Articolo
29 gen 2014

Dott. Marino (RAP), ma quale mortificazione?! Passiamo ai fatti allora…

di Giulio Di Chiara

In seguito alla nostra petizione simbolica in cui chiedevamo il licenziamento dei fannulloni (solo i fannulloni) della RAP che accampavano le scuse più stravaganti per giustificare le loro assenze dal posto di lavoro, il presidente Marino ha risposto anche tramite le pagine di un quotidiano locale. Apprezzando il fatto che sia arrivata una risposta da un ente "pubblico" (cosa a cui non siamo abituati sovente) ad una questione sollevata dalla cittadinanza, nella persona del suo presidente, vogliamo rivolgerci ancora a lui per precisare alcune cose e, speriamo, avviare un'azione sinergica così come da lui auspicato. Non è mortificando un’intera categoria di lavoratori che si potrà ricostruire il decoro della città, quanto piuttosto attraverso una sinergica collaborazione tra addetti e fruitori del servizio”. Caro Dott. Marino, se dobbiamo remare tutti dalla stessa parte è fondamentale fiducia reciproca senza prese in giro. Una petizione pubblica, volutamente simbolica (non sono 1.000 firme a cambiare il mondo) e specificatamente destinata a quei fannulloni (non ad altri), non è una mortificazione di una "intera categoria" come lei dichiara. E sinceramente non vorremmo scadere in stupidi giochetti mediatici, come quello di enfatizzare ciò che era chiaramente un messaggio forte della cittadinanza civile contro coloro (solo loro) che non fanno il loro dovere a scapito della collettività. (altro…)

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Articolo
09 gen 2014

Firma la petizione: “Basta chiacchiere: licenziamo i parassiti dell’AMIA!”.

di Andrea Baio

FIRMA LA PETIZIONE Una città offesa, che affoga nell'immondizia e costretta ad inalare un tanfo ancora più intenso di quello dei rifiuti che marciscono per le strade della nostra povera Palermo. Un tanfo in netto contrasto col profumo dei lauti stipendi AMIA. Il tanfo di cui parliamo è quello vergognoso di una gestione scandalosa del servizio di igiene pubblica. Un servizio già scadente di suo, che non trova riscontro effettivo nelle tasse salatissime - in continuo aumento - che noi palermitani onesti paghiamo. Apprendiamo dal quotidiano Repubblica Palermo di ridicole scuse da parte di alcuni dipendenti-parassiti AMIA, sorpresi ad assentarsi da lavoro per andarsi a ingozzare di ravazzate e pane con le panelle o sbrigare faccende personali (come il netturbino che anziché andare a togliere le erbacce a Falsomiele andava a picchiare un rivale in amore di suo figlio). Si tratta degli stessi dipendenti che vanno a protestare di fronte al Comune rovesciando sacchi di immondizia o elemosinando il "diritto al lavoro". Crediamo che in una città come la nostra, dove la crisi del lavoro è un problema serio e radicato che colpisce tante persone oneste e capaci, la dignità di un posto profumatamente pagato vada assegnata a chi lo merita veramente.  Tutto questo è assolutamente inaccettabile: basta chiacchiere, basta giri di parole e valanghe di promesse. VOGLIAMO che la politica e l'azienda prendano una posizione forte. VOGLIAMO che questi parassiti vengano immediatamente licenziati e che l'AMIA porga le più sincere scuse ai cittadini di Palermo. VOGLIAMO che venga avviata un'inchiesta interna attraverso la quale comprendere l'entità del danno che personaggi simili hanno causato alle nostre tasche e alle nostre strade. Bisogna far capire che c'è un limite a tutto, anche per una città come Palermo. VOGLIAMO fatti. Le 1000 firme raccolte per questa petizione saranno consegnate al sindaco di Palermo Leoluca Orlando e alla dirigenza AMIA.  

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