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06 mar 2020

Acquedotto, nessun rischio. Confermata la potabilità e la qualità dell’acqua

di Antony Passalacqua

Palermo - "A seguito della diffusione di un comunicato stampa incompleto da parte dell’AMAP circa l’emissione di una ordinanza sindacale relativa alla presunta inidoneità per uso umano dell'acqua distribuita in ampia parte della città, il sindaco chiarisce che “la firma dell'ordinanza è un atto dovuto di fronte ad una nota formale inviata dall’ASP all'Amministrazione comunale, ma tutti i dati relativi alla qualità dell'acqua distribuita in città ne confermano la potabilità e la qualità per uso umano.” In data 25 febbraio, i tecnici dell’ASP hanno infatti eseguito alcuni prelievi in uscita dai serbatoi “Petrazzi” che alimentano, con altri, la rete idrica della città. Da tali analisi, i cui risultati sono stati trasmessi ad AMAP il 28 febbraio, sono risultate alcune presenze superiori a quelle consentite per Solfati e Alluminio ed altri agenti inquinanti. AMAP si è immediatamente attivata per la verifica della usabilità dell'acqua per uso umano, anche con interventi di maggiore clorazione, monitorando costantemente fino al 5 marzo e lungo tutta la rete di distribuzione interessata la qualità dell’acqua. Da tutti gli esami eseguiti in tutti i punti di presa e per tutti i giorni verificati risulta che “NON VI E’ ALCUN PROBLEMA DI CARATTERE MICROBIOLOGICO NELL’ACQUA DISTRIBUITA IN RETE”. Nonostante ciò, e non avendo potuto provvedere ad ulteriori esami autonomi successivi al 25 febbraio, l’ASP, ha richiesto in data odierna l’emissione di una Ordinanza sindacale che il Sindaco, quale autorità sanitaria cittadina non può non firmare. “Specialmente in una situazione di già grave nervosismo legato alla situazione sanitaria del paese – dichiara il Sindaco Leoluca Orlando – è auspicabile che da parte di tutti vi sia la massima collaborazione per non alimentare psicosi di alcun genere. L’AMAP controlla l'acqua distribuita in rete ogni singolo giorno, cosa che non avviene per tanti altri soggetti che vendono acqua presunta potabile. Sono certo che nessuno in Amap si sognerebbe mai di distribuire acqua non di qualità. Allo stesso tempo mi aspetto che l'azienda curi con maggiore attenzione la propria comunicazione, non essendo possibile che suoi uffici diffondano notizie parziali che generano allarme nella popolazione”.   I controlli sono stati effettuati nelle seguenti località: -        Serbatoio Petrazzi basso -        Serbatoio Petrazzi alto -        Fontana pubblica via San Lorenzo -        Fontana via Torre di Mondello -        Fontana viale del Fante -        Fontana Salita Belmonte -        Fontana piazza Tonnara -        Fontana piazza Vergine Maria -        Fontana via Morici -        Fontana via Carbone -        Fontana via Partanna Mondello -        Via Trabucco Dati forniti dal Presidente dell'Amap, dott. Alessandro Di Martino   Questo quanto recita l'ultimo comunicato ufficiale pervenuto dal Comune di Palermo.

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03 mar 2020

Segnaletica orizzontale e i palermitani

di Salvatore Galati

Oggi vi scriviamo della "normalità" di Palermo... Ci troviamo fra via Armando Diaz e via la Ferla, e come potete notare dalla foto di copertina gli incroci e i marciapiedi sono occupati dalle auto. L'Amat ha provveduto nelle ultime settimane a ripristinare la segnaletica orizzontale, ripassare le strisce pedonali e i vari "stop". Quello che non va è il palermitano che non rispetta il CdS. Facciamo notare che il controllo da parte della Polizia municipale è assente e difficilmente si è visto un carro attrezzi Amat che rimuova qualche auto che ingombra gli incroci. A farne le spese i pedoni che non posso attraversare in maniera sicura e non possono camminare nello spazio della strada a loro dedicato. Vogliamo avere un po' di civiltà? Incominciamo dalle cose più banali! Vi allego alcune foto:

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28 feb 2020

Spasimo: confermata necessità di abbattere albero nella navata

di Fabio Nicolosi

Purtroppo dell'albero dello Spasimo rimarranno solo le foto e i ricordi. ..."Si è provato in vari modi a salvarlo, ma il grande ailanto ha una cavità alla base che negli ultimi 6 anni è aumentata da 3 a 30 cm. E non può che ingrandirsi ancora perchè nel legno sano, come risulta da un’analisi effettuata dal prof. Livio Torta del dipartimento Saaf dell’università di Palermo, è presente un fungo agente di una carie bianca che produce laccasi: un enzima che degrada la lignina, il polimero che dà consistenza al legno degli alberi" A scriverlo è Giuseppe Barbera, uno dei più esperti agronomi in città nonché ex assessore al verde del comune. Vogliamo riportare l'intero post perché lo riteniamo una preziosa testimonianza: 1. Il grande ailanto dello Spasimo ha una cavità alla base che negli ultimi 6 anni è aumentata da 3 a 30 cm. E non può che ingrandirsi ancora perchè nel legno sano, come risulta da un’analisi effettuata dal prof. Livio Torta del dipartimento Saaf dell’università di Palermo, è presente un fungo agente di una carie bianca che produce laccasi: un enzima che degrada la lignina, il polimero che dà consistenza al legno degli alberi. Era un’informazione importante per confermare o meno le risultanze di precedenti analisi, visive e strumentali, di stabilità. Il dato ormai è inequivocabile: l’albero è a forte e crescente rischio di crollo. 2. Anche gli alberi invecchiano, si ammalano e muoiono. Sostegni, iniezioni di cementi o resine, ancoraggi e forme d’arte che vorrebbero approfittare delle sue spoglie non risolvono il problema, anzi, nel tempo, lo aggravano e da anni gli esperti di dendrochirurgia ne sconsigliano risolutamente l’applicazione. È inutile ogni forma di accanimento terapeutico. Anche per gli alberi è una forma di crudeltà. 3. A ridosso della chiesa c’è un grande terrapieno, nato sui bastioni delle mura urbane e divenuto, tra piante spontanee e piantagioni improvvisate, un disordinato giardino. Poco tempo fa una tempesta di vento ha schiantato un grande eucalipto su una casa, sfiorando una tragedia. Il successivo intervento ha eliminato molti degli alberi sopravvissuti e alcuni li ha orrendamente mutilati. Recuperare, con nuovi alberi accuratamente scelti e disposti, il giardino sarebbe il modo migliore per addolcire attenuare il rimpianto per un albero che non può esserci più ma era molto caro. 4. Spasimanti si erano nominati i cittadini che guidati da mio fratello Ferruccio si erano occupati nel 1995 della programmazione della serata inaugurale dello Spasimo finalmente ridato alla città con il concerto di Giovanni Sollima e, qualche mese dopo, la visita del Dalia Lama e di Richard Gere. Allora valutammo la piena stabilità dei tre ailanti nati tra le macerie. Due di questi nel 2013 caddero, senza preavviso e senza far danni. Quello rimasto aveva la piccola cavità che, sei anni dopo, ha decuplicato le sue dimensioni. Oggi i casi sono due o si tiene chiuso lo Spasimo in attesa di un impossibile recupero dell’albero o si interviene con l’abbattimento, compensando la perdita, certamente dolorosa, con un nuovo giardino. Per correttezza di informazioni riportiamo anche l'analisi di Emanuele Rinaldi, esperto di statica degli alberi: Non sono un amante della conservazione degli alberi ad ogni costo e sono convinto sostenitore della necessità di adottare tutte le misure, compreso un abbattimento, per la mitigazione del rischio tuttavia leggendo il comunicato dal sito web del Comune di Palermo nonchè ciò che scrive il mio prof. Barbera rimango perplesso sia per l'approccio metodologico che per le conclusioni affrettate. 1) Che l'analisi svolta in laboratorio dimostrasse la presenza di un fungo agente di carie bianca era una cosa piuttosto prevedibile nonchè scontata: era maggiormente utile piuttosto capire se la pianta avesse compartimentato ed isolato le lesioni perchè dai profili resistografici qualche dubbio resta ancora. Aggiungo, inoltre, che il prelievo con il succhiello di pressler è una pratica ormai in disuso, terribilmente invasiva, crea brutte ferite ai tessuti legnosi, rompe talvolta le barriere di compartimentazione costruite dalla pianta provocando anche la diffusione della carie.. insomma si fa quando sei all'ultima spiaggia, non di certo se hai intenzione di provare a preservare l'albero. NOTA BENE: la maggior parte degli alberi della città presentano carie bianca..occhio che con questo approccio si abbattono tutti; 2) il dato sull'incremento della cavità dal 2013 al 2019 lascia pure molti dubbi ed incertezze: basta usare una inclinazione diversa dello strumento ed ecco che i rilievi diventano assolutamente non confrontabili. La cavità censita al 2019 dovrebbe essere solo su un quadrante con gli altri 3 quadranti apparentemente sani, con una tasca di carie di dubbie dimensioni. Insomma una cavità di piccole dimensioni se rapportata all'enorme quantità di massa legnosa apparentemente senza lesioni; 3) Gli alberi schiantati nel 2013 presentavano lesioni totalmente diverse dal caso in questione (colletti cariati per oltre il 90 % del diametro totale) pertanto prenderli ad esempio non credo sia una cosa corretta, tutt'altro..un pò come dire di abbattere tutte le Phoenix dactylifera del palmeto di Villa Bonanno perchè ogni tanto se ne schianta una; 4)Non sono state eseguite delle ispezioni anche strumentali in quota e nulla sappiamo sulle branche se non delle mere ipotesi. Conclusioni Non ho idea se questa pianta meriti o meno di essere abbattuta. Certamente è deperiente tuttavia è' poco determinante sapere se la pianta sia deperiente (può anche disseccare senza schiantarsi), in un contesto, lo Spasimo, decadente se pur affascinante..piuttosto è fondamentale dimostrare se la pianta si possa schiantare oppure no perchè ancora adesso non lo si sa nè lo si può dimostrare con questo tipo di dettaglio. Nonostante quello che vogliono farvi credere si sa ancora ben poco, in realtà, su questo albero. Le certezze restituite ai cittadini sono solo delle ipotesi non dimostrate. Se si fosse adottato un processo rigorosamente scientifico e maggiormente efficace il Comune avrebbe fatto eseguire quello che ho chiesto sin dall'inizio ossia a) delle buone tomografie (sonica ed elettrica) per una quantificazione e misurazione certa delle lesioni (cavità, carie etc.), del legno sano e delle parti legnose che ancora presentano capacità di carico, b) prove di trazione (forse), c) ispezioni in quota anche strumentali etc. nel contesto della valutazione del rischio con la metodologia "Quantified Tree Risk Assessment". Nulla di tutto questo è stato fatto. Tempi di attesa: 14 giorni. A fine febbraio avremmo avuto i risultati, preso delle decisioni finali basate su dati inconfutabili (o quasi) e restituito lo Spasimo ai cittadini. Rimango fortemente amareggiato, non tanto perchè l'albero sarà abbattuto, ripeto, non ho idea se lo meriti o meno, piuttosto perchè ho sperato, invano, di innescare un processo di rinnovamento metodologico sullo studio della statica della strutture arboree come la valutazione del rischio connesso alla presenza di alberi nella mia città sulla scia della scuola fiorentina (Gigi Sani), torinese (Carmelo Fruscione) etc. ma che invece, qui a Palermo, stenta a decollare e rimane ancorata a logiche ormai antiquate e sorpassate. Ad maiora a tutti. Riportiamo anche il comunicato stampa del comune di Palermo: Su iniziativa della III Commissione consiliare presieduta dal Consigliere Caracausi, si è svolta ieri una riunione presso la Chiesa dello Spasimo, alla presenza di agronomi e botanici del Comune e dell'Università, nonché di una rappresentanza di associazioni ambientaliste. E' emerso che non vi sono alternative all'abbattimento dell'albero di Alianto che è cresciuto all'interno della navata, per la cui stabilità compromessa non vi sono alternative, non essendo ipotizzabili ancoraggi alla struttura del monumento. E' inoltre emerso che le stesse radici dell'albero, se non si provvederà alla rimozione, potrebbero arrecare danni alla struttura muraria rendendo ancora più grave un pericolo oggi contenuto. "Ne consegue - afferma il Presidente Caracausi - che occorre ripristinare le condizioni di sicurezza del sito mediante la rimozione dell'albero. Ove non si addivenisse ad una rapida decisione, la conseguenza è la chiusura dello Spasimo poichè non è pensabile effettuare mostre, spettacoli e matrimoni civili per cui vi sono continue pressanti richieste." Tutti gli agronomi e botanici presenti hanno convenuto infatti che le ulteriori analisi sui campioni di legno sano interessato dalla infezione fanno prevedere un avanzamento rapido del degrado con sempre maggiori e inevitabili rischi per la stabilità dell'albero. Anche la Soprintendenza ai Beni Culturali ha effettuato un sopralluogo ed ha accertato che l’ailanthus presenta un forte deterioramento dei tessuti legnosi e ne ha autorizzato l'abbattimento. A conclusione dell’incontro il Presidente Caracausi ha avanzato la proposta di avviare un concorso di idee con tutte le associazioni ambientaliste per disegnare il giardino sopra le mura dello Spasimo. La proposta è stata condivisa dal Capo Area alla Cultura dott. Verona, dal Prof. Raimondo e dai rappresentanti delle associazioni presenti che non chiedono altro che una forte attenzione per il verde nella nostra città. Il presidente Caracausi ed i consiglieri Amella, Ficarra e Giaconia presenti all'incontro insieme ai funzionari dell’Assessorato Ville e Giardini si sono fatti garanti di questo nuovo percorso già intrapreso. Commentando l'esito della riunione, il Sindaco ha affermato che "è certamente triste dover abbattere un albero e ancor di più un albero che è stato simbolo dello Spasimo e parte integrante del suo straordinario fascino. Questo intervento di messa in sicurezza renderà però possibile rilanciare l'attività di questo nostro splendido monumento, che mi auguro possa proseguire in collaborazione e sinergia con i tanti che hanno a cuore la nostra città."

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12 feb 2020

Al via la posa delle pietre frangiflutti al porticciolo di sant’Erasmo

di Fabio Nicolosi

Il molo di sopraflutto di Sant’Erasmo è realizzato con opera a gettata in scogli di varia pezzatura e mantellata in massi artificiali di calcestruzzo, risulta oggi completamente depauperato a causa degli eventi meteo marini e non più efficace a resistere all’azione del moto ondoso, per cui necessita di un generale intervento di rimessa in pristino, per il quale saranno utilizzati i materiali provenienti dai salpamenti. In particolare, il progetto prevede il salpamento dei massi in calcestruzzo esistenti al fine di rimettere in sagoma gli scogli esistenti con eventuale apporto di scogli di III e IV categoria, preparando in tal modo il letto di posa della mantellata, quindi sarà realizzata una berma al piede con scogli di IV cat. Infine, sarà realizzata la mantellata con utilizzo dei massi artificiali, da collocare in doppio strato e pendenza 3/2 dal basso verso l’alto. I massi in calcestruzzo che saranno utilizzati in via prioritaria saranno quelli provenienti dal limitrofo tratto di barriera radente ed a seguire quelli provenienti dal salpamento del molo sud. La testata sarà invece completamente realizzata con massi artificiali con medesima pendenza del corpo del molo. Il molo di sottoflutto, originariamente realizzato con scogli di varia pezzatura, sarà rimesso in sagoma con una berma a quota +1.00 m slm, tramite apporto di scogli di III e IV categoria e scarpate con pendenza 2/1. Ringraziamo ‎Domenico Dattolo per gli scatti:

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30 gen 2020

Mondello | Collocati i nuovi arredi

di Fabio Nicolosi

Sono iniziati ieri i lavori di sistemazione di nuovi arredi nella piazza di Mondello, coordinati dall'Assessorato al decoro urbano guidato dal Vicesindaco Fabio Giambrone. "In attesa che gli uffici portino a compimento la progettazione della riqualificazione complessiva della piazza- afferma il Sindaco - è importante che da parte dell'Assessorato si sia dato il via ad un primo intervento, con l'installazione di nuove panchine e fioriere cui si aggiungeranno altri piccoli miglioramenti prima dell'estate." L'iniziativa è commentata anche dal Presidente della Commissione consiliare per le attività produttive Ottavio Zacco che sottolinea l'importanza di "avviare un dialogo con i commercianti e i residenti per programmare la pedonalizzazione in vista della prossima stagione, strumento fondamentale per il rilancio economico e turistico della borgata."

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29 gen 2020

Grandi Stazioni | Continuano i lavori della nuova pavimentazione della Stazione Centrale

di Salvatore Galati

Vi avevamo annunciato l'inizio dei lavori per la nuova pavimentazione alla stazione centrale. I lavori sembrano andare spediti, dato che la data di consegna è fissata per il 17/02/2020. Manca da completare la parte che va dalla biglietteria (la parte iniziale) fino all'uscita per piazza Cupani o binario 10. Per la pavimentazione hanno utilizzato una marmo lucido, che si rispecchia bene con l'ambiente circostante. Dopo tanti anni di lavori al rilento la nostra amata Stazione Centrale sta rientrando negli standard italiani, certo mancano altri dettagli per completarla... Di seguito un collage di foto.

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