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  • 27 ott 2020

    Piazza Indipendenza: si avviano alla conclusione i lavori di restyling delle aree esterne di Palazzo Orleans

    di Fabio Nicolosi

    L’opera di restyling sulle aree esterne di Palazzo Orleans si avvia alla conclusione Cominciati a metà giugno, i lavori – necessari per innalzare il livello di sicurezza dell’immobile sede della Presidenza della Regione Siciliana – dovrebbero essere ultimati, così come da contratto con l’impresa aggiudicataria, ai primi di dicembre. I lavori, diretti dall’architetto Teotista Salerno, hanno reso necessario il restringimento temporaneo, da tre a due corsie, della carreggiata che attraversa piazza Indipendenza. Come visibile dalla foto è stato ormai quasi completato, il restauro dell’intera recinzione in pietra calcarea e ferro battuto che si trova ai bordi di corso Re Ruggero. Sono ancora in attesa dell'arrivo delle due fontane circolari mentre è già stata collocata la pavimentazione in pietra di billiemi, così come gli impianti di illuminazione e di irrigazione. Definite pure le aiuole che accoglieranno le stesse essenze arboree che si trovano all’interno del parco. Responsabile unico del procedimento è l’architetto Rino Beringheli.

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  • 26 ott 2020

    Bando per installazione 430 punti ricarica elettrica per auto

    di Fabio Nicolosi

    La Giunta comunale ha approvato una modifica e integrazione dei contenuti della Deliberazione di G.C. n. 85 del 17 05 2019 per la concessione di porzioni/parti di suolo pubblico finalizzate alla realizzazione delle infrastrutture di ricarica dei veicoli con motori ad alimentazione elettrica o ibridi. L'atto è il risultato di uno studio approfondito compiuto dal Servizio Mobilità Urbana e finalizzato al confronto delle diverse procedure messe in atto in varie città. Con il provvedimento, inoltre, la Giunta ha deciso di dare mandato allo stesso Servizio di procedere alla pubblicazione del Bando per l’individuazione di operatori economici interessati alla fornitura, installazione e gestione di colonnine di ricarica di veicoli ad 4 alimentazione elettrica o ibridi conformemente a quanto previsto dal Disciplinare Tecnico. La concessione avrà la durata di cinque anni decorrenti dalla stipula della stessa e potrà essere rinnovabile. Ogni operatore interessato (concessionario) potrà installare e gestire le colonnine di ricarica elettrica. In totale sono previsti 430 stalli e 223 impianti esclusivamente nei siti di seguito indicati. È esplicitamente previsto dal capitolato che l'utilizzo delle colonnine non potrà essere soggetto ad alcuna forma di abbonamento obbligatorio e che gli utenti dovranno poter pagare sul posto in modalità telematica. Nel formulare le graduatorie, il Comune darà maggior peso agli operatori che si impegnano per l'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, di coloro che oltre alle colonnine installeranno elementi di verde arredo urbano e infine di quegli operatori che offriranno la possibilità di ricarica, oltre che per le automobili, anche per biciclette, monopattini e altri mezzi di micro mobilità. Per il Sindaco Leoluca Orlando, "soprattutto in un momento in cui il Governo Nazionale offre cospicui incentivi per l'acquisto di vetture elettriche , la prospettiva che anche Palermo abbia presto una rete capillare di stazioni di ricarica è un ulteriore elemento che conferma la sintonia dell'amministrazione comunale con quel movimento globale che vuole fare della mobilità sostenibile uno dei pilastri dello sviluppo e della gestione delle città del futuro." L'assessore Giusto Catania ha sottolineato che "è stato dato mandato agli uffici di procedere all'immediata pubblicazione dell'avviso perché vogliamo che queste importanti infrastrutture per la mobilità sostenibile possano trovare al più presto collocazione nella nostra città, e contiamo in una risposta positiva degli operatori di mercato perché quello della mobilità sostenibile, come dimostra il risultato dell'avviso per il monopattino sharing è un settore in ampia espansione. La disponibilità di una rete capillare per la ricarica diventerà un indiretto incentivo perché il parco auto circolante a Palermo prosegua in modo ancora più sostenuto il processo di ammodernamento in corso da anni contribuendo al miglioramento della qualità dell'aria. Gli impianti dovranno essere convocati nel seguenti postazioni indicate nel bando. - 2 impianti (4 stalli) per complessivi 52 stalli in ciascuno dei parcheggi di seguito elencati: 1. Via Nina Siciliana 2. Viale Francia 3. Via Belgio 4. Via De Gasperi-Stadio 5. Via Paulsen 6. P.le Ungheria 7. P.zza Unità d’Italia 8. Viale Galatea 9. Parcheggio pubblico Forum 10. Parcheggio pubblico Conca d’Oro 11. Parcheggio Pubblico La Torre 12. Parcheggio fermata passante ferroviario Sferracavallo 13. Parcheggio fermata passante ferroviario Tommaso Natale - 3 impianti (6 stalli) per complessivi 12 stalli in ciascuno dei parcheggi di seguito elencati: 1. Via E. Basile (Università) 2. Piazzale Giotto - 1 impianto (2 stalli) per complessivi 22 stalli in ciascuno dei parcheggi di seguito elencati: 1. Via Serradifalco 2. Via Zisa 3. Via Saline (Mondello) 4. Via Fattori 5. Via Schillaci (Sferracavallo) 6. P.zza Spinuzza 7. Via Rutelli Pag. 3/13 8. Via Generale Di Maria 9. Via Mongibello 10. fermata passante ferroviario Ente Minerario Siciliano 11. fermata passante ferroviario via Germanese - 5 impianti (10 stalli) per ogni zona blu di sosta a tariffa (AMAT e APCOA) per complessivi 200 stalli. - 8 impianti (16 stalli) per ognuna delle 8 circoscrizioni in aree diverse dalle zone blu a tariffa per complessivi 128 stalli - 1 impianto (2 stalli) in prossimità di ciascuno dei porti ed approdi minori per complessivi 16 stalli 1. Sferracavallo 2. Mondello 3. Addaura Roosvelt 4. Vergine Maria 5. Arenella 6. Acquasanta 7. Sant’Erasmo 8. Bandita

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21 set 2020

Luigi Biondo: un grande palermitano “stranamente“ dimenticato

A Palermo in tutti gli ospedali o ambulatori della città troviamo un "padiglione Biondo", un "reparto Biondo",un "ambulatorio Biondo" o un "centro di vaccinazione Biondo". Eppure nessuno sa chi sia stato questo “signor Biondo” . Se  qualcuno cerca di saperne di più non trova niente, nemmeno su  Wikipedia. Ma allora chi era questo  misterioso “signor Biondo” ? Può sembrare strano ma il “ signor Biondo “ non era un grande luminare della medicina , anzi non era neanche medico, ma ha fatto per la sanità a Palermo più dello Stato , della Regione e del Comune, messi insieme. Infatti è stato il più  grande e generoso benefattore che Palermo abbia mai avuto : ha  donato, in vita,  ben quattordici importanti edifici, tra padiglioni ospedalieri e case di assistenza. In parole povere ha donato tutto il suo patrimonio personale per dotare Palermo di alcuni dei più importanti preside sanitari e assistenziali. Per raccogliere qualche informazione ho dovuto cercare tra gli archivi  dei giornali e ho trovato un vecchio articolo di Gabriello Montemagno da cui ho tratto le seguenti informazioni . Luigi Biondo,  era nato a Palermo il  1872  : apparteneva ad una famiglia di librai editori, proprietari di una tipografia in via del Protonotaro.on il padre e i fratelli, trasformo  l'impresa tipografica di famiglia in una vera e propria casa editrice, specializzata in libri scolastici e  collane per ragazzi  . Tra l' altro, crearono la maggiore fra le collane per ragazzi di quell' epoca, la "Bibliotechina aurea illustrata" che raccoglieva racconti e romanzi di autori come Edmondo De Amicis, Luigi Capuana, e le avventure di Emilio Salgari. Erano grandi appassionati di teatro, tanto che , acquistarono un' area durante la realizzazione di via Roma e ottennero la concessione dal Comune per edificare un teatro che, ancor oggi,  rappresenta il principale teatro di prosa di Palermo. Oltre  il Teatro Biondo, costruirono e gestirono per anni  il Kurssal  di via Emerico Amari  e il cineteatro Massimo (oggi Teatro al Massimo) di piazza Verdi. Inoltre attrezzarono l' edificio del teatro Biondo  con un elegante bar-ristorante, con il Salone delle feste, e con un albergo diurno affidato all' impresa milanese di Cleopatro Cobianchi. Alla fine degli anni Venti i fratelli  Biondo decisero di separare il patrimonio. A Luigi rimase lo stabile di piazza Verdi col cine-teatro Massimo e un cospicuo capitale in denaro.. Così Luigi, dopo la divisione dell'eredità, preferì  trasferirsi a Roma dove investì in speculazioni finanziarie e in borsa, accumulando uno straordinario patrimonio. Rimasto celibe, visse la sua lunga vita esclusivamente per il lavoro e per incrementare il suo capitale. Era un uomo  frugale e nonostante fosse molto ricco viveva semplicemente, senza lussi e agi. E tutto ciò non per avarizia, ma perché nutriva un grande sogno:  creare a Palermo  alcune  strutture sanitarie e assistenziali che né il Governo né la Regione ne  il Comune  erano stati capaci di realizzare. Così, negli ultimi anni di vita, ritorna a Palermo e si mette subito al lavoro . E, spinto da questo spirito filantropico, dota la città di ben quattordici complessi  sanitari e assistenziali, costruiti a proprie spese (senza contributi pubblici) nell' arco di soli sette anni, dal ' 58 al ' 65, per una spesa di oltre un miliardo di lire dell' epoca, Ed ecco, dunque, creare, in solo 7 anni,  e consegnare alla città  e ai vari enti pubblici Un fabbricato di quattro piani per l' Ospedale dei bambini; La Casa della madre e del bambino, edificio di due piani in piazza Danisinni; un padiglione per lo studio e la cura contro il cancro, al Policlinico; un fabbricato di due piani per la rieducazione dei minori disadattati, presso l' Ospedale psichiatrico di via Pindemonte; un grande fabbricato di cinque piani, con 115 posti letto, nell' ambito di Villa Sofia, da utilizzare - come annotò lo stesso Luigi Biondo - «ad ospedale geriatrico per i vecchi di ambo i sessi cronici, incurabili, paralitici che negli ospedali non li accettano»; un centro studi di gerontologia, da lui descritto come un edificio «con 60 comode poltrone in legno per studenti universitari per specializzarsi in malattie della vecchiaia, munito di cinema per proiezioni scientifiche»; un edificio di due piani a Villa Sofia, come ospedale pediatrico e traumatologico; un edificio di cinque piani in via Lazzaro, come "asilo nido permanente"; un edificio di tre piani quale padiglione di cardiochirurgia all' Ospedale Civico; un secondo padiglione per minori disadattati (due piani) all' Ospedale Psichiatrico, con questa annotazione: «commosso dalle lacrime dei genitori che hanno figli scemi»; un edificio di quattro piani in corso Calatafimi, quale casa di riposo per vecchi inabili e non abbienti; un edificio di tre piani in via Noce, quale ricovero per bambini fino ai 6 anni (Aiuto Materno); un ambulatorio dermosifilopatico all' Ospedale Civico;  un piano terreno come mensa popolare per i non abbienti. In parole povere,  buona parte delle strutture sanitarie di Palermo le ha fatte costruire lui !!! Alla fine, povero e senza un soldo, Luigi Biondo  morì  il 30 agosto 1967, all’età di 95 anni, ospite delle suore presso l' orfanotrofio da lui costruito in Via Noce. Al suo funerale erano presenti  solo….50 persone e nessuna autorità politica !!!!. Dopo tanta straordinaria generosità, la città “ stranamente” non gli ha mai dedicato una strada, neanche in periferia . E così abbiamo un “lungomare” dedicato, in pompa magna, a un discusso personaggio politico medio orientale ma nemmeno un vicolo per un uomo che ha dato tanto per questa città. COMPLIMENTI !!!!  P.S. Luigi Biondo “ giustamente” è stato dimenticato perché è un esempio imbarazzante e scomodo per i nostri “amministratori”. Un uomo che in soli 7 anni ha dotato, con i propri soldi,  la città di gran parte  delle sue strutture sanitarie e assistenziali  esistenti è un “ pessimo esempio”. E meglio “ promettere” e non fare niente o sperperare i soldi pubblici in opere inutili.

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18 ago 2020

Semafori photored: una rivoluzione per educare i palermitani?

Molti di noi, noi palermitani, viviamo o abbiamo vissuto lontani dalla nostra città. Abbiamo visto coi nostri occhi le città gestite da una buona amministrazione, dove ogni cosa pubblica ha un ufficio preposto alla sua manutenzione e soprattutto al suo miglioramento. Fuori Palermo, anche restando in Sicilia, ad esempio nella zona del ragusano, abbiamo imparato ad usare le rotonde, a dare le precedenze e ad utilizzare uno strumento fondamentale nella guida cittadina: la linea di arresto. Quando le auto, allo scattare del rosso, si fermano prima della linea di arresto, magicamente, le strisce pedonali restano sgombere, senza che i pedoni, i passeggini e le carrozzelle debbano fare nessuno slalom e nei momenti di traffico le auto riescono a defluire e l'incrocio resta libera per il flusso perpendicolare. Un fantastico metodo per controllare e educare i palermosauri all'utilizzo di questo magico strumento (la cui manutenzione, insieme a tutto il resto della segnaletica orizzontale e verticale, dovrebbe essere preoccupazione primaria dell'amministrazione) è il controllo del rosso semaforico, attivo in moltissime altre città. Allo scattare del rosso ti devi fermare, prima della linea d'arresto, altrimenti multa. Credo che sarebbe un'ottima soluzione. "Ma a Palermo i controlli sono una tantum e ci sono solo quando si deve fare cassa", molti direbbero questo. Io credo che i controlli e una campagna delle buone regole siano gli unici metodi efficaci per cambiare un po' di cattive abitudini che abbiamo qui a Palermo, dove tra clacson, slalom pedonali, marciapiedi rotti, ciclabili inesistenti, strade fatiscenti, parcheggi selvaggi e chi più ne ha più ne metta, la vita nella giungla cittadina risulta particolarmente stressante. Insieme, tutti insieme, con l'aiuto di un'amministrazione amica, possiamo riuscire a cambiare in meglio la nostra bellissima città. Riccardo

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  • belfagor
    LA PALERMO- AGRIGENTO FA SCHIFO
    Tale affermazione, un po’ colorita, è stata pronunciata dal vice ministro delle infrastrutture e trasporti , Giancarlo Cancelleri , che insieme al ministro degli esteri Luigi Di Maio l’ hanno percorsa per recarsi a Casteltermini ( AG) per motivi elettorali.
    I due sono arrivati , in forte ritardo e visibilmente provati dall’ “avventuroso” viaggio:
    Così il vice ministro si è giustificato :
    “Scusate il ritardo ma la Palermo-Agrigento fa schifo. Lo dico da tempo e lo ribadisco – ha detto Cancelleri – su questo fronte gli sforzi devono essere massimi per restituire ai cittadini e alle attività economiche una strada di collegamento decente. L’obiettivo è quello di concludere i lavori entro il prossimo anno in modo da sbloccare l’isolamento che attanaglia ben tre province”.
    Che la PA-AG ” fa schifo ” lo sappiamo benissimo ma forse dal vice ministro ci aspettiamo qualcosa di più concreto.
    E’ vero che i lavori sono ripresi ma, invece di ridurre i disaggi degli automobilisti, i cantieri ( e i semafori) sono aumentati .
    Inoltre il manto stradale somiglia tanto a quello delle strade di Palermo e la segnaletica ,orizzontale e verticale, è totalmente assente e confusa.
    Di notte spesso si procede ad intuito .
    E’ incredibile che ci sono cantieri abbandonati da anni mentre ne vengono aperti di nuovi.
    E in tutto questo il viadotto Scorciavacche, inaugurato nel 2014 e “crollato” dopo una settimana, continua ad essere chiuso.( eppure si disse che sarebbero bastate poche settimane per riaprirlo )
    L’auspicare che i lavori finiscano entro il 2021 non basta. Bisogna stilare un crono programma dei lavori che le ditte devono rispettare scrupolosamente.
    Un opera che doveva essere terminata nel 2016 ed è ancora in alto mare forse è giusto pretendere tempi certi.
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    24 ott 2020 17:21
  • belfagor
    IL “CASO PONTE CORLEONE E ORETO” ARRIVA IN PROCURA
    I consiglieri comunali di Palermo, Ugo Forello e Giulia Argiroffi, hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica per segnalare " lo stato di precaria sicurezza del Ponte Corleone e del Ponte Oreto".
    Secondo i due consiglieri per i due ponti ci sono seri e concreti pericoli per l’incolumità pubblica :
    “a causa del degrado avanzato delle strutture, della mancanza di un’accurata e aggiornata ispezione tecnica, della scarsa manutenzione e della mancata volontà di far rispettare le stringenti limitazioni di velocità e transito”.
    L’esposto è accompagnato da una voluminosa documentazione che, nel caso del Ponte Corleone, inizia addirittura dal maggio del 2002.
    Allora l’ingegner Marcello Arici scrisse :
    “si sono determinate gravissime situazioni di dissesto strutturale in corrispondenza degli appoggi. Il dissesto è tale da generare una grave condizione di instabilità nella parte di impalcato semplicemente appoggiata con pericolo di crollo della stessa per una luce di 12,5 metri”.
    “Chiediamo alla Procura – spiegano i due consiglieri – di valutare eventuali fattispecie di reato e di considerare l’opportunità di richiedere d’urgenza il sequestro preventivo dei ponti Oreto e Corleone. Si tratta di passaggio doveroso di cui sentiamo tutta la responsabilità, insita anche nel ruolo istituzionale che svolgiamo. Dalla documentazione esistente il rischio risulta concreto e non vogliamo che questa città debba piangere per disastri e morti evitabili”.

    Se la Magistratura finalmente comincerà ad indagare sarà molto imbarazzante per gli “ amministratori” che in questi anni si sono succeduti , giustificare la loro colpevole inerzia.
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    20 ott 2020 13:17
  • peppe2994
    È arrivato il via libera definitivo ad impilare la spazzatura sulla sesta vasca piena. L'apice di una vicenda surreale che si trascina da sempre, non sia mai pensare ad una soluzione a lungo termine.
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    16 ott 2020 13:42
  • belfagor
    UNO STUDIO UE COLLOCA PALERMO ALL ULTIMO POSTO PER QUALITA’ DELLA VITA
    Palermo continua a "navigare" stabilmente all’ultimo posto nelle classifiche nazionali e internazionali .
    Questa volta non è “ Il Sole 24ore” ha confermare questo “primato “ poco invidiabile ma …… l’ Unità Europea.
    Uno studio Ue presentato in occasione della Settimana delle Regioni Ue, organizzata da Comitato delle Regioni e Commissione Ue ha confermato Palermo ……all’ultimo posto per qualità della vita
    Tale studio ha analizzato 83 città europee di medie e grandi dimensioni, di cui sei italiane (Bologna, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Verona).
    La soddisfazione espressa dai residenti italiani nelle sei città in questione oscilla infatti da un massimo del 92,9% a Bologna a un minimo del 63,8% a Palermo.
    Ormai Palermo appare in “ caduta libera” in tutte le classifiche internazionali che analizzano la vivibilità e la qualità della vita.
    Palermo è sempre più una città invivibile dove è difficile vivere ma anche morire.
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    16 ott 2020 06:20
  • belfagor
    IL PONTE DI CORLEONE E’ ORMAI ABBANDONATO AL SUO DESTINO
    Che il ponte di Corleone non è in cima delle priorità è ormai noto : infatti non solo il Comune ha perso i finanziamenti per il raddoppio ma da ben 2 anni il ponte non è più monitorato e controllato.
    Ormai sembra che gli “ amministratori” comunali non solo non siano più interessati al suo futuro ma neanche alla sua sorte.
    Dopo la notizia che i finanziamenti per il raddoppio del ponte erano stati persi , il presidente del Consiglio comunale, Salvatore Orlando correttamente chiese chiarimenti al sindaco.
    Orlando a sua volta si è rivolto all’assessore per avere notizie sull’attuale situazione ,sia del ponte Corleone che su quello di via Oreto.
    L’assessore ha chiesto allora chiarimenti ai suoi dirigenti.
    La risposta del dirigente del settore Infrastrutture del Comune di Palermo è stata ….”agghiacciante” :

    "Al fine di sgombrare il campo da ogni dubbio si rappresenta che non è possibile dare alcuna rassicurazione in ordine alla ricezione delle attività previste dalle "Linee guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza ed il monitoraggio dei ponti esistenti" emanate dal Consiglio superiore dei lavori pubblici .
    Ciò posto val la pena rappresentare che, nel tempo, ogni tentativo di avviare attività che avesse come obiettivo il censimento ed il monitoraggio delle infrastrutture stradali ed in particolare le strutture da ponte è stata vana.
    Il progressivo svuotamento delle professionalità presenti nel servizio o nella struttura tecnica viene evidenziata con forza dalla constatazione che, ad esempio, la relazione per la valutazione della sicurezza del ponte Corleone redatta ormai circa due anni fa, e quindi ormai da aggiornare, è stata redatta da un team di tre funzionari tecnici di cui due ormai posti in quiescenza ed uno dimissionario, a seguito di assunzione presso altro ente".

    In parole povere da più di due anni il ponte di Corleone, come anche gli altri ponti cittadini, non sono più controllati.
    Perche?:
    La risposta del dirigente è chiara :

    “Il Comune non ha né il personale né i fondi per controllare e valutare la sicurezza dei ponti della città, compreso quello al centro di mille attenzioni: il ponte Corleone sulla circonvallazione.”

    Visto che il ponte non è più controllato da nessuno , per evitare cedimenti o crolli è stato fissato il limite di velocità a 30 chilometri orari e un carico massimo di peso a 1,1 tonnellate.
    Peccato che non c’è nemmeno un cartello che avvisa i camionisti sul limite di peso .
    Ma anche se ci fossero i cartelli non c’è nessuno che potrebbe controllare il rispetto di queste limitazioni.
    Per la manutenzione l’Amministrazione aveva in bilancio solo….1 milione di euro che però non sono più disponibili ( sembra che siano stati dirottati per altre spese).
    Al Comune le priorità sono altre...........
    COMPLIMENTI !!!!!!
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    12 ott 2020 13:36