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  • 14 dic 2017

    INTERVISTA | Pianificare, programmare, progettare e realizzare: la sfida di Pasqualino Monti

    di Fabio Nicolosi

    Abbiamo intervistato Pasqualino Monti, il nuovo presidente dell’ autorità di sistema portuale (Adsp) di Palermo (ex autorità portuale) che comprende i porti di Termini Imerese, Porto Empedocle e Trapani. Chi é Pasqualino Monti? Pasqualino Monti nato a Ischia (NA) il 28 Aprile 1974, laureato in Scienze Statistiche ed Economiche – Economia e Commercio, con specializzazione Statistico-Economica all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Dal Luglio 2007 al Giugno 2009 è assessore al Comune di Civitavecchia, con competenze su Bilancio, Società Partecipate, Patrimonio e Personale. È chiamato ad occuparsi, in qualità di tecnico, del risanamento dei conti pubblici dell’ente locale e del riassetto e della riforma del servizi pubblici locali. A Giugno 2011 viene nominato Presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta. Nel Luglio 2013 diventa presidente di Assoporti, Associazione dei Porti Italiani della quale era Vice Presidente Vicario dal Luglio del 2012. Dal 2015 al 2016 ricopre la carica di commissario presso l’Autorità Portuale di Civitavecchia. In data 28 giugno 2017 il Ministro dei Trasporti Graziano Delrio gli ha conferito la nomina di Presidente Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale É stato per 10 anni alla guida del porto di Civitavecchia, cosa importerà del sistema “Monti” qui in Sicilia? Sono quattro i processi da cui prenderà corpo la futura offerta portuale: pianificare, programmare, progettare e realizzare, in una parola fare. La sfida che mi attende in Sicilia è difficile ma rigenera in me quello spirito del fare, appunto, che ha caratterizzato tutta la mia carriera di manager pubblico.   Inizialmente aveva affermato di voler spostare il traffico merci tutto su Termini Imerese e lasciare al porto di Palermo la sola esclusiva passeggeri, dopo vari incontri invece ha cambiato punto di vista, come vede dunque i porti di Palermo e Termini Imerese? Dobbiamo recepire le principali indicazioni della riforma portuale, ovvero le sinergie, lasciando da parte i campanili. E quelle che i nostri porti possono mettere in pratica sono numerose e valide. Da qui la necessità di scali con spazi da valorizzare e restituire alla comunità senza nulla togliere al lavoro portuale, anzi incrementandone lo sviluppo. A Palermo punteremo sulle crociere, sul ro-ro e sul traffico merci che riguarda la città, sulla grande cantieristica, sul diporto. Fondamentale la riconnessione urbana dei porticcioli: i primi progetti da mandare avanti riguardano Sant’Erasmo, con una riqualificazione in stile Cala, con interventi a bassissimo impatto, strutture leggere e temporanee. Analogo lavoro va fatto all’Arenella e all’Acquasanta, ricucendo il rapporto, oggi sconnesso, con le borgate che ospitano i porticcioli. Se poi ragioniamo sugli investimenti prioritari da realizzare, tra le prime necessità individuerei i dragaggi che riguardano sia il porto di Palermo che quello di Termini Imerese e le infrastrutture ricettive necessarie a transitare da un concetto obsoleto di porto a quello di scalo moderno e accogliente. Non mancheremo di sostenere in maniera forte e decisa lo sviluppo di Fincantieri per farne, a Palermo, un centro di riferimento del sud Italia anche per il new building. A Termini Imerese, fondamentale nodo viario, interverremo migliorando l’operatività dello scalo con nuovi dragaggi e il completamento del molo sopraflutto: passaggi essenziali per accogliere il traffico ro-ro e commerciale, con la possibilità di rendere un molo complementare a Palermo per le crociere. L’entroterra termitano contiene preziosità artistiche, che meriterebbero maggiore flusso turistico, proprio quello che noi speriamo di convogliare.   L’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale comprende, oltre ai porti di Palermo e Termini Imerese, anche quelli di Trapani e Porto Empedocle, quattro realtà diverse. In che modo possono essere amministrate sotto un ente unico? Tutti i porti del lato ovest hanno potenzialità straordinarie di sviluppo nel settore delle crociere come in quello delle autostrade del mare, della cantieristica, dei marina yachting e, più in generale, della Blue economy: in questo scenario complesso ma affascinante, sono chiamati a recitare la loro parte, facendo decollare in modo adeguato l’offerta turistica, ambientale, paesaggistica e culturale siciliana, attraverso una crescita migliore, basata su nuovi elementi e concetti. Palermo, Termini Imerese, Trapani e Porto Empedocle partono da storie differenti e si preparano a scrivere altre pagine di una narrazione che non può che essere ancora differente, ma assolutamente complementare. Il modello Sicilia occidentale è sintetizzato da tanti progetti – grandi e piccoli – da portare avanti, insieme, disegnando una mappa industriale dei quattro scali per una proposta unica, partendo da una razionalizzazione degli spazi portuali. Dare attenzione e pari dignità a tutti gli scali, assecondandone le vocazioni, è il mio impegno, sempre seguendo le esigenze e le indicazioni del mercato: in Italia, e la Sicilia occidentale non è da meno, le navi da crociera hanno la possibilità di scalare un’ ampia varietà di porti, alcuni di essi hanno limiti operativi che riducono il numero degli attracchi possibili ma tale “diversità”- di presupposti, organizzazione, problematiche e risultati – rappresenta l’opportunità per un nuovo slancio e per ulteriore efficienza. Di Trapani e Porto Empedocle – che già incuriosiscono molte compagnie, alcune di nicchia, attratte da territori zeppi di archeologia, arte, paesaggi, enogastronomia di qualità - faremo conoscere potenzialità inespresse, movimentando i traffici. Ovviamente dopo un complesso riordino e una indispensabile riqualificazione dei porti.   L'ente porto negli anni scorsi aveva presentato un progetto per un tunnel carrabile che riuscisse a collegare il porto direttamente con l'autostrada Palermo/Trapani/Messina/Catania. Quali fondi e che risorse ha a disposizione per portare avanti questo progetto? Lo ritiene una priorità? Un progetto da 500 milioni di euro con fondi Pon è all’attenzione dell’Europa: bisognerà capire se la programmazione 2014/20 ha la disponibilità finanziaria per questo intervento. Finora sono stati sbloccati i tre Pon che riguardano i dragaggi di Palermo e Termini Imerese e la rifioritura del molo di soprattutto sempre a Termini. Nei giorni scorsi abbiamo letto le dichiarazioni da parte di Gesap su un possibile collegamento via mare tra il porto e l'aeroporto, che visione ha in merito? Lo ritiene un investimento utile? Ritengo importante che Palermo diventi home port, cioè non solo un porto di transito ma uno scalo in cui i passeggeri possano iniziare e concludere la loro crociera. Il che comporterebbe non pochi vantaggi di indotto: i crocieristi arriverebbero qui in aereo, magari con qualche giorno di anticipo per visitare la città prima di imbarcarsi, e da qui ripartirebbero dopo la crociera. Sul collegamento porto-aeroporto si discuterà, ci teniamo a collaborare con la Gesap e far comunicare le rispettive realtà.   Con i lavori dell'anello ferroviario il porto di Palermo avrà a disposizione una fermata proprio a pochi passi dai moli croceristici, in che modo ha intenzione di sfruttare questo nodo intermodale? Prima di tutto dobbiamo far arrivare tanti passeggeri. Quindi, quando l’anello sarà ultimato, soprattutto i “free”, cioè coloro che non hanno acquistato alcuna escursione, potranno usufruire di una potenziata mobilità, decongestionando in ambito portuale il traffico passeggeri.   Da anni si attende la fine dei lavori alla stazione marittima, vero hub fondamentale per un porto come Palermo, a che punto sono le opere e quando il porto di Palermo potrà avere un centro all’altezza? A cinque anni fa risalgono la gara e l’inizio dei lavori della stazione marittima, subito bloccati dal contenzioso con la Socostramo, la ditta cui erano stati assegnati. Saltiamo a oggi: il Provveditorato alle Opere pubbliche ha chiuso la transazione con Socostramo, al momento attendiamo che l’Avvocatura generale dello Stato si pronunci sulla transazione; quindi, acquisito l’atto, potrò firmarlo e riattivare i lavori. Il sequestro del molo Vittorio Veneto, invece, è di due anni e mezzo fa: la sponda nord l’abbiamo già messa in sicurezza, mentre tra 90 giorni termineranno i lavori sulla sponda sud - che hanno avuto bisogno di una variazione rispetto al progetto iniziale perché si è ritenuto opportuno intervenire da mare per consolidare in maniera più strutturata la banchina - e saremo nelle condizioni di chiedere il dissequestro dell’area. Mi auguro che in questi tre mesi si avvii già la procedura per far ripartire il cantiere della stazione marittima. Trapani ha una grande tradizione legata al mare, oltre che fulcro del collegamento con le Egadi, cosa farà Monti per agevolare i cantieri navali di Trapani, le manifestazioni sportive che il golfo trapanese offre e per migliorare il turismo? Io mi occupo di porto e posso dire che necessita di una cura da cavallo: basti pensare che il piano regolatore, strumento essenziale di pianificazione, fa riferimento al 1962. Servono due strutture ricettive: una dedicata ai passeggeri che hanno come destinazione le Egadi, e una per i crocieristi: proprio al mondo internazionale delle crociere bisogna far scoprire le meraviglie che si sviluppano attorno a Trapani e alla sua provincia. Per adesso siamo alle pratiche burocratiche per portare il porto sotto la nostra egida. Il Piano operativo triennale conterrà importanti interventi che stiamo pianificando. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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  • 13 dic 2017

    FOTO | La fermata Palazzo Reale / Orleans si rifà il look, ma...

    di Salvatore Galati

    Dopo la riapertura della strada di Corso Re Ruggero, per i lavori di ripristino dei giunti di impermeabilizzazione, adesso si passa ad una ristrutturazione interna della stazione. Sono stati installati un nuovo controsoffitto ed una nuova illuminazione La fermata è dotata di un'ascensore, però purtroppo non funzionante. Se non fosse guasto, sarebbe utile a metà, perché dall'ingresso principale scende fino alla banchina del binario 2, quello direzione Giachery, ma non porta al livello più inferiore della banchina e quindi non è possibile raggiungere il binario 1, direzione Palermo centrale. Infatti l'ingresso lato piazza Indipendenza, è dotato solo di scale e non vi è l'ascensore, vi chiediamo come fa una mamma con passeggino o una persona disabile a prendere il treno dal binario 1?

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14 dic 2017

Mobilità difficile a Palermo per invalidi in carrozzina, esempi in Piazza San Domenico e Via Giovanni Meli

Il 26 novembre scorso, con mia moglie disabile, siamo stati costretti a estenuanti gimcane tra balate e marciapiedi. In copertina potete notare il veicolo parcheggiato in corrispondenza di scivolo per disabili, Via Giovanni Meli, verso San Domenico a sinistra. Qui sotto invece i varchi con dissuasori in Via Roma, angolo Via Coltellieri, che impediscono di accedere a Piazza San Domenico perché troppo stretti, costringendo a salire e scendere dal marciapiede. .

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04 dic 2017

ZTL | Un varco tra Via Nicolò Cervello - Via Romano Giuseppe

Buongiorno a tutti, la mia proposta riguarda l'apertura di un varco di passaggio all'interno della Ztl in Via Nicolò Cervello e Via Romano Giuseppe, per capirci la via dove è presente il Bar Touring e che girando a destra permette di arrivare al semaforo dell'incrocio con Foro Italico Umberto I. Da quanto tale è in vigore la ZTL nelle ore di punta si crea quotidianamente una confusione incredibile in via Lincoln in quanto tutte le persone che per andare verso "zona stadio" sono costrette a dirigersi verso il Foro Italico e fare successivamente inversione. L'apertura di tale varco permetterebbe di migliorare tantissimo la viabilità in tale zona senza pesare così tanto sulla "tranquillità" della ZTL. Spero prendiate in considerazione questa proposta e la proponete a chi di dovere. Grazie.

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  • belfagor
    PROGETTO DI UN SKATEPARK AL…..FORO ITALICO

    La notizia è stata pubblicata qualche giorno fa. In parole povere vorrebbero costruire …. “Il primo skatepark pubblico in cemento della Sicilia al Foro Italico”, accanto al Parco della Salute, di fronte a Porta Felice


    PALERMO SKATE
    26 novembre alle ore 1:14 •
    Stiamo lavorando al progetto del primo skatepark pubblico in cemento della Sicilia al Foro Italico.
    Ma per fare ciò abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti voi. Dobbiamo arrivare ad almeno 2 mila mi piace in questo post per dare maggiore forza al progetto e presentarlo al Comune e all'Autorità Portuale. Confidiamo nel vostro aiuto!
    Nella foto potete vedere più o meno l'ubicazione prevista adiacente il Parco della Salute.
    Oltre alla struttura, inseriremo nel progetto:
    - Nuove piantumazioni e panchine;
    - Attrezzature per il crossfit;
    - Spogliatoi;
    - Servizi igienici;
    - Un'area per il surf skate;
    - Un'area per il rollerderby;
    - Un campo da cricket;
    - Slacklines;
    - Bouldering.
    (se avete altre idee da proporre e da inserire scrivetele qui sotto)
    Con Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018 questo progetto potrà contribuire a creare una nuova e rinnovata immagine della nostra città in previsione anche delle Olimpiadi 2020 in cui lo skateboarding per la prima volta nella storia diventerà disciplina olimpionica.

    P.S. Francamente mi sembra una notizia “agghiacciante”
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    07 dic 2017 12:09
  • Athon
    ORETO RIVER PARK: secondo posto per il team palermitano al Concorso internazionale Urban-promogiovani per la sezione dei progetti più votati dai visitatori del sito Urbanpromo.
    Ecco i link:
    http://www.alqamah.it/2017/12/02/concorso-internazionale-urban-promogiovani-secondo-posto-per-oreto-river-park-delluniversita-di-palermo/ ;

    http://urbanpromo.it/2017-en/urbanpromogiovani/oreto-river-park/ .

    Leggendo la descrizione del progetto ed osservando il rendering, si nota come neanche un edificio attualmente presente nell'area risulti demolito.

    Se da un lato può anche esser convincente la scelta di mantenere qualche edificio nello spazio dell'ex gasometro di via Tiro a Segno, assegnandovi nuove funzionalità , l'idea invece di lasciare proprio all'interno del progettato parco «un po' di edifici», «di non più di 4-5 piani», magari con «tetti verdi», è non solo ingiustificata, ma si presenta come un autentico emblema dell'attuale carenza di visionarietà e coraggio.

    Trovo che un parco progettato con edifici abitativi all'interno, nasca già deturpato "per progetto". Non basta prevedere l'inserimento di nuove specie vegetali per creare un parco. Bisogna anche decostruire.

    Possibile che nessuno a Palermo parli mai di demolizione di brutture?! Ovviamente mi riferisco ai palazzoni in cemento armato-depotenziato. Sarà che chiunque ne parli non verrà preso sul serio? Verrà forse considerato sciocco, folle, illuso? Cionostante occorre parlarne.

    Per quanto riguarda i due ex gasometri di Palermo, il 16 dicembre del 2013 si tenne un incontro dove parteciparono Leoluca Orlando, Emilio Arcuri e il Roberto Lagalla. Si parlò dei progetti di riqualificazione:

    Qui il progetto per la rifunzionalizzazione dell'ex gasometro di via Remo Sandron ("uno spazio per la musica con auditorium e aree di aggregazione"): https://riccardocecchini.wordpress.com/portfolio/recupero-del-gasometro-di-via-remo-sandron-a-palermo/;

    Per quanto riguarda quello di via Tiro a Segno, questo dovrebbe invece diventare un nuovo polo museale universitario aggregato al polo di via Archirafi e all’Orto botanico.
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    03 dic 2017 16:39
  • belfagor
    IL SINDACO ORLANDO SI DIFENDE…..ATTACCANDO
    Il sindaco Orlando ha risposto , in un’aula piena di consiglieri e cittadini, ad alcune delle 46 irregolarità riscontrate dai tre ispettori del ministero dell'Economia. E come al solito , invece di difendersi ha attaccato.
    Il lungo discorso del primo cittadino si è concentrato principalmente su due argomenti: aziende partecipate e personale. Prima di tutto Orlando ha criticato "quegli esponenti politici che rivendicano la regia di questa ispezione". Il riferimento, è chiaramente verso chi ha sollecitato tale ispezione e lo scioglimento del Comune.
    Poi il sindaco ha attaccato gli ispettori ministeriali "Siamo davanti ad una relazione anomala e l'anomalia sta nel fatto che si è soffermata principalmente su alcuni aspetti come la gestione del personale e delle aziende partecipate. Tutto questo renderebbe questa verifica strumentale e da alcuni strumentalizzabile".
    Duro il sindaco, soprattutto verso le critiche ricevuti in merito alla gestione delle partecipate comunali: "Nessun ispettore o ministero mi farà mai cambiare quella che è la mia linea politica, ovvero quello di mantenere pubbliche le aziende che espletano i servizi per la città. Rivendico con forza questa scelta dell'amministrazione . Dopo il fallimento di tre aziende abbiamo dovuto gestire il passaggio a nuovi regolamenti che disciplinano l'esistenza delle partecipate, da enti che vivevano e operavano solo in base ai trasferimenti pubblici ad aziende che hanno dovuto mantenere standard economici precisi, essere economicamente efficienti e presentare bilanci in positivo o in pareggio.”
    Per quanto riguarda l'aumento di quasi tre mila unità nella pianta organica del comune il sindaco non si tira indietro: “Rivendico anche questa linea politica e sono fiero di essere censurato per aver stabilizzato dei precari, anzi, annuncio già da adesso che l'anno prossimo il comune di Palermo mira ad essere uno dei primi a non avere precari tra i suoi dipendenti
    Orlando ha difeso la scelta di mantenere la partecipazione su Gesap, contestata invece nella relazione degli ispettori: "Questa amministrazione ha scelto di ignorare il coro di sciacalli che voleva privatizzare l'azienda, magari per svenderla a qualche amico. Dopo sette anni ha solo bilanci in attivo ed è nella condizione di fare anche investimenti per 88 milioni di euro".
    Di fronte alle perplessità di una parte del pubblico, che probabilmente si aspettavano dei chiarimenti sulle irregolarità riscontrate dai tre ispettori del ministero dell'Economia, Orlando ha annunciato la prossima istituzione di una commissione apposita per rispondere punto per punto alle 46 annotazioni.
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    01 dic 2017 19:06
  • Athon
    MONUMENTO AI CADUTI NELLA LOTTA CONTRO LA MAFIA:

    Passando da Piazza Tredici Vittime ho notato che una delle lastre in acciao del monumento "ai caduti nella lotta contro la mafia", in questa giornata ventosa, oscillava inquietantemente. Le altre sembravano stabili. Mi chiedo se sia una cosa normale oppure c'è il rischio che un giorno o l'altro, magari con qualche nodo in più, possa pericolosamente rovinare a terra. Quel movimento oscillatorio mi è risultato poco rassicurante. Il monumento, donato alla città da Mario Pecoraino, risale al 1983. Mi chiedo se sia mai stato interessato da lavori di manutenzione.

    Ps: trovo che di per sé il suddetto monumento sia poco efficace nel messaggio che comunica, oltre che brutto. So di non essere l'unico a pensarlo. Generalmente si è divisi tra coloro a cui piace e coloro a cui invece non piace per niente. Faccio parte del secondo gruppo. Non dico di sostituirlo, come in passato alcuni hanno proposto, quanto piuttosto di rinnovare ciò che c'è rendendo il tutto esteticamente più gradevole, oltre che più incisivo ed immediato nella significatività.
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    29 nov 2017 19:38
  • belfagor
    Il Comune sbaglia e il cittadino paga con spese e interessi

    Da qualche giorno stanno arrivando a molti cittadini un intimazione a pagare , entro 60 giorni, una cartella esattoriale per un errato pagamento della rata di acconto TARI del 2014.
    Fin qui tutto normale: se un cittadino sbaglia a pagare è giusto che si metta in regola pagando anche gli interessi di mora. Peccato che l’errore è stato fatto dal Comune e il cittadino deve pagare anche la sopratassa per un errore di cui non è responsabile

    Riporto la lettera che un cittadino a inviato a un giornale. Purtroppo non è un caso isolato.( anch'’io ho ricevuto una lettera simile)

    Ho ricevuto una cartella esattoriale con l’intimazione a pagare entro 60 giorni la somma di 33,66 euro, per errato pagamento della rata di acconto TARI 2014. Mi si contesta di avere pagato 27 euro come primo acconto TARI 2014, rispetto ai 46 euro che dovevo pagare. Controllando le cartelle esattoriali del 2014 riscontro che effettivamente la cartella esattoriale inviata dal comune di Palermo nel 2014 mi indicava di pagare 27 euro non i 46 euro contestati adesso. Come facevo a sapere che il Comune aveva sbagliato (o ha sbagliato adesso?) ad inviarmi la cartella esattoriale? E’ giusto che il Comune sbagli a mandare la cartella esattoriale e poi contesti la cartella esattoriale da lui stesso inviata? E’ giusto che per un errore comunale, non certamente mio, debba adesso pagare una somma aggiuntiva a cui vengono anche sommati interessi e spese? Che amministrazione comunale abbiamo che sbaglia i conteggi delle cartelle esattoriali, facendone poi ricadere i costi sui cittadini che hanno pagato quanto richiesto nei tempi e nei modi richiesti?
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    29 nov 2017 08:30