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14 giu 2018

FOTO | Anello ferroviario: riaperta via Emerico Amari

di Salvatore Galati

Palermo - Viene liberata finalmente (!?!) almeno per qualche mese la via Francesco Crispi, per consentire lo snellimento del traffico su questa arteria, in vista anche delle lunghe colonne d'auto che si aspettano per gli imbarchi verso settembre. Dal prossimo autunno ritornerà il cantiere su via Crispi con la chiusura della carreggiata lato monte. Problema quindi posticipato...salvo ulteriori proroghe e slittamenti in vista delle festività natalizie come accaduto in passato. Come potete vedere dalle foto è stata riaperta (non al traffico veicolare) la via Emerico Amari, ripristinando lo stato originario, anche se all'appello mancano ancora delle essenze arboree da piantare. Al momento l'ordinanza rende pedonale questo tratto di strada, complice anche la presenza di tavoli delle strutture ristorative già presenti. Al di là del cantiere e delle opere sotterranee che dovranno essere portate a termine, ci chiediamo se esista un reale progetto volto alla pedonalizzazione dell'intero asse stradale, magari di concerto coi lavori previsti già dal Prg dell'Autorità Portuale circa l'implementazione del settore crocieristico.  

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11 mag 2016

Anello Ferroviario | Tecnis Vs Comune Vs Rfi chi la spunta?

di Fabio Nicolosi

Nei giorni scorsi si è svolta una riunione fiume tra il Comune, Rfi e Italferr per valutare la complessa vicenda dell'appalto del completamento dell'anello ferroviario, affidato alla società in Amministrazione Giudiziaria Tecnis Spa Riportiamo il comunicato del Comune in merito: 'La ridotta produzione e l'incremento del contenzioso per richieste di maggiori compensi - ha affermato il Vice Sindaco Emilio Arcuri che ha coordinato l'incontro - hanno raggiunto, ormai, livelli di criticità che impongono approfondite e definitive valutazioni sulla prosecuzione dell'appalto' RFI ed Italferr hanno rappresentato all'Amministrazione Comunale come il contratto d'appalto nella sua stesura, ed il progetto esecutivo che ne è derivato, non consentono oggi di accertare la violazione prevista dall'art 119 dal regolamento approvato con il DPR 544/99 e ciò malgrado l'evidente sottoproduzione ed il conseguente disagio alla città. Per tale ragione il vicesindaco si è riservato di chiedere al Prefetto, Antonella De Miro, la convocazione di un nuovo incontro, con RFI e l'Amministratore Giudiziario di Tecnis Spa, Saverio Ruperto per acquisire in via ultimativa volontà e potenzialità dell'impresa di portare a termine l'appalto. L'amministrazione ed RFI hanno costituito un tavolo tecnico permanente per la soluzione delle singole criticità che l'impatto dei lavori sulla città determina. Tali e tanti sono i codicilli, le postille, i calcoli che alla fine della fiera riuscire a togliersi dal groppone l'azienda catanese in amministrazione giudiziaria è pressoché impossibile. E ciò nonostante i ritardi nei cantieri, le proteste di commercianti e residenti, i solleciti dell'amministrazione comunale e dell'area delle Infrastrutture che passano gran parte del loro tempo a verificare l'andamento dei lavori. Quello che ha fatto traboccare il vaso della pazienza è stato un documento trasmesso dall'azienda con cui si imputano riserve per 47 milioni di euro. Si tratta di somme ulteriori che l'appaltatore mette nel conto di dovere chiedere alla committenza per inadempimenti o per spese sopravvenute. Il vicesindaco, Emilio Arcuri, ha sparato a zero, si è arrabbiato, ma alla fine ha dovuto abbozzare e studiare una nuova via d'uscita. Per rescindere il rapporto bisogna effettuare verifiche tecniche fra la produzione e le inadempienze. Il regime contrattuale prevede, ad esempio, la consegna contestuale di tutte le aree: una cosa impensabile che paralizzerebbe la città. Ma questa inadempienza in caso di contenzioso potrebbe giocare un ruolo decisivo a favore di Tecnis, con danni gravi alle casse pubbliche. Il direttore dei lavori, comunque, ha certificato che nell'ultimo periodo c'è stato un aumento della produttività dei cantieri. Ma la situazione che si presenta è tutt'altro che serena In via Amari - è stato detto - non si registrano particolari ritardi e i lavori finiranno nel marzo del 2017. In viale Lazio si è indietro di 15 mesi. Nel cantiere di piazza Casteinuovo il Comune non ha dato il via libera alle trivellazioni e dunque ecco spiegato il ritardo. Nell'area del porto bisogna buttare giù un edificio che l'Autorità pero' non ha ancora liberato. Vedremo quali saranno nei prossimi giorni e nelle prossime settimane le evoluzioni dei vari cantieri che stanno creando numerosi disagi a residenti e commercianti.  

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18 feb 2016

Anello Ferroviario: la Tecnis sull’orlo del fallimento. Lo spettro da scongiurare

di Andrea Baio

Era nell'aria da tempo, e più che un fulmine a ciel sereno, la notizia arriva come un temporale abbondantemente annunciato. La Tecnis, ditta che ha vinto l'appalto per i lavori di realizzazione dell'Anello Ferroviario - opera che va ad integrarsi nel piano dei trasporti pubblici di Palermo, grazie all'interscambio presso la stazione di Notarbartolo - ha avviato le procedure di vendita dell'azienda. Gli operai da questa mattina sono già in sciopero. Un potenziale e quanto mai concreto disastro che l'amministrazione avrebbe voluto scongiurare, e per la quale erano state chieste garanzie precise dal vicesindaco Emilio Arcuri per la prosecuzione dei lavori, prima di autorizzare l'avvio di ulteriori cantieri che avrebbero creato disagi in città. La ditta, già commissariata per una questione di tangenti che ha coinvolto la dirigenza, era riuscita a convincere tutti. Ecco quindi che via Emerico Amari è stata chiusa per i lavori di scavo della trincea ferroviaria che collegherà la futura fermata Porto alla fermata Politeama. Col fermo lavori, è inutile dire che questa situazione rischia di degenerare sino al collasso. Le ruspe hanno già avviato gli scavi, e la procedura rischia di impantanarsi nel tortuoso sentiero della burocrazia italiana. Il problema purtroppo, è da imputare al disastroso sistema degli appalti in Italia (di cui ci eravamo già occupati anni fa in questo articolo), che consente a qualsiasi ditta (soprattutto quelle meno serie ed economicamente poco solide) di ottenere l'affidamento degli appalti ribassando i costi a discapito del progetto stesso. Il risultato? Che lavori di estrema importanza rischiano di pesare sulla collettività in termini di costi e disagi, con un'incompiuta che va ad impattare direttamente sul sistema nevralgico del centro storico palermitano.  Lo stato attuale di Piazza Castelnuovo Cosa sarebbe necessario fare a questo punto? Ritirare immediatamente l'appalto alla Tecnis, che poco seriamente ha continuato a concedere rassicurazioni su dei lavori che non è più in grado di gestire, e avviare al più presto la procedura di affidamento per la seconda classificata Salini - Locatelli che già qualche anno fa aveva presentato ricorso al TAR per chiedere l'annullamento della gara di appalto. In data 10 settembre 2009 veniva emessa l'aggiudicazione definitiva alla TECNIS spa ed in data 21 settembre 2009 veniva sottoscritta la convenzione n. 20/2009 tra Tecnis e Italferr, struttura tecnica di RFI. Successivamente, il 14 ottobre 2009, e' stata effettuata la consegna delle prestazioni alla TECNIS e da quella data partivano i tempi contrattuali per adempiere alla redazione della progettazione, previsti in 180 giorni. Quella dell'anello ferroviario è una vicenda nata male, ed evolutasi ancora peggio. L'avvio dei lavori dopo anni di ritardo, con infiniti tappi burocratici da superare; un progetto che difficilmente riesce a convincere: sebbene si tratti di pochi chilometri di linea per il ricongiungimento da Giachery a Notarbartolo, si è scelto di suddividere la realizzazione dell'opera in due tranche finanziate separatamente (l'ultimo tratto da Malaspina a Notarbartolo, dovrebbe essere coperto col protocollo di intesa tra il Comune e Palazzo Chigi, richiesto dal sindaco poco tempo fa). In pratica, anche a lavori ultimati, Palermo si ritroverà una linea monca che difficilmente potrà essere considerata utile dai più: chi ad esempio volesse raggiungere la stazione Politeama da Palermo Centrale, dovrebbe prendere il treno sino a Notarbartolo (oltre 20 minuti di percorrenza), cambiare treno, e percorrere un giro largo passando da Imperatore Federico, Fiera, Giachery, Porto e infine Politeama. Inutile dire che i tempi di percorrenza sarebbero assolutamente sconvenienti. Inspiegabile inoltre la scelta per nulla lungimirante di progettare un'opera a binario singolo, senza tra l'altro prevedere una logica estensione della linea sino a Palermo Centrale. Insomma, il Comune si muova al più presto per scongiurare un disastro nel disastro, che rischia di far collassare l'intera viabilità a Palermo. A rischio non è solo l'Anello Ferroviario, ma il collettore fognario, la metropolitana di Catania e altre opere fondamentali in Sicilia e in Italia.

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