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20 lug 2020

Allagamenti Circonvallazione, gli interventi in corso e le soluzioni

di Antony Passalacqua

Palermo - In questi giorni abbiamo letto un pò di tutto in merito i recenti allagamenti in città e più in particolare lungo determinati tratti della Circonvallazione. Esperti più o meno qualificati che l'indomani indossavano i panni di esperti in piste ciclabili e viceversa, o chi con soluzioni in tasca riempiva il web di informazioni  e argomentazioni molto discutibili. Una giungla dove dar spazio a libere interpretazioni. Oggi preferiamo dare parola a chi realmente ha le competenze e conoscenze, affinché possa divulgarsi una sana e corretta informazione. Affinché la gente abbia la consapevolezza vera e propria del problema e dei rischi ma soprattutto delle soluzioni. Perché anche la "politica" deve nutrirsi di scienza e conoscenza altrimenti diventa demagogia e incoscienza. E come abbiamo fatto in passato  in un precedente articolo , riportiamo una relazione dell’Ing. F. Marineo, noto esperto in ingegneria idraulica a Palermo. Ci viene spiegato il perché durante le avverse condizioni meteo si allaga spesso questa zona ma soprattutto cosa si sta facendo per porre "rimedio". Opere di protezione idraulica di prossima realizzazione.  Qualche giorno dopo l’evento alluvionale del 15 luglio, sembra utile informare che in atto sono in corso tre interventi che sicuramente contribuiranno, una volta realizzati, a migliorare significativamente la situazione, intercettando parte dei deflussi superficiali che provengono dalle zone di monte. Tutti e tre gli interventi avranno certamente una notevole efficacia per quanto riguarda la protezione idraulica di via Leonardo da Vinci e di piazza Einstein. È in corso (stato: aggiudicazione provvisoria) la gara per l'appalto dei lavori del collettore sudorientale che si originerà all'incrocio via Uditore - via Leonardo da Vinci, dove è previsto il primo pozzo di immissione nella galleria che costituirà il collettore profondo. Il secondo pozzo è previsto in via Nazario Sauro e su esso si devieranno parte delle acque di piazza Einstein che in atto, imboccano il collettore di via Leonardo da Vinci a valle della Circonvallazione. Nelle figure (stralci dalle planimetrie del progetto esecutivo in gara) le due aree la cui fognatura recapiterà integralmente nei pozzi che saranno realizzati. È in fase finale (stato: verifica della progettazione) l’iter di approvazione del progetto esecutivo delle opere per la “Razionalizzazione delle fognature della zona compresa tra la via Castellana e il Canale Passo di Rigano con l'eliminazione dei relativi scarichi fognari nel canale”. La rete in progetto drenerà un ampio settore urbanizzato e parte dei soprastanti versanti di monte Cuccio, tenuto conto della presenza del Canale Luparello (figura tratta dal progetto esecutivo). Gli scarichi indicati nel titolo del progetto sono quelli di piccola entità, relativi a sole acque nere, a servizio delle abitazioni che, confinate tra il canale e la via Roccazzo, non possono scaricare a gravità nel collettore esistente lungo questa via, trovandosi a quota inferiore. Con la realizzazione delle opere, l’intera rete (per acque miste: nere+meteoriche) recapiterà in un grande manufatto di sfioro che in occasione delle piogge scaricherà la portata, con modalità adeguate, nel Canale Passo di Rigano. Il manufatto è localizzato in adiacenza alla via Leonardo da Vinci nell’area prossima al fabbricato della stazione “Uditore” di quella che doveva essere la ferrovia Palermo Lolli - Camporeale. In tempo asciutto le acque reflue di origine domestica proseguiranno verso la fognatura a valle e raggiungeranno quindi il pozzo 1 di via Leonardo da Vinci prima indicato. È in corso la gara (stato: scadenza termini di presentazione 27 luglio p.v.) per la progettazione degli “Interventi di manutenzione canali di maltempo e sistemazione degli argini del Canale Passo Rigano”. Nell’ambito di tali interventi è prevista la realizzazione di una vasca di laminazione delle piene, localizzata lungo il Canale Luparello all’altezza di via Villini S. Isidoro. La presenza di questa vasca realizzerà una significativa protezione idraulica, alleggerendo le portate nel Canale Passo di Rigano e rendendolo quindi idoneo allo smaltimento di maggiori portate provenienti dal bacino a valle. Nella figura, tratta dai documenti di gara, è evidenziata la zona di via Leonardo da Vinci (rosso e arancio) in atto classificata a rischio idraulico per esondazione del Canale Passo di Rigano. Su questa area la realizzazione della vasca potrà esercitare una riduzione del rischio. Si tratta quindi di tre interventi i cui effetti avranno notevole efficacia per quanto riguarda piazza Einstein via Leonardo da Vinci, sia a monte che a valle della Circonvallazione. Al momento non sono in corso interventi specifici, con analoghe finalità, riguardanti viale Michelangelo e il sottopasso di via Lazio. Ricordiamo che poco a monte di questo nodo viario esiste il Canale Mortillaro, affluente del Canale Passo di Rigano. Il Canale Mortillaro ha origine dalle pendici a monte delle borgate di Mortillaro e Cruillas ed è completamente tombato nel tratto urbano. Esso quindi non riceve più i deflussi superficiali conseguenti alle piogge, intercettati dalla rete fognaria, nei limiti delle attuali capacità dei collettori esistenti. La acque di pioggia eccedenti tali capacità trovano nelle strade le uniche vie di deflusso. Come si vede dalla significativa figura tratta dai documenti di gara degli “Interventi di manutenzione canali di maltempo e sistemazione degli argini del Canale Passo Rigano”, i canali che costituiscono il “Sistema Passo di Rigano” hanno visto ridotto il loro bacino alle sole superfici montane non urbanizzate, evidenziate in figura con le relative curve di livello. Il “bianco” che accompagna i canali verso valle (la figura riporta il corso del Passo di Rigano sino all’altezza circa della via Sampolo) evidenzia come nelle aree urbanizzate la rete fognaria (artificiale) abbia preso il posto della rete idrografica naturale. Ciò comporta che i deflussi che in origine trovavano recapito nei canali, adesso proseguono verso valle, nei collettori o defluendo in superficie in caso di insufficienza di questi. Inoltre, la possibilità che una parte significativa dei volumi idrici di pioggia potessero essere smaltiti per infiltrazione naturale nei terreni è stata drasticamente ridotta per effetto delle impermeabilizzazioni (strade, tetti, ecc.) conseguenti a una urbanizzazione che definire selvaggia anche sotto questo aspetto è riduttivo. Ciò contribuisce a mantenere elevate le portate che si incanalano lungo gli assi viari, nella maniera che ormai tutti sappiamo. Una città che si sviluppa senza riguardo per il suo territorio oltre che brutta è pericolosa. Appare comunque opportuno, in relazione agli eventi del 15 luglio, sottolineare ancora una volta, come del resto è stato opportunamente fatto dai tecnici più qualificati, che si è trattato di piogge eccezionali, statisticamente associabili a tempi di ritorno dell’ordine di da 100 a 200 anni, quindi con bassissima probabilità di accadimento. Le fognature urbane sono progettate, con riferimento alle normative vigenti, per tempi di ritorno molto più contenuti. Soltanto per i collettori, i manufatti e gli impianti più importanti si fa riferimento a tempi di ritorno di 50 anni: il collettore sud orientale è stato dimensionato per questo tempo di ritorno. I collettori fognari ordinari sono progettati per tempi di ritorno da 10 a 30 anni. Infine, resta sempre valida la necessità, urgente, di dotare tutti i sottopassi, non soltanto quelli del viale Regione Siciliana, di impianti di allerta in grado di segnalare il pericolo, sino alla interdizione degli accessi, direttamente asserviti a livelli idrici nel sottopasso opportunamente individuati. Questa misura di prevenzione dovrebbe essere intesa come uno standard progettuale.        

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09 lug 2020

Si sblocca la vicenda del sottopasso Perpignano? Cambia il RUP

di Fabio Nicolosi

Con determinazione dirigenziale n.6321 del 6 luglio 2020 l’ingegnere capo del dipartimento opere pubbliche Arch. Nicola Di Bartolomeo, ha nominato l’ing. Edoardo Intravaia nuovo RUP (Responsabile Unico del Procedimento) e l’arch. Filippo De Marines insieme all'esp. geom. Marco Cannioto funzionari di supporto al RUP. Che sia finalmente la volta buona per quest'opera fondamentale per la città? Ricordiamo che il bando di gara: "Affidamento del servizio di redazione del progetto definitivo, esecutivo, del coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ex D.Lgs. 81/08, della direzione lavori e del coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione ex D.Lgs. 81/08. Patto per il sud della Città di Palermo Completamento dei lavori di costruzione del raddoppio della circonvallazione di Palermo 2^ stralcio Lotto B da via Altofonte a via Belgio. (prog. Ex Agensud 32/8/B) - Lavori per lo svincolo di via Perpignano" era stato pubblicato sul sito del comune in data 25/01/2019 con scadenza il 05/04/2019 entro le 12:00. Come potete vedere anche voi consultando il portale del comune, sono state effettuate solo due sedute pubbliche che di fatto non hanno aggiudicato nulla. La prima seduta il 15/04/2019 ha annunciato l'apertura offerte in data 16/4/2019 La seconda seduta fissata in data 25/10/2019 è stata rinviata, giusta comunicazione dei Commissari di gara, a data da destinarsi Abbiamo più volte scritto agli uffici competenti chiedendo di essere aggiornati circa lo stato del bando, senza ricevere alcun riscontro. Sarà quindi la volta buona per vedere finalmente almeno aggiudicato il bando? Riusciremo entro fine anno ad avere pubblicato il bando di gara per l'esecuzione dei lavori?Saranno ancora disponibili le somme stanziate nel Patto per il sud della Città di Palermo per i lavori? Ma le domande non possono finire qui. Come mai un gara bandita a Gennaio 2019, conclusa ad Aprile 2019, rimane nel "limbo" per oltre un anno? Dirigenti, Assessori, Politici siete tutti responsabili di questi ritardi e vogliamo sapere cosa è successo. Ci piacerebbe conoscere i motivi di questi ritardi. Ah.. Ma per il raddoppio del ponte Corleone invece? Anche li tutto tace da troppo...

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09 dic 2019

Riaccese le tre torri faro dello svincolo di via Belgio

di Fabio Nicolosi

Tornano in funzione le tre torri faro dello svincolo di via Belgio. E' stato completato dagli operatori di AMG Energia un intervento lungo e complesso, eseguito con una speciale piattaforma elevatrice capace di raggiungere i 70 metri di altezza. Per effettuare l'intervento di manutenzione ordinaria sulle corone dei tre impianti dello svincolo, infatti, è stato necessario noleggiare un mezzo con caratteristiche di altezza di gran lunga superiori a quella dei veicoli in dotazione alla società e attenderne la disponibilità. Per la conformazione degli svincoli, infatti, il mezzo può posizionarsi soltanto in alcune zone della strada e la sommità delle corone delle torri faro può essere raggiunta solo da una piattaforma elevatrice capace di raggiungere i 70 metri. L'intervento ha riguardato il ripristino dei cavi di alimentazione di bassa tensione e la sostituzione dei sezionatori (prese e spine di collegamento) presenti nelle corone delle torri faro ed ha avuto esito positivo. Gli impianti si sono riaccesi, anche se rimangono spenti alcuni proiettori su cui non è possibile effettuare manutenzione (sono apparecchiature di vecchia generazione che contengono parti in amianto). I lavori con il mezzo speciale sono adesso in corso sulla torre faro lato Michelangelo dello svincolo Lazio, che presenta le stesse difficoltà logistiche di intervento. "E' una buona notizia - commenta il presidente di AMG Energia, Mario Butera – ed era un intervento molto atteso dai cittadini e da quanti percorrono ogni giorno questa strada. I tempi sono stati dettati dalla necessità di programmare i lavori con la disponibilità del mezzo speciale. Si restituisce luce e sicurezza ad una strada ad alta percorrenza e si migliora la vivibilità di un'intera zona". Intanto, venerdì 6 dicembre sono tornate ad accendersi a punti luce alternati gli impianti di illuminazione della vasta zona compresa fra le vie Giafar, Conte Federico, San Ciro, Brancaccio, Azolino Hazon, Maione da Bari, dove era presente un guasto su entrambi i circuiti di alimentazione "Giafar/Conte Federico". Un circuito è stato riparato e riattivato mentre proseguono i lavori per ripristinare anche il secondo circuito e i punti luce collegati. Sono in corso e dovrebbero concludersi nel giro di una settimana anche i lavori di manutenzione straordinaria, autorizzati dal Comune, per il ripristino a punti luce alternati dell'illuminazione in via Messina Marine. Un'altra riparazione è in corso sul circuito Boito-Notarbatolo per la riaccensione di 80 punti luce. Tra le criticità, invece, interventi di riparazione sospesi in alcune strade di zona Uditore (via Bonaiuto, via Tempio, via Giardina) perché la cabina di pubblica illuminazione rimane inaccessibile in attesa della comunicazione di fine lavori di messa in sicurezza da parte delle maestranze edili comunali. Impianti in funzione a punti luce alternati nella zona di Borgo Ulivia sempre per problemi di inagibilità strutturale dell'omonima cabina di pubblica illuminazione. Giovedì sera (5 dicembre) infine, si è verificato un guasto nella cabina di pubblica illuminazione denominata "Polibio" che alimenta gli impianti della zona di Partanna Mondello: gli operatori di AMG Energia sono al lavoro.

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09 nov 2019

Nuovo tunnel autostradale a Palermo, quando i sogni si infrangono con la realtà

di Antony Passalacqua

Palermo - Un nuovo tunnel  per collegare direttamente le autostrade A29 (Palermo-Mazara del Vallo) e la A19 (Palermo-Catania Messina), evitando il traffico lungo la circonvallazione di Palermo. Questo secondo quanto emerso in un incontro ieri fra il viceministro per le Infrastrutture G.o Cancelleri, e il provveditore per le Opere pubbliche di Sicilia e Calabria, G. Ievolella. Un'opera di 12 km di lunghezza con imbocchi rispettivamente all'altezza dello svincolo di Villabate e  del futuro svincolo di viale Francia, e un'uscita al Porto.  Costi previsti pari a 1,3 mld di euro. L'obiettivo è quello di rendere più rapidi i collegamenti fra i due rami autostradali senza più il "tappo" Circonvallazione, da un altro lato di decongestionare dal traffico di mezzi pesanti importanti strade come  via Messina Marina, Crispi, Sampolo, Alcide De Gasperi, Ausonia, Belgio. E fin qui i propositi sono sempre buoni. Ma attenzione però, perché si tratta di un'idea progettuale che per metà corrisponde ad un progetto già redatto dall'Autorità Portuale di Palermo e di cui vi mostriamo qualche dettaglio.   Per il tracciato originario, di cui c'è già uno progetto di massima, si parla di un costo di circa 500 mln di euro. Allo stato attuale è accantonato per via degli alti costi e in attesa di reperimento di finanziamenti. E rivedendo quest'ultimo progetto, capiamo il perché del "curvone" del tunnel presente nel progetto illustrato dal viceminsitro e necessario per innestarsi al Porto. Più che tunnel per agevolare i collegamenti fra i due rami autostradali, sembrerebbe un'infrastruttura destinata a drenare il traffico dei mezzi pesanti da e per il porto. A questo punto poniamo delle domande:  -Come si concilia l'imbocco su viale Francia dato che il precedente progetto non teneva conto della futura linea tranviaria e del prolungamento di viale Francia? -Esiste un'analisi costi/benefici che giustificherebbe la spesa di 1,3 mld di euro? -Se in futuro il traffico dei mezzi pesanti verrà dirottato verso il porto di Termini Imerese, ha senso pensare ad una via di sfogo attorno l'area portuale di Palermo? Il traffico che ne deriverebbe da questa operazione, giustificherebbe la realizzazione di questo tunnel? -Se si voleva creare un rapido collegamento fra le due autostrade, non avrebbe più senso creare un tunnel che ricalchi sostanzialmente l'attuale circonvallazione, rettificando qualche tratto? Eppure non servono opere colossali come questa per rendere ancora più scorrevole e sicura la Circonvallazione di Palermo. Parliamo degli attuali progetti di raddoppio del Ponte Corleone e sottopasso Perpignano, in fase di redazione. Opere che al momento hanno la copertura finanziaria ma bisogna accelerare sui tempi. La realizzazione di ulteriori sovrappassi pedonali, uno su tutti quello all'altezza di piazzale J. Lennon, e infine pannelli a messaggi variabili per consentire rapide uscite dalla Circonvallazione in caso di incidenti. Ecco perché complessivamente, questo progetto del nuovo tunnel ad oggi è solo un'ipotesi che non ha alcuna base sia dal punto di vista finanziario e urbanistico.

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24 set 2019

Piazzale Giotto: vandalizzato il semaforo pedonale

di Fabio Nicolosi

Vandalizzato l’impianto semaforico a chiamata pedonale di viale Regione Siciliana all’altezza di piazzale Giotto. Gli operatori di AMG Energia stamattina hanno trovato del tutto danneggiati e inutilizzabili i sei pulsanti a chiamata, che consentono il funzionamento dell’impianto pedonale con l’attivazione della prenotazione per l’attraversamento nella corsia centrale e in quelle laterali di viale Regione Siciliana. In questo momento l’impianto è in funzione in modalità provvisoria: garantisce periodicamente lo stop dei mezzi per consentire l’attraversamento dei pedoni, ma senza dare la possibilità di effettuare la prenotazione. L’impianto è stato danneggiato sei volte ad agosto, con atti vandalici che hanno riguardato, però, singoli pulsanti prontamente sostituiti dagli operatori della società. Adesso sono stati danneggiati contemporaneamente i sei pulsanti a chiamata del semaforo. “Stamattina è stata presentata denuncia contro ignoti – sottolinea l’amministratore unico di AMG Energia Mario Butera – ma la situazione è insostenibile. In poco più di un mese l’impianto, che si trova in una zona cruciale, ad alta densità di traffico, ed è fondamentale per la sicurezza di chi attraversa, è stato costantemente oggetto di vandalismi. Ad oggi sono stati distrutti 12 pulsanti e siamo stati costretti a continui interventi di riparazione. E’ un danno non solo per la nostra società ma che incide anche sulla sicurezza e la vivibilità della città”.

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22 feb 2019

BANDO | Si sblocca l’appalto per il raddoppio del ponte Corleone

di Fabio Nicolosi

L’opera di raddoppio del ponte Corleone è fondamentale poiché servirebbe a eliminare la strozzatura sul viadotto che attraversa il fiume Oreto. La struttura esistente, inoltre, oggi è davvero malconcia. Tanto che nel 2005 una perizia di un tecnico avrebbe attestato la necessità di provvedere ad una manutenzione straordinaria (dal costo di altri 20 milioni). Una struttura dunque vecchia e potenzialmente pericolosa, specialmente se si pensa che da quel ponte transitano ogni giorno centinaia di migliaia di automobilisti provenienti da Palermo e Provincia. Il contratto fu stipulato con la Cariboni il 19 marzo 2007 e – “a seguito di grave inadempimento contrattuale” – la Giunta Comunale (epoca Cammarata) deliberò la rescissione dell’appalto il 30 maggio 2008. È intendimento dell’Amministrazione riprendere i lavori al fine di completare l’opera pertanto è propedeuticamente necessario adeguare il progetto esistente alle nuove normative nel frattempo intervenute. Nella fase di presentazione delle Offerte l’Operatore Economico potrà, su base del tutto volontaria, proporre varianti che, salvaguardando per quanto possibile quanto già realizzato nel corso dell’appalto rescisso, rendano l’opera più funzionale sia con riguardo agli aspetti costruttivi, che manutentivi, che per quanto riguarda la fase di cantierizzazione. Sulla base di quanto esposto prima, all’aggiudicatario saranno forniti gli elaborati progettuali d’interesse e gli atti prodotti durante il periodo di vigenza del contratto di appalto da adeguare. Gli elaborati visionabili in sede di gara sono quelli relativi al progetto, allora redatto, e quelli di contabilità. Importo a base di gara : 1.156.828,39 € Data pubblicazione : 21/02/2019 Data scadenza : 17/04/2019 entro le 12:00 Ricordiamo che il costo iniziale era di 14 milioni di euro, mentre oggi ne servono 21. Qui la Cariboni lasciò i lavori al 15%, realizzando le “spalle” (vedi Foto) sul lato di fronte al Baby Luna.

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01 feb 2019

Si sblocca la vicenda del sottopasso Perpignano, al via il nuovo bando

di Antony Passalacqua

Palermo - Sembra veder luce finalmente la decennale vicenda dello svincolo Perpignano. Una incompiuta nel panorama palermitano, anche se è più idoneo parlare di un'opera irrealizzata. I travagli burocratici del precedente appalto gestito dalla Cariboni, seguito poi alla rescissione contrattuale, ha praticamente lasciato l'intero progetto nel dimenticatoio. Fino all'arrivo di nuovi fondi (i costi nel frattempo lievitati...) provenienti dal cosiddetto Patto per Palermo che ha rifinanziato l'opera con non poche difficoltà. Il nuovo appalto prevede la progettazione definitiva ed esecutiva, assieme alla direzione lavori che dovrebbero avere una durata di circa 30 mesi. Assieme al raddoppio del Ponte Corleone, lo sblocco di questo appalto consentirà di far saltare i cosiddetti "tappi" lungo la circonvallazione, di renderla più sicura, con attraversamento più rapido fra le zone monte/mare della IV e IV Circoscrizione. Approfondiremo nei prossimi giorni gli aspetti tecnici relativi ai futuri lavori.

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