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  • 22 feb 2017

    Parco della Salute: gli orari di Febbraio e Marzo e il dubbio sul bikesharing all'interno

    di Giulio Di Chiara

    Già da diverse settimane i palermitani hanno a disposizione un nuovo spazio dove passeggiare e fare attività fisica a ridosso del mare del Foro Italico. Il Parco della Salute, lo ricordiamo, è una nuova area all'aperto posta proprio davanti Porta Felice, tra il prato e l'inizio della passeggiata alla Cala. L'impianto, quasi del tutto ultimato, non è gestito dal Comune di Palermo come qualcuno ancora pensa, ma da un'associazione, Vivi Sano Onlus. Tra gli obiettivi promossi da quest'ultimo: erogare servizi di assistenza socio-sanitaria da dedicare a soggetti svantaggiati in ragione di condizioni culturali, fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari; promuovere e trasmettere il valore della pratica motoria e dello sport nel tessuto sociale, quale fattore di benessere individuale, per uno sviluppo sociale di coesione a favore dei giovani e delle famiglie; favorire l’educazione alla salute stimolando incontri e attività tematiche tra gli youth workers, giovani, anziani, genitori e docenti degli istituti scolastici territoriali; dare un senso al gioco’ stimolando la pratica di una attività motoria corretta tra infanti e bambini; favorire l’invecchiamento attivo attraverso lo sviluppo della pratica sportiva, la trasmissione dei valori sani e la solidarietà tra le generazioni; promuovere buone pratiche ed esperienze legate alla cultura del bene comune, la cura degli spazi pubblici, la tutela e alla sostenibilità ambientale; erogare servizi di mediazione sociale e sostegno alla crescita e acquisizione delle risorse personali, percorsi di sostegno alla genitorialità, percorsi formativi e work experiences. Dicevamo, la gestione è in carico all'associazione che, per i mesi di Febbraio e Marzo, ha comunicato i seguenti orari di apertura:     Dunque, sottolineiamo che le lamentele rivolte al Comune di Palermo per gli orari di apertura/chiusura dell'area sono ovviamente inutili. Tutto dipende quindi dall'attività dei volontari che ogni giorno assicurano la fruibilità ai cittadini negli orari che vi stiamo mostrando in questo articolo. E il bike sharing? Alla luce di quanto abbiamo appena ribadito, nutriamo diverse perplessità sulla location scelta per l'installazione dello stallo di bike sharing, proprio all'interno del Parco della Salute. Nei giorni di chiusura dell'area, il servizio bike sharing diventa inutilizzabile, e in tal senso, rimarrà tale in tutti quei momenti in cui l'associazione che gestisce l'area avrà difficoltà a garantire l'apertura. Non era e non è possibile individuare una location limitrofa non soggetta a tali restrizioni?

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  • 22 feb 2017

    Palermo città più trafficata d’Italia e sesta in Europa per la sesta volta!

    di Fabio Nicolosi

    Palermo Capitale Del Traffico 2016! Benvenuti a Palermo, la città più congestionata d’Italia. Minuto più minuto meno, 149 ore di vita, nel 2016, sono state «rubate» agli automobilisti palermitani dai picchi del traffico, che hanno impiegato il 43 per cento di tempo in più (nel 2015 era 41%) per arrivare a destinazione rispetto allo stesso tempo che sarebbe occorso in una situazione normale. Percentuali che — secondo il rapporto «TomTom index 2017», letto dal Corriere in anteprima — pongono il capoluogo siciliano al sesto posto in Europa e al ventunesimo nel mondo, battendo anche megalopoli come Londra e Parigi. Non è andata meglio ai guidatori di Roma (40% di congestione) che, seppure al secondo posto in classifica, ha vinto la (poco invidiata) palma di città più trafficata nelle ore mattutine. Al terzo posto c’è Messina che, peggiorando dal 35 al 39 per cento, ha battuto Napoli (31%). Milano (30%), invece, ha «ceduto» la quinta posizione a Reggio Calabria (31%). Quindi, fra le prime dieci, ci sono Catania (29%), Taranto (28%), Bari (27%) e Firenze (26%). Analizzando i dati sorprende che Palermo si confermi per il sesto anno al vertice di questa classifica. Nel giro di pochi mesi in città sono state realizzate misure importanti per snellire il traffico: dall’introduzione della tramvia all’avvio della zona a traffico limitato per il centro storico, passando per il bike e il car sharing. Eppure la percentuale di congestione è addirittura aumentata: un vero e proprio paradosso. «I dati del rapporto ci stimolano a continuare a insistere sui provvedimenti che diminuiscono il traffico veicolare — spiega Giusto Catania, assessore cittadino alla mobilità — e a pianificarne di nuovi come altre linee di tram; aumentare la lunghezza delle piste ciclabili sino a 100 chilometri (malgrado la nostra giunta l’abbia portata da 12 a 37 chilometri). A questo si aggiungano l’ingrandimento delle aree pedonali; la più grande rete di car sharing pubblico d’Italia con mezzi anche per disabili; la terza flotta di bike sharing del Paese e, presto, arriveranno 70 nuovi autobus». Una politica che punta su nuove infrastrutture e pianificazione del futuro, che sembra però non pagare sul breve periodo.«Dobbiamo insistere e lavorare anche su un terzo elemento: la “pedagogia” dei cittadini — conclude Catania — e cioè informarli sulla presenza dei nuovi mezzi a disposizione per circolare convincendoli a lasciare nel box la propria auto. Infine, far capire a tutti che i disagi di oggi saranno i punti di forza di domani per ridurre le code. Non vuole essere una scusa ma credo che la congestione di oggi sia figlia anche dei tanti cantieri aperti per realizzare le opere che ho citato e altre infrastrutture come il passante ferroviario che attraverserà la città». Ma allora quel cambiamento culturale tanto osannato da Orlando e dai suoi assessori quando avverrà? Intanto attendiamo e godiamoci queste 149 ore di vita trascorse in auto. Nel merito non basta realizzare tram, passante ferroviario e anello ferroviario. Non ci si deve limitare alla costruzione delle grandi infrastrutture se poi non si "connettono" fra loro. Oggi l'integrazione tariffaria diventa essenziale per poter parlare di un servizio davvero capillare, rapido ed economicamente vantaggioso per l'utenza. Ciò è la condizione che riteniamo prioritaria per il trasporto pubblico a Palermo.

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21 feb 2017

Cerere: il pianetino “palermitano”

In questi giorni i giornali e la televisione parlano  del pianetino Cerere. I dati raccolti  dalla sonda spaziale Dawn della NASA, hanno mostrato inequivocabilmente la presenza di composti organici sulla superficie  del  pianeta nano che orbita intorno al Sole, tra Marte e Giove, insieme ad altri asteroidi. Li hanno scoperti i ricercatori di un gruppo internazionale di ricerca coordinato da Maria Cristina De Sanctis dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) presso l'Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali (IAPS). Secondo i ricercatori italiani dell'INAF, autori dello studio, questi materiali si sarebbero formati direttamente su Cerere in seguito a processi idrotermali. Sono distribuiti su un'area di circa 1000 chilometri quadrati intorno al cratere Ernutet, nell'emisfero nord. La presenza di composti organici nell’universo è importante perche dimostra che esiste vita anche in altri pianeti dell’universo. Perché vi sto parlando di tale scoperta scientifica? Cerere, fu scoperto il 1 gennaio 1801 da Giuseppe Piazzi a Palermo, presso l’osservatorio astronomico che si trovava a Palazzo dei normanni. In origine fu chiamato Cerere Ferdinandea, E’ stato per mezzo secolo considerato l'ottavo pianeta. Dal 2006 Cerere è l'unico asteroide del sistema solare interno considerato un PIANETA NANO, alla stregua di Plutone,  Il suo diametro è di circa 950 km . Grazie a questa tradizione scientifica a Palermo esiste un Istituto di astrofisica  ( INAF).  Nel 2001 l’istituto decise di acquistare un edificio per trasferire la propria sede. Fu individuato un vecchio edificio industriale, in Via Tiro a Segno, l’ex pastificio SEPI, da anni abbandonato e pericolante. Tutto bene? Purtroppo no. L’ex pastificio SEPI, come abbiamo detto,è  un vecchio edificio industriale costruito intorno agli anni 20, di scarsa importanza storica e architettonica.  L’ immobile, che era stato fino agli anni 60 un pastificio ,  in seguito trasformato in una palestra privata, e perciò profondamente modificato all’interno, da tempo  si trovava  in condizione di abbandono. L´Inaf  ha acquistato nel 2001 l´edificio  per trasferirvi la propria sede, e per ospitarvi anche l´Istituto di astrofisica spaziale (Iasf).  Nel 2003-2004 l´Inaf ha bandito una gara per  il restauro e l’adattamento dell’edificio, gara  vinta dallo Studio Monaco architetti. Dopo alcuni accertamenti  i progettisti , considerando le precarie condizioni statiche dell’edificio decidono che l’ unico possibile  intervento  sarebbe  stata la realizzazione ex novo di un edificio , previa demolizione di quello esistente, mantenendo la volumetria generale e il prospetto di  via Tiro a Segno, unico elemento  di una certa valenza architettonica.  Chiaramente i costi  sarebbero  aumentati  sensibilmente.  L’idea di per sé era molto interessante, anche perché l’edificio sorge vicino a Via Archirafi, sede di diverse facoltà scientifiche universitarie e all’Orto botanico.  Quello che lasciava perplessi era il fatto che  il progetto  originario  era stato profondamente cambiato, da “restauro conservativo” ad abbattimento e costruzione di un nuovo edificio. Inoltre anche l’ importo dell’ intervento era passato  da un milione e 700 mila euro a dieci milioni di euro. Nel 2007 la consigliera comunale Nadia Spallitta intervenne facendo notare tali anomalie.  Ricordò che un edifico costruito prima del 1934, non poteva essere abbattuto: “questi edifici vanno restaurati e utilizzati per finalità compatibili con la loro natura”. Alla fine il progetto si è insabbiò. Peccato Nel frattempo  l’ex pastificio SEPI , “salvato” dall’ intervento dei soliti “ambientalisti”  ha continua  il suo lento e inesorabile degrado. Ho ricordato questo caso perche nella nostra “felicissima” città si preferisce che i monumenti crollino o vanno in rovina ma non si permettono interventi di  recupero  o di trasformazione in opere di interesse pubblico . E poi non lamentiamoci che la città sta morendo.

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20 feb 2017

Proposta per la modifica della viabilità in corso Tukory

Chiunque debba transitare nella zona di Corso Tukory alta, sia a salire che a scendere, sa che molto probabilmente dovrà affrontare un calvario, per il caos traffico causato in principal modo dalla rotatoria situata all'incrocio con via dei Benedettini, che a mio avviso è sbagliata, sia come ubicazione che come forma. Infatti è stata realizzata decentrata e finisce per ostacolare gravemente il flusso veicolare che scorre da Via Ernesto Basile verso la Stazione. In diverse ore del giorno o in occasioni delle frequenti manifestazioni di fronte palazzo d'Orleans, il blocco è totale e ciò comporta, oltre ai disagi per i cittadini, sia automobilisti che utenti del servizio pubblico, gravissime conseguenze nei confronti di chi ha bisogno di recarsi nel vicino pronto soccorso del Civico, che risulta praticamente impossibile da raggiungere anche per le ambulanze a sirene spiegate. A mio parere bisogna intervenire in almeno 3 punti con altrettante rotatorie, nonchè invertire il senso di marcia sul lato ovest di corso Re Ruggero e a questo proposito ho realizzato una mappa che tenta di illustrare la proposta. Lo scopo degli interventi si riassume nei seguenti punti: 1) Fluidificare il traffico in entrata a Palermo da via Basile in corrispondenza del suddetto incrocio, che è molto intenso sopratutto nelle ore mattutine (1° rotatoria); 2) Consentire allo stesso flusso veicolare diretto verso il centro da piazza Indipendenza, di girare direttamente in corso Re Ruggero senza impegnare la rotatoria più in basso (2° rotatoria); 3) Evitare di intasare ulteriormente la già congestionata piazza Indipendenza deviando il flusso veicolare diretto verso via Ernesto Basile su corso Re Ruggero lato ovest, invertendo l'attuale senso di marcia e instradando il traffico in uscita da Palermo su via Brasa e quindi in via Basile, evitando il giro da piazza Indipendenza; 4) Consentire l'inversione di marcia nei due sensi di Via Basile all'altezza di piazza Stazzone (3° rotatoria), il che alleggerirebbe ulteriormente il traffico, che attualmente converge tutto verso la mini rotatoria all'altezza di via dei Benedettini. Un'altra soluzione, aggiuntiva alle precedenti, sarebbe quella di abolire i due distributori di carburante che attualmente restringono ulteriormente le carreggiate di corso Tukory, prima della rotatoria esistente, nonché vietare tassativamente il parcheggio in queste aree nevralgiche. La realizzazione delle 3 rotatorie porta purtroppo al sacrificio di un paio di grossi alberi, e la rimodellazione di alcuni marciapiedi, però la vivibilità e la sicurezza dell'intera area ne gioverebbero parecchio. Che ne pensate?

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