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29 set 2015

Il tram di Palermo visto da Agrigento

di Mauro Indelicato

Ho letto in questi giorni tanti dibattiti, se così possono essere chiamati, sul tram di Palermo; premessa: il sottoscritto vive e lavora ad Agrigento, ma per motivi universitari salgo spesso (e ben volentieri) nel capoluogo e questo mi da modo di vivere l'aria palermitana ed il suo contesto. Voglio quindi riportare in questo blog, ciò che in una città che non è Palermo si pensa e si dice del tram; molti agrigentini conoscono l'opera, sanno anche del passante ferroviario e dell'anello e nutrono molte aspettative riguardo alle prossime opere pubbliche che si spera saranno aperte nel nostro capoluogo. Arrivare con il treno a Palermo e guardare sulla destra il tram che fa le corse di prova passare sul nuovo ponte sull'Oreto, poco dopo aver superato l'ex passaggio a livello di Brancaccio, fa sembrare la città molto più 'normale' e con standard adeguati ad una capitale (e, permettetemi, ma Palermo di fatto capitale lo è visto che ospita un parlamento ed un governo seppur non indipendenti) europea. Il primo impatto visivo per chi viene da Agrigento, è molto più che positivo; uscire poi dal treno e vedere in via Balsamo i binari e gli schermi a led già pronti al posto del caos provocato dagli autobus, è un'altra riconferma della positiva impressione. Ma non solo; c'è chi da Agrigento pianifica già domeniche da passare a Palermo senza prendere la macchina: in molti, pregustano già di salire in treno nei giorni festivi e dirigersi comodamente in tram verso il Forum e passare lì una giornata con la famiglia, prima di tornare in centro e passeggiare per il centro in attesa del treno di ritorno. Ad Agrigento i tentennamenti e le critiche della politica verso il tram, sono ritenute inconcepibili; da una piccola città, che da anni soffre di carenze infrastrutturali, appare incredibile che si metta in dubbio l'apertura di linee tranviarie già completate o quasi, per di più in una grande metropoli come Palermo la quale appare ai visitatori esterni come soffocata dal traffico. Sembrava che Palermo avesse fatto un netto salto in avanti rispetto agli anni passati; sembrava ormai che la città avesse emarginato definitivamente quelle sacche di 'provincialismo' che l'hanno tenuta imprigionata per diversi anni. Sembra un po' di assistere nuovamente a quei dibattiti tra il 2009 ed il 2010 sulle pedonalizzazioni; all'epoca un certo Helg, poi divenuto noto per altre storie, si opponeva strenuamente trascinando con sé diversi commercianti, poi due anni fa anche ad Agrigento aveva fatto scalpore l'iniziativa vandalica e barbarica di distruggere le piante di piazza San Domenico per evitare la sua pedonalizzazione. Per chi vive in contesti non metropolitani, la grande città appare sempre come più 'muscolosa' a livello intellettuale; quell'episodio, aveva fatto scoprire che a Palermo c'è ancora gente che mette in discussione ciò che in altre città è indiscutibile da decenni. Adesso il tram: leggere commenti del tipo 'ma a che serve il tram se tanto l'inquinamento in futuro si combatterà con le auto elettriche?', oppure ancora 'questo maledetto tram accorcia le strade', fa aprire gli occhi; duole dirlo, ma a differenza che a Catania, dove i ritardi per metro e passante sono stati dovuti a problemi tecnici di cantiere e non a comitati improvvisati per difendere palme o mettere in discussione le opere pubbliche, a Palermo c'è una sacca di popolazione che non ha sviluppato una mentalità degnata da grande città. Pensate un po' se in altre città mediterranee, come Valencia o Barcellona, fosse concepibile mettere in discussione la necessità di mettere in comunicazione con metro e tram le punte opposte del territorio; c'è ancora una Palermo chiusa che vuole una città statica, che la preferisce così, con i suoi problemi e le sue necessità e questa Palermo non è sempre quella delle borgate o dei quartieri più rischiosi, spesso è quella Palermo bene che teme ogni singola novità e che vuole il nostro capoluogo fuori dalla storia. Altre volte, è semplice ma non meno grave bagarre politica; personalmente, ma lo hanno notato anche molti qui ad Agrigento, cifre e numeri riportati da alcuni esponenti politici palermitani erano palesemente gonfiati al ribasso e volti a creare pretestuose polemiche. Dispiace constatare che a Palermo esistano ancora queste sacche; con questo, personalmente voglio essere lungi dal pensare che esistano verità assolute e che chi la pensa in una determinata maniera ha per forza torto, ma di certo criticare (quando ormai l'opera è tra l'altro pronta) una struttura come il tram vuol dire vivere in un'altra dimensione, in un'altra epoca, in poche parole vuol dire non essere degni di avere la residenza in una città che è culla della civiltà mediterranea. Ma da Agrigento, posso osservare per fortuna che c'è già un'altra Palermo, che ho avuto modo di conoscere ed apprezzare quando stavo lì per l'università; ed è una Palermo che sogna ZTL, qualità della vita, piste ciclabili, grandi opere e che è attenta a quello che accade nel mondo. Il tram a questo punto, non è soltanto un mezzo pubblico, è anche emblema di una guerra interna che si deve combattere a Palermo, un braccio di ferro tra una Palermo che vuole decollare ed una che vuole solo arrancare. E' una guerra, deve essere una guerra, che va combattuta e che la parte 'bella' del capoluogo non può perdere; si spera anche da Agrigento nell'immediata apertura del tram: ogni metro percorso dal tram, sarà un piccolo passo in più verso la vittoria contro quella parte volgarmente provincialotta della città.

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07 gen 2016

Mobilità e Cultura in una Palermo che cambia. Una nuova Primavera?

di daviligade

“L’Italia, senza la Sicilia, non lascia nello spirito immagine alcuna. È in Sicilia che si trova la chiave di tutto” (J.W. Goethe, Viaggio in Italia) Ho sempre pensato che esista una correlazione molto stretta fra mobilità e cultura. Non penso sia solamente una questione di “civiltà”, penso si tratti di una questione più profonda che ha a che fare con la cultura stessa di una cittadinanza, con i cambiamenti generazionali della sua classe dirigente e, in ultima istanza, con l’evoluzione propria delle cose. D’altronde, si sa, il tempo scorre e ogni cosa cambia. “Per restare uguale?” – mi chiedo ossessivamente. Riguardo a Palermo, quello dell’introduzione del tram è solo l’ultimo di una serie di importanti eventi che hanno caratterizzato le recenti vicissitudini cittadine (qualcuno parla addirittura di una nuova Primavera culturale palermitana). E non serve un occhio raffinato per notare che a Palermo qualcosa si è mosso davvero ultimamente, specie durante questo 2015. Il dubbio, semmai, è comprendere pienamente tale cambiamento. Nel mio caso, un po’ come quando si guarda un quadro impressionista, ho avuto un chiaro sentore che qualcosa cambiava nei colori della mia città solamente mentre la guardavo da lontano. Studiavo a Bologna, costretto come molti altri a fuggire, e probabilmente se fossi rimasto a Palermo non mi sarei accorto di alcuni colori cangianti che si affacciavano lungo le stradine della mia città. Come termometri impazziti, la bacheca di Facebook e Internet mi davano la temperatura del cambiamento. Nuovi eventi, nuovi Festival, nuove fiere si alternavano a rancori e odio verso “la città che non cambia mai”. Erano cose che c'erano sempre state, era la classica bipolarità palermitana (se non siciliana [se non italiana {eh sì, Goethe aveva capito tutto!} ]) ma notavo qualcosa di diverso. Era come se Palermo si stesse guardando allo specchio, forse dopo molti anni, quasi sorniona. Ed allora ho pensato che qualcosa stava cambiando. Recentemente, oltre all’organizzazione di nuovi eventi, ho percepito anche un generale desiderio da parte dei miei concittadini di parlare di Palermo (a volte semplicemente lamentandosi, oppure celebrando le sue sconfinate potenzialità turistico-culturali). Così, è già da un po’ di tempo che temi ricorrenti rimbalzano sulla rete e ogni occasione è buona per pubblicare sulla bacheca qualcosa che parla della nostra città. Ad ottobre 2015 Marty McFly di Ritorno al Futuro è atterrato sulle bacheche di molti palermitani e alcuni (come il sottoscritto) hanno pubblicato la sua faccia sbalordita nello scoprire “Via Maqueda pedonale”. Poco dopo, per Santa Lucia, ho visto girare un’ironica foto in cui Obama e Putin discutevano a proposito di una “arancina BOMBA”, in un momento di forti tensioni internazionali. Ora che nel mondo è uscita la nuova trilogia di Star Wars vedremo sicuramente per un po’ di tempo strane combinazioni di sicilianità e cultura di massa. Di fronte a tutto questo mescolarsi di comunicazione 2.0, identità siciliana e cultura di massa io vedo una città che entra in maniera sempre più idiosincratica nel cuore dell’era della Globalità. E mi chiedo cosa c’è di buono e cosa c’è di sbagliato. A volte penso che Palermo non sta ritrovando alcuna Primavera, e dentro di me nasce la paura che ci troviamo semplicemente ad essere vittime di un terribile selfie collettivo (e il nostro isolano narcisismo cronico ci si sposa benissimo, tra l'altro!). Altre volte, però, penso anche che tutto questo voler parlare di Palermo - e io stesso ne sento il bisogno - sia una cosa molto utile e molto bella, se non quasi una specie di tentativo di riscatto. In un certo senso, sono i palermitani che si riappropriano della loro idea di città. Guardando le bacheche di Facebook mi accorgo, così, che Palermo va di moda, e soprattutto mi pare quasi che vada di moda NON apparire cattivi cittadini (cosa molto bella!). D'altronde la continua autocritica del tipo “gli altri sono meglio di noi”, “siamo sempre i soliti incivili”, etc., tipica dei palermitani (o degli italiani!?), vuoi o non vuoi, obbliga a guardarci tutti allo specchio: mica possiamo sgarrare dopo che ci critichiamo così tanto! Così, ci siamo infilati in una specie di selfie collettivo in cui sarebbe sconveniente venire con gli occhi chiusi o coi capelli scombinati! Ebbene, non solo penso che tutto questo sia positivo, ma ho anche la sensazione che tutto questo sia collegato ad un generale vento di cambiamento che soffia sulla nostra città. E siamo in molti ad avere questa sensazione. Ora che il 2015 è finito, io non so se Palermo stia cambiando davvero, forse è già cambiata sotto il nostro naso. Non lo so. So, però, quale emozione ho provato girando lungo Le Vie dei Tesori (il più grande dono culturale che Palermo si è fatta negli ultimi anni!) e ho ancora viva in me l’emozione che ho provato a Palazzo Costantino (uno dei Quattro Canti), mentre assistevo alla mostra In Hoc Signo, organizzata da un gruppo di giovani artisti che ha saputo cogliere in maniera unica l’anima – al tempo stesso meravigliosa e decadente – della nostra città. In quei momenti credo di aver percepito la vera faccia di Palermo, una faccia di cui già sospettavo l’esistenza, ma che non si era mai voluta manifestare. Non so descrivere l'emozione che ho provato. C'è, però, un video (che ho visto proprio dentro Palazzo Costantino) che forse potrebbe riuscire a descrivere il modo in cui mi sono rinnamorato della mia città. Questo video ha dentro sé l'anima di Palermo, e ogni cittadino dovrebbe conoscerlo: Potrei davvero, poi, fare una lista di cose che ultimamente mi hanno fatto rinnamorare della mia città, e sono tutte accadute negli ultimi due-tre anni. Tutte queste cose sembrano davvero confermare che Palermo sta attraversando una specie di Primavera. Cito, in ordine sparso, ciò che mi viene in mente adesso: -       Le vie dei tesori (forse il vero inizio di questa Primavera). -       L’apertura di aree pedonali lungo tutta la città (perché è bello avere il centro commerciale, ma è ancora più bello che il “centro commerciale” più importante resti il nostro Centro Storico). -       I tanti (anche se non bastano mai) restauri e riqualificazioni, fra cui ad esempio quello riguardante il Villino Florio o, ancora, il "recupero" della Natività di Caravaggio (due cose che, nonostante siano apparentemente separate, sembrano formare, messi assieme, una splendida figura, un ologramma di riscatto artistico e culturale senza precedenti per la nostra città!). -       Nuove realtà imprenditoriali (piccole e grandi) che si stanno affacciando su Palermo e sul mondo. -       E poi c’è tutta una nuova società civile che si sposta sempre di più in bici, magari fa la raccolta differenziata (in maniera del tutto volontaria e spassionata), e solitamente fa molta attenzione a non gettare rifiuti per strada. Ecco, tornando al succo: il Tram si inserisce in questa presunta (e desiderata) nuova Primavera di civiltà tutta palermitana, fatta di restauri, mecenatismo e forte identità siciliana. E, al di là dei dubbi legittimi sulla riuscita o meno di tale Primavera, di sicuro ci troviamo di fronte a moltissimi fattori che contribuiscono a rendere Palermo una città più europea (e l’aggettivo “europeo” lo considero in un’accezione del tutto positiva). Questo lo vedo soprattutto quando passeggio al Massimo e, sorseggiando un caffè, mi accorgo che sempre più studenti Erasmus scoprono i nostri luoghi; oppure quando vedo che la città è sempre più ricca di turisti (e di artigiani, vecchi e nuovi, che proprio su tale turismo trovano sostentamento). Bene, credo che ciò che sta accadendo sia un intreccio di moltissimi fattori, e mi viene veramente difficile collegarli fra loro in maniera causale, tanto sono intrecciati e numerosi. Ma almeno tre li voglio elencare: 1)      La comunicazione 2.0 che obbliga tutti a rapportarsi con le idee degli altri, mescolando caoticamente globalità e località. 2)      Una nuova classe dirigente (nella sfera sociopolitica, in quella artistica, in quella culturale). 3)      La crisi economica che, sebbene - ahinoi! - debba ancora mostrare, forse, il suo Lato Oscuro (tanto per restare in tema Star Wars), sta già stimolando, al tempo stesso, la ricerca di nuove soluzioni: un’economia più verde e meno consumistica, una mobilità più ragionata, un’imprenditoria nuova.   Concludendo, molti si chiederanno, come me, se Palermo stia davvero cambiando, o se semplicemente ci troviamo di fronte alla solita illusione camaleontica, gattopardiana vestitasi dei mezzi della nuova comunicazione 2.0. Io credo che in questi casi sia più efficace non tanto chiedersi cosa stia succedendo, ma deciderlo. Le forze del cambiamento non vanno mai solamente nella direzione del bene o in quella del male (le semplificazioni binarie sono un facile tranello). Credo che Palermo stia semplicemente attraversando – come accade dopo ogni crisi – una fase in cui è più “fluida” e sarà la somma dei comportamenti di ognuno di noi a determinare gli effetti negativi e positivi delle stagioni che stanno arrivando. Perciò, dato che inizia un nuovo anno, cerchiamo di cominciarlo nel migliore dei modi, impariamo sempre di più ad amare la nostra città (magari senza smettere di lamentarci). O, quantomeno, se proprio ci vogliamo male, cerchiamo almeno di venire bene in questo selfie che ci facciamo ogni giorno sui social network, che forse poi così male non fa.   Originariamente pubblicato su milestonecms.com

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18 nov 2019

Che fine ha fatto lo “svincolo” di Brancaccio ?

di belfagor

La storia di questa opera ,mai completata, è talmente paradossale che è arrivata anche  alla stampa e alla televisione italiana ( ricordiamo i servizi su “STRISCIA LA NOTIZIA” La vicenda è molto lunga e forse anche un po’ noiosa ma è utile conoscerla per comprendere come mai Palermo è la capitale incontrastata delle opere incompiute. In un articolo pubblicato su “ MOBILITA“ il 10 giugno 2016  è riassunto  l’annoso iter. Dello Svincolo Brancaccio si cominciò a parlare fin dal lontano 1996. L’opera fu finalmente, appaltata nel lontano 2002 alla ditta messinese “De.mo.ter”  ma si  bloccò  per «presunte infiltrazioni mafiose» (rilevate dalla Prefettura di Messina). Dopo anni battaglie giudiziarie però si scoprì che l’informativa antimafia era priva di fondamento. Nel 2005   ripresero lavori ma furono quasi subito interrotti. 1/04 /2008 fu pubblicata la seguente notizia : “La Giunta comunale ha dato via libera allo schema di transazione per il completamento dello svincolo di Brancaccio che collegherà l’autostrada direttamente all’area industriale. Potranno presto ripartire le attività del cantiere, sospese circa tre anni fa per la necessità sopravvenuta di elaborare una variazione al progetto. Dal momento in cui sarà riaperto il cantiere, per il completamento sono previsti 14 mesi di lavori. L’importo complessivo dell’opera è di poco superiore ai 10 milioni di euro.” Bella notizia, che finalmente metteva fine a una annosa vicenda, che durava da diversi anni. Peccato che nessuno  notò un piccolo particolare, la data ( 1 Aprile). Che si trattava di un pesce d’aprile? E infatti per alcuni mesi i i lavori procedettero lentamente per poi bloccarsi Passano altri due anni e il 15/01/10 viene pubblicata un altra notizia: “Si continua a lavorare per recuperare il tempo perduto a causa di Enel Distribuzione che ,dopo 8 mesi, ha spostato finalmente il cavo da 20.000 volts non segnalato nelle carte dei precedenti progetti. Si spera che entro febbraio si possano aprire al traffico le rampe lato mare (Forum). Non appena questo succederà, gli operai si sposteranno sul lato monte, per iniziare a cambiare il volto dell’attuale bretella laterale abbandonata da troppo tempo e relativa rampa” Passano i mesi ma i lavori vanno sempre a rilento.. Il 5/08/2010 sembrò che la situazione si fosse finalmente sbloccata. “Finalmente dopo mesi di rallentamenti, proseguono i lavori per il completamento dell’ormai famoso svincolo Brancaccio. Gli operai hanno cominciato ad eliminare gli alberi che delimitano l’autostrada, così da uniformare la struttura stradale è dare vita all’accesso verso il Forum. Per il mese di ottobre/novembre quest’ultima verrà asfaltata e aperta al traffico. Per la rampa di uscita, verso A19 si sta effettuando la posa dei pozzetti, i relativi marciapiedi e si sta ultimando la costruzione del muretto di confine della rampa. Da pochi giorni, alcuni operai stanno spostando le sottoreti nell’altra parte dello svincolo, quello lato Ciaculli. “ I lavori sembravano finalmente procedere in maniera celere , tanto che in un aggiornamento del 20/11/2010 si preannunciava l’apertura al traffico per dicembre 2010 ( chiaramente dello svincolo lato mare) Purtroppo si trattava di un falsa speranza Cambia il sindaco, ritorna dopo 12 anni  Orlando e sembra che finalmente le cose si sblocchino. Il 13/06/2012 l’assessore Liborio Giuffre annuncia solennemente: “Stiamo cercando di capire come si può fare, in modo che a settembre( 2012) venga aperto. Manca solo un 5% dei lavori per poter riaprire la rampa dello svincolo lato nord” Ma la cosa non era così semplice. Infatti pochi mesi dopo e precisamente il 20/09/12, in occasione della conferenza “Palermo: mobilità e trasformazioni urbane” l’Ing. Salfi dell’Ufficio Traffico del Comune di Palermo illustrò la situazione fino a quel momento Era stato ovviamente rescisso il contratto con la De.Mo.Ter. Entro la fine dell’anno avrebbe dovuta essere bandita la nuova gara d’appalto per il progetto stralcio lato mare. Questo stralcio era già finanziato. I lavori per il completamento dell’opera, secondo quanto riferito dall’Ing. Salfi, avrebbero richiesto complessivi 8 mesi. Perciò , se tutto andava bene, lo svincolo di Brancaccio, lato mare, sarebbe stato inaugurato entro l’estate 2013. Chiaramente ciò non accadde. Il 6/03/2014 fu pubblicata la seguente notizie : “Sembra essere ripartito l’iter amministrativo che porterà all’apertura dell’ormai incompiuto svincolo autostradale presso il CC Forum a Brancaccio” . In parole povere il sindaco Orlando parlò di una nuova convenzione e di un accordo con la “Multi Veste Italy”, proprietaria di FORUM.. Le due bretelle lato mare sarebbero realizzate a spese del centro commerciale invece le due lato monte sarebbero state realizzate dal Comune utilizzando fondi della Regione.” Nella realtà le cose non erano così chiare, come sosteneva il sindaco. In un  articolo del 11/02/2016 , il consigliere comunale del Mov.139, Tony Sala dichiarò: “Sono ormai trascorsi quasi due anni da quando si era trovata una soluzione per completare gli svincoli di Brancaccio sulla A19. C’è stato anche il tempo per inaugurare il sistema tramviario ed aprire la stazione Roccella del passante ferroviario. Ma degli svincoli ancora nulla. ….. Mi sono domandato, quindi, come mai tutto si è fermato. ….Si tratta di cifre e tempi di realizzazioni alla portata: 1.9 mln di euro e poco più di 5 mesi di lavoro per completare le due bretelle lato mare, con un grande beneficio sulla viabilità. Nel frattempo a complicare la situazione entra di scena un contenzioso milionario . legato  all’appalto del tram:  il Comune espropria al centro commerciale FORUM un pezzo di terreno per far costruire alla SIS il deposito Roccella. Per l’esproprio, l’Amministrazione versò alla “Multi Veste Italy “  quasi 2,5 milioni di euro, ritenuti però insufficienti dalla stessa, tanto da ricorrere in Tribunale. Le perizie legali  stabilirono  che il valore dell’esproprio fu sottostimato e che il Comune avrebbe dovuto versare altri 4,6 milioni di euro. Il solito pasticcio legato alla fretta di concludere i lavori del tram e non perdere i finanziamenti  . Passano gli anni  è finalmente il 31 Agosto 2018 , leggiamo: “Svincoli di Brancaccio, trovato l’accordo. Arriva l’ok della Giunta: “Entro 3 mesi il progetto” “Avanti, a piccoli passi. Tornano a muoversi, seppur lentamente, gli ingranaggi della macchina Comunale per il completamento di una storica incompiuta di Palermo: gli svincoli autostradali di Brancaccio. La Giunta comunale infatti ha approvato una delibera (n. 127 del 29/ 08/ 2018) quale «atto di indirizzo per il successivo invio al competente Consiglio Comunale» per sbloccare l’impasse sugli svincoli tanto attesi.”  Ma come si sa i tempi del Comune di Palermo sono mooolto lenti infatti  di mesi ne occorreranno molto di più. Il 30 /03/2019  “ilSicilia”  annuncia trionfalmente : “Svincoli di Brancaccio a Palermo: finalmente ci siamo, pronto il nuovo progetto” “Dopo anni di attesa, si sblocca finalmente l’impasse  sull’incompiuta “simbolo” di Palermo: gli svincoli di Brancaccio. La scorsa settimana il Comune ha finalmente approvato dopo ben 5 anni di carteggi burocratici il Certificato di Collaudo finale dell’opera” Tutto bene? Purtroppo no. Il 21 Ottobre 2019  sempre “ ilSicilia” pubblica un articolo dal titolo che è tutto un programma : “Svincoli di Brancaccio: nuovi ritardi, l’Odissea continua” “La parola “Fine” sembra ancora lontana. L’Odissea degli svincoli di Brancaccio prosegue”  L'articolo  faceva il punto della situazione: dopo mesi di silenzio, era ripartito l’iter burocratico per far avviare i primi lavori. L’opera infatti era stata divisa in due tranche: -   il primo blocco di lavori riguarda i due svincoli Nord (“lato mare”), visibili dall’autostrada A19 Palermo-Catania. Non si tratta semplicemente di asfaltare le due bretelle, ma occorre il rilancio delle acque che sedimentano sotto l’autostrada, spostandole al di là della fermata “Roccella” del Passante ferroviario. I lavori costerebbero circa 2 milioni e, quando inizieranno, dovrebbero durare circa 5 mesi. Tale opera dovrebbe essere realizzata dalla “Multi Veste Italy”. -  il secondo lotto riguarda invece i due svincoli Sud (“lato monte”), ancora da progettare. Il costo si aggirerebbe sui 3,6 milioni (e poco meno di un anno la durata dei lavori).. Questo lotto dovrebbe realizzarlo il Comune di Palermo ma , a quanto sembra ,non ha i soldi ne la volontà politica per farlo Quale percorso era previsto? «Il Comune ha ricevuto il nuovo progetto ad aprile 2019. Si aspetta la nomina di un RUP che poi dovrà essere coadiuvato da un tavolo tecnico per supporto e ok al progetto. Bisognerà riunire le varie parti (viabilità, sottoservizi, ecc…). Una volta approvato il progetto degli svincoli “lato mare”, serve l’ok alla nuova convenzione in variante tra Comune e “Multi Veste Italy”. che dovrà scrivere il Suap. E poi infine, serve l’ok del Consiglio Comunale come “opera di urbanizzazione a scomputo”, ratificando l’accordo dello scorso agosto. Dopo l’approvazione del Consiglio partirà un iter lungo altri ……25 mesi, cioè altri 2 anni». Effettivamente da allora …. qualcosa si è mosso Il 12 /11/2019  la Giunta comunale ha dato mandato al Suap : «di acquisire i pareri tecnici necessari all’approvazione del progetto inoltrato dalla Multi per l’esecuzione di un complesso sistema di interventi edilizi e urbanistici. Contestualmente, si dà mandato al Capo dell’Area Infrastrutture di nominare il RUP dell’intervento per l’approvazione del progetto stesso e di incaricare il costituendo tavolo tecnico di predisporre lo schema di una nuova Convenzione Urbanistica che il SUAP – cui vengono attribuiti incarichi di impulso e coordinamento di tutte le attività sopra citate – sottoporrà alla Giunta comunale e successivamente all’approvazione del Consiglio comunale».( ????)  P.S. Insomma siamo ancora in …..alto mare.  Nell’ipotesi più ottimistica le due bretelle “lato mare” saranno pronte non prima del 2022. Appare evidente che non sarà il sindaco Orlando ha inaugurare tale svincolo “lato mare”, d’altra parte questa amministrazione ha sempre detto che tale svincolo non era “ una priorità”. Chiaramente le altre due bretelle , quelle lato monte, non saranno  realizzate prima del 2022 Toccherà al nuovo sindaco decidere se realizzarle o meno. P.S. Il progetto della “Multi Veste Italy”. è stato presentato dall’Ing. Antonio Cangemi che da più di 30 anni segue l’opera, dalle sue fasi embrionali fino ad oggi.: «Questo appalto – dichiarava nel 2013 – è stato davvero sfortunato: l’ha iniziato mio padre negli anni ‘80 e ora lo sto portando avanti io. È la dimostrazione che non basta una generazione a Palermo per finire un’opera pubblica». Oggi aggiunge scherzando amaramente : «Tra qualche anno andrò in pensione e forse non basteranno due generazioni…»

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04 giu 2015

Tre nuove linee tranviarie per Mondello, Bonagia, Università

di Antony Passalacqua

Il Comune di Palermo annuncia l'ampliamento dell'attuale rete tranviaria per i prossimi anni. Durante l'incontro pubblico che si è svolto al Teatro Politeama nell'ambito degli attuali lavori dell'anello ferroviario, sono stati svelati i i piani della grande mobilità grazie alla copertura dei fondi comunitari 2014/2020. Nel dettaglio, si parla di 3 nuove linee che  amplieranno l'attuare rete, e in connessione con l'attuale Passante Ferroviario. Linea 4: verrà rappresentata dal prolungamento della linea 3b sulla circonvallazione, scenderà su via Basile fino a via Brasa; da qui la linea proseguirà fino ad attestarsi a Falsomiele-Bonagia con il passaggio lungo via Lodato e la realizzazione di un nuovo ponte sull'Oreto (carrabile). Linea 5: servirà a collegare le linee 1 e 2 ma soprattutto i depositi rispettivamente a Roccella e Borgo Nuovo. Come annunciato qualche mese fa, si tratta di una linea che scorrerà su via Lincoln, Cala, e proseguirà lungo via Duca della Verdura per connettersi con l'attuale termina Notarbartolo. Linea 6: questa linea è una novità e punterà a collegare il centro città con la borgata marinara di Mondello.  Partirà infatti dal terminal della Stazione Centrale, via Roma, viale Strasburgo fino ad arrivare a Partanna. Notando il percorso di questa linea, forse tramonterà l'idea  del secondo stralcio (ancora da progettare) della Mal fino a Mondello. Metropolitana automatica che verrà confermata nel tratto Oreto-Notarbartolo. Mentre scriviamo, è ancora in corso la diretta video che potrete seguire qui.  

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17 dic 2015

FOTO I Magnifici Mosaici di Piazza Sett’Angeli

di amopalermo

Sono in fase di ultimazione i lavori per la fruizione dei resti romani in Piazza Sett'Angeli, a ridosso del Convitto Nazionale. La ditta incaricata sta completando gli ultimi dettagli (i corrimano) della grossa teca di vetro a copertura degli scavi e ciò lascia presupporre che, a breve, ci si potrà avvicinare e sapere cosa si trova sotto la Piazza Sett'Angeli. Si tratta di stratificazioni che vanno dal periodo ellenistico-romano a quello bizantino (tra i resti, la pavimentazione di una casa patrizia, un tratto stradale coevo, e la parte basamentale di un pilastro di epoca bizantina). La sorpresa, però, è che si possono intravedere alcuni tratti musivi bellissimi e in ottimo stato (vedi foto). Una ulteriore testimonianza della millenaria dignità storica di questa parte di paleapoli.

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11 nov 2019

Estensione ztl notturna in Centro Storico, cosa serve?

di Antony Passalacqua

Palermo - Ztl h24 o estesa ai weekend? E' senza il dubbio il tema che terrà banco per le prossime settimane in città e che vede contrapposti due blocchi. Da una parte i residenti che chiedono l'estensione della limitazione al traffico anche la notte. Schiamazzi, impossibilità nel ricercare un posto auto nelle ore serali, passi carrabili occupati abusivamente, sosta selvaggia in svariate strade, l'estensione della ztl viene vista come un freno a questi episodi. Dalla sponda opposta invece, i commercianti che conducono le attività ristorative e preoccupati per una possibile ripercussione sulle presenze e incassi. Senza dubbio il Centro Storico ha subito un processo culturale negli ultimi anni grazie alle pedonalizzazioni e agli itinerari Unesco che da un alto hanno favorito un massiccio afflusso di turisti, da un'altra la nascita di nuove attività commerciali. Come conciliare le richieste al fine di evitarne conflitti sociali? Da sempre sosteniamo che la vera sfida è l'accessibilità in Centro Storico in maniera sostenibile, distinguendo il diritto alla mobilità dal diritto all'accessibilità. Errore che tanti commettono, se non addirittura a pretendere il posto auto sotto casa in virtù del bollo auto pagato. Il provvedimento di prossima attuazione ha subito un'accelerata dopo la lettera che il Prefetto ha indirizzato al Comune chiedendo forti limitazioni alle auto nelle ore serali. Pur comprendendo le motivazioni, sarebbe stato più logico attuare la nuova ztl dalla prossima primavera e ne illustriamo le ragioni. -Ben 22 nuove telecamere verranno installate fra Febbraio e Aprile per "coprire" gli attuali varchi scoperti della Ztl che ad oggi conta solo 5 telecamere a presidio dei rispettivi varchi. Con più telecamere la ztl sarà più efficace e le risorse umane della Polizia Municipale potranno essere impiegate altrove. -10 nuove telecamere ad esclusivo servizio delle grandi piazze pedonali che potranno monitorare gli accessi da parte dei non autorizzati. -A Febbraio entreranno in servizio i nuovi 100 autisti Amat, a colmare le criticità che vedono oggi bus fermi in rimessa per assenza di personale. Inoltre maggiori risorse finanziarie per il prossimo contratto di servizio, e tali da prevedere l'istituzione di particolari navette (compresa la modifica dell'attuale Free Centro Storico) che permettano un collegamento fra i parcheggi alla ztl con il Centro Storico. Se a fine mese verrà avviata la fase sperimentale, le risorse non saranno certo notevoli e di conseguenza si tratterà inevitabilmente di un provvedimento provvisorio a cui seguiranno dei correttivi. Cosa fare nel frattempo? Bisogna mettere a sistema le attuali aree parcheggio esistenti attorno al Centro Storico. Parliamo dei parcheggi di piazza Cairoli e Cupani (rispettivamente ai della Stazione Centrale gestiti da Metropark), il parcheggio Tribunale (Apcoa), il parcheggio Porto (Parking Amari), piazzale Ungheria (Amat, che già offre la sosta a €1,00 per l'intera notte). Consentire la sosta ad una tariffa agevolata durante una fascia oraria, per esempio dalle 20:00 fino alle 02:00 durante i weekend. Ciò favorirebbe l'utilizzo di queste aree ed in particolar modo Cairoli e Cupani. Se a questi aggiungiamo una navetta che faccia 4 fermate ben mirate lungo via Roma (piazza S.Anna, Vucciria, Belmonte, Sturzo), si andrebbe ad alleggerire il carico veicolare all'interno del Centro Storico evitando così i lunghi incolonnamenti durante le sere. Ovviamente da verificare le risorse finanziarie di Amat per la creazione di questi "movida bus". Più possibilità per i residenti nel trovare un posto auto, meno smog lungo strade del Centro quali via Alloro (fra le più trafficate). Il prolungamento di orario della linea 101 non è un'idea da scartare se non addirittura d'obbligo dato che il servizio bus cessa alle 22:00 circa. A patto che a bordo sia presente del personale per la verifica dei biglietti e la salvaguardia dei passeggeri. Sono solo alcuni esempi di come attuare nell'immediato il provvedimento, ma è ovvio che in ottica futura andrà ripensato il sistema di bus riorganizzando le navette del Centro Storico e i bus per i parcheggi scambiatori quali Basile ed Emiri.

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Articolo
04 set 2015

La vegetazione urbana difende dal caldo

di Giovanni_V

E' noto a tutti che ormai le città sono enormi accumulatori di inquinamento e di calore (per le strade asfaltate, per la cementificazione eccessiva, per le emissioni dei veicoli, etc), rendendo sempre peggiore la qualità della vita. Oggi è ampiamente dimostrato che tale fenomeni possono (e devono) essere  arginati in vari modi, alcuni dei quali a costo zero. tempo fa avevo già inviato un articolo (questo il link :  http://palermo.mobilita.org/2015/03/02/idee-per-le-nuove-aree-verdi/#comments) e onestamente pensavo che l'idea potesse suscitare maggior interesse (2 soli commenti ricevuti e nessun seguito). Oggi, a conferma delle mie convinzioni, leggo un altro articolo (http://gds.it/2015/08/27/citta-sempre-piu-calde-un-aiuto-dalla-vegetazione-urbana_401048/)  sul medesimo tema ove il tema della  quantità e qualità  del verde urbano è affrontato  addirittura dalla NASA che ha studiato gli impatti dell'urbanizzazione su tutto il territorio Usa, venendo alla conclusione che "un fattore essenziale per limitare il surriscaldamento cittadino è la presenza di vegetazione".  Beninteso che si tratta di vegetazione (alberature imponenti che facciano ombra, spazi verdi curati e innaffiati e non misere aiuole cementificate con piantine in vasi di plastica o alberti contorti e spogli perchè capitozzati senza alcun crtiterio nè motivo  ogni anno) Allora mi chiedo: perchè tali idee non arrivano anche da noi? perchè a Palermo continuiamo a distruggere quel poco di verde che resta? perchè a Palermo si gioisce quando gli operatori mozzano gli alberi che "disturbano e oscurano la vista?" perche quando parliamo di spazi verdi, il massimo che sappiamo realizzare è una distesa di pietre e terra compatta con poche e tristi piante in vaso? perchè non si impegnano gli operatori del verde anzichè a capitozzare oltremisura e massacrare tutto (cespugli, oleandri che non fioriscono più, etc, etc) a impiantare e curare nuovo verde e mantenerlo dignitoso, a creare zone ombreggiate da alberi che rendano piacevole il soggiornare in città? etc, etc, etc Basta mettere il naso fuori Palermo e fuori Sicilia, per vedere che il verde e gli alberi sono gestiti in modo COMPLETAMENTE DIVERSO  E ADDIRITTURA CON UN NUMERO MINORE DI ADDETTI 8in proporzione all'estensione del territorio). Dimostriamo al mondo che forse qualche speranza c'è ancora

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