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04 nov 2016

Passante Ferroviario | Licenziamenti sospesi: i lavori riprendono regolarmente

di Fabio Nicolosi

Licenziamenti congelati, almeno per il momento, e lavori che devono subito ripartire a pieno regime. Il destino del passante ferroviario di Palermo, opera che vale oltre un miliardo di euro, rimane in bilico. Il vertice prefettizio andato di scena mercoledì 2 novembre, infatti, non ha prodotto grandi risultati se non quello di rinviare, almeno per il momento, gli annunciati licenziamenti. In Prefettura da un lato sedeva la Sis, consorzio iberico-piemontese che chiede almeno altri 100 milioni di euro per costi imprevisti, e dall’altro Rfi che non vuole saperne. Un braccio di ferro arrivato addirittura in Tribunale: la Sis ha infatti già attivato l’accertamento tecnico preventivo, una procedura che prevede che il giudice nomini un tecnico che dovrà compiere una valutazione sullo stato dei fatti. Insomma, ormai la strada del contenzioso sembra intrapresa. Ma l’accertamento non ha certo tempi brevi. Per questo le due parti, dopo una iniziale freddezza, sono arrivate a una tregua armata: Rfi ha già inviato una diffida per costringere la Sis a riprendere i lavori, che scadrà il 14 novembre; il che significa che nel frattempo la Sis dovrà continuare a lavorare garantendo livelli occupazionali e ritmi adeguati. Rfi non è disposta a pagare altri soldi, ma se il Tribunale dovesse riconoscere le ragioni di Sis non potrebbe fare altrimenti: una prospettiva che le Ferrovie giudicano meno pericolosa del blocco totale del cantiere. Ecco che quindi le due parti potrebbero venirsi incontro, evitando la rottura totale e riprendendo il dialogo, ma per farlo Rfi pretende che entro il 14 novembre i lavori riprendano a pieno ritmo. Tra i duellanti, a svolgere il ruolo del pompiere ci ha pensato il Comune con il sindaco Orlando e il vice Arcuri che, oltre a ringraziare il Prefetto per il vertice ("segno di attenzione e conferma della importanza strategica dell'opera per la vivibilità della città"), hanno sottolineato che “ulteriori ritardi e, ancor di più, un'eventuale sospensione dei lavori rappresenterebbero un danno incalcolabile per la città, per la sua immagine e per la mobilità complessiva e la vivibilità delle aree interessate dai cantieri". Palazzo delle Aquile ha chiesto a Rfi e Sis "un ulteriore approfondimento perché questi scenari siano scongiurati e si prosegua nell'esecuzione dei lavori" e Orlando ha inoltre espresso "l'importanza di mantenere livelli occupazionali adeguati alle necessità dei lavori da realizzare, anche considerando l'alta professionalizzazione già acquisita dal personale impiegato". Al termine dell'incontro, Orlando e Arcuri hanno anche incontrato una delegazione delle rappresentanze sindacali. Si è svolta giovedì 3 Novembre una riunione per il problema di Vicolo Bernava tra Rete ferroviaria italiana (committente dell'opera), l'assessore regionale ai Trasporti e quello all'Ambiente. Una riunione necessaria visto che al momento l'ultima parola dovrebbe darla proprio la Regione che aveva chiesto alcuni chiarimenti riguardo al pieno di smaltimento del materiale di risulta dopo lo scavo e gli abbattimenti degli edifici. Lo scorso aprile il Consiglio comunale diede il via libera alla proposta di variante: abbattimento di cinque palazzine e realizzazione al loro posto di uno spazio a verde a intervento concluso. La variante approvata, alla fine del percorso, doveva ottenere una sorta di visto conclusivo da parte della Regione. In realtà, trattandosi di un'opera sovracomunale, il parere del consiglio non era vincolante e la Regione avrebbe potuto procedere tranquillamente nominando un commissario. Nonostante ciò, Sala delle Lapidi ha comunque discusso e approvato la misura. A seguito dell'incontro le ferrovie hanno dichiarato: «L'esito della riunione è stato molto positivo. Dalla Regione ci hanno garantito che entro questo mese (Novembre) rilasceranno il nullaosta per le demolizioni. Forse finalmente si intravede una luce in fondo al tunnel» Articolo tratto da LiveSicilia, Gds e LaSicilia

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26 ott 2016

Passante Ferroviario | RFI: “L’opera va completata! Ma sicuramente ci saranno dei ritardi”

di Fabio Nicolosi

Siamo stati invitati ad una conferenza "last minute" organizzata da RFI per chiarire la situazione che si è venuta a creare nei giorni scorsi in merito alle dichiarazioni sullo stop dei lavori per il raddoppio del passante ferroviario di Palermo. Alla conferenza erano presenti i responsabili della Direzione Investimenti di RFI - Rete Ferroviaria Italiana, Roberto Pagone (Area SUD) e Filippo Palazzo (Nodo di Palermo) e il responsabile dell'ufficio stampa Renato Granato. I lavori sono al momento completi per il 78% così ripartiti: al 96% i lavori sulla tratta A, dalla stazione Centrale a Notarbartolo al 49% i lavori sulla tratta B, dalla stazione Notarbartolo all'Ex Ems al 86% i lavori sulla tratta C, da Ex Ems a Carini Prima di tutto ci preme sottolineare che l'intenzione di RFI è quella di portare a termine i cantieri nel minor tempo possibile e con i minori disagi possibili, quindi non vi è alcun rischio di un'incompiuta. Abbiamo inoltre finalmente capito come mai si è creato questo enorme polverone. Nella giornata di giovedì scorso vi è stato un incontro tra Sis e i sindacati; incontro dove la sis informava i sindacati di un ampliamento dei licenziamenti. Licenziamenti che sono previsti poiché i lavori, come si può notare dalle percentuali sopra citate sono praticamente in fase conclusiva. All'incontro con i sindacati Sis ha chiarito che non vi era alcun modo di ritrattare quelle che erano le condizioni legate ai licenziamenti. Da qui i sindacati hanno alzato il polverone, che ha di fatto allarmato anche RFI, che tutelandosi ha inviato una intimazione a riprendere i lavori, divenuta perentoria il lunedì successivo. A seguito di un incontro tra Sis ed RFI e dopo un ulteriore incontro in prefettura con i sindacati lo sciopero inizialmente previsto per venerdì è stato revocato. Il 3 novembre ci sarà in Prefettura un tavolo con Rfi, Sis e i sindacati e sarà quello il momento della verità: il consorzio dovrà ribadire di non aver intenzione di abbandonare i cantieri. Anche perché Sis avrebbe solo da rimetterci: se si arrivasse alla rescissione del contratto in danno, Rfi entro un anno affiderebbe i lavori a un’altra impresa con gara, completandoli entro i due successivi, ma poi chiederebbe i danni a Sis, contro cui si costituirebbero come parte civile anche Regione e Comune. Abbiamo letto anche di richieste da parte di Sis per maggiore onerosità e di fatto RFI non ha smentito, ma ha chiarito che le stesse vanno documentate e che loro sono disponibili a pagarle se le stesse verrano accertate da un giudice. Non intendono, anche perché non ne hanno la possibilità per legge, concedere soldi in più per qualcosa che non spetta. "Prima completino l’opera, poi discuteremo di tutto" ha risposto Pagone di RFI. All'incontro si è inoltre discusso sulla situazione di Vicolo Bernava e a tal proposito l'Ing Palazzo ha chiarito che tutte le famiglie sgomberate saranno direttamente contattate da RFI che si occuperà di pagare gli affitti arretrati e delle successive pratiche di esproprio per pubblicità utilità. Sarà un'operazione inizialmente burocraticamente lunga, ma permetterà nel lungo termine di sveltire le procedure e sopratutto di evitare ritardi. E' stato inoltre fissato una tavolo presso l'assessorato ambiente per capire quali sono gli aspetti che la regione vuole chiariti per permettere così di accelerare l'iter per la dichiarazione di pubblicità utilità. Sulla talpa "Marisol" sembra che la ditta abbia già ottenuto la certificazione necessaria e quindi sia tutto pronto per attivare il macchinario, che impiegherà 8 mesi a scavare il tunnel tra Notarbartolo e Belgio. Purtroppo a seguito di queste proteste, assemblee, scioperi e licenziamenti chi riceverà i maggiori disagi sarà l'utente finale e quindi il passeggero. Infatti la riapertura della tratta tra la Stazione Centrale e l'aeroporto inizialmente prevista per dicembre 2016 è slittata a giugno 2017. La data di fine lavori prevista per dicembre 2018, si spera possa essere rispettata, ma tutto dipenderà dall'evoluzione di questi giorni. In ogni caso le ferrovie ritengono che SIS sia stata un'ottima impresa e che abbia svolto come da contratto i lavori e le opere civili e si augurano che possa essere la stessa a completare e quindi terminare i lavori.

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21 ott 2016

Passante Ferroviario | TUTTI LICENZIATI: A rischio l’opera da 1,2 miliardi di euro?

di Fabio Nicolosi

La notizia è di quelle che ti fanno saltare sulla sedia: si ferma il cantiere per la realizzazione del passante ferroviario, il raddoppio delle linea fino a Punta Raisi, col licenziamento di 250 operai. Ma prima di trarre le conclusioni è necessario analizzare bene la situazione. A lanciare l'allarme sono i sindacati Filca usi, Pillea Cgil e Feneal Uil che ieri hanno incontrato i vertici del consorzio Sis. «Saranno licenziati tutti: 250 operai erano stati mandati a casa a luglio, ma  in quel caso si trattava di veri e propri esuberi perché il lavoro era agli sgoccioli, dunque giustificati dallo stato di avanzamento dei lavori, ora altri 250. Resteranno solo i 30 addetti alla sicurezza, con 110 milioni di opere ancora da eseguire, circa il 20% dei lavori. Il direttore della Sis, l'ing. Massimiliano Colucci, ha di fatto annunciato che il cantiere verrà chiuso poiché l'azienda non è nelle condizioni di andare avanti, perché in "gravi condizioni economiche", si legge in una nota dei sindacati. Sis conferma: «Abbiamo un problema di perdite a dismisura, ma solo per questa commessa. Non siamo in crisi». I rappresentanti dei sindacati hanno scritto al prefetto per aprire con urgenza un tavolo di confronto con Ferrovie, con la Sis, con il Comune: «Chiediamo di essere ascoltati al più presto», Martedì 25 dalle 7 alle 9 si terrà al cantiere della Sis un'assemblea sindacale e saranno discusse le iniziative da prendere. La decisione dell'impresa, ovviamente, viene anche interpretata come un modo per mettere pressione e accendere i fari sulle loro esigenze. Pare che alla richiesta di una revisione contrattuale di un centinaio di milioni Ferrovie abbiano risposto picche. Rfi non si sbilancia. Dall'azienda fanno sapere solamente che si tratta di «una decisione unilaterale, valuteremo l'iniziativa per verificare quali decisioni prendere». In realtà, a dire che cosa sta facendo Rfi ci pensa l'assessore regionale alle Infrastrutture, Giovanni Pistorio: «Hanno immediatamente attivato un tavolo di gestione di questa crisi, trasmettendo anche le note della Sis all'Anac per verificare eventuali violazioni di obblighi contrattuali». Sostanzialmente, dunque, si ammette che già un carteggio sul tema del cantiere è già intercorso fra impresa e stazione appaltante. «Si tratta di tensioni contrattuali - conferma Pistorio alle quali la Regione è estranea. Abbiamo già erogato le somme, ma nonostante ciò questo contenzioso ha comunque elementi preoccupanti per l'interesse pubblico che ci impongono di intervenire». E' intervenuto anche il sindaco Orlando sulla vicenda dichiarando: «Anche se, formalmente, la vicenda attiene esclusivamente al rapporto fra RFI, ente appaltante, e SIS, impresa esecutrice dei lavori, l'attenzione del Comune è massima e per questo crediamo sia necessario un intervento ai massimi livelli, con un interessamento del Governo nazionale ed in particolare del Ministro per le Infrastrutture, Graziano Delrio». Riportiamo alcuni punti di riflessione e alcune domande che facciamo a noi stessi, per provare a capire meglio: Ma se l'azienda è davvero in crisi come mai i lavori ad oggi non si sono del tutto fermati? Infatti è lo stesso Colucci ad ammettere che i lavori proseguono, seppur con un ritmo diverso da quelli a cui eravamo abituati. La SIS ha solo il compito di realizzare le opere civili, al resto (impiantistica e apparati tecnologici) penseranno altre ditte esterne incaricate direttamente da RFI. Come mai si è comunque montata la grossa talpa meccanica (TBM) che SIS ed RFI pagano a suon di migliaia di euro al giorno come "affitto"? Che ne sarà di tutte quelle persone che sgomberate nella zona di Vicolo Bernava, al momento sono in affitto o in albergo a carico di SIS? Sicuramente ci saranno netti contrasti economici tra Sis ed RFI, ma vista l'importanza strategica e prioritaria dell'opera, ci auguriamo che tutto venga risolto nel minor tempo possibile e nel miglior modo possibile, così da poter annunciare la fine dei lavori per la data prevista e cioè fine 2018. Potrebbero interessarti anche: - Scheda Passante Ferroviario Le dichiarazioni sono estrapolate da articoli di Gds, Repubblica e LaSicilia

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17 mag 2013

Orlando: Tram a un bivio cruciale. La conferenza integrale

di Andrea Baio

Postiamo qui di seguito la conferenza integrale tenutasi oggi pomeriggio a villa Niscemi, durante la quale il sindaco Orlando ha esposto le ragioni dell'amministrazione e fatto il punto sulla situazione del tram a Palermo. Leoluca Orlando: "questo è il momento della verità". Il sindaco ha rilanciato le accuse alla SIS e ha rimarcato l'impegno per portare avanti l'opera. La data di scadenza del 24 maggio però incombe, e la Corte dei Conti potrebbe arrivare troppo tardi. Il destino del tram a Palermo sembra sospeso sul filo di un rasoio. Seguiremo con ansia gli ultimi sviluppi di questa incresciosa vicenda, che rischia di tramutarsi nell'ennesimo scandalo all'italiana; questa volta però si tratta di un treno che non possiamo permetterci di perdere. Pardon, un tram. Perdonate la qualità del video dovuta a mezzi di fortuna, ma l'importanza dei contenuti giustifica abbondantemente questa pecca. Buona visione. Ps: viste le versioni diametralmente opposte di SIS e Comune, proveremo a vederci chiaro. Consulteremo anche i sindacati per capire dove stia la verità (altro…)

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