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17 mar 2020

Storia di ordinario degrado e inciviltà nel quartiere Libertà / Lazio

di silvercult

Sono tanti i problemi di questa città, ma da uno scorcio di essa si possono già intuire alcuni tristi aspetti , tanto della popolazione, quanto delle istituzioni che la amministrano. La Zona è quella di Piazza Don Bosco; quartiere residenziale, prospiciente Via Libertà, arteria principale della città.                              Le immagini parlano da sole e raccontano di un giardino lasciato in stato di degrado dall'amministrazione pubblica, quindi pieno di insidie e pericoli, per i bambini che vi giocano, gli anziani che potrebbero goderne e i giovani che vi si riuniscono.                          Quindi assistiamo a vialetti rotti e pieni di buche, blocchi di marmo staccati staccati dalle aiuole, illuminazione spesso guasta e discontinua e piante abbandonate. A tutto questo si aggiunge lo stato di assoluta fatiscenza e estrema pericolosità dei marciapiedi di Piazza Don Bosco al di là della carreggiata stradale circostante il giardino, ad esempio davanti al civico 10 e dall'altro lato davanti i civici 3 e 5. Opposta ad una amministrazione distante e distratta, quasi incurante e disinteressata al bene pubblico e alla sicurezza dei cittadini, c'è spesso una popolazione altrettanto distratta e purtroppo, spesso incivile che sporca senza sosta, quasi a voler sfidare la RAP che si dimostra sempre discontinua se non addirittura assente e purtroppo le immagini delle vie limitrofe alla piazza lo dimostrano. Via Massimo D'Azeglio, via Imperatore Federico e via Marchese di Roccaforte. Una cosa è certa, ogni giorno c'è un nuovo motivo, una nuova emergenza per giustificare il mancato ritiro della spazzatura, la mancata pulizia del giardino. Tutti si domandano: ma se ci fossero maggiori controlli sia su chi deve lavorare per il bene pubblico, sia su chi sporca e non ha alcun rispetto per il prossimo?

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07 mag 2019

Gli #Hashtag che “tengono” pulita la città e gli “interventi straordinari” non fanno al caso nostro

di Mobilita Palermo

Buongiorno cari amici e lettori di Mobilita Palermo. Come avete potuto leggere da altre testate giornalistiche, il Comune di Palermo ha avviato una campagna di pulizia straordinaria della nostra amata città. Chiedendo aiuto ai nostri concittadini nel collaborare mostrando comportamenti virtuosi che favorisca anche un effetto emulativo..... facciamo una riflessione. Come abbiamo scritto sopra, il Comune ha lanciato gli HASHTAG #FACCIAMOUNPATTO e #TENIAMOPULITO, che consentirà a chi li utilizzerà nei social di pubblicare una foto "positiva", per rappresentare un bel gesto. Si potrà inviare lo scatto anche tramite whatsapp al seguente numero: 3347177829 o consultando il sito. Contestualmente il comune ha annunciato la pulizia straordinaria di tutta la città che dovrebbe durare circa 2 mesi dal 6 maggio al 17 luglio, ad opera della aziende partecipate del comune. La nostra riflessione sulla pulizia straordinaria: Questa benedetta pulizia straordinaria "torna" ad essere diffusa in pompa magna, come l'ultima incominciata nel 2017. Si, la pulizia viene effettuata in modo egregiamente, ma dopo pochi giorni la città ritorna sporca come prima, come d'altronde è normale che sia. Perchè da un lato tanti palermitani vivono gettando cicche e rifiuti per terra da buoni maleducati. Ma in generale il tempo porta sporcizia, come a casa quando siamo costretti periodicamente a effettuare le pulizie. La città deve essere pulita sempre e per fare ciò necessita di un servizio efficiente e funzionante. Non possiamo permetterci di prendere straccio e secchio solo quando arrivano gli ospiti, perchè milioni di palermitani in questa città ci vivono ogni giorno. Nel merito dell'iniziativa, troviamo simpatica l'idea di coinvolgere anche personaggi famosi e figli di questa città (come negli anni '90 l'Amia con Pino Caruso,  Pippo Baudo,  Frassica), chiedendo a tutti i palermitani di tenere pulito, sensibilizzarli al rispetto del bene pubblico. Nell'annoso problema del degrado urbano i cittadini hanno le loro colpe, quindi necessita una convergenza di comportamenti virtuosi, da parte dell'amministrazione e della cittadinanza, per contenere il problema. Ciò che non condividiamo è la politica del celebrare pubblicamente qualcosa che ogni palermitano dovrebbe giornalmente ricevere per normalità, per il semplice fatto che paga le tasse ed ha diritto a dei servizi di base. La pulizia straordinaria è di per sè un'ammissione di colpevolezza, perchè nella teoria la pulizia è qualcosa che va effettuata giornalmente. In altre parole, l'impegno che il Sindaco ha preso davanti le telecamere, cioè quello di mantenere la città anche dopo l'intervento straordinario, non fa che confermare ciò. Associare la straordinarietà a iniziative del genere ci sembra più un modo per indorare la pillola. Non crediamo che in tal senso si possa contribuire a creare un rapporto di fiducia con i cittadini, perchè sembrerebbe che essi dovrebbero tenere pulita la città in cambio di una pulizia straordinaria che il Comune si impegna a fare. Un patto, appunto. Il patto vero, intrinseco a qualsiasi comunità amministrata bene, esiste già e prevede semplicemente il rispetto degli impegni reciproci: da una parte i servizi resi, dall'altra il rispetto delle regole. Solo in un contesto dove nessuna delle parti attiene ai propri compiti si ricorre a espedienti del genere. Palermo, oggi. Anche perchè, il vero campo su cui si misurerà l'amministrazione sarà sempre quell'ordinario che è previsto dopo l'imminente straordinario. Quell'ordinario di tutti i giorni di cui parliamo che non è mai stato garantito e su cui va riposta tutta l'attenzione. Perchè è abbastanza semplice comprendere che annunciare qualcosa di episodico implica una cosciente capacità di poterlo attuare, mentre sul resto della quotidianità non abbiamo riferimenti, se non un impegno a parole come tanti ne abbiamo sentiti. Sarebbe stato più interessante attivare campagne per combattere il fenomeno dei "fannulloni" all'interno delle partecipate, dove oggettivamente l'occhio del cittadino può tornare utile alle aziende. Oppure ascoltare la voce del Comune in merito ai comportamenti discutibili da parte di alcuni impiegati delle partecipate così come riportato dalle cronache, nel silenzio e nell'indifferenza di alcune sigle sindacali. A tal proposito sono invece lodevoli le visite a sorpresa sui punti RAP volute dalla dirigenza aziendale, che hanno contribuito a scovare dipendenti già in procinto di uscita durante l'orario di lavoro (come avvenuto nel punto di Bellolampo). Insomma, ci sembra che al Comune anzichè lavorare a fari spenti per ridonare normalità a questa città (cosa sacrosanta e dovuta), si ricorra sempre a qualcosa di eccezionale, di visibile e straordinario per comunicarlo e  annunciarlo ai quattro venti, nella speranza che ancora una volta si possa applaudire gli autori come coloro che ci stanno regalando qualcosa che altrimenti non potremmo avere. Questa riflessione fa il paio con quanto avevamo scritto in questo articolo, relativamente all'inaugurazione di un impianto luce in Piazza Indipendenza. Ci piacerebbe che un patto con la città si facesse semplicemente con la constatazione dei fatti, senza proclami: quella sarebbe la normalità tanto auspicata.  

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31 gen 2019

AMAT | Affidata a Reset la pulizia di tram, depositi, capolinea e sovrappassi

di Fabio Nicolosi

Apprendiamo la notizia da una delibera sul sito Amat. Ad occuparsi della pulizia dei tram, dei depositi, dei capolinea e dei sovrappassi non sarà la RAP, ma la Reset altra azienda comunale. L’importo complessivo annuo è pari a € 380.000 oltre iva. L'importo, viene suddiviso come di seguito. servizio di pulizia tram € 180.000/anno; servizio di pulizia depositi € 110.000/anno; servizio di pulizia capolinea e sovrappassi € 90.000/anno; Quindi se adesso i capolinea e i sovrappassi sono puliti sapete che dovete ringraziare Reset per la pulizia. Cosi come in caso di sporcizia va segnalato a Reset ([email protected]) e non a Rap    

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22 ott 2018

Verde pubblico | Al via tre progetti di manutenzione ordinaria e straordinaria realizzati da Reset con fondi extracomunali

di Fabio Nicolosi

Tre complessi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria del verde urbano e degli spazi pubblici della città saranno avviati a partire dalla prossima settimana dal settore Verde del Comune, avvalendosi "in house" degli operai della Reset, l'azienda di servizi con cui sono stati sottoscritti degli appositi contratti nei giorni scorsi. I primi due interventi saranno quello che riguarda il Parco della Favorita e quello delle Borgate marinare. I successivi interesseranno, poi, tutte le circoscrizioni e tutti i quartieri. Per la Favorita si tratta di un intervento "storico", legato non soltanto alla manutenzione ordinaria del verde, ma anche alla pulizia degli agrumeti e del suo antico sistema di irrigazione, quello delle "saie", portato in Sicilia dagli arabi. In particolare, in questo caso è stata necessaria una lunga programmazione e pianificazione, dovendo intervenire nel più ferreo rispetto delle prescrizioni imposte dalla Sovrintendenza per i Beni Culturali e proprio con l'obiettivo di ripristinare, ove possibile, l'antico sistema di "gebbie", "cunnutti" e "saie" che trasportava l'acqua in tutta l'area senza supporti meccanici. I lavori dureranno otto mesi e prevedono, oltre agli interventi manutentivi e ricostruttivi del sistema idrico, un corposo lavoro di decespugliamento degli agrumeti, la potatura di ringiovanimento di tutti gli agrumi (circa 12.500 alberi), la fresatura del terreno e la relativa sistemazione idraulica. L'area interessata (circa 150.000 mq – 15 ettari, oltre i sentieri che attraversano il Parco, per circa 11,4 km pari a 22,8 km lineari su cui lavorare) sarà divisa in diversi lotti nei quali lavoreranno nel tempo circa 380 operati della Reset. Il costo, interamente finanziato con il "Patto per Palermo", quindi con fondi extracomunali, sarà di poco superiore ai 900 mila euro. Il secondo piano di intervento, che sarà avviato a breve, riguarda invece le aree delle Borgate Marinare, con una spesa complessiva, sempre a carico del "Patto per Palermo" di 1,5 milioni di Euro e una durata prevista di 8 mesi. In particolare, si interverrà nelle aree di Barcarello-Sferracavallo, Mondello, Romagnolo, Addaura. In questo caso, a seguito di una studio condotto dal settore Verde, sono stati individuati interventi puntuali da realizzare su un totale di circa 2.500 alberi e cespugli, con la manutenzione ordinaria e la potatura, l'abbattimento o l'estirpazione di piante infestanti. L'intervento sul verde prevede, inoltre, una continuità nel tempo, quindi anche la zappatura primaverile, la concimazione, l'irrigazione e altre misure ordinarie. Oltre che sul verde, il piano prevede interventi su alcune aree pubbliche, per circa 5.000 metri quadri. Per il vicesindaco Sergio Marino, che ha anche la delega al Verde, "si tratta di un piano, anzi tre piani integrati che sono parte di un'unica pianificazione per la manutenzione del verde e degli spazi pubblici in città. Un piano unico, che ha visto una programmazione minuziosa e con alto valore scientifico da parte del settore del Verde, che ancora una volta si avvale del supporto fondamentale della Reset". Il sindaco Orlando sottolinea, invece, come "questo piano di manutenzione conferma il ruolo strategico della Reset, come strumento di intervento in tutta la città e allo stesso tempo mostra l'attenzione rivolta ad ogni circoscrizione, partendo dalla Favorita e dalla riscoperta del suo antico sistema di irrigazione, per arrivare poi ad intervenire sul verde e sulle aree pubbliche di tutti i quartieri, con una attenzione particolare alle periferie. E' probabilmente il più ampio piano di manutenzione del Verde urbano da molti anni a questa parte e ad accrescerne l'importanza è il fatto che si riesca a realizzarlo senza costi per l'Amministrazione comunale e tramite un'azienda pubblica".

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21 ott 2017

Rimossi veicoli abbandonati a Montepellegrino e alla Favorita

di Fabio Nicolosi

La polizia municipale con i Rangers di Montepellegrino e la Rap, ha rimosso ieri mattina tre carcasse di veicoli abbandonati, due motociclette ed un'autovettura, da Monte Pellegrino e dentro il parco della Favorita. A Montepellegrino, a seguito della segnalazione dei Rangers sono stati portati via un ciclomotore ed un'autovettura ormai imbrigliata nella folta vegetazione degli agrumeti; per rimuoverla è stata utilizzata una pala meccanica del settore Ville e Giardini Reset. A seguire, gli agenti del Nucleo Controlli Ambientali hanno rimosso un ciclomotore dalla Favorita con l' intervento manuale di una ditta che collabora con RAP. Questa tipologia di interventi, mirata alla tutela dell'ambiente e al decoro urbano, proseguirà la settimana prossima allo scopo di garantire la fruizione dei siti nella massima sicurezza. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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26 lug 2017

Reset | Mezzo danneggiato all’interno dell’autoparco, sabotaggio interno o furto?

di Mobilita Palermo

Un autocarro in dotazione alla RESET e posteggiato all'interno della Fiera del Mediterraneo è stato danneggiato nel corso della scorsa notte. Asportati alcuni strumenti presenti a bordo e rubate delle parti meccaniche. Dopo aver presentato denuncia alle Forze dell'ordine, il presidente Antonio Perniciaro ne ha dato notizia al sindaco. "Dopo i sabotaggi a danno della RAP - afferma Orlando - un nuovo grave atto contro una delle partecipate del Comune. Un altro grave atto a danno della collettività, che così vede compromessi servizi di decoro e pulizia della città. Mi auguro che gli autori di questo gesto vile siano presto identificati e puniti." E' giusto chiedersi se si tratta di un furto oppure di qualche dipendente che ha volutamente sabotato il mezzo per concedersi qualche giorno di "vacanza" Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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Segnalazione
12 lug 2017

La “guerra” della signora Francesca

di belfagor

In una città che sembra rassegnata alla “decrescita felice” e al degrado ,la “guerra” solitaria contro i “poteri forti ”cittadini , della signora Francesca Turano Campello è la dimostrazione che non tutti si sono arresi. Tutto nasce dalle scritte vicino alla chiesa di San Giovanni degli Eremiti, che fa parte del percorso Arabo-Normanno  patrimonio Unesco. Taliscritte “abbelliscono” l’importante monumento che ,a quanto sembra, non sono ne di origine araba ne normanna. Lasegnalazione della scoperta di tali scritte “ di incerta datazione” è stata inviata dalla signora Francesca Turano Campello, una semplice cittadina ,al sindaco e ad altri organi istituzionali, associazioni, uffici del Comune e organi di informazioni.Nella mail la signora Turano Campello ripercorre le tappe del suo personale impegno civile, partendo dalla comparsa di tali scritte: «I primi di Aprile - si legge - le mura di cinta di San Giovanni degli Eremiti, monumento Patrimonio dell'Umanità è stato vandalizzato da alcune scritte. Il 15 aprile, non vedendo muoversi foglia intorno all'atto vandalico, scrivo al Comune di Palermo, alle municipalizzate che ritenevo potessero intervenire, alle associazioni cittadine interessate al centro storico. Ho segnalato anche la possibilità di individuare i delinquenti grazie alle numerose telecamere a disposizione». A rispondere sarebbe stata solo la Reset, che avrebbe spiegato come l'attività non sarebbe rientrata tra quelle di loro competenza. Dopo diverse sollecitazioni senza risultato tra maggio e giugno,  la signora Turano Campello decide di passare alle “ maniere forti”   Invia un’ulteriore mail di protesta, nella quale annuncia che sarà lei stessa a pulire “ L'11 luglio. alle 6.00 del mattino sarò lì con un rullo e del ducotone a ridipingere; niente paura, farò del mio meglio. Spero di essere anticipata dal personale comunale oppure in alternativa confido nella presenza delle forze dell'ordine quella mattina, per poter verbalizzare la cosa. Mi guadagnerò una denuncia  e finiremo in Tribunale. Tutti avranno modo di venire a sapere di questa faccenda, dell'incuria, del disinteresse, dell'inerzia e dell'uso (o disuso) dei fondi destinati a questo monumento e soprattutto di come l'Amministrazione di Palermo riesca a trasformare una casalinga qualunque in una delinquente. Io probabilmente sporcherò la mia fedina, fino ad oggi immacolata, e il muro di San Giovanni sarà pulito. Un lavoro che stimo di poter finire in un ora al massimo; quindi prima della riapertura del monumento». Di fronte a questa “grave minaccia “ che potrebbe creare gravi problemi di ordine pubblico, finalmente qualcosa si muove. Il professor Angelini che, avendo avuto inoltrata dal sindaco la “minacciosa” mail della cittadina, risponde: «Abbiamo provveduto a fare un sopralluogo a San Giovanni degli Eremiti per verificare la segnalazione - si legge - Mi è stato riferito che le 'scritte' non riguardano direttamente il monumento, fatto che di per se non è meno grave, ma le mure perimetrali della fiancata destra, fronte ingresso, che ricade nella parte interna e più precisamente nel 'Cortile San Giovanni degli Eremiti'. In particolare si tratta della parte bassa di un muro di scadente fattura che supporta e recinge il casotto - di recente costruzione - adibito dalla Soprintendenza a biglietteria. La ripulitura si rende necessaria - si legge nella mail del professor Angelini - così come altri piccoli interventi migliorativi per aumentare il decoro dell'area circostante il monumento» Tutto chiarito?. Ma nemmeno per sogno ! La battagliera signora prontamente risponde :«Che le mura di cinta del monumento siano di scarso interesse – scrive la signora Turano Cappello - lo apprendo adesso. Inoltre le hanno riferito male e, per chi conosce bene il sito (come ad esempio chi ne ha la custodia) sa che queste sono costituite da una parte in pietra, da una cancellata e da quel muro. Inoltre dalle foto (allegate) si vede comunque bene che non si tratta di 'scritte' irrilevanti ma di metri quadri di sfregio. Si tratta di quattro metri di lunghezza e 1,60 di altezza di scritta spray. Che lei non sobbalzi alla vista di questo scempio mi lascia senza parole .Onestamente ammutolirei se non fossi certissima che il sindaco di Palermo stia rabbrividendo quanto me. Inoltre (ammesso che questo diminuisse l'urgenza di un intervento). il muro non è secondario o poco esposto alla vista di tutti, affatto, e non lo derubrica dall'obbligo morale che avete contratto di proteggere il monumento; infatti - spiega ancora la residente - è da lì inoltre che si passa obbligatoriamente per accedere al monumento dell'Oratorio di San Mercurio decorato dal Serpotta». E ribadisce la sua “minaccia”:  «L'11, a meno che non s'intervenga, io sarò lì». Il prof. Angelini non ci sta e, contattato da MeridioNews, controreplica: «Nella mia mail ho precisato di cosa si trattava e della necessità che bisogna comunque ricoprire quelle scritte. Credo che lì nel cortile e in tutta la zona ci siano delle cose indecorose». E sugli 80 giorni trascorsi dalla comparsa delle scritte di cui parla la residente: «Non so a cosa si riferisca la signora - dice Angelini - Io ho ricevuto ieri la segnalazione e questa mattina c'era già la risposta, che è molto chiara: le scritte vanno ricoperte. Ci sono diverse cose indecorose, ma in questo caso basta un pennello e si ricopre. Le scritte non incidono sul bene Unesco, non si tratta, per fortuna, di fare un'opera di restauro di San Giovanni degli Eremiti. Non che non vada fatta la copertura della scritta, però ci sono tante cose indecorose che dovrebbero essere sanate in quella zona, non solo quella scritta. Di queste cose, purtroppo - dice Angelini - ne possono accadere una ogni cinque minuti. Certamente è opportuno che il Comune, di intesa con la Soprintendenza, definisca in tempi brevi la copertura della scritta». Finalmente il Comune, che fino a quel momento aveva taciuto,si sveglia dal suo torpore . Arriva la risposta dell'assessore Emilio Arcuri: «Considerato che il Complesso di San Giovanni degli Eremiti è parte del patrimonio della Regione Siciliana - scrive l'ex vicesindaco - e direttamente gestito dalla Soprintendenza ai beni culturali di Palermo, a quest'ultima inoltro per competenza la sua mail, auspicando che con sollecitudine possa disporre gli interventi richiesti». In parole povere la responsabilità non è del Comune. P.S. Prima di tutto vorrei esprimere la mia solidarietà alla signora Francesca Turano Campello, che ha dimostrato un grande senso civico. Non entro nel merito delle competenze e delle responsabilità però noto con grande dispiacere che un problema che poteva essere risolto in poco tempo si è trasformato in un “caso”. Bastava che il sindaco, o chi per lui, telefonava all’assessore competente per invitarlo a mandare un operaio “con un rullo e del ducotone a ridipingere”. Sarebbe bastato un ora per coprire tali scritte. Invece si perdono giorni e tempo prezioso per polemizzare e per “giocare allo scaricabarile” cioè esimersi dai proprî doveri o responsabilità, riversandoli l’una sull’altro.      

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