Segnalazione
26 apr 2018

Ponte Corleone, un ponte da attraversare delicatamente

di belfagor

In questi giorni il Ponte di Corleone  con i suoi problemi di staticità e con il suo progetto di raddoppio è tornato prepotentemente di attualità.  Vorrei riproporre un “vecchio” articolo sull’argomento che fu pubblicato il 1/09/2016 su MOBILITA PA  . Nonostante sono passati  quasi 2 anni mi sembra ancora attuale : Ponte Corleone, un ponte da attraversare delicatamente Poche sono le notizie sul ponte che sorgeva un tempo in questa zona e che permetteva l’attraversamento del fiume Oreto . Certamente , insieme al Ponte Ammiraglio, era uno dei più antichi . Si trovava sulla strada che collegava Palermo a Corleone, importante via di collegamento verso l’entroterra. Accanto a tale ponte sorgeva un convento di monache basiliane  con annessa chiesa, di origine normanna, dedicata alla Madonna dell’Oreto, costruita nel 1088 ( i resti di tale chiesa sono ancora visibili) . Il ponte andò distrutto nel 1720 a causa di uno straripamento del fiume. C’è da ricordare che nel passato l’Oreto era in parte navigabile e molto pescoso. Fino a cento anni fa, alla foce del fiume Oreto, si pescavano storioni lunghi quasi due metri. Due stupendi esemplari, pescati nel 1911, si trovano in mostra ancora nelle vetrine del museo di via Archirafi. Nel 1962 nella stessa zona dove sorgeva il vecchio ponte crollato, ne fu costruito un altro, che permise alla costruenda circonvallazione (pianificata negli anni  50 e prevista dal Piano regolatore generale di Palermo del 1962) di superare il fiume. Purtroppo tale nuovo ponte venne  progettato senza le due  corsie d’emergenze. Ciò ha determinato edetermina ingorghi quotidiani, soprattutto nelle ore di punta . Tale problema fu affrontato dal Comune, che progetto un sistema che permettesse di non interrompere il traffico dell’arteria. Tale  progetto prevedeva due piccoli ponti che  avrebbero affiancato quello principale, con una larghezza di circa 10 metri ed una lunghezza di quasi 200 metri. Nel 2006 finalmente vennero inaugurati i lavori in pompa magna, In un primo momento  i lavori procedettero speditamente . Il progetto prevedeva la costruzione di pilastri mentre il ponte vero e proprio sarebbe stato costruito a breve distanza e poi spostato in loco attraverso la valle dell’Oreto. In realtà il cantiere si è arenato abbastanza presto. Nel  Novembre 2008, dopo quasi 2 anni di cantiere ed a 1 anno dalla consegna  dell’opera, i lavori erano molto indietro. La  Cariboni s.r.l., la ditta che aveva vinto l’appalto  e che era stata anche incaricata di realizzare lo svincolo di via Perpignano, aveva grossi problemi finanziari , problemi che gli impedirono di completare l’opera. Nel  Dicembre  2008 il comune revoco l’appalto. Ma Il  ponte, attualmente,  in che condizione è ? Già nel 2004 ,in una relazione commissionata dal Comune, non godeva di ottima salute, soffrendo specialmente le vibrazioni dei grossi mezzi pesanti ( TIR, autobus ecc. ecc. ). A rigor di logica, in attesa dei lavori di manutenzione , si sarebbe dovuto vietare il transito di tali mezzi . Ma ciò non era possibile perché la Circonvallazione  rappresenta l’unica via di comunicazione veloce tra l’autostrada A19 Palermo-Cataniae l’autostrada A29 Palermo-Mazara del Vallo. Proprio per ovviare a tale problema negli anni 80 l’amministrazione comunale aveva previsto la creazione di una seconda arteria centrale sopraelevata. I primi lavori per tale opera cominciarono alla fine degli anni 80 con la costruzione di alcuni pilastri per tale sopraelevata. I lavori però furono abbandonati e i pilastri costruiti sono ancora visibili. Da allora il ponte,  che presentava già nel 2004 dei seri problemi strutturali,  non ha subito interventi manutentivi degni di nota. L’unica cosa che l’amministrazione comunale ha fatto è stata quella di  apporre dei cartelli di limite di velocità a …30Km /h.  Un po’ poco, non pensate?

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Articolo
21 giu 2016

L’Assemblea cittadina finisce MALE ! Ma le ZTL ritorneranno. Parola di sindaco

di Giulio Di Chiara

Avevamo il timore che finisse male, ma il risultato finale forse è stato pure peggio delle previsioni. L'epilogo è stato triste, l'avvio è stato carico di tensione, nel mezzo tanta superficialità da parte di tutti gli intervenuti. I presupposti: quando si indice un evento e lo si etichetta con una precisa forma di svolgimento, si crea negli uditori un'aspettativa. E' stata annunciata più volte come un'assemblea cittadina. E' stato una conferenza, anche tediante, accademica, neanche tanto strutturata. I primi 30 minuti sono stati caratterizzati da continue interruzioni di alcuni cittadini contrari alle ztl che, innervositi dalle lunghe presentazioni e dalle slides piene di tabelle, dati minuziosi e preamboli molto scientifici, hanno urlato più volte il loro disappunto direttamente verso i relatori e gli organizzatori dell'evento. Contestavano le modalità dei lavori, che prevedevano gli interventi del pubblico solo dopo la fine di tutte le presentazioni.  D'altronde, se si pubblicizza una assemblea cittadina.... Si è presto creato un coro "quasi" unanime anti interruzione. Ma chi c'era in sala?  Il 50-60% dei presenti era in qualche modo un relatore, un funzionario del comune, un assessore, un tecnico, un docente universitario. Poi qualche giornalista, che ha abbandonato l'evento in anticipo in quanto richiedeva soltanto l'intervista al sindaco, e qualche cittadino sparso qua e là. Gli interventi ? Niente da dire sulla scientificità dei contenuti. Si sono succeduti medici per spiegare gli effetti dell'inquinamento sul corpo umano, restauratrici per denunciare le croste nere sui monumenti, ex assessori al verde (per ribadire tutte le cose che erano state fatte, autocelebrazione), ingegneri universitari con tanto di grafici e analisi. Tanti contributi messi in fila che non avevano un filo conduttore e che saltavano di pala in frasca in base alla professionalità del relatore di turno. Mentre montava la rabbia e la noia in sala, venivano mostrate decine di foto sull' inquinamento dei monumenti o si spiegava l'alveolizzazione... la fotosintesi clorofilliana e la disposizione dei venti in città che favoriscono l'inquinamento. Dalle 16.00 alle 18.15 soltanto slides, parole e accademia.  La moderazione degli interventi? Inesistente. Ognuno parlava quanto voleva, dilungandosi anche oltre la soglia dell'attenzione umana. Dopo due ore di interventi, già alcuni avevano abbandonato la sala, compresi quei cittadini che avevano interrotto all'origine e chiedevano di parlare e avanzare la loro proposta. Il chiacchiericcio aumentava con il passare dei minuti. Al tavolo siedono il sindaco, l'assessore all'ambiente Marino, e il moderatore (?) Gianfranco Rizzo. Tra gli spalti si annoveravano gli altri assessori, tra cui Catania (mobilità e partecipazione), Evola, Ciulla, Arcuri (vicesindaco) etc. Poi tanti funzionari e alcuni consiglieri comunali, che hanno partecipato agli interventi "dal pubblico". Qui si apre un'altra pagina triste: il pubblico, i cittadini. Ma partiamo dai consiglieri comunali che sono intervenuti: dopo preamboli di ammiccamento verso le politiche comunali, qualcuno ha cercato di sedare i toni con parole di circostanza e apprezzamenti decontestualizzati. Qualcuno ha avanzato qualche critica. Nel frattempo erano quasi le 19.00 e l'attenzione diminuiva sensibilmente. Poi i cittadini.... Che tristezza: interventi vuoti, conditi di ignoranza in materia, richieste impossibili e accuse per problemi non a carico dell'amministrazione comunale. L'effetto è stato immediato, con sindaco, assessori e funzionari che sorridevano per le inesattezze che venivano diffuse. Se mai ci fosse stata l'occasione di avanzare delle richieste puntuali, si è dissolta davanti ai "lavori del tram che stanno distruggendo piazza Politeama" o delle lamentele al sindaco per la maleducazione di un autista dell'AST (che è di competenza regionale). Tutti comunque hanno fortemente contestato la forma dell'evento, lontano anni luce da un'assemblea cittadina. Orlando ci ha scherzato su nel suo monologo finale "come la chiamiamo? Assemblea, conferenza, incontro? Chiamatela come volete!" Qualche cittadino si è distinto per riflessioni acute sull'evento e sull'argomento, altri per domande che ovviamente non hanno ricevuto risposta! Si perchè, era fin troppo facile prevedere che le risposte non sarebbero mai state date. Si è lasciato sfogare i presenti, raccogliendo appunti nei block notes del sindaco, che poi, per tutta risposta, ha fatto la sua arringa finale in cui ha ribadito che il Comune se la prenderà con chi.. costruisce finte difficoltà di pagare 100 euro l'anno e ha Porsche e macchine costosissime e magari dà 100 euro ai posteggiatori abusivi. Di questi non mi voglio occupare. È un problema di coscienza: il Cga ci ha detto di far pagare al singolo il danno che produce alla collettività, danno illustrato da medici ed esperti. La Ztl si farà, ma mi pongo il problema di chi ha una Euro 0 e non ha i soldi per cambiare la macchina, e ha diritto al trasporto pubblico. È un problema sociale e come giunta lo affronteremo, perché io rappresento anche chi non può pagare. Utilizzeremo i fondi del Pon Metro per acquistare autobus a metano, abbiamo scommesso sul tram e andiamo avanti" Quindi, nel merito della ZTL: prima era una tassa per sostenere il tram, ora è un indennizzo alla città per chi reca danni alla collettività con la sua auto. A precisa domanda su quanto costa il tram all'AMAT, non c'è stata risposta. Non sapremo da loro se davvero il pagamento della ZTL servirà per salvare l'azienda di via Roccazzo. Se così fosse, si faceva prima a chiarirlo subito. In molti avrebbero compreso e tollerato. In merito alle modalità di ieri, stendiamo un velo pietoso. Non c'è stato dialogo, non ci sono state risposte alle domande, nessun verbale, nessuna moderazione, nessuna assemblea. Rimane solo la nostra registrazione video che trovate qui e quei cittadini che sono andati via ben prima che iniziasse il finto dibattito.  

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11 mag 2018

L’incrocio Leonardo Da Vinci – Via Uditore: i commenti (pro e contro) dei palermitani

di Giulio Di Chiara

E' stato aperto, poi chiuso, poi riaperto. L'incrocio in questione, quello che consente di attraversare trasversalmente via Leonardo Da Vinci al di sopra dei binari del tram venendo da via Uditore, è ancora oggetto di dibattito e critiche tra gli automobilisti e gli abitanti della zona. A incrocio chiuso, il flusso veicolare si sposta sul varco successivo più a monte, a incrocio aperto spesso si verificano blocchi e code come nella foto.   Abbiamo raccolto un pò di reazioni a caldo, direttamente dal nostro gruppo: - Ecco perché l'incrocio Leonardo da Vinci / Via Uditore va chiuso. È stata data la possibilità di attraversare regolarmente l'incrocio ma c'è sempre caos. A questo punto il Comune prenda atto del fallimento di questa scelta (per colpa di molti cittadini incivili) è chiuda l'incrocio. La possibilità è stata data ma non è stata apprezzata a quanto pare. (G. Enrico) - basterebbe mettere un vigile. .a Vienna i tram percorrevano 200 km di rete con semafori. parcheggi ai lati in strade più strette di corso Calatafimi. .e il biglietto è unico con le 6 linee di metro. ..una città con mobilità da fantascienza. (C. Cammarata) - Orlando ha risposto, con una mail dove reinoltrava la mia domanda alla Riolo, al presidente di Amat e all'ing. Rossi.. Speriamo di riuscire a chiudere questo incrocio contro i baronetti di zona (G. Tucci)  - il promotore della riapertura è stato il consiglio di quartiere in campagna elettorale per raccattare qualche voto!!! vergognatevi!!!! (R. Corrieri) - La verità è un'altra: da quando c'è questo maledetto ed inutile Tram tutta la zona, già incasinata, è diventata un caos!!! Girala come vuoi la mobilità, lo spazio per il traffico delle auto non basta più... e questo è risultato, grazie a scelte di dilettanti allo sbaraglio!!! (A. Alessi) - E' solo questione di visione, visto da dentro una macchina il tram è inutile, visto dal tram le macchine con gli autisti sono inutili. (M. Curcio) - Non è stata una scelta fallimentare è il palermosauro che è maleducato anche al volante ,vogliamo capire che la stragrande maggioranza della gente è incivile ? - La rotonda è un incubo, Peggio di così non poteva essere strutturata (M. Passalacqua) - In realtà io ci passo giornalmente... non riscontro la stessa problematica. Se succede quel che si evince dalla foto, spesso dipende dal traffico della rotonda. E in più i semafori non sono per niente sincronizzati (S. Sirchia) Gran parte dei commenti in questione bocciano la riapertura. Voi da che parte state?

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18 lug 2016

E’ possible chiudere al traffico automobilistico Porta Felice?

di Irexia

Il traffico veicolare sotto un monumento storico dovrebbe essere per quanto possibile evitato, foss'anche solo per non rischiare incidenti che coinvolgessero le antiche mura. Analizziamo la situazione attuale: le automobili che da corso Vittorio Emanuele devono immettersi al Foro Italico si trovano ad interrompere il flusso che proviene dalla Cala subito dopo una curva creando rallentamenti e ingorghi e, indubbiamente, costituiscono un fattore di rischio per chi da quella curva proviene e si trova costretto a rallentare e fermarsi o allargarsi sulla sinistra. Non si potrebbe concedere l'immissione in Via Cala esclusivamente da via mura della lupa? Qua l'afflusso delle auto provenienti da Corso Vittorio Emanuele avverrebbe su di un rettilineo, quindi in una situazione di piena sicurezza, dato che è garantita la visibilità. L'immissione in senso opposto, dalla Cala in corso Vittorio Emanuele, poi, continuerebbe ad avvenire, anche in questo caso in via esclusiva, da via Porto Salvo. Sostanzialmente, dal punto di vista del traffico non ci sarebbe alcun problema, perché di fatto la mia proposta comporterebbe semplicemente installare dei bollard davanti il monumento in questione in modo però da non consentire la sosta delle auto davanti la porta stessa (la visuale deve ovviamente rimanere sgombra in modo da consentire il libero godimento del monumento nonché del mare già da Porta Nuova), e nemmeno occorrerebbe cambiare i sensi di marcia! Semplice, no?  

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26 giu 2018

E Palermo capí l’importanza del ponte Corleone dopo la sua chiusura, ma il sindaco lo sa?

di Fabio Nicolosi

La foto soprastante non ci stupisce minimamente. Ci aspettavamo proprio ciò che si è verificato e quello che da giorni avevamo anticipato. Disagi, traffico, code, ritardi e una città nel più totale caos. Sono anni che cerchiamo di far capire all'amministrazione attuale l'importanza delle infrastrutture "prioritarie". Parliamo del ponte Corleone, ma anche dei sovrappassi pedonali, del sottopasso Perpignano, del collettore sud-orientale, della metro leggera. E intanto dagli uffici di Palazzo delle Aquile e dal polo di Via Ausonia spesso le nostre lamentele vengono ignorate. Palermo si è resa conto di quanto basti molto poco per creare il caos, un semplice restringimento di carreggiata per mandare in tilt un'intera città. C'è un rimedio? Adesso non più, i lavori vanno fatti, perché sono urgenti e perché per anni non si è intervenuto. Si poteva benissimo fare dei piccoli interventi per mitigare il problema, ma l'assenza di volontà politica e di programmazione ha fatto si che si è giunti al limite e seppur l'assessore Arcuri ha affermato che il ponte è sicuro, sarà sicuramente d'accordo nel dire che questi interventi non erano più rimandabili. In ogni post leggo: "Ma non è possibile effettuare i lavori solo la notte, cosi da ridurre i disagi?" Sicuramente si, ma chi li paga i costi extra? E sopratutto di quanto parliamo? Si, può essere una soluzioni come quella di aumentare i turni di lavoro, ma disagi sempre inevitabili. Ma cos'è un giunto? E perché è cosi importante la sua manutenzione? I giunti di dilatazione sono degli elementi che consentono i movimenti relativi di due parti strutturali adiacenti, garantendo nel contempo l'impermeabilità e la carrabilità del manto stradale. Da un punto di vista strutturale, il loro corretto funzionamento è fondamentale, soprattutto in zone climatiche dove si sviluppano elevati gradienti di temperatura, come appunto nella nostra città. Il giunto infatti permette alla struttura di subire le distorsioni termiche evitando la generazione di autotensioni che si svilupperebbero qualora queste fossero impedite. Costruttivamente possono essere realizzati in vario modo. La tipologia stradale più diffusa sono i giunti "a pettine", costituiti da elementi metallici disposti in configurazione complementare sulle due testate adiacenti, e da una scossalina disposta nella zona inferiore che garantisce l'impermeabilità del giunto. Quando invece sono previsti spostamenti relativi più ampi si ricorre a giunti di tipo elastomerico, in gomma e acciaio.In entrambi i casi, la manutenzione dell'elemento deve essere mirata per garantire l'integrità e l'impermeabilizzazione del giunto, che inevitabilmente sarà soggetto a sollecitazioni meccaniche continue. Infatti, il giunto rappresenta un elemento di discontinuità che, se non perfettamente sigillato, diventerebbe una zona di innesco per fenomeni di degrado sulle parti strutturali, come l'ossidazione delle barre di armatura e l'ammaloramento del calcestruzzo nelle testate delle travi che costituiscono l'impalcato. Inoltre, il continuo lavoro dei denti del giunto, potrebbe portare all'imbozzamento dello stesso, con conseguente disagio per chi transita sul ponte e pericoli per la circolazione stradale. Pertanto, la manutenzione del giunto deve essere programmata e continua, sia per allungare la vita utile del giunto, sia per garantire la sicurezza stradale e strutturale. (a cura di Giovanni M.)

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07 dic 2016

La ZTL rimane attiva: respinto il ricorso al TAR delle associazioni

di Fabio Nicolosi

EDIT: Inserita la sentenza I giudici amministrativi respingono il ricorso presentato dalle associazioni Bispensiero e Vivo Civile e dalle associazioni di categoria, da Confcommercio a Confartigianato. Secondo il tribunale il Comune, riducendo il perimetro, avrebbe garantito un adeguato numero di mezzi pubblici alternativi. Dopo l’avvio delle ztl posticipato al 15 aprile, il TAR aveva obbligato il comune a sospendere il rilascio dei nuovi pass fino a quando non si fosse espresso in merito. Il verdetto del TAR è stato pubblicato il 6 Aprile e da allora il comune ha dovuto mettere in atto le procedure per il rimborso dei pass, ma dal punto di vista legale ha preparato anche il ricorso al Consiglio di giustizia amministrativa che il 27 Maggio ha espresso parere opposto a quello del TAR. Dopo un'assemblea cittadina tra numerose polemiche e noiosi dati proiettati, il comune ha riprogettato la ZTL, e dal 9 Ottobre è entrata in vigore la famosa ZTL Centrale. Al comune si inizia già a gioire, primo tra tutti l'assessore alla mobilità Giusto Catania, che della ZTL ne ha fatto una questione personale che ha pubblicato il seguente tweet: Attendiamo dunque le dichiarazioni del sindaco, ma anche delle associazioni per capire quali saranno le prossime mosse di entrambi gli schieramenti. Intanto la certezza è che la ZTL rimane attiva. Ecco la sentenza:

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22 feb 2017

Palermo città più trafficata d’Italia e sesta in Europa per la sesta volta!

di Fabio Nicolosi

Palermo Capitale Del Traffico 2016! Benvenuti a Palermo, la città più congestionata d’Italia. Minuto più minuto meno, 149 ore di vita, nel 2016, sono state «rubate» agli automobilisti palermitani dai picchi del traffico, che hanno impiegato il 43 per cento di tempo in più (nel 2015 era 41%) per arrivare a destinazione rispetto allo stesso tempo che sarebbe occorso in una situazione normale. Percentuali che — secondo il rapporto «TomTom index 2017», letto dal Corriere in anteprima — pongono il capoluogo siciliano al sesto posto in Europa e al ventunesimo nel mondo, battendo anche megalopoli come Londra e Parigi. Non è andata meglio ai guidatori di Roma (40% di congestione) che, seppure al secondo posto in classifica, ha vinto la (poco invidiata) palma di città più trafficata nelle ore mattutine. Al terzo posto c’è Messina che, peggiorando dal 35 al 39 per cento, ha battuto Napoli (31%). Milano (30%), invece, ha «ceduto» la quinta posizione a Reggio Calabria (31%). Quindi, fra le prime dieci, ci sono Catania (29%), Taranto (28%), Bari (27%) e Firenze (26%). Analizzando i dati sorprende che Palermo si confermi per il sesto anno al vertice di questa classifica. Nel giro di pochi mesi in città sono state realizzate misure importanti per snellire il traffico: dall’introduzione della tramvia all’avvio della zona a traffico limitato per il centro storico, passando per il bike e il car sharing. Eppure la percentuale di congestione è addirittura aumentata: un vero e proprio paradosso. «I dati del rapporto ci stimolano a continuare a insistere sui provvedimenti che diminuiscono il traffico veicolare — spiega Giusto Catania, assessore cittadino alla mobilità — e a pianificarne di nuovi come altre linee di tram; aumentare la lunghezza delle piste ciclabili sino a 100 chilometri (malgrado la nostra giunta l’abbia portata da 12 a 37 chilometri). A questo si aggiungano l’ingrandimento delle aree pedonali; la più grande rete di car sharing pubblico d’Italia con mezzi anche per disabili; la terza flotta di bike sharing del Paese e, presto, arriveranno 70 nuovi autobus». Una politica che punta su nuove infrastrutture e pianificazione del futuro, che sembra però non pagare sul breve periodo.«Dobbiamo insistere e lavorare anche su un terzo elemento: la “pedagogia” dei cittadini — conclude Catania — e cioè informarli sulla presenza dei nuovi mezzi a disposizione per circolare convincendoli a lasciare nel box la propria auto. Infine, far capire a tutti che i disagi di oggi saranno i punti di forza di domani per ridurre le code. Non vuole essere una scusa ma credo che la congestione di oggi sia figlia anche dei tanti cantieri aperti per realizzare le opere che ho citato e altre infrastrutture come il passante ferroviario che attraverserà la città». Ma allora quel cambiamento culturale tanto osannato da Orlando e dai suoi assessori quando avverrà? Intanto attendiamo e godiamoci queste 149 ore di vita trascorse in auto. Nel merito non basta realizzare tram, passante ferroviario e anello ferroviario. Non ci si deve limitare alla costruzione delle grandi infrastrutture se poi non si "connettono" fra loro. Oggi l'integrazione tariffaria diventa essenziale per poter parlare di un servizio davvero capillare, rapido ed economicamente vantaggioso per l'utenza. Ciò è la condizione che riteniamo prioritaria per il trasporto pubblico a Palermo.

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