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14 gen 2019

Lo strano caso delle bancarelle di via Libertà

di fiabpalermo

"....al fine di incentivare l'uso della bicicletta negli spostamenti casa-lavoro e tempo libero....": queste sono le parole con cui il SUAP, (in data 24/12/2018) revoca la concessione al suolo pubblico alle tre bancarelle di libri poste sul marciapiede di via Libertà. A questo punto mi chiedo: avete proprio intenzione di fare odiare i ciclisti? Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, vi sintetizzo il problema: nel 2016 sono stati introdotti due percorsi ciclabili: uno in via Maqueda (che FIAB è riuscito a fare cancellare in questi giorni) e un'altro nel tratto posto tra via Notarbartolo e Piazza Ruggero Settimo (meglio conosciuta come piazza Politeama). Quest'ultimo percorso ciclabile, di appena un chilometro, non è per nulla lineare. Parte come promiscuo in via Notarbartolo, diventa corsia riservata su marciapiede per appena 550 metri e torna ad essere promiscuo per gli ultimi metri, prima di arrivare al semaforo di Piazza Ruggero Settimo e torna a sparire per sempre. Nasce dal nulla e muore senza rimpianti. Specifichiamo che i percorsi promiscui (pedone- ciclista) non sono ammissibili laddove ci sia spazio per la realizzazione una vera pista e, dettaglio non trascurabile, in luoghi ad alta intensità commerciale e quindi con alto flusso pedonale. Sarete concordi nell'affermare che via Libertà è una strada ad alto flusso pedonale. Inoltre il Codice della Strada obbliga qualsiasi ciclista ad usare la corsia o pista ciclabile laddove ne esista una, Quindi, semplificando, se io sono in bicicletta e scelgo di non usare una pista qualora io venga coinvolto in un incidente, io sarò in colpa. Perché è sulla pista che dovrei essere, non per strada. Vi chiedo ancora un secondo di attenzione: ma se per caso, venerdì, sabato o domenica, il marciapiede di via Libertà dovesse essere talmente pieno di gente che passeggia, esattamente, quante possibilità di scelta ho? Posso scegliere di litigare con i pedoni o affrontare il caso buttandomi per strada. Avendo percorso i precedenti chilometri senza avere una pista,  tendenzialmente continuerò a non usarla. A mio rischio e pericolo.  Il Comune ha inoltre introdotto un favoloso cavillo: la corsia può essere utilizzata solo rispettando il limite di 10 km/h. Vi butto li due dati: un ciclista in media andatura da passeggio, non allenato, procede senza sforzo a 20/22 km/h. Quindi il Comune mi obbliga a seguire l'andatura di un pedone. Ma se la corsia ciclabile è a norma, segue tutti i criteri di progettazione, perché non posso seguire l'andatura normalmente a me concessa? L'area riservata ai pedoni, larga 2,50 metri è ripetutamente intasata da totem, pubblicità poste dal comune stesso e macchinette varie. I pedoni quindi si trovano ad essere obbligati ad invadere la corsia dei ciclisti, con chiaro pericolo per entrambe le utenze. Torniamo adesso alle bancarelle: già nell 2016 FIAB aveva posto le sue perplessità: quella corsia non era sicura. Ma con un gran sorriso ci venne detto che era solo momentanea, una pura sperimentazione. Se non vogliamo considerare l'affetto che molti palermitani nutrono nei confronti di una presenza storica e, per alcuni, irrinunciabile, delle bancarelle dei libri di via Libertà, non vediamo per quale motivo debba essere rimossa o spostata un' attività che da lavoro a diverse persone per una corsia che non risponde ancora una volta alle esigenze dei ciclisti in nome di una promozione della mobilità che non corrisponde a fatti reali. Ricordiamo che il Comune ha già a sua disposizione un progetto per la realizzazione del tram e della riqualificazione dell'intera area che prevede la realizzazione di una VERA pista ciclabile bidirezionale, proposta effettuata da FIAB in sede di progettazione e recepita dai progettisti. Il Comune di Palermo continua a mettere in convivenza pedoni e ciclisti, utenze che vivono a velocità differenti. Concludendo, i ciclisti di Palermo aspettano una pista ciclabile degna di tale nome, a norma e sicura, con la quale il Comune possa "incentivare l'uso della bicicletta negli spostamenti casa-lavoro e tempo libero" e che non tolga spazio ai pedoni.   Il Presidente di FIAB Palermo Ciclabile Chiara Minì     Foto copertina: A.Busardò  

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13 gen 2019

Una buona mobilità dolce non rimuove le librerie di strada

di Antony Passalacqua

Palermo - E' notizia di queste ultime ore che l'Assessorato Attività Produttive abbia intimato ai titolari delle librerie/bancarelle la rimozione di tutte le strutture in quanto "ravvicinate alla pista ciclabile (!!) e rappresentando un  pericolo per i pedoni. Fin dalla loro realizzazione avevamo ampiamente criticato la scelta  di realizzare le corsie ciclabili sui marciapiedi, proprio perché la promiscuità aumenta i conflitti fra pedoni e ciclisti. La vicenda della corsia ciclabile di via Maqueda dovrebbe insegnare qualcosa. E pertanto il pericolo non è certo rappresentato da librati e librerie, punto di aggregazione socio-culturale, bensì una corsia sopra un marciapiede. Diciamo che sono molto più pericolose le bacheche pubblicitarie installate dal Comune lungo il medesimo tratto. Siamo contrari alla rimozione delle librerie per i motivi fin qui indicati e auspichiamo il ritiro del provvedimento. Ricordiamo che proprio su via Libertà non sono mancate le nostre proposte (già accolte) nell'ambito del progetto della nuova tranvia. Piuttosto è lo spazio alle auto che andrebbe sottratto, e non di certo ai pedoni.    

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10 dic 2018

Abrogata la corsia ciclabile di via Maqueda, ma politica e burocrazia rallentano le alternative

di Antony Passalacqua

Palermo - Nei prossimi giorni verrà emanata un'ordinanza dell'ufficio traffico che sancirà l'abrogazione della "corsia" ciclabile di via Maqueda, nel tratto fra piazza Verdi e piazza Vigliena (Quattro Canti). Viene messa alla corsia della discordia che ha creato tanti conflitti sociali fra due "utenze deboli" del codice della strada: pedoni e ciclisti. Ma perché è stato necessario? Il tratto in questione di Via Maqueda è anzitutto una Ztl dove è consentito il transito veicolare dalle 7:00 alle 10:00 proprio per consentire il carico e scarico delle merci a favore delle attività commerciali. Tre anni fa venne istituita una corsia ciclabile (la definizione è ben differente da pista ciclabile) monodirezionale da piazza Verdi versi i Quattro Canti, con gli stessi orari dell'apertura al traffico veicolare.  Oltre le 10 del mattino le biciclette potevano continuare a transitare ma prestando la massima attenzione ai pedoni che si sarebbero ritrovati a passeggiare e senza più avere alcuna precedenza lungo la corsia ciclabile che valeva solo la mattina. Ma la sempre più crescente presenza di pedoni da un lato e l'abuso di alcuni ciclisti hanno di fatto innalzato continui conflitti fra ciclisti e pedoni, entrambi colpevoli di non rispettare gli spazi e le regole. Nonostante la segnaletica verticale e orizzontale presente lungo la strada. Già lo scorso marzo le associazioni Palermo Ciclabile e Mobilita Palermo avevano presentato un proprio progetto per una ciclabile in via Roma e alternativa al percorso di via Maqueda. Sono passati quasi dieci mesi, e ancora il progetto della ciclabile su via Roma deve ancora approdare in Consiglio Comunale e prima ancora da vagliare in Commissione Urbanistica dopo infinite riunioni e sopralluoghi volte ad accertarne la fattibilità se non addirittura le "misure"... Ma perché il provvedimento dovrà passare in Consiglio Comunale? Proprio una deliberale del c.c. del 2015 impone infatti che tutte le variazioni e interventi sulla viabilità dei tre assi principali del Centro Storico (via Roma, Maqueda, corso Vittorio Emanuele), devono essere vagliati proprio dal Consiglio Comunale. Un modo per ingessarsi e  creare ulteriori cavilli. Ma non è tutto: col passare dei mesi, potrebbe non essere più conveniente realizzare una nuova ciclabile dato che il progetto della nuova tranvia potrebbe prevedere la realizzazione di piste ciclabili bidirezionali lungo via Roma. In pratica si è perso del tempo prezioso nel creare una valida alternativa alla corsia di via Maqueda e si sta continuando a perdere tempo per salvaguardare quei ciclisti che oggi, sempre più numerosi, percorrono impropriamente la corsia preferenziale di via Roma in direzione stazione centrale come una necessità a bypassare il fiume di persone lungo via Maqueda. Proprio perché la bicicletta non è sinonimo di passeggio ma un mezzo di spostamento a tutti gli effetti.  

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22 nov 2018

Progetto tram, le associazioni presentano proposta per ciclabile in via Roma

di Antony Passalacqua

Palermo - Poco più di un anno fa raccontavamo della proposta  di una nuova ciclabile su via Libertà avanzata dalla associazioni Mobilita Palermo e Palermo Ciclabile nell'ambito del concorso di progettazione per il prolungamento delle nuove linee tranviarie. Proposta che in seguito è stata accolta e inserita all'interno del progetto vincitore. Nell'attesa quindi di conoscere gli ulteriori sviluppi circa l'iter progettuale, nelle scorse settimane le medesime associazioni hanno avanzato ufficialmente un ulteriore proposta circa una nuova ciclabile lungo via Roma. L'idea nasce dal presupposto di "non isolare" la ciclabile lungo via Libertà (già prevista da progetto) ma di prolungarla e innestarla con un attraversamento  lungo via Roma fino alla stazione centrale (nodo d'interscambio). Da un lato si metterà fine agli innumerevoli conflitti fra pedoni e ciclisti che quotidianamente avvengono in via Maqueda, anche se auspichiamo la cessazione della relativa corsia ciclabile in tempi rapidi. Si mette in sicurezza quell'utenza che utilizza proprio la bici come mezzo per i propri spostamenti. Infine mettendo in campo questo percorso, non si potrà che incentivare l'utilizzo delle due ruote. Ultima considerazione: da notare come sono sempre le bici che transitano lungo la corsia contromano di via Roma in direzione di piazza Giulio Cesare. Un comportamento pericoloso e contro il codice della strada. Ma da un altro lato una "necessità" per il ciclista che vuole spostarsi rapidamente da un punto verso un altro, senza dover transitare da via Maqueda fra i tanti pedoni.  

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01 set 2018

Dal 3 settembre la V edizione della International Summer School – URBAN MOBILITY

di Antony Passalacqua

Palermo - Dal 03 al 7 settembre 2018 la Università degli Studi di Enna “Kore” organizza a Palermo la 5° International Summer School – URBAN MOBILITY, già inserita tra gli eventi di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018, che vede coinvolte le Università di Palermo, Catania, Rijeka (Croazia), UPC - Politecnica della Catalunnia di Barcellona, Osijek (Croazia), Mostar (Bosnia Erzegovina), Wiesbaden (Germania), Manchester (UK), Newcastle (UK) e Maribor (Slovenia). L’obiettivo è quello di confrontare esperienze e ricerche diverse nel settore della Mobilità Urbana, con particolare riferimento alla sostenibilità ambientale ed alla sicurezza degli utenti deboli della strada, attraverso la partecipazione di docenti, giovani ricercatori e studenti delle scuole di dottorando dei diversi Paesi europei. La Summer School si articolerà su quattro sessioni di lavoro: -          Le infrastrutture per la evoluzione della mobilità urbana; -          La progettazione e modellazione del traffico in ambito urbano; -          Strategie di ecomobilità; -          Gli utenti deboli della strada. La seduta inaugurale si terrà al Palazzo delle Aquile alla presenza del Sindaco di Palermo. Numerosi gli Sponsor della iniziativa tra le più qualificate aziende che operano nel settore della mobilità urbana. Complessivamente il numero dei partecipanti, tra studenti e docenti, è di oltre 40 di cui l’ 80% provenienti da Università Straniere. Il programma sarà completato da visite guidate alla città di Palermo e momenti di conviviale. All’interno del programma è stato previsto un apposito spazio dove sarà presentato il progetto delle nuove linee tramviarie della città di Palermo.  

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10 lug 2018

Pubblicato bando di gara per pista ciclabile Costa Sud, parcheggi e recupero pontile via Messina Marine

di Antony Passalacqua

E' stato pubblicato sul sito istituzionale del Comune di Palermo il bando di gara per l'affidamento del servizio di progettazione di fattibilità tecnico economica sul progetto generale, la progettazione definitiva, la progettazione esecutiva, la direzione lavori e il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione del I lotto funzionale, la progettazione, direzione ed esecuzione delle indagini sismiche e geologiche, le pratiche catastali, per il “Percorso ciclabile zona sud da Via Archirafi fino al Porticciolo della Bandita comprensivo di opere smart". Il progetto fa parte del PON Metro.   Il progetto generale prevede l’integrazione/completamento dei percorsi esistenti delle piste ciclabili su marciapiedi, su strada e su costa che dalla Via Archirafi collegano la Bandita e la zona di Acqua dei Corsari, comprendendo il recupero di un edificio da destinare alle opere smart. Il progetto si  divide in due lotti funzionali: - il primo (percorso complessivo di m 4.945,00) prevede la manutenzione, l’integrazione dei percorsi esistenti (su marciapiede e su strada), la ristrutturazione dell’edificio e del molo in legno di fronte la Via Amedeo d’Aosta, la realizzazione di una pista ciclo/pedonale su costa dalla foce del Fiume Oreto alla Via Armando Diaz ed il recupero dell’edificio e del pontile ligneo (quello realizzato dalla Provincia)  su cui ad oggi persiste una situazione di degrado e pericolo. - il secondo (percorso complessivo di m 4.540,00), la realizzazione di un nuovo percorso su marciapiede esistente in Via Messina Marine, da Via Diaz a P.zza Sperone, un tratto su strada lungo Via XXVII Maggio, Via Sacco e Vanzetti, Via Laudicina, e dalla Via Laudicina su marciapiede lungo la Via Messina Marine fino al Porticciolo della Bandita, per poi recuperare un sentiero su costa e realizzare una pista ciclo/pedonale fino al Parco dell’Acqua dei Corsari. Sono inoltre previste due nuove aree a parcheggio ed una esistente da sistemare, che dovranno essere attrezzate con bike-sharing e colonnine di ricarica per biciclette a pedalata assistita, nonché stalli per biciclette private. Opere smart a corredo Si tratta di installazioni relative alla mobilità sostenibile e individuate lungo l'intero percorso ciclabile ed in particolare su via Messina Marine dove dovranno trovare ubicazione: una ciclo-officina, parcheggi per le bicilette, parcheggi per le autovetture e postazioni di bike-sharing. Quest’ultime saranno fornite e collocate dall’AMAT. In particolare, lungo questo tratto stradale, di fronte la Via Amedeo D’Aosta, si trova il caseggiato e la relativa passerella (realizzati dalla provincia per intenderci)  in muratura e legno e attualmente in abbandono, le cui caratteristiche lo rendono adatto ad un utilizzo legato ai servizi annessi alla pista stessa e pertanto se ne prevede il ripristino. Il caseggiato è costituito da due elevazioni: una alla quota stradale che comprende uno spazio chiuso di circa mq 50,00 da adibire a ciclo-officina con adiacente porticato (circa mq 110,00) dove potrebbe trovare posto anche una stazione di bike-sharing e ricarica elettrica per biciclette (la cui fornitura e istallazione dovrà essere eseguita dall’ AMAT); l’altra di circa mq 650,00, alla quota dell’arenile, che potrebbe ospitare depositi e servizi igienici da destinare ai ciclisti, ai pedoni e agli utenti dell’arenile. Quale recupero per la vecchia struttura adiacente la passerella di Romagnolo? Verifica delle strutture esistenti, nuova distribuzione interna, coibentazione ed impermeabilizzazione della copertura, impianto di illuminazione con lampade a LED, impianto di riscaldamento/condizionamento, impianto antincendio (se previsto da legge), impianto idrico-sanitario, installazione di infissi a bassa trasmittanza, eventuale impianto fotovoltaico superiore a 6 kWp. Impianti di illuminazione sul percorso ciclabile La pista, per le ore notturne, sarà adeguatamente illuminata con apparecchi a basso consumo energetico e dotate di lampade a LED che non provochino inquinamento luminoso e siano resistenti alla salsedine e ad eventuali mareggiate. Il “Progetto PON Metro PA 2.2.3.a – Prolungamento e potenziamento pista ciclabile”, che fa parte del PIANO OPERATIVO PON METRO 2014 – 2020 “CITTA’ DI PALERMO” è stato finanziato per un importo complessivo di € 2.300.000,00 con fondi europei.   Considerazioni Il ripristino dell'intero percorso ciclabile lungo la Costa Sud integra elementi di riqualificazione di quei luoghi per anni totalmente abbandonati. Ma è lecito porsi qualche domanda: se si è individuata la destinazione d'uso del caseggiato adiacente la passerella quale ciclofficina, si è sta già pensando ad un bando per l'assegnazione dei relativi servizi e concessione? Il nuovo percorso ciclabile si snoderà inoltre all'interno del Parco di Acqua dei Corsari. Anche qui, a che punto siamo circa la fruizione dell'area e il piano di rischio? Sarebbe il caso di accelerare l'iter amministrativo circa il completamento e l'apertura del nuovo svincolo Brancaccio? L'opera permetterebbe un alleggerimento di carico veicolare di mezzi pesanti proprio lungo via Messina Marine.        

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26 giu 2018

Hotel Excelsior: l’ultimo supersite dell’esposizione nazionale del 1891

di belfagor

Pochi sanno che l’Hotel Excelsior di Piazza Croci, oggi Mercure Hotel Excelsior, uno dei più belli e raffinati alberghi di Palermo è l’ultimo edificio sopravvissuto della famosa esposizione nazionale del 1891, rischiò di essere abbattuto nei primi anni 70. L'Esposizione Nazionale fu un ciclo di manifestazioni che si tennero in Italia a partire dal 1861. Teoricamente doveva avere  cadenza decennale, cioè si sarebbe dovuta  svolgeva ogni dieci anni in una città italiana diversa. Nella realtà le cose non andarono proprio così. Scopo dell’ esposizioni era di “costruire e rafforzare uno spirito nazionale e mettere in mostra le più avanzate produzioni nei vari campi dell'industria e del commercio”. Alle aziende che partecipavano venivano conferiti  premi e riconoscimenti come diplomi, medaglie d'oro o d'argento. Fu un grande successo sia di  pubblico che di aziende partecipanti. La prima esposizione si svolse a Firenze nel 1861 alla Stazione Leopolda. . La scelta non fu casuale visto che Firenze stava diventano la nuova capitale d’ Italia. Le successive, nel 1871 e 1881, secondo logica,  si sarebbero dovute svolgere a Torino  o a Napoli  ( le altre due grandi capitali storiche  del Paese ) invece ….. si svolsero a Milano ( l’ Italia era appena nata e già era a “trazione “ lombarda ). La quarta esposizione, dopo le due di Milano, questa volta  doveva svolgersi al sud e la sede quasi obbligata era Napoli , la vecchia capitale del Regno delle due Sicilie . Invece fu scelta Palermo. Molti mugugnarono, non a torto, ma nessuno protesto. Non ci voleva molto per capire che dietro tale scelta c’era il potente presidente del Consiglio  Francesco Crispi, la cui famiglia era originaria di Piana degli Albanesi,  e la ricca e influente famiglia Florio .  Palermo allora  contava e si faceva rispettare , sia politicamente che economicamente.   L’area individuata per  costruire i padiglioni della manifestazione fu  il cosi detto “ Firriato di Villafranca” cioè  quel terreno compreso tra Via Dante, Via Villafranca, Via Libertà e Piazza Croci, allora  utilizzata per scopi agricoli. Perciò il Comitato organizzatore dell’Expo palermitano ottenne dal Principe di Radaly  la concessione gratuita di tale “ Firriato” a patto che, finita la manifestazione, il Comune gli permettesse la lottizzazione dei terreni. Fu un grande affare per il Principe e anche per Palermo. Infatti, dopo l’esposizione nazionale, quei terreni , che non valevano quasi  niente, divennero ricercatissimi . I padiglioni , dopo la manifestazione,  furono abbattuti e , al loro posto, furono costruiti  palazzine e villette in stile Liberty  e il primo tratto di Viale della Libertà, fino a Piazza Croci,  divenne una splendida strada. Tale tratto venne definito, in seguito, dal grande musicista tedesco  Richard Wagner,  gli Champs-Élysées di Sicilia. Diciamolo francamente, si trattò  di un classico caso di speculazione edilizia in grande stile, molto discutibile, ma i risultati furono eccezionali. Siamo convinti che oggi un operazione di questo genere sarebbe stata bloccata dalla Magistratura  e farebbero fioccati avvisi di garanzia ( o forse no). L’unica costruzione di tale famosa Esposizione che stranamente resistette, nonostante i solai in legno e  le rifiniture poco ricercate, fu Hotel de la Paix ( cioè l’odierno Hotel Excelsiol). Infatti l’edificio non fu " momentaneamente "abbattuto  e, in attesa della futura destinazione, divenne la sede di una società elettrica e successivamente ospito “ provvisoriamente” il Liceo Classico “ Giovanni   Meli” che,tra gli anni 60-70 , divenne uno dei  simboli della contestazione giovanile perché tutte le manifestazioni studentesche partivano da Piazza Croci, sotto la sede di tale liceo. Con il piano regolatore del 1962 l’area dove sorgeva il palazzo fu destinata a verde pubblico. Nonostante tale edificio era destinato all’abbattimento chiaramente a nessuno veniva in mente di abbatterlo, tra l’altro l’edificio era di proprietà di una società alberghiera  e di un ente pubblico regionale che certamente non avevano interessi speculativi. Purtroppo la società alberghiera venne  acquisita da una banca che decise, ufficialmente, di trasferire la propria sede in tale edificio, chiaramente dopo averlo “leggermente modificato” , cioè …..  abbattuto. C’era però un problema, l’area era vincolata e destinata a verde pubblico, ma come nel caso di Villa Deliella, a tutto c’era un rimedio. Si presentò un progetto firmato da due celebri architetti e professori universitari, di cui erano note le loro idee ecologiste e politicamente schierati “più a sinistra del partito comunista”. Secondo i progettisti , se si abbatteva l’Hotel Excelsior, come previsto dal piano regolatore, sarebbero stati visibili  i “brutti edifici” di Via Marchese Ugo. Quindi sarebbe stato opportuno costruire un “bel palazzo ,moderno e funzionale”, per occultare tanto “squallore architettonico” . I progettisti però omettevano di dire che  “i brutti edifici di Via Marchese Ugo” erano l’ingresso di Villa Trabia, l’Istituto delle Ancelle e la Chiesa di Santa Rosalia , progettata da un certo Ernesto Basile. Come si vede dei veri “scempi edilizi”. In tale progetto si mantenevano 12 metri di verde davanti al nuovo palazzo ( tanto per essere in regola con il piano regolatore) e poi si proponeva  un bel palazzone di …13 piani a forma di piramide capovolta  a scaloni. Un vero  “capolavoro architettonico” !!!  Ma l’operazione “ ecologica-culturale” non si sarebbe fermata qui. Visto che ,sempre secondo il piano regolatore, anche la zona di fronte all’ Hotel Excelsior  era destinata a verde pubblico da saldare con il “Giardino Inglese”, perché non demolire anche l’ ex Conservatorio delle Croci ,in stile “falso normanno”, progettato da un certo Gian Battista Filippo Basile ?  I progettisti, sempre per rendere “Palermo più bella”, proponevano di sostituire questo obbrobrioso “falso storico” con delle, non meglio specificate, “moderne attrezzature commerciali, locali per il tempo libero ecc. ecc.”, chiaramente con una bella aiuola verde e qualche alberello ( tanto per essere in regola con il piano regolatore). A quei tempi bastava mettere qualche alberello spelacchiato o qualche misera aiuola per dare un tono “ecologico” a qualunque obbrobrio urbanistico. Ma questa volta l’operazione “ecologica” non decollò nemmeno. Nel “Giornale di Sicilia” del 8 /11/ 1972 fu pubblicato un articolo dal titolo “ Un ultimo scempio in Via Libertà”, dove il solito “rompiscatole” del  Prof. Rosario  La Duca denunciava tale ennesimo tentativo di “rendere più bella Palermo”. Scriveva il Professore “ Noi ci siamo limitati a riferire fatti, così come essi appaiono dalle poche notizie e indiscrezioni che siamo riusciti ad ottenere; abbiamo voluto segnalare il pericolo che possa avvenire un ultimo scempio della Belle Epoque palermitana “. P.S. Alle volte anche un articolo, ben documentato, può servire a bloccare i progetti e l’arroganza di chi pensa che tutto gli sia permesso. Assistiamo tutti i giorni a tentativi di “rendere più bella Palermo” e il cittadino spesso si sente rassegnato e impotente. Oggi i nemici di Palermo non sono rozzi politici rampanti , carrettieri arricchiti e burocrati ignoranti e corrotti, come al tempo del “ Sacco “ ma rispettati e rispettabili intellettuali, burocrati e amministratori pubblici. Questi signori  grazie anche all’omertà di una certa opinione pubblica, di qualche organo d’informazione e a una certa distrazione e lentezza dei vari  organi giudiziari di controllo cercano tutti i giorni di rendere “ Palermo più bella”. Purtroppo non ci sono più “ rompiscatole “ come il Prof. Rosario La Duca o giudici come Falcone e Borsellino a denunciare le loro malefatte.    

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