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01 giu 2020

Porto | Sette immobili saranno abbattuti per liberare la vista sul mare

di Fabio Nicolosi

Con l'obiettivo di riconfigurare integralmente il water front del Porto di Palermo, l'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale ha affidato i lavori per la demolizione di sette immobili che ostacolano la vista del mare ad esclusione delle palazzine che ospitano la Capitaneria di Porto e l'Agenzia delle Dogane, in corrispondenza del Varco Sammuzzo. Gli immobili sono "totalmente privi di valore storico e/o architettonico - si legge nel bando -, costruiti nell'ultimo quarantennio in modo disordinato senza seguire alcuna specifica tipologia costruttiva e con destinazione d'uso diversa da quella (impropria) alla quale sono oggi adibiti". Ad aggiudicarsi la gara è stata la "Patriarca Group srl" di Comiso che ha offerto un ribasso del 38,789% su una base d'asta di 674.610 euro, oltre a 9.387 euro per oneri della sicurezza non soggetti a ribasso. I lavori dovranno concludersi in 120 giorni dalla data di consegna con la pavimentazione dell'area. Con il nuovo appalto saranno demoliti l'ex sala pompe, il magazzino frigo, il locale ormeggiatori, gli uffici GNV, il deposito bagagli", l'ex "bar del porto" e il basamento del capannone "Atlantica" per una superficie complessiva stimata di 2.673 metri quadrati. Le demolizioni rientrano nel più ampio progetto di recupero del water front che si baserà sui risultati del concorso internazionale di idee bandito nel 2018 dall'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale per potenziare il porto di Palermo e aggiudicato al raggruppamento guidato dalla società Valle 3.0 di Roma, del quale fanno parte E.T.S. spa Engineering and Technical Service, De Biasio Progetti e Hipro. Il bando prevedeva la progettazione di due nuovi terminal, uno crocieristico e l'altro Ro-Ro, e di un edificio che funzioni da interfaccia tra la città e il porto. Ti potrebbe interessare anche: Porto di Palermo | Saranno demolite sei gru Porto di Palermo | Aggiudicato il concorso internazionale di idee Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali: Sito internet: http://palermo.mobilita.org Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679 Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA Instagram: https://www.instagram.com/mobilita.palermo Telegram: https://t.me/trafficoemobilitapalermo

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29 mag 2015

Degrado “sotto” piazza Indipendenza

di Alessandro Graziano

Per tutte le persone che passano spesso da Piazza Indipendenza e per i turisti, la piazza si mantiene in condizioni decorose. Non troppo sporca, un lieve strato di ordine, presenza di uffici regionali, una fermata del Passante Ferroviario a due passi dal Palazzo Reale e bei monumenti tutto attorno come Porta Nuova, la Cattedrale e  San Giovanni degli Eremiti. Ma è sotto la piazza, scendendo su via Colonna Rotta che il degrado regna indisturbato. Sul lato di piazza Indipendenza che costeggia la continuazione di Via Vittorio Emanuele che qui già diventa Corso Calatafimi la situazione è sconfortante. Anni fa per far posto al cantiere e alla galleria del passante ferroviario fu demolito un edificio in stile liberty. Bene noi siamo favorevoli a tali scelte se proprio necessarie per dotare la città di un servizio di trasporto, ma al posto dell'edificio oggi vi è una discarica abusiva in pieno centro. Oltre che le solite sterpaglie vista l'assenza di un servizio di cura degli spazi urbani. Affacciandosi dalla balaustra si può sia buttare qualsiasi cosa verso il basso che sorprendersi dello spettacolo da luogo incivile. Sotto terra non sappiamo se i cantieri procedano e a che ritmo ma sopra è uno scempio. Si parlava di realizzare in quest'area a cavallo tra via Colonna Rotta-Imera e piazza Indipendenza un insieme di scale ed aree a verde per permettere a turisti e non di raggiungere la piazza. In teoria poi nel vecchio progetto del PFP sopra l'area della futura fermata Imera Tribunale sarebbe previsto un parcheggio per i bus turistici. Nel frattempo rimane per i turisti (e per i cittadini ) uno spettacolo di degrado assoluto in un centro storico che ironia della sorte sembra sempre più periferia.  

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20 lug 2020

Allagamenti Circonvallazione, gli interventi in corso e le soluzioni

di Antony Passalacqua

Palermo - In questi giorni abbiamo letto un pò di tutto in merito i recenti allagamenti in città e più in particolare lungo determinati tratti della Circonvallazione. Esperti più o meno qualificati che l'indomani indossavano i panni di esperti in piste ciclabili e viceversa, o chi con soluzioni in tasca riempiva il web di informazioni  e argomentazioni molto discutibili. Una giungla dove dar spazio a libere interpretazioni. Oggi preferiamo dare parola a chi realmente ha le competenze e conoscenze, affinché possa divulgarsi una sana e corretta informazione. Affinché la gente abbia la consapevolezza vera e propria del problema e dei rischi ma soprattutto delle soluzioni. Perché anche la "politica" deve nutrirsi di scienza e conoscenza altrimenti diventa demagogia e incoscienza. E come abbiamo fatto in passato  in un precedente articolo , riportiamo una relazione dell’Ing. F. Marineo, noto esperto in ingegneria idraulica a Palermo. Ci viene spiegato il perché durante le avverse condizioni meteo si allaga spesso questa zona ma soprattutto cosa si sta facendo per porre "rimedio". Opere di protezione idraulica di prossima realizzazione.  Qualche giorno dopo l’evento alluvionale del 15 luglio, sembra utile informare che in atto sono in corso tre interventi che sicuramente contribuiranno, una volta realizzati, a migliorare significativamente la situazione, intercettando parte dei deflussi superficiali che provengono dalle zone di monte. Tutti e tre gli interventi avranno certamente una notevole efficacia per quanto riguarda la protezione idraulica di via Leonardo da Vinci e di piazza Einstein. È in corso (stato: aggiudicazione provvisoria) la gara per l'appalto dei lavori del collettore sudorientale che si originerà all'incrocio via Uditore - via Leonardo da Vinci, dove è previsto il primo pozzo di immissione nella galleria che costituirà il collettore profondo. Il secondo pozzo è previsto in via Nazario Sauro e su esso si devieranno parte delle acque di piazza Einstein che in atto, imboccano il collettore di via Leonardo da Vinci a valle della Circonvallazione. Nelle figure (stralci dalle planimetrie del progetto esecutivo in gara) le due aree la cui fognatura recapiterà integralmente nei pozzi che saranno realizzati. È in fase finale (stato: verifica della progettazione) l’iter di approvazione del progetto esecutivo delle opere per la “Razionalizzazione delle fognature della zona compresa tra la via Castellana e il Canale Passo di Rigano con l'eliminazione dei relativi scarichi fognari nel canale”. La rete in progetto drenerà un ampio settore urbanizzato e parte dei soprastanti versanti di monte Cuccio, tenuto conto della presenza del Canale Luparello (figura tratta dal progetto esecutivo). Gli scarichi indicati nel titolo del progetto sono quelli di piccola entità, relativi a sole acque nere, a servizio delle abitazioni che, confinate tra il canale e la via Roccazzo, non possono scaricare a gravità nel collettore esistente lungo questa via, trovandosi a quota inferiore. Con la realizzazione delle opere, l’intera rete (per acque miste: nere+meteoriche) recapiterà in un grande manufatto di sfioro che in occasione delle piogge scaricherà la portata, con modalità adeguate, nel Canale Passo di Rigano. Il manufatto è localizzato in adiacenza alla via Leonardo da Vinci nell’area prossima al fabbricato della stazione “Uditore” di quella che doveva essere la ferrovia Palermo Lolli - Camporeale. In tempo asciutto le acque reflue di origine domestica proseguiranno verso la fognatura a valle e raggiungeranno quindi il pozzo 1 di via Leonardo da Vinci prima indicato. È in corso la gara (stato: scadenza termini di presentazione 27 luglio p.v.) per la progettazione degli “Interventi di manutenzione canali di maltempo e sistemazione degli argini del Canale Passo Rigano”. Nell’ambito di tali interventi è prevista la realizzazione di una vasca di laminazione delle piene, localizzata lungo il Canale Luparello all’altezza di via Villini S. Isidoro. La presenza di questa vasca realizzerà una significativa protezione idraulica, alleggerendo le portate nel Canale Passo di Rigano e rendendolo quindi idoneo allo smaltimento di maggiori portate provenienti dal bacino a valle. Nella figura, tratta dai documenti di gara, è evidenziata la zona di via Leonardo da Vinci (rosso e arancio) in atto classificata a rischio idraulico per esondazione del Canale Passo di Rigano. Su questa area la realizzazione della vasca potrà esercitare una riduzione del rischio. Si tratta quindi di tre interventi i cui effetti avranno notevole efficacia per quanto riguarda piazza Einstein via Leonardo da Vinci, sia a monte che a valle della Circonvallazione. Al momento non sono in corso interventi specifici, con analoghe finalità, riguardanti viale Michelangelo e il sottopasso di via Lazio. Ricordiamo che poco a monte di questo nodo viario esiste il Canale Mortillaro, affluente del Canale Passo di Rigano. Il Canale Mortillaro ha origine dalle pendici a monte delle borgate di Mortillaro e Cruillas ed è completamente tombato nel tratto urbano. Esso quindi non riceve più i deflussi superficiali conseguenti alle piogge, intercettati dalla rete fognaria, nei limiti delle attuali capacità dei collettori esistenti. La acque di pioggia eccedenti tali capacità trovano nelle strade le uniche vie di deflusso. Come si vede dalla significativa figura tratta dai documenti di gara degli “Interventi di manutenzione canali di maltempo e sistemazione degli argini del Canale Passo Rigano”, i canali che costituiscono il “Sistema Passo di Rigano” hanno visto ridotto il loro bacino alle sole superfici montane non urbanizzate, evidenziate in figura con le relative curve di livello. Il “bianco” che accompagna i canali verso valle (la figura riporta il corso del Passo di Rigano sino all’altezza circa della via Sampolo) evidenzia come nelle aree urbanizzate la rete fognaria (artificiale) abbia preso il posto della rete idrografica naturale. Ciò comporta che i deflussi che in origine trovavano recapito nei canali, adesso proseguono verso valle, nei collettori o defluendo in superficie in caso di insufficienza di questi. Inoltre, la possibilità che una parte significativa dei volumi idrici di pioggia potessero essere smaltiti per infiltrazione naturale nei terreni è stata drasticamente ridotta per effetto delle impermeabilizzazioni (strade, tetti, ecc.) conseguenti a una urbanizzazione che definire selvaggia anche sotto questo aspetto è riduttivo. Ciò contribuisce a mantenere elevate le portate che si incanalano lungo gli assi viari, nella maniera che ormai tutti sappiamo. Una città che si sviluppa senza riguardo per il suo territorio oltre che brutta è pericolosa. Appare comunque opportuno, in relazione agli eventi del 15 luglio, sottolineare ancora una volta, come del resto è stato opportunamente fatto dai tecnici più qualificati, che si è trattato di piogge eccezionali, statisticamente associabili a tempi di ritorno dell’ordine di da 100 a 200 anni, quindi con bassissima probabilità di accadimento. Le fognature urbane sono progettate, con riferimento alle normative vigenti, per tempi di ritorno molto più contenuti. Soltanto per i collettori, i manufatti e gli impianti più importanti si fa riferimento a tempi di ritorno di 50 anni: il collettore sud orientale è stato dimensionato per questo tempo di ritorno. I collettori fognari ordinari sono progettati per tempi di ritorno da 10 a 30 anni. Infine, resta sempre valida la necessità, urgente, di dotare tutti i sottopassi, non soltanto quelli del viale Regione Siciliana, di impianti di allerta in grado di segnalare il pericolo, sino alla interdizione degli accessi, direttamente asserviti a livelli idrici nel sottopasso opportunamente individuati. Questa misura di prevenzione dovrebbe essere intesa come uno standard progettuale.        

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20 ago 2018

Reportage fotografico | Lo stato dei ponti sul fiume Oreto

di Fabio Nicolosi

La tragedia di Genova non può che aver creato un certo allarmismo. Sono sicuri i ponti su cui transitiamo? C'è un modo per prevenire crolli o cedimenti strutturali? Come sempre la soluzione a questi problemi è la manutenzione, infatti ogni esperto intervistato in questi giorni non a caso ripete che basta una costante e corretta manutenzione per evitare grandi disastri. Palermo ha la necessità cosi come Genova di alcuni ponti che permettono l'ingresso e l'uscita della città lato Messina, ma in che condizioni sono questi ponti su cui giornalmente transitiamo? Non siamo esperti in materia e anche se lo fossimo non è questa la sede per effettuare delle valutazioni, con questo articolo vogliamo quindi lasciare voi giudicare lo stato dei nostri ponti e agevolare il lavoro di tutti gli esperti che avranno voglia e tempo per esaminare le varie foto e i video e trarre le conclusioni. Abbiamo volutamente soffermato l'attenzione solo sui ponti sul fiume Oreto, perché sono i ponti che in caso di crollo taglierebbero la città in due. "Nei prossimi giorni, in occasione della pubblicazione di importanti gare d'appalto, cui si è lavorato negli ultimi mesi -dichiarano il Sindaco, Leoluca Orlando e l'Assessore alla Rigenerazione Urbanistica e Urbana, Emilio Arcuri - terremo una conferenza stampa per ricordare e descrivere quanto fatto dal 2013 ad oggi, in termini di ricerca fondi, progettazione ed esecuzione, materiale di lavori per la sicurezza ponti". Ponte di mare Costruito tra il 1777 e il 1778 Il Ponte unisce Via Ponte di Mare con Via Messina Marine e permette l’attraversamento della foce dell’Oreto. Fino agli anni 50 era affiancato da un Ponte ferroviario che permetteva al treno , della tratta a scartamento ridotto Palermo Corleone, di arrivare alla Stazione di Sant’Erasmo ( totalmente distrutta nel 1953 ) Ponte Oreto Il ponte collega le due parti di via Oreto. Concepito alla fine del Settecento, il Ponte Oreto è stato realizzato negli anni trenta del Novecento, in pieno ventennio fascista. Per questo motivo, sui suoi piloni si trovano alcuni fasci littori. Ponte Guadagna e Ponte Bailey Il ponte Guadagna è il ponte, pedonale, che permette alla via Guadagna di attraversare il fiume accanto alla Chiesa di Madonna Assunta già chiesa di Santa Maria delle Grazie. Realizzato originariamente in legno, negli anni cinquanta è stato sostituito con una struttura in cemento armato. Il ponte Bailey aperto il 9 aprile 1997. Voluto dal sindaco Leoluca Orlando, si trova nella zona della Guadagna ed è stato concepito per alleggerire il traffico nella zona fra l'ospedale Civico e il cimitero di Sant'Orsola. Prende il nome dall'ideatore, Donald Bailey. Ogni anno il comune corrisponde all'esercito italiano un canone di affitto per il noleggio della struttura. Un canone che si aggira intorno ai 1000euro/annui. Ponte Corleone È fra i più antichi, forse il più antico dei ponti che attraversano il fiume, ma le sue origini sono sconosciute. Collega le due parti di Viale Regione Siciliana. Fu costruito nel 1962. Nei mesi scorsi è stato interessato da importanti lavori di manutenzione ai giunti di dilatazione. Il 19 Marzo 2007 fu stipulato con la Cariboni il contratto per il raddoppio dello stesso e – “a seguito di grave inadempimento contrattuale” – la Giunta Comunale (epoca Cammarata) deliberò la rescissione dell’appalto il 30 maggio 2008. Il 6 ottobre 2010 viene notificato al Comune un atto di citazione in cui l’impresa chiede i danni poiché ritiene illegittima la risoluzione contrattuale. Il primo grado si conclude nel 2014 con ottimi segnali per Palazzo delle Aquile: il Tribunale civile di Palermo rigetta le domande avversarie e dispone una Ctu per la quantificazione del danno patrimoniale subìto dall’Amministrazione Comunale. Il costo iniziale era di 14 milioni di euro, mentre oggi ne servono 21. Qui la Cariboni lasciò i lavori al 15%, realizzando le “spalle” (vedi Foto) sul lato di fronte al Baby Luna. L’opera è importantissima poiché servirebbe a eliminare la strozzatura sul viadotto che attraversa il fiume Oreto. Nel 2005 una perizia di un tecnico avrebbe attestato la necessità di provvedere ad una manutenzione straordinaria (dal costo di altri 20 milioni). Sono stati trascurati i due ponti di recente costruzione e cioè il ponte bimodale costruito durante la realizzazione della linea 1 del tram di Palermo e il ponte ferroviario sopra la guadagna che è stato realizzato durante il raddoppio del passante ferroviario di Palermo

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03 giu 2020

Anello Ferroviario | Rimossi temporaneamente i binari dalla stazione “Imperatore Federico”

di Fabio Nicolosi

I lavori che vi mostriamo oggi riguardano degli interventi che RFI e la D'Agostino Costruzioni hanno concordato per permettere il minor impatto dei lavori dell'anello ferroviario sulla città e per permettere il risanamento di parte dell'infrastruttura ferroviaria tra le stazioni di Palermo Notarbartolo e Giachery Le foto sono state scattate nei pressi della stazione Imperatore Federico. Venendo incontro alla richiesta da parte della d'Agostino Costruzioni di utilizzo del sedime ferroviario come viabilità di cantiere per portare lo smarino dello scavo della parte di galleria "Ranchibile" sotto via Lazio verso l'area di stoccaggio a Sampolo (ex scalo ferroviario merci), sfruttando tale opportunità per il risanamento infrastrutturale RFI ha dapprima operato con una risanatrice per la rimozione dei binari, come testimonia la foto risalente a metà Maggio Successivamente ha messo a disposizione della D'Agostino il sedime evitando il continuo passaggio di mezzi pesanti da via Sicilia e zone limitrofe: Ringraziamo Giovanni V. e Giuseppe T. per le foto Quello che vi abbiamo appena descritto è il perfetto esempio di come i lavori possano fare da volano anche per lo sviluppo di altri cantieri, ottimizzando i tempi di blocco della linea e riducendo al minimo i disagi per i pendolari che al momento non possono usufruire del servizio proprio a causa di queste opere.

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02 giu 2015

INCONTRO | Giovedì presentazione dell’Anello Ferroviario

di Antony Passalacqua

Il Sindaco Leoluca Orlando, il vice sindaco Emilio Arcuri e gli assessori alla Mobilità, alle Attività Produttive e al Verde, Giusto Catania, Giovanna Marano e Franco Maria Raimondo, giovedì 4 giugno alle ore 17.30, presso la Sala Rossa del Teatro Politeama, parteciperanno a un incontro pubblico, promosso dall'Amministrazione comunale, nel corso del quale Rete Ferroviaria Italiana e Italferr illustreranno il progetto per la realizzazione dell'anello ferroviario nella  nostra città. Sono stati invitati il Consiglio comunale, i presidenti delle Circoscrizioni, gli ordini professionali, le categorie produttive e le organizzazioni sindacali.   Coloro che volessero porre eventuali domande all'Amministrazione comunale sul tema dell'Anello ferroviario, potranno farlo compilando il seguente modulo:

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04 nov 2015

FOTO | Tram, il nuovo terminal a Notarbartolo

di Antony Passalacqua

Vi mostriamo alcune immagini del nuovo terminal tranviario di piazza M. M. Boiardo (stazione Notarbartolo). I lavori stanno volgendo al termine, compresa l'installazione della catenaria (linea aerea). Si nota un varco lasciato appositamente aperto all'incrocio con via Notarbartolo proprio per consentire l'immissione rapida dei mezzi di soccorso all'interno della corsia tranviaria. Notarbartolo si appresta a diventare un importante snodo intermodale fra diversi mezzi di trasporto quali ferrovia (Passante e Anello Ferroviario ), tram, bus, car sharing e bike sharing.

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