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13 set 2018

Aeroporto Falcone Borsellino | Un agosto scoppiettante lo spingono al secondo posto della classifica di crescita stilata da assaeroporti

di Fabio Nicolosi

Un agosto sensazionale per lo scalo palermitano che ha fatto segnare una crescita passeggeri davvero importante, balzando al secondo posto della classifica riservata alla crescita degli scali stilata da assaeroporti e consolidando il nono posto nella classifica generale. Sarà la bella stagione, saranno le numerose manifestazioni di Palermo Capitale della Cultura, sarà l'ottima gestione messa in atto da Gesap, sarà un misto delle precedenti cause, ma era finalmente ora. Da inizio anno i passeggeri che hanno volato dallo scalo palermitano hanno superato i 4,4 milioni, circa 610 mila in più rispetto al periodo gennaio-agosto del 2017 (3.799 mila passeggeri). Numeri importanti che fanno alzare la crescita del traffico passeggeri a +16,1%, una tra le migliori performance dei principali aeroporti italiani. Lo stesso si può dire per i voli: +10,8%, con 32.321 movimenti rispetto ai 29.173 del 2017. E per offrire ai passeggeri sempre più numeri più spazio e servizi migliori la superficie dell'aeroporto sarà ampliata. "I lavori sul terminal - spiega Giambrone - partiranno tra gennaio e febbraio 2019 e avranno tempi certi: dureranno tre anni. Il terminal si estenderà, di circa 10 mila metri quadri, lato pista e lato mare". Previsto anche un intervento antisismico. "I numeri dell'aeroporto sono la conferma del grande interesse che suscita la nostra città e sono - dice il sindaco Orlando - esaltanti. L'anno prossimo contiamo di raddoppiare anche le presenze dei turisti che arrivano a Palermo con le navi da crociera. Un giorno è abbastanza per farsi un'idea della città e tornare a visitarla". “L’aeroporto - afferma Fabio Giambrone - si conferma porta d’ingresso della Sicilia. Il suo ruolo è far crescere i passeggeri e le rotte ma anche quello di condividere questo percorso con le istituzioni e i soci. Siamo a quota 98 rotte. La conferma di un lavoro importante e oggi consolidato con le compagnie aeree (33). Abbiamo una crescita a doppia cifra rispetto all'anno scorso". Record assoluto per lo scalo palermitano ad agosto: i passeggeri sono stati 732.091, il 15,63% in più di agosto 2017 (633.117). Ottimi anche i risultati raggiunti a luglio: 721.156 (+13,63%). Il traffico internazionale di voli e passeggeri è cresciuto a un ritmo serrato. Da gennaio a febbraio la percentuale dei passeggeri è aumentata fino a toccare +23,9% (1.167.020), circa 226 mila passeggeri in più rispetto allo stesso periodo del 2017 (941.697). Vale lo stesso per i voli internazionali: cresciuti del 21,55%. Aumenta anche il traffico delle compagnie aeree che operano nello scalo palermitano: dal +17% di Ryanair fino al +70% di Air Malta. Per quanto riguarda le rotte nazionali, il volo da e per Malpensa si trascina un massiccio aumento del 100%, che mette in evidenza l’aumento dell'offerta su Milano a favore dei viaggiatori in partenza da Palermo. Altri incrementi significativi sono il +39% su Venezia e, una notizia che fa molto piacere, il+52% del traffico da e per Genova. Infine, tra le rotte internazionali, il Parigi Orly torna nuovamente ad essere la rotta internazionale più affollata, con oltre il 21% di aumento (+82mila passeggeri da inizio anno). In evidenza anche Lione, che segna un aumento del 123%, con oltre 42 mila passeggeri in più da inizio anno.

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20 ago 2018

Reportage fotografico | Lo stato dei ponti sul fiume Oreto

di Fabio Nicolosi

La tragedia di Genova non può che aver creato un certo allarmismo. Sono sicuri i ponti su cui transitiamo? C'è un modo per prevenire crolli o cedimenti strutturali? Come sempre la soluzione a questi problemi è la manutenzione, infatti ogni esperto intervistato in questi giorni non a caso ripete che basta una costante e corretta manutenzione per evitare grandi disastri. Palermo ha la necessità cosi come Genova di alcuni ponti che permettono l'ingresso e l'uscita della città lato Messina, ma in che condizioni sono questi ponti su cui giornalmente transitiamo? Non siamo esperti in materia e anche se lo fossimo non è questa la sede per effettuare delle valutazioni, con questo articolo vogliamo quindi lasciare voi giudicare lo stato dei nostri ponti e agevolare il lavoro di tutti gli esperti che avranno voglia e tempo per esaminare le varie foto e i video e trarre le conclusioni. Abbiamo volutamente soffermato l'attenzione solo sui ponti sul fiume Oreto, perché sono i ponti che in caso di crollo taglierebbero la città in due. "Nei prossimi giorni, in occasione della pubblicazione di importanti gare d'appalto, cui si è lavorato negli ultimi mesi -dichiarano il Sindaco, Leoluca Orlando e l'Assessore alla Rigenerazione Urbanistica e Urbana, Emilio Arcuri - terremo una conferenza stampa per ricordare e descrivere quanto fatto dal 2013 ad oggi, in termini di ricerca fondi, progettazione ed esecuzione, materiale di lavori per la sicurezza ponti". Ponte di mare Costruito tra il 1777 e il 1778 Il Ponte unisce Via Ponte di Mare con Via Messina Marine e permette l’attraversamento della foce dell’Oreto. Fino agli anni 50 era affiancato da un Ponte ferroviario che permetteva al treno , della tratta a scartamento ridotto Palermo Corleone, di arrivare alla Stazione di Sant’Erasmo ( totalmente distrutta nel 1953 ) Ponte Oreto Il ponte collega le due parti di via Oreto. Concepito alla fine del Settecento, il Ponte Oreto è stato realizzato negli anni trenta del Novecento, in pieno ventennio fascista. Per questo motivo, sui suoi piloni si trovano alcuni fasci littori. Ponte Guadagna e Ponte Bailey Il ponte Guadagna è il ponte, pedonale, che permette alla via Guadagna di attraversare il fiume accanto alla Chiesa di Madonna Assunta già chiesa di Santa Maria delle Grazie. Realizzato originariamente in legno, negli anni cinquanta è stato sostituito con una struttura in cemento armato. Il ponte Bailey aperto il 9 aprile 1997. Voluto dal sindaco Leoluca Orlando, si trova nella zona della Guadagna ed è stato concepito per alleggerire il traffico nella zona fra l'ospedale Civico e il cimitero di Sant'Orsola. Prende il nome dall'ideatore, Donald Bailey. Ogni anno il comune corrisponde all'esercito italiano un canone di affitto per il noleggio della struttura. Un canone che si aggira intorno ai 1000euro/annui. Ponte Corleone È fra i più antichi, forse il più antico dei ponti che attraversano il fiume, ma le sue origini sono sconosciute. Collega le due parti di Viale Regione Siciliana. Fu costruito nel 1962. Nei mesi scorsi è stato interessato da importanti lavori di manutenzione ai giunti di dilatazione. Il 19 Marzo 2007 fu stipulato con la Cariboni il contratto per il raddoppio dello stesso e – “a seguito di grave inadempimento contrattuale” – la Giunta Comunale (epoca Cammarata) deliberò la rescissione dell’appalto il 30 maggio 2008. Il 6 ottobre 2010 viene notificato al Comune un atto di citazione in cui l’impresa chiede i danni poiché ritiene illegittima la risoluzione contrattuale. Il primo grado si conclude nel 2014 con ottimi segnali per Palazzo delle Aquile: il Tribunale civile di Palermo rigetta le domande avversarie e dispone una Ctu per la quantificazione del danno patrimoniale subìto dall’Amministrazione Comunale. Il costo iniziale era di 14 milioni di euro, mentre oggi ne servono 21. Qui la Cariboni lasciò i lavori al 15%, realizzando le “spalle” (vedi Foto) sul lato di fronte al Baby Luna. L’opera è importantissima poiché servirebbe a eliminare la strozzatura sul viadotto che attraversa il fiume Oreto. Nel 2005 una perizia di un tecnico avrebbe attestato la necessità di provvedere ad una manutenzione straordinaria (dal costo di altri 20 milioni). Sono stati trascurati i due ponti di recente costruzione e cioè il ponte bimodale costruito durante la realizzazione della linea 1 del tram di Palermo e il ponte ferroviario sopra la guadagna che è stato realizzato durante il raddoppio del passante ferroviario di Palermo

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09 lug 2018

FOTO | Il punto sui lavori al palazzetto dello sport

di Fabio Nicolosi

Grazie a queste splendide foto, siamo in grado di darvi un importante aggiornamento circa i lavori di ristrutturazione del palazzetto dello sport di Fondo Patti. I lavori, ripartiti i primi giorni di Febbraio dovrebbero essere già in fase conclusiva, visto che secondo l'appalto sono stati stimati 7 mesi di lavori per concludere questa prima fase. In realtà le immagini parlano da sole. Gran parte della copertura risulta ancora totalmente smantellata e seppur si notino delle lamiere accantonate nei pressi della struttura non è chiaro se siano quelle rimosse o quelle da rimpiazzare alla copertura. Le foto sono state scattate in una giornata ventosa e festiva, quindi l'assenza di operai non deve destare meraviglia. Sicuramente l'aspetto delle condizioni ambientali non deve essere sottovalutato perché con il caldo di questi giorni e il vento, sicuramente il direttore dei lavori avrà importo lo stop forzato ai lavori per non mettere a repentaglio l'incolumità degli operai. Ma vogliamo vederci chiaro. Ecco perché con questo articolo vogliamo avere delle risposte. Vogliamo mettervi il dubbio, i lavori sono realmente ripartiti? Qual è lo stato di avanzamento reale? Ma sopratutto la domanda che sicuramente più ci interessa: Quando si concluderanno i lavori? La storia La Tecnoart, azienda edile di Santa Flavia, il primo febbraio 2017 aveva occupato materialmente il cantiere con operai e mezzi, dopo qualche mese venne esclusa perché una delle aziende ausiliarie, la Eragon Consorzio Stabile Scarl di Roma il 20 febbraio aveva l’interdittiva antimafia da parte della Prefettura capitolina. Un evento che ha travolto a cascata l’azienda capofila, destinataria a sua vota dello stesso provvedimento, con conseguente risoluzione contrattuale da parte del Comune, avvenuta il 23 marzo, con i lavori che comunque erano stati interrotti in via cautelare il primo marzo. A seguito dello stop forzato, l’amministrazione comunale ha interpellato la ditta seconda classificata per saggiarne l’interesse a proseguire l‘appalto, ottenendo risposta positiva da parte dell'impresa. Dopo tante attese burocratiche, si da al via il primo bando con un costo di 2,9 milioni di euro, cosi ripartono i lavori di ripristino della copertura e ristrutturazione complessiva dell’impianto. La fine dei lavori era prevista in 7 mesi. Terminati i lavori sul tetto, sarà compito del Coni occuparsi del rifacimento interno dell’impianto con la partecipazione del Comune e del governo nazionale. Galleria: Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Instagram: https://www.instagram.com/mobilita.palermo/  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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26 giu 2018

E Palermo capí l’importanza del ponte Corleone dopo la sua chiusura, ma il sindaco lo sa?

di Fabio Nicolosi

La foto soprastante non ci stupisce minimamente. Ci aspettavamo proprio ciò che si è verificato e quello che da giorni avevamo anticipato. Disagi, traffico, code, ritardi e una città nel più totale caos. Sono anni che cerchiamo di far capire all'amministrazione attuale l'importanza delle infrastrutture "prioritarie". Parliamo del ponte Corleone, ma anche dei sovrappassi pedonali, del sottopasso Perpignano, del collettore sud-orientale, della metro leggera. E intanto dagli uffici di Palazzo delle Aquile e dal polo di Via Ausonia spesso le nostre lamentele vengono ignorate. Palermo si è resa conto di quanto basti molto poco per creare il caos, un semplice restringimento di carreggiata per mandare in tilt un'intera città. C'è un rimedio? Adesso non più, i lavori vanno fatti, perché sono urgenti e perché per anni non si è intervenuto. Si poteva benissimo fare dei piccoli interventi per mitigare il problema, ma l'assenza di volontà politica e di programmazione ha fatto si che si è giunti al limite e seppur l'assessore Arcuri ha affermato che il ponte è sicuro, sarà sicuramente d'accordo nel dire che questi interventi non erano più rimandabili. In ogni post leggo: "Ma non è possibile effettuare i lavori solo la notte, cosi da ridurre i disagi?" Sicuramente si, ma chi li paga i costi extra? E sopratutto di quanto parliamo? Si, può essere una soluzioni come quella di aumentare i turni di lavoro, ma disagi sempre inevitabili. Ma cos'è un giunto? E perché è cosi importante la sua manutenzione? I giunti di dilatazione sono degli elementi che consentono i movimenti relativi di due parti strutturali adiacenti, garantendo nel contempo l'impermeabilità e la carrabilità del manto stradale. Da un punto di vista strutturale, il loro corretto funzionamento è fondamentale, soprattutto in zone climatiche dove si sviluppano elevati gradienti di temperatura, come appunto nella nostra città. Il giunto infatti permette alla struttura di subire le distorsioni termiche evitando la generazione di autotensioni che si svilupperebbero qualora queste fossero impedite. Costruttivamente possono essere realizzati in vario modo. La tipologia stradale più diffusa sono i giunti "a pettine", costituiti da elementi metallici disposti in configurazione complementare sulle due testate adiacenti, e da una scossalina disposta nella zona inferiore che garantisce l'impermeabilità del giunto. Quando invece sono previsti spostamenti relativi più ampi si ricorre a giunti di tipo elastomerico, in gomma e acciaio.In entrambi i casi, la manutenzione dell'elemento deve essere mirata per garantire l'integrità e l'impermeabilizzazione del giunto, che inevitabilmente sarà soggetto a sollecitazioni meccaniche continue. Infatti, il giunto rappresenta un elemento di discontinuità che, se non perfettamente sigillato, diventerebbe una zona di innesco per fenomeni di degrado sulle parti strutturali, come l'ossidazione delle barre di armatura e l'ammaloramento del calcestruzzo nelle testate delle travi che costituiscono l'impalcato. Inoltre, il continuo lavoro dei denti del giunto, potrebbe portare all'imbozzamento dello stesso, con conseguente disagio per chi transita sul ponte e pericoli per la circolazione stradale. Pertanto, la manutenzione del giunto deve essere programmata e continua, sia per allungare la vita utile del giunto, sia per garantire la sicurezza stradale e strutturale. (a cura di Giovanni M.)

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05 apr 2018

Nodo di Palermo | Il comune attacca, rfi risponde…

di Mobilita Palermo

In seguito all'articolo dell'amico Davide Guarcello, questa mattina il comune ha diramato il seguente comunicato stampa in cui attacca RFI e tutti gli enti di essere responsabili per i ritardi nei lavori, di errori in fase di progettazione segnalati all'ANAC, del continuo rinvio della riattivazione del collegamento con l’aeroporto, dell’errore progettuale di vicolo Bernava: Il sindaco Leoluca Orlando ha inviato al Presidente della Regione e all’Assessore regionale alle infrastrutture una nota con cui chiede l’attivazione dei controlli sulla spesa comunitaria per l’appalto relativo al prolungamento del cosiddetto “anello” ferroviario di Palermo a cura di RFI. E’ infatti la Regione l’ente che nell’ambito del POR 2014/2020 eroga le principali risorse con le quali si sta realizzando l’opera. Per Orlando “questi controlli, già necessari alla luce delle risultanze dell’ispezione operata dall’ANAC nel 2015, sono oggi ancor più necessari per il mancato riscontro dato da RFI a ben quattro richieste di rescissione in danno del contratto d’appalto, come il Comune chiede ormai da anni di fronte alle gravi criticità da tutti conosciute". Orlando chiede che RFI “giustifichi in modo chiaro e puntuale sia i gravi errori progettuali segnalati dall’ANAC, nonché i ritardi inaccettabili nel porvi rimedio e nell’esecuzione complessiva dei lavori.” “Non dobbiamo ricordare a nessuno – conclude Orlando – che nel 2012 ci siamo ritrovati di fronte ad un contratto, approvato dall’Amministrazione Cammarata, che di fatto tagliava fuori il Comune da qualsiasi possibilità di intervento e controllo e che oggi continua ad arrecare danni e disagi gravissimi a tutta la città: dal continuo rinvio della riattivazione del collegamento con l’aeroporto, alla soluzione dell’errore progettuale di vicolo Bernava, alla lentezza con cui i cantieri proseguono lavori particolarmente invasivi in punti chiave della vivibilità e viabilità cittadina". La replica di Rfi è arrivata in serata: In riferimento alle dichiarazioni del Sindaco di Palermo sui lavori per l’anello ferroviario, Rete Ferroviaria Italiana conferma la piena disponibilità ad illustrare all’Amministrazione comunale lo stato di avanzamento dell’opera e il dettaglio dei problemi riscontrati finora, spesso causa di forti disagi per la cittadinanza per il protrarsi dei cantieri, e il proprio impegno a minimizzare gli effetti di questi ritardi e disagi, purtroppo nei limiti che l’attuale situazione consente. Infatti, pur avendo sempre spinto per la soluzione delle criticità nate nel corso dell’appalto, RFI non può attuare quanto richiesto dal Sindaco, in quanto non esistevano in passato e non esistono tuttora le condizioni per procedere alla rescissione del contratto con Tecnis. L’impresa inoltre è in gestione commissariale e il Commissario ha sempre garantito la prosecuzione dei lavori e il completamento della fase di risanamento, che prevede la vendita della società entro la seconda metà del 2018. Per quanto riguarda i presunti errori progettuali, Italferr precisa di aver risposto all’ANAC sulla questione nel dicembre 2015. La progettazione ha sempre seguito le regole previste, coinvolgendo direttamente gli enti gestori interessati al censimento dei sottoservizi interferenti. Peraltro, le differenze fra la progettazione definitiva e quella esecutiva derivano anche dal lungo tempo intercorso tra queste due fasi, soprattutto a causa del ricorso della seconda impresa classificata nella procedura di affidamento. In tale periodo sono intervenute modifiche sostanziali ai luoghi delle opere, che hanno reso necessari cambiamenti progettuali. Peccato che Rfi e il Comune si sfidino solo tramite comunicati stampa e non riescano mai a mettersi attorno ad un tavolo per dialogare invece che rimpallarsi accuse Gli argomenti sarebbero tanti e sicuramente più interessanti. Si potrebbe parlare della sistemazione delle aree superficiali dopo la fine dei lavori del passante, andrebbe discussa la possibilità di trasformare Via Amari nel famoso Passío, andrebbero portati avanti le richieste delle varie associazioni come la realizzazione di posti di bike e carsharing in ogni fermata ferroviaria. Tanto ci sarebbe da fare, quindi il nostro invito è quello di convocare entrambi le parti, porle attorno ad una tavola rotonda e migliorare il futuro della città che dipende dai cantieri, ma anche dalle opere che nei prossimi anni vedranno la luce e perchè no, discutere anche della MAL... Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Instagram: https://www.instagram.com/mobilita.palermo/  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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03 mar 2018

La bufala di Orlando e dei 3 milioni di metri cubi d’acqua sprecati…

di Fabio Nicolosi

Siamo ormai agli sgoccioli della campagna elettorale per le prossime elezioni nazionali e sappiamo che si fa a gara a chi la spara piú grossa.... Vi starete chiedendo e cosa c'entra? Martedì nella nostra casella di posta elettronica arriva il seguente comunicato stampa: "Non può che lasciare perplessi, per tempistica e modalità, la scelta comunicata stamattina dal Dipartimento Regionale dell'Acqua e dei Rifiuti di avviare uno svuotamento parziale (circa 3 milioni di metri cubi) della diga Rosamarina. Fermo restando che dopo anni di inattività è certamente ora che si avvi una seria manutenzione e pulizia di tutti gli invasi, non si capisce perché proprio ora, mentre le piogge non sono certamente finite, vi sia l'urgenza, con un provvedimento estemporaneo, di "ripristinare una sufficiente qualità", quando già da tempo l'AMAP si è attrezzata per il trattamento e la potabilizzazione dell'acqua di quell'invaso. Ancora siamo costretti a ribadire che, volutamente o inconsciamente, gli Uffici della Regione rischiano di operare scelte che aumentano la crisi invece che facilitarne la soluzione. Un dubbio ancora più forte quanto tali scelte apparentemente tecniche rischiano di condizionare quelle politiche e quelle che vorrà e potrà fare il Commissario straordinario di prossima nomina. Al Governo Regionale e a quello Nazionale chiediamo un urgentissimo intervento per evitare che la Regione sia ancora una volta protagonista di scelte che in futuro saranno additate come esempio di incapacità gestionale, se non peggio." Con queste parole Leoluca Orlando commenta la nota con cui il Dipartimento Regionale dell'Acqua e dei Rifiuti ha comunicato oggi che da domani inizierà un parziale svuotamento della diga Rosamarina per 24/36 ore per circa 20 metri cubi al secondo. Si allega la nota del Dipartimento Regionale. Fortunatamente al comunicato stampa veniva allegata la nota del Dipartimento Regionale dell'Acqua e dei Rifiuti che per correttezza alleghiamo... Se avete fatto attenzione, nella nota non vi è alcun riferimento alle cifre citate nel comunicato stampa diramato da Orlando, frutto di calcoli effettuati da chi non ha la minima idea di cosa si andrà a fare... E allora è giusto spiegare cos'è una cacciata di uno scarico di fondo e perchè si effettua. In un serbatoio (il famoso invaso che si forma a monte di una diga) può porsi il problema di dover intervenire per recuperare parte della capacità persa o per allontanare i sedimenti dalle opere di presa e di scarico. A tale scopo possono utilizzarsi le tecniche di flushing, dragaggio, sifonamento ed escavazione meccanica. La, già citata, tecnica del flushing consiste nel rimuovere i sedimenti utilizzando una corrente idrica, solitamente indotta con la stessa acqua del serbatoio aprendo gli scarichi di fondo. Il metodo può essere impiegato per recuperare la capacità interrita oppure solo per allontanare i sedimenti depositati in prossimità degli scarichi di fondo e delle opere di presa; in quest’ultimo caso, l’operazione prende generalmente il nome di spurgo o cacciata. Ricordiamo che lo scarico di fondo è un organo di manovra di una diga, costituito da una o più paratie (paratoie), le quali fungono da scarico dell'invaso. Posto in prossimità del fondo dell'invaso, è utile per il dissabbiamento dell'invaso e per la regolazione di emergenza della diga. Comunemente possono essere (a seconda del carico di acqua da sostenere) piane o a settore circolare, comunemente con sistemi di tenuta a gomma o a lamierino, sostenuti da apparati striscianti per l'apertura. La gravità sta quindi nell'aver immesso in rete notizie non vere o parzialmente vere. Certo, non è da tutti conoscere queste "tecniche", ma perchè prima di sparare la ca***ta non chiedeva a qualcuno più esperto? Quello che ci ha fatto saltare sulla sedia, è che tale comunicato stampa è stato ripreso anche dalla pagina Facebook di AMAP. Speriamo si sia trattato di un grosso abbaglio, ma ci aspettiamo quantomeno le dovute rettifiche... Ah dimenticavamo... Diga Rosamarina: immagini di quello che è stato descritto sui media come ‘svuotamento parziale dell’invaso’ perdita di 3 milioni di mc ed esempio di ‘incapacità gestionale’ della regione. Si tratta in realtà di spurgo della fanghiglia di fondo; in tre ore scaricati solo 0.09 milioni di mc di acqua e fango e salvaguardati gli scarichi di fondo per la sicurezza della diga. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Instagram: https://www.instagram.com/mobilita.palermo/  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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12 feb 2018

Palazzetto dello sport | Ripartiti i lavori di ristrutturazione

di Salvatore Galati

Vi avevamo annunciato in questo articolo la possibile ripartenza dei lavori al Palazzetto dello sport con l'impresa ATI Consorzio Stabile Valori Scarl - Amata srl di Roma arrivata seconda. A distanza di un anno dal primo avvio dei lavori, siamo nuovamente qui a scrivere degli stessi lavori e di una ripartenza degli stessi. La Tecnoart, azienda edile di Santa Flavia, che il primo febbraio 2017 aveva occupato materialmente il cantiere con operai e mezzi, è stata esclusa perché una delle aziende ausiliarie, la Eragon Consorzio Stabile Scarl di Roma il 20 febbraio aveva l’interdittiva antimafia da parte della Prefettura capitolina. Un evento che ha travolto a cascata l’azienda capofila, destinataria a sua vota dello stesso provvedimento, con conseguente risoluzione contrattuale da parte del Comune, avvenuta il 23 marzo, con i lavori che comunque erano stati interrotti in via cautelare il primo marzo. A seguito dello stop forzato, l’amministrazione comunale ha interpellato la ditta seconda classificata per saggiarne l’interesse a proseguire l‘appalto, ottenendo risposta positiva da parte dell'impresa. Dopo tante attese burocratiche, si da al via il primo bando con un costo di 2,9 milioni di euro, cosi ripartono i lavori di ripristino della copertura e per la ristrutturazione complessiva dell’impianto. La fine dei lavori è prevista tra circa 7 mesi. Terminati i lavori sul tetto, sarà compito del Coni occuparsi del rifacimento interno dell’impianto con la partecipazione del Comune e del governo nazionale. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Instagram: https://www.instagram.com/mobilita.palermo/  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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