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07 apr 2017

La bonifica del fiume Oreto danneggia i volatili?

di Fabio Nicolosi

EDIT 2: Nel pomeriggio la Forestale ha diffuso un comunicato stampa in cui afferma di aver bloccato i lavori e smentisce il comune EDIT: Con riferimento alla falsa notizia riportata stamattina da una testata giornalistica locale e dall'Agenzia ANSA seconda la quale "sono stati bloccai dagli uomini della forestale i lavori di pulizia del fiume Oreto" perché l'amministrazione "doveva richiedere i pareri di valutazione di incidenza ambientale" si sottolinea che detta notizia è destituita di qualsiasi fondamento e che i lavori proseguono e proseguiranno senza interruzione. Gli Agenti della Guardia Forestale, recatisi oggi pressi gli uffici del Comune, hanno infatti costatato la assoluta correttezza del procedimento amministrativo in quanto i lavori in questione sono unicamente oggetto di comunicazione e non soggetti ad autorizzazione. Nessun provvedimento è stato quindi intrapreso per l'interruzione dei lavori. Dopo l'avvio dei lavori di bonifica del fiume Oreto era apparso sui social una protesta da parte della Lipu Sezione di Palermo che consigliava di sospendere i lavori: In merito alla “bonifica” (così soprannominata dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando) del fiume Oreto che sta avvenendo in questi giorni per protrarsi anche nelle prossime settimane, la Lipu di Palermo esprime pareri molto duri e contrastanti. Raso al suolo tutto il verde che faticosamente era cresciuto dopo l’ultima “bonifica” fatta nel 2005. Già distrutte le nidificazioni in atto di specie peculiari dell’ambiente fluviale come la gallinella d’acqua, l’usignolo di fiume e probabilmente anche il corriere piccolo (Charadrius dubius), oltre a tutti gli altri passeriformi largamente diffusi nel corso d’acqua come fanelli, cardellini, passeri e ballerine gialle. Compromesse anche alcune popolazioni di rettili e anfibi come la rana verde e la natrice dal collare. Dura la posizione della Lipu - Il Comune rischia una denuncia per violazione delle normative vigenti sulla tutela della fauna nidificante - dichiara Giovanni Cumbo, Delegato della Lipu di Palermo - Uova, nidi e nidiacei sono protetti dalla legge 157/92 ( Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio). Nulla da obiettare ad interventi anche di bonifica come l’intervento sulla sicurezza, valutando però, come prevede la legge, specie per i corsi d’acqua, la valenza naturalistica dei posti. Ormai da alcuni anni – continua Giovanni Cumbo - stiamo monitorando costantemente il tratto cittadino del fiume constatando la netta ripresa della fauna nidificante e svernante. Nel periodo invernale, infatti, il fiume si riempie di uccelli che scendono dal nord Europa per passarvi qui i mesi freddi, come gabbiani comuni, cormorani e varie specie di aironi. Nell’ultimo inverno, grazie alla rigogliosa vegetazione, i volontari Lipu hanno osservato anche alcune specie particolari di uccelli acquatici come il beccaccino, l’alzavola, il mestolone e il fischione. Un visitatore invernale è anche l’aquila minore. Avvistato qualche anno fa addirittura un fenicottero che portava tra l’altro un anello alla zampa, e dalla lettura dell’anello con un cannocchiale è stato constatato che provenisse dalla Spagna! Il luogo è inoltre frequentato in tutta la bella stagione da centinaia di rondini, ed è anche luogo di caccia di rapaci come la poiana e il gheppio. La Lipu, dunque, chiede al Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, di non utilizzare inutili quanto devastanti e costose ruspe ed altri mezzi pesanti direttamente nell’alveo fluviale. La pulizia di detriti e rifiuti può avvenire benissimo senza bisogno di asportare la vegetazione. Non è corretto parlare di piante e alberi infestanti – spiega ancora Cumbo -, non è rimuovendo la vegetazione che si migliora il decoro urbano (così come si sta facendo per le alberature stradali), ma incrementandola. La Lipu, inoltre, s’informerà se il Comune abbia tutte le autorizzazioni necessarie per compiere questo tipo di lavori. Ed ecco cosa hanno risposto dal Comune: Con riferimento alle proteste di una associazione circa i lavori di pulizia, dragaggio e manutenzione idraulica dell'alveo del fiume Oreto, si precisa che nessun intervento è in corso sulla vegetazione che è parte del bacino idrico naturale. I lavori si svolgono in particolare nel tratto dell'alveo che è stato cementificato negli anni '50 e dove, sul calcestruzzo, si sono accumulati ingenti quantità di sedimenti instabili e rifiuti, sui quali si è sviluppata una vegetazione infestante. L'accumulo di questi materiali determina condizioni di rischio idraulico e per altro si tratta di sedimenti soggetti a smottamenti nel caso di piogge intense con aumento della portata idrica. Inutile sottolineare che i lavori sono stati programmati e sono svolti nella più stretta osservanza della prescrizioni di legge per situazioni come quella del fiume Oreto. Possiamo dormire sonni tranquilli sapendo che nessun volatile verrà maltrattato? O dobbiamo andare a verificare che effettivamente i lavori stanno riguardando solo i tratti cementati e la vegetazione infestante? Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/MobilitaPA/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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04 apr 2017

Pulizia straordinaria del Fiume Oreto, elezioni in avvicinamento?

di Fabio Nicolosi

Saranno avviati questa mattina i lavori di pulizia straordinaria (rimozione detriti e rifiuti, eliminazione della vegetazione infestante) del fiume Oreto. "Questi interventi di protezione idraulica si affiancano a quelli in corso da alcuni mesi, effettuati da Reset e da un'impresa esterna che, in particolare, provvede alla sistemazione e riparazione degli argini dei canali della città." ha dichiarato il vice sindaco Arcuri Per cinque anni poco o nulla si è fatto per migliorare e tenere puliti gli argini del fiume Oreto e proprio a pochi mesi dalle elezioni ecco le varie pulizie straordinarie. Interventi simili ne abbiamo visti e ne vedremo tantissimi, ma quanti si ricordano delle promesse elettorali di Orlano..Il famoso Parco dell'Oreto con tanto di riqualificazione della Costa Sud? Interventi che non sono mai partiti, anzi non sono mai stati pianificati. E intanto il fiume, da sempre ricettacolo di rifiuti è stato maltrattato da noi cittadini che sia tramite scarichi abusivi, sia tramite discariche illecite lo arricchiamo ogni giorno di nuovi accessori. Gli unici lavori visti sul fiume Oreto sono stati operati da SiS durante la realizzazione del nuovo ponte Bailey e della passerella pedonale. Siamo stufi di interventi straordinari, vogliamo interventi programmati e manutenzione continua, soprattutto di luoghi come il Fiume Oreto che potrebbero essere riqualificati per dar vita a veri e propri parchi e aree verdi. Oltre che essendo un fiume a carattere torrentizio in caso di piena straordinaria l'ingente quantità di rifiuti potrebbe causare danni enormi all'intera città. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/MobilitaPA/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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06 dic 2016

Dopo 15 anni aggiornato il piano di Protezione Civile

di Fabio Nicolosi

Dopo quindici anni il Comune di Palermo aggiorna il suo piano di Protezione Civile. L’ultimo risaliva infatti al giugno 2001 ma nel frattempo sono migliorate le conoscenze sui disastri naturali e soprattutto sono cambiate le norme nazionali e regionali. Scrive infatti il responsabile della Protezione Civile del Comune Francesco Mereu che «il piano andava rivisitato» perché bisognava potenziare la struttura tecnica e amministrativa «per acquisire una maggiore tempestività nei tempi di reazione a far fronte agli eventi calamitosi». Il provvedimento andrà ora in Consiglio comunale. Il piano suddivide il territorio cittadino in base alle caratteristiche geomorfologiche e strutturali individuando le aree più esposte a frane e allagamenti e detta le linee di intervento in caso di emergenza, anche per superare le barriere naturali (il canale Passo di Rigano, il canale Boccadifalco, il fiume Oreto) e artificiali (la circonvallazione) che potrebbero ostacolare i soccorsi. Scendendo nel dettaglio, i tecnici comunali hanno individuato le zone più soggette a frane, detriti, allagamenti, rischio sismico e rischio industriale con specifici piani di emergenza per l'esondazione dei canali Boccadifalco e Papireto o del fiume Oreto, la possibilità di crollo di massi rocciosi dai costoni che sovrastano la città, un’eventuale situazione di pericolo al Deposito Esso (rischio industriale Bandita-Acqua dei Corsari), al Deposito Eni (rischio industriale Brancaccio) o sulla circonvallazione. Che ci sia ancora molto da fare, a partire dai canali di maltempo (è di ieri la notizia dell’accensione di un mutuo per la loro manutenzione), lo conferma la relazione generale, che sottolinea: «La città e il suo territorio sono soggetti ad allagamenti con intervalli di tempo di 1-2 anni e non sempre in occasione di eventi meteorici eccezionali. Infatti è fuorviante correlare questi allagamenti solo con l’intensità della pioggia: la pioggia è solo una componente di tale rischio e agisce da rivelatore. Le vere cause - spiegano i tecnici - sono da attribuire a fattori antropici, primo dei quali la situazione precaria in cui versano i canali di protezione idraulica. Questi sono insufficienti per lo smaltimento delle acque meteoriche sia per il loro sottodimensionamento sia per la cattiva manutenzione (ostruiti da depositi di rifiuti solidi urbani e materiale da demolizione) sia per i numerosi scarichi fognari che abusivamente vi trovano recapito. Inoltre, oggi, qualsiasi calcolo di portata per questi canali risulta, a parità di eventi meteorici, più elevato di quello che fu previsto durante la loro realizzazione perché l’intensa urbanizzazione ha reso le aree sottese meno permeabili». La vulnerabilità del territorio cittadino, insomma, è aumentata non solo per l’urbanizzazione crescente ma anche «a causa della cattiva o assoluta mancanza di manutenzione dei suddetti canali». Le arterie a maggior rischio allagamento sono via Roma, via Maqueda, la linea ferrata Trapani-Palermo e viale Regione Siciliana, in particolare i sottopassi di via Belgio e viale Lazio. Vanno considerate «aree ad elevata pericolosità idraulica» anche le depressioni della Fossa Danisinni (tra via Cappuccini e via Cipressi) e della Fossa della Garofala (tra viale Delle Scienze e corso Pisani all’interno dell’area universitaria). Sotto, infatti, scorrono i corsi d’acqua ancora attivi Papireto e Kemonia, invadendo tutti gli antichi quartieri del centro storico (Vucciria, Borgo, Kalsa). Particolare attenzione «riveste la via Porta di Castro, area depressa, naturale collettore delle acque piovane provenienti dalle aree limitrofe». E ancora i quartieri Borgo Nuovo, Cep, Piano dell’Ucciardone, Borgo Ulivia, Sperone, Malaspina e Margifaraci. Per quanto riguarda il rischio frana, invece, bisogna distinguere le zone sottoposte al distacco di massi rocciosi da quelle soggette a colate di detriti. Nel primo caso, si parla soprattutto di Monte Pellegrino e dei fronti rocciosi di Monte Gallo, Pizzo Impiso e Boccadifalco, mentre il fenomeno è meno frequente sulle pendici di Monte Grifone. Nel secondo caso il discorso vale per i valloni che partendo dalla valle dell’Oreto costeggiano la piana palermitana in direzione Sferracavallo: a nord, ad esempio, lo spartiacque che passa per piazza Tommaso Natale e Monte Gallo; a nord-est la linea di costa di Mondello; a est da Monte Pellegrino fino alle ex scuderie reali (Casa Natura); e a sud lo spartiacque che da Monte Pellegrino attraversa piazza Niscemi, San Lorenzo e Villa Adriana per terminare all’Ospedale Cervello. Tra le aree di attesa e accoglienza della popolazione in caso di catastrofe, oltre ad una serie di strade e piazze, vengono individuati, a nord, il Velodromo (quando sarà pienamente agibile), i parcheggi degli ipermercati in via Ugo La Malfa, il Palazzetto dello Sport (ma lì si attendono i lavori di ristrutturazione), lo Stadio delle Palme (anch'esso prossimo a un massiccio intervento), l’ippodromo; in centro città i Cantieri Culturali alla Zisa, piazzale John Lennon, Villa Filippina, il campo Tenente Onorato a Boccadifalco (dove si allena il Palermo); a sud il Forum. Con il piano generale andranno in aula anche un disciplinare di attivazione del sistema comunale di Protezione Civile e un Piano di protezione in caso di evento sismico, oltre ad una serie di piani specifici per singole aree che ipotizzano, ad esempio, l’esondazione dell’Oreto. Articolo tratto da Meridionews

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Segnalazione
31 mag 2016

Il “ ponte rotto ” di Via Oreto, tra annunci e false speranze

di belfagor

In una giornata plumbea del lontano 2009 si diffuse una notizia sconvolgente: il Ponte di Via Oreto era crollato coinvolgendo decine di automobilisti e pedoni. Come spesso accade la fantasia cominciò a galoppare. Qualcuno  disse che un autobus era precipitato con tutti i passeggeri  altri affermarono che un grosso TIR era sprofondato . Centinaia di cittadini presero d’assalto i centralini della  polizia municipale, dei carabinieri,  della polizia , dei  vigili del fuoco e dei giornali chiedendo notizie riguardo al crollo di un ponte in via Oreto.Non ci volle molto a capire che la notizia era “ una bufala”. Nonostante ciò tutti credettere a tale notizia perché anche se falsa era possibile. Da anni i cittadini  denunciavano che il Ponte era pericolante è destinato a crollare. E che tale impressione non era campata in aria lo dimostra ciò che che si trovava scritto nel sito ufficiale del Comune di Palermo nel 2012  “ da tanti, troppi anni nessuno si è occupato della manutenzione ordinaria del ponte. L'avere semplicemente imposto la limitazione del traffico veicolare escludendo i mezzi pesanti, non può essere spacciato per 'attenzione' per un importantissimo asse viario che ogni giorno vede transitare migliaia di veicoli. Abbiamo già disposto, tramite gli uffici tecnici del Comune, che si proceda sia ad una verifica della situazione strutturale del ponte, sia dei due marciapiedi, ridotti ormai ad una sorta di colabrodo. Al termine delle verifiche tecniche, l'Amministrazione comunale potrà dire quali sono i tempi e le modalità di intervento cui si ricorrerà, sapendo fin d'ora che non potrà trattarsi di interventi meramente estetici.” Nel Febbraio 2014 un esponente politico del P.D. sriveva ““A distanza di più di un anno e con un progetto che ha già una copertura finanziaria di 4 milioni di euro, reperiti tramite i fondi FAS, ci domandiamo quanto ancora la cittadinanza dovrà attendere l’avvio dei lavori ed il ripristino della piena funzionalità del ponte, che rappresenta un asse viario fondamentale della viabilità cittadina?”…….“assume un ruolo strategico l’intervento del ponte urbano sul fiume Oreto, che oggi in condizioni assai precarie rischia di dividere il centro urbano senza il pieno ripristino della funzionalità del percorso e la completa stabilità delle strutture.”……..“ l’amministrazione comunale, oltre un anno fa, tramite comunicato stampa , annunciava  l’avvio di un piano di interventi straordinari all’intera struttura”  ……“Ci auguriamo che l’Assessore ( allora era Agata Bazzi) sia al corrente della criticità esposta e che provveda tempestivamente a dare risposte concrete e non solo ulteriori annunci d’intenti e buoni propositi”. Sono passati alcuni anni da questo annuncio ma di interventi…..nemmeno l’ombra. Forse il Comune aspetta che la “ bufala” del 2009 si avveri ? Inoltre che fine hanno fatto i 4 milioni di euro di fondi FAS destinati per il Ponte di Via Oreto? P.S. Di ponti crollati , abbandonati e scomparsi nell’oblio del tempo la nostra città non è nuova. Per esempio il cosidetto“ PONTE ROTTO”. Nel settecento , a causa di un straripamento del Fiume Oreto , fu gravemente danneggiato e non più sostituito. Collegava alla città le borgate di Falsomiele e Santa Maria di Gesù .Si trovava , sembra, all'altezza del Cimitero di Santo Spirito.

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Articolo
09 set 2015

Chiuso per cedimento del manto stradale il ponte Bailey sull’Oreto

di Antony Passalacqua

Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa del Comune di Palermo in merito la chiusura temporanea del ponte Bailey nei pressi di piazza Guadagna. A seguito del cedimento di alcuni tratti del manto, ieri sera è stato chiuso il "ponte Bailey" costruito sul fiume Oreto (Via Guadagna). Già stamattina sono state avviate le verifiche di rito sulla causa del cedimento e sugli interventi necessari per la riapertura al transito, che si prevede posa avvenire entro pochi giorni con un intervento da parte delle maestranze comunali e della RAP.

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13 dic 2013

Nuova strada di collegamento Notarbartolo-Oreto, al via la progettazione

di Antony Passalacqua

Se ne parlava da tanti anni, e adesso, a poco meno di un anno dalla conclusione dei lavori del Passante Ferroviario (tratta A), comincia a diventare una realtà. a prendere corpo. Si tratta dei tratti di strada che verranno ricavati (in parte già realizzati) dal vecchio sedime ferroviario in superficie, e che costituiranno l'asse  fra piazza Lolli e il Polo Sanitario Oreto-Policlinico. (altro…)

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