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12 apr 2017

Passante Ferroviario | Vicolo Bernava: arriva il via libera dall’urbanistica

di Fabio Nicolosi

Era il 6 Giugno 2014, quando tramite un ordinanza di sgombero alcuni cittadini venivano evacuati a scopo precauzionale da casa. Da quel 6 Giugno non hanno più potuto mettere piede in casa, se non per recuperare qualche oggetto o vestiario sempre scortati da VVF. L'imprevisto di Vicolo Bernava aveva di fatto interrotto i lavori di scavo della galleria Imera - Lolli causando lo stop forzato dei lavori e il blocco del raddoppio del passante ferroviario tra le fermate Imera e Lolli (Tratta A). Successivamente a questo imprevisto il consorzio SiS nominava il prof Barla del politecnico di Torino come esperto per trovare una soluzione che illustrava durante un seminario all'università. Seminario in cui per la prima volta si è parlato di demolizione ed espropri e in cui venne spiegato che gli edifici risultavano gravemente compromessi. Per permettere dunque il completamento dei lavori si è redatto un progetto che prevede la demolizione di alcune palazzine e la realizzazione di un area verde. Prima di iniziare i lavori però sono stati necessari una serie di passaggi burocratici che hanno allungato i tempi. Sentiti dunque l'Arta, il Genio Civile, il Comune di Palermo, l'assessorato regionale territorio ambiente e il dipartimento regionale urbanistica siamo, dopo tre anni di incartamenti, giunti alla fase conclusiva di questo estenuante percorso forzato. Avendo ottenuto i via libera infatti da entrambi gli uffici regionali, di cui trovate i decreti sotto, bisognerà attendere altri 60 giorni prima di poter redigere e approvare il progetto esecutivo e solo allora RFI potrà procedere con gli espropri e dare mandato a SIS di iniziare e completare i lavori. Quindi, una previsione ottimista, vedrà partire a giugno il decreto di esproprio e in autunno l'immissione in possesso. Per vedere i primi lavori ipotizziamo non possano iniziare prima dell'anno prossimo. La durata complessiva delle attività di cantiere per la soluzione scelta è di 24 mesi, mentre l’ultimazione delle lavorazioni in galleria è prevista in 18 mesi. Il costo totale stimato è di 17,421 milioni di euro. Ieri è uscita la notizia secondo cui la procura ha disposto il sequestro preventivo della parte di vicolo Bernava dove è installato il cantiere del passante ferroviario. Sequestro ordinato dal pubblico ministero Claudia Bevilacqua e accolto dal gip Filippo Serio. In realtà il sequestro preventivo non impedisce in alcun modo l'attività di cantiere, ma mette in sicurezza l’area, impedendo che le persone - soprattutto quelle che abitano nelle adiacenze - possano avvicinarsi Ecco il decreto dell'assessorato territorio e ambiente Ecco il decreto del dipartimento regionale dell'urbanistica Ti potrebbero interessare anche: Passante Ferroviario | Vicolo Bernava: Ecco il progetto definitivo, abbattuti i palazzi diventerà un’area verde Passante Ferroviario di Palermo Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/MobilitaPA/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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24 feb 2017

Passante Ferroviario | La TBM “Marisol” bloccata dall’ARPA

di Fabio Nicolosi

L’ultima tegola in ordine di tempo arriva dall’Arpa Sicilia che ha “bloccato” la Tbm Marisol, la gigantesca talpa meccanica che dovrà scavare la nuova galleria Notarbartolo-Belgio (2,6 km), lungo la Tratta B del passante. L’Arpa infatti ha bloccato temporaneamente la Sis per un’integrazione sul monitoraggio ambientale. “La Tbm di fatto – confermano gli operai Sis – è spenta e non ha scavato neanche un metro da quando è arrivata in città”. Nello specifico, “le prescrizioni alla Sis per la talpa – confermano dall’Arpa Sicilia – riguardano le rocce da scavo e lo smaltimento sulle cave Troìa e Impisu, situate nei pressi dello svincolo di Sferracavallo“. In pratica il grosso macchinario che la Sis ha noleggiato dal colosso mondiale Herrenknecht, al costo di circa 11 milioni di euro, è fermo per la burocrazia. I pezzi erano arrivati a Palermo lo scorso aprile, compiendo un vero giro d’Europa. I pezzi, infatti, date le grosse dimensioni, sono transitati prima dal Reno, dalla regione tedesca in cui ha sede lo stabilimento della Herrenknecht, fino a Rotterdam, e poi via mare fino al porto di Palermo. Nel giro di tre mesi i pezzi sono stati assemblati nel cantiere Notarbartolo e montati. Dalla scorsa estate dunque, Marisol (così è stata battezzata la Tbm palermitana dalla Sis) è avanzata “a vuoto”. I primi 150 metri di galleria, infatti, sono stati scavati con la tecnica “tradizionale” e rivestiti dei conci prefabbricati in calcestruzzo; i successivi 2 km fino allo sbocco a “Belgio”, saranno scavati con la talpa meccanica. “I primi di marzo ci sarà una riunione con Italferr e Sis sulle prescrizioni ambientali. Da parte nostra – assicurano dall’Arpa – non vogliamo affatto bloccare il cantiere ma solo risolvere il monitoraggio delle terre potenzialmente inquinanti. Siamo fiduciosi che il problema si risolverà agevolmente”. Tra le altro notizie apprendiamo che martedì è stata nominata la Ctu per il contenzioso portato avanti da loro presso il Tribunale di Roma. Tale consulente tecnico d’ufficio dovrà leggersi migliaia di documenti e poi emettere il suo giudizio circa l’Atp (l’Accertamento tecnico preventivo) chiesto sui 100 milioni di costi extra”, dovuti secondo la ditta all’aumento generale dei prezzi dal 2008 a oggi. I fornitori intanto, rivelano i sindacati degli edili, hanno rallentato le forniture dei materiali, visto l’andamento della vertenza Sis. Infine per l’enorme problema del “tappo” di vicolo Bernava con “l’imprevisto geologico” del fiume d’acqua e fango ad ostacolare lo scavo degli ultimi 58 metri di galleria Imera-Lolli e l’annessa questione delle demolizioni di 5 palazzine in zona Tribunale (al vaglio della Regione) dovrebbero arrivare novità entro un mese visto che l'altro ieri c’è stata la riunione sull’approvazione della Via, la Valutazione d’impatto ambientale. Articolo tratto da IlSicilia

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26 feb 2016

Passante Ferroviario | Vicolo Bernava: Ecco il progetto definitivo, abbattuti i palazzi diventerà un’area verde

di Fabio Nicolosi

Nell'ambito della realizzazione del raddoppio Palermo Centrale - Notarbartolo (Tratta A), lo scavo della galleria denominata GN1D (Galleria naturale Giustizia - Lolli), relativa al binario dispari tra le fermate Giustizia e Lolli, fin dal 2012 ha iniziato a provocare sugli edifici circostanti cedimenti superiori alle soglie individuate in fase progettuale. Il fenomeno si è fortemente accentuato quando il fronte lato Lolli ha raggiunto l'incrocio tra via Serpotta e Vicolo Bernava, tanto che, di fatto, è stato impossibile avanzare significativamente con lo scavo, nonostante la predisposizione d'interventi di consolidamento. Dopo un'ulteriore campagna di indagini e valutazioni, cui ha dato un importante contributo il Prof. Giovanni Barla, incaricato dal Consorzio SIS (Contraente Generale), nella primavera del 2015 si è completato uno studio che individuava lo scenario più sicuro per completare l'opera, scenario che prevede l'abbattimento degli edifici in condizione più critica. Nel periodo dal 2012 ad oggi si sono prodotti molti documenti che hanno registrato gli eventi e progettato gli interventi per la sicurezza. Si è quindi giunti all'elaborazione di una variante di progetto che prevede due diversi scenari per la ripresa dell'attività: Scenario 1) in questo scenario gli edifici di maggiore criticità vengono espropriati e demoliti, per non essere ricostruiti. Si prevedono due soluzioni alternative: Soluzione 1 (scenario 1.1): prevede l'esproprio e demolizione degli edifici e l’abbattimento della falda tramite dei pozzi in emungimento; i tempi complessivi delle attività sono riconducibili a 21 mesi, mentre l’ultimazione delle lavorazioni in galleria è prevista dopo 15 mesi. Per la soluzione ipotizzata nello scenario 1.1, è stato stimato un costo totale di 16,085 milioni di euro. Soluzione 2 (scenario 1.2): prevede l'abbattimento degli edifici e l’esecuzione di pannelli di paratia per contrastare il flusso, quindi senza aggottamento della falda. La durata complessiva delle attività per tale soluzione è di 24 mesi, mentre l’ultimazione delle lavorazioni in galleria è prevista dopo 18 mesi. Per la soluzione ipotizzata nello scenario 1.2, è stato stimato un costo totale di 17,421 milioni di euro. Scenario 2) in tale scenario il completamento dello scavo della galleria avviene conservando tutti gli edifici esistenti, che alla fine dovranno essere riconsegnati nella configurazione precedente. La durata complessiva delle attività è di 36 mesi, per l’ultimazione delle lavorazioni in galleria è prevista dopo 20 mesi, per un importo totale di 18,424 milioni di euro. La soluzione progettuale scelta denominata "soluzione con pozzo" prevede la realizzazione della galleria in artificiale (lato fronte Lolli, per un tratto di 40 metri scavando dall'alto all'interno di un pozzo di diaframmi eseguiti con idrofresa. I restanti 20 metri (a partire dal fronte Giustizia) saranno scavati abbattendo la falda. La realizzazione di pannelli compenetrati (diaframmi) e ben infissi in profondità all’interno dello strato garantisce la tenuta idraulica del sistema, sia dal fondo che lateralmente sulle pareti. I diaframmi saranno scavati con idrofresa. Il pozzo presenterà una larghezza complessiva di circa 10 m e sarà lungo circa 40 m: esso sarà costituito da diaframmi realizzati mediante idrofresa che, a loro volta, saranno divisi in pannelli primari e secondari. Inoltre è prevista la realizzazione di pannelli specifici posizionati agli spigoli del pozzo. I pannelli primari, realizzati per primi, saranno caratterizzati da una lunghezza di 2.3 m e da una gabbia di armatura di 2.1 m, mentre la realizzazione dei secondari prevede la formazione di pannelli di lunghezza pari a 2.8 m armati con gabbie da 2.5 m. Tutti i pannelli presenteranno uno spessore pari a 1 m e hanno una lunghezza di 45 m. La realizzazione dei diaframmi mediante idrofresa avviene all’interno dei setti già realizzati con jet grouting (camerette) e ciò rappresenta una buona garanzia di riuscita dello scavo e del getto dei pannelli, minimizzando il disturbo dell’ammasso in fase scavo e confinando il getto del calcestruzzo evitando il rischio di eventuali perdite all’interno dell’ammasso circostante. La quota di fondo scavo, alla quale viene posizionato la soletta in c.a. è di circa 26 m dal piano campagna. Il pozzo verrà scavato dall’alto predisponendo, un sistema di abbassamento della falda dal fondo scavo quando questa verrà intercettata (circa -16m da p.c.). La restante parte di galleria da realizzare in naturale è posizionata fuori dal pozzo e coincide con la posizione delle camere jet 5 e 6: lo scavo, infatti, proseguirà in naturale dal fronte lato Giustizia, verso il pozzo. Oltre che ai jet grouting previsti, potrà essere necessario effettuare del jet grouting integrativo. Una volta ultimato lo scavo di quest’ultimo e previa realizzazione di drenaggi dal fronte della galleria e di 4 pozzi drenanti dal p.c. anche dal lato Lolli si dovrà procedere l’abbattimento del diaframma esistente fra il fronte attuale lato Lolli e i diaframmi di testata del pozzo previa integrazione dei consolidamenti da p.c. e la realizzazione di 2 pozzi drenanti. Le modalità di demolizione, saranno definite in dettaglio nel progetto esecutivo e faranno riferimento a quelle già adottate per le atre demolizioni (via Colonna Rotta, Brancaccio, Piazza Indipendenza, ecc..). Nella fattispecie lo stato di dissesto rende necessario intensificare le misure di sicurezza, ma sostanzialmente i criteri rimangono invariati. Si procederà dunque con un processo inverso a quello della costruzione, garantendo così che ad ogni sottrazione l'organismo residuo sia stabile. Gli interventi pregressi di messa in sicurezza garantiscono questa condizione analogamente a quanto fatto nei casi sopracitati, gli edifici contigui a quelli da demolire saranno integrati con specifici interventi, anche mirati alla gestione della loro sicurezza nelle fasi transitorie. In particolare, durante il montaggio del ponteggio si demoliranno manualmente tutte le strutture (balconi, ecc.) aggettanti rispetto al filo delle pareti perimetrali. Si procederà poi alla progressiva demolizione dall’alto verso il basso degli elementi strutturali, inducendo quindi uno scarico tensionale sulla struttura e quindi incrementando le sue riserve di resistenza. E’ prevista una demolizione selettiva e distruttiva, con interventi preliminari di tipo manuale per quel che riguarda la rimozione di elementi non strutturali di copertura, procedendo con: eliminazione di tutti i carichi permanenti rimovibili; frazionamento degli elementi strutturali; pilotaggio e orientamento della caduta degli elementi strutturali. L’intervento prevede le seguenti fasi lavorative: Approntamento area cantiere Realizzazione ponteggio Interventi di messa in sicurezza Demolizioni balconi Puntellatura dei solai Rimozione della struttura in ferro del vano ascensore e demolizione del vano scala Rimozione delle tegole e delle capriate Demolizione solaio e muratura dall’ alto verso il basso Carico del demolito e conferimento in discarica Smontaggio del ponteggio Per quanto riguarda gli edifici da espropriare, sappiamo che nei giorni scorsi tramite avviso è stato comunicato chi sono i proprietari degli edifici o degli appartamenti che saranno interessati dall'esproprio e dal successivo indennizzo. Tutti ciò che vi abbiamo riportato è stato estrapolato dai progetti pubblicati online a questo link

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31 ago 2015

Passante e Anello Ferroviario, riprese le attività di cantiere. Ecco le prossime attività

di Fabio Nicolosi

Riportiamo un comunicato stampa di RFI che ci ricorda i cantieri attivi in città e cosa accadrà nei prossimi mesi: Sono ripresi, dopo la breve chiusura estiva, i lavori da Notarbartolo a Carini (tratte B e C). Impegnate 570 persone tra tecnici e operai. Cantieri aperti anche da Palermo Centrale a Notarbartolo (tratta A), dove sono in corso le attività per l’ultimazione dei lavori delle fermate Lolli, Guadagna e Maredolce. A settembre è previsto un ulteriore incremento della produzione per un rapido completamento dei lavori. Passi avanti anche per la ripresa dei lavori nell’ultimo tratto della galleria Orleans Lolli (58 metri). La soluzione di demolire alcuni fabbricati, proposta da autorevoli esperti del settore per contrastare il fenomeno idrogeologico, ha già ottenuto il nulla osta della Sovrintendenza, per la non sussistenza di vincoli culturalI. Ora è al vaglio del Comune di Palermo per le verifiche di competenza. L’iter procedurale per l’acquisizione dei fabbricati sarà avviato entro l’autunno, secondo quanto previsto dalle norme e previo coinvolgimento dei proprietari: i lavori di completamento della Galleria potranno riprendere subito dopo. La sospensione dei lavori nella galleria Orleans Lolli ha riguardato una parte limitata delle lavorazioni del Passante Ferroviario tant’è che negli ultimi due anni, sono stati realizzati lavori per un importo di circa 60 milioni di euro. Lavori in corso anche per la chiusura dell’Anello Ferroviario nei cantieri di viale Lazio, via Amari e nell’area Portuale. Le attività verranno ulteriormente intensificate a settembre (al momento sono già operative tre trivelle per la realizzazione dei pali di fondazione della futura galleria ferroviaria). Proseguono i lavori anche nel cantiere di piazza Castelnuovo dove, completati i sondaggi per verificare la presenza di eventuali ordigni bellici, sono in corso, in stretta collaborazione con i tecnici AMAP, gli scavi necessari per definire l’esatta posizione delle reti fognarie presenti. Le indagini si concluderanno entro metà settembre.

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17 lug 2015

Passante Ferroviario| Quasi certo l’abbattimento dei palazzi di Vicolo Bernava

di Fabio Nicolosi

Si è svolta il 16 Luglio la conferenza organizzata dal CIFI dal titolo: Analisi ed interventi per il superamento della criticità nella realizzazione della galleria naturale Orleans - Lolli. Purtroppo ho partecipato solo a metà conferenza, ma direi la parte fondamentale perché nella prima parte altro non si è fatto che spiegare l'accaduto. La notizia fondamentale è che le case vanno abbattute, purtroppo gli studi del prof. Barla non solo hanno mostrato dei cedimenti del terreno anche anteriori allo scavo, ma hanno evidenziato come questi cedimenti anche a scavo fermo proseguono. Tutto questo è stato possibile conoscerlo tramite sia rilevazioni gps sia grazie alla stazione totale installata in loco e che in tempo reale fornisce i dati sui cedimenti. Altra importante aspetto analizzato da Barla è la presenza di zone di vuoto, che non si è capito se fossero già presenti o si siano create a seguito del fatto avvenuto un anno fa. Ovviamente questi vuoti potrebbero causare enormi danni e quindi si è scelto di riempirli con materiale apposito. Il responsabile della rocksoil l'azienda che ha svolto i sondaggi ha affermato che dalle loro analisi in fase di progetto questa criticità non era emersa perché su un'estensione di 2km la zona è limitata a soli 60m Adesso la palla passa al Comune che dovrà decidere se ricostruire le case o realizzare una variante al PRG per destinare l’area dove al momento si trovano le palazzine a giardino o area verde. I lavori di demolizione delle quattro palazzine interessate dovrebbero partire nel mese di ottobre e i tempi di risoluzione sono tra due e tre anni. Una volta abbattute le case sono varie le soluzioni adottabili, due sono le principali: o uno scavo a cielo aperto oppure altro jet grouting con pozzi di emungimento per abbassare lentamente il livello di falda, ma questa è una soluzione particolarmente sofisticata e non sicura. Non sono mancati gli interventi tra i quali quello del prof. Valore che ha chiesto il motivo per cui non si era pensato di effettuare lo scavo tramite Tbm visto che i conoscitori del sottosuolo palermitano sapevano già i grossi rischi e il motivo per cui non si è scelto di congelare la falda. Il responsabile rocksoil ha risposto che anche lui avrebbe volentieri optato per la Tbm, ma che lui non era presente in fase di scelta e che la falda purtroppo vista la sua portata, il suo alto livello di salinità e vista la grossa distanza tra il fonte di scavo e la falda, non è congelabile, anche se sarebbe sicuramente stata la migliore soluzione possibile Per i tempi si è parlato di 21 mesi per demolire, completare lo scavo, aprire la tratta all’esercizio e realizzare il giardino. I tempi si allungano ancora di più e giungono a 36 mesi (3 anni) nel caso di ricostruzione dei palazzi demoliti Ecco alcune tra le principali slide proiettate:

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01 giu 2015

Passante Ferroviario | Riprendono i lavori sulla tratta A?

di Fabio Nicolosi

Riceviamo il seguente comunicato stampa da Rete Ferroviaria Italiana circa i lavori che a breve dovrebbero riprendere sul raddoppio del passante ferroviario di Palermo lungo la tratta A Riprenderanno a breve i lavori di scavo e consolidamento della Galleria “Imera-Lolli” del Passante ferroviario di Palermo. Le attività per l’approntamento del cantiere ripartiranno entro giugno 2015. I tempi stimati per ultimare i lavori sono meno di due anni, buona parte dei quali saranno utilizzati per completare la galleria. Le diverse soluzioni progettuali prese in considerazione sono il risultato di accurate indagini affidate ai massimi esperti in materia, che ne hanno fatto oggetto di studio approfondito per l’assoluta eccezionalità del caso. Dopo l’analisi di tutti gli scenari possibili per ciascuna ipotesi di intervento, è stata avviata una prima fase che, con l’impiego di una trivella per l’estrazione di acqua dalla falda sotterranea, consentirà il completamento delle indagini preventive necessarie alla preparazione dei lavori, riducendo al minimo le possibilità di nuove “sorprese” di natura idrogeologica. Si dovrà poi ripristinare e consolidare la stabilità del sottosuolo in modo da consentire il proseguimento delle operazioni di scavo della galleria con soluzioni, compatibili con la presenza della falda acquifera, che saranno condivise con il territorio. Gli interventi erano stati bloccati lo scorso anno perché un imprevisto fenomeno idrogeologico aveva causato un cedimento di circa 17 millimetri allo strato di superficie interessato dai lavori, con conseguenti lesioni ad alcuni edifici della zona sovrastante. A scopo precauzionale furono sgombrati una settantina di nuclei familiari ed eseguiti, in sicurezza, gli accertamenti necessari a determinare le cause del problema e individuare il rimedio più appropriato.

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04 apr 2015

Passante Ferroviario: Tratta A, a che punto siamo?

di Fabio Nicolosi

Mancano soltanto 49m di scavo su 36 Km di percorso totale del passante ferroviario. L'ultimo tratto della galleria si è dimostrato un "tappo geologico" insuperabile che ha prodotto finora danni ingenti a molti edifici sottopassati dal tunnel e sgomberati, ritardi notevoli nella consegna dei lavori e pesanti perdite economiche. Dalle indagini geologiche di progetto si è dovuti passare alla "metodologia osservazionale" in corso d'opera al fine di trovare una soluzione sicura per riprendere gli scavi. Finora tutte le scelte progettuali si sono dimostrate non adeguate a definire il "modello idrogeologico" e idrodinamico di questa ristretta area di sottosuolo al limite del centro storico. Anche il "guscio" integrale di calcestruzzo in "jet grouting" si è mostrato non risolutivo per il prosieguo dello scavo della galleria che è franata ancora una volta, sommersa da potenti flussi d'acqua e limo. Adesso la soluzione sembra vicina, sembra infatti che entro Giugno verranno ripresi gli scavi dopo aver scomodato addirittura uno dei massimi esperti italiano di geotecnica, il Prof Barla del Politecnico di Torino. Foto dal fronte di scavo tratta dal profilo Facebook di Pietro Todaro: (altro…)

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