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26 mag 2021

Palazzo delle Aquile | Da sabato 29 Maggio via ai lavori di restauro che dovrebbero durare circa 4 anni

di Mobilita Palermo

Nel prossimo week end partiranno ufficialmente i lavori di restauro e manutenzione straordinaria di Palazzo delle Aquile, sede della Amministrazione comunale e del Consiglio comunale. Secondo il cronoprogramma dei lavori, il primo atto previsto sabato e domenica sarà l'avvio delle indagini strumentali sulle murature dell'edificio di piazza Pretoria, propedeutiche alla progettazione esecutiva delle strutture. I lavori di restauro dureranno circa 4 anni e non prevedono mai la totale chiusura del Palazzo, grazie ad un cronoprogramma per fasi autonome che permetterà, di fatto, la parziale continuità della attività istituzionali, consentendo l'alternanza della presenza di almeno una delle funzioni isituzionali apicali (Sindaco e Consiglio comunale). I lavori sono stati assegnati all’A.T.I. Co.San.srl che nello scorso dicembre ha sottoscritto il contratto di esecuzione per un importo di poco inferiore ai sei milioni di euro oltre I.V.A., al netto del ribasso percentuale (27%) offerto sull’importo a base d’asta. L'avvio dei lavori di restauro e di manutenzione straordinaria segue una lunga vicenda amministrativa e giudiziaria iniziata con l'indizione della gara nel 2017, la cui gestione era stata affidata all'UREGA. Dopo una prima aggiudicazione di agosto 2018, si sono susseguiti diversi ricorsi e controricorsi da parte di ditte escluse, con conseguenti passaggi presso la Giustizia Amministrativa ed anche la richiesta di pareri all'ANAC. Solo il 20 settembre 2020, a tre anni dall'avvio della procedura, una definitiva sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa ha permesso di procedere alla stipula del contratto. Il contratto consiste in un Accordo Quadro basato su un progetto definitivo; ciò significa che i lavori saranno eseguiti sulla base di singoli progetti esecutivi (per ciascuna delle fasi) e altrettanti sub-contratti con la medesima ATI aggiudicataria. I lavori, che saranno ovviamente svolti sotto l'egida della Soprintendenza per i Bb.Cc. in considerazione del valore storico e artistico dell'edificio, interesseranno prioritariamente l’adeguamento della struttura alle vigenti normative in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro, oltre alla conservazione della facies architettonica e degli apparati decorativi, dotando il Palazzo di nuovi impianti tecnologici e servizi, intervenendo anche per l'eliminazione di una serie di elementi che ne deturpano l'aspetto originario a seguito di interventi di piccola manutenzione susseguiti nel corso degli ultimi 50 anni. Verrà inoltre effettuata la verifica e il miglioramento delle strutture, con un intervento sui percorsi di mobilità interna sia per l'abbattimento delle barriere architettoniche sia per la sicurezza delle vie di fuga. Si interverrà ovviamente anche sul restauro delle parti decorate. Le modifiche distributive e architettoniche sono state elaborate con particolare riferimento ad alcune esigenze prioritarie, ovvero alla razionalizzazione dei percorsi interni e ad una migliore funzionalità e dei percorsi di esodo in caso di emergenza. "Palazzo delle Aquile - ha detto il sindaco Leoluca Orlando - è una delle grandi ricchezze della nostra città. Questo intervento di restauro restituirà il palazzo nella sua straordinaria bellezza alla cittadinanza e a tutti i turisti, mettendolo in sicurezza ed esaltando le sue bellezze che si sono stratificate nel corso dei secoli. Ma anche eliminando le anomalie, le criticità in termini artistici. Anche questo è un modo di costruire il futuro di Palermo. Ringrazio tutti i tecnici comunali dell'Ufficio del Centro Storico del Comune di Palermo per il lavoro che ha permesso di raggiungere questo importante risultato e ringrazio, inoltre, la Sovrintendenza dei Beni Culturali. Il cammino è stato ostacolato da lungaggini, ritardi, ricorsi e impugnative. Ora possiamo dire che la missione è compiuta, bisogna completarla". Lavori nel dettaglio: Nelle tavole allegate (PdA - Highlights da P1 a P5 sul rilievo e sul progetto) sono posti in evidenza, per ogni piano, i punti principali in cui si interverrà: inserimento di una nuova scala per tutta l’altezza dell’edificio (lato Maqueda), prolungamento di una rampa della scala esistente lato Bellini, inserimento di ascensori, demolizioni di superfetazioni incongrue (sopraelevazione su vicolo S. Caterina), restauro dell’apparato decorativo, completo rifacimento a norma degli impianti elettrico, idrico, antincendio, di climatizzazione e rete dati, restauro e/o sostituzione degli infissi interni ed esterni con la sostituzione di tutti i vetri con vetri di sicurezza, riconfigurazione delle coperture, rimozione degli scranni in Sala delle Lapidi e messa in luce della pavimentazione a marmi mischi, realizzazione di riserva idrica antincendio, risanamento e recupero del rifugio antiaereo con l’eventuale riapertura degli accessi dalla scalinata di Piazza Pretoria (lato Maqueda), risanamento dell’umidità di risalita nelle murature, demolizione di solai, restauro del lucernario e sostituzione delle specchiature con vetri di sicurezza. L’intervento sarà eseguito in due macroaree, A e B una per ogni metà dell’edificio, prima quella dal lato del vicolo di S. Caterina, che comprenderà quindi Sala delle Lapidi e gli uffici del Consiglio Comunale e poi quella dal lato di via Maqueda, che comprenderà la Segreteria Generale e gli uffici del Sindaco. I lavori nelle due macroaree saranno precedute da una Fase 0, di incantieramento, che si prevede potrà essere avviata entro la prossima estate, in cui si procederà alla rimozione ed al conferimento a discarica di tutto ciò che può essere rimosso agendo dall'esterno (ad esempio in copertura, le canalizzazioni, i macchinari e i serbatoi), all'avvio dei restauri in zone non utilizzate, alla realizzazione dell’indiana attorno all'edificio per il risanamento dell'umidità da risalita, all'esecuzione dei serbatoi per la riserva idrica antincendio, al recupero del rifugio antiaereo e dei locali di accesso in prossimità della portineria. Si prevede che i lavori della Fase 0 avranno una durata di 12 mesi, mentre i lavori della Macroarea A (Sala delle Lapidi) saranno avviati entro l'anno corrente e avranno una durata di 24 mesi. In ognuna delle macroaree dovrà eseguirsi lo sgombero di persone e cose e la completa liberazione degli spazi in cui si interverrà. Per quanto riguarda lo sgombero delle suppellettili e degli arredi di valore storico, di cui è già stata avviata la catalogazione, si sono individuate l'aula Rostagno e quella adiacente, del futuro archivio, come deposito temporaneo, mentre un altro sito potrebbe essere rappresentato dalla GAM, in cui conferire gli oggetti e allestire una mostra temporanea sui beni del Palazzo.

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Articolo
26 set 2019

Piazza Pretoria, stalla a cielo aperto?

di Mobilita Palermo

Palermo - Dallo scorso agosto è stata avviata la parziale pedonalizzazione lungo la parte centrale di corso V.Emanuele via Maqueda bassa, e il cambio di senso di marcia  – da Piazza Giulio Cesare ai Quattro Canti (Piazza Villena) durante la fascia oraria 7-10 dl mattino. La chiusura di questo tratto di strada ha sulla carta enormi potenzialità in termini di fruibilità, percorsi turistici e nuove attività commerciali, soprattutto con l'esperienza vissuta nel tratto di strada opposto via Maqueda alta. Decoro, pulizia, sicurezza sono pilastri fondamentali per rendere uno spazio pubblico attraente. E, visti i tempi, mettiamo anche la limitazione delle attività food. Ma di quest'ultimo aspetto avremo modo per parlarne nei prossimi giorni. Le immagini che vi mostriamo rappresentano però lo scenario quotidiano che si presenta in via Maqueda nel tratto adiacente piazza Pretoria. Ape Calessini, venditori ambulanti (che spostano i pochi arredi urbani presenti per parcheggiare) e soprattutto carrozze a cavallo che stazionano in questo lembo di strada trasformandolo letteralmente in una stalla.  Eppure nessuno sembra rispettare gli spazi assegnati, nessuno che osa richiamarli. I cavalli ovviamente liberi di urinare, ma basta una secchiata d'acqua (?). L'assenza di decoro è indice di poca attenzione per questi luoghi dove andrebbero fatte rispettare le regole, senza distinzione alcuna. E rivedendo qualche ordinanza perché riteniamo "anomalo" che veicoli a motore quali gli Ape Calessini siano liberi di scorazzare all'interno delle aree pedonali, talvolta correndo talvolta con musica a manetta schivando pericolosamente i pedoni. Le foto che ci sono state inviate fanno parte di un reportage più ampio a cura cittadini e liberi professionisti. Indignati come giusto che sia, ma pronti a metterci la faccia e offrire proposte e/o idee.    

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Segnalazione
22 mag 2017

Via Maqueda: La Strada Nuova

di belfagor

Fino al 1600 Palermo si estendeva intorno a l’asse viario del Cassaro. La strada venne tracciata con la creazione stessa della città da parte dei Fenici, e ne tagliava in due parti l'agglomerato cittadino. Era in pratica il fulcro della città e, in linea retta, rappresentava la strada di collegamento tra il palazzo dei sovrani che era posto nella parte più alta, dove attualmente si trova Palazzo dei Normanni e il mare. In tale strada si trovavano tutti i poteri, politici, religiosi e militari, della città. Palermo era ancora , sotto molti aspetti, una città medievale, limitata dalle mura di difesa, con strade strette e poco areate, dove il sole faceva capolino per poche ore al giorno, con palazzi nobiliari che sembravano dei piccoli fortini , a più piani e con poche e piccole finestre esterne, che sorgevano accanto a casupole. Le autorità cittadine , considerato che ormai la città si stava sviluppando, ritennero necessaria l’apertura di una nuova strada che tagliasse la città in senso perpendicolare con il preesistente CASSARO, che pochi anni prima aveva subito diversi interventi ed era stato prolungato fino al mare. L’apertura di tale “ strada nuova”, comportò colossali lavori di sbancamento e sventramento di interi quartieri , lavori resi necessari da questa rivoluzione urbanistica, che avrebbe trasformato la città e creato un nuovo asse Nord-Sud. L’inizio delle demolizioni avvenne il 24 luglio 1600, con il primo “colpo di piccone” dato simbolicamente dal viceré Bernardino de Cardines, duca di Maqueda con un martello d’oro. All’estremità della “nuova strada” si dovettero costruire due nuove porte. Una che si apriva verso la campagna meridionale, tra i bastioni di Porta di Termini e di Porta Sant’Agata, fu chiamata Porta di Vicari, in onore del pretore della città, Francesco del Bosco, conte di Vicari. Dall’altra parte , fu necessario costruire una nuova porta che fu chiamata Porta Maqueda ( non più esistente). Tali lavori furono completati nel giro di ……un anno. Chiaramente i cronisti dell’epoca esagerarono ma certamente, in un tempo relativamente breve, furono buttate le basi per la creazione di tale nuova arteria. Ci vorranno secoli perché la strada assumesse l’aspetto attuale con nuovi edifici lungo il suo percorso. L’apertura di tale ”strada nuova” cambiò radicalmente il volto della città . Infatti da allora Palermo fu suddivisa in quattro mandamenti che si distinguevano per differenti culture, feste popolari e religiose, diverse santi protettrici, stemmi civici e addirittura inflessioni dialettali. I quattro mandamenti (Palazzo Reale,Monte Pietà,Tribunali e Castellamare) si incontravano a PIAZZA VIGLIENA, meglio conosciuta come I Quattro Canti o Teatro del Sole. Secondo i progettisti doveva rappresentare il “centro della città” e certamente per secoli lo fu. Il taglio della via Maqueda permise ai nobili e al clero, che ne avevano richiesto la creazione, di costruirvi nuovi palazzi , chiese e conventi che ancora oggi rimangono parte fondamentale del patrimonio artistico cittadino. Chiaramente i nuovi palazzi e le nuove chiese vennero costruite con lo stile dominante in quel periodo cioè il barocco. Tale stile, abbastanza uniforme, caratterizzerà Via Maqueda dal Cassaro. Infatti quest’ultima non ha mai avuto un suo stile definito, ma si ritrovano monumenti di vari stili frutto della lunga e antica storia di tale via. Come abbiamo già scritto precedentemente, la strada, e una delle porte che la delimitava, fu dedicata al viceré Bernardino de Cardines, duca di Maqueda, che regnò in Sicilia dall’1 aprile 1598 fino alla sua morte avvenuta il 17 dicembre del 1601. Nella realtà il vicerè fece poco o nulla per meritare tale onore. Infatti , quando , nell’aprile del 1598, giunse a Palermo per sostituire il vecchio vicerè, il conte di Olivares, il Senato cittadino aveva già da tempo stabilito di aprire questa nuova strada . E così il duca di Maqueda, che aveva altri “interessi” passò immeritatamente per “illuminato urbanista”. La gente però cominciò a chiamarla “strada nuova” o a storpiare il nome in Via Macqueda . Via Maqueda è oggi un importante attrazione turistica di Palermo, in quanto costeggia alcuni dei luoghi più importanti della città, tra cui Piazza Pretoria (sede del Palazzo delle Aquile e della Fontana Pretoria), e Piazza Verdi con l’Imponente Teatro Massimo ( frutto di un successivo pesante intervento urbanistico). Certamente, al di là delle motivazione che erano alla base di tale scelta, si tratto di uno dei più importanti e organici interventi urbanistici del tempo. Dovremo aspettare quasi 3 secoli per assistere a un nuovo intervento “urbanistico” di tale importanza, l’apertura di Via Roma, ma i risultati, questa volta, furono molto discutibili.  

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01 nov 2016

Piazza Pretoria e i cartelli Tripadvisor: facciamo ridere i polli

di Andrea Baio

Un capolavoro del '500 "strappato" a Firenze, nonché simbolo indiscusso della Palermo monumentale. Da sola varrebbe la visita nel capoluogo siciliano. Da sempre affollata di turisti - che a differenza dei nostri mediocri amministratori ne hanno sempre apprezzato il valore storico e artistico - ha dovuto affrontare continue vicissitudini. Sino a qualche anno fa era considerata un parcheggio privato per consiglieri e assessori, nonostante fosse isola pedonale. A seguito dell'indignazione pubblica, finalmente anche i "primitivi" della politica nostrana si erano decisi a garantire il decoro necessario dovuto. Evidentemente però, nella loro "primitiva" concezione di valorizzazione artistica, tutto questo non era abbastanza. Come manifestare tutto l'apprezzamento per un'opera così importante per la nostra città? Ma sì! Piazziamo due cartelli "Certificato eccellenza Tripadvisor" al centro della fontana! Se lo dice Tripadvisor che vale la pena visitarla, allora tutti dovranno crederci! Insomma signori, la nostra bellissima fontana cinquecentesca considerata alla stregua di una pizzeria o trattoria a buon mercato. Immaginate Roma che invita i suoi turisti a visitare il Colosseo o Venezia che invita i suoi a visitare piazza San Marco perché Tripadvisor lo consiglia. Bella figura da peracottai... ma a chi abbiamo dato in mano il nostro patrimonio?! Ma ci rendiamo conto?! Da sottolineare tra l'altro l'ironia nell'aver posizionato due cartelli "Certificato d'eccellenza" di fronte alla parte danneggiata della fontana. Pensavo che dopo la stella di Natale dentro la Cappella Palatina, non si potesse fare di peggio... ma ecco che la nostra provincialità torna a colpire. Non c'è molto da dire, se non: siamo ridicoli. Ci aspettiamo le scuse da parte dell'Amministrazione per il danno all'immagine di questa città. Non è accettabile gestire un patrimonio ineguagliabile, con un'ineguagliabile incompetenza. Siamo senza parole.

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10 dic 2015

Passeggiando dentro la Fontana Pretoria

di MAQVEDA

Chi di voi è entrato alla Fontana Pretoria? Splendida, questa fontana è assolutamente splendida, credo a ragione di poter dire, tra le più belle d'Italia in assoluto. Da qualche tempo questo altro importantissimo bene è stato reso fruibile alla collettività. Ma appare subito chiaro che a Palazzo delle Aquile non vogliono che nulla accada alla nostra preziosa fontana, visto il numero di sorveglianti in giro per i suoi livelli. Annoverata tra le più belle d'Europa, decantata e descritta da molti scrittori, la magnifica fontana venne realizzata intorno al 1552 da Francesco Camilliani e Michelangelo Naccherino per la villa fiorentina di Don Luigi di Toledo. Le sue sculture vennero elogiate dal Vasari nel 1568 nelle sue Vite. Nel gennaio del 1573 venne acquistata dal Senato palermitano per abbellire la piazza prospiciente il palazzo Senatorio, alla non indifferente cifra per allora di 8.000 once, circa 30.000 scudi. I 644 pezzi vennero spediti per mare e vennero a Palermo ricomposti sotto la supervisione del figlio del Camilliani, Camillo. Altre fonti asseriscono che invece il trasporto avvenne per terra, e che a causa delle strade dissestate di allora alcuni pezzi si ruppero e dovettero essere rifatti. La disposizione delle statue si fece secondo le direttive di Antonio Veneziano, famoso poeta palermitano, che assegnò ad ognuna di esse una collocazione ben precisa in base alla storia o alla leggenda del personaggio che la statua raffigurava. Egli ebbe anche il compito di "adattare" alla città la simbologia di alcune di queste. Nella fattispecie, le quattro grandi statue sdraiate che raffigurano quattro fiumi. Ecco, ad esempio, che la personificazione del Tevere diventa quella del Papireto. Già nel 1737, a maggiore tutela del monumento, il Senato palermitano fece recintare la fontana con una cancellata in ferro con quattro porte in corrispondenza delle scalinate d'accesso. Questa venne sostituita nel 1858 da una di disegno più curato (quella attuale) opera di Giovan Battista Filippo Basile. La fontana, larga 120 mt si staglia per 12 metri d'altezza al centro della raccolta piazza Pretoria. La personificazione dell'Oreto. Il Mar Dolce Il Gabriele o Caropiele Il Papireto Raffigurazione di Venere

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26 lug 2014

EVENTO | Alla Scoperta di Piazza Pretoria e della sua Fontana della Vergogna

di Fabio Nicolosi

Il gruppo di PALERMO INDIGNATA organizza per Domenica 27 Luglio dalle ore 19 un’evento: "Alla Scoperta di Piazza Pretoria e della sua Fontana della Vergogna a cura del dott. G. Lombardo" Oltre ai monumenti abbandonati, esiste a Palermo patrimonio monumentale e artistico visibile a tutti e di fama mondiale. Questa volta vi porteremo a visitare uno dei simboli più rappresentativi del capoluogo: Piazza Pretoria con la sua Fontana della Vergogna, rinominata così dai palermitani, a causa della nudità delle statue che la compongono.   (altro…)

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21 lug 2014

Piazza Bellini e Piazza Pretoria diventano isole pedonali, ma lo saranno veramente?

di Giulio Di Chiara

Piazza Pretoria e piazza Bellini diventano isole pedonali: lo ha stabilito una ordinanza firmata ieri dal sindaco Leoluca Orlando. Da martedì, oltre alle due piazze, saranno interdette alle auto via Discesa dei Giudici, via Schioppettieri, vicolo del Teatro Bellini, via Mastrangelo, vicolo degli Agonizzanti, Salita Santa Caterina e Discesa dei Musici. (altro…)

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