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13 feb 2017

E adesso Palermo si guadagni il titolo…

di Andrea Baio

Palermo Capitale Italiana della Cultura, ma la cultura gode di ottima salute? Che sia la spinta a far meglio, e con maggior concretezza, così che questo titolo non rimanga solo un fregio, ma possa costituirsi merito di qui al 2018.   Questa riflessione arriva a mente fredda, sia perché ci sembrava giusto prima gioire tutti insieme della nomina a Capitale Italiana della Cultura, sia perché non vogliamo che adesso l'argomento passi di moda e venga accantonato come un risultato prematuro. Dopo i fallimenti di Palermo Capitale Europea della Cultura 2019 e Palermo Capitale Europea dello Sport, arriva finalmente la soddisfazione di un riconoscimento per la nostra città. Che sia dovuto alla qualità del progetto o al "peso politico" dell'amministrazione Orlando sul piano nazionale, il punto è che adesso bisognerà rimboccarsi le maniche. In che stato è la cultura a Palermo oggi? Sicuramente non gode di ottima salute. Viviamo in una città che produce alcune tra le menti più eccelse d'Italia, forse proprio perché costrette a districarsi in un contesto che non concede loro opportunità, obbligando i giovani a reinventarsi continuamente, imparando, cercando, rafforzando la creatività nella speranza di trovare uno sbocco. Le stesse menti sono poi gettate come carta straccia dopo aver subito ogni genere di umiliazione da questo sistema aberrante che prima li forma, e il giorno dopo li costringe a fare le valigie e partire per altre mete. Nel 2015 più di 13 mila giovani menti hanno lasciato Palermo: un fenomeno migratorio che ormai ha raggiunto le proporzioni di un esodo biblico. Da un'analisi "lucida" sarebbe opportuno prendere questa nomina come uno spunto a far meglio, un'occasione per meritare veramente il titolo di Capitale Italiana della Cultura in una città che sinora la cultura l'ha annientata, come ha annientato tutte le persone che tentavano di supportarla. Palermo è una città in fermento in qualsiasi settore: dal teatro alla musica, dal cinema all'arte e alla letteratura, etc. Viviamo in una città che ha sete di cultura. Sembra quasi che più la città sprofondi in basso, più i talenti vengano fuori in cerca di spazio vitale, coltivando spontaneamente le proprie realtà in antitesi col degrado, l'abbandono e l'ignoranza dilagante. Un grido disperato, un'ultima resistenza che prova a trarre il massimo da un contesto in cui il minimo è all'ordine del giorno. Spesso la politica ha provato ad appropriarsi dei meriti di queste realtà, cavalcando ipocritamente le stesse dopo averle ostacolate (o nel migliore dei casi, mai supportate). Le stesse realtà hanno invece bisogno di un sostegno reale da parte di chi amministra, e della cittadinanza tutta. Sono realtà che affondano nella burocrazia, nelle difficoltà economiche, e che vedono il vuoto attorno quando si tratta di individuare spazi dove poter operare, creare, proliferare. I Cantieri Culturali alla Zisa sono solo uno dei tanti fallimenti della cultura a Palermo. Un potenziale sfruttato allo 0.1%, che potrebbe invece ospitare iniziative culturali di ogni tipo, che potrebbe costituirsi luogo di aggregazione per tutti gli artisti, scrittori, attori e musicisti di questa città, risultando altresì appetibile anche al di fuori del contesto locale. A tutto questo, si va ad aggiungere il paradosso di una sottocultura "ignorante" che monopolizza qualsiasi tipo di iniziativa, di luogo, di finanziamento, tagliando fuori chiunque non appartenga a certe logiche clientelari ed a determinati circoli. Il cancro di una visione "radical-chic" che snobba tutte quelle piccole realtà che quotidianamente con la cultura si sporcano le mani, e che invece risultano molto più autentiche di tutti quei nomi altisonanti che possono solo fregiarsene e agghindarsi di autocompiacimento, senza rendersi conto di essere afflitti da una limitatezza provinciale disarmante che è in perfetta antitesi con il concetto di cultura stesso. Speriamo che il tempo di questi giochetti sia quindi finito, e che da oggi possa iniziare una nuova parentesi positiva per la nostra città. Speriamo che Capitale Italiana della Cultura non significhi solo far piovere soldi su realtà ultra-consolidate come il Teatro Massimo - ad esempio - ma che vada a supportare tutte le realtà di cui sopra, che poi sono quelle che hanno bisogno della maggiore spinta. La cultura di Palermo sono le persone che ne fanno parte: non dimentichiamoci di questo, o sprofonderemo nuovamente nella retorica politica senza che nulla cambi. La cultura non è una bandiera da sventolare all'occorrenza, non è un prodotto usa e getta, è il pilastro fondamentale su cui poggia la rinascita di questa città. Auguri a tutto noi, e speriamo che sia la volta buona.

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06 gen 2017

NEVE su tutta la provincia di Palermo: le IMMAGINI più belle e suggestive

di Mobilita Palermo

In questo giorno di festa vogliamo conciliarci con un pò di scatti provenienti da tutto il web che ritraggono la nostra provincia completamente imbiancata da questa ondata di freddo eccezionale. Un aggiornamento sulle prossime ore a cura di MeteoPalermo.com #Palermo ore 12,15: al momento si segnalano solo brevi sfiocchettate in diverse zone della città ma i rovesci sono risultati molto brevi. Dal sat si evince la presenza di vasta nuvolosità sul Tirreno, per via del cosiddetto "Tyrrhenian Sea Effect", caratterizzata però da poca compattezza, mentre gli ammassi più consistenti dovrebbero interessare il messinese e il palermitano orientale. L'arrivo di altri rovesci potrà portare fiocchi sparsi o precipitazioni di neve tonda sulla città per via delle basse temperature, tuttavia le precipitazioni continueranno a risultare scostanti. Ci segnalano anche situazioni critiche per la mobilità in alcune zone interne, laddove gli accumuli di neve sono più massicci. Vi lasciamo a queste foto, sottolineando che i diritti sono dei rispettivi proprietari. Buona visione!   FICUZZA - Meteopalermo.com       ISNELLO- foto di Nunzio Mogavero (fonte)       BLUFI - foto di Giusy Giacomarra (fonte)       PETRALIA SOTTANA - foto di Francesco Miserendino (fonte)       COLLESANO - foto di Marina Gargano (fonte)     CONCA D'ORO con vista su MONTE PIZZUTA (PA) - foto di Maurizio Lo Iacono (fonte)     GRATTERI - foto di Salvatore Porcello (fonte)   CONTESSA ENTELLINA - foto di Paolo Vela (fonte)   SAN BIAGIO PLATANI - foto di Giovanna Bondì (fonte)       MONREALE - foto di Sergio Cangemi (fonte)   PIANA DEGLI ALBANESI - foto di Bernardo Riolo (fonte)   VICARI - foto di Luigi Mistretta (fonte)   POLIZZI GENEROSA - foto di Anna Ruffino (fonte)     CASTELLANA SICULA - foto di Santina La Placa (fonte)   GANGI - foto di Carmelo Gallina (fonte)

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24 nov 2016

Ecco a voi la “minaccia” a Retake Palermo che non spaventa nessuno….

di Mobilita Palermo

Una minaccia? Diremmo che quella nella foto è più una manifestazione di ignoranza manifesta. Se non capite il significato di questo stupido graffito, ve lo spieghiamo subito: Retake Palermo, per chi ancora non lo conoscesse, è un gruppo di persone ammirevoli che volontariamente e a proprie spese, rimuove queste scritte con lo spray da alcuni luoghi pubblici come le pensiline del tram. A seguito dell'ennesima pulizia è spuntata questa apparente "minaccia", opera di qualche stupido giovanotto a cui evidentemente è stata cancellata la sua "firma". Come dicono gli attivisti di Retake "Siamo alle minacce, ma va bene così ... significa che siano sulla strada giusta! Con questo post desideriamo ringraziare a nome di tutta la cittadinanza normale questi ragazzi che si spendono per uno spazio pubblico migliore e devono avere a che fare con questi livelli di ignoranza. Purtroppo la città offre anche questo. Contestualmente ci soffermiamo sull'evoluzione di questo gruppo nel rapporto con la città. Partendo da un loro post: In queste ultime 24 ore in decine ci avete chiesto di intervenire sullo scempio compiuto l'altra notte sul palchetto della musica del Foro italico. A tutti rispondiamo che purtroppo, al momento, Retake Palermo non può operare sui beni storici e architettonici. Siamo in attesa e speriamo di farlo quanto prima, di firmare un protocollo di intesa con la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali al fine di poter agire anche sui monumenti con l'assistenza di restauratori professionisti e con materiali idonei al tipo di superficie da ripulire.  Ci chiediamo: davvero si deve arrivare a questo, a protocolli di intesa con cittadini che arrivano a sostituirsi alle pubbliche amministrazioni? Posto che le difficoltà di un fenomeno del genere sono note a tutti, ma non c'è davvero una soluzione per salvaguardare almeno i principali simboli artistici della città? Oltre al palchetto della musica, basti pensare a Piazza Ruggero Settimo e alla sua statua posta davanti il Teatro Politeama, perennemente vandalizzata dalla vernice e puntualmente ripulita con periodicità. Quanto è stato speso per le continue pulizie? Non siamo qui purtroppo a avanzare una proposta ma a stimolare il dibattito per convergere in soluzioni più durature e possibilmente definitive per fenomeni come questo. Il senso civico purtroppo non si vende nei negozi.  E poi: che la cittadinanza si rivolga più a Retake Palermo che all'istituzione pubblica per questo genere di problemi, non è secondo voi un sintomo di qualcosa che non va come dovrebbe andare?

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27 ott 2016

Sindaco Orlando, l’AMAT ti ha preso in giro!

di Mobilita Palermo

Correva il giorno 18 Ottobre 2016 e nel sito istituzionale del Comune di Palermo usciva questo comunicato stampa: Orlando scrive all'Amat: 'E' essenziale che garantisca ed anzi incrementi tutti i servizi di informazione e di contatto con l'utenza' 'E' essenziale che l'AMAT garantisca ed anzi incrementi tutti i servizi di informazione e di contatto con l'utenza. In un momento in cui l'azienda ha il dovere di garantire servizi efficienti di trasporto anche per rispondere all'aumento di domanda legato all'istituzione della ZTL, è indispensabile che i cittadini possano ricevere tutte le informazioni e possano usufruire di tutti i servizi, nel modo più diffuso possibile.'Lo ha scritto il sindaco in una lettera al direttore generale e al presidente dell'AMAT, Gianfranco Rossi e Antonio Gristina. Soltanto otto giorni dopo l'AMAT risponde con i fatti. A seguito dei recenti problemi al sito web, l'azienda di via Roccazzo annuncia con altrettanto comunicato il "varo" del nuovo sito web, già ampiamente criticato nei mesi scorsi. Lo andiamo a sbirciare con la trepidazione di trovare qualcosa di nuovo, fresco e innovativo. Rimaniamo delusi, anzi sconcertati: pagine mancanti, URL sbagliati, mappe inutilizzabili, layout ereditati dal vecchio sito, informazioni irreperibili, versione inglese inesistente, errori informatici. Tutto tranne che "incrementare i servizi di informazione e contatto con l'utenza" come aveva raccomandato il sindaco. Nel comunicato di AMAT si leggeva (perchè adesso sembra sia stato cancellato) che il sito è stato realizzato da personale interno ad AMAT, lasciando presupporre dunque un lavoro a costo zero. Ma non ne siamo sicuri. C'erano anche dei ringraziamenti (anch'essi spariti) alle comunità di Wordpress, nota piattaforma open source che consente di sviluppare siti e funzioni annesse. In mano oggi cosa abbiamo: un sito per larga parte inutile e carente, che ha problemi di visualizzazione da mobile e la spocchia di erigersi a "sito web aziendale" che in teoria dovrebbe essere il punto di riferimento per chiunque si muova con i mezzi pubblici a Palermo. Vi avevamo raccontato che una comunità di sviluppatori, sotto lo slogan di #OPENAMAT, si era messa a disposizione per aiutare l'AMAT nell'arduo compito di fornire dati aggiornati e puntuali. Tecnici a disposizione che in questa fase non sono stati assolutamente interpellati e che sicuramente avrebbero potuto segnalare tutto ciò in anticipo e in tempo prima di sbarcare sul web. Non conosciamo se e chi abbia avallato questa operazione, perchè di coraggio ce ne vuole a consentire che tale sito web venisse diffuso ufficialmente. Ad AMAT le cose si fanno male, addirittura di nascosto e in controtendenza con le direttive del sindaco, e del buon senso. Tutto questo ha dell'assurdo e fa ribollire il sangue se pensiamo che AMAT non ha MAI avuto un sito web all'altezza e non ha MAI offerto un servizio di informazione all'utenza. Si reiterano gli stessi errori, o forse si ignora totalmente l'esigenza dei cittadini, producendo presunti servizi che di fatto sono dei lavoretti di facciata. Probabilmente chi ha realizzato il nuovo sito ce l'ha messa tutta e le sue capacità non permettevano di andare oltre. Non è lui il problema, ma di tutto il sistema aziendale che in questo frangente ha dimostrato di non avere un capo e una coda, di non avere revisori, di non avere gente di responsabilità che dice cosa si può e cosa non si può fare. Alla luce di tutto questo ci rivolgiamo al sindaco, che aveva preteso servizi migliori dall'azienda. Cosa intende fare? Una visita in via Roccazzo ci starebbe, non crede? Una bella strigliata a porte chiuse a dirigenti e responsabili che più o meno inconsciamente l'hanno presa in giro noi la riteniamo indispensabile, così come pretendere un servizio DEGNO in tempi brevi. C'è tanta gente qui fuori che potrebbe contribuire a superare i limiti dell'azienda, a titolo gratuito. Sembra che all'AMAT nessuno ne abbia bisogno, ma quando poi vediamo queste cose..... Attenderemo una sua azione, caro sindaco. Non si faccia prendere in giro ancora.  

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10 ott 2016

La metropolitana a Palermo: una storia impossibile?

di Roberto Palermo

L’entrata in funzione del sistema di trasporto tranviario a Palermo ha fornito l’occasione all’Amministrazione Comunale di proporre, sulle ali dell’indubbio successo di pubblico riscosso, la sua estensione con altre 7 linee distribuite in tutto il territorio urbano, e non solo come tra centro e periferia. Questa scelta, che deriva da una fiducia incondizionata al tram come soluzione del problema della mobilità nell’area, ha suscitato ampie discussioni nell’opinione pubblica. Anche perché coincide, di fatto, con l’accantonamento del progetto di Metropolitana Automatica Leggera (MAL) già previsto in appositi strumenti di pianificazione dei trasporti cittadini. Una novità di non poco conto, se si considera che  l’idea di una vera e propria linea di trasporto pubblico su sede propria, che fornisse un supporto ad un sistema viario non più adatto allo sviluppo della motorizzazione privata, è molto più datata di quanto non lo sia la MAL stessa. La realizzazione di una vera e propria metropolitana a Palermo, è infatti già prevista in atti di pianificazione vecchissimi, ed è sempre stata rilanciata, ad intervalli regolari, nel tempo. E ciò non soltanto con semplici studi sulla mobilità, ma anche nell’ambito di veri e propri progetti. Provo di seguito ad elencare i punti più salienti di questa “storia impossibile” della metropolitana di Palermo: PRG del 1959: prevede già una rete di metropolitana, di tipo tradizionale, sugli assi Villabate-Mondello e Borgo Nuovo-Arenella, nella (giusta) previsione che la rete viaria ipotizzata non avrebbe potuto soddisfare la domanda crescente di mobilità. Proposta De Gregorio, del 1965: redatta dal direttore dell’ Istituto di Trasporti dell’Università di Palermo, che prevedeva una linea urbana lungo l’asse Guadagna-Oreto-Libertà-Strasburgo-San Lorenzo. Studio Caronia, 1969: redatto dall’apposita Commissione comunale, individuata per accedere ai finanziamenti previsti dalla Legge 1042. Lo studio individua per la prima volta l’area metropolitana della città, prendendo in considerazione l’intera area costiera compresa tra Termini Imerese e P. Raisi. Per servirla al meglio, prevedeva il rafforzamento della rete FS (l’attuale Passante) e la realizzazione di una linea di metropolitana pesante parallela ad essa lungo l’asse Brancaccio-T. Natale. Una seconda linea avrebbe collegato Borgo Nuovo e l’Acquasanta. Piano Trasporti del 1980, redatto dal prof. Giuseppe Tesoriere, preside dell’Istituto di costruzioni stradali della facoltà di Ingegneria dell’Università di Palermo:  prevedeva il potenziamento della linea ferroviaria passante e la realizzazione di una linea metropolitana pesante in parallelo lungo l’asse Stazione centrale-Francia, in corrispondenza dell’omonima stazione del passante. La linea urbana si sarebbe snodata lungo l’asse di Roma-Carini-A.Gentili-Libertà-Francia con stazioni ad interasse intorno ai 1.000 m.  La capacità prevista era di ben 24.400 viagg./h per direzione. Studio Metropalermo, redatto dal prof. Correnti, docente di Tecnica ed Economia dei Trasporti della facoltà di Ingegneria dell’Università di Palermo, nel 1987: le previsioni di flusso lungo l’asse Stazione centrale-San Lorenzo comportarono l’ipotesi di una metropolitana PESANTE proprio su questo asse. I flussi previsti erano tali da coprire un’offerta di 20.000 pax/h per direzione a regime. Studio del prof Jaforte, docente di Infrastrutture di Viabilità e Trasporto della facoltà di Architettura dell’Università di Palermo, del 1988: prevedeva per la prima volta la tecnologia sutomatica VAL, ai tempi appena entrata in esercizio per la prima volta (Lille) . La rete prevista prevedeva ben 6 linee per una lunghezza complessiva di 60 km, 68 stazioni ed 8 nodi di interscambio. Lo studio era anche dotato di una analisi di fattibilità, in base alla quale si ipotizzava la soglia di 275.000 viaggiatori/giorno per ottenere il pareggio dei costi di gestione. Secondo le stime effettuate, tale soglia veniva abbondantemente superata. Studio Agensud, 1996: la stima dei flussi condusse alla valutazione di una domanda pari a 14.000 pax/h per direzione lungo la direttrice principale Falsomiele-Mondello (linea A), alla quale si assegnava una linea tipo VAL (Vehicule Automatique Legere): il sistema di metropolitana automatica leggera messo in esercizio a Lille per la prima volta nel 1983. Altre due linee VAL percorrevano gli itinerari Roccella-Basile-Calatafimi-Rocca e Borgo Nuovo-Notarbartolo-Don Orione (guarda caso le direttrici delle attuali linee 1 e 3 del tram). Lo studio è alla base del primo progetto di massima della metropolitana automatica di Palermo, commissionata dalla Provincia Regionale. Piano Strategico dei Trasporti (PST), redatto dal comune di Palermo a partire dal 2006 ed approvato nel 2011:  prevede trasporti il ridisegno complessivo del sistema della mobilità urbana, nell’ambito di una visione globale che comprende l’intera area metropolitana. Le stime dei flussi di traffico, sostanzialmente in linea con il progetto Agensud, conducono alla previsione della Mal, oltre alle tre linee di tram oggi attive. Progetto Preliminare della MAL: approvato nell’aprile 2014, prevede una sola linea, come sappiamo, lungo il percorso Svincolo Oreto-Mondello sdoppiata da via Archimede a viale Strasburgo lungo gli assi Libertà e Notarbartolo-Sciuti. Scelta molto oculata, in grado di distribuire l’offerta su un’area molto vasta. Per quanto concerne la prima tratta da realizzare, Oreto-Notabartolo, i flussi massimi stimati dai progettisti sono di 12.400 passeggeri/ora: valori che confermano, in considerazione della minor estensione della linea, i valori previsti per la linea A del progetto Agensud. La sua realizzazione è possibile anche facendo ricorso al Project Financing. Tutti gli studi, si guardano bene dall’ipotizzare la presenza del vettore tranviario, tanto meno a sostenere, da solo, la domanda di trasporto pubblico. Anzi, ad eccezione del PST, non c’è traccia di alcuna previsione di linea tranviaria, che compare prepotentemente soltanto nei primi anni ’90, con la prima elezione diretta del sindaco Orlando. Naturalmente, pensare che il Passante Ferroviario, da solo, sia capace di surrogare una vera metropolitana urbana, è pura follia. Basta leggere i numeri: il sistema in fase di realizzazione è concepito per frequenze di 1/15’, ed in queste condizioni (qualora fossero disponibili convogli in numero sufficiente) significa un’offerta massima di 3.200 pass/h per direzione. Utile, se tutto va bene, per veicolare i flussi centro-area metropolitana e viceversa, funzione per la quale il sistema è stato concepito. Ma niente più. Peraltro, non è certo compito di RFI risolvere i problemi di congestione della città di Palermo: infatti, proprio per questo motivo il PST, invero redatto egregiamente, previde la MAL, affiancandola al Passante proprio nella tratta urbana in cui la domanda di trasporto aumenta esponenzialmente. In conclusione, si può asserire che l’ipotesi della metropolitana a Palermo come sistema risolutivo dei problemi di mobilità urbana trova conferma in un gran numero di studi e progetti, ad opera di numerosi ed insigni esperti della materia. Sarebbe opportuno riprendere in considerazione la sua realizzazione, prima di consegnare la città ad un sistema di trasporto i cui limiti tecnici non consentono di dare le risposte adeguate alla domanda di mobilità della città.

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14 set 2016

TRAM SI – NO |Scattano le contrapposizioni su via Libertà. Un’analisi a 360 gradi per valutare pro e contro

di Giulio Di Chiara

Il progetto delle nuove tranvie sta entrando a piedi uniti nel dibattito cittadino, a maggior ragione adesso che ci avviciniamo allo start delle campagne elettorali in vista delle prossime amministrative. Nel frattempo che questo "fuoco" prenda ulteriormente vigore con dichiarazioni e prese di posizione (pro e contro), vorremmo non prestarci alla solita caccia all'allarmismo gratuito che quasi inevitabilmente scatta quando c'è una grande opera in vista di realizzazione. Dovremmo provare tutti a imparare dal passato e non ripetere gli stessi errori, partendo da una corretta informazione su ciò che andiamo a giudicare. Con questi presupposti, crediamo, sia più costruttivo giungere alla propria analisi in merito, pro o contro non importa. Piccolo promemoria: i lavori del passante ferroviario, che tutt'ora sono in corso, hanno subito un ritardo di parecchi anni e un incremento dei costi per svariati milioni di euro a causa di un'opposizione di cittadini (e politici) che a suo tempo pretendevano una tecnica costruttiva diversa da quella prevista. Tecnica costruttiva che poi venne applicata in altre aree del territorio, senza particolari intoppi e danni alla collettività. Qualcosa per cui oggi dovremmo "mangiarci le mani" e sulla quale dovremmo riflettere proprio ora che ci apprestiamo a rivivere gli stessi momenti pre-elettorali. Insomma, occhi aperti. Tornando al tram, le nuove linee dovrebbero essere realtà, se non altro per la promessa dei fondi previsti dal Patto per il Sud che ha già stanziato 192 milioni per le tre tratte prioritarie.  Ma cerchiamo di analizzare lo status attuale da vari punti di vista nel tentativo di affrontare l'argomento a 360 gradi e consentire a chiunque di farsi la propria idea.   PRESUPPOSTO POLITICO L'attuale amministrazione sta puntando forte su questo vettore di trasporto, inaugurando le prime 4 linee e progettando, seppur preliminarmente, le altre 7. In questa progettazione è molto chiaro l'abbandono (sebbene nessuno lo dica apertamente) del progetto della metropolitana leggera automatica, almeno nel breve termine, da più parti motivato con una oggettiva difficoltà di reperire i fondi necessari per un'infrastruttura così impegnativa e decisamente più onerosa. Ciò detto, va ricordato che la MAL rimane comunque un segno indelebile previsto dal Piano Integrato dei Trasporti e tutt'ora costituisce un segmento di cui tener conto nella progettazione urbanistica della città. Realizzare una linea di tram che si accavalla a quella della futura MAL, in sè, sarebbe un grosso errore, se non fosse appunto che questa infrastruttura sotterranea probabilmente non vedrà mai luce. Va anche riconosciuto che costruire una linea tranviaria costa decisamente meno rispetto a decine di gallerie a 20m di profondità sottoterra, limitando fortemente i problemi strutturali e la spesa pubblica. Per una amministrazione che non sa se sarà riconfermata nel prossimo quinquennio, è palesemente più conveniente traguardare opere a breve raggio temporale.   GESTIONE ECONOMICA DEL TRAM E' chiaro a tutti che il recente bilancio sulla gestione dell'infrastruttura ha gettato tutti nello sconforto, soprattutto in AMAT dove i conti sono già in rosso. Circa 5 milioni e mezzo di euro di buco nei primi 6 mesi del 2016 non sono affatto una bazzecola. Una situazione che è sfuggita di mano con l'aggrovigliarsi del sistema ZTL, gestito malissimo, il quale (direttamente o indirettamente) doveva garantire gli introiti utili a gestire l'opera. Attenzione, non è di per se un problema il gestire un'opera così imponente. Ovvero, non condividiamo coloro che per il sol motivo del deficit finanziario, screditano un mezzo di trasporto a priori. In ogni città ci sono questi costi. Si tratta di saperli ammortizzare o prevedere PRIMA un piano di rientro economico certo, e non basato sull'approvazione di un provvedimento superficiale come quello delle ZTL. Il sindaco Orlando, in tal senso, è stato chiarissimo: il tram e il trasporto pubblico in generale sono costi sociali. Significa quindi che la spesa che ne deriva per garantire un servizio alla collettività non è necessariamente da ammortizzare in un perfetto pareggio di bilancio aziendale, ma che le eccedenze vanno riassorbite in altri modi proprio per l'importanza sociale dell'opera. Va anche detto che al momento non si conoscono dati ufficiali aggiornati sulle obliterazioni e quindi sugli incassi del sistema tranviario. E' pressocchè impossibile fare una proiezione di futuri introiti. Un discorso che andrebbe esteso alle nuove linee in progettazione. Ma il problema dei problemi è l'intera gestione finanziaria: con quali fondi si gestiranno le attuali 4 linee e le future 3? Si punterà soltanto alle obliterazioni? O si ricorrerà al ragionamento orlandiano del "costo sociale"? Una domanda da estendere anche a chi si appresta a candidarsi come futuro sindaco di Palermo.   NO TRAM IN VIA LIBERTA' Come è giusto che sia, si è aperto un dibattito sulle nuove linee. Il focus è incentrato soprattutto sulla linea che transiterà da via Libertà. E' scoppiato il malumore tra diversi cittadini i quali paventano una deturpazione ambientale ed estetica di un asse storico come quello liberty.   Un campanello di allarme da parte di alcune associazioni che quantomeno arriva in tempo e non in ritardo come nella vecchia progettazione, quando i lavori erano già in corso. Tra i rischi maggiormente caldeggiati c'è quello urbanistico e ambientale. Barriere architettoniche, scarsa qualità estetica, edifici residenziali e monumenti messi in pericolo sono i principali motivi del no, affiancati ad una severa critica del processo partecipativo inesistente dell'amministrazione. Proprio su via Libertà teniamo a ribadire un concetto già espresso più volte qui e in altre sedi: la previsione progettuale prevede tram a induzione magnetica, ovvero vetture che circolano su binari e alimentati da quest'ultimi, senza catenaria, nè pali, nè barriere. Per separare la corsia tranviaria dalle auto si sta pensando a rialzarla dal piano della carreggiata. Una soluzione adottata in altre città per combattere gli automobilisti indisciplinati. Questa soluzione, va riconosciuto, è stata una delle prime condizioni citate dai funzionari nelle loro presentazioni. Ciò detto, il tram in via Libertà può piacere o non piacere, può essere ritenuto utile o meno. Ma dovrebbero essere chiari i presupposti su cui incentrare il dibattito, senza mischiare argomenti e pronunciare paroloni a caso: in via Libertà, da quanto comunicato fin ora, non sono previsti abbattimenti di alberi, nè barriere o pali. Alimentare un malcontento su qualcosa che non c'è ci sembra un modo pessimo di condividere le informazioni e aizzare inutili allarmismi. Tutte le critiche e rimostranze sono a mio avviso lecite, purchè basate su notizie fondate. Il pericolo del "a lupo a lupo" è sempre dietro l'angolo e le conseguenze le stiamo pagando ancora oggi con ritardi sui cantieri del passante ferroviario. Che ben vengano le richieste di approfondimento al Comune, gli incontri, la condivisione di informazioni. Ma basta vivere di slogan vuoti, che non contemplano la realtà dei fatti. Palermo ha un bisogno esagerato di stare col fiato sul collo all'amministrazione, per tenere alta l'attenzione su tanti temi, ma non possiamo permetterci buchi nell'acqua girando a vuoto su vecchi stereotipi o informazioni false.   PERCORSI DELLE LINEE e ALTERNATIVE AL TRAM Andrebbe approfondito il tema dei percorsi delle future linee sin qui progettate. Come dicevamo, il Comune di Palermo sta decisamente puntando sul tram, anche in sostituzione di altri vettori come la metropolitana. E' possibile tirare una somma sul servizio che offre un sistema tranviario come il nostro: la corsia riservata garantisce puntualità (salvo soppressioni o motivi tecnici) al mezzo, mentre le paline che informano sui tempi di arrivo della vettura riducono drasticamente le attese alle fermate. I convogli sono comodi e spaziosi. Alcuni dei nuovi tracciati sembrano essere parecchio vicini, ad esempio la linea che percorre via Roma e quella su via Crispi. Motivo per cui a suo tempo ponemmo un quesito: è il caso di rivedere questi percorsi e magari destinarli altrove? Ci è stato risposto che l'area di influenza delle due linee non si accavallavano e pertanto, secondo studi ingegneristici, venivano confermati entrambi i percorsi. In generale, c'è da porsi una domanda: qualora il tram non sia il mezzo giusto per ampliare la rete dei trasporti in questo periodo storico, quale può essere l'alternativa? Si apre qui un capitolo gigantesco su AMAT e sulla gestione dei bus, notevolmente sottodimensionati rispetto alla domanda di spostamento. Da anni, forse decenni, non si fa che parlare di "potenziare l'attuale sistema bus" ma nessuno finora c'è mai riuscito, anzi. I crediti milionari che l'azienda vanta da Comune e Regione non fanno che aggravare le condizioni di un malato agonizzante. Le prospettive non sono rosee e all'orizzonte nessuno del parterre politico sembra metterci la faccia nel dichiarare come risolvere questo annoso problema. In arrivo ci sono svariati milioni dai PON METRO, che porteranno probabilmente nuove vetture e nuova tecnologia. Ma se sappiamo "costruire", non sappiamo gestire. I fatti lo dimostrano. Pertanto anche decine di nuove fiammanti vetture cozzeranno con l'incapacità di garantire corsie libere ai bus, normalizzare i percorsi di alcune linee, svuotare l'officina dalle centinaia di vetture guaste nonchè razionalizzare l'utilizzo del personale interno e garantire una efficiente comunicazione all'esterno. Misure che attengono sia alla sfera della volontà decisionale, sia alla situazione economica dell'azienda AMAT. Insomma, un cane che si morde la coda e sul quale andrebbero interrogati i futuri candidati a sindaco.   CONCLUSIONI L'obiettivo di questa analisi per tematiche ha il solo scopo di affrontare l'argomento "TRAM" in modo più completo, tenendo conto di molteplici aspetti che spesso vengono omessi o dimenticati. Partendo da questi, speriamo di aver innescato nel lettore una valutazione più ampia, che non tenga conto degli slogan ma dei fatti. Non è importante essere pro o contro, ma motivare seriamente le proprie scelte.    

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04 lug 2016

AMAT: comunicare con pezzi di carta e scotch. E i piccioni viaggiatori? #beddAMATri

di Fabio Nicolosi

Apprendiamo grazie a questi foglietti volanti e ad un semplice annuncio sul sito Amat che dal 1° Luglio è in vigore l'orario estivo L'azienda che gestisce il trasporto pubblico in città ancora una volta pecca per la mancanza di un'adeguata informazione e comunicazione. Come ogni anno, la città si svuota e aumentano i dipendenti che richiedono le ferie. Viene dunque introdotto un orario estivo che prevede un minor numero di corse e ciò influisce da quest'anno anche sul nuovo sistema di trasporto, il Tram. Quello però su cui oggi vogliamo porre l'attenzione è sulla comunicazione di un avviso così importante alla cittadinanza. Si perché il cittadino e sopratutto il turista che già soffrono la scarsa puntualità del servizio, mezzi con assenza di aria condizionata, scarse informazioni alle fermate, una volta recati alla fermata verranno a conoscenza di questa modifica all'orario solo tramite un foglio di carta A4 stampato di fretta e furia e attaccato con lo scotch. Ci chiediamo quindi perché tali comunicazioni non vengano diffuse sugli appositi siti web, tramite comunicati ufficiali alle maggiori testate locali, radio, televisioni. Precisiamo che l'avviso era stato esposto dalle paline delle linee Tram già dal 25 Giugno, ma nulla era ancora stato affisso sulla rete Bus Ancora una volta l'Amat si dimostra una pessima azienda dal punto di vista comunicativo, considerando che, come sottolineato dall'avviso, è una scelta che viene compiuta ogni 365 giorni e quindi basterebbe programmare una campagna informativa di 15 giorni per ridurre i possibili disagi. Vi lasciamo al breve e conciso annuncio sul sito dell'azienda: Dal 1° luglio, come ogni anno, è in vigore l'esercizio estivo ridotto del servizio di bus e tram. Clicca qui per info su orari e percorsi Se clicchiamo e selezioniamo la linea 4 per esempio, si viene indirizzati all'apposita pagina dove vengono riportati gli orari di partenza delle vetture dal terminal Notarbartolo, ma da nessuna parte viene precisato che i dati mostrati siano realmente quelli del servizio estivo. Dovremmo andare in fiducia? Onestamente, con il curriculum di Amat, non ci fidiamo. Lanciamo una proposta assolutamente gratuita all'azienda di trasporto: creare un canale Telegram in cui i cittadini possano ricevere in modo veloce e diretto tutte le modifiche di percorsi e orari delle vetture. Costi: ZERO. Risorse richieste: una persona che, ad ogni variazione, invii un messaggio stile chat di whatsapp.  

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