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29 set 2015

Il tram di Palermo visto da Agrigento

di Mauro Indelicato

Ho letto in questi giorni tanti dibattiti, se così possono essere chiamati, sul tram di Palermo; premessa: il sottoscritto vive e lavora ad Agrigento, ma per motivi universitari salgo spesso (e ben volentieri) nel capoluogo e questo mi da modo di vivere l'aria palermitana ed il suo contesto. Voglio quindi riportare in questo blog, ciò che in una città che non è Palermo si pensa e si dice del tram; molti agrigentini conoscono l'opera, sanno anche del passante ferroviario e dell'anello e nutrono molte aspettative riguardo alle prossime opere pubbliche che si spera saranno aperte nel nostro capoluogo. Arrivare con il treno a Palermo e guardare sulla destra il tram che fa le corse di prova passare sul nuovo ponte sull'Oreto, poco dopo aver superato l'ex passaggio a livello di Brancaccio, fa sembrare la città molto più 'normale' e con standard adeguati ad una capitale (e, permettetemi, ma Palermo di fatto capitale lo è visto che ospita un parlamento ed un governo seppur non indipendenti) europea. Il primo impatto visivo per chi viene da Agrigento, è molto più che positivo; uscire poi dal treno e vedere in via Balsamo i binari e gli schermi a led già pronti al posto del caos provocato dagli autobus, è un'altra riconferma della positiva impressione. Ma non solo; c'è chi da Agrigento pianifica già domeniche da passare a Palermo senza prendere la macchina: in molti, pregustano già di salire in treno nei giorni festivi e dirigersi comodamente in tram verso il Forum e passare lì una giornata con la famiglia, prima di tornare in centro e passeggiare per il centro in attesa del treno di ritorno. Ad Agrigento i tentennamenti e le critiche della politica verso il tram, sono ritenute inconcepibili; da una piccola città, che da anni soffre di carenze infrastrutturali, appare incredibile che si metta in dubbio l'apertura di linee tranviarie già completate o quasi, per di più in una grande metropoli come Palermo la quale appare ai visitatori esterni come soffocata dal traffico. Sembrava che Palermo avesse fatto un netto salto in avanti rispetto agli anni passati; sembrava ormai che la città avesse emarginato definitivamente quelle sacche di 'provincialismo' che l'hanno tenuta imprigionata per diversi anni. Sembra un po' di assistere nuovamente a quei dibattiti tra il 2009 ed il 2010 sulle pedonalizzazioni; all'epoca un certo Helg, poi divenuto noto per altre storie, si opponeva strenuamente trascinando con sé diversi commercianti, poi due anni fa anche ad Agrigento aveva fatto scalpore l'iniziativa vandalica e barbarica di distruggere le piante di piazza San Domenico per evitare la sua pedonalizzazione. Per chi vive in contesti non metropolitani, la grande città appare sempre come più 'muscolosa' a livello intellettuale; quell'episodio, aveva fatto scoprire che a Palermo c'è ancora gente che mette in discussione ciò che in altre città è indiscutibile da decenni. Adesso il tram: leggere commenti del tipo 'ma a che serve il tram se tanto l'inquinamento in futuro si combatterà con le auto elettriche?', oppure ancora 'questo maledetto tram accorcia le strade', fa aprire gli occhi; duole dirlo, ma a differenza che a Catania, dove i ritardi per metro e passante sono stati dovuti a problemi tecnici di cantiere e non a comitati improvvisati per difendere palme o mettere in discussione le opere pubbliche, a Palermo c'è una sacca di popolazione che non ha sviluppato una mentalità degnata da grande città. Pensate un po' se in altre città mediterranee, come Valencia o Barcellona, fosse concepibile mettere in discussione la necessità di mettere in comunicazione con metro e tram le punte opposte del territorio; c'è ancora una Palermo chiusa che vuole una città statica, che la preferisce così, con i suoi problemi e le sue necessità e questa Palermo non è sempre quella delle borgate o dei quartieri più rischiosi, spesso è quella Palermo bene che teme ogni singola novità e che vuole il nostro capoluogo fuori dalla storia. Altre volte, è semplice ma non meno grave bagarre politica; personalmente, ma lo hanno notato anche molti qui ad Agrigento, cifre e numeri riportati da alcuni esponenti politici palermitani erano palesemente gonfiati al ribasso e volti a creare pretestuose polemiche. Dispiace constatare che a Palermo esistano ancora queste sacche; con questo, personalmente voglio essere lungi dal pensare che esistano verità assolute e che chi la pensa in una determinata maniera ha per forza torto, ma di certo criticare (quando ormai l'opera è tra l'altro pronta) una struttura come il tram vuol dire vivere in un'altra dimensione, in un'altra epoca, in poche parole vuol dire non essere degni di avere la residenza in una città che è culla della civiltà mediterranea. Ma da Agrigento, posso osservare per fortuna che c'è già un'altra Palermo, che ho avuto modo di conoscere ed apprezzare quando stavo lì per l'università; ed è una Palermo che sogna ZTL, qualità della vita, piste ciclabili, grandi opere e che è attenta a quello che accade nel mondo. Il tram a questo punto, non è soltanto un mezzo pubblico, è anche emblema di una guerra interna che si deve combattere a Palermo, un braccio di ferro tra una Palermo che vuole decollare ed una che vuole solo arrancare. E' una guerra, deve essere una guerra, che va combattuta e che la parte 'bella' del capoluogo non può perdere; si spera anche da Agrigento nell'immediata apertura del tram: ogni metro percorso dal tram, sarà un piccolo passo in più verso la vittoria contro quella parte volgarmente provincialotta della città.

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07 gen 2016

Mobilità e Cultura in una Palermo che cambia. Una nuova Primavera?

di daviligade

“L’Italia, senza la Sicilia, non lascia nello spirito immagine alcuna. È in Sicilia che si trova la chiave di tutto” (J.W. Goethe, Viaggio in Italia) Ho sempre pensato che esista una correlazione molto stretta fra mobilità e cultura. Non penso sia solamente una questione di “civiltà”, penso si tratti di una questione più profonda che ha a che fare con la cultura stessa di una cittadinanza, con i cambiamenti generazionali della sua classe dirigente e, in ultima istanza, con l’evoluzione propria delle cose. D’altronde, si sa, il tempo scorre e ogni cosa cambia. “Per restare uguale?” – mi chiedo ossessivamente. Riguardo a Palermo, quello dell’introduzione del tram è solo l’ultimo di una serie di importanti eventi che hanno caratterizzato le recenti vicissitudini cittadine (qualcuno parla addirittura di una nuova Primavera culturale palermitana). E non serve un occhio raffinato per notare che a Palermo qualcosa si è mosso davvero ultimamente, specie durante questo 2015. Il dubbio, semmai, è comprendere pienamente tale cambiamento. Nel mio caso, un po’ come quando si guarda un quadro impressionista, ho avuto un chiaro sentore che qualcosa cambiava nei colori della mia città solamente mentre la guardavo da lontano. Studiavo a Bologna, costretto come molti altri a fuggire, e probabilmente se fossi rimasto a Palermo non mi sarei accorto di alcuni colori cangianti che si affacciavano lungo le stradine della mia città. Come termometri impazziti, la bacheca di Facebook e Internet mi davano la temperatura del cambiamento. Nuovi eventi, nuovi Festival, nuove fiere si alternavano a rancori e odio verso “la città che non cambia mai”. Erano cose che c'erano sempre state, era la classica bipolarità palermitana (se non siciliana [se non italiana {eh sì, Goethe aveva capito tutto!} ]) ma notavo qualcosa di diverso. Era come se Palermo si stesse guardando allo specchio, forse dopo molti anni, quasi sorniona. Ed allora ho pensato che qualcosa stava cambiando. Recentemente, oltre all’organizzazione di nuovi eventi, ho percepito anche un generale desiderio da parte dei miei concittadini di parlare di Palermo (a volte semplicemente lamentandosi, oppure celebrando le sue sconfinate potenzialità turistico-culturali). Così, è già da un po’ di tempo che temi ricorrenti rimbalzano sulla rete e ogni occasione è buona per pubblicare sulla bacheca qualcosa che parla della nostra città. Ad ottobre 2015 Marty McFly di Ritorno al Futuro è atterrato sulle bacheche di molti palermitani e alcuni (come il sottoscritto) hanno pubblicato la sua faccia sbalordita nello scoprire “Via Maqueda pedonale”. Poco dopo, per Santa Lucia, ho visto girare un’ironica foto in cui Obama e Putin discutevano a proposito di una “arancina BOMBA”, in un momento di forti tensioni internazionali. Ora che nel mondo è uscita la nuova trilogia di Star Wars vedremo sicuramente per un po’ di tempo strane combinazioni di sicilianità e cultura di massa. Di fronte a tutto questo mescolarsi di comunicazione 2.0, identità siciliana e cultura di massa io vedo una città che entra in maniera sempre più idiosincratica nel cuore dell’era della Globalità. E mi chiedo cosa c’è di buono e cosa c’è di sbagliato. A volte penso che Palermo non sta ritrovando alcuna Primavera, e dentro di me nasce la paura che ci troviamo semplicemente ad essere vittime di un terribile selfie collettivo (e il nostro isolano narcisismo cronico ci si sposa benissimo, tra l'altro!). Altre volte, però, penso anche che tutto questo voler parlare di Palermo - e io stesso ne sento il bisogno - sia una cosa molto utile e molto bella, se non quasi una specie di tentativo di riscatto. In un certo senso, sono i palermitani che si riappropriano della loro idea di città. Guardando le bacheche di Facebook mi accorgo, così, che Palermo va di moda, e soprattutto mi pare quasi che vada di moda NON apparire cattivi cittadini (cosa molto bella!). D'altronde la continua autocritica del tipo “gli altri sono meglio di noi”, “siamo sempre i soliti incivili”, etc., tipica dei palermitani (o degli italiani!?), vuoi o non vuoi, obbliga a guardarci tutti allo specchio: mica possiamo sgarrare dopo che ci critichiamo così tanto! Così, ci siamo infilati in una specie di selfie collettivo in cui sarebbe sconveniente venire con gli occhi chiusi o coi capelli scombinati! Ebbene, non solo penso che tutto questo sia positivo, ma ho anche la sensazione che tutto questo sia collegato ad un generale vento di cambiamento che soffia sulla nostra città. E siamo in molti ad avere questa sensazione. Ora che il 2015 è finito, io non so se Palermo stia cambiando davvero, forse è già cambiata sotto il nostro naso. Non lo so. So, però, quale emozione ho provato girando lungo Le Vie dei Tesori (il più grande dono culturale che Palermo si è fatta negli ultimi anni!) e ho ancora viva in me l’emozione che ho provato a Palazzo Costantino (uno dei Quattro Canti), mentre assistevo alla mostra In Hoc Signo, organizzata da un gruppo di giovani artisti che ha saputo cogliere in maniera unica l’anima – al tempo stesso meravigliosa e decadente – della nostra città. In quei momenti credo di aver percepito la vera faccia di Palermo, una faccia di cui già sospettavo l’esistenza, ma che non si era mai voluta manifestare. Non so descrivere l'emozione che ho provato. C'è, però, un video (che ho visto proprio dentro Palazzo Costantino) che forse potrebbe riuscire a descrivere il modo in cui mi sono rinnamorato della mia città. Questo video ha dentro sé l'anima di Palermo, e ogni cittadino dovrebbe conoscerlo: Potrei davvero, poi, fare una lista di cose che ultimamente mi hanno fatto rinnamorare della mia città, e sono tutte accadute negli ultimi due-tre anni. Tutte queste cose sembrano davvero confermare che Palermo sta attraversando una specie di Primavera. Cito, in ordine sparso, ciò che mi viene in mente adesso: -       Le vie dei tesori (forse il vero inizio di questa Primavera). -       L’apertura di aree pedonali lungo tutta la città (perché è bello avere il centro commerciale, ma è ancora più bello che il “centro commerciale” più importante resti il nostro Centro Storico). -       I tanti (anche se non bastano mai) restauri e riqualificazioni, fra cui ad esempio quello riguardante il Villino Florio o, ancora, il "recupero" della Natività di Caravaggio (due cose che, nonostante siano apparentemente separate, sembrano formare, messi assieme, una splendida figura, un ologramma di riscatto artistico e culturale senza precedenti per la nostra città!). -       Nuove realtà imprenditoriali (piccole e grandi) che si stanno affacciando su Palermo e sul mondo. -       E poi c’è tutta una nuova società civile che si sposta sempre di più in bici, magari fa la raccolta differenziata (in maniera del tutto volontaria e spassionata), e solitamente fa molta attenzione a non gettare rifiuti per strada. Ecco, tornando al succo: il Tram si inserisce in questa presunta (e desiderata) nuova Primavera di civiltà tutta palermitana, fatta di restauri, mecenatismo e forte identità siciliana. E, al di là dei dubbi legittimi sulla riuscita o meno di tale Primavera, di sicuro ci troviamo di fronte a moltissimi fattori che contribuiscono a rendere Palermo una città più europea (e l’aggettivo “europeo” lo considero in un’accezione del tutto positiva). Questo lo vedo soprattutto quando passeggio al Massimo e, sorseggiando un caffè, mi accorgo che sempre più studenti Erasmus scoprono i nostri luoghi; oppure quando vedo che la città è sempre più ricca di turisti (e di artigiani, vecchi e nuovi, che proprio su tale turismo trovano sostentamento). Bene, credo che ciò che sta accadendo sia un intreccio di moltissimi fattori, e mi viene veramente difficile collegarli fra loro in maniera causale, tanto sono intrecciati e numerosi. Ma almeno tre li voglio elencare: 1)      La comunicazione 2.0 che obbliga tutti a rapportarsi con le idee degli altri, mescolando caoticamente globalità e località. 2)      Una nuova classe dirigente (nella sfera sociopolitica, in quella artistica, in quella culturale). 3)      La crisi economica che, sebbene - ahinoi! - debba ancora mostrare, forse, il suo Lato Oscuro (tanto per restare in tema Star Wars), sta già stimolando, al tempo stesso, la ricerca di nuove soluzioni: un’economia più verde e meno consumistica, una mobilità più ragionata, un’imprenditoria nuova.   Concludendo, molti si chiederanno, come me, se Palermo stia davvero cambiando, o se semplicemente ci troviamo di fronte alla solita illusione camaleontica, gattopardiana vestitasi dei mezzi della nuova comunicazione 2.0. Io credo che in questi casi sia più efficace non tanto chiedersi cosa stia succedendo, ma deciderlo. Le forze del cambiamento non vanno mai solamente nella direzione del bene o in quella del male (le semplificazioni binarie sono un facile tranello). Credo che Palermo stia semplicemente attraversando – come accade dopo ogni crisi – una fase in cui è più “fluida” e sarà la somma dei comportamenti di ognuno di noi a determinare gli effetti negativi e positivi delle stagioni che stanno arrivando. Perciò, dato che inizia un nuovo anno, cerchiamo di cominciarlo nel migliore dei modi, impariamo sempre di più ad amare la nostra città (magari senza smettere di lamentarci). O, quantomeno, se proprio ci vogliamo male, cerchiamo almeno di venire bene in questo selfie che ci facciamo ogni giorno sui social network, che forse poi così male non fa.   Originariamente pubblicato su milestonecms.com

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04 giu 2015

Tre nuove linee tranviarie per Mondello, Bonagia, Università

di Antony Passalacqua

Il Comune di Palermo annuncia l'ampliamento dell'attuale rete tranviaria per i prossimi anni. Durante l'incontro pubblico che si è svolto al Teatro Politeama nell'ambito degli attuali lavori dell'anello ferroviario, sono stati svelati i i piani della grande mobilità grazie alla copertura dei fondi comunitari 2014/2020. Nel dettaglio, si parla di 3 nuove linee che  amplieranno l'attuare rete, e in connessione con l'attuale Passante Ferroviario. Linea 4: verrà rappresentata dal prolungamento della linea 3b sulla circonvallazione, scenderà su via Basile fino a via Brasa; da qui la linea proseguirà fino ad attestarsi a Falsomiele-Bonagia con il passaggio lungo via Lodato e la realizzazione di un nuovo ponte sull'Oreto (carrabile). Linea 5: servirà a collegare le linee 1 e 2 ma soprattutto i depositi rispettivamente a Roccella e Borgo Nuovo. Come annunciato qualche mese fa, si tratta di una linea che scorrerà su via Lincoln, Cala, e proseguirà lungo via Duca della Verdura per connettersi con l'attuale termina Notarbartolo. Linea 6: questa linea è una novità e punterà a collegare il centro città con la borgata marinara di Mondello.  Partirà infatti dal terminal della Stazione Centrale, via Roma, viale Strasburgo fino ad arrivare a Partanna. Notando il percorso di questa linea, forse tramonterà l'idea  del secondo stralcio (ancora da progettare) della Mal fino a Mondello. Metropolitana automatica che verrà confermata nel tratto Oreto-Notarbartolo. Mentre scriviamo, è ancora in corso la diretta video che potrete seguire qui.  

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17 dic 2015

FOTO I Magnifici Mosaici di Piazza Sett’Angeli

di amopalermo

Sono in fase di ultimazione i lavori per la fruizione dei resti romani in Piazza Sett'Angeli, a ridosso del Convitto Nazionale. La ditta incaricata sta completando gli ultimi dettagli (i corrimano) della grossa teca di vetro a copertura degli scavi e ciò lascia presupporre che, a breve, ci si potrà avvicinare e sapere cosa si trova sotto la Piazza Sett'Angeli. Si tratta di stratificazioni che vanno dal periodo ellenistico-romano a quello bizantino (tra i resti, la pavimentazione di una casa patrizia, un tratto stradale coevo, e la parte basamentale di un pilastro di epoca bizantina). La sorpresa, però, è che si possono intravedere alcuni tratti musivi bellissimi e in ottimo stato (vedi foto). Una ulteriore testimonianza della millenaria dignità storica di questa parte di paleapoli.

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04 set 2015

La vegetazione urbana difende dal caldo

di Giovanni_V

E' noto a tutti che ormai le città sono enormi accumulatori di inquinamento e di calore (per le strade asfaltate, per la cementificazione eccessiva, per le emissioni dei veicoli, etc), rendendo sempre peggiore la qualità della vita. Oggi è ampiamente dimostrato che tale fenomeni possono (e devono) essere  arginati in vari modi, alcuni dei quali a costo zero. tempo fa avevo già inviato un articolo (questo il link :  http://palermo.mobilita.org/2015/03/02/idee-per-le-nuove-aree-verdi/#comments) e onestamente pensavo che l'idea potesse suscitare maggior interesse (2 soli commenti ricevuti e nessun seguito). Oggi, a conferma delle mie convinzioni, leggo un altro articolo (http://gds.it/2015/08/27/citta-sempre-piu-calde-un-aiuto-dalla-vegetazione-urbana_401048/)  sul medesimo tema ove il tema della  quantità e qualità  del verde urbano è affrontato  addirittura dalla NASA che ha studiato gli impatti dell'urbanizzazione su tutto il territorio Usa, venendo alla conclusione che "un fattore essenziale per limitare il surriscaldamento cittadino è la presenza di vegetazione".  Beninteso che si tratta di vegetazione (alberature imponenti che facciano ombra, spazi verdi curati e innaffiati e non misere aiuole cementificate con piantine in vasi di plastica o alberti contorti e spogli perchè capitozzati senza alcun crtiterio nè motivo  ogni anno) Allora mi chiedo: perchè tali idee non arrivano anche da noi? perchè a Palermo continuiamo a distruggere quel poco di verde che resta? perchè a Palermo si gioisce quando gli operatori mozzano gli alberi che "disturbano e oscurano la vista?" perche quando parliamo di spazi verdi, il massimo che sappiamo realizzare è una distesa di pietre e terra compatta con poche e tristi piante in vaso? perchè non si impegnano gli operatori del verde anzichè a capitozzare oltremisura e massacrare tutto (cespugli, oleandri che non fioriscono più, etc, etc) a impiantare e curare nuovo verde e mantenerlo dignitoso, a creare zone ombreggiate da alberi che rendano piacevole il soggiornare in città? etc, etc, etc Basta mettere il naso fuori Palermo e fuori Sicilia, per vedere che il verde e gli alberi sono gestiti in modo COMPLETAMENTE DIVERSO  E ADDIRITTURA CON UN NUMERO MINORE DI ADDETTI 8in proporzione all'estensione del territorio). Dimostriamo al mondo che forse qualche speranza c'è ancora

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05 apr 2017

A proposito di tram… Qualche riflessione sull’intervento del prof. Silvestrini

di Roberto Palermo

In seguito all'articolo di qualche giorno fa sulle dichiarazioni del prof Silvestrini si è aperto un dibattito, ecco le riflessioni di Roberto.Palermo Il prof. Silvestrini è una vecchia conoscenza di noi palermitani non più giovanissimi. Già a metà anni Novanta lo troviamo a fianco di Orlando e di Willy Husler nelle loro discutibili tesi a sostegno del tram a tutti i costi, dovunque e comunque. Avendo mantenuto coerentemente, gliene va dato atto, queste posizioni negli ultimi due decenni, ha ribadito di recente la propria convinzione a favore del tram come soluzione dei problemi di mobilità della città. L’intervento, effettuato con un post su Facebook e riportato puntualmente da mobilita palermo, merita qualche riflessione. Ora come allora, il professore cita ad esempio città come Zurigo, dove il tram è in esercizio da più di un secolo fornendo un servizio eccellente ai cittadini. Bene: chiunque sia stato da quelle parti (come il sottoscritto) si sarà reso conto che la situazione urbanistica di questa città, soprattutto al centro, è quanto di più lontano si possa immaginare da quella di Palermo. Strade larghe e scarsa densità fondiaria a fronte di strade strette e densità dell'ordine dei 40 mc/mq, rendono il paragone improponibile. Palermo, per quanto azzardato possa sembrare, ha una struttura urbanistica ed una maglia viaria molto più simile a Milano che a Zurigo. O meglio, se si considera la dimensione in termini demografici, piuttosto simile a Torino, dove nonostante la presenza di infrastrutture stradali ben più performanti, è in esercizio dal 2006 una linea metropolitana VAL. Talmente utilizzata (mediamente 155 mila passeggeri ogni giorno) che è stato recentemente necessario raddoppiarne i convogli, con composizioni a 4 vetture. A proposito di paragoni, non dimenticherei che rispetto alle città sopra citate, la nostra Palermo presenta un paio di “aggravanti”: • una più marcata speculazione edilizia, negli anni del boom e seguenti, che ha riempito l’area a cavallo dell’asse centrale di residenze ed uffici; • uno sviluppo della città monodirezionale, in particolare in senso sud-est/nord-ovest (per intenderci Oreto-ZEN), con concentrazione di tutti i principali flussi di traffico lungo questa direttrice. Va ancora peggio se si prende ad esempio, come fa il prof., la città di Budapest, la quale, come è noto, è dotata di una efficiente ed antichissima rete di metropolitane: ben 4 linee, inaugurate a partire dal 1896. Idem per le principali città francesi, che, come riferito da Silvestrini, sono sì dotate di efficienti reti tranviarie, ma anche di altrettanto efficienti reti metropolitane. Che i compatrioti di Cartesio, laddove la dimensione e le esigenze locali lo hanno richiesto, non si sono fatti scrupolo di costruire, essendo un popolo dotato di consolidate tradizioni nel campo della logica. Il prof. Silvestrini, inoltre, ci tiene a sottolineare che il tram "garantisce una capacità di trasporto nettamente superiore a quella dei bus"... Verissimo: si passa dai 2.500 ai 4.000 pax/h per direzione. Dimentica, però, che quando parliamo di Palermo, ci troviamo di fronte alla prima città europea per traffico, costantemente intasata, dove studi condotti con rigore scientifico hanno ripetutamente accertato una domanda di trasporto, nell'asse centrale, con punte ben superiori alla capacità di un sistema tranviario. Cito a memoria: • l’analisi costi benefici del progetto “Agensud” (avversatissimo dall’attuale sindaco e dai suoi esperti, Silvestrini in testa) che prevedeva, nei primi anni ’90, la realizzazione di 3 linee VAL, la prima in direzione Oreto-Mondello. Su questo asse si stimarono solo nella “prima fase”, che prevedeva lo stralcio Oreto-ZEN, flussi nell’ora di punta pari a 13.000 viaggiatori per direzione; • lo studio trasportistico dell’attuale progetto preliminare della MAL, approvato nell'aprile del 2014, secondo il quale sulla tratta Oreto-Notarbartolo si raggiungerebbero flussi superiori ai 10.000 viaggiatori/h (10.244 per l’esattezza) Va evidenziato come i due dati, stimati su percorsi praticamente sovrapponibili nell’ambito di studi e metodologie differenti a distanza di tempo, si confermino a vicenda: se il secondo prevede qualche migliaio di viaggiatori in meno, va considerato che esso non contempla la tratta Notarbartolo-ZEN. Si tratta, in ogni caso, di stime che attestano la domanda di trasporto palermitana a valori più che doppi rispetto alla capacità di qualsiasi sistema tranviario; con o senza barriere, con o senza alimentazione aerea. Alla luce di queste considerazioni, sorprende che il prof. Silvestrini rimproveri agli ordini professionali di architetti ed ingegneri posizioni “ideologiche” anti-tram che, francamente, si fa fatica ad attribuire ad intere categorie professionali. Casomai, dovrebbe spiegare, il nostro esperto, come mai il Comune, dopo aver pomposamente annunciato, più di un anno fa, 7 nuove linee tranviarie destinate a completare l’attuale rete, ed ottenutone persino il finanziamento, intende bandire un “concorso di idee” per individuarne i tracciati.... Un concorso di idee a cui seguirà la redazione dello “studio di fattibilità tecnico-economica” da affidare mediante gara pubblica. Sono informazioni che abbiamo saputo dagli stessi tecnici comunali, nell’ambito del seminario sulla mobilità sostenibile che si è svolto il 1° aprile scorso all'Università di Palermo: da esse si deduce che il progetto di estensione della rete tranviaria è non solo privo di tracciati certi, ma non è neanche dotato di uno studio di fattibilità tecnico-economica. Conseguentemente, in assenza di esso, qualsiasi posizione a favore del progetto di estensione della rete tranviaria manca di ciò da cui uno scienziato non dovrebbe assolutamente prescindere: il rigore scientifico. In altre parole, rimane, essa si, una posizione ideologica. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/MobilitaPA/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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12 mag 2015

FOTO| Dopo 364 giorni di “autopride” un giorno di cyclopride

di Giulio Di Chiara

Domenica Palermo si è fermata, nel vero senso della parola. Si è fermata a guardarsi. Per una volta gli automobilisti hanno dato precedenza a un serpentone costituito da migliaia di biciclette, famiglie, trilli di campanelli. Chi era all'interno del serpentone ha attirato a se gli sguardi, i sorrisi e anche le imprecazioni di chi stava ai margini incuriosito oppure in attesa di transitare. E' stata davvero una strana e bella sensazione, perchè il traffico c'era, come se fosse un giorno feriale, ma era fatto di bici che dovevano procedere lentamente per non rischiare di toccare il veicolo vicino. Non si respirava smog e si chiacchierava con l'amico accanto oppure si salutava il turista che scattava la foto. In "ciclistico" silenzio, questa marea umana ha fermato il tempo per qualche istante laddove si impossessava della strada. Ogni tanto in lontananza si sentivano strombazzare i clacson degli automobilisti bloccati nelle traverse da vigili e volontari. Tutto preventivato d'altronde. "E ora come la prendo la macchina per andare in sala?" si chiedeva un signore in giacca e cravatta che usciva da una chiesa alla Zisa dopo che la comunione era terminata. Altri inveivano sul fatto che alcune strade non erano state segnalate come oggetto della chiusura. Certune esclamazioni le lasciamo ai loro proprietari. Qualche inconveniente c'è stato, come normale che sia quando migliaia di persone si riversano per strada. Ma gli aspetti positivi sono tanti, sicuramente molto di più rispetto alle criticità. Sensazioni belle da provare sulla propria pelle  e che vale la pena rievocare nella speranza che si verifichino più spesso nella nostra città. Ho visto un foro italico soleggiato con gente sul prato, musica e uno sfondo mozzafiato; tanti giovani in gruppo che si davano appuntamento per pedalare insieme; i ragazzini che cercavano notorietà mettendo a palla la musica sulla loro bicicletta versione tuning; tanta gente riscoprire l'ubicazione di alcuni negozi che in auto non avrebbero mai notato; Ho visto tante altre cose, ma soprattutto persone spensierate, così come non si vedono quas mai sulle strade.

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