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  • 18 dic 2018

    Collettore fognario | Stanziati 12 milioni di euro per via Messina Marine

    di Salvatore Galati

    Si è concluso l'iter per l'assegnazione dei fondi per la conclusione del collettore fognario di via Messina Marine, una cifra di 12 milioni di euro. Questo consentirebbe il disinquinamento della costa sud e della foce dell'Oreto. Infatti il sistema fognario avrà doppia funzione, uno quello di raccogliere le acque nere e portarle al depuratore di Acqua dei Corsari e il secondo di accumulare le acque piovane e riversarle a mare tramite i canali esistenti. Tutto questo verrà fatto sull'asse viario di via Messina Marine, nel tratto compreso tra la foce Oreto e Piazza Sperone. Inoltre nel progetto è compreso la costruzione dell'impianto di sollevamento per l'accumulo di acque nere a Romagnolo. La ditta che conseguirà i lavori è l'associazione di imprese Necos e Viastra da Sas, di Borgomanero della provincia di Novara. Ora la palla è balzata alla ditta, che dovrà produrre tutti i documenti relativi ai lavori e passeranno circa 3/4 mesi, tempi tecnici normali, salvo imprevisti. Solo dopo questa prassi l'aggiudicazione diventerà definitiva.

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  • 17 dic 2018

    Prosegue la rinaturalizzazione della Cava Impiso (Sferracavallo)

    di Giuseppe Schiraldi

    Questa é cava dell'Impiso che guarda l'abitato di Sferracavallo. Ormai i detriti calcarei del passante ferroviario, soprattutto detriti provenienti dagli scavi per la realizzazione del tunnel Notarbartolo-Belgio, sono un vecchio ricordo ed è in fase di ultimazione la rinaturalizzazione dell'ambiente. Sarà creata un'area con un grande spazio verde. Questa cava Impiso come quella vicina "Troia" dove un tempo sorgeva un laghetto artificiale, erano in disuso, abbandonate e a rischio, sono state interamente colmate e impediranno fenomeni di dissesto geologico. In fase di ultimazione la sistemazione dello strato di terra rossa dove verranno piantumati alberi per la gioia di residenti e non solo.

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05 set 2018

AMAT | Un servizio navetta pessimo rovina la stagione balneare di Mondello

Buonasera, volevo segnalarvi una situazione spiacevole che naturalmente ha macchiato la nostra città in modo negativo. Nella giornata di domenica 12 agosto mi sono recato nella spiaggia dello stabilimento balneare "la Torre" insieme a degli amici russi. Abitando a un chilometro dalla piazza di Mondello decidiamo di andare a piedi e utilizzare le navette gratuite. Una volta arrivati alla piazza di Mondello finalmente ne passa una e decidiamo di prenderla e arriviamo così a mare. Intorno alle 13 il mio amico russo mi spiega che voleva tornare a casa a prendere un pallone e io gli suggerisco allora di aspettare l'84 così da arrivare subito. Non l'avessi mai fatto! Siamo stati 40 minuti ad aspettare la navetta ovviamente sotto una pensilina ma con 35°C! Io, mortificato dal momento che frequenza riportata sui tabelloni è di 10 minuti, non sapevo che pesci prendere. Lui naturalmente mi ha detto "facevamo prima ad andare a piedi". Una volta sulla navetta chiedo spiegazioni al conducente che replica dicendo:"C'è solo una navetta". Chiedo allora a voi di MobilitaPalermo, all'Assessore ai trasporti e naturalmente al Sindaco, che immagine può dare e quale ricordo può lasciare a un turista una situazione come quella descritta? E'forse questa civiltà? Cultura? A questo punto vi suggerisco di rimuovere un servizio inutile, perché tale si definisce qualcosa che si attende invano con speranza. Vi do anche un consiglio: utilizzate queste tre navette (una per linea) per ampliare il parco mezzi e i conducenti per aumentare le corse su linee disagiate e fornire così un'impressione positiva piuttosto che far fare a quei bravi cittadini che tentano di promuovere mobilità sostenibile e tutto ciò che di buono dovrebbe esserci in una città, che non vive soltanto di cultura lasciata dalle dominazioni precedenti, la solita misera figura. Un cittadino

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03 set 2018

Ex stabilimento Coca Cola: perché non trasformarlo in autostazione ?

L'ex stabilimento Coca Cola in via Nicoletti a T.Natale , dopo che è sfumato il progetto di trasformarlo in una Multisala, perché non creare un nodo di scambio per i pulmann diretti a Mazara e Trapani? Basterebbe adeguare l'edificio,come già realizzato in altre città del mondo dove vecchie fabbriche dismesse sono state trasformate in centri commerciali , autostazioni o impianti sportivi. La futura stazione degli autobus si può facilmente collegare con la fermata di T.Natale attraverso corridoi sospesi o cavalcavia modello viale Regione Siciliana , ciò comporterebbe il recupero delle aree antistanti la fermata del passante convertendole in parcheggio e in aree verdi.

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  • belfagor
    PORTICCIOLO DELLA BANDITA: UN ESEMPIO DI “FAKE NEWS UFFICIALE”
    Il Porticciolo della Bandita è il suo futuro stranamente attrae come il miele le “fake news” cioè le false notizie: in parole povere le “bufale”.
    Niente di speciale dirà qualcuno: l’informazione in rete è piena di “fake news” . Ma queste “bufale” sono un po’ speciali cioè non vengono divulgate da “misteriose agenzie russe” o da idioti che non hanno niente di meglio da fare e che il comico Maurizio Crozza ha magistralmente parodiato ma ….dalle istituzioni ufficiali.
    Ecco le prove:
    Il 29/01/ 2015 fu pubblicata la seguente notizia “ Il progetto del Nuovo acquario di Palermo muove i primi passi e lo fa alla grande, con un investimento previsto di 50 milioni di euro...... Grandi numeri per un idea lanciata quasi un anno fa nella sede di Confidustria Palermo e che oggi comincia a concretizzarsi dal momento che il Comune ha già individuato l’area prescelta ovvero ….il Porticciolo della Bandita.”
    Bella notizia ma purtroppo era“ falsa”.
    Infatti dopo tale annuncio roboante ……. cadde .il silenzio.
    Passano i mesi e il 16/10 /2015 alcuni giornali riportarono un comunicato dell’’Assessorato Pianificazione Urbana e Territoriale, Mare e Coste del Comune di Palermo. In tale comunicato si parlava dei diversi interventi di valorizzazione e tutela della costa, lungo tutto il fronte a mare della città ed in particolare lungo la costa sud.
    Spiegava l’assessore Gini “sono in cantiere imponenti opere per restituire qualità alle acque del mare e restituirlo potenzialmente alla balneabilità .”
    Il lungo e “imponente” elenco delle opere previste comprendeva anche un progetto di “Rifunzionalizzazione dei fondali del porto della Bandita di Palermo”.
    Secondo tale notizia le opere sarebbero consistite nella rimozione del materiale accumulato con un intervento di scavo della parte superficiale e di dragaggio dei fondali.

    E il progetto dell’’acquario, che fine aveva fatto ?

    In pochi mesi si era passato dall’Acquario da 50 milioni alla …….” rimozione del materiale accumulato con un intervento di scavo della parte superficiale e di dragaggio dei fondali.”
    Poco male, non avremo avuto l’acquario ma almeno il Porticciolo della Bandita sarebbe stato recuperato. Ma purtroppo a Palermo ci dobbiamo accontentare solo di annunci o di “fake news”
    Nella realtà l’intervento ci fu ma si limito alla rimozione delle cataste di rifiuti che impedivano l'accesso al mare.
    E il drenaggio dei fondali?
    Dopo le analisi preliminari eseguite nel 2016, il Comune finalmente pubblicò, nel 2017, il bando per un cantiere che sarebbe dovuto durare circa otto mesi, ma purtroppo la gara andò deserta. E così il Comune lo ha ripubblicato, dopo tre mesi, ma tagliando le somme a 138 mila euro e finalmente il bando, nel settembre 2017, è andato a buon fine .
    Finalmente una buona notizia, dirà qualcuno. Purtroppo non è così.
    Passa il tempo e di tale appalto si perdono le tracce. Solo l’8/07/2018, cioè dopo ben 9 mesi, finalmente il Comune annuncia che “sarà firmato nel corso della settimana il contratto per l'avvio dei lavori di dragaggio del Porticciolo della bandita”
    Purtroppo si trattava di una “ fake news” istituzionale, cioè di una …..bufala.
    Come sostiene il consigliere comunale Forello “Da allora sono passati ancora molti mesi e il contratto non é stato ancora stipulato, sta iniziando intanto l’inverno e il maltempo e chissà se mai inizieranno questi lavori”.
    Ma torniamo da dove eravamo partiti cioè dall’acquario.
    Il 20/02/2018 viene pubblicata da “BLOG Sicilia” la seguente notizia “Nascerà un Acquario a Palermo : torna in auge l’idea da 10 milioni di euro di investimento per il turismo”.
    Nell’articolo era scritto “A rimettere in pista l’idea, della quale si era già parlato circa 4 anni fa, è stata una riunione riservata tenuta in questi giorni fra amministrazione comunale, costruttori e investitori privati.” Il nuovo progetto, secondo indiscrezioni, sarebbe stato illustrato, nelle linee generali, nel corso di un incontro al quale hanno preso parte gli investitori rappresentati dall’imprenditore Flavio Mazza, l’architetto Piras, i consulenti dello studio legale Gallo, il presidente del collegio dei Costruttori ANCE di Palermo, Fabio Sanfratello. Emilio Arcuri e Lorenzo Ceraulo per il Comune di Palermo. La nuova idea prevede un investimento di 10 milioni di euro (contro i 50 del primo progetto) per la realizzazione dell’acquario nell’area del ‘mammellone’ alla Bandita

    La notizia però non ebbe però grande risalto .Oltre il fatto che rispetto al vecchio e faraonico progetto del 2014-15 , la cifra da investire era molto minore , ma ormai i lettori si erano fatti furbi. Chiaramente tale notizia ,certamente vera, somigliava tanto a una “fake news”.
    Infatti di tale progetto dell’acquario ….si sono perse le tracce.

    P.S. Recentemente , il giornale “LA REBUBBLICA” ha aperto una campagna per recuperare il Porticciolo della Bandita, ormai abbandonata all’incuria e sommersa da rifiuti di ogni genere.
    E si è così scoperto che la pulizia di tale porticciolo non rientra nei compiti della RAP e della RESET. Infatti il Comune , nel contratto dei servizio con le due società partecipate comunali, si è ……“dimenticato” di inserire il porticciolo della Bandita.
    Purtroppo , tra tante “fake news”, questa è l’unica notizia vera.

    COMPLIMENTI!!!!
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    15 dic 2018 06:14
  • bottarisali
    Ho appena telefonato al call center AMAT per chiedere dov'è la mappa delle linee sul sito.
    Un signore gentile mia ha detto che non c'è e che, in sostanza, se voglio sapere quale autobus devo prendere per andare
    dal punto A al punto B non ho alternativa che leggermi i percorsi di tutte le linee e poi farmi i calcoli io.
    Ma vi pare normale che nel sito dei trasporti pubblici dellla quinta città italiana non vogliono mettere una mappa delle linee bus?
    E non ditemi di usare Moovit o Google perché entrambi danno percorsi a mmuzzo.
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    13 dic 2018 19:33
  • peppe2994
    Arrivano i semafori a basso consumo ed intelligenti.
    I tempi rosso/verde cambieranno in base alle condizioni del traffico.
    Fa tanto smart city questo progetto.
    Curioso di conoscerne l'efficacia.


    https://m.livesicilia.it/2018/12/13/arrivano-i-semafori-intelligenti-verde-o-rosso-in-base-al-traffico_1020009/
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    13 dic 2018 10:41
  • belfagor
    PONTE CORLEONE : SI RISCHIA DI PERDERE I FINANZIAMENTI
    Il 28 maggio 2018 , durante una conferenza stampe il Sindaco Orlando e l’assessore alle infrastrutture Emilio Arcuri annunciarono trionfalmente che era tutto pronto per i lavori di manutenzione e restauro strutturale del Ponte Corleone : «il Rup, l’Ingegnere Massimo Verga ha pronto il bando di concorso internazionale per la ri-progettazione delle bretelle laterali al ponte, il cosiddetto “Raddoppio” ex Cariboni. Il bando per la ri-progettazione esecutiva ha un valore di 1,3 milioni di euro. Una volta completata questa fase, sarà necessario un secondo bando, relativo invece ai lavori, per un importo di circa 17 milioni di euro, cofinanziati dal Patto per Palermo».

    In quella occasione il sindaco Orlando annunciò anche «Di fronte agli allarmismi non giustificati, ho deciso di dare mandato all’avvocatura comunale di verificare se presentare un esposto alla Procura per procurato allarme. La relazione dei tecnici parla chiaro».

    Non sappiamo che fine abbia fatto questo esposto alla Procura , ma veramente la relazione dei tecnici comunali non era per niente rassicurante . Lo stesso Capo Area Infrastrutture, Nicola Di Bartolomeo, riferì in Aula consiliare che «se si mantiene con rigore il limite di velocità ( 30Km/h) riducendo se è il caso la carreggiata, il passaggio sul ponte è relativamente sicuro».

    In parole povere , se si mettono due autovelox, se si riduce la carreggiata e se ,si fa rispettare rigorosamente tale limite di velocità il ponte è “relativamente sicuro”. Francamente non ci sembravano parole rassicuranti

    Sono passati quasi 10 mesi da allora e del bando da 1,3 milioni di euro ancora non v’è traccia. Solo pochi giorni fa finalmente è stata pubblicata la bozza sul sito del Comune e a breve sarà trasmessa per la pubblicazione in Gazzetta ufficiale regionale ed europea (GURS e GUCE).

    Qualcuno dirà che si tratta di un semplice ritardo. Purtroppo non è così . Infatti su questoappalto incombe una scadenza importante: la delibera CIPE 25/16 stabilisce infatti che i contratti debbano essere stipulati entro il 31 dicembre 2019 . E visto che l’iter burocratico è lungo ogni ritardo rischia di far perdere il finanziamento.

    L’assessore Arcuri così si giustifica : “«la bozza del bando era pronta già il 30 aprile 2018. Con delibera di Giunta è stato reso non più necessario il visto di legittimità. Nel frattempo sono cambiate le normative del codice dei contratti:…… quindi il bando è stato rimodulato sulla base del predetto bando tipo. La determinazione a contrarre è stata trasmessa alla Ragioneria per il 9 ottobre 2018, ed è pervenuta il 20 novembre».

    In sostanza, colpa è della burocrazia che a rallentato i tempi.

    «La prossima settimana – spiega sempre l’assessore Arcuri – saranno trasmessi tutti gli atti al Servizio Appalti di Forniture e Servizi dell’Amministrazione Comunale per la pubblicazione del bando. Entro 3 mesi dalla gara si conoscerà l’affidatario».

    Tutto bene? Non proprio.

    Come scrive Davide Guarcello su “ ILSICILIA.IT”
    entro un anno esatto si deve:
    Pubblicare la gara e conoscerne l’esito (3 mesi circa, previsione molto ottimistica, senza ricorsi);
    Ri-progettazione delle due bretelle laterali (3 mesi circa);
    Approvazione del progetto;
    Nuova gara per i lavori da 17 milioni.
    C’è la farà il Comune a rispettare il termine tassativo del 31/12/2019 ?
    Temiamo proprio di no.
    Infatti dopo l’approvazione del progetto e la celebrazione della gara d’appalto potranno iniziare i lavori che, secondo previsione, dovrebbero avere una durata di 2 anni. Perciò per il Comune , se tutto va bene , «La data presunta di inizio lavori dovrebbe essere : fra gennaio e marzo 2020». Cioè abbondantemente oltre la data tassativa del 31/12/2019.
    L’assessore Arcuri però è ottimista: «Arriverà una proroga al Patto per lo sviluppo della città di Palermo al 2021. Noi comunque ci stiamo muovendo, così come per il bando dei nuovi tram , per la scadenza del 31 dicembre 2019».

    Speriamo che l’assessore abbia ragione e che arrivi una proroga al 2021 , cosa che non è certa.
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    11 dic 2018 08:33
  • belfagor
    Per il Presidente Musumeci l’ANAS e le Ferrovie italiane “ sono un cancro per la Regione Siciliana”

    Il Governo regionale di Musumeci compie un anno e il presidente Nello Musumeci ha fatto un bilancio.
    Naturalmente si è "auto assolto". Se le cose continuano ad andare male , anzi peggio ,la colpa e del precedente governo regionale, delle partecipate o di qualche altro..
    Per quanto riguarda la disastrosa situazione viaria Il Presidente Musumeci non ha dubbi , la responsabilità e dell’ANAS e delle Ferrovie italiane che“ sono un cancro per la Regione Siciliana”
    Al di là dell’affermazione e del linguaggio “discutibile”, soprattutto per la massima carica regionale, che l’ANAS e FS hanno delle gravi responsabilità non c’è dubbio.
    Però il Presidente Musumeci ci deve spiegare perché mesi fa ha stipulare una convenzioni con ANAS per monitorare i ponti , i viadotti e per occuparsi della manutenzione, ordinaria e straordinaria, delle strade provinciali se “ non ci piace come lavorano e sono un….. cancro”.
    Il presidente Musumeci dovrebbe spiegarci inoltre perchè tali strade provinciali sono ridotte a trazzere, quando ancora non sono franate. Chi si doveva occupare di tali strade?
    Eppure il presidente Musumeci rimpiange le Province, tanto che vorrebbe farle “rinascerle” e “restituire loro l'identità di cui hanno disposto per oltre 160 anni"
    Comprendiamo che il Presidente Musumeci, che è stato nel passato anche presidente della Provincia di Catania, le rimpianga ma non può scaricare solo sull’ ANAS e sulle Partecipate regionali la responsabilità della disastrosa situazione delle strade provinciali.
    Possiamo anche concordare che tali Partecipate regionali sono “la spina nel fianco di questo Governo” e sono “il risultato di anni e anni di criminale politica clientelare perché non servivano a fornire servizi alle Province, ma ad assumere 'galoppini' e amici del giaguaro con procedure senza evidenza pubblica”. Inoltre non possiamo che concordare che “le partecipate sono quasi tutte in passivo con migliaia di unità assunte senza concorso” , però il Presidente non può negare che anche le province erano in passivo o con migliaia di dipendenti assunti senza concorso.
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    09 dic 2018 06:26