Articolo
18 mag 2020

Illuminazione, consegnato ad AMG Energia il nuovo impianto della zona Oreto – Stazione – Villa Giulia

di Fabio Nicolosi

Consegnato ad AMG Energia per la conduzione e manutenzione il nuovo impianto di pubblica illuminazione della zona Oreto-Stazione-Villa Giulia. Si tratta di uno dei nuovi impianti, progettati dai tecnici di AMG Energia e realizzati dal Comune di Palermo in città, in riqualificazione di quelli esistenti, con fondi PON Metro per un importo contrattuale di circa 2 milioni di euro. La consegna è avvenuta venerdì 15 Maggio, nella sede della direzione del servizio di Pubblica Illuminazione di AMG Energia alla presenza dell’impresa che ha eseguito i lavori, la “Favellato Claudio spa”, oltre che del RUP dell’intervento, l’ingegnere Antonio Tiné e del dirigente del Servizio Pubblica illuminazione di AMG, l’ingegnere Vincenzo Gagliardo. La consegna segue il sopralluogo e le prove strumentali effettuate per accertare l’integrità e la funzionalità degli impianti e prevede per l’impresa realizzatrice l’impegno ad eliminare nell’arco di dieci giorni le residue criticità che sono state evidenziate in sede di verifica. Il nuovo impianto abbraccia la zona di via Oreto e traverse, della Stazione centrale e di via Lincoln-Villa Giulia e traverse. E’ formato da oltre 900 punti luce, che sono equipaggiati con lampade agli ioduri metallici con bruciatore ceramico, a basso consumo, che offrono la possibilità di risparmi energetici ed economici: gli impianti precedenti, realizzati negli anni Sessanta, utilizzavano lampade a vapori di mercurio, ormai fuori produzione in tutta Europa e non più in commercio. I punti luce e i relativi circuiti sono, poi, alimentati da sei quadri elettrici di bassa tensione e non più direttamente dalle cabine di pubblica illuminazione, secondo le più recenti indicazioni tecnico-impiantistiche, in modo da rendere più agevoli le attività di manutenzione. A regime il nuovo impianto avrà anche la possibilità di essere gestito attraverso un sistema di controllo da remoto per il monitoraggio dei dati elettrici e dello stato di funzionamento dei circuiti, che l’impresa realizzatrice si è impegnata ad implementare secondo le funzionalità previste dal progetto al momento non tutte operative. “Un altro risultato ottenuto grazie al PON Metro e alla capacità dell'amministrazione di progettare e gestire grandi interventi di finanziamento con fondi extra-comunali - sottolinea il sindaco, Leoluca Orlando - Un progetto che si integra con tutti gli altri già in cantiere o programmati sempre con il PON o con l'Agenda Urbana ed altri fondi comunitari che permetteranno di rifare, nei prossimi mesi ed anni, interventi su non meno di 40.000 punti luce in città in tutti i quartieri”. “AMG Energia aveva finora in gestione solo una piccola parte degli impianti, quelli della zona di via Tiro a Segno e di via Archirafi e traverse - spiega il presidente, Mario Butera - Adesso con la consegna definitiva di tutti i punti luce e con la piena collaborazione dell’impresa costruttrice alla risoluzione di alcuni problemi che si sono evidenziati, contiamo di arrivare al più presto ad assicurare la piena funzionalità del nuovo impianto, che rappresenta un importante intervento di riqualificazione della rete di illuminazione cittadina”.

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Segnalazione
11 lug 2017

Villa Giulia: la villa delle “teste mozzate”

di belfagor

Il piano di Sant’Erasmo per secoli fu utilizzato per vari usi. Infatti abitualmente i pescatori stendevano ad asciugare le loro reti, ma si svolgevano anche rassegne e parate militari e vi aveva luogo la “fiera dei crasti” durante il periodo pasquale.   Ma nella memoria popolare tale piano è tristemente ricordato soprattutto per gli “ Atti di Fede” da parte del Sant’ Uffizio. Non era l’unico luogo dove avvenivano tali “manifestazioni” pero era uno dei più usati ,soprattutto per la possibilità di poter accogliere migliaia di “spettatori”. Lo sviluppo urbanistico di tale zona fu fortemente limitata da motivi di sicurezza. Pur godendo di buon clima e di un meraviglioso panorama , si trovava però esposta alle incursioni dei corsari e inoltre si trovava fuori le mura, cosa molto importante fino al 600, e perciò vulnerabile ai colpi d’artiglieria delle galere nemiche. . Ma tale situazione cambiò con il prolungamento del Cassaro e l’apertura di Porta Felice. Si cominciò a costruire un lungomare panoramico che doveva diventare un luogo di passeggiate e di svago . Tale lungomare fu chiamato “Strada Colonna” in onore del viceré Marco Antonio Colonna. La struttura del foro rimase invariata fino al 1734, quando il pretore don Giovanni Sammartino di Montalbo, ne curò l’allargamento facendo abbattere una delle fortificazioni marittime, il bastione del Tuono. Cinquant’anni dopo, con l’abbattimento dell’altro baluardo, chiamato “di Vega” si creò un grande spazio libero che fu utilizzato con la creazione di una grande villa. La Villa Giulia si trova al Foro Italico, quasi di fronte al Porticciolo di Sant’Erasmo. E’ stata la prima villa pubblica a Palermo e una delle primissime in Europa. A realizzarla fu il pretore e governatore della città, Antonio La Grua tra il 1777 ed il 1778, perciò in un solo anno ( a quei tempi le promesse si mantenevano e i lavori erano celeri). La nuova villa fu dedicata a Giulia d’Avalos, moglie dell’allora viceré Marcantonio Colonna (omonimo di quello del XVI secolo). Il progetto della villa fu realizzato dall'architetto Nicola Palma che disegnò un perimetro perfettamente quadrato, suddiviso a sua volta in quattro quadrati più piccoli. Tali quadrati erano a loro volta suddivisi dalle loro diagonali. Lo spazio centrale era di forma circolare. La villa aveva due ingressi. L'ingresso principale ,monumentale e neoclassico, si trovava sull’attuale Foro Italico ( purtroppo costantemente chiuso) .L’altro ingresso si trovava nell’attuale Via Lincoln. Al centro della villa si trovava una fontana circolare,  opera di Ignazio Marabitti, con uno scoglio artificiale su cui è collocato un piccolo “Atlante” accovacciato in marmo che ha sul capo un dodecaedro con 12 orologi solari (oggi gli orologi originali non esistono più). L’ opera era stata progettata dal matematico palermitano, Lorenzo Federici. All'interno del giardino erano presenti numerose sculture marmoree, delle quali la più significativa è quella del Genio di Palermo di Ignazio Marabitti realizzata nel 1778. Johann Wolfgang Goethe , visito la villa durante il suo soggiorno a Palermo e la definì “il più meraviglioso angolo della terra” . Effettivamente era meravigliosa , tanto che qualche visitatore straniero era talmente entusiasta che riteneva che in questa villa fosse nascosta la “Pietra Filosofare” A partire dell’Ottocento, furono effettuati diversi interventi che abbellirono la villa   Per esempio, quattro esedre in stile “pompeiano” (incavi semicircolari, sovrastati da una semi-cupola), progettate da Giuseppe Damiani Almeyda. Furono aggiunti anche alcuni ponti, collinette,  laghetti artificiali e collocate statue e busti di, De Spuches, Pacini, Petrella, Leopardi, Donizetti, Bellini, Novelli. Durante la “Belle Epoque” il sabato sera si dava ricevimenti all’aperto che venivano chiamati “sabatini”. Nella villa, molto illuminata, si poteva ascoltare la musica che varie bande musicali , sistemate nelle quattro esedre della piazza centrale, suonavano per rallegrare un pubblico raffinato formato da signore e signori eleganti . Fino a pochi anni fa “Villa Giulia” era la villa più frequentata dai palermitani che portavano i loro bambini a giocare .Si affittavano piccole biciclette, si vendevano gelati , caramelle e “calia e semenza”.Si poteva vedere anche un povero e depresso leone, chiamato “Ciccio” la cui dimora era una piccola e triste gabbia che si trovava dal lato opposto all’ingresso di Via Lincoln. Al confine laterale della Villa Giulia c’era l’ingresso con  l’Orto Botanico , costantemente chiuso e pericolante. La villa era dotata di una discreta illuminazione che permetteva l’apertura serale, soprattutto durante l’estate. Spesso si organizzavano manifestazioni musicali e eventi politici. Per un certo periodo fu sede dei vari Festival dell’Unità provinciali.Negli ultimi trent’anni la villa ha cominciato il suo triste declino che è culminato con il sequestro avvenuto nel 2015 e l’affidamento a un custode”giudiziario”. Per il giudice che emise il provvedimento di sequestro, la villa «versa in condizioni di estremo degrado dal punto di vista architettonico, sia per deterioramento strutturale sia per frequenti sottrazioni, danneggiamenti ed atti vandalici ad opera di ignoti». I giornali , nel commentare tale grave provvedimento, chiamarono Villa Giulia “la Villa delle teste mozzate” perché a gran parte delle statue e busti erano state “tagliate le teste” o danneggiate. Tale decisione della magistratura era un duro atto d’accusa verso le giunte che si erano succedute in questi ultimi 30 anni. La Giunta Orlando reagì prontamente. Il vicesindaco Emilio Arcuri, con delega al centro storico dichiarò .“Villa Giulia è sicura e quei busti acefali, quelle statue danneggiate, quelle panchine mancanti, sono così da anni e abbiamo sempre avuto documentazione di tutto”. In parole povere “ la colpa è della giunta che ci ha preceduto”. Il sequestro fu ritirato. Forse Arcuri aveva ragione però la situazione della villa era disastrosa e il declino era iniziato prima dell’arrivo di Cammarata ed era continuata anche con il ritorno di Orlando. In un articolo del GdS del 27/04/2015 si descriveva così la situazione “Sembrava una domenica come le altre a Villa Giulia ieri. Il parco, malgrado il sequestro, rimane aperto e molti visitatori, soprattutto gli stranieri probabilmente non sanno neanche di questo provvedimento. Però, si sono certamente accorti che qualcosa non va. Molte statue si presentano con i busti decapitati e i fregi sbeccati e le fontane sono danneggiate. Un ragazzo ieri si rivolgeva così alla madre: «Guarda, i pesci somigliano a foglie secche»”, a sottolineare come le fontane siano riempite a mala pena proprio di qualche foglia. Sarcasmo amaro. Alcune statue, invece, sono state utilizzate per dichiarazioni d'amore e sono diventate la base per scritte con pennarelli e bombolette spray. Su una statua, ad esempio, è rimasta anche la data di una dichiarazione d'amore. Alla fine della frase, infatti, c'è scritto «2012». Oggi Villa Giulia è certamente ben curata sotto l’aspetto “manutenzione del verde”. Purtroppo lo stesso non si può dire per quanto riguarda lo stato dei monumenti, delle panchine e delle fontane. Nonostante le promesse l’illuminazione è assente e la sera la villa rimane tristemente chiusa e al buio assoluto, altro che “sabatini” con dame e signori eleganti. Di bambini nemmeno l’ombra e i pochi turisti che si incontrano rimangono meravigliati della bellezza del luogo e sdegnati per lo stato delle statue e dei busti marmorei. Il Prof. Maurizio Carta nel 2015 dichiarò “Da Villa Giulia deve partire la rivincita della costa sud della città. La prima villa pubblica di Palermo e d’Europa deve poter fare da collante tra la città antica e la sua latitudine marina, dal piano di Sant’Erasmo a Brancaccio, passando dal Porticciolo di Sant’Erasmo e da Acqua dei Corsari». Da allora poco è stato fatto. Le tante promesse sono rimaste lettera morta e Villa Giulia continua tristemente il suo “ buio” declino. P.S . Nelle notti di luna piena qualcuno giura di sentire un ruggito di un leone. Forse è il povero “Ciccio” che manifesta la sua indignazione per come è ridotta “ la sua villa”. Probabilmente non gli hanno spiegato che la colpa e della “Giunta comunale precedente”. “Noi fummo i Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene”      

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Segnalazione
12 giu 2017

Lo stradone di Sant’Antonino, la chinatown palermitana

di belfagor

Con l’apertura della Via Maqueda , avvenuta nel 1600, e la realizzazione della Porta di Vicari , si cominciò a costruire anche nei terreni , oltre le mura, della parte meridionale della città . Nel 1630 , proprio nello spiazzo davanti Porta di Vicari , fu costruita ,a partire dal 1630, per volere del potente Ordine monastico degli Osservanti Riformati di San Francesco, la Chiesa e il Convento di S. Antonino. Il re Filippo III d’Asburgo , tramite il Vicerè Fernando Afàn de Ribera Duca D'Alcalà, contribuì con cospicue elargizioni di scudi al completamento del complesso religioso. E i bravi fraticelli , per ringraziarlo, sull'architrave del portale principale collocarono, invece del simbolo dell’ordine, lo stemma araldico di Filippo III. Ma i frati francescani non si limitarono a costruire la chiesa e il convento ma fecero realizzare da Gaspare Guecio una piazza, antistante la chiesa. Lo spazio, di forma semicircolare era corredato di sedili perimetrali, di alberi, di statue di santi ed da una Fontana, detta della Ninfa, in posizione centrale (opera di Mariano Smiriglio e di Vincenzo La Barbera) . Una vera oasi di tranquillità e di riflessione. Da qui partiva, nel luogo dove prima c’era l’ampio fossato difensivo che circondava le mura di cinta ,una larga via che raggiungeva il Piano di Sant’Erasmo. Tale strada, ufficialmente prese il nome dal Vicerè D’Alcalà , ma fu da tutti chiamato Stradone di Sant’Antonino .Tale nuovo complesso religioso costituì l'avamposto logistico e sanitario ( il convento svolgeva anche funzione di ospedale) della grande ( e potente) Casa dei francescani riformati. . Aperto tra il 1632 e il 1637, lo stradone di S. Antonino (attuale via Lincoln), divenne però un importante asse urbano soltanto alla fine del Settecento, quando l'abbattimento della cinta muraria e la realizzazione della Villa Giulia e dell'Orto Botanico segnarono una nuova possibile direttrice di sviluppo della città. La strada fu scelta ,in epoca passata, da alcune grandi famiglie di Palermo per la costruzione di lussuosi palazzi Tra i più famosi ricordiamo Palazzo Jung, realizzato ,alle fine del ‘700 dai baroni di Verbumcaudo che lo fecero costruire come simbolo di un’acquistata nobiltà.Il palazzo prende il nome dalla famiglia di ebrei di origine svizzera che la acquistarono nel 1921 . Uno dei proprietari, Guido,, fu anche ministro della Finanze sotto la dittatura fascista. Nel settembre 1888 fu inaugurata una delle prime tre linee tranviarie elettriche . Tale linea collegava Piazza Indipendenza con Porta Reale o Carolina ( non più esistente, che sorgeva in Via Lincoln, di fronte l’Orto botanico) di 2,5 km. Purtroppo, dopo la fine della prima guerra mondiale ,ne questa strada , nè la litoranea sud-orientale, nè Corso Tukory, né la costruzione della Stazione ferroviaria alla fine dell'Ottocento e la realizzazione dell'ingresso monumentale di via Roma ,riuscirono a diventare una valida alternativa urbanistica all’espansione nord- occidentale della città. La strada costiera per Messina, dove all'inizio del secolo sorsero numerosi stabilimenti balneari, rimase , sino ad oggi ,una successione di borgate e di un espansione edilizia popolare disordinata e spesso abusiva e Via Lincoln lentamente fu colonizzata dalla comunità cinese, che l’hanno trasformata in una “ piccola Chinatown”. La strada ha ispirato un recente romanzo giallo di Antonio Pagliaro, “I Cani di Via Lincoln”. P.S. Che fine ha fatto la bella  piazza semicircolare corredata di sedili perimetrali, di alberi, di statue ornamentali e da una bella fontana, detta della Ninfa, che con i suoi zampilli di acqua fresca trasformava quel luogo in una vera oasi di tranquillità e di riflessione? Naturalmente fu distrutta. La Fontana, detta della Ninfa, la si può ammirare nella villetta di Piazza Alberico Gentili. Non sappiamo se ancora zampilli acqua fresca o, come gran parte delle nostre fontane, si è trasformata in una discarica di “munnizza”. Conoscendo la grande" efficienza" dei nostri amministratori propendiamo per la seconda ipotesi, speriamo di sbagliarci.  

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Articolo
19 mar 2013

Stop ai pullman turistici in Centro Storico

di Antony Passalacqua

EDIT 19/03/2013 ore 18:54: il Comune di Palermo rettifica quanto dichiarato, precisando che non sarà consentita la sosta, anzichè il transito, dei bus all'interno del centro storico. Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa del Comune di Palermo circa il nuovo regolamento per l'accesso in Centro Storico dei pullman turistici. Si è svolta ieri mattina una riunione tra i componenti dell’Authority del Turismo di Palermo, la Commissione Urbanistica del Comune e i funzionari del Centro storico per favorire una migliore fruizione del centro storico e individuare l’allocazione dei bus turistici.     (altro…)

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Articolo
23 giu 2009

Passeggiando per la città……….

di MAQVEDA

Passeggiando per la città vecchia si possono osservare tutta una serie di restauri, più o meno importanti, effettuati negli ultimi anni, alcuni un poco più "datati" di altri, ma non per questo privi di importanza o non degni di essere qui ricordati: I Quattro Canti a piazza Vigliena, vero cuore della città di Palermo, il più antico, il più autentico: ...Continua a guardare le FOTO

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