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26 apr 2019

Mobilita Palermo intervista Giusto Catania

di Fabio Nicolosi

Dopo qualche anno di assenza, torniamo ad intervistare Giusto Catania, tornato a presiedere la poltrona di assessore alla mobilità. Ci sembrava giusto dunque, dopo anni di immobilismo, sondare il terreno per capire le intenzioni del professore Catania. Buonasera Assessore Catania Lei è stato l’ultimo assessore della giunta Orlando prima della riconferma, tanto criticato e non riconfermato dalla prima giunta. Mi preme sottolineare che sono stato l'unico insieme a Barbara Evola ad essersi messo nuovamente in gioco alle elezioni politiche e a aver ottenuto la poltrona a sala della lapidi con la mia lista di sinistra comune. Uno dei suoi cavalli di battaglia é stato il tram, adesso si sta iniziando il nuovo percorso per le linee tram, la sua posizione in merito é cambiata? Pensa che le nuove linee siano fondamentali? Continuo a pensare che il tram sia strategico per lo sviluppo della mobilità sostenibile della città di Palermo, il tram è un opera importantissima e il suo sviluppo porterà una capillarità del trasporto pubblico di massa. Penso che le nuove linee siano fondamentali e per questa ragione sono molto impegnato per accelerare le procedure e arrivare entro il 2020 ad appaltare le tre nuove linee di tram che serviranno per migliorare non solo la mobilità della città, ma la vivibilità nel suo complesso. Il tram è un mezzo di trasporto ecologico, silenzioso, puntuale e che in tutte le grandi città d'Europa attraversa il centro della citta con risultati soddisfacenti in termini di miglioramento del tempo di spostamento e della qualità dell'aria È stato fortemente criticato per l’attuazione di percorsi ciclabili promiscui come le corsie di via Libertà sopra i marciapiedi. E, come visto su via Maqueda, la promiscuità genera conflitti sociali. Cambierà metodo adesso? È vero ho lavorato in passato all'attuazione di piste ciclabili promiscue proprio perché in realtà la conformazione della nostra città è una conformazione con delle strade pensate esclusivamente per le macchine e pensate esclusivamente per i parcheggi di superficie, quindi ho tentato di inserire questo nuovo elemento culturale, di iniziare a ragionare sulla necessità di produrre spostamenti attraverso un mezzo ecologico, attraverso la mobilità dolce e di usare molto la bicicletta. È chiaro che in città siamo ancora molto indietro su questo percorso perché la bicicletta viene usata solo nell'1% dei casi degli spostamenti casa-lavoro e questo credo che sia un grave problema per la nostra città a cui dobbiamo rimediare quindi le mie scelte di istituire delle corsie ciclabili in percorso promiscuo sono state determinate da un lato dalla conformità delle nostre strade, dall'altro lato sono stati dei percorsi che intendevano introdurre un percorso di innovazione culturale nella nostra citta per iniziare ad utilizzare la bicicletta come mezzo di spostamento. Non è stata una scelta voluta quella di costruire percorsi ciclabili promiscui, spesso sono stato costretto dalle condizioni, io ho sempre pensato che è bisogna continuare a costruire percorsi ciclabili, del resto abbiamo pianificato la costruzione di circa 100km di piste ciclabili della nostra città, questa non è una questione di metodo, è solo una questione di necessità e sono state le prime che sono state realizzate perchè era piu facile farlo, adesso siamo nelle condizioni di iniziare a pensare a delle piste ciclabili su percorsi protetti e delle corsie riservate. È stato anche l’assessore che ha fortemente voluto la pedonalizzazione di piazze storiche e l’istituzione della ZTL. Le aree pedonali soffrono la scarsità di arredi urbani e i varchi videocontrollati della Ztl sono insufficienti. Quale la linea che seguirà? Vuole anticiparci qualche intervento? Abbiamo fatto nel mio primo mandato da assessore alla mobilità 140.000mq di aree pedonali, credo che sia un grandissimo successo e credo è il segno di un percorso che va nella direzione della vivibilità e del miglioramento delle condizioni della nostra città anche dal punto di vista economico, le piazze pedonalizzate all'inizio sono state osteggiate, cosi come è stata osteggiata l'istituzione della ZTL, torno a fare l'assessore con i cittadini che chiedono nuove pedonalizzazioni, chiedono di estendere la ZTL anche nelle fasce notturne, evidentemente il cambiamento difficile che è stato prodotto negli ultimi anni è cominciato a passare e i cittadini palermitani hanno iniziato ad apprezzare le aree pedonali e la limitazione del traffico veicolare privato. In questo momento ci sono solo cinque varchi che sono video controllati, sono gli stessi che c'erano due anni e mezzo fa quando siamo partiti ed è certamente un mio obiettivo quello di far si che il sistema di video controllo dei varchi sia completato nel più breve tempo possibile con ulteriori 17 telecamere. Rispetto all'arredo urbano è importante che sia stato istituito un assessorato al decoro perché sentiamo la necessità di ripensare il sistema di arredo anche delle piazze pedonali. Sono in corso numerosi progetti PON METRO, molti dei quali riguardano proprio l’assessorato che presiede, in che modo si vedrà l’impronta di Giusto Catania? Dove pensa che vadano spesi maggiormenti i fondi pubblici? I progetti del PON METRO stanno andando avanti e alcuni incominceranno ad andare presto a chiusura, penso l'importante progetto che consentirà di avere le paline elettroniche alle fermate dei bus, il sistema di telecontrollo degli autobus che servirà ovviamente a migliorare il sistema di trasporto e il sistema su gomma nella nostra città. In attesa della realizzazione dei grandi parcheggi e del loro finanziamento, attorno al Centro Storico ci sono aree poco sfruttate. Parcheggio Cairoli e parcheggio Basile ad esempio. Al suo predecessore avevamo chiesto più volte di prolungare l’attuale navetta express fino alla stazione centrale per dare una mano alla Ztl, e proponendo un’ulteriore navetta per Cairoli. Pensa di poter attuare queste proposte? Abbiamo investito moltissimo sul progetto dei parcheggi limitrofi al centro storico penso al parcheggio Basile che fino a qualche tempo fa era vuoto, adesso andando a vedere lo stesso è pieno di bus extraurbani, grazie a scelte operate tre anni fa che hanno trasformato il parcheggio in un HUB per i bus extraurbani. Credo vada fatta un ragionamento generale sulla navetta per il centro storico (navetta express) perchè saremo nelle condizioni da qui a poco di modificare l'assetto di circolazione del centro storico perche tra le proposte che sto iniziando ad attuare c'è la proposta del nuovo senso di circolazione su via Roma e l'estensione dell'area pedonale di via Maqueda e del Cassaro quindi è chiaro che con questi due assi stradali sarà limitato il traffico veicolare privato lungo questi due assi stradali e quindi con il doppio senso di circolazione su via Roma si modificheranno completamente i percorsi delle navette. Siamo ancora in attesa della terza corsia su viale Regione Siciliana, Giusto Catania annullerà l’ordinanza esistente o dará finalmente il via libera alla segnaletica? Era un ordinanza ferma da due anni, con un indirizzo chiaro anche dal consiglio comunale, ed è stata una delle prime cose che ho fatto. La circonvallazione sarà a tre corsie e subito dopo Pasqua partiranno i lavori che si completeranno ad Agosto. Un lavoro lungo che servirà da un lato ad asfaltare mettendo in sicurezza viale Regione Siciliana e servirà anche ad apporre la segnaletica sulla strada più importante della nostra città Biglietto unico: la questione oramai è di competenza regionale. Il Comune di Palermo, l’assessorato, le partecipate, cosa stanno facendo, cosa possono fare? Il biglietto unico è sempre stato di competenza regionale, più e più volte abbiamo chiesto di inserire questo tema nel contratto di servizio con le ferrovie. Riteniamo che sia importantissimo il biglietto unico, riteniamo che con l'avvio del passante ferroviario e dell'anello insieme all'estensione della rete tramviaria diventa fondamentale avere il biglietto unico e su questo serve un grande investimento della regione che capisca che questo tema è fondamentale per tutti i cittadini palermitani. Le recenti vicende societarie della Tecnis Spa sui cantieri in città stanno determinando ritardi e criticità sulle strade. Qual è la posizione ufficiale che il Comune di Palermo intende prendere rispetto a queste vicende che, inevitabilmente, penalizzano la città e i cittadini. Darete un ultimatum o attenderete che le vicende facciano il loro corso? Il comune di Palermo, l'amministrazione e tutti i cittadini sono vittime di questa vicenda della Tecnis. Le responsabilità sono esclusivamente da ricercare sulle scelte delle ferrovie e sulle responsabilità del governo nazionale che su questa vicenda ha cincischiato troppo noi come comune di Palermo abbiamo chiesto più volte un chiarimento su questa vicenda, il sindaco ha perfino chiesto la recessione del contratto è chiaro che sono penalizzati tutti i cittadini palermitani e l'amministrazione comunale. Adesso è arrivato il momento di fare chiarezza su questa vicenda perché quest'opera è importantissima per il miglioramento del sistema della città di Palermo, della viabilità e della vivibilità. Adesso che si è nuovamente insediato, in generale, ci dica quali sono gli interventi che in maniera assolutamente prioritaria si prefigge di realizzare nel suo mandato. Il mio mandato si continuerà a caratterizzare per la costruzione della città ecologica, una città che dovrà rinunciare sempre di più ai veicoli privati, investendo moltissimo sul trasporto pubblico, sulle biciclette, sulle nuove pedonalizzazioni, cambiando le abitudini e gli stili di viti perché pensiamo sia fondamentale a raggiungere l'obiettivo che ci siamo dati nella redazione del PUMS che stiamo realizzando. Nel PUMS prevediamo uno split modale verso il trasporto pubblico e verso le biciclette con l'obiettivo di arrivare al 2030 con lo spostamento di circa il 50% dei viaggiatori su autobus e bici, in questo momento il TPL è utilizzato solo per il 12%, le biciclette solo dall'1% della popolazione. Tra i temi che stiamo curando vi è anche la revisione del piano della sosta tariffata della città di Palermo perché è un piano di qualche anno fa e che va rivisto Infine stiamo lavorando con Amat anche sulla modifica di alcuni percorsi dei bus che tengano conto anche del passante ferroviario e quindi con delle fermate proprio in corrispondenza delle nuove stazioni del passante ferroviario.

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21 feb 2019

Fognatura | Partiti i lavori di realizzazione sistema fognario alla Marinella

di Fabio Nicolosi

Alla "Marinella" di Palermo partono i lavori per la realizzazione del sistema fognario dinamico. Ci vorranno poco più di sette mesi per completare l'opera, gestita direttamente dal Commissario Straordinario Unico per la Depurazione, Enrico Rolle, in quanto necessaria a superare l'infrazione con sentenza di condanna della Corte di Giustizia dell'Unione Europea (C.565/10) sul trattamento delle acque reflue urbane. Il progetto prevede la costruzione di 1.700 metri di collettori secondari lungo le strade del quartiere Marinella e lungo Via Scordia, cui si aggiungono circa 780 metri di un emissario di grande diametro lungo via Nicoletti e via Olimpo per portare i liquami all'esistente depuratore di Fondo Verde. Saranno dunque quasi diecimila i cittadini serviti dalla nuova rete: gli oltre 7400 residenti nel quartiere Marinella, nato dopo gli anni '50 nella dismessa area industriale ex Montecatini di Tommaso Natale e oggi privo di una fognatura dinamica, più i 2300 abitanti della zona residenziale di Via Scordia, sorta negli anni '80 su aree ex agricole. "Questo – spiega il Commissario Rolle – è il terzo cantiere in ordine di tempo a partire nella città di Palermo dei quattordici che abbiamo previsto per cancellare l'infrazione europea e su cui stiamo lavorando assieme al Sindaco e alle strutture comunali. Occorre – conclude Rolle – sottolineare l'importanza di un intervento ambientale che, anche a fronte di un contenuto importo economico, può dare un contributo reale alla riqualificazione del noto quartiere Marinella e del bacino nord di Palermo". Per il Sindaco Leoluca Orlando, "dopo via Ripellino, via Ponticello Oneto e via Valenza, la struttura del Commissario avvia un nuovo, e certamente più importante, intervento per la depurazione. Un intervento rilevante per il numero di cittadini che ne saranno serviti. Prosegue, quindi, in modo efficace la collaborazione con la struttura Commissariale, che presto porterà a nuovi e importanti interventi come il Collettore sud-orientale e il potenziamento del depuratore di Acqua dei Corsari". I lavori sono stati consegnati formalmente stamani alla ditta affidataria, la I.CO.E.S., dal Direttore dei Lavori alla presenza del responsabile del Procedimento Ing. Giovanni Pizzo, Dirigente della Sogesid, Società "in house" del Ministero dell'Ambiente di supporto tecnico-specialistico all'attività commissariale. La procedura di gara per l'affidamento dei lavori, condotta dalla centrale di committenza "Invitalia", è stata aggiudicata per un corrispettivo contrattuale di 917 mila euro (più IVA), mentre il finanziamento complessivo per l'opera è di 1,8 milioni di euro, ottenuto attraverso le delibere CIPE 2012 e 2015. L'attività di direzione dei lavori in fase di esecuzione verrà gestita dalla società SAI (Studio Applicazioni Idrauliche). Delle altre 13 opere, tre sono già in fase di esecuzione (Fognatura delle vie Via Ripellino e Carmine - Fognatura di Via Ponticello Oneto e Fondo Badami – Fognatura nella Via Valenza), che insieme a questa avviata oggi, contribuiranno alla riqualificazione della Borgata di Marinella (Tommaso Natale) dotandola di una importante opera di urbanizzazione. Sono, altresì, in fase prossima all'appalto le due opere più importanti inserite nell'A.P.Q. "Depurazione Acque Reflue" su richiesta dell'Amministrazione Comunale, successivamente transitate al Commissario Unico Nazionale ex D.P.C.M. 26/04/2017, entrambe strategiche ai fini del completamento del sistema fognario depurativo della Città: - Completamento del Collettore Sud-Orientale (Progetto Esecutivo per € 33.000.000,00) portato in fase di approvazione presso la Commisione Regionale LL.PP. dall'Amministrazione Comunale ed attualmente in fase di verifica e acquisizione degli ultimi pareri di legge a cura del Commissario Unico Nazionale; - Adeguamento e potenziamento del Depuratore di Acqua dei Corsari (Progetto Definitivo per appalto integrato di progettazione ed esecuzione per € 26.575.000,00) il cui Progetto Definitivo è stato approvato dall'Amministrazione Comunale con la Deliberazione di G.M. n.24 del 25/02/2015 e successivamente appaltato a cura del nuovo Soggetto Attuatore Commissario Unico Nazionale (gara d'appalto in fase di aggiudicazione).

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22 ott 2018

Verde pubblico | Al via tre progetti di manutenzione ordinaria e straordinaria realizzati da Reset con fondi extracomunali

di Fabio Nicolosi

Tre complessi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria del verde urbano e degli spazi pubblici della città saranno avviati a partire dalla prossima settimana dal settore Verde del Comune, avvalendosi "in house" degli operai della Reset, l'azienda di servizi con cui sono stati sottoscritti degli appositi contratti nei giorni scorsi. I primi due interventi saranno quello che riguarda il Parco della Favorita e quello delle Borgate marinare. I successivi interesseranno, poi, tutte le circoscrizioni e tutti i quartieri. Per la Favorita si tratta di un intervento "storico", legato non soltanto alla manutenzione ordinaria del verde, ma anche alla pulizia degli agrumeti e del suo antico sistema di irrigazione, quello delle "saie", portato in Sicilia dagli arabi. In particolare, in questo caso è stata necessaria una lunga programmazione e pianificazione, dovendo intervenire nel più ferreo rispetto delle prescrizioni imposte dalla Sovrintendenza per i Beni Culturali e proprio con l'obiettivo di ripristinare, ove possibile, l'antico sistema di "gebbie", "cunnutti" e "saie" che trasportava l'acqua in tutta l'area senza supporti meccanici. I lavori dureranno otto mesi e prevedono, oltre agli interventi manutentivi e ricostruttivi del sistema idrico, un corposo lavoro di decespugliamento degli agrumeti, la potatura di ringiovanimento di tutti gli agrumi (circa 12.500 alberi), la fresatura del terreno e la relativa sistemazione idraulica. L'area interessata (circa 150.000 mq – 15 ettari, oltre i sentieri che attraversano il Parco, per circa 11,4 km pari a 22,8 km lineari su cui lavorare) sarà divisa in diversi lotti nei quali lavoreranno nel tempo circa 380 operati della Reset. Il costo, interamente finanziato con il "Patto per Palermo", quindi con fondi extracomunali, sarà di poco superiore ai 900 mila euro. Il secondo piano di intervento, che sarà avviato a breve, riguarda invece le aree delle Borgate Marinare, con una spesa complessiva, sempre a carico del "Patto per Palermo" di 1,5 milioni di Euro e una durata prevista di 8 mesi. In particolare, si interverrà nelle aree di Barcarello-Sferracavallo, Mondello, Romagnolo, Addaura. In questo caso, a seguito di una studio condotto dal settore Verde, sono stati individuati interventi puntuali da realizzare su un totale di circa 2.500 alberi e cespugli, con la manutenzione ordinaria e la potatura, l'abbattimento o l'estirpazione di piante infestanti. L'intervento sul verde prevede, inoltre, una continuità nel tempo, quindi anche la zappatura primaverile, la concimazione, l'irrigazione e altre misure ordinarie. Oltre che sul verde, il piano prevede interventi su alcune aree pubbliche, per circa 5.000 metri quadri. Per il vicesindaco Sergio Marino, che ha anche la delega al Verde, "si tratta di un piano, anzi tre piani integrati che sono parte di un'unica pianificazione per la manutenzione del verde e degli spazi pubblici in città. Un piano unico, che ha visto una programmazione minuziosa e con alto valore scientifico da parte del settore del Verde, che ancora una volta si avvale del supporto fondamentale della Reset". Il sindaco Orlando sottolinea, invece, come "questo piano di manutenzione conferma il ruolo strategico della Reset, come strumento di intervento in tutta la città e allo stesso tempo mostra l'attenzione rivolta ad ogni circoscrizione, partendo dalla Favorita e dalla riscoperta del suo antico sistema di irrigazione, per arrivare poi ad intervenire sul verde e sulle aree pubbliche di tutti i quartieri, con una attenzione particolare alle periferie. E' probabilmente il più ampio piano di manutenzione del Verde urbano da molti anni a questa parte e ad accrescerne l'importanza è il fatto che si riesca a realizzarlo senza costi per l'Amministrazione comunale e tramite un'azienda pubblica".

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06 lug 2017

La guerra dei porticcioli (2parte): Tanto rumore per…….. nulla

di belfagor

Il 21/12/2016 su “MobilitaPalermo” fu pubblicato un articolo che descriveva lo scontro tra il Comune di Palermo e l’ l’Autorità Portuale a causa del PRP e sulla gestione dei porticcioli di Palermo. Giovedi 29 giugno 2017 il TAR di Palermo ha (forse) messo la parola fine su tale annoso,e sotto molti aspetti poco edificante, conflitto. “I giudici della prima sezione del Tar di Palermo (presieduta da Calogero Ferlisi, consigliere Aurora Lento, estensore Roberto Valenti), hanno accolto il ricorso presentato dall'Autorità Portuale, assistita dall'Avvocatura dello Stato di Palermo, dando il via libera al piano regolatore del Porto di Palermo”. In parole povere, tra l'ex sindaco Diego Cammarata e l'autorità portale del tempo, diretta da Nino Bevilacqua, era stata firmata un'intesa per il via libera del PRP e per la gestione del porto e anche dei porticcioli turistici. Il sindaco Leoluca Orlando aveva impugnato questa intesa e con una serie di provvedimenti del consiglio comunale aveva rimessa in gioco l'intera gestione delle strutture portuali. Ma facciamo un passo indietro è torniamo al lontano 8 Luglio  2008 quando viene presentato il PRP ,cioè il nuovo Piano regolatore del porto. Tale piano non viene elaborato dal Comune ma dall’Ente Porto che ,di fronte al consueto immobilismo dell’amministrazione di Palazzo delle Aquile, decide di intervenire nominando  una commissione, guidata dal Prof. Maurizio Carta che stila il “Waterfrontpalermo: un manifesto-progetto per la nuova città creativa”. Certamente si tratta di un lavoro molto ambizioso e di alta qualità, che non si limita a “progettare” il Waterfront ( cioè  le coste e la parte della città di fronte al mare) ma affronta l’annoso problema del rapporto della città con il suo mare e il futuro dei suoi porticcioli.  Alla presentazione del PRG il presidente dell’Ente Porto , Ing. Bevilacqua dichiara: ” I lavori, alcuni dei quali già in corso, termineranno in tempi brevi, massimo dieci anni. Il progetto è incentrato sull’identificazione di Palermo come scalo turistico, affiancato dal porto di Termini Imerese per buona parte del traffico merci. Il piano prevede anche la creazione di un Parco archeologico urbano nel Castello a Mare, la costruzione di un porticciolo turistico a Sant’Erasmo, il recupero della Cala, mentre una parte dell’approdo Acquasanta verrà dedicato alla cantieristica minore.  Infine, il problema del traffico verrà risolto grazie alla costruzione di una galleria sotterranea “ L’integrazione della viabilità proposta dal nuovo PRP di Palermo con il sistema dell’accessibilità alla scala urbana prevede una nuova viabilità carrabile portuale legata al traffico commerciale, fortemente interconnessa con la viabilità esterna che, collegandosi direttamente tramite una galleria con la circonvallazione di Palermo, libererà la via Messina Marine e la via Francesco Crispi dai mezzi pesanti che oggi congestionano i principali accessi al porto”. Per quanto riguarda i finanziamenti il Presidente Bevilacqua dichiara” Cento milioni di euro sono già pronti per essere investiti.”.   Che il Presidente dell’Ente Porto fosse troppo ottimista lo dimostra il fatto che dovranno passare ben 3 anni ( novembre 2011) prima che tale piano venga approvato dal Consiglio Comunale . Nel 2012 ritorna sindaco ( per la quarta volta) Leoluca Orlando Cascio. Come primo atto fa revocare, dal nuovo consiglio comunale, il PRG approvato  solo qualche mese prima dal vecchio consiglio. Ma nello stesso anno il TAR “revoca  tale revoca” ,decisa in giugno dal nuovo Consiglio comunale, perche mette a rischio “l’avanzato stato del procedimento di approvazione di uno strumento complesso qual è il prg del porto e la conseguente perdita dei fondi europei ,senza essere supportato da adeguate e specifiche motivazioni”.   Ma la sentenza del TAR va oltre. Perché ribadisce che la competenza dei porticcioli di Sant’Erasmo, Arenella e dell’Acquasanta è dell’Autorità portuale perché il “decreto ministeriale del 22 novembre 2005, che individua la circoscrizione territoriale dell’Autorità portuale, comprendendo anche i porticcioli dell’Acquasanta, dell’Arenella e di Sant’Erasmo,è ormai “inoppugnabile” Capito chiuso? Purtroppo no Nel 2013 ,Il Consiglio superiore dei lavori pubblici  approva il piano regolatore del porto di Palermo. Ma il sindaco Leoluca Orlando non ci sta, punta il dito contro i vertici dell’Autorità portuale e scrive al premier Enrico Letta affinché appuri se ci sono stati comportamenti irregolari nel corso dell’iter burocratico partito nel 2000. Ormai siamo a un braccio di ferro,senza esclusioni di colpi, tra il Comune di Palermo ( Orlando) e l’autorità portuale, una vera guerra. Una contesa per stabilire a chi spetti la titolarità sui porticcioli turisti di Sant’Erasmo, dell’Arenella e dell’Acquasanta, oltre al Castello a mare e del giardino del Foro italico e non solo. Ma forse l’obiettivo è anche la poltrona dell’Ente Porto che Orlando vorrebbe avocare a se. Il sindaco convoca una conferenza stampa e dichiara :”“Contrariamente a quanto prevede la legge - spiega il primo cittadino – il Consiglio comunale non si è mai pronunciato sui limiti territoriali della competenza dell’Autorità portuale.  E’ stato defraudato di una sua prerogativa. Ho informato la Procura della Repubblica di Palermo della richiesta fatta al presidente Enrico Letta”. Ma il sindaco Orlando non si limita alla conferenza stampa, ma fa approvato, dal consiglio comunale due delibere per….. far decadere il ricorso al Tar dell’Autorità Portuale sul Piano regolatore del porto e ridefinire i confini di competenza sui porticcioli, rimettendo così le mani sui porticcioli turistici e sul Castello a mare. “Il Consiglio – sostiene Orlando – approvando queste due delibere si è riappropria di una prerogativa di cui era stato defraudato. Una cosa del genere non accadrà ma più”. E perché il sindaco Orlando vuole revocare il PRP, che pure è un buon piano? Secondo lui ,l’approvazione del piano regolatore del porto è avvenuta senza il parere preventivo della Regione Siciliana. Cioè il sindaco non entra nel merito delle cose proposte nel PRP, anche perché non ha un piano alternativo, ma evidenzia alcune presunte anomalie dell’iter burocratico , e cioè  “ manca il parere preventivo della Regione”. Oggi la sentenza del TAR Palermo conferma che tale opposizione del Comune era priva di fondamenti giuridici "non risulta che la Regione Siciliana – sostiene la sentenza - che non è parte del presente ricorso ma che è certamente unica titolare del relativo potere, cui compete anche l'approvazione in via definitiva dello strumento programmatorio approntato dall'autorità Portuale di Palermo, abbia mai sollevato innanzi la Corte Costituzionale questione di conflitto di attribuzioni nei confronti dell'Amministrazione statale avverso il decreto ministeriale 2005 che ha fissato i contorni della circoscrizione dell'Autorità Portuale di Palermo”. P.S. Ci sono voluti 10 anni per ribadire un concetto che era chiaro a tutti. In questi anni la città è stata bloccata e privata di uno strumento fondamentale come il Piano Regolatore del Porto di Palermo ( PRP). Abbiamo perso finanziamenti pubblici e privati, posti di lavoro e possibilità di sviluppo. E tutto questo per …..nulla. Chi paga?    

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Segnalazione
04 lug 2017

C’era una volta via notarbartolo…

di belfagor

Qualcuno dirà che Via Notarbartolo è ancora esistente ed è una delle principali e caotiche arterie cittadine. Nella realtà la vera Via Notarbartolo non esiste più e l’attuale via è una brutta copia di quella di molti anni fa. La storia della via Notarbartolo parte nel lontano 1885 con il piano regolatore di Palermo, chiamato Piano Giarrusso (dal nome dell’ ingegner Felice Giarrusso che lo elaborò). In tale piano era prevista la costruzione di una nuova strada, perpendicolare alla già esistente via Libertà. Questa strada sarebbe stata composta dalle attuali via Notarbartolo e via Duca della Verdura. La strada era concepita secondo criteri moderni e cioè con vie larghe 15/20 metri, con incroci perpendicolari, contornata da edifici residenziali e sfociante nel giardino della settecentesca Villa Cupane, che le avrebbe dato uno sfondo romantico. Secondo l’idea del Giarruso , questa strada doveva diventare la zona residenziale della città con la costruzione di ville e piccole palazzine di un certo pregioL’idea era certamente interessante ma , come accade spesso nella nostra “felicissima “ città rimase incompleta. La realizzazione della strada infatti si interruppe all'altezza dell'odierna via Sciuti,. Questo stato di cose rimase fino agli anni trenta.La zona divenne velocemente ambita dalla borghesia medio alta che cercava di allontanarsi dalla città vecchia. Presto si sviluppo un modello standard di edilizia lungo questo asse e gli assi limitrofi che seguiva il modello di “città giardino” , affermato soprattutto in Francia e nel   nord-europeo. La tipologia delle costruzioni seguiva il gusto locale del “tardo stile liberty”. Gli architetti di allora erano fortemente influenzati da tale stile che aveva avuto nei Basile i massimi esponenti. Si trattava di corpi bassi a 2/3 elevazioni frazionati in appartamenti e contornate da giardini. In genere il proprietario abitava il piano terra con il rispettivo giardino e i piani superiori venivano abitati dai figli sposati o affittati. Via Notarbartolo divenne una delle strade più belle ed eleganti di Palermo. Verso la fine degli anni 30 la strada venne prolungata fino all'attuale piazza Ottavio Ziino. Il tratto terminale della via era tagliato dalla linea ferroviaria per Trapani, per questo motivo era presente un passaggio a livello. Nel 1939 il comune bandì un concorso per un nuovo piano regolatore, nel medio e lungo termine, per una popolazione cittadina stimata in circa 700.000 abitanti. Tale piano avrebbe dovuto seguire, dove possibile , lo spirito del precedente . Ma la guerra travolse tutto, compresi i progetti , i piani regolatori e…. i buoni propositi. Dopo la guerra, con la nascita della Regione Siciliana, che attirò a Palermo migliaia di nuovi abitanti dalla provincia e da tutta l’isola , furono necessari costruire nuovi quartieri e nuovi palazzi per poter rispondere a tale notevole aumento di popolazione. Nel 1959 la previsione di crescita venne ampliata a 900.000 abitanti con una variante al piano. In tale variante, fortemente influenzata dalla nuova classe dirigente locale e dai loro amici costruttori, si abbandono l’idea della “città giardino”, si ridussero le zone verdi, inoltre si punto su edifici a più piani piuttosto che a quelli con pochi piani .o a villette. Questo, teoricamente, serviva a occupare meno terreno, ma nella realtà serviva a guadagnare di più. Si buttarono le basi per la speculazione edilizia meglio nota come il “Sacco di Palermo”. Ricordiamo che tra il 1959 ed il 1964 l’assessore dei lavori pubblici a Palermo fu un certo Vito Ciancimino. Via Notarbartolo , insieme a Via Libertà, furono le prime vittime di tale “nuova politica”. Decine di ville e palazzine furono abbattute e sostituite da anonimi e brutti palazzoni, spesso costruiti al risparmio. La scuola palermitana di illustri architetti e ingegneri palermitana, influenzata dai Basile, fu sostituita da capi mastri o da ex carrettieri, che si erano arricchiti nel dopo guerra trasportando e scaricando il materiale di risulta dei vari bombardamenti nella costa sud, distruggendola. Tali personaggi, appoggiati dagli amministratori locali, si trasformarono in “costruttori” senza scrupoli . Così scomparve la Palazzina Conticelli, Palazzo Di Paola( che si trovava all’angolo tra Via Notarbartolo e Via Libertà) , Villa Varvaro , Palazzina Mancuso e altre decine di ville e palazzine. Anche Villa Cupane con il suo giardino settecentesco , che doveva dare lo sfondo romantico alla strada, fu abbattuta per permettere l’allaccio tra via Notarbartolo e Via Regione Siciliana. ( non era più tempo di romanticismi). Una delle poche ville che si salvò fu Villa Pottino, realizzata dall’architetto Armò nel 1915 come abitazione dei Principi di Baucina e successivamente acquistata dal Marchese Pottino di Irosa. Nonostante i “consigli” e il tritolo, i proprietari non cedettero al ricatto e non vendettero. Recentemente è stata messa in vendita. Speriamo che chi l’acquista la trasformi in “uno stupendo palazzone”. Effettivamente Villa Pottino, tra quei “belli” e alti palazzoni e il “modernissimo” Tram , è un intruso , uno “scempio edilizio” che rovina il prospetto della “ nuova e splendida” Via Notarbartolo. “Noi fummo i Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene” P.S. Tanto accanimento forse è legato al fatto che tale strada ricorda due martiri della lotta contro la mafia. L’1 febbraio 1893, l’ex sindaco di Palermo Emanuele Notarbartolo fu ucciso da 27 pugnalate mentre tornava in treno dalle sue proprietà di Sciara. L’omicidio è considerato il primo delitto eccellente compiuto dalla mafia. Notarbartolo era stato anche Direttore generale del Banco di Sicilia e si era distinto per la sua onestà e competenza. La via Notarbartolo è inoltre considerata una “strada simbolo”. Infatti ci abitava Giovanni Falcone, giudice palermitano ucciso dalla mafia il 23 maggio 1992  ( quasi cento anni dopo il primo omicidio). Davanti al portone del condominio in cui il giudice viveva insieme alla moglie Francesca Morvillo, morta anche lei nell’attentato, sorge un albero di Ficus conosciuto da tutti come l’“Albero di Falcone”, su cui cittadini e, bambini, sono soliti affiggere messaggi e biglietti che testimoniano la volontà di non arrendersi di fronte alle mafie. Come vedete due” brutti esempi”.

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31 mag 2017

Dal 1 Giugno al via la ZTL ad Aspra

di Mobilita Palermo

Il sindaco di Bagheria, è in procinto di firmare un’ordinanza con la quale anticipa di un mese la consueta istituzione della ZTL nella frazione marinara di Aspra e ne estende il tratto. La zona a traffico limitato partirà dunque dal primo di giugno e durerà sino al 18 settembre 2017. Dunque il sindaco vieterà il transito delle auto in tutta la via Francesco Tempra a partire dalla via Don Bosco e sino a corso Italia, angolo via Concordia Mediterranea. E’ questa l’altra novità di quest’anno che allunga sino all’incrocio di via Concordia Mediterranea l’estensione della ZTL. Per ritornare dunque verso Bagheria gli automobilisti dovranno percorre appunto quest’ultima strada. L’ordinanza sarà on line nei prossimi giorni e torneremo sull’argomento specificando tutte le disposizioni in essa contenute. “Complice una bella stagione che ha anticipato i tempi per frequentare il mare e la costa di Aspra, vogliamo anticipare di un mese la Ztl nella frazione marinara per rispondere alle esigenze di diversi residenti che già lamentano un notevole aumento del traffico e del disturbo della quiete pubblica anche a causa dell’abusivismo commerciale degli ambulanti che crea grossi problemi di vivibilità ai residenti,” dice il sindaco di Bagheria Patrizio Cinque. L’ordinanza sarà attiva ogni giorno, H 24 per tutto il periodo che va dal 1 giugno al 18 settembre 2017. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/MobilitaPA/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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