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  • 24 apr 2017

    Cittadella della Polizia in corso la sistemazione delle aree esterne

    di Fabio Nicolosi

    Torniamo a parlarvi del cantiere della cittadella della polizia che è in corso di realizzazione a Boccadifalco dopo circa un anno dal precedente articolo. Le novità sono tante, sicuramente risulta rimossa la gru, il che significa che hanno terminato i lavori alla struttura esterna. Hanno inoltre iniziato a dare una sistemata alle aree esterne e piantando le prime piante e seminando il prato. Risulta completato anche l'edificio principale. Non siamo a conoscenza dei lavori all'interno dello stesso, ma essendo iniziata la sistemazione delle aree esterne è possibile dedurre che i lavori internamente siano anch'essi quasi del tutto terminati e che quindi il trasferimento e l'apertura sia imminente. Foto di Giuseppe T. La cittadella della polizia prevede la possibilità di ospitare all’interno la questura, la polizia stradale, l’autocentro, il reparto prevenzione crimine e il reparto mobile, telecomunicazioni, l’ufficio sanitario provinciale, il nucleo operativo di protezione e la polizia di frontiera. Sono previsti tra i servizi comune gli alloggi, un poligono di tiro, una cappella, un auditorim, una palestra, mensa, cucina, bar Verranno realizzati anche rimesse, un distributore di carburante e un autolavaggio. Una vera e propria «cittadella» tecnologica con gli strumenti più sofisticati a disposizione dell’ intelligence impegnata in prima linea nella lotta alla mafia. La costruzione occuperà un lotto di 153.211 mq di cui solo 51.785,80 coperti. Avrà un’altezza massima di 25 metri. Saranno previsti 65 nuovi posti auto all’estero del complesso. Per quanto riguarda la viabilità della zona è previsto l’ampliamento della Via Belvedere da proseguire a valle dell’area aeroportuale sino a confluire con la Via Ruggeri che ne assicura lo sbocco in Via L. Da Vinci Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/MobilitaPA/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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  • 22 apr 2017

    La domenica Favorita, il 23 aprile "il parco apre alle persone"

    di Antony Passalacqua

    Domani  domenica 23 aprile, tra le 8 e le 14, si svolgerà il terzo appuntamento de “La domenica Favorita” all’interno del Parco della Favorita. Anche per questa occasione - dopo il grande successo della prima e della seconda giornata con una presenza di più di 15 mila persone – sono in programma numerose iniziative, tra corse a piedi o in sella alle mountain bike, passeggiate, musica, pattini, calcio, corsi per bambini, aree picnic con tavoli e panchine, attività ludiche, sportive e culturali dedicate ai ragazzi e ai loro genitori, letture ad alta voce e spettacoli di danza. Il palinsesto completo della attività è visibile al link http://www.ladomenicafavorita.com/palinsesto/ Previsti la chiusura al traffico delle strade interne (viale Diana e viale Ercole,  dalle 8 alle 14) e servizi a supporto della manifestazione. Tre bus navetta gratuiti per gli spostamenti all’interno del Parco della Favorita con 13 nuove fermate insieme ad alcuni stalli di bike sharing e 6 parcheggi in prossimità dei rispettivi ingressi al Parco. Per il raggiungimento della zona interessata alla manifestazione, Amat ha previsto per quelle domeniche il biglietto unico per l'intera città per poter raggiungere il Parco della Favorita e Mondello e sarà operativo anche il servizio di Taxi sharing. Informazioni utili • Parcheggi: sono previste 5 aree destinate a parcheggio posizionate agli ingressi al Parco. Il parcheggio della Fiera non sarà disponibile. • Orari di Interdizione al traffico: dalle 8.00 alle 15.00 • Mobilità all’interno del Parco: garantita con bus navetta (fermate indicate nella mappa) e/o con mezzi non motorizzati (bici, monopattini, etc); sono presenti anche stazioni di bike sharing e rastrelliere per il deposito bici • Servizi Igienici: presenti e indicati nella Mappa • Comportamento: è severamente vietato accendere fuochi, cucinare, gettare carte, andare in bici negli assi viari non rispettando il codice della strada, usare gli assi viari come zona pedonale in quanto utilizzati dai bus navetta • Trasporti Pubblici: a) servizio AMAT con biglietto unico per muoversi tutto il giorno ; b) servizio di taxi collettivo garantito da Coop. Auto RadioTaxi (091 8481) Coop Trinacria (091.6878) presso le stazioni di Piazza Castelnuovo, Politeama, De Gasperi, Valdesi Mondello, Mondello Paese con costo corsa 2 euro per movimenti all’interno della città o 4 euro tratta palermo/mondello (i costi sono per un minimo di 4 pax); • Attività: il parco è aperto a tutti; potranno essere svolte le attività in maniera autonoma o partecipando a quelle proposte dalle associazione secondo quanto riportato nel Palinsesto. Il Comitato La Domenica Favorita cura l’attività di promozione di tutte le attività che rimangono sotto la diretta responsabilità delle Istituzioni/Enti/Associazione proponenti La manifestazione “La domenica Favorita” si svolge a domeniche alterne. I prossimi appuntamenti, dunque, sono in calendario per il 7 ed il 21 Maggio.

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12 apr 2017

Le chiese del ”cassaro morto”

Il “Cassaro” è la strada più antica di Palermo e per secoli è stata la più prestigiosa della città. Nonostante la sua importanza e il suo chilometro mezzo di lunghezza, si aprono su tale vie solo 7 chiese (8 se consideriamo anche la Chiesa di Santa Maria Maddalena, solitamente nascosta a palermitani e turisti all'interno del Comando della Legione Carabinieri Sicilia ) . Di queste chiese ben 3 si trovano nel “Cassaro morto” cioè l’ultimo tratto della strada, il tratto più “giovane ma meno nobile”, aperto nel 1581. Approfittando delle belle giornate e delle festività pasquali faremo ora una breve visita a queste 3 chiese, visita che può fare chiunque, anche il più pigro dei visitatori, visto che tali chiese si trovano vicine e racchiuse tra Porta Felice e Piazza Marina . CHIESA DI SANTA MARIA DELLA CATENA, la chiesa dei miracoli La chiesa si trova esattamente a Piazzetta delle Dogane, un tempo adibita al pagamento dei dazi doganali della merce che arrivava con le navi.  Sorse al posto di una più antica chiesetta normanna posta su uno sperone di roccia , di fronte al Castello a mare, che rappresentavano l’ingresso della Cala, cioè l’antico porto di Palermo. La sera il porto veniva chiuso da una lunga catena tesa tra il Castello a mare e questo sperone di terra . Su un muro dell’ antica chiesetta era posta una delle due estremità della catena che chiudeva il porto della Cala. Ma come metodo difensivo non era gran che, tanto che i Pisani , nel 1063, riuscirono a entrare alla Cala, distruggendo diverse navi, depredando la città e facendo un ingente bottino. Grazie a tale bottino i Pisani poterono abbellire il loro Duomo, come racconta una lapide posta sulla facciata di tale Duomo. La chiesa , sembra, fu progettata dal famoso architetto Matteo Carnalivari alla fine del 400 in stile gotico- catalano, anche se sono visibili influenze rinascimentali. La nuova chiesa ereditò dalla vecchia chiesetta il nome ( infatti in un vecchio documento del 1330 denomina questa antica chiesetta S. Marie de Catena), anche se le catene ormai erano state da tempo abbandonate.Ma nonostante tutto ciò per i palermitani il nome di tale chiesa è legata a un miracolo e per confermare ciò misero una lapide , posta lungo la parete della seconda cappella a destra della chiesa, dove si trova l’affresco dell’effige della Madonna”miracolosa”. Tradotta in italiano leggiamo   “ Ai tempi di re Martino, tre uomini venivano ingiustamente condotti alla forca; venne giù fitta pioggia e grandine. L’esecutore mise al sicuro i condannati, in questa chiesetta detta, allora, della Vergine Maria del Porto. Si fa sera. Nella notte ( i condannati) invocano il nome di Maria: si spezzano le catene, e mentre gli altri dormono, essi si allontanano dalla chiesetta. Il Re , accertatosi della verità , li assolve della pena . E così le catene rendono glorioso questo tempio della Vergine. Il re di questa storia era Martino I il giovane e la vicenda si sarebbe svolta 13 agosto del 1391Il quadro miracoloso si trova dentro tale cappella della chiesa è rappresenta proprio la “Vergine delle grazie”. Tale quadro forse si trovava nell’antica chiesetta distrutta , ed è certamente più antico dell’attuale chiesa. Infatti la figura di Gesù bambino viene rappresentato secondo l’usanza tipica dell’arte bizantina. Infatti si diceva che Gesù era sempre stato saggio, anche da bambino, ed è per questo che i bizantini spesso lo rappresentavano come un piccolo adulto (da notare la testa stempiata simbolo di saggezza).Visto che la lapide non bastava, tale “miracolo” è illustrato anche in un affresco all’interno della chiesa, nella Cappella dedicata alla Madonna della Catena    La strana posizione della chiesa, rispetto alla strada, si spiega dal fatto che fu costruita prima del prolungamento del Cassaro Il prospetto è caratterizzato da un portico a tre arcate frontali e due laterali e da una monumentale e ripida scalinata. In origine però tale rampa non esisteva .Successivamente fu aggiunta a causa dell’abbassamento del livello stradale in seguito ai lavori voluti nel 1581 dal Vicerè Marcantanio Colonna per l'apertura del "Cassaro morto" .  Accanto alla chiesa fu eretta, nel 1628, la Porta della Doganelle, , demolita alla fine dell’800’. Era una delle 5 porte d’ingresso per i viaggiatori, ma soprattutto per le merci che sbarcavano alla Cala. La Chiesa della Catena confina a nord-est con l'ex Convento dei Padri Teatini , un tempo collegato alla chiesa(inizio XVII Sec.), e oggi sede dell'Archivio di Stato. Infatti la chiesa , nel 1602, fu concessa all’Ordine Teatino che vi eressero un convento. Per finire vorremmo ricordare che all’ingresso principale della chiesa, sotto una statuetta di Santa Caterina D’Alessandria,si trova una lapide marmorea che ricorda un altro “miracolo”, quello della nave carica di frumento che nel corso della carestia del 1592, per intercessione della Madonna della Catena, fece scalo inaspettatamente in città, sfamando così i suoi abitanti. Come si vede a Palermo, da sempre, le storie diventano miracoli e i miracoli storie. CHIESA DI SANTA MARIA DI PORTO SALVO : la chiesa ”travagliata” Nel Cassaro, dopo la Chiesa di Santa Maria della Catena, sempre a destra, sorge una chiesa in stile rinascimentale, la Chiesa di Santa Maria di Porto Salvo. Esteticamente non è, francamente, una bella chiesa ma considerata la sua travagliata storia edilizia, è un “miracolo” che sia arrivata fino ai nostri giorni. La sua storia, come spesso accade, inizia da un miracolo. Nel 1524 alcune galere , dopo aver saccheggiato le coste settentrionali dell’Africa, piene di bottino, tornavano a Palermo .Ma una violenta tempesta rischio di farle affondare. Allora il comandante della piccola flotta prego la Madonna di salvarli. E la Madonna comparve sopra l’albero maestro della nave ammiraglia e li guido verso la salvezza. Il comandante ,per ringraziarla , fece affrescare l’immagine della Vergine sotto un antico arco delle mura del porto. Poco dopo si decise di costruire una chiesa . I lavori iniziarono nel 1526 e la direzione di tali lavori furono affidati ad Antonello Gagini ma la costruzione procedette molto lentamente . Nel 1536 Antonello Gagini muore e il tesoriere della Chiesa Giovanni di Blasco, cognato del Gagini, affida la continuazione dell’opera ai nipoti, Antonino e Giacomo, figli di Antonello ( un classico esempio di parentopoli ante literam) . L’opera fu completata esattamente dopo 30 anni dalla posa della prima pietra, nel 1556. La chiesa non ebbe una vita facile, infatti poco dopo, nel 1581 ,a causa dei lavori per il prolungamento del Cassaro , fu necessario demolirne una grossa parte, a causa di ciò la struttura rimase dimezzata. Inoltre, visto che il pavimento della chiesa era più basso rispetto alla strada, si dovette alzare tale pavimento. Opere non facili ne semplici che certamente influirono sull’armonia architettonico complessiva. Ma le travagliate vicende della chiesa non finirono qui. Nel XVIII secolo, non si sa per quale motivo, l’orientamento della chiesa venne capovolta e l’altare maggiore fu spostato nella parete opposta, con la creazione di una nuova nicchia e di cappelle laterali. Ma era destino che la chiesa non dovesse avere pace. Intorno al 1960 , si decise ……. di rimettere l’altare maggiore nella vecchia posizione, però al posto del vecchio altare, smembrato e ricollocato in altre chiese, fu deciso di sostituirlo con un “moderno” altare , francamente brutto.Ad ornare l'interno della chiesa troviamo opere pregevoli: opere del Gagini, "L'Annunciazione" di Giovan Paolo Fonduli, una "Madonna del Rosario" del XVI secolo, il trittico cinquecentesco su legno con "Madonna fra la Maddalena e Sant'Antonio" e alcune tele di scuola del Novelli. Speriamo che le peripezie di tale sfortunata chiesa sono finite , ma abbiamo qualche dubbio. Infatti la chiesa necessita di interventi di restauro conservativo e non è detto che qualcuno, approfittando dei lavori, non decida di fare qualche altra “genialata”. CHIESA DI SAN GIOVANNI DEI NAPOLITANI , una chiesa poco fortunata Nel 1527 la Confraternita di San Giovanni Battista la Nazione Napoletana, istituita dai mercanti napoletani operanti a Palermo, ottenne l'assegnazione di due magazzini presso il vecchio porto della Cala per costruirvi la loro nuova chiesa. Infatti quella che possedevano in precedenza, si trovava troppo vicino al Castello a Mare e, per motivi di sicurezza, fu demolita per ordine dell’Imperatore Carlo V. Ma le disponibilità economiche non dovevano essere molte visto che i lavori vennero completati solo nel 1617. Probabilmente incise molto anche i lavori per il prolungamento del Cassaro, infatti tali lavori, non soltanto ne rallentarono la costruzione ma determinarono pesanti mutamenti progettuali e rifacimenti architettonici. Per esempio il Portico che si affaccia sul Cassaro fu rifatto e “tagliato” in forma trapezoidale. Inoltre, a causa dell’abbassamento della sede stradale , si dovette costruire un ripido scalone di accesso . Anche le originarie arcate , molto più ampie ed eleganti, furono ridotte per ragioni di stabilità. La chiesa, in stile rinascimentale, presenta tre navate e un portico antistante. All'interno, le navate sono divise da archi a tutto sesto su colonne di marmo. All'interno notiamo le decorazione a stucco bianco e dorato, opera di Procopio Serpotta. figlio di Giacomo. Sempre in stucco, del medesimo autore, troviamo nella navata laterale destra due statue raffiguranti la Giustizia e la Carità, nella navata sinistra altre due statue raffigurano la Verginità e la Grazia. Sull’altare laterale di destra si può ammirare una statua di San Giovanni. Attualmente alla Chiesa si accede mediante due ingressi, uno ubicato in Corso Vittorio Emanuele con antistante portico, e l'altro in piazza Marina. Da notare inoltre la presenza di una cupoletta ottagonale, ricoperta da mattonelle di smalto azzurro. La chiesa non ebbe vita fortunata. Infatti lentamente declino d’importanza tanto che nel 1925 passò nelle mani della Confraternita della Carità, che, non sapendo che farsene, la affittò alla Soprintendenza alle Gallerie e Opere d'Arte della Sicilia che la….. utilizzò come deposito. Recentemente è stata riaperta al culto e affidata all'Ordine dei Cavalieri del Tempio di Gerusalemme. Speriamo che i Cavalieri dell’Ordine saranno più sensibili e interessati alla salvaguardia delle nostre opere d’arte della Sopraintendenza..

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03 apr 2017

Una proposta per migliorare la circolazione a Piazza Indipendenza

Salve, avrei da fare una proposta per snellire il traffico in piazza Indipendenza. Chi viene da Corso Tukory e vuol andare in via Ernesto Basile, attualmente deve necessariamente percorrere la via Re Ruggero, imboccare il Bypass della piazza Indipendenza e tornare di nuovo in via Re Ruggero nell'opposto senso di marcia. Per fare questa manovra, bisogna intersecare per 2 volte il flusso veicolare con quello proveniente dal corso Calatafimi/Pisani che voglia raggiungere il corso Alberto Amedeo. Naturalmente, questo "paralizza" l'intera piazzai che voglia raggiungere il corso Alberto Amedeo. La soluzione più ovvia è rendere il Bypass a doppio senso di circolazione, cosa che risulta semplicissima, data la larghezza dello stesso. Naturalmente, tale modifica permetterebbe lo scorrimento delle vetture provenienti dal corso Calatafimi /Pisani dirette in corso Alberto Amedeo SENZA interferire con quelle provenienti dal corso Re Ruggero, liberando, di fatto, l'intera piazza (nelle immagini è mostrato il solo tratto in prossimità del bypass e della via Re Ruggero)

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  • belfagor
    Ieri , 22/04/2017,sul sito GDS è stato pubblicato questo articolo
    Comune di Palermo, in 4 anni entrate calate di 300 milioni
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    - Le entrate del Comune di Palermo dal 2012 al 2016 hanno subito un calo di quasi 300 milioni in 4 anni, pari al 25,62%, passando da un miliardo e 106 milioni (esattamente 1.105.978.163,32 euro) a poco più di 822 milioni (822.604.568,98) del 2016.
    -Allo stesso modo le spese, passate da un totale di 1.028.362.742,37 a 762.343.326,60 euro, con una variazione, rispetto al primo anno di mandato, del -25,87%.

    Sono alcuni dei dati presenti nella relazione di fine mandato del sindaco Leoluca Orlando inviata alla sezione regionale di controllo della corte dei conti e on line sul sito istituzionale.

    I debiti, "pur nel rispetto dei limiti previsti", passano da 275.833.986,72 euro del 2012 (importo che include le pendenze pregresse) a 307.451.390,04 euro del 2016, comprensivi però dei nuovi mutui
    In parole povere , durante l’amministrazione Orlando il debito è cresciuto di 31.617.404 milioni di euro.
    Inoltre, il rapporto tra debito residuo e popolazione residente è aumentato da 421,33 euro del 2012 a 456,34 del 2016, come in aumento è la popolazione residente, passata da più di 654mila persone nel 2012 a oltre 673mila nel 2016.

    I debiti fuori bilancio riconosciuti nel 2016 arrivano a un totale di 27.776.378,02 euro, ma nella relazione si legge che "Esistono debiti fuori bilancio ancora da riconoscere per un importo pari a 7.481.030,87 euro"..

    Per quanto riguarda le azioni intraprese per contenere i costi, nel periodo 2012-2016 "la spesa è calata del 2,5% per un importo pari a circa 20 milioni e la spesa del personale in 5 anni è stata ridotta, passando da 268,8 milioni del 2012 a circa 240,8 milioni del 2016 con una diminuzione di 29 milioni, pari a circa il 10,4%. L'indice di indebitamento è stato pari all'1,48% a fronte di un limite massimo del 10".

    Sulle società partecipate, invece, al 31/12/2016 "non risultano rispettati i vincoli di spesa, né sono in atto misure di contenimento delle dinamiche retributive".

    Quasi invariate le imposte locali, ad eccezione della tassa per il prelievo sui rifiuti (ex Tarsu, ora Tari) che nel 2012 aveva un costo pro capite pari a 153,57 euro e nel 2016 è passata a circa 175 euro ( cioè la TARI è aumentata del14%).

    P.S. Non sono un ragioniere ma non mi sembra che tali dati siano positivi. Mi sembra, ma non vorrei sbagliare, che il sindaco Orlando ha preso una città indebitata e la lascia ancora più indebitata.
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    23 apr 2017 07:43
  • fabio77
    Guarda guarda, a ridosso delle elezioni chi si rivede? Il fantasma dello svincolo Brancaccio.
    http://www.ilsicilia.it/svincoli-di-brancaccio-si-riapre-la-partita-laccordo-top-secret-per-ultimare-lopera/
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    11 apr 2017 11:54
  • Palerma La Malata
    Catania. 12 Dicembre 2016: apertura di 2 nuove stazioni della metropolitana: Giovanni XXlll e Stesicoro.
    31 marzo 2017: apertura di 3 nuove stazioni; Milo, San Nullo e Nesima.
    A breve apertura di una nuova stazione: Cibali.
    14 maggio: apertura parziale del Passante Ferroviario di Catania.
    E intanto a Palermo il tempo passa, passa e niente quaglia, zzzzzzzzzzzzzzzzzzzz
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    31 mar 2017 00:24
  • Normanno
    Secondo il portale e-dreams,portale on line per la prenotazione dei viaggi e quindi da ritenere attendibile,Palermo a pasqua avrà un vero e proprio exploit di turisti,passando dalla nona posizione dell'anno scorso alla quinta di quest'anno dietro,roma, milano, venezia e napoli e scavalcando città come firenze e siviglia in spagna.Se solo utilizzassimo il centro storico,la costa sud,il parco della favorita secondo le loro potenzialità,facessimo un porto turistico a mondello e un casinò al castello utveggio e smettessimo tutti quanti (da nord a sud) di gettare fango su questa città,Palermo sarebbe leader nel turismo e attenuerebbe significativamente, anche se non li risolverebbe del tutto, i suoi problemi occupazionali.
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    30 mar 2017 21:56
  • Athon
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    30 mar 2017 12:46