Segnalazione
01 feb 2017

FOTO| Chiamare i vigili per colpa dei VIGILI: l’assurdo in via Dante

di Mobilita Palermo

Direttamente dal gruppo facebook di Mobilita Palermo, riprendiamo una segnalazione di D.Scalia circa la ciclabile in via Dante. L'immagine si commenta da sola e, se si aguzza l'occhio, è possibile scorgere un'ulteriore infrazione in alto con un camion che occupa "pericolosamente" lo spazio destinato alla corsia ciclabile con uno sportello aperto. In questi casi , un cittadino chi deve chiamare, la polizia municipale?

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30 gen 2017

Via Maqueda e centro storico ripavimentato: ciclabile si o ciclabile no?

di Giulio Di Chiara

Qualche giorno fa vi abbiamo annunciato la notizia relativa ai siti Unesco che saranno ripavimentati, grazie ai fondi del Patto per Palermo. Questi lavori coinvolgeranno anche il tratto di via Maqueda pedonale, nel tratto compreso tra il Teatro Massimo e i Quattro Canti, che di recente ha riscoperto il piacere della passeggiata e della chiusura quasi totale alle auto. Tuttavia in questo segmento oggi insiste una corsia ciclabile, delimitata sull'asfalto da segnaletica orizzontale. In questi mesi in tanti non si sono abituati a questa traccia per terra che di fatto dovrebbe garantire pista libera per i ciclisti. Non è sempre così in quanto molti palermitani non ne hanno ancora compreso la funzione oppure non la notano totalmente. Ma non è questo il punto su cui vogliamo soffermarci. Nell'ipotesi concreta che via Maqueda si rifaccia il look con una pavimentazione adatta ad un'area pedonale, ci chiediamo: che fine farebbe questa corsia ciclabile? Ricordiamo che questo tratto faceva parte di un anello più grande, mai completato, che includeva anche via Papireto. Dicevamo quindi: nel nuovo pavimento, ci starebbe una differenziazione per lasciare alle bici una corsia riservata? Non è un'idea nuova, ci mancherebbe. Si tratterebbe di armonizzare con il contesto questo segnale orizzontale, così come è stato fatto in questo esempio a Berlino. Come è evidente, si può delimitare un perimetro ben definito anche mantenendo un buon livello di gradevolezza della pavimentazione. Ci chiediamo: è il caso di via Maqueda? Lo spazio occupato attualmente dai marciapiedi verrebbero di fatto annessi per intero ad un unico piano di calpestìo, incrementando la larghezza dello spazio pedonale, che non avrebbe problemi ad ospitare una corsia per i velocipedi. Ma una volta pedonalizzata definitivamente la via, immaginiamo anche il proliferare di installazioni di arredi pubblici, tavoli e sedie delle attività commerciali. Voi cosa fareste, in un'ottica di progressiva chiusura dei principali assi del centro storico? Manterreste la corsia o valorizzereste la vocazione pedonale dell'intero spazio a disposizione?    

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08 nov 2016

La vernice per terra sancisce il definitivo fallimento dell’amministrazione sul tema “piste ciclabili”

di Giulio Di Chiara

Non bastava il raggiro sul nuovo "Piano della mobilità dolce" proclamato a Febbraio 2015 che annunciava una vagonata di  interventi su piste e corsie ciclabili, quasi del tutto irrealizzati. Adesso arriva il carico da 90, la corsia su via Libertà. Si, proprio quella corsia nata sui marciapiedi della via liberty che andava a sbattere sulle edicole preesistenti e che oltre a non essere utilizzata venne denigrata e sbeffeggiata da tutti i cittadini. Si lasciò che il tempo e le intemperie sbiadissero quelle due righe bianche tanto da screditarne l'esistenza. Cose di anni e anni fa. L'ingente incremento della mobilità ciclabile nel frattempo aveva alzato il livello del dibattito sulla ciclabilità tanto che l'amministrazione arrivò a parlare di piani di mobilità dolce poi presentati con tanto di slide e modelli di riferimento. Ma nel concreto, le vecchie piste tanto criticate sono ancora lì, uguali, vecchie, in parte sbagliate e abbastanza degradate. Qualche corsia nuova è stata creata con la vernice e nulla più. Il suggello finale di questa retata di interventi "a metà" è appunto il ritorno alle due strisce nei marciapiedi di decennale memoria. Soluzione brutta a vedersi, non funzionale e parente delle precedenti soluzioni adottate. Il tutto per dire che in via Libertà c'è una corsia ciclabile??? Nel tratto indicato dalla foto il meglio del peggio, con un passaggio pedonale trasformato in un attraversamento promiscuo e un'isoletta pedonale che soffoca tra pali della segnaletica, pali dell'illuminazione pubblica e cartelloni pubblicitari. La ciclabilità dovrebbe ridurre spazio alle auto, non ai pedoni, che nel caso specifico dovrebbero stare attenti al transito dei ciclisti. Per non parlare delle categorie come i diversamente abili.. Ma non vogliamo approfondire tanto questo tratto in particolare, non avrebbe senso. E' il progetto più ampio che ci spaventa. Il progetto che non c'è e che dopo quasi 5 anni di sindacatura è tornato indietro di 4 lustri con provvedimenti raffazzonati che dovrebbero dare il contentino alla popolazione. No, non è così caro sindaco e cari assessori. Si era intrapreso un percorso per migliorare, progredire. E invece ci riproponete le solite cose "arripizzate" per dirla alla palermitana. Avete perso 5 anni in cui potevate gettare le basi per dare anche ai ciclisti qualche infrastruttura decente senza prenderli per forza in giro con paroloni ad effetto. Ne bastava anche una in 5 anni, ma fatta bene. Oppure bastava dire che non sapevate cosa fosse una pista ciclabile. Sarebbe stato più apprezzato. Invece avete continuato a perpetuare questa pantomima per dire che qualcosa è stato fatto, a valle di proclami faraonici. Purtroppo su questo tema in particolare, il fallimento è totale. Alla fine dei 5 anni ci aspettavamo la chiusura con il botto, invece siete ritornati all'anno zero.    

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06 set 2016

L’assessore Catania fotografa il Cassaro e ignora il suo stesso provvedimento

di Mobilita Palermo

Nemmeno a farlo apposta, avevamo parlato (e segnalato) qualche giorno fa della corsia promiscua pedonale-ciclabile di Corso Vittorio Emanuele , evidenziando come la ciclabilità appunto sia fortemente compromessa per l'esigua larghezza della carreggiata e per gli svariati ostacoli presenti sul percorso. Un provvedimento molto superficiale che di fatto mostra come in questo caso al Comune non si siano posti minimamente il problema della fruibilità e della sicurezza degli utenti, in primis i ciclisti che dovrebbero transitare da lì facendo zig zag tra pedoni, panchine e cestini.   A conferma di tale negligenza, arriva puntuale un tweet dell'assessore alla mobilità, Giusto Catania, il quale durante la Festa dell'Onestà (che si è tenuta proprio al Cassaro lo scorso weekend)  ha lodato la pedonalizzazione di Corso Vittorio Emanuele immortalando (e forse ignorando) le decine di bancarelle di artigiani posizionate proprio lungo questo corridoio che in teoria sarebbe destinato a pedoni e bici. Diamo per assodato che gli artigiani abbiano ricevuto l'autorizzazione proprio da Palazzo delle Aquile, il che non fa che aggravare le cose. Si dirà che durante le manifestazioni spesso si utilizzano le aree pedonali. Ma occorre precisare una cosa: quella è ANCHE una corsia ciclabile, pertanto non è possibile occuparla, nè durante i feriali nè durante manifestazioni, mai. Al Comune devono chiarirsi le idee in merito, perchè stanno contribuendo ad una farsa di provvedimenti (già superficiali in sè) ulteriormente dimenticati e rinnegati dalla stessa amministrazione. Questo è un esempio emblematico. Ci sembra che proprio al Comune siano i primi a NON considerare questa corsia promiscua come tale e lo dimostrano i fatti. Ci piacerebbe che l'assessore (o chi per lui) prenda posizione in maniera chiara. La nostra proposta l'abbiamo lanciata nel precedente articolo, ovvero destinare una delle corsie ai pedoni e l'altra alle bici, senza mischiare i flussi. Ma qui il problema è ancora più a monte: perchè perpetuare provvedimenti spot, senza arte ne parte, solo per il gusto di dire che al Cassaro c'è una corsia ciclabile? Forse per far impennare il numeretto dei km di ciclabilità che ogni anno il Comune di Palermo proclama (e vende) ai suoi cittadini? Se le intenzioni sono queste, rimuovetela. Non serve a niente.

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05 set 2016

Corso Vittorio Emanuele: la corsia promiscua che “accontenta” solo i pedoni

di Giulio Di Chiara

Le piste ciclabili e le corsie a Palermo sono sempre sotto la lente d'ingrandimento. Palermo non ha una grande tradizione in tal senso e soltanto negli ultimi anni si è cominciato a pensare alla mobilità più dolce con provvedimenti vari, alcuni efficaci, altri no. Spesso le soluzioni adottate sono state smentite nel tempo con altri provvedimenti, così che per il cittadino è davvero difficile abituarsi a qualcosa che funziona. Dopo svariate modifiche, in Corso Vittorio Emanuele è nata una corsia ciclabile qualche tempo fa, che in teoria doveva essere parte di un anello ciclabile mai completata nel tratto di via Bonello. Dopo le recenti modifiche per le "ZTL" (anch'esse non entrate in vigore), ad oggi la strada è costituita da una corsia centrale parzialmente carrabile, e due corsie laterali promiscue per pedoni e ciclisti. La segnaletica è eloquente.   (tavolini lungo la corsia ciclabile, foto by Cino Dario) Transitando su una di esse con la bici ci si accorge di come in realtà, per un ciclista, percorrere quel segmento è molto difficile: in primis la promiscuità con i pedoni non agevola l'andatura di coloro che a bordo delle due ruote, preferiscono spostarsi nella corsia centrale. Ciò detto è auspicabile sempre uno spostamento molto lento per motivi di sicurezza. Ed a proposito di sicurezza che va evidenziato quanto segue: all'interno della corsia, come è visibile dalla foto, sono presenti panchine, cestini e fioriere che di fatto riducono ulteriormente lo spazio di manovra. Va da sè che un pedone è molto più agevolato, mentre per un ciclista il transito è molto pericoloso, con il rischio di urtare uno di questi ostacoli. C'è da chiedersi a questo punto se non sia il caso di separare pedoni e bici, destinandoli rispettivamente alle due corsie attualmente presenti, senza mischiarli e aumentando gli standard di sicurezza. Parola al comune.

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26 ago 2016

La corsia ciclabile per pedalare in una valle di lacrime

di Giulio Di Chiara

Avete mai percorso una corsia ciclabile? Noi si, ad esempio quella di via Dante. Una corsia ricavata direttamente nella carreggiata e delimitata dal cordolo a sinistra e dal marciapiede a destra. Una soluzione adottata in tante altre città e che funziona, se mantenuta. Purtroppo noi non sappiamo copiare, spesso non c'è comunicazione tra i settori comunali e il provvedimento di un assessorato finisce per smascherare le magagne e le carenze di altri settori, ad esempio quello della pulizia e della manutenzione stradale. Premesso che la soluzione spaziale potrebbe funzionare, qualora in queste corsie, a lato delle quali parcheggiano le auto, venisse prevista un'area di rispetto che consentisse agli automobilisti di aprire e chiudere gli sportelli in sicurezza, senza rischiare di colpire un ciclista in transito nella corsia. Ma per funzionare servono due concetti fondamentali: pulizia e sicurezza. Questa è la ciclabile di via Dante: immondizia dappertutto, rami non potati e manto stradale pieno di avallamenti e buche. Buche che, teniamo a precisare, sono spesso causate dall'inesistente livellamento tra i tombini e il manto bituminoso. Problemi e denunce perpetuate allo sfinimento a chi di competenza. Non c'è da fare nulla, chi asfalta le strade, non sa fare o non fa le cose per bene, DA SEMPRE! Vetro, buche, immondizia..... che ci aspettate a pedalarci sopra?

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01 lug 2016

Vi ricordate le piste ciclabili? Noi no!

di Giulio Di Chiara

Più di un anno fa, precisamente a Febbraio 2015, lo squillo di trombe comunali annunciava il nuovo Piano della Mobilità Dolce, che venne presentato alla Fonderia Oretea alla presenza di assessori e funzionari in occasione della seconda giornata di consultazione. La grande rivoluzione annunciata fu un piano di azioni che prevedeva interventi a varia scala. A quei tempi (e anche ora) il cuore della vicenda era soprattutto la ciclabilità e le infrastrutture per essa. In particolare venivano criticate le piste ciclabili esistenti, spesso invase dalle auto e strutturate in maniera alquanto dubbia. Proprio in quell'occasione vennero mostrati (su carta) svariati nuovi percorsi e annunciati i lavori di recupero e valorizzazione delle piste già esistenti. Step e consegne entro 6 mesi, 1 anno, 2 anni, oltre 2 anni. Ci saranno scelte di tipo manutentivo, cercando di recuperare e rendere più visibili le piste esistenti. Realizzazione di nuove piste Individuazione di alcune corsie preferenziali per il bus da destinare anche a corsie ciclabili. La selezione avverrà seguendo quelle corsie dove la frequenza del tpl è più scarso. Nuove piste? Non chiamiamole "piste", ma corsie ricavate sulla carreggiata stradale: si pensi a quella recentemente istituita alla Favorita (senza segnalazioni catarifrangenti) o la promiscua su Corso Vittorio Emanuele. Le piste ciclabili sono altra cosa e non abbiamo mai avuto contezza di un nuovo progetto. Corsie preferenziali dei bus: via Dante a scendere, viale Strasburgo tra villa Adriana e svincolo Belgio. E quelle esistenti? Sono ancora lì, con le mattonelle color salmone a prendere il sole, con svariate ringhiere distrutte e il ricordo di interventi di recupero annunciati ma mai programmati e eseguiti. Ad oggi non sappiamo nemmeno quali erano gli interventi previsti. Chissà se esistevano davvero. Da qualche giorno la pista ciclabile di via Lincoln è oggetto di altri lavori (acquedotto?), con tanto di martelli pneumatici che scavano e rompono la pavimentazione. Altro che piano...

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