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  • 21 set 2017

    Amat, in arrivo l'introduzione dei biglietti a banda magnetica

    di Antony Passalacqua

    Sembra che stavolta sia quella buona. Ne avevamo dato annuncio lo scorso anno quando l'Amat pubblicò una gara d'appalto che introduceva per la prima volta, nel panorama del trasporto pubblico locale,  i biglietti a banda magnetica. Da una recente audizione in Commissione Consiliare di Bilancio, il presidente dell'Amat ha annuncio l'immissione sul mercato dei nuovi biglietti fra Gennaio e Febbraio 2018. Terminate le procedure amministrative (pur con qualche ritardo) della gara d'appalto, si provvederà a dotare i bus di appositi lettori/obliteratrici  che consentiranno di "leggere" i nuovi titoli di viaggio. Anche se ad onor del vero, già un centinaio di vetture circa sono dotate di lettori per i nuovi ticket. Appuntamento quindi ai prossimi mesi  con questa piccola rivoluzione. Ci attendiamo comunque il bando per l'acquisto di nuove vetture che consentirebbe la sostituzione di alcuni autosnodati che fanno servizio sulla linea 101. La rivisitazione del contratto di servizio, che preveda maggiori risorse economiche e un maggior numero di chilometri specialmente a favore delle linee periferiche. App mobile per la smart mobility che consentano l monitoraggio online delle vetture. Parliamo di investimenti già programmati, i cui fondi sono già disponibili (Pon-Metro). Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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  • 20 set 2017

    Emessi quattro nuovi Daspo a posteggiatori abusivi: giudicate voi la sostenibilità della nuova legge

    di Mobilita Palermo

    Vi riportiamo una comunicazione del Comune di Palermo che, se letta nella sua interezza e con occhio critico, spiega chiaramente quale sia la situazione legislativa riguardante questo fenomeno di abusivismo. Dal nostro canto, ribadiamo che al momento attuale la prevenzione sia l'unico modo per limitare il fenomeno. Quando parliamo di "prevenzione" nella fattispecie intendiamo una presenza continuativa e itinerante nei luoghi più sensibili, affinchè gli abusivi percepiscano tutte le difficoltà di insediarsi stabilmente in un posto ben preciso. Va da sè che questa non può essere una soluzione definitiva, ma un espediente per controllare il territorio e scoraggiare questi individui. "Scoraggiare" purtroppo alle volte non basta. Vi lasciamo al comunicato: Continuano senza sosta i controlli della Polizia Municipale nei confronti dei posteggiatori abusivi: in totale nella rete dei controlli sono incappati sette posteggiatori, quattro in diverse zone della città e tre per inosservanza di daspo a carico, due dei quali emessi dal questore ed uno dalla polizia municipale. Il Servizio Sicurezza Sedi e Controlli Stradali nell’ambito degli interventi di polizia di prossimità, ha intensificato l’attività di individuazione dei posteggiatori abusivi applicando le direttive della nuova normativa in materia di sicurezza urbana che vieta loro di stazionare in determinati luoghi, comminando una procedura sanzionatoria graduale che va dalle 48 ore del primo ordine di allontanamento fino a sei mesi in caso di recidiva. I posteggiatori multati sono  : M.S. di 50 anni in piazza Giulio Cesare,  G.S. di 46 anni e V.E. di 41 anni in piazza Lennon, R.M. di 64 ani in piazza Papa Giovanni Paolo II , nei confronti dei quali oltre alla sanzione di mille euro ciascuno è stato intimato l’ordine di non ritornare sui luoghi per le successive 48 ore. Inoltre, da specifici controlli per verificare il rispetto degli ordini di allontanamento già emanati a loro carico, sono stati sorpresi ad esercitare l’attività di posteggiatore abusivo: H. A. di 48 anni che stazionava in piazza Cupani, nonostante l’ordine di allontanamento intimatogli dagli agenti il giorno precedente; è stato quindi multato con sanzione maggiorata, ribadendo nei suoi confronti un daspo per ulteriori 48 ore. Inoltre, nonostante l’ordine di allontanamento dai luoghi per sei mesi emesso dal questore sono stati individuati ancora nelle stesse strade, G.S. di 46 anni in via Damiani Almeyda all’angolo con via Mattarella e B.A. di 48 anni in piazza Cupani;  nei loro confronti è scattato l’allontanamento immediato dai luoghi e la segnalazione per l’inosservanza della misura di prevenzione.- La legge 48/2017 per la promozione della sicurezza urbana, prevede  un sistema graduale di provvedimenti. Nella competenza della polizia municipale il daspo va dalle 48 ore (prima contestazione)  fino a 6 mesi (in caso di reiterazione). In caso di ulteriore inosservanza la segnalazione va inoltrata al questore  per adottare ulteriori misure di prevenzione, denuncia all'autorità giudiziaria oppure emettere il  divieto di accesso nelle aree non superiore a 6 mesi.   Se il responsabile è persona con precedente  per reati contro la persona o il patrimonio,  la durata del divieto di accesso non può essere inferiore a 6 mesi e superiore a 2 anni; se si tratta di minorenne, il questore ne dà notizia al procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei minori. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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08 set 2017

L'alluvione di Palermo del 1557

Parlare di alluvioni quando da mesi non piove e c’è il rischio di razionamento idrico, può essere considerato un esempio di eccessivo e inutile allarmismo.. Nella realtà non è così. Storicamente si ricordano poche ma disastrose alluvioni : nel 1557, 1666, 1769, 1772, 1778, 1851, 1862, 1907, 1925 ed infine l'alluvione del 1931 Molte di queste grandi alluvioni sono avvenuti dopo periodi eccezionali di caldo o di siccità. Ciò è dovuto al fatto che dopo un periodo di  grande caldo il terreno ,arso dal sole, diventa impermeabile all’acqua piovana . Inoltre i temporali, dopo tali periodi di siccità, sono violenti e improvvisi . Impropriamente si parla di “bombe d’acqua, perchè vengono scaricate in poche ore grandi quantità di pioggia che il terreno non riesce ad assorbire. Se a questo si aggiungono le responsabilità umane e la scarsa manutenzione e prevenzione … il danno è fatto. Nella storia di Palermo le alluvioni, come abbiamo ricordato, sono state poche , anche se molto disastrose. La prima, di cui abbiamo testimonianze storiche , fu quella  del 27 settembre 1557, in assoluto quella più disastrosa. L’estate di quell’anno era stato molto calda e siccitosa, per tale motivo la gente sperava che piovesse. Non sappiamo se si organizzarono processioni o si invocarono le varie sante protettrici della città ( ancora erano 4), in tal caso dobbiamo pensare che si esagerò con le invocazioni e le processioni.Tra il 21 e il 22 settembre 1557 finalmente inizio a piovere. Purtroppo la tanto invocata pioggia continuò , senza alcuna pausa ,sino al 27 quando le precipitazioni s' intensificano rovesciando sulla città «acqua senza fine et cum vehemenzia extrahordinaria». Al tramonto del 27 le precipitazioni assumono le caratteristiche di un nubifragio e il “ muro-diga” , costruito nel 1554 ( cioè tre anni prima),  all' altezza del ponte di Corleone per intercettare le acque che scendevano da Monreale per dirottarle nel fiume Oreto ,cedette. L' onda di piena con il suo carico di fango e detriti si riversò verso la città «con multa furia» e intorno alle 20 colpì con estrema violenza le mura cittadine all' altezza della chiesa dell' Itra. Nonostante tali mura fossero spesse un metro e ottanta, non resistettero alla violenza dell’acqua e cedettero ,provocando una breccia lunga quarantaquattro metri e alta quattro (ampia cioè circa 176 metri quadrati) . L'acqua in piena  entrò in città e si riapproprio dell’antico corso del Kemonia ( che era stato incanalato sotto la città) continuando il suo percorso sino a Ballarò e allagando la piazza della chiesa del Carmelo. L’acqua in piena proseguì per via dei Calderari  danneggiando il monastero della Martorana e quello della Moschitta oltre a far crollare molte case. Incanalandosi per la via dei Lattarini l' acqua si divise in più braccia: Una parte allago la Vucciria vecchia, mentre un' altra distrugge i magazzini di frumento vicino la chiesa di Nostra Signora della Misericordia e i depositi di legname. Le travi trasportate dalla furia della piena martellarono come degli arieti le case e le botteghe della Loggia dei Catalani  ( l’attuale Vucciria) ,il cuore pulsante del commercio e della finanza palermitana, distruggendo  quasi tutto  .L' onda di piena s' incanalo, quindi, nella strada della Merceria per dirigersi verso la Cala dove, abbattendo le mura vicino alla Dogana vecchia, esaurì la sua corsa devastatrice gettandosi in mare. La massa d' acqua che si era riversata nelle strade della città fu imponente dato che raggiunse ,nelle strade coinvolte, un livello fino a tre metri. Le prime luci dell' alba del 28 settembre  illumino  una città devastata e invasa dal fango e dai detriti. I cadaveri giacevano nelle strade, nelle chiese, sotto le macerie e nel mare, dove galleggiano accanto alle carogne degli animali sorpresi nelle stalle.Un testimone del tempo così descrisse la catastrofe : «horribile la obscurità della notte, li terremoti delle case che cascavano, li stridi de li homini, li ululati delle donne et lo spavento della morte con la continua pioggia». Dopo il disastro si cominciò a fare un primo bilancio dei danni .Il maestro Razionale  del Regno scrisse che le vittime erano stati almeno duemila, mentre  gli animali da soma morti superavano le 200 unità. La stima dei danni  fu di circa duecentomila scudi computando anche un migliaio di case completamente distrutte, oltre tremila salme di frumento irrecuperabili, merci, tessuti, arredi di numerose case scomparsi nel fango. Il Pretore e i giurati palermitani organizzarono i soccorsi ripulendo le strade, puntellando le case pericolanti e, soprattutto, facendo seppellire i morti. Un vero e proprio flagello di Dio che il cardinale di Palermo esorcizzò, tanto per cambiare,  imponendo tre giorni di penitenza, confessioni, digiuni e partecipazione a processioni. Una tempesta perfetta provocata da un evento meteorico eccezionale che s' innestò sui guasti provocati dall' azione degli speculatori edilizi e ( tanto per cambiare) sulle difficoltà da parte dell' amministrazione comunale  a mettere in sicurezza il territorio. Dopo il disastro si cominciarono a cercare i responsabili .La versione ufficiale attribuì  tale responsabilità a un gabelliere che aveva ostruito con delle fascine  la  condotta del maltempo per impedire che i contrabbandieri la  utilizzassero . Ma le responsabilità  ,e i responsabili, erano altre. Una relazione di Don Pietro Agostino, Maestro razionale del Regno, inviata al vicerè Juan de la Cerda duca di Medinaceli il 7 ottobre 1557, permette non solo di ricostruire l' evento, ma anche di comprendere le reali cause e le responsabilità. Nel 1505 gli abitanti della città ammontavano a 25 mila mentre al momento del disastro la popolazione era triplicata.La città perciò era cresciuta, in pochi anni, notevolmente. Bisognava trovare nuove aree per costruire nuove case. Palermo era ancora una città medievale, ristretta dalle mura difensive, con strade strette e tortuose, e aspirava a diventare una città rinascimentale al pari delle altre realtà urbane italiane ed europee. Bisogna perciò recuperare aree destinate all' edilizia abitativa, e ciò poteva avvenire solo se si utilizzavano  anche quelle aree sottoposte a rischio idrogeologico come quelle che insistevano nell' area del fiume Kemonia, tradizionalmente sottoposte a inondazioni in caso di maltempo. Per tale motivo , bisogna favorire la lottizzazione e la speculazione edilizia poiché la città aveva  fame di spazi edilizi. E qui si inseriscono gli speculatori. Era necessario deviare e canalizzare i fiumi cittadini per creare aree edificabili. Con i soldi pubblici vengono intercettate le acque meteoriche che da Monreale s' incanalavano nella depressione che porta alla Fossa della Garofala (viale delle Scienze). Il Senato di Palermo, conscio del pericolo, aveva costruito nel 1554 ( cioè appena 3 anni prima) un muro-diga a due miglia dalla città all' altezza del ponte di Corleone per intercettare  tali acque per  deviarle nel fiume Oreto. Perciò , da una parte gli speculatori  che si accaparrano i terreni alluvionali , per pochi soldi, dall’altra parte il Senato che le rende edificabili, una specie di Sacco di Palermo ante litteram. Per esempio , un certo La Valli,  che si era arricchito esercitando  la professione  dell' aromataro  e …..del prestito a usura, compra per pochi soldi dei terreni in un area soggetta al rischio  d’inondazione ,cioè   in Via Castro, poi costruisce ben 500 abitazioni., tutto questo con la complicità degli amministratori cittadini che rendono edificabili tali terreni. L'eccezionale evento meteorico mette allo scoperto tale speculazione. Tale relazione di Don Pietro Agostino, Maestro razionale del Regno, è stata trovata ……dopo secoli, “ben conservata” negli archivi . Alla fine la colpa di tale disastrosa alluvione fu del….. gabelliere che aveva ostruito con delle fascine  la  condotta del maltempo per impedire che i contrabbandieri la  utilizzassero. P.S. Queste cose accaddero nel lontano  1557, ben 460 anni fa. Oggi certamente non potrebbero accadere …… o no.    

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21 set 2017

Viale Regione Siciliana: Proposta per un sovrappasso pedonale all'altezza del parcheggio di Piazzale John Lennon

Sulla circonvallazione il semaforo pedonale in corrispondenza del parcheggio bus di piazzale John Lennon è sacrosanto ma per gli automobilisti è una 'camurria', per molte ore al giorno ed ambedue i versi si creano delle code tali che bisogna aspettare il verde due-tre ed anche più volte prima di superare l'ostacolo. Per cui propongo di fare un sovrappasso pedonale in modo da eliminare l'attraversamento ed il relativo semaforo. Nell'immagine allegata ho fatto un rozzo taglia-incolla di quello esistente in corrispondenza di Via Nazario Sauro giusto per verificare che lo spazio ci sarebbe. Forse si renderebbe necessario espropriare una striscia di un paio di metri dal cortile di quel grande condominio, ma forse nemmeno quello.

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  • belfagor
    "Siamo in un posto civile, non a Palermo": frase choc di un giudice a Trento

    Da “Palermo Today “ 20/09/2017

    "Avvocato, lei taccia, perché qua siamo in un posto civile, non siamo a Palermo". A pronunciare questa frase è stato, come racconta l’avvocato Stefano Giordano al rientro in città, il presidente del tribunale di Trento nel corso di un’udienza di rinvio al Riesame.
    "E' un fatto gravissimo - ha dichiarato Giordano all’Adnkronos - oltre che una frase razzista. Il presidente del tribunale del Riesame, il dottor Carlo Ancona, nel condurre l'udienza con un indagato palermitano e con il sottoscritto come difensore, mi ha impedito di svolgere la mia arringa proferendo quella frase. A questo punto, ho chiesto, e solo dopo numerosi sforzi, ho ottenuto la verbalizzazione di quanto accaduto".
    "Purtroppo, nonostante le numerose richieste, non sono riuscito a ottenere dalla cancelleria del Tribunale del Riesame di Trento copia del suddetto verbale. Manifesto la mia preoccupazione - conclude il legale ) - per quanto accaduto in quanto avvocato, in quanto cittadino italiano e, soprattutto, in quanto palermitano"
    Il legale palermitano, figlio del presidente del "maxiprocesso" di Palermo Alfonso Giordano, fa sapere inoltre di essere in procinto di preparare insieme al presidente del'Ordine di Palermo, l'avvocato Francesco Greco, un esposto che sarà prontamente inviato al Csm e alle altre autorità istituzionali competenti.
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    21 set 2017 11:10
  • Palerma La Malata
    Viale Regione Siciliana, direzione Trapani, accanto il Maria Eleonora Hospital.
    Congratulazioni al Comune di Palermo che ha dato l'autorizzazione per l'installazione di un videocartellone alto 2 piani e largo circa 20 metri.
    Sanno che la maggior parte degli automobilisti e motociclisti Palermitani non guardano ne' la segnaletica verticale, ne' quella orizzontale. Sanno pure che ormai molti guidano guardando più il proprio telefono invece che la strada e ora ci piazzano pure un bel videocartellone gigantesco che cerca di attirare gli occhi di chi guida.
    Ah sì! Questo nostri governantucci hanno capito come rafforzare la qualità della vita dei cittadini! Con un bel videocartellone! Minchiaa!!! Di ottima qualità!.. Minchiaaa troppuuu bbellooo!!!

    http://palermo.mobilita.org/2016/12/28/palermo-e-una-citta-visivamente-inquinata-un-cittadino-ci-incalza-e-vi-incalza-rispondete/
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    14 set 2017 23:28
  • belfagor
    ORLANDO: PALERMO NON E' UNA CITTA' EUROPEA.
    Intervenendo alla cerimonia di apertura della Giornata Europea della Cultura Ebraica, il sindaco Orlando ha dichiarato „"Palermo non è una città europea ma una città mediorientale in Europa. Palermo é Istanbul, Gerusalemme, Beirut: Istanbul, Gerusalemme e Beirut con il tram ed il wi-fi“.
    P.S. Che Palermo aspira a diventare una città "multietnica" ci può anche stare ma sostenere che Palermo è una città mediorientale in Europa, con...... il Tram ed il wi-fi, è indice di una certa confusione.
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    11 set 2017 08:01
  • belfagor
    NUOVO PROGETTO DI RECUPERO DELLA COSTA SUD

    Nei primi di giugno , al Grand Hotel delle Palme, è stato presentato dall’associazione Balad, un progetto per la riqualificazione di un tratto della Costa Sud, di circa 2 chilometri, precisamente quella che va dalla foce del fiume Oreto al vecchio pontile abbandonato di via Messina Marine. L’iniziativa è stata promossa da Federalberghi Palermo e Confcommercio , alla presenza del sindaco Leoluca Orlando
    Gli architetti i promotori dell'iniziativa sono stati Sebastiano Provenzano, Marco Alesi, Cristina Calì, Alberto Cusumano e Niuta Garretto.

    Di cosa si tratta
    I progetto presentato è quello di un parco costiero suddiviso in aree pubbliche e private attrezzate, una passeggiata con piste ciclabili, il ritorno dei vecchi chalet sul mare, una rambla pedonale verso il mare , attrezzature sportive e persino una ruota panoramica.
    Sono previsti anche locali con vista sul mare allestiti dentro strutture precarie removibili e una vera e propria piazza aperta anche alle piccole attività commerciali.
    "La Costa Sud di Palermo è il paradigma del potenziale inespresso della città - spiegano -. Il Piano di utilizzo del Demanio marittimo, in corso di approvazione, può rappresentare una grande opportunità per ricondurre in questa parte di Palermo economia ed investimenti “. "Appare però necessario dare al piano una dimensione di disegno più organico, più uniforme, più leggibile .Un programma adatto ad attrarre investitori a credere nella remunerabilità dei loro investimenti “
    Il sindaco Orlando ha dichiarato “stiamo mettendo in sicurezza il mare di via Messina Marine: entro dicembre avremo completamente balneabile la Costa Sud, ben 7 km di costa per il quale abbiamo approvato il Pudm (Piano di utilizzo del Demanio marittimo, ndr), prevedendo che 4,4 km saranno concessi ai privati con benefici e investimenti di lavoro».

    P.S. E’ certamente un progetto interessante ma non vorremmo che alla fine faccia la fine del “famoso acquario” o del porticciolo turistico di Sant’Erasmo. Purtroppo di progetti per il recupero della Costa sud c’è ne sono tanti, però mancano i soldi ( pubblici e/o privati ) e la volontà politica. Il progetto degli architetti dell’associazione BALAD è interessante perche si limita a prospettare il recupero di una parte della Costa sud, quella più fattibile . Infatti è quella dove il “risanamento” non comporterebbe espropri massicci di edifici abusivi.
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    07 set 2017 11:58
  • Athon
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    01 set 2017 08:13
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