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  • 25 gen 2021

    AMAT | Pubblicati i candidati ammessi alla selezione di 100 autisti

    di mobilita

    La selezione per esami a n. 100 posti di Operatore di Esercizio – parametro retributivo 140 - (autista del Trasporto Pubblico Locale), a tempo indeterminato indetta da AMAT procede. E' stata pubblicata la lista dei 300 candidati ammessi alla fase successiva della selezione: ELENCO CANDIDATI AMMESSI, NON AMMESSI, AMMESSI CON RISERVA (clicca per scaricare il pdf) Adesso i candidati dovranno sostenere la prova orale che verterà sulle seguenti materie: A) UTILIZZO DEL VEICOLO B) APPLICAZIONE DELLA NORMATIVA. C) SALUTE, SICUREZZA STRADALE E SICUREZZA AMBIENTALE, SERVIZI, LOGISTICA Capacità di prevenire i D) CODICE DELLA STRADA Il calendario della prova orale, con le indicazioni in ordine al suo svolgimento, saranno pubblicati sul sito istituzionale www.amat.pa.it; l’avviso dell’avvenuta pubblicazione sul sito del calendario della prova orale sarà reso noto su almeno due quotidiani di cui uno a diffusione locale. La pubblicazione sul sito di AMAT Palermo S.p.A. del calendario della prova orale avverrà almeno 15 (quindici) giorni prima dell’espletamento della prova stessa ed avrà valore di notifica a tutti gli effetti senza altro preavviso. Alla prova orale sarà attribuito un massimo di punti 50 e si conseguirà l’idoneità a detta prova con almeno punti 30/50. Infine vi sará una prova pratica che sarà volto a verificare il grado di abilità e di padronanza tecnica alla guida del veicolo da parte del candidato. La Commissione Esaminatrice della selezione, terminati i lavori e valutati i titoli di precedenza e preferenza, formula la graduatoria finale che è immediatamente trasmessa per l'approvazione all’Organo di Amministrazione di AMAT Palermo S.p.A. L’Organo di Amministrazione di AMAT Palermo S.p.A. approva la graduatoria e delibera la nomina dei vincitori. I concorrenti dichiarati vincitori sono nominati, con determinazione dell’Organo di Amministrazione di AMAT Palermo S.p.A., nei limiti dei posti messi a selezione e di quanto previsto nel successivo capoverso, Operatori di Esercizio (parametro retributivo 140) in prova per un periodo di mesi sei ai sensi del vigente CCNL Autoferrotranvieri. L’assunzione è comunque subordinata alla copertura finanziaria della spesa; in mancanza dell’intera copertura economico-finanziaria AMAT Palermo S.p.A. potrà procedere anche alla parziale immissione in servizio dei vincitori limitatamente alle capacità economico-finanziarie che si renderanno disponibili. L’immissione in servizio è subordinata all’idoneità fisica all’esercizio delle mansioni di Operatore di Esercizio

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  • 25 gen 2021

    Aeroporto Falcone Borsellino | Proseguono i lavori di ampliamento del terminal passeggeri

    di Fabio Nicolosi

    Continua il progetto di ampliamento del Terminal all'aeroporto di Palermo. Dopo la rimozione dei gate, grazie alle foto pubblicate sui social dello scalo, vi mostriamo un ulteriore step delle lavorazioni per aumentare lo spazio viabilità per il passaggio dei carrelli portabagagli. E' in corso di realizzazione un nuovo muro di sostegno a una profondità di 3,35 metri. Si allargherà la superficie dell'aerostazione verso la pista aumentando quindi gli spazi a disposizione del pubblico ma anche dei servizi interni  

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11 gen 2021

I pugnalatori di Palermo: nasce la "strategia della tensione"

C’è una vicenda misteriosa  ormai dimenticata , avvenuta subito dopo la nascita dell’Unità d’Italia,  che spiega molto più di tanti trattati il clima politico di Palermo e dell’Italia in generale in quel periodo ma non solo. Tale vicenda è passata alla storia come “la notte dei pugnalatori” La notte tra il primo e il due ottobre del 1862 “… fatti orribili funestarono Palermo…”. Il Giornale Officiale di Sicilia in prima pagina, la mattina seguente, così descrisse la vicenda: “Alla stessa ora, in diversi punti della città fra loro quasi equidistanti  13 persone venivano gravemente ferite di coltello, quasi tutte al basso ventre. I feriti danno tutti gli stessi contrassegni dei feritori, i quali vestivano a un sol modo, erano di pari statura, sicché vi fu un momento che si poté credere, uno solo”. Dalle prime indagini emerse che i 13 accoltellati non si conoscevano tra di loro e che non erano collegati ad ambienti malavitosi o politici : inoltre  gli accoltellatori agirono non per uccidere o per rapinare (l’unica vittima, un gestore di un banco di lotto, morì dissanguato perché sfortunatamente la coltellata gli recise un’arteria ed i soccorsi tardarono ad intervenire). L’azione fu ben organizzata e probabilmente le indagini non avrebbero portato a nessun risultato cioè sarebbe stata il primo dei tanti misteri irrisolti del nascente Stato italiano. Ma un  protagonista di tale vicenda ebbe la  sfortuna di imbattersi, dopo aver pugnalato un impiegato della dogana, in tre sottotenenti dell’esercito e in un capitano della P.S. Nonostante il tentativo di dileguarsi nei vicoli intorno al Palazzo Resuttana, il fuggitivo venne fermato dai quattro militari e portato al più vicino posto di polizia, dove fu identificato come Angelo D’Angelo di anni 38, di professione lustrascarpe. Nelle sue tasche gli furono trovati un coltello a scatto con una lama lunga 15 cm, con tracce evidenti di sangue e nove tarì (moneta ancora in circolazione in Sicilia). Il D’Angelo, in un primo momento, negò tutto, anche l’evidenza, ma dopo qualche ora di interrogatorio, “un pò rude”, confessò. Dichiarò che qualche giorno prima, era stato avvicinato da un suo conoscente, un certo Gaetano Castelli, il quale gli propose uno strano lavoretto e cioè accoltellare in una certa ora e in un certo giorno il primo passante che gli capitava a tiro. Il D’Angelo, nonostante non fosse uno che rifiutava tali lavoretti, rimase perplesso, ma il Castelli gli spiegò che si trattava di cose politiche, “cose di burbuni”. Gli fu detto che non sarebbe stato il solo a fare “tale lavoretto” e che la paga era di tutto rispetto, tre tarì al giorno. Quest’ultimo fu l’argomento decisivo che distolse le perplessità “ morali”  e i dubbi del D’Angelo. Durante l’interrogatorio fece i nomi di undici accoltellatori. Oltre a Castelli Gaetano il gruppo era composto anche da Calì Giuseppe, Masotto Pasquale, Favara Salvatore, Termini Giuseppe, Oneri Francesco, Denaro Giuseppe, Girone Giuseppe, Girone Salvatore, Scrimo Onofrio, Lo Monaco Antonino. Durante l’inchiesta, i carabinieri scoprirono anche il nome del 13° accoltellatore, tale Di Giovanni Giuseppe, che però “stranamente”, non fu mai  interrogato e processato, nonostante il suo nome fosse stato messo a disposizione della magistratura. Con la scoperta degli autori materiali di tali atti di violenza, l’inchiesta non poteva essere considerata chiusa, mancava infatti il mandante, ma soprattutto il movente. Il D’Angelo, dopo qualche titubanza, si decise a rivelare il nome del personaggio che stava dietro a tali attentati. Il procuratore del re Guido Giocosa raccolse tale testimonianza, e, nonostante fosse da poco a Palermo, si rese conto che l’inchiesta stava entrando in un terreno minato. Secondo la confessione del D’Angelo, il mandante era il senatore del regno Romualdo Trigona, principe di Santa Elia, uomo di fiducia del governo sabaudo in Sicilia, oltre che uno  dei più potenti personaggi della nobiltà. Appariva chiaro che se ciò era vero la pista “ borbonica”  crollava miseramente e si aprivano inquietanti  risvolti Il Trigona, tirato in ballo dal pentito negò tutto e parlò di macchinazioni da parte dei nemici dell’Italia per infangare il proprio onore e il suo casato. Il giudice Giocosa capì l’aria che tirava e fece finta di credere al principe Trigona e stralciò il suo nome dall’inchiesta nonostante le pesanti accuse. Il processo iniziò l’8 gennaio del 1863 presso la Corte d’Assise di Palermo. L’accusa per tutti gli imputati fu quella di “tentato omicidio, di omicidio e di attentato diretto alla distruzione e cangiamento dell’attuale forma di governo”. Fu un processo senza storia, infatti dopo solo quattro giorni, arrivò la sentenza. Furono condannati a morte Gaetano Castelli, Pasquale Masotto e Giuseppe Calì accusati di essere gli organizzatori di tali attentati mentre gli altri otto furono condannati ai lavori forzati a vita; il D’Angelo, per il contributo dato all’inchiesta, fu condannato a soli 20 anni. Giustizia era fatta? Nemmeno per sogno. Chi erano i mandanti? Nella sentenza si parla del “partito dei borboni”, ma non si fanno mai nomi. E’ vero che durante il processo il nome del principe di Trigona echeggiò sommessamente, ma alla fine, i mandanti rimasero sconosciuti. Cosa speravano di ottenere questi mandanti sconosciuti? Era chiaro che una vicenda del genere più che a un ipotetico ritorno al regime borbonico, creava nell’opinione pubblica un clima di paura e di sospetto che avrebbe favorito la destra più conservatrice e reazionaria  per spingere il paese verso una svolta autoritaria, cosa che effettivamente avvenne in seguito, con la repressione di qualunque forma di dissenso. Possiamo definire “ la notte dei coltelli di Palermo” come il primo esempio di strategia della tensione nel nostro paese (tale tesi fu portata avanti da Leonardo Sciascia nel suo libro “I Pugnalatori” pubblicato nel 1974). Ogni qualvolta bisogna stroncare un processo democratico, ecco che i coltelli, le bombe, le pistole o le lupare, entrano in azione per creare nell’opinione pubblica un bisogno di ordine che qualcuno raccoglie. P.S. Questa vicenda è emblematica perché ci fa capire  che spesso, chi si erge come paladino dell’ordine è lo stesso che arma gli attentatori. Troppo spesso dietro gli attentati e le stragi politiche e mafiose ci sono degli “ insospettabili”  che da queste vicende traggono vantaggi notevoli. Chi sa quanti  “principi di Santa Elia” ci sono stati in questi anni e quanti stragi mafiose e politiche hanno avuto  mandanti “eccellenti” e quanti magistrati  hanno capito “l’aria che tirava”e hanno  stralciato dalle loro inchieste ” nomi eccellenti” nonostante i sospetti. Per finire vorremmo sottolineare un ulteriore mistero : durante l’inchiesta, i carabinieri scoprirono anche il nome del 13° accoltellatore, tale Di Giovanni Giuseppe, che però “stranamente”, non fu mai  interrogato e processato, nonostante il suo nome fosse stato messo a disposizione della magistratura. Chi sa perché ?

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18 ago 2020

Semafori photored: una rivoluzione per educare i palermitani?

Molti di noi, noi palermitani, viviamo o abbiamo vissuto lontani dalla nostra città. Abbiamo visto coi nostri occhi le città gestite da una buona amministrazione, dove ogni cosa pubblica ha un ufficio preposto alla sua manutenzione e soprattutto al suo miglioramento. Fuori Palermo, anche restando in Sicilia, ad esempio nella zona del ragusano, abbiamo imparato ad usare le rotonde, a dare le precedenze e ad utilizzare uno strumento fondamentale nella guida cittadina: la linea di arresto. Quando le auto, allo scattare del rosso, si fermano prima della linea di arresto, magicamente, le strisce pedonali restano sgombere, senza che i pedoni, i passeggini e le carrozzelle debbano fare nessuno slalom e nei momenti di traffico le auto riescono a defluire e l'incrocio resta libera per il flusso perpendicolare. Un fantastico metodo per controllare e educare i palermosauri all'utilizzo di questo magico strumento (la cui manutenzione, insieme a tutto il resto della segnaletica orizzontale e verticale, dovrebbe essere preoccupazione primaria dell'amministrazione) è il controllo del rosso semaforico, attivo in moltissime altre città. Allo scattare del rosso ti devi fermare, prima della linea d'arresto, altrimenti multa. Credo che sarebbe un'ottima soluzione. "Ma a Palermo i controlli sono una tantum e ci sono solo quando si deve fare cassa", molti direbbero questo. Io credo che i controlli e una campagna delle buone regole siano gli unici metodi efficaci per cambiare un po' di cattive abitudini che abbiamo qui a Palermo, dove tra clacson, slalom pedonali, marciapiedi rotti, ciclabili inesistenti, strade fatiscenti, parcheggi selvaggi e chi più ne ha più ne metta, la vita nella giungla cittadina risulta particolarmente stressante. Insieme, tutti insieme, con l'aiuto di un'amministrazione amica, possiamo riuscire a cambiare in meglio la nostra bellissima città. Riccardo

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  • Orazio
    Striscia la notizia sull'annosa vicenda del Ponte Corleone. Emergono precise responsabilità statali.

    https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/striscialanotizia/ponte-corleone-il-pacco-per-palermo_F310547901101C05
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    24 gen 2021 13:34
  • belfagor
    EMERGENZA CIMITERI : ” L’EMERGENZA DELLE EMERGENZE
    Nel 2012 il sindaco Orlando vinse le elezioni sostenendo che ….“il sindaco lo sapeva fare”.
    Ora Orlando rischia di essere travolto dalle tanti problemi e le tante emergenze che , in questi anni, non ha saputo o voluto risolvere .
    Ma mentre per i rifiuti , LUI e i suoi fedelissimi, scaricano la responsabilità, con qualche ragione, ai cittadini, alla RAP, all’assessore di turno o alla Regione, per l’emergenza cimiteri Orlando non ha a chi scaricare le responsabilità .
    Qualche mese fa, l’assessore D’Agostino, lasciato solo come nelle migliori tradizioni, si dimise, “spontaneamente “, per non essere riuscito a risolvere i tanti problemi del cimitero dei Rotoli, primo fra tutti la mancata tumulazione di circa 500 salme.
    Il sindaco, decise che LUI, che il sindaco “lo sa fare”, avrebbe risolto il problema in breve tempo.
    Dopo 6 mesi, le bare accatastate nei parcheggi e negli uffici dei Rotoli sono quasi 700 ( cifra che aumenta ogni giorno).
    Di fronte a una situazione simile il sindaco è stato costretto a relazionare al Consiglio comunale .
    Questa volta dopo una timido tentativo di “scaricare” le responsabilità sui ………. parenti dei defunti ( sob!!!), ha dovuto ammettere, a denti stretti, che ,nonostante le promesse e le cinque ordinanze, la situazione è peggiorata
    «La situazione è grave e la colpa è mia».
    Ai Rotoli di spazio non ce n’è più e tutti i suoi piani sono miseramente falliti.
    Per esempio Orlando, mesi fa, annunciò che sarebbero arriverai 400 loculi fuori terra ma ora è saltato fuori che il Comune ne ha acquistati solo 60. E gli altri 340?
    Purtroppo……mancano i soldi.
    Nemmeno la cremazione è garantita ,con un vecchio forno che si guasta di continuo e che adesso è fuori uso dal 15 aprile 2020 (dopo nove mesi non c’è ancora un progetto per ripararlo ) e i feretri sono costretti a raggiungere Messina o Cosenza, parzialmente a spese del Comune.
    Il presidente della commissione Cimiteri ,Gianluca Inzerillo, denuncia il fatto che le agevolazioni che il Comune aveva promesso ai cittadini non ci sono:
    “La gratuità della cremazione va garantita a tutti – dice Inzerillo – al momento invece è stata concessa solo alle salme entrate in deposito fino al 31 agosto”
    L’appalto per un nuovo forno crematorio ancora non è pronto : l’opera è stata inserita nel piano triennale nel novembre del 2015 , ma soltanto nel novembre 2019 è arrivato il bando per la progettazione.
    Se tutto va bene, come scrive il GDS l’opera sarà realizzata tra ….3 anni .
    L’ultima promessa è un accordo col cimitero privato di Sant’Orsola.
    Orlando ha annuncio in aula che il Comune sta lavorando a un’ipotesi di protocollo con i privati che potrebbero cedere almeno 4 mila posti.
    Ma a che prezzo? Quando?
    «Non c’è ancora nessuna certezza » ha ammesso il sindaco pressato dalle domande.
    Vorremmo ricordare che un posto al cimitero di Sant’ Orsola costa da 2 mila a 6 mila euro,
    Chi li pagherà?
    A quanto sembra anche tale ipotesi è sfumata miseramente.
    Nel passato, quando c’era un emergenza cimiteri spuntava il progetto di un nuovo cimitero a Ciaculli, che stranamente “scompariva” dopo che l’emergenza rientrava.
    Adesso che i nodi sono venuti al pettine si è scoperto che per realizzarlo l’amministrazione ha solo 15 milioni mentre ne servirebbero 80.
    Ma c’è di peggio .
    Se non si troveranno soluzioni in tempi rapidi, nel giugno di quest’anno le bare depositate saranno ……..2.000 . Il dato horror lo tira fuori la stessa “amministrazione” comunale durante una nuova seduta del Consiglio comunale dedicata all’emergenza cimitero .
    P.S. “Quella cimiteriale è l’emergenza delle emergenze che ha fatto saltare fuori le carenze nella gestione politico amministrativa ”
    Ha lanciare tale pesante accusa alla Giunta è il presidente del Consiglio comunale, Salvatore Orlando .
    Fino a quando la Prefettura e la Magistratura faranno finta che non esiste “ tale emergenza delle emergenze”?
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    23 gen 2021 21:56
  • belfagor
    I VERDI SICILIANI: “ IL COMUNE RIVEDA IL PIANO DELLA MOBILITA' URBANA”
    In una lunga nota dei portavoce regionali dei Verdi, Carmelo Fortunato Sardegna e Raffaella Spadaro, i Verdi siciliani chiedono al Comune di rivedere il Piano della mobilità urbana e ripensare la scelta del tram :
    “Non era difficile, né imprevedibile ciò che sta succedendo intorno al Tram.
    Nell’aprile del 2019 affermavamo: “queste sette nuove tratte del Tram di Palermo interessano solo la cosiddetta ‘città-bene’ e le periferie sono quasi del tutto abbandonate, ci sono zone della città nelle quali i bus dell’Amat passano quando capita, tra la disperazione di tanti cittadini; ci sono altre zone della città dove il servizio dell’Amat è stato tolto”.
    Identica cosa dice la Corte dei Conti Europea nella sua relazione sulla mobilità sostenibile nel marzo 2020:
    “‘Nelle zone periferiche, tale percentuale è inferiore, il che indica che quote significative della popolazione hanno limitato accesso ai trasporti pubblici”..
    “Come non era difficile evidenziare che con cinquecento bus elettrici tutta la città di Palermo, comprese le periferie, avrebbe avuto a disposizione un servizio di trasporto pubblico ecologico, mettendo al riparo i cittadini dalle sanzioni europee e migliorando immediatamente la qualità della vita con l’eliminazione degli ossidi di azoto e delle sostanze cancerogene oggi emesse dal traffico.
    Anche qui era facile profezia e Palermo, risulta tra le città condannate dalla Corte di Giustizia Europea per avere superato dal 2010 al 2016 , periodo oggetto della decisione, il valore limite sistematico delle polveri sottili , quelle che sono state considerate come causa di mortalità per ben 3 milioni di persone all’anno nel mondo”.
    “Non era neanche difficile avere dubbi sulla soluzione proposta da Bombardier , una soluzione dalla stessa spinta per uscire anche dalla grave crisi in cui era caduta e che ha portato nel 2020 alla sua acquisizione da parte della concorrente Alstrom ,che basa su tutt’altra tecnologia la trazione elettrica senza catenarie.
    Il consiglio comunale prenda atto delle criticità e rianalizzi il Piano di mobilità urbana e metropolitana sostenibile , per risolvere i nodi evidenziati .
    Sarebbe assai triste realizzare opere di utilità assai discutibile per poi dovere pagare alla Ue – sostengono i Verdi -. Multe per non aver saputo tutelare i propri cittadini, multe che potrebbero superare i finanziamenti concessi, con la differenza che tali finanziamenti vanno in ultimo alle imprese che dovrebbero realizzare i lavori e fornire mezzi e quant’altro , mentre la sanzione ricadrebbe sulle spalle di tutti i palermitani”.
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    22 gen 2021 18:07
  • belfagor
    APPELLO ALL’ ORLANDO PERDUTO
    “Il 29 gennaio 2017 in uno stracolmo Teatro Golden io c’ero”.
    Così scrive una fedele elettrice del sindaco Orlando su “ Repubblica”
    Quel giorno il “Professore” apriva la campagna elettorale per rimanere alla guida della “sua” città :

    “Voglio andare avanti con uomini liberi, ma responsabili per quello che fanno “
    Sostenne che a spingerlo all’ennesima –e ultima- candidatura era l’amore per Palermo, e si impegnava a vivere il primo giorno dopo l’elezione con l’entusiasmo e lo slancio dell’inizio di una nuova campagna elettorale.
    Come non essere d’accordo?
    La suggestione che finalmente «stiamo passando dall’emergenza al progetto», e che «il sindaco che ci sarà tra cinque anni troverà il lavoro sporco già fatto», seduce tutti.

    La fedele sostenitrice del sindaco applaude, più volte, convintamente :
    “Sono pronta a fare squadra con il sindaco che ha fatto credere a me, figlia delle stragi del ’92 e del ’93, che Palermo potesse affrancarsi dal giogo mafioso .
    Palermo è di una bellezza struggente, fatta di abissi e di paradisi, di viscere e di cervello; Orlando la incarna, nel bene e nel male. Amo Palermo, amo Orlando. Di quell’amore filiale talvolta cieco, che è disposto a perdonare le disattenzioni, le approssimazioni, gli sbalzi di umore.
    Una cosa –oggi- non sono disposta a perdonare al sindaco/padre Orlando: le spalle voltate, la valigia già pronta, l’ostentato disinteresse per il dopo di lui, per ciò che avverrà nel 2022.
    La lettura dell’intervista a Sara Scarafia su Repubblica mi lascia sgomenta. Colui che risponde «E chiedete a me cosa accadrà nel 2022?», non è il mattatore applaudito a teatro, non è l’ambasciatore di Palermo nel mondo, non è nemmeno un padre di famiglia coscienzioso.
    Non è l’Orlando innamorato, né furioso: è l’Orlando perduto.”

    “Non può essere questo ciò che rimane del sindaco di cinque mandati, di una promessa e premessa di futuro: una giunta che rinnega se stessa, un bilancio sbrindellato, un piano regolatore non pervenuto, un piano urbano della mobilità più sospeso che sostenibile e immondizia e bare e buche…”

    P.S. Questi sono i brani più significativi di questo articolo scritto da una sua fedele elettrice che oggi , di fronte allo sfascio di una città si domanda dov’è l’Orlando che ha amato e sostenuto per trent’anni.
    Forse quel’Orlando non si è perso ma non è mai esistito.
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    17 gen 2021 06:01
  • bottarisali
    fate attenzione a dove mettete i piedi perché non ci sono più responsabili nè colpevoli se i marciapiedi sono spappolati https://palermo.repubblica.it/cronaca/2021/01/15/news/palermo_cade_in_una_buca_i_giudici_niente_risarcimento_stia_piu_attento_-282603531/
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    15 gen 2021 11:22