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24 giu 2019

Quando l’area pedonale rischia di diventare una trappola per i soccorsi

di Fabio Nicolosi

È accaduto nella mattinata di domenica 23 Giugno che alla centrale dei vigili del fuoco di Palermo arrivasse una chiamata per un emergenza in via Amari. Una chiamate come tante che giungono alla centrale operativo, ma a fare notizia è la scena che i soccorsi si sono trovati davanti. A causa di alcuni paletti di delimitazione dell'area pedonale di via Amari, i mezzi non hanno potuto impegnare l'area. I pompieri quindi hanno dovuto tagliare i paletti prima di poter accedere con i mezzi per intervenire. Per fortuna la situazione anomala non ha portato a nulla di grave, ma cosa sarebbe successo se ci fosse stato il rischio di un'esplosione o un incendio grave? Spesso la tempestività dei soccorsi è fondamentale e trovarsi davanti la strada sbarrata avrebbe potuto causare vittime e danni. Siamo da sempre favorevoli alle pedonalizzazioni e alle aree pedonali, ma abbiamo volutamente acceso i riflettori su un episodio che deve far riflettere i tecnici comunali affinché rimanga un episodio isolato e affinché si trovi una soluzione nel minor tempo possibile. L'episodio deve sicuramente far ripensare al modo in cui le aree pedonali vengono "chiuse". Ci aspettiamo tra i commenti che proponiate come soluzione ideale i dissuasori oleodinamici, sicuramente, ma sappiamo già che queste pedonalizzazioni vengono realizzate con spese minime. Bastava forse un catenaccio alla base dei pali? E la chiave? Si perché anche in quel caso la chiave poteva essere un problema e non essere la soluzione migliore. Foto dal gruppo: Amari Cantieri E le altre aree pedonali? Sono sicure o sono anch'esse off-limits anche per i mezzi di soccorso?

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17 apr 2019

Via Amari: dopo i lavori l’area sarà pedonale

di Fabio Nicolosi

Con un post su Facebook il neo assessore Giusto Catania annuncia: Oggi pomeriggio la giunta, su mia proposta, approverà la pedonalizzazione di Via Emerico Amari: in questo modo si garantirà il collegamento pedonale tra il porto e il centro di #Palermo. Una scelta che renderà la città più accogliente per i turisti e più vivibile per i nostri concittadini. La nuova area individuata istituisce una nuova area pedonale in via Amari tra via Crispi e via Scordia che si andrà a collegare alla storica area pedonale di via P.pe di Belmonte. Un proseguimento che collega il salotto della città con il mare, una passeggiata che sarà sicuramente molto utilizzata dai turisti che sbarcando dalle navi da crociera potranno raggiungere il centro della città godendosi una passeggiata in zone senza auto e traffico. Aspettiamo dunque di conoscere i dettagli per capire se verrà semplicemente pedonalizzata o si darà spazio a progetti interessanti come quelli proposti qualche anno fa e denominato il Passío

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09 gen 2019

Porto di Palermo | Saranno demolite sei gru

di Fabio Nicolosi

L'Autorità del sistema portuale del mare di Sicilia Occidentale ha avviato le procedure per l'affidamento dei lavori per rimuovere sei vecchie gru del porto di Palermo. Si tratta, in dettaglio, di quattro gru a braccio girevole "Reggiane" che facevano parte dell'impianto rinfuse secche della banchina Sammuzzo e due gru "Italimpianti" destinate allo scarico delle rinfuse secche sul molo Trapezoidale. L'importo complessivo dei lavori da mettere a bando tramite procedura negoziata è di 177.168 euro, di cui 153.168 per oneri della sicurezza non soggetti a ribasso. E' stato previsto un significativo abbattimento delle spese per l'esecuzione dei lavori stabilendo che la ditta esecutrice entrerà in possesso di circa 2.300 tonnellate di rottami metallici che potrà rivendere sul mercato con un guadagno stimato in circa 400 mila euro. I progetti: Gru Sammuzzo Le quattro Gru del tipo a braccio girevole e variabile REGGIANE da 15 t. denominate “A”, “B”, “C” e “D” vennero realizzate per consentire il carico e lo scarico di materiale siderurgici, legname e simili ad esclusione dei containers dalle navi. Ogni Gru ha un peso totale di 200 T ed una portata netta di 15 t. Si trovano allocati nella Banchina Sammuzzo nel Porto di Palermo e la superficie interessata alla loro demolizione è di circa mq. 4.230,00 e si trovano da un lato prospiciente il piazzale per la sosta dei containers e dei mezzi di trasporto, dall’altro confinante con il mare. Prima fase: Con l’impiego di mezzi quali: Gru Telescopica da 220 Ton. montata in opera, Man Lift da 60 mt., Fork Lift da 10 T, ponteggi sistema tubo-giunto, attrezzature per calaggi e spessoramenti, attrezzature ossidriche con lancia taglio modulare, avverrà lo smontaggio in quota di tutte le componenti della gru e del manufatto metallico che verranno posizionate a terra per il successivo taglio e demolizione. Seconda fase: Taglio di tutti i componenti in pezzature carrabili per il conferimento in acciaieria e per lo smaltimento dei rifiuti speciali pesanti (oli esausti, grassi, gomme) e della zavorra presente all’interno delle carpenterie avverrà presso le discariche autorizzate. Lo smaltimento delle sue parti dovrà avvenire in modo differenziato, tenendo conto della diversa natura delle stesse (metalli, oli e lubrificanti, plastica, gomma, apparecchiature elettriche ed elettroniche, ecc.) con l’indicazione, possibilmente, delle imprese specializzate abilitate allo scopo ed in ogni caso in osservanza con quanto prescritto dalla legge in materia di smaltimento di rifiuti solidi industriali. Gru Italimpianti Le due gru, identiche fra loro, furono costruite alla fine degli anni 80 e destinate alla movimentazione e stoccaggio di rinfuse secche. Prima fase: Il progetto prevede nella prima fase la demolizione del manufatto metallico accessorio limitrofo alla gru rinfusiera lato Cala mediante: - Rimozione di tutti le parti non metalliche contenenti olii, grassi od altro la cui fuoriuscita potrebbe determinare un problema ambientale; - imbragatura del manufatto metallico e della porzione da tagliare con due o più gru di idonea portata e sbraccio; - taglio con fiamma ossidrica (o altro mezzo idoneo) della porzione di manufatto; - collocazione della porzione tagliata in area di cantiere per l’ulteriore rimozione di tutti i componenti non metallici che saranno trasportati a rifiuto presso discarica autorizzata ed il taglio in pezzi scarrabili delle parti metalliche; Seconda fase: Il progetto prevede nella seconda fase la demolizione della gru rinfusiera lato Sammuzzo mediante: - Messa in sicurezza di tutte le parti della gru che potrebbero distaccarsi e determinare un pericolo per la sicurezza dei lavoratori; - Spostamento della gru, previa rimozione di tutti i freni e ancoraggi, dalla posizione attuale alla nuova posizione centrale rispetto all’area di cantiere, in modo da avere un’idonea distanza di sicurezza dal pontone di attracco degli aliscafi nel molo Trapezoidale; - Rimozione di tutti le parti non metalliche contenenti olii, grassi od altro la cui fuoriuscita potrebbe determinare un problema ambientale; - montaggio del ponteggio, in tubi e giunti, all’interno della gru e conseguente smontaggio di tutti i manufatti della gru che, di volta in volta, si incontreranno nel montaggio del ponteggio. Il ponteggio arriverà alla sommità della gru ove sono presenti due containers nei quali sono alloggiati i quadri elettrici, i motori, le pulegge e le ruote ed altri componenti meccanici della gru. Le parti smontate saranno collocate nell’area di cantiere per l’ulteriore rimozione di tutti i componenti non metallici che saranno trasportati a rifiuto presso discarica autorizzata ed il taglio in pezzi scarrabili delle parti metalliche. A supporto delle lavorazioni sono previste gru di idonee portate e sbraccio, nonché piattaforme di lavoro mobili elevabili di altezza adeguata. Rimossi tutti i componenti della gru con la sola esclusione del braccio e della struttura portante si procederà allo smontaggio del ponteggio; - demolizione della struttura portante della gru costituita da due portali, uno lato monte e uno lato mare, collegati da alcune controventature (vedi disegni allegati) nonché del braccio la cui parte mobile sbraccia sul mare mediante il taglio a pezzi iniziando dal punto più elevato e via via procedendo verso terra, tenendo conto della portata delle gru utilizzate e dello sbraccio necessario. Le parti smontate saranno collocate nell’area di cantiere per l’ulteriore rimozione di tutti i componenti non metallici che saranno trasportati a rifiuto presso discarica autorizzata ed il taglio in pezzi scarrabili delle parti metalliche. A supporto delle lavorazioni sono previste gru di idonee portate e sbraccio, nonché piattaforme di lavoro mobili elevabili di altezza adeguata Terza fase: Il progetto prevede nella terza fase la demolizione della gru rinfusiera lato Cala secondo le stesse procedure e modalità utilizzate per l’altra gru. Quarta fase: Il progetto prevede nella quarta fase la rimozione di tutti i binari della traslazione delle gru e del sottostante piatto in acciaio, mediante taglio con fiamma ossidrica (o altro mezzo idoneo) e trasporto in area di cantiere.

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16 nov 2018

Porto | Aggiudicata la gara per il disinquinamento del porto

di Fabio Nicolosi

Era il 4 Aprile quando parlammo di questo importante intervento che oggi si appresta a prendere il via E' stata aggiudicata la gara per il disinquinamento del porto industriale di Palermo, bandita dall'Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia occidentale. Riguarda il completamento delle opere speciali per la deviazione ed il convogliamento definitivo delle acque che sboccano all'Acquasanta, appaltate nel 1988 e interrotte dopo la rescissione del contratto all'impresa appaltatrice per i ritardi accumulati. Ad aggiudicarsi i lavori, adesso, è stata la ditta "Pisciotta Costruzioni srl" di Camporeale (Palermo), che ha offerto un ribasso del 35,412% sull'importo a base di gara di 4.225.843, di cui 334.784 per oneri della sicurezza non soggetti a ribasso. Il termine dei lavori è stato fissato in 240 giorni dalla data di verbale di consegna. La notizia è stata pubblicata nell'ultimo numero de l'Avvisatore Marittimo che dà pure conto dell'aggiudicazione di una seconda gara per la realizzazione del "Port Facility Security Plan" nel porto di Termini Imerese con nuove barriere antisfondamento, impianti di videosorveglianza e nuova illuminazione. La gara, bandita il 15 febbraio, è stata aggiudicata all'Associazione temporanea d'impresa con capogruppo la ditta "Agostaro Rosario srl" di San Giuseppe Jato (Palermo) che ha offerto un ribasso del 23,326% sulla base d'asta di 3.666.336, di cui 82.609 per oneri della sicurezza non soggetti a ribasso. La ditta aggiudicataria avrà 360 giorni di tempo per completare i lavori. Ti potrebbe interessare anche: Presto i lavori per il disinquinamento delle acque del porto di Palermo   Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:   Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Instagram: https://www.instagram.com/mobilita.palermo/  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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23 ott 2018

Porto di Palermo | Si chiude un anno ricco di croceristi, +26% rispetto al 2017

di Fabio Nicolosi

Per l’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale il 2018 è un anno da incorniciare per le crociere con un aumento nel porto di Palermo del 26% rispetto al 2017 e quasi 600 mila crocieristi sbarcati dalle navi delle più prestigiose compagnie. Secondo i dati comunicati oggi a Trieste durante l’ottava edizione dell’ “Italian Cruise Day”, il porto siciliano risale di tre posizioni rispetto allo scorso anno e rientra tra i primi venti scali del Mediterraneo, piazzandosi al 16° posto. Nel corso del 2018 si è registrata la novità positiva di Termini Imerese che ha visto sbarcare un migliaio di crocieristi, e anche Trapani e Porto Empedocle hanno vissuto mesi soddisfacenti aumentando, sotto l’Autority, il loro traffico. Alla crescita dei passeggeri è corrisposto un lavoro costante e frenetico per colmare il ritardo sia dal punto di vista infrastrutturale che ricettivo, avviando nei quattro porti del network una profonda azione di riqualificazione. Spiega il presidente Pasqualino Monti: “Siamo davvero molto soddisfatti del risultato ottenuto nel 2018 ma al tempo stesso, avendo lanciato una seria opera di rinnovamento, non sarà facile, a causa degli improcrastinabili lavori nel cuore dello scalo palermitano, mantenere lo stesso livello di crocieristi nel 2019. C’è però la previsione di un aumento di navi a Trapani, porto scelto anche da Costa, mentre rimangono costanti i numeri di Termini Imerese e Porto Empedocle”. E’ tutto il network della Sicilia occidentale a essere oggetto di importanti interventi che ne stravolgeranno i lineamenti. A Palermo nessuna commistione tra crociere e merci sopravvivrà al nuovo assetto interno: i camion saranno concentrati nell’area nord, mentre il lato sud sarà dedicato ai passeggeri. E mentre si lavora alla stazione marittima esistente per preparare il porto alla sfida del 2020, inizia il primo stralcio del progetto di riqualificazione, risultato del concorso di idee bandito quest’anno: coinvolti il Varco Amari – che diventerà un’area verde a contatto con la città - e il molo Piave, privato dall’ingombrante presenza dei silos, dove comincerà a crescere il nuovo terminal multipurpose. Altro intervento fondamentale riguarda il molo Trapezoidale che sarà anch’esso rivoltato. Più in particolare, l’area verrà liberata dai cantieri, riqualificata, in accordo con le previsioni del PRP, e destinata a spazio leisure e alla nautica da diporto. Pronto il progetto esecutivo anche per i dragaggi previsti al bacino Crispi 3: porteranno la profondità a -12 per permettere l’attracco delle navi di grandi dimensioni. A Termini Imerese si riparte con i lavori sul molo di sopraflutto e di sottoflutto, propedeutici alle operazioni di dragaggio per un fondale a - 10 metri e all’incremento del traffico commerciale con i collegamenti per il centro e nord Italia, pur senza perdere d’occhio la crocieristica. Studi propedeutici al Piano regolatore portuale e dragaggi sono previsti a Trapani e Porto Empedocle. Nel primo porto rifarà il look la stazione marittima e nascerà un nuovo terminal dedicato all’accoglienza dei passeggeri in partenza per le isole minori, Egadi e Pantelleria, mentre i dragaggi coinvolgeranno il canale di accesso al bacino fino alla banchina Garibaldi che verrà rettificata. Nel secondo partiranno i lavori di manutenzione e la progettazione di una piccola stazione marittima.

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20 set 2018

Porto di Palermo | Aggiudicato il concorso internazionale di idee

di Fabio Nicolosi

Ha un vincitore il concorso internazionale di idee indetto lo scorso gennaio dall'Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia Occidentale per potenziare il porto di Palermo, riallacciandolo alla città. Ad aggiudicarsi la competizione è stato il raggruppamento guidato dalla società Valle 3.0 di Roma, del quale fanno parte E.T.S. Spa Engineering and Technical Service,De Biasio Progetti e Hipro. La graduatoria, diventata definitiva, è stata resa pubblica lo scorso 6 settembre. Al secondo posto si classifica il team guidato da Gianluca Peluffo & Partners Architettura e al terzo il raggruppamento che fa capo ai tedeschi di Heinle, Wischer Gesellschaft fur Generalplanung(si veda l’avviso di aggiudicazione). La progettazione di due nuovi terminal, uno crocieristico e l'altro Ro-Ro, e di un edificio che funzioni da interfaccia tra la città e il porto, diventa l'occasione per riqualificare il waterfront e integrare il nuovo layout portuale nella vita urbana. A coordinare il team di progetto è stata Emanuela Valle - socia di Valle 3.0 con Maria Camilla, Gilberto e Silvano Valle - in collaborazione con Carlo Prati, architetto e docente a Roma Tre e allo Ied, e con Franco Karrer, già presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici. «La nostra società è stata costituita nel 2015 da Emanuela, Maria Camilla, Gilberto e me. Eravamo soci di Studio Valle Progettazioni di Roma, poi ci siamo separati e abbiamo costruito questa nuova realtà», spiega Silvano Valle. «Ci occupiamo - continua - di architettura, dallo studio di fattibilità, ai rilievi, ai business plan, fino alla direzione dei lavori e al collaudo delle opere, fondamentalmente opere civili» e «abbiamo sviluppato una profonda esperienza personale in tema di nodi di interscambio: siamo stati consulenti per gli aeroporti di Torino, Lamezia Terme e Bari». Mitigare il ruolo del porto come infrastruttura, riportare funzioni urbane sul fronte mare sono gli obiettivi. Delicata la progettazione dell'edificio su via Crispi (che deve contenere gli uffici delle compagnie di navigazione, la biglietteria e altre funzioni più “urbane”). Si tratta di un edificio che ha il difficile compito di mitigare l'effetto barriera della strada che divide la città dal porto (appunto via Crispi) e di ricucire la relazione città-mare. Per esso il team vincitore ha pensato ad una sequenza di edifici con proporzioni che riprendono quelle della morfologia urbana tradizionale di Palermo. «Creare una maglia di giusta proporzione e dimensione, ma soprattutto giungere alla giusta visibilità tra i due elementi: terra e mare, è stato fondamentale», racconta Maria Camilla Valle. Percorrendo, virtualmente nel progetto, le strade della città e dirigendosi verso il mare, ci si ritrova, per mezzo degli edifici-interfaccia, su un nuovo piano urbano alla quota di sei metri, da cui partono le passerelle in quota (richieste da bando) che raggiungono i due nuovi terminal, Ro-Ro e crociere. «L'edificio-interfaccia - racconta Emanuela Valle - in corrispondenza dell'accesso al porto, da bando, doveva essere ad una quota più alta. Noi abbiamo sfruttato ciò prevedendo, al di fuori delle funzioni canoniche di un edificio portuale, un volume da destinare al museo dell'emigrazione, che dovrà essere approfondito», continua la coordinatrice del progetto. «Abbiamo immaginato di stare sopra questa passerella, che ha una visuale molto particolare, perché davanti c'è il mare, con le navi che lasciano la città, dall'altra parte c'è la città. Quindi è il punto esatto dove ci si immagina che gli emigranti salutassero i parenti. Non solo: questo edificio dovrebbe diventare una sorta di faro, posto tra porto e città» riferisce ancora Emanuela Valle. È proprio l'edificio-faro il landmark del progetto, non i nuovi terminal come richiesto dal bando. Dar vita ad un nuovo insieme di relazioni tra città e porto, concependo i terminal non come edifici isolati, ma come parte di un sistema costruito a partire dalla trama urbana, dai percorsi, dai flussi, dalle esigenze di security, è stata la preoccupazione principale dei progettisti, meno interessati a ideare edifici accattivanti. «La sensibilità al contesto è stato uno degli elementi risolutori dell'approccio che abbiamo riservato alla progettazione: non abbiamo inteso offrire formalismi che sembrano essere una risposta abbastanza diffusa nell'affrontare temi di questo genere. C'è già una casistica in Italia attiva da questo punto di vista», commenta Carlo Prati. Per il terminal crociere e per il terminal Ro-Ro, da realizzare rispettivamente sul molo Trapezoidale e sul molo Piave, i progettisti hanno pensato ad edifici che si organizzano intorno a delle grandi piazze coperte. L'obiettivo, precisa Silvano Valle, è quello di «farle vivere ai cittadini, in modo da restituire loro il porto». C'è una continuità tra le piazze dei terminal e le passerelle in quota che partono dall'edificio-interfaccia. A quota 6 metri si sviluppa, infatti, un nuovo piano urbano dove sono dirottati tutti i flussi pedonali che collegano l'edificio interfaccia ai due terminal e dove si intensifica la presenza di funzioni ricreative, commerciali, culturali, aperte al pubblico e dunque non riservate ai soli passeggeri o ai crocieristi. Si sviluppa, dunque, un sistema che permette di far dialogare funzioni urbane e portuali. Un sistema che, attivando nuove dinamiche, possa permettere un interscambio, oggi inesistente, tra porto e città, coerentemente con le esigenze di security del caso. Quanto agli incarichi per lo sviluppo della progettazione, «l'assegnazione del contratto ancora non è avvenuta, ci vorrà ancora del tempo. Di fatto, però, a breve parteciperemo ad un tavolo di lavoro con i tecnici della stazione appaltante per studiare la relazione tra il piano regolatore del porto (approvato a luglio nda) ed il nostro progetto», conclude Maria Camilla Valle.

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07 set 2018

Anello ferroviario | Ecco come sarà la stazione Politeama

di Salvatore Galati

Oggi vi mostriamo come sarà la futura stazione sottostante piazza Politeama. Il progetto del prolungamento dell'anello ferroviario è iniziato nel 2015, con tante problematiche e lavori a rilento se non addirittura alternati a periodi di stop assoluto. Andiamo a noi, qui di seguito una breve descrizione di come sarà fatta la fermata. L'auspicio è  che gli attuali lavori possano proseguire senza ulteriori intoppi. Da considerare che il cantiere di via Amari dovrà in ogni caso congiungersi con piazza Castelnuovo, con relativi disagi previsti per la chiusura (parziale?) dell'incrocio con via Roma e via Ruggero Settimo. Ma ciò dipenderà dalla velocità dell'attuale cantiere e dalle future ordinanze che ne regolamenteranno la chiusura delle strade. La banchina di stazione, di larghezza variabile compresa tra 3,23 e 4,92 m circa, serve entrambi i binari collocandosi in posizione intermedia ad essi. Alle due estremità della banchina, posta alla quota media di 5,00 m circa, si trovano i sistemi di collegamento verticale per la risalita agli spazi esterni. Il percorso di uscita che sbocca su via XX Settembre è predisposto al fine di assolvere anche al superamento delle barriere architettoniche, presentando rampe (pend. max 8%) ed un ascensore utilizzabili da portatori di handicap. Il secondo percorso prevede un sistema congiunto di scale fisse e mobili e raggiunge le aree pedonali di Piazza Castelnuovo. Dal piano stradale è possibile accedere alla stazione in due diversi punti: da via XX Settembre e dagli spazi pedonali di Piazza Castelnuovo. Tali accessi sono coperti esternamente da una pensilina in acciaio e vetro stratificato, che, dal punto di vista estetico, si caratterizza per il suo aspetto lineare e trasparente. Da verificare le modifiche chieste da un gruppo di associazioni proprio su questi accessi, visto anche il contesto urbano presente. La copertura è realizzata utilizzando speciali lastre di vetro stratificato, agganciate alla parte inferiore dei traversi dei portali tramite appositi ancoraggi in ferro. Nella parte superiore dei traversi, con funzione esclusivamente estetica, sono invece installati dei cavetti in acciaio che corrono longitudinalmente lungo la copertura, con interasse di 5 cm. Il basamento della pensilina assume anche la funzione di seduta mediante la creazione di una panchina rivestita in pietra Billiemi, che può pertanto costituire un punto di incontro ed aggregazione essendo ubicata in un importante nodo nel quadro dei percorsi urbani. A livello del piano campagna sono inoltre ubicati, oltre ai nuclei di accesso verticale, gli sbarchi delle uscite di sicurezza e le griglie dell’impianto di ventilazione/estrazione fumi. Per la pavimentazione della banchina, è prevista una cordonatura con elementi prefabbricati in conglomerato cementizio armato secondo standard FS, e stesura di pavimento in gomma industriale (a bolli) di colore nero con funzione antiscivolo. Lo stesso tipo di pavimentazione è adottata nei percorsi in sotterraneo, nelle scale e in tutti gli spazi interni attraversati dal pubblico. Lungo il perimetro degli ambienti interni pavimentati in gomma è collocato a pavimento uno zoccolino battiscopa in gomma tipo industriale, di colore nero, di altezza 10 cm. La sistemazione degli spazi esterni prevede infine il ripristino della pavimentazione, a seguito dello scavo condotto per la realizzazione dei locali tecnici sotto il piano della Piazza Castelnuovo, mediante l’utilizzo di lastre di marmo di Billiemi e lastre di pietra del tipo arenaria (s= 2 cm) e cordoli in pietra calcarea per i marciapiedi, nonché la ripiantumazione degli esemplari di Phoenix Dactilifera, spostati durante la fase di cantiere. La scelta dell'utilizzo della pietra calcarea deriva dalla volontà di ripristinare lo stato attuale dei luoghi, dando così continuità ai materiali attualmente impiegati nelle opere contigue.  

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