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  • 25 lug 2017

    Palermo Capitale della cultura 2018: semaforo verde dal Governo

    di Mobilita Palermo

    Anche il Consiglio dei ministri ha deciso che Palermo sarà la città della cultura 2018 E’ stata ufficializzata la nomina di Palermo quale Capitale della cultura 2018. E’ infatti arrivato il via libera del Governo che ha stanziato 1 milione di euro di contributi per l’organizzazione degli eventi in città, svincolandola inoltre dal patto di stabilità. La designazione del capoluogo siciliano era già arrivata a gennaio ma il semaforo verde del Mibact è stato acceso ufficialmente solo negli scorsi giorni. Palermo ha superato la concorrenza di diverse città, tra le quali Trento e Alghero. Il dossier presentato dal Comune punta soprattutto su Manifesta 12, una delle principale biennali di arte contemporanea che si svolgerà a Palermo proprio nel 2018. A sostegno della candidatura una parte fondamentale era stata assegnata al progetto Unesco, che ha proclamato il percorso arabo-normanno di Palermo, Monreale e Cefalù patrimonio dell’umanità. Una spinta è venuta infine dalla crescita imponente del turismo che ha accantonato le mete del Nord Africa e ha orientato su Palermo flussi importanti. "Palermo è di per sé una capitale nel cuore del Mediterraneo, una città che è riuscita a conquistare una centralità nuova grazie alla crescita nei settori della cultura e del turismo, un modello che dimostra al resto del Paese che è possibile puntare sulla creatività per creare occupazione intelligente e innovativa. Inoltre - ha commentato il ministro Franceschini - il progetto, che punta sull’inclusione sociale, invia un bel messaggio". La città si prepara ora ad affrontare la sfida. Da qualche mese l’Università è impegnata in un progetto per la valorizzazione dei propri siti secondo una nuova concezione museale che interesserà soprattutto il complesso monumentale dello Steri e l’Orto botanico. L’assessore alla cultura Andrea Cusumano ha annunciato che il Comune presenterà entro l’autunno un programma di massima sulle iniziative che saranno promosse nel 2018. La macchina amministrativa è già in movimento per cogliere quella che viene considerata una "grande opportunità".

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  • 25 lug 2017

    Nessun vincolo per il nuovo LIDL nella sede di Salamone e Pullara, i lavori possono riprendere

    di Fabio Nicolosi

    Era il 5 Giugno, quando il comune intimava alla ditta che stava eseguendo i lavori presso il punto vendita di Salamone e Pullara lo stop ai lavori, chiedendo di attendere un ulteriore parare della sovrintendenza. I lavori in realtà non si sono mai fermati e sono andati avanti, sicuri di avere tutte le carte in regola e in effetti così è stato. In una nota inviata infatti dalla sovrintendenza alla famiglia Nicoletti si legge: "la persistenza di alcuni caratteri architettonici nel padiglione Salamone e Pullara. seppur non di rilievo e di eccezionaiità tale da individuare l'edificio come "architettura di eccellenza", concorre ad una connotazione puntuale e appropriata dello spazio urbano di pertinenza, confermando riconoscibilità storica ad un tronco del lungo asse di viale Regione siciliana. Pertanto - conclude la nota - considerati verosimili i caratteri intrinseci di flessibilità dell'edificio esistente e attuabile la potenzialità di un progetto di riconversione, si ritiene auspicabile il mantenimento del manufatto nell'ottica di un progetto di ampio respiro per la collettività che consenta comunque il raggiungimento degli obiettivi legittimi della attuale ditta proprietaria" Adesso si attende che la nota venga trasmessa al SUAP per procedere definitivamente alla riconversione della sede di Salamone e Pullara in supermercato LIDL. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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25 lug 2017

I “pecoroni” di palazzo dei normanni

Vorrei rassicurare gli “onorevoli” deputati dell’Assemblea regionale che non parlerò di loro ma di due stupendi arieti di bronzo che fino al 1848 si trovavano nella grande “sala gialla” di Palazzo dei Normanni. Si trattava di due mirabili esemplari di arte greca , probabilmente della prima metà del II secolo A.C. Qualcuno sostiene che si trattava di opere realizzati dal grande scultore greco Lisippo, anche se francamente non ci sono prove. Furono portati da Costantinopoli in Sicilia dall’ammiraglio bizantino Giorgio Maniace e posti come ornamento nel suo castello a Siracusa. Ma delle opere così belle non potevano passare inosservate. E così Alfonso il Magnanimo li regalò,  a malincuore, a Giovanni Ventimiglia marchese di Geraci, per ringraziarlo per aver soffocato con il sangue ( e con l’inganno) una rivolta dei nobili siracusani. Il Ventimiglia li sistemo nel suo castello di Castelbuono, dove pensava che sarebbero stati al sicuro, rispetto a Palermo. In seguito il figlio Antonio , sapendo quanto il padre tenesse alle due opere, li collocò ad ornare la sua tomba. Ma il nipote Arrigo si ribellò al potere reale e così i due bronzi furono confiscati e andarono ad abbellire il palazzo Vicereale dello Steri e poi il Castello a Mare, dove nel 1517, la corte si era trasferita. Infine, nel 1553 con il trasferimento del Vicerè a Palazzo dei Normanni, i due arieti furono collocati nella nuova e prestigiosa sede. Il vicerè Duca di Maqueda li sistemo sopra delle mensole di marmo nella grande sala delle udienze. Che si trattava di opere magnifiche lo dimostra il fatto che nel 1735, Carlo III di Borbone, che amava circondarsi di cose belle e preziose, cercò di trasferirli a Napoli, nella sua splendida Reggia, ma la reazione dei nobili nostrani gli fece cambiare idea. Probabilmente avrà pensato, meglio un regno che due “pecoroni”. Le due opere furono ammirate da due illustri viaggiatori, Jean Houel e Johann Wolfgang Goethe, che ne magnificarono la bellezza nei propri diari di viaggio. Purtroppo le due opere con il tempo avevano bisogno di qualche restauro. Il viaggiatore G. Quattromani nel suo libro “lettere su Messina e Palermo”, nel 1836, scrive: “ In una Galleria vi sono due belli arieti di bronzo, opera greca. Non ridere se ti dico che li hanno….dipinti ad olio”. Purtroppo le due opere non dovettero subire solo il restauro “fantasioso”. Durante la rivolta del 1848, il 26 gennaio, il “popolo” penetrò nel Palazzo dei Normanni e cominciò a saccheggiarlo. I due arieti di bronzo, che nei secoli i vari nobili e re si erano contesi , non si sa perché, non furono “graditi” dai  “raffinati” rivoltosi che li distrussero. Uno fu ridotto in mille pezzi e poi fuso, l’altro fu gravemente danneggiato. Meno male che fu restaurato ed in seguito venne esposto al Museo Nazionale di Palermo, dove ancor oggi lo possiamo ammirare. P.S. Forse perché sono passati troppi secoli, oppure i gusti della gente sono cambiati, ma questo ariete di bronzo, forse opera del grande scultore greco Lisippo, che nel passato aveva attratto ammiragli, nobili, re e viaggiatori, oggi, ha perso la sua capacità attrattiva. In un'altra città o in altro contesto attirerebbe migliaia di visitatori al giorno. Invece il “pecorone” rimane dimenticato in una sala del nostro museo rimpiangendo i tempi quando dominava orgogliosamente, insieme al suo compagno, la grande sala delle udienze di Palazzo dei Normanni. L’amore per il bello non si trasmette geneticamente ma si coltiva con la conoscenza, lo studio, la sensibilità e la cultura, cose che nella nostra città stanno diventando cose rare . “Noi fummo i Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene”  

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20 lug 2017

Rotonda Leonardo da Vinci: eliminare il semaforo sulla corsia laterale direzione TP

Chi percorre la circonvallazione in direzione TP e volesse risalire a sinistra la via Leonardo da Vinci deve entrare nella corsia laterale subito dopo la Via Evangelista Di Blasi, andando incontro ad un terrificante incolonnamento fantozziano provocato dal semaforo per accedere alla rotonda. Inoltre tale semaforo, per quel poco tempo che consente il transito a chi si trova sulla corsia laterale, incide pesantemente sul traffico già complesso della rotonda. Il semaforo è indispensabile per regolare l'incrocio tra il flusso di veicoli proveniente dalla corsia laterale che si immette nella rotonda ed quello che dalla rotonda si dirige in via Holm per andare verso il centro, senza uno di questi due flussi il semaforo non avrebbe motivo di esistere. La mia proposta per eliminare tale semaforo è la seguente: - invertire il senso di marcia della corsia laterale nel tratto dalla rotonda alla Via Scobar. - via Scobar a senso unico dalla circonvallazione verso la via Holm - invertire il senso di marcia della Via Holm nel tratto dalla Via Scobar alla rotonda. Da notare che: - la corsia laterale della circonvallazione consente la marcia al più di due auto affiancate, lo stesso per la via Holm nonostante sia un po' più larga. - la via Scobar a senso unico e liberata dalle auto malamente posteggiate consente il passaggio di almeno 5 auto affiancate, quindi è in grado di reggere senza problemi il traffico congiunto.

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  • Athon
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    18 lug 2017 17:44
  • belfagor
    È la ” leggerezza” il tema che animerà la 393esima edizione del Festino di Santa Rosalia.

    «Santa Rosalia ci ricorda che è possibile cambiare - ha detto il sindaco Orlando - è possibile liberarsi dalla peste, dalla mafia, disoccupazione, avere attenzione a chi non ha lavoro, casa, salute e produrre cultura, comunità. Dobbiamo recuperare i valori forti di questa città invocando la leggerezza».
    Ma che significa invocare la “leggerezza”?

    “Palermo alzati, l’inverno è finitò - ha detto l’assessore Cusumano - alzarsi indica la capacità di sapersi sollevare e liberarsi da quei gioghi che hanno bloccato lo sviluppo civile e culturale della città”
    Scusate ma chi ha governato Palermo in questi ultimo 30 anni?
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    11 lug 2017 12:48
  • belfagor
    Foro Italico addio al prato: ora è solo una distesa di polvere

    A quattro giorni dal concerto di Radio Italia, con oltre 40mila persona a ballare e saltare, lo spazio verde sembra un deserto
    di TULLIO FILIPPONE

    04 luglio 2017 "REPUBBLICA"
    Il pratone del Foro Italico non c’è più. A quattro giorni dal concerto di Radio Italia, con oltre 40mila persona a ballare e saltare, lo spazio verde sembra un deserto. In larghi tratti l’erba è completamente secca o addirittura è sparita e resta solo la terra nuda. E in alcuni punti nascosti si trovano ancora alcune bottigliette di plastica che sono sfuggite agli operai della Reset che tra sabato e domenica hanno raccolto quattro tonnellate di rifiuti. A preoccupare sono le condizioni del prato, che oltre al pubblico ha dovuto reggere lo stress del passaggio dei camion e che in alcuni punti non è stato innaffiato per dodici giorni, quando sono iniziati i preparativi per lo show. "Purtroppo lo avevamo messo in conto e il problema potrebbe ripresentarsi
    per il Festino, o si usa lo spazio in modo consono, oppure non ha senso tenere il prato", dice il vicesindaco Sergio Marino, che ha la delega al verde pubblico. "Adesso procederemo con le piantumazioni, ma studieremo delle soluzioni - aggiunge - una potrebbe essere, in fase di concessione dello spazio, quella di chiedere a chi organizza grandi eventi di prendersi in carico la cura o quantomeno la piantumazione dell'erba o una piccola compensazione".
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    05 lug 2017 08:42
  • belfagor
    Il Tar dà ragione a Cannatella
    Via libera al Prg del porto
    Giovedì 29 Giugno 2017

    PALERMO - I giudici della prima sezione del Tar di Palermo (presieduta da Calogero Ferlisi, consigliere Aurora Lento, estensore Roberto Valenti), hanno accolto il ricorso presentato dall'Autorità Portuale, assistita dall'Avvocatura dello Stato di Palermo, dando il via libera al piano regolatore del Porto di Palermo. Tra l'ex sindaco Diego Cammarata e l'autorità portale del tempo, diretta da Nino Bevilacqua, era stata firmata un'intesa per la gestione del porto e anche dei porticcioli turistici. Il sindaco Leoluca Orlando aveva impugnato questa intesa e con una serie di provvedimenti del consiglio comunale è stata rimessa in gioco l'intera gestione delle strutture portuali.

    Contro tutti i provvedimenti l'autorità portuale diretta da Vincenzo Cannatella ha presentato un ricorso al Tar. Il nuovo piano regolatore dal 2012 si trova all'assessorato al Territorio e Ambiente per avere le valutazioni di impatto ambientale. Più volte la Regione aveva ribadito che si attendeva il ricorso al Tar per potere esaminare il piano. In questa partita tra Autorità Portuale rientra anche la gestione dei porticcioli turistici di Sant'Erasmo, Arenella e Acquasanta.

    "Costituisce punto non controverso tra le parti il fatto che il porto di Palermo - si legge nella sentenza - sia riconosciuto di rilevanza economica nazionale, con caratteristiche polifunzionali può contemplare anche aree per lo svolgimento di attività peschereccia ovvero turistica e da diporto, e sia stato realizzato sulla base del piano regolatore del porto del 1954, aggiornato nel 1968, nel 1988 con variante che include il porticciolo dell'Acquasanta e, nel 1994, con ulteriore variante che include il porticciolo dell'Arenella".
    Inoltre "non risulta che la Regione Siciliana - prosegue la sentenza - che non è parte del presente ricorso ma che è certamente unica titolare del relativo potere, cui compete anche l'approvazione in via definitiva dello strumento programmatorio approntato dall'autorità Portuale di Palermo, abbia mai sollevato innanzi la Corte Costituzionale questione di conflitto di attribuzioni nei confronti dell'Amministrazione statale avverso il decreto ministeriale 2005 che ha fissato i contorni della circoscrizione dell'Autorità Portuale di Palermo, diversamente da quanto, invece, la stessa Regione Siciliana ha ritenuto di operare in relazione al Porto di Messina". (ANSA).

    P.S. In parole povere I progetti dei porticcioli turisici di Sant’Erasmo, Arenella e Acquasanta, erano regolari. Tutto è stato bloccato a causa del ricorso del Comune di Palermo. Chi pagherà i danni? Chi allontanerà i campi ROM dal Porticciolo di Sant’ Erasmo e dal Foro Italico ? E che fine hanno fatto le associazioni “ambientaliste” che furono le prime a contestare tali progetti?
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    30 giu 2017 06:51
  • belfagor
    PRESENTATA LA "NUOVA" GIUNTA ORLANDO
    Nonostante la promessa che la nuova giunta sarebbe stata completamente nuova e formata da tecnici , Orlando ha parzialmente mantenuta tale promessa. Questa è la “nuova” giunta e le nuove deleghe: Arcuri, (Rigenerazione urbanistica e urbana, dall'edilizia ai lavori pubblici), Cusumano, (Cultura) Gentile (Bilancio e tributi), Marano (Scuola, lavoro, salute), Marino (Attività produttive e vivibilità che comprende il verde, il mare e le coste), Mattina (Attività sociali), Nicotri (Personale e decentramento, servizi demografici e cimiteri), Riolo (Mobilità, aziende comunali e innovazione). Marino sarà il "nuovo" vicesindaco. Tutti gli assessori esclusi erano presenti tranne i due esponenti di Rifondazione Comunista. Evola e Catania che hanno commentato polemicamente la loro esclusione: “Non continueremo a fare gli assessori al Comune di Palermo, malgrado la vittoria di Leoluca Orlando, l’eccezionale risultato elettorale di Sinistra Comune e l’ottima affermazione personale che ha consentito la nostra elezione al Consiglio comunale……. In realtà il quadro politico è cambiato e Leoluca Orlando ha deciso di giocare, da protagonista, la partita delle prossime elezioni regionali, evitando di turbare equilibri all’interno delle forze politiche che, convertite improvvisamente sulla via di Damasco, lo hanno sostenuto alle elezioni. Così si rischia di trascurare il governo reale della città.”
    Si attendono tempi duri per questa “nuova” giunta che potrebbe durare fino alle prossime elezioni Regionali. L’ipotesi che Orlando si candidi a Presidente della Regione non è tramontata, anzi……
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    27 giu 2017 14:51