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28 set 2017

FOTO| La corsia ciclabile di viale Del Fante raggiunge Case Rocca

di mobilita

Diamo uno sguardo alla corsia ciclabile che è pressochè definita lungo il viale che costeggia gli impianti sportivi. Come visibile dagli scatti, si è proceduto a garantire una doppia corsia di marcia, delimitata da marciapiedi e da un cordolo, opportunamente rialzato. Interessante la soluzione adottata, in cui dei cubetti cementizi colorati evidenziano in giallo il perimetro della corsia. Ad oggi il percorso è stato organizzato sino all'area verde di Case Rocca, adiacente lo stadio delle Palme. In quel punto la strada si restringe eccessivamente e non vi è possibilità di prosecuzione in linea retta. Probabilmente questo sarà il segmento finale di un tracciato che ha la sua origine all'altezza del bowling e della porta d'ingresso all'area della Favorita. Ribadiamo come non sia chiaro se questo percorso rientri all'interno di un piano di corsie più ampio. Al momento è un rettilineo, sicuramente meglio organizzato di altre "corsie" cittadine, che attraversa la stessa strada. Vi lasciamo ad altri due scatti.  

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31 lug 2017

La ciclabile di viale Del Fante non accontenta tutti: intervento senza un “progetto”. I vostri commenti più significativi..

di Giulio Di Chiara

Questa foto postata da un membro del gruppo facebook "Mobilita Palermo" ha scatenato un flusso di commenti non indifferente che vogliamo riprendere per provare a stilare una valutazione di merito sul provvedimento. Ma partiamo da alcune vostre riflessioni, che senza dubbio denotano differenze di vedute e racchiudono gran parte delle valutazioni espresse: "Perché il Marciapiede è per i pedoni. Mentre la strada e per i mezzi. Considerata la larghezza della via, è più logico così." " Parlo da ciclista...Senza considerare che ci siamo asciugati un km di parcheggio?quel marciapiede è enorme per la densitá che c'è di pedoni.. Considerando che dall'altra parte è grande tanto quanto...è cosi complicato trovare quando possibile soluzioni soddisfacenti per tutti?" "Da ciclista... Da ciclista dovrebbe solo apprezzare. Ma la realtà è che è automobilista e pensa solo ai parcheggi, 3 post su 3." "Purtroppo è monodirezionale" "Il marciapiede non mi sembra abbastanza largo per pedoni e bici in sicurezza. Comunque dobbiamo essere contenti che finalmente per le bici stanno usando uno spartitraffico robusto e più difficile da ignorare."   Dove sta la verità? Probabilmente nel mezzo, come al solito. Sicuramente è vero che una corsia ciclabile è meglio di una sede promiscua in cui auto, moto e ciclisti si mischiano senza troppa disciplina. Sotto questo punta di vista, ci sentiamo di dire che la sicurezza aumenterà. Guardando però il provvedimento un pò più da lontano, sorgono due riflessioni: la prima è relativa al contesto. Si è istituito un tratto di corsia totalmente sconnesso da un ipotetico tracciato più ampio (che in realtà non esiste). Come scriveva qualcuno, una corsia mono direzionale è utile solo a metà se non si innesta in altri percorsi e se non concepita come un percorso quasi obbligato per attraversare una parte di città tramite una "bicipolitana" di superficie. Siamo ancora ben distanti dal concetto di "rete ciclabile" che consenta spostamenti "completi" da un punto di partenza A ad un punto di destinazione B. Si continua a procedere per interventi puntuali e sporadici. Non si vede la visione di insieme, l'obiettivo finale. La seconda riflessione è più "politica": questa stessa amministrazione, in continuità con il precedente quinquennio, continua a disattendere il piano della mobilità dolce da lei stessa diramato e che criticammo apertamente in questo articolo: in pompa magna si annunciarono interventi di vario genere per ampliare la "rete ciclabile" cittadina. Interventi manutentivi sulle "piste"(?) già esistenti (ci si riferisce ai mattoni rosa sui marciapiedi), nuove piste e corsie. Sulle preesistenti "piste"sul marciapiede destinate alle bici non registriamo UN SOLO intervento di razionalizzazione e ampliamento della sede ciclabile. Tutto è rimasto invariato, ovvero mattoni rosa posti su un marciapiede, per nulla protetti e/o segnalati opportunamente. Stesso discorso per le "nuove piste", se consideriamo una pista ciclabile quell'infrastruttura progettata e realizzata secondo dei canoni tecnici ed estetici ben precisi. Dunque rimane soltanto qualche nuova "corsia" e nulla più. Speriamo che con queste ulteriori riflessioni, ognuno di voi possa farsi un'idea ancora più chiara sulla situazione generale per valutare il singolo provvedimento. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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28 feb 2017

Una nuova pista ciclabile collegherà la Bandita a via Archirafi

di Giulio Di Chiara

Il PonMetro, questo enorme contenitore di fondi pubblici che saranno a disposizione dei comuni metropolitani, Palermo incluso, regalerà alla nostra città una nuova pista ciclabile lungo la costa sud di Palermo. In particolare, come si legge nell'apposita scheda comunale, l'intervento propone da una parte il recupero dell'esistente pista ciclabile su via Messina Marine, dall'altra la realizzazione di un nuovo tratto su via Tiro a Segno. In particolare si parla di: attrezzaggio del tratto di pista ciclabile esistente su via Messina Marine, la realizzazione del tratto che da via Messina Marina attraverso via Tiro a Segno arriva in via Archirafi, con la conseguente ricucitura dei tratti isolati e la messa a sistema della pista ciclabile. Si prevedono, lungo il percorso, una serie di interventi relativi all’arredo urbano, l’implementazione della segnaletica illustrativa delle emergenze storiche, paesaggistiche, ecc., dei servizi e dei nodi di interscambio, la realizzazione di stazioni di bike sharing ,di aree di sosta attrezzata, di ciclofficine. Ammettiamo di non comprendere cosa si intenda per "attrezzaggio" del tratto di via Messina Marine e non si evince altresì che genere di infrastruttura verrà fuori, in quanto la progettazione è in corso, secondo quanto riportato nel cronoprogramma. Di certo, quella attuale non è mai stata una pista ciclabile... L'intervento dovrebbe essere completato entro i primi mesi del 2020, per un importo complessivo di 2.300.000 euro. Visto che la progettazione è ancora in corso, auspichiamo che si impari dagli errori del passato, scongiurando le ennesime corsie ricavate da pavimentazioni anonime, non protette e non opportunamente segnalate. Voi che raccomandazioni dareste ai progettisti? (foto by http://www.pisteciclabilipa.altervista.org)    

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Segnalazione
01 feb 2017

FOTO| Chiamare i vigili per colpa dei VIGILI: l’assurdo in via Dante

di Mobilita Palermo

Direttamente dal gruppo facebook di Mobilita Palermo, riprendiamo una segnalazione di D.Scalia circa la ciclabile in via Dante. L'immagine si commenta da sola e, se si aguzza l'occhio, è possibile scorgere un'ulteriore infrazione in alto con un camion che occupa "pericolosamente" lo spazio destinato alla corsia ciclabile con uno sportello aperto. In questi casi , un cittadino chi deve chiamare, la polizia municipale?

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30 gen 2017

Via Maqueda e centro storico ripavimentato: ciclabile si o ciclabile no?

di Giulio Di Chiara

Qualche giorno fa vi abbiamo annunciato la notizia relativa ai siti Unesco che saranno ripavimentati, grazie ai fondi del Patto per Palermo. Questi lavori coinvolgeranno anche il tratto di via Maqueda pedonale, nel tratto compreso tra il Teatro Massimo e i Quattro Canti, che di recente ha riscoperto il piacere della passeggiata e della chiusura quasi totale alle auto. Tuttavia in questo segmento oggi insiste una corsia ciclabile, delimitata sull'asfalto da segnaletica orizzontale. In questi mesi in tanti non si sono abituati a questa traccia per terra che di fatto dovrebbe garantire pista libera per i ciclisti. Non è sempre così in quanto molti palermitani non ne hanno ancora compreso la funzione oppure non la notano totalmente. Ma non è questo il punto su cui vogliamo soffermarci. Nell'ipotesi concreta che via Maqueda si rifaccia il look con una pavimentazione adatta ad un'area pedonale, ci chiediamo: che fine farebbe questa corsia ciclabile? Ricordiamo che questo tratto faceva parte di un anello più grande, mai completato, che includeva anche via Papireto. Dicevamo quindi: nel nuovo pavimento, ci starebbe una differenziazione per lasciare alle bici una corsia riservata? Non è un'idea nuova, ci mancherebbe. Si tratterebbe di armonizzare con il contesto questo segnale orizzontale, così come è stato fatto in questo esempio a Berlino. Come è evidente, si può delimitare un perimetro ben definito anche mantenendo un buon livello di gradevolezza della pavimentazione. Ci chiediamo: è il caso di via Maqueda? Lo spazio occupato attualmente dai marciapiedi verrebbero di fatto annessi per intero ad un unico piano di calpestìo, incrementando la larghezza dello spazio pedonale, che non avrebbe problemi ad ospitare una corsia per i velocipedi. Ma una volta pedonalizzata definitivamente la via, immaginiamo anche il proliferare di installazioni di arredi pubblici, tavoli e sedie delle attività commerciali. Voi cosa fareste, in un'ottica di progressiva chiusura dei principali assi del centro storico? Manterreste la corsia o valorizzereste la vocazione pedonale dell'intero spazio a disposizione?    

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08 nov 2016

La vernice per terra sancisce il definitivo fallimento dell’amministrazione sul tema “piste ciclabili”

di Giulio Di Chiara

Non bastava il raggiro sul nuovo "Piano della mobilità dolce" proclamato a Febbraio 2015 che annunciava una vagonata di  interventi su piste e corsie ciclabili, quasi del tutto irrealizzati. Adesso arriva il carico da 90, la corsia su via Libertà. Si, proprio quella corsia nata sui marciapiedi della via liberty che andava a sbattere sulle edicole preesistenti e che oltre a non essere utilizzata venne denigrata e sbeffeggiata da tutti i cittadini. Si lasciò che il tempo e le intemperie sbiadissero quelle due righe bianche tanto da screditarne l'esistenza. Cose di anni e anni fa. L'ingente incremento della mobilità ciclabile nel frattempo aveva alzato il livello del dibattito sulla ciclabilità tanto che l'amministrazione arrivò a parlare di piani di mobilità dolce poi presentati con tanto di slide e modelli di riferimento. Ma nel concreto, le vecchie piste tanto criticate sono ancora lì, uguali, vecchie, in parte sbagliate e abbastanza degradate. Qualche corsia nuova è stata creata con la vernice e nulla più. Il suggello finale di questa retata di interventi "a metà" è appunto il ritorno alle due strisce nei marciapiedi di decennale memoria. Soluzione brutta a vedersi, non funzionale e parente delle precedenti soluzioni adottate. Il tutto per dire che in via Libertà c'è una corsia ciclabile??? Nel tratto indicato dalla foto il meglio del peggio, con un passaggio pedonale trasformato in un attraversamento promiscuo e un'isoletta pedonale che soffoca tra pali della segnaletica, pali dell'illuminazione pubblica e cartelloni pubblicitari. La ciclabilità dovrebbe ridurre spazio alle auto, non ai pedoni, che nel caso specifico dovrebbero stare attenti al transito dei ciclisti. Per non parlare delle categorie come i diversamente abili.. Ma non vogliamo approfondire tanto questo tratto in particolare, non avrebbe senso. E' il progetto più ampio che ci spaventa. Il progetto che non c'è e che dopo quasi 5 anni di sindacatura è tornato indietro di 4 lustri con provvedimenti raffazzonati che dovrebbero dare il contentino alla popolazione. No, non è così caro sindaco e cari assessori. Si era intrapreso un percorso per migliorare, progredire. E invece ci riproponete le solite cose "arripizzate" per dirla alla palermitana. Avete perso 5 anni in cui potevate gettare le basi per dare anche ai ciclisti qualche infrastruttura decente senza prenderli per forza in giro con paroloni ad effetto. Ne bastava anche una in 5 anni, ma fatta bene. Oppure bastava dire che non sapevate cosa fosse una pista ciclabile. Sarebbe stato più apprezzato. Invece avete continuato a perpetuare questa pantomima per dire che qualcosa è stato fatto, a valle di proclami faraonici. Purtroppo su questo tema in particolare, il fallimento è totale. Alla fine dei 5 anni ci aspettavamo la chiusura con il botto, invece siete ritornati all'anno zero.    

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06 set 2016

L’assessore Catania fotografa il Cassaro e ignora il suo stesso provvedimento

di Mobilita Palermo

Nemmeno a farlo apposta, avevamo parlato (e segnalato) qualche giorno fa della corsia promiscua pedonale-ciclabile di Corso Vittorio Emanuele , evidenziando come la ciclabilità appunto sia fortemente compromessa per l'esigua larghezza della carreggiata e per gli svariati ostacoli presenti sul percorso. Un provvedimento molto superficiale che di fatto mostra come in questo caso al Comune non si siano posti minimamente il problema della fruibilità e della sicurezza degli utenti, in primis i ciclisti che dovrebbero transitare da lì facendo zig zag tra pedoni, panchine e cestini.   A conferma di tale negligenza, arriva puntuale un tweet dell'assessore alla mobilità, Giusto Catania, il quale durante la Festa dell'Onestà (che si è tenuta proprio al Cassaro lo scorso weekend)  ha lodato la pedonalizzazione di Corso Vittorio Emanuele immortalando (e forse ignorando) le decine di bancarelle di artigiani posizionate proprio lungo questo corridoio che in teoria sarebbe destinato a pedoni e bici. Diamo per assodato che gli artigiani abbiano ricevuto l'autorizzazione proprio da Palazzo delle Aquile, il che non fa che aggravare le cose. Si dirà che durante le manifestazioni spesso si utilizzano le aree pedonali. Ma occorre precisare una cosa: quella è ANCHE una corsia ciclabile, pertanto non è possibile occuparla, nè durante i feriali nè durante manifestazioni, mai. Al Comune devono chiarirsi le idee in merito, perchè stanno contribuendo ad una farsa di provvedimenti (già superficiali in sè) ulteriormente dimenticati e rinnegati dalla stessa amministrazione. Questo è un esempio emblematico. Ci sembra che proprio al Comune siano i primi a NON considerare questa corsia promiscua come tale e lo dimostrano i fatti. Ci piacerebbe che l'assessore (o chi per lui) prenda posizione in maniera chiara. La nostra proposta l'abbiamo lanciata nel precedente articolo, ovvero destinare una delle corsie ai pedoni e l'altra alle bici, senza mischiare i flussi. Ma qui il problema è ancora più a monte: perchè perpetuare provvedimenti spot, senza arte ne parte, solo per il gusto di dire che al Cassaro c'è una corsia ciclabile? Forse per far impennare il numeretto dei km di ciclabilità che ogni anno il Comune di Palermo proclama (e vende) ai suoi cittadini? Se le intenzioni sono queste, rimuovetela. Non serve a niente.

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