, i convogli tram rimangono spesso bloccati dalle auto ferme all'incrocio e l'inquinamento sale alle stelle. Da una parte la richiesta-legittima-di residenti e commercianti che preferivano evitare l'inversione di marcia al primo varco su via B. Angelico; da un'altra parte la politica che anzichè dire di no, ha preferito accogliere questa richiesta senza preoccuparsi delle possibili conseguenze e dei pareri della Polizia Municipale che consigliava di mantenere chiuso questo incrocio. Perchè l'incrocio non appartiene solo ai residenti ma all'intera collettività. Un altro precedente storico è accaduto per l'incrocio Perpignano dove Circoscrizione e residenti chiedevano a gran voce la riapertura dell'incrocio sulla Circonvallazione. Richiesta rispedita al mittente. Qui invece no. Paura di perdere consensi? Semplice incompetenza? Populismo? Non lo sappiamo ma meglio correre subito ai ripari. Di certo non meritiamo certa politica volta a tutelare pochi e non l'intera comunità- Per questo oggi chiediamo la chiusura dell'incrocio per ristabilire ordine al traffico caotico dell'intera zona. E giusto per dovere di cronaca, ecco alcuni articoli sulla vicenda. Paradossale è leggere chi vedeva nella riapertura dell'incrocio la fine di tanti disagi... http://giornalelora.com/cronaca/ancora-chiuso-lincrocio-leonardo-da-vinci-uditore-nonostante-lordinanza-comunale/ http://livesicilia.it/2016/07/02/da-vinci-uditore-riapre-lincrocio_764643/ http://www.palermotoday.it/cronaca/riapre-incrocio-via-uditore-via-leonardo-da-vinci.html http://www.palermomania.it/news.php?una-petizione-per-riaprire-lincrocio-tra-via-uditore-e-via-da-vinci&id=78640 Nella trasportistica, i flussi veicolari vanno resi sempre più lineari evitando ripetuti blocchi. Ma purtroppo a Palermo si aprono e si chiudono incroci senza guardare all’interesse collettivo ma all’interesse particolare di alcuni firmatari….

Leggi tutto    Commenti 9
Articolo
16 nov 2016

FOTO | Retake Palermo: Ripuliti il terminal Balsamo e alcune fermate del Tram sulla Linea 1

di Fabio Nicolosi

Si è svolta domenica mattina l’opera di pulizia del terminal Tram della Linea 1 alla Stazione centrale e di alcune fermate ad opera dei ragazzi di Retake Palermo. Oltre all’eliminazione dei graffiti dalle fermate e pensiline, la cittadinanza attiva e i membri di Retake hanno pitturato la struttura del capolinea del Tram. “Ci siamo riuniti alle 10,30 scegliendo la linea 1 del tram come iniziativa attuale – racconta Marco D’Amico, presidente di Retake Palermo – non ci stiamo limitando alla semplice pulizia del terminal, ci sposteremo di fermata in fermata ripulendo da ogni graffito l’intera linea”. “L’Amat ci ha fornito il codice colore specifico della pensilina del capolinea – ha continuato D’Amico – e una volta acquistato il colore adatto abbiamo ripulito a fondo la struttura. Gli interventi sono di solito programmati per la stagione primaverile ed estiva e il messaggio che lanciamo alla popolazione è quello di prendere parte alle iniziative da noi svolte per disincentivare i vandali”. Ringraziamo Salvo G. per le foto Il “Retake” è un fenomeno globale no profit ad opera dei cittadini che, armandosi di vernice e pennello, vanno a sopperire alla mancanza di interesse delle istituzioni per il recupero del bene pubblico vandalizzato. Lo scopo generale di chi opera azioni di retake è quello di riappropriarsi di un bene comune e, allo stesso tempo, sensibilizzare i cittadini che molto spesso assistono senza denunciare.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
11 nov 2016

FOTO | Domenica 13 Novembre nuova pulizia ad opera di “Retake Palermo”

di Fabio Nicolosi

Si svolgerà domenica mattina una nuova iniziativa dei ragazzi di Retake Palermo sempre incentrata alla pulizia di alcune pensiline delle fermate del tram vandalizzate con vernice spry. L'invito è sempre quello di segnalare ogni qual volta notiate episodi di vandalismo, specialmente quando avvengono in pieno giorno e ad opera di ragazzini che vogliono sentirsi grandi compiendo questi vili atti nei confronti di strutture ad utilizzo pubblico. Ecco la nota diffusa dalla pagina di Retake Palermo: Se tutto questo non vi piace venite con noi domenica mattina a ripulire le fermate della linea 1 del tram. Appuntamento alle ore 10,30 al terminal Stazione Centrale. Portate con voi guanti, mascherine, nitro e spugne. Non è più tempo di lamentarsi solo su una tastiera, scendiamo in strada e rendiamo più bella e pulita la nostra città. Ecco alcune delle aree che saranno oggetti dell'intervento:

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
28 ott 2016

TRAM | Macchinetta emettritrice di titoli di viaggio nuovamente danneggiata

di Fabio Nicolosi

Dopo aver rimosso e rinforzato tutte le macchinette che emettono i biglietti del tram, ecco come si presenta la stessa a pochi giorni dalla re-installazione alla fermata Bacile. La presenza delle macchinette alle fermate del tram, uno dei punti di forza di questo sistema, si sta rilevando una scelta sbagliata. Dopo questo ennesimo episodio non possiamo che essere d'accordo sul fatto che Palermo non sia ancora pronta ad un sistema così all'avanguardia.  Se effettivamente viene utilizzato per sfogare i bollenti spiriti di coloro i quali non hanno rispetto per il bene comune allora è meglio non solo rimuovere tutte le macchinette, ma multare tutti i singoli cittadini che non hanno il biglietto. E se si dovessero lamentare che è difficile reperire i biglietti sarà bene ricordare le belle macchinette mai tutelate. Perché è assurdo pensare che nessuno abbia notato un episodio simile, così come è impensabile pensare che nessuno noti tutte le volte che alle fermate vengano effettuate scritte con le bombolette spry o con gli "uniposca". Inoltre dall'Amat fanno sapere che nell’ultima settimana ben tre convogli sono stati presi di mira dai vandali che li hanno danneggiati a sassate, costringendo Amat ad annullare le corse. "Facciamo continue denunce, ma non cambia nulla – dice un dirigente dell’azienda a taccuini chiusi – come si fa ad andare avanti così?" Dunque ancora una volta il messaggio che vogliamo lanciare è quello di denunciare ogni qual volta notate qualcosa di strano, altrimenti questa città non potrà mai andare avanti, anzi potrà solo peggiorare e restare come 20 anni fa...

Leggi tutto    Commenti 10
Proposta
05 ott 2016

Il tram verso Mondello è giusto: io lo farei così

di Antonio

Vorrei inserirmi nel dibattito sul tram a Palermo. Sono un cittadino che ha da sempre osservato la mobilità cittadina come tema centrale in tutte le città del mondo. Desidero una città più a misura d'uomo, auspicando un aumento delle zone pedonali, delle piste ciclabili e una corretta valorizzazione della località balneare di Mondello e del Parco della Favorita inteso come chiuso al traffico veicolare per essere fruito da tutti i cittadini. La mia è una idea che coinvolge un po' tutto, appunto Mondello, il Parco della Favorita, attraverso una revisione dei percorsi delle nuove  linee tranviarie presentate recentemente dall'Amministrazione comunale. Approvo la scelta del tram in centro città. Non entro nel merito circa tram o Mal ( Metropolitana Automatica Leggera ) lungo l'asse principale, mi limito solo a ricordare che n. 3 linee del tram sono state già finanziate ( quindi i soldi ci sono ) e che il limite del tram è la distanza. Dunque la linea proposta dall'Amministrazione comunale per raggiungere la località balneare di Mondello attraversa Viale Strasburgo, Via Lanza di Scalea, Via dello Olimpo poi Partanna Mondello: troppo lunga e lenta scoraggerebbe moltissimi cittadini. Per questo motivo si deve trovare un percorso alternativo per raggiungere Mondello in tram e non solo. Ciò che propongo ha dei positivi riflessi anche sul Parco della Favorita poichè lo renderebbe fruibile 24 su 24. Immaginate la Favorita chiusa al traffico veicolare, un sogno.....pensate alle attività sportive, ludiche, al relax, alle passeggiate che vi si potrebbero esercitare. Una città di quasi un milione di abitanti deve pensare di poter realizzare ciò che ho per dirvi anche in termini di un modesto, tutto sommato, investimento finanziario. Torniamo al tram: è necessario un percorso più breve di quello immaginato dall'Amministrazione comunale per raggiungere Mondello. Io l'avrei individuato così: mantenimento della larghezza della carreggiata di viale del fante, da Viale Rocca sino a p.zza Niscemi. Da li attraverso un breve tunnel, da realizzare nel viale sottostante la palazzina Cinese, si giungerebbe, dopo una curva a destra al museo Pitre', quindi, la strada dovrebbe proseguire su viale Ercole in trincea, e sempre in trincea con una curva a sinistra svolterebbe in via margherita di Savoia dove - superati i vecchi ingressi lato Mondello - tornerebbe al naturale piano di campagna sino a valdesi. In questa piattaforma stradale vedrei due binari di tram al centro, e lateralmente le carreggiate destinate alle auto. Superato Valdesi il tram proseguirebbe in ambedue i sensi di marcia sul lungomare chiuso al traffico automobilistico, quindi pedonale, sino a via Teti dove si attesterebbe il capolinea. Vantaggi di questa soluzione: - si raggiungerebbe Mondello velocemente sia in auto che in tram e il tram sarebbe una vera alternativa alle auto. --- -- - chiusura al traffico veicolare di Viale Regina Elena con conseguente utilizzo pedonale dello stesso, tra l'altro, molto panoramico con il tram. - chiusura al traffico veicolare della Favorita con conseguente utilizzo pedonale e sportivo. Il tram che conduce a Mondello troverebbe capolinea, a Palermo, in via De Gasperi, ( vedi cartina ) all'altezza della futura fermata di via Belgio del costruendo passante ferroviario, a Mondello come detto in via Teti. A Palermo, questa linea, partendo dalla futura fermata di via Belgio del passante, all'altezza di via Sciuti si intersecherebbe con  la linea per lo Zen e a P.zza De Gasperi con quella per il Politeama Le nuove linee del tram presentate dall'amministrazione comunale  le rimodulerei così: - a nord la linea proposta per Mondello e che attraversa viale Strasburgo via Lanza di Scalea, futuro stadio avrebbe termine al Conca D'oro, pargheggio anche comunale di interscambio, magari ampliandolo così da intercettare il traffico automobilistico proveniente dalla direzione Trapani. - linea stazione - stadio, spina dorsale. - dalla stazione Notarbartolo farei partire una linea diretta ad Acquasanta. Attraversando la via Notarbartolo, via Duca della Verdura, via Montepellegrino, via Don Orione. Vedi coinvolgimento mercato ortofrutticolo, fiera. - la linea da bonagia lungo le carreggiate laterali della circonvallazione con innesto su Viale delle Scienze nel percorso che sarebbe comune con la linea 4 in servizio ma prolungata. - abolizione della linea mare stazione-  Lincoln - foro italico - cala - via crispi. - abolizione della linea che coinvolge sferracavallo. In conclusione è una vera rimodulazione. Vi sarebbero grandi risparmi con le linee abolite e nuovi costi, evvero, derivanti dalla costruzione della nuova strada proposta ( da finanziare ) che renderebbe possibile, però, la chiusura permanente del Parco della Favorita oltre come detto il collegamento veloce con Mondello.        

Leggi tutto    Commenti 9
Segnalazione
14 set 2016

La doppia vita dei semafori del tram…

di belfagor

Insieme al tram, Palermo ha ereditato un numero impressionante di semafori. La loro funzione era quella di regolare il traffico e permettere al tram di viaggiare tranquillamente.   Ma per svolgere  tale funzione tali semafori dovrebbero essere ben sincronizzati e qui che iniziano i problemi. In una città dove per mettere un semaforo c’è bisogno  prima del morto  ( ricordiamo tutti quella povera ragazza uccisa in viale della Libertà proprio per l’assenza di un semaforo pedonale) , i semafori tranviari invece si sono moltiplicati come funghi. Per esempio, i semafori che costellano via Leonardo Da Vinci dal deposito di via Castellana fino alla stazione Notarbartolo , sono passati a 3… a 25. Lo stesso discorso vale per quelli di Corso dei Mille, dove i semafori hanno raggiunto cifre incredibili. Tutto questo ha prodotto miglioramenti al traffico ? Nemmeno per sogno. Dopo aver cercato di regolarli , la SIS o l’AMG, si sono arresi. Alcuni di tali semafori sono stati lasciati a lampeggiare continuamente, anche quando il tram passa, altri continuano a funzionare ma creano più problemi che vantaggi. Alcuni funzionano ad intermittenza ,cioè mentre meno te lo aspetti, il semaforo lampeggiante riprende a funzionante all'improvviso  oppure viceversa. Una situazione surreale che crea non pochi disagi e pericoli. Ci sono alcuni semafori, come per esempio quello tra Corso dei Mille e Via Decollati che è completamente sfasato. Se no fosse un semaforo parleremo di schizofrenia ( il semaforo rimane rosso per 5 minuti poi diventa verde per 5 secondi per poi ritornare al rosso). Ma il problema non è solo  questo semaforo ma sono tutti i semafori della zona che presentano grossi problemi.  La  mattina, ad esempio, fino alle otto  spesso i semafori sono  tutti disattivati. . Per attraversare il tratto che va da piazza Ponte dell'Ammiraglio a corso dei Mille occorreva confidare nel buon senso, anche degli altri automobilisti. O,  ancora meglio, affidarsi alla fortuna o a qualche Santo miracoloso. Prima della costruzione del tram, da Borgo Nuovo per raggiungere in automobile la stazione Notarbartolo occorrevano in media 15-20 minuti. Adesso, invece, per compiere tale tragitto occorre spesso oltre un’ora, grazie  anche ai tanti semafori. Ma anche i tram sono vittime di tali situazione. Più di una volta tali tram rimangono bloccati  per diversi minuti,  per colpa di qualche semaforo  ,in altri momenti sono costretti a fermarsi bruscamente perché le automobili  hanno avuto il via libera anche quando il tram sta  passando. Ci chiediamo, perché non si fa niente? Forse se spegniamo qualcuno di tali semafori la situazione può migliorare. Oppure dobbiamo aspettare, come al solito, il morto?

Leggi tutto    Commenti 5    Proposte 0