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15 gen 2014

1000 firme per mandare a casa i fannulloni dell’AMIA: ora la palla passa al sindaco.

di Andrea Baio

La nostra petizione per mandare a casa i dipendenti-parassiti AMIA ha avuto grande successo: 1000 firme raccolte in appena 5 giorni. Ancora una volta la Palermo civile fa sentire la propria voce, e lo fa ancor prima che si smuovano i meccanismi giudiziari e politici. Questa città vuole restituita indietro la propria dignità, perché c'è un limite a tutto. Tre le richieste: 1) Licenziamento in tronco di tutti i dipendenti sorpresi ad assentarsi da lavoro ingiustificatamente. 2) Un comunicato di scuse da parte di AMIA ai cittadini di Palermo. 3) L'avvio di un'inchiesta interna che faccia venire a galla l'entità del danno economico  ai contribuenti e all'immagine della città prodotto da tali comportamenti inammissibili. Teniamo ancora una volta a precisare che la petizione non ha alcun valore legale, ma ha sicuramente un grande valore simbolico che testimonia una reale volontà di cambiamento da parte della Palermo migliore, quella che aspira a raggiungere gli standard minimi del resto d'Europa e che non vuole assistere impotente ai soprusi e agli sfregi perpetrati impunemente al volto della nostra Palermo. Ora la palla passa alla politica e all'AMIA. Le firme verranno consegnate brevi manu al sindaco di Palermo Leoluca Orlando in attesa che la petizione trovi un riscontro dalla controparte politica, e che quest'ultima faccia pressioni sull'azienda perché vengano presi provvedimenti immediati. Si prenda atto che 1000 palermitani in pochi giorni hanno partecipato attraverso uno strumento di democrazia online ad un referendum cittadino per reclamare ciò che dovrebbe essere ovvio, ma che purtroppo in realtà come quelle in cui viviamo non è affatto scontato. Ringraziando tutti voi per non esservi arresi, vi promettiamo a brevissimo aggiornamenti sulla questione!

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