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04 feb 2020

Passante Ferroviario | Proseguono i lavori di riqualificazione della fermata Punta Raisi

di Fabio Nicolosi

Nei giorni scorsi ci siamo recati in treno all'aeroporto Falcone Borsellino e con sorpresa abbiamo notato dei lavori in corso lungo la banchina 3. Abbiamo quindi chiesto spiegazioni e ci é stato risposto che si tratta di lavori di adeguamento della stazione che RFI ha iniziato lo scorso anno, con la realizzazione dell'impianto antincendio. Adesso tocca alle banchine, con il rifacimento della pavimentazione e l'integrazione con i percorsi tattili per le persone a ridotta mobilità. Sì procede a settori per non interferire con la circolazione ferroviaria. Dopo quello del binario 3, quindi, toccherà anche agli altri marciapiedi. L'importo complessivo dell'investimento è di circa 1 milione di euro. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Instagram: https://www.instagram.com/mobilita.palermo/  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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27 gen 2017

Anello ferroviario: nessuno lo vuole! Le parole preoccupanti dell’assessore Pistorio…

di Giulio Di Chiara

Tutto parte da questa dichiarazione dell'assessore alle Infrastrutture e alla mobilità della Regione Sicilia, Giovanni Pistorio: «Sul passante ferroviario siamo moderatamente ottimisti, la conclusione dei lavori sarà entro sei mesi. Sull'anello ferroviario è stato confermato l'investimento ma rimane aperta la questione su chi vorrà gestirlo, né Comune né Rfi vogliono farlo, il tema si porrà poi e l'importante è che non rimanga un'incompiuta». L'anello ferroviario non ha ancora visto la luce ed è già rifiutato da tutti. Sia il Comune, sia RFI, già adesso manifestano l'intenzione di non volerlo gestire ed è dunque logico far scattare un campanello d'allarme. Oltre alle complicazioni che hanno minato anche le attività di cantiere per via dei problemi economici della ditta che sta realizzando i lavori, non si vede nulla di positivo all'orizzonte. Ma perchè nè RFI nè il Comune vogliono gestire l'opera una volta realizzata? Non sembra ci siano posizioni ufficiali, ma possiamo ipotizzare che entrambi i soggetti valutino questa operazione più dannosa che vantaggiosa. Probabilmente dal punto di vista finanziario? Se così fosse, potrebbe essere la conferma che quest'opera, così strutturata, non garantisca quei benefici, anche economici, che ci si aspettava in sede di progettazione. L'altra opzione è che nessuno dei due abbia delle strutture organizzative interne tali da poter sostenere l'organizzazione di un servizio ferroviario comunque abbastanza ridotto rispetto al passante ferroviario, per esempio. In ogni caso, logica vorrebbe che Passante e Anello siano gestiti dallo stesso soggetto per una questione ovvia di continuità aziendale e strutturale. Le parole dell'assessore lasciano abbastanza perplessi e il demandare ai posteri la risoluzione del problema non lascia presagire che si stia muovendo qualcosa. Va sottolineato che allo stato attuale spetta ufficialmente a RFI gestire l'opera. E dunque non si spiegano queste parole, ma se sono state pronunciate avranno anche un significato. Che ci preoccupano e riportano al pettine il solito nodo nostrano:  gestire nel tempo qualcosa che si è costruito. Non vorremmo che diventi la patata bollente che si rimpalleranno sindaci e assessori di turno. Tutto dipenderà anche dal contratto di servizio, infatti nel nuovo contratto di servizio si spera vengano aumentati i km percorsi che permetteranno a Trenitalia di ampliare il servizio anche sul nuovo tratto del costruendo anello ferroviario. Se così non fosse potrebbe essere AMAT a occuparsi della tratta, ma resta da capire con che fondi e sopratutto con che mezzi. Di certo, "il tema si porrà poi" è una frase a nostro avviso infelice, che non infonde alcuna sicurezza sul futuro dell'opera e non lascia presagire una presa in carico del problema. Tra la prossima primavera e l'autunno saranno rivoluzionate le cariche comunali e regionali. Dunque, chi subentrerà avrà il dovere di verificare questi "malumori".  

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28 dic 2018

Foto | Passante Ferroviario: lo stato dei lavori nella fermata Imera

di Fabio Nicolosi

La fermata Imera, situata proprio tra Via Imera e Corso Alberto Amedeo, è una delle fermate sicuramente più caratteristiche dei lavori del raddoppio del passante ferroviario di Palermo. Vuoi perchè qui avviene il primo incrocio tra le due gallerie, quella esistente tra Palazzo Reale - Orleans e Lolli e la nuova che non è ancora stata completata causa imprevisto di Vicolo Bernava, a quota inferiore. Vuoi perchè la fermata ha una storia ingegneristica non indifferente, visto che è una tra le fermate più complesse dal punto di vista idraulico e idrogeologico. Vuoi perchè questa poteva essere la fermata e il futuro parcheggio di interscambio a servizio del parlamento siciliano. La fermata è strutturalmente quasi interamente completa, infatti la SiS prima di abbandonare il cantiere sta provvedendo a realizzare la soletta di copertura della galleria esistente e della fermata. Ma che ne sarà della stessa? Del parcheggio non si è saputo più nulla e fino a quando l'intoppo di Vicolo Bernava non verrà risolto, la stessa non potrà essere attivata, sarà l'ennesimo cantiere abbandonato. Uno dei primi cantieri a vedere la luce e uno tra gli ultimi a venire consegnato. Da RFI tengono a precisare che l'opera sarà completata, ma possiamo immaginare che ci vorranno almeno altri 3 anni di lavoro, un peccato se si pensa che qui il cantiere è aperto già da più di 10 anni.

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17 feb 2020

Passante Ferroviario | Via Lungaro dal rendering alla realtà: le differenze

di Fabio Nicolosi

L'immagine che vi mostriamo ritrae via Lungaro nel Luglio 2013, qualche mese prima dell'inizio dei lavori della tratta C del raddoppio del passante ferroviario. Per chi non la conoscesse via Lungaro è un tratto di strada di circa 150m compreso tra via Maltese e via Enzo Biagi (ex via Nuova). Prima dei lavori la strada affiancava la ferrovia in superficie ed era compresa tra due passaggi a livello. Oggi la ferrovia è stata interrata e la suo posto è stata ampliata la strada. Ma perché stiamo dedicando un articolo ad un tratto di strada di appena 150 metri? Perchè a nostro avviso questo è il classico esempio di come il risultato finale poteva essere migliorato se qualcuno al comune, ma non solo avesse visionato i progetti e proposto le modifiche nelle varie conferenze dei servizi. Ma di cosa parliamo? Questa è la planimetria di come sarebbe dovuta essere la strada. Sia a monte che a valle sarà presente una marciapiede. Lato monte il marciapiede sarà notevolmente largo, nonostante la totale assenza di accessi, abitazioni, attrattive. Un marciapiede che dovrà seguire quello proveniente dalla fermata Francia. Lato mare invece la larghezza del marciapiede sarà lasciata quello esistente. Notate voi stessi che il marciapiede esistente è molto stretto e non permette ad esempio il passaggio di due carrozzine in contemporanea. La panoramica mostra la differenza di larghezza dei due marciapiedi: Non sarebbe stato meglio allargare il marciapiede esistente e realizzare il nuovo lato monte leggermente più stretto? Inoltre lato monte erano previste delle sagomature del marciapiede per "guidare" la sosta a spina di pesce, dove sono finite? All'interno di queste rientranze vi erano delle piccole aiuole che avrebbero spezzato la striscia di grigio e nero, invece si è preferito abolirle, come mai? Infine un piccolo dettaglio: ma le strisce pedonali non devono avere tutte la stessa lunghezza? Eppure la striscia centrale sempre leggermente più lunga, come mai? Si tratta di un errore?

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09 mar 2017

VIDEO e FOTO | Passante Ferroviario: Abbattuto l’ultimo diaframma tra Francia e San Lorenzo

di Fabio Nicolosi

Ieri è stata una giornata storica per la tratta ferroviaria tra Palermo Centrale e l'aeroporto Falcone Borsellino. Alle ore 18 circa, infatti, sotto la supervisione di SIS, Rfi e Italferr è stato abbattuto l'ultimo diaframma della galleria che collega la fermata Francia alla fermata San Lorenzo. Il tratto in questione, lungo circa 220m, è stato scavato in circa un mese. Da oggi quindi sarà possibile imboccare la vecchia galleria alla stazione Notarbartolo e uscire qualche chilometro più avanti nei pressi di Cardillo. L'evento ha anche rappresentato la volontà di Sis di portare a termine l'opera anche con il famoso contenzioso avviato con RFI. Segnali positivi dunque che dimostrano la serietà di un azienda che ha da sempre portato avanti i propri interessi, ma anche quelli della città dove opera. Ringraziamo il CIFI Palermo per il video: Pubblicato da CIFI Palermo su Mercoledì 8 marzo 2017 Nei prossimi mesi la galleria dovrà essere attrezzata ed armata per permettere il transito dei treni, che si spera possa avvenire entro fine anno. In attesa di comunicati ufficiali, non ci resta che continuare a seguire i lavori e gli sviluppi dei cantieri. Ecco le foto inviateci dall'amico Paolo S.

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17 apr 2019

Via Amari: dopo i lavori l’area sarà pedonale

di Fabio Nicolosi

Con un post su Facebook il neo assessore Giusto Catania annuncia: Oggi pomeriggio la giunta, su mia proposta, approverà la pedonalizzazione di Via Emerico Amari: in questo modo si garantirà il collegamento pedonale tra il porto e il centro di #Palermo. Una scelta che renderà la città più accogliente per i turisti e più vivibile per i nostri concittadini. La nuova area individuata istituisce una nuova area pedonale in via Amari tra via Crispi e via Scordia che si andrà a collegare alla storica area pedonale di via P.pe di Belmonte. Un proseguimento che collega il salotto della città con il mare, una passeggiata che sarà sicuramente molto utilizzata dai turisti che sbarcando dalle navi da crociera potranno raggiungere il centro della città godendosi una passeggiata in zone senza auto e traffico. Aspettiamo dunque di conoscere i dettagli per capire se verrà semplicemente pedonalizzata o si darà spazio a progetti interessanti come quelli proposti qualche anno fa e denominato il Passío

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27 nov 2015

Presentata la stazione sotterranea di Cefalù, il raddoppio della PA-ME fino a Castelbuono inizierà presto

di peppe2994

Comunicato stampa di RFI: Palermo, 26 novembre 2015 Presentato oggi a Cefalù, nel corso di un incontro istituzionale presso la sala Consiliare del Comune, il progetto della futura stazione cittadina che, come una vera e propria fermata metropolitana, sarà sotterranea. La realizzazione del nuovo terminal è parte integrante degli interventi di raddoppio del tratto di binari fra Ogliastrillo e Castelbuono. Interventi che consentiranno di migliorare le performance della linea Palermo - Messina con un incremento della capacità di traffico e della regolarità e puntualità del servizio di trasporto. L’ intera opera, infatti, prevede la realizzazione di un nuovo tracciato ferroviario (circa 13 km) e tre gallerie: Cefalù (6,87 km), Sant’Ambrogio (4,15 km) e Malpertugio (0,18 km). Le prime due saranno costruite utilizzando le “talpe TBM” (Tunnel Boring Machine), gigantesche frese meccaniche in grado di eseguire operazioni di perforazione seguite dal contestuale rivestimento delle pareti servendosi delle più moderne tecnologie. La terza sarà realizzata con lo scavo tradizionale. La maggior parte del nuovo tracciato ferroviario e la nuova fermata di Cefalù, realizzati sotto il livello stradale, consentiranno l’eliminazione definitiva di sei passaggi a livello e delle criticità costituite dagli incroci strada/ferrovia. Ciò comporterà, come ulteriore beneficio, una considerevole riduzione delle emissioni di gas di scarico delle autovetture ferme alle barriere dei passaggi a livello e migliori condizioni di vivibilità urbana grazie a un traffico automobilistico più scorrevole senza le interferenze di circolazione tra veicoli su gomma e su rotaia. Inoltre, sarà trasferita in zona Carbone la Sottostazione Elettrica ferroviaria ed eliminata la cinta ferroviaria lungo l’intero tratto di costa da Ogliastrillo a Sant’Ambrogio, liberando aree pregiate per l’utilizzo ottimale delle risorse paesaggistiche di un territorio ad elevata vocazione turistica. La conclusione degli interventi è prevista in sei anni, con un impegno economico di circa 350 milioni di euro. --------------------------------------------------------------------------------------------------------------- L'appalto è stato vinto dalla Toto Costruzioni Generali, leader italiana nel campo delle opere di ingegneria civile. Ricordiamo che il progetto viaggia già con qualche anno di ritardo a causa delle proteste dei cittadini supportati da politici poco lungimiranti. I lavori si preannunciano fortemente impattanti per tutto il territorio, a causa del via vai di mezzi che trasporteranno il materiale scavato per anni h24 senza sosta. Fu richiesta una variante, che prevedesse l'inizio dello scavo da Castelbuono. Opzione scartata, poiché logisticamente non attuabile. Lo scorso Aprile partirono i lavori di indagine preliminari  e dopo un lungo stop causato dalle follie burocratiche siciliane finalmente sembra essere la volta buona, con l'apertura del cantiere dopo le feste. Di seguito i rendering della stazione in sotterranea di Cefalù. Da notare che tutta l'area liberatasi dall'interramento del tracciato, e dallo spostamento della sottostazione elettrica, sarà oggetto di totale riqualificazione, con la creazione di una nuova piazza prospiciente via Aldo Moro. Previsto il totale abbattimento dell'edificio di stazione attuale, in quanto anche tutti i sottoservizi saranno in sotterranea.

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