Articolo
13 ott 2016

Go Green: Un albero per il verde di Monte Pellegrino?

di Fabio Nicolosi

Gravemente compromesso dagli incendi del giugno scorso, il verde di Monte Pellegrino potrà essere ricostituito anche grazie al simbolico e concreto gesto di donare un arbusto o un alberello. L'iniziativa, patrocinata dal Comune di Palermo e denominata “Go Green” punta a raccogliere adesioni sia di privati cittadini, sia di aziende, scuole, club, associazioni. Fino al 30 ottobre si raccoglieranno solo gli alberelli e gli arbusti elencati nel programma dell'iniziativa (visibili nei link allegati) con le modalità più avanti indicate dai promotori di “Go Green” per Monte Pellegrino, e che verranno messi a dimora il 31 ottobre. “Esprimiamo il più vivo apprezzamento ai promotori dell'iniziativa Go Greeen e ringraziamo tutti coloro che vi aderiranno - dicono il sindaco, Leoluca Orlando, e l'assessore al Verde pubblico, Sergio Marino - per reintegrare, insieme all'amministrazione comunale, le aree verdi di Monte Pellegrino, devastate tre mesi fa da incendi causati da criminali”. Chi volesse partecipare potrà prenotare la propria adesione tramite messaggio all'indirizzo [email protected] É stato messo a disposizione un punto di raccolta degli alberi donati, dove ognuno si potrà registrare e potrà indicare la specie donata. Il punto di raccolta fino al 30 ottobre sarà il Vivaio Comunale, in viale Diana (Palazzina Cinese Fontana d'Ercole). Il referente del Vivaio è il dottor Butera, [email protected] In sua assenza basterà indicare che la donazione è rivolta all'operazione GO Green per Monte Pellegrino. Tutti i partecipanti saranno registrati, per qualsiasi aggiuntiva info: [email protected] (Beatrice Feo Filangeri).

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Segnalazione
27 giu 2017

Il “sogno” della ferrovia di Monte Pellegrino

di belfagor

 Fino al 1924, il Santuario di Santa Rosalia, si poteva raggiungere solo a piedi o a dorso di mulo. Ma nel 1891, In occasione dell’inaugurazione della “Grande Esposizione Nazionale”, alcuni “onorevoli cittadini” si posero il problema di come i visitatori, compresi i monarchi, i nobili e le autorità , avrebbero potuto raggiungere comodamente il Santuario. Così tali “onorevoli cittadini” ,rappresentati dal Signor Gaetano Alongi, presentarono al sindaco di Palermo un progetto per la realizzazione di una “ferrovia a dentiera”, sistema ABT. Nell’opuscolo di presentazione, oltre alle caratteristiche dell’opera, si indicavano i costi , compresa la quota finanziaria che avrebbe dovuto accollarsi il Comune. Nel progetto fu allegato anche un “fotomontaggio” del monte Pellegrino, visto dal Porto, con il disegno del tracciato della ferrovia e la fotografia del tipo di locomotiva che si sarebbe adottata. Il “sistema a dentiera ABT” consentiva di superare pendenze del 25% con binari a scartamento ridotto, di un metro. Ogni locomotiva poteva trainare una sola vettura passeggeri da 60 posti a sedere. Il progetto prevedeva alcuni tratti di ferrovia in galleria e una “stazione intermedia” a “Piano dei Commarelli” dove era previsto la costruzione di un “gran caffè”. Un altro posto di ristoro sarebbe sorto alla stazione d’arrivo. Era certamente un opera interessante ma aveva un problema ……. i costi. Infatti gli “onorevoli cittadini” proponenti l’opera richiedevano al Comune un contributo di ben 200.000 lire più un sussidio annuo di 10.000 lire per 10 anni, oltre la concessione gratuita di circa 15 ettari di terreno per la costruzione del percorso della ferrovia, stazioni, caselli, rimesse, “grandi caffe” e luoghi di ristoro. Come contropartita la società si impegnava a restituire l’impianto dopo 30 anni . Per invogliare il Comune ad accettare la proposta gli “onorevoli cittadini” facevano balenare i vantaggi che tale opera avrebbe comportato, per esempio ……la lottizzazione della montagna che avrebbe permesso la costruzione di ville e villini, adatti per “amene villeggiature”. Il progetto terminava con la certezza che “i medesimi sentimenti di patriottismo che avevano spinto gli “onorevoli cittadini” a proporre tale opera avrebbero trovato un eco favorevole nel sindaco”. Purtroppo , il progetto , non fu accolto, non sappiamo se per “scarsi sentimenti patriottici , o perché il sindaco di allora i conti li sapeva fare. E cosi gli “illustri ospiti” furono costretti a raggiungere il Santuario di Santa Rosalia a dorso di mulo. P.S. Si racconta che il 19 novembre 1891 la Regina Margherita, mentre saliva con un mulo la montagna , rischiò di essere disarcionata dal bizzoso animale. Le cronache dell’epoca “sorvolarono” sui motivi di “tale folle gesto” . Qualcuno sospettò che forse si trattava di un,,,,, mulo anarco - repubblicano?

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