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  • 23 set 2020

    Piazza Indipendenza: proseguono i lavori di restyling delle aree esterne di Palazzo Orleans

    di Fabio Nicolosi

    Prosegue l'opera di restyling sulle aree esterne di Palazzo Orleans. Cominciati a metà giugno, i lavori - necessari per innalzare il livello di sicurezza dell'immobile sede della Presidenza della Regione Siciliana - possono considerarsi al giro di boa e dovrebbero essere ultimati, così come da contratto con l'impresa aggiudicataria, ai primi di dicembre. "Ma - afferma il governatore Nello Musumeci - contiamo, vista la celerità con cui vanno avanti, di terminarli in anticipo. La necessità di rendere più sicuro un sito considerato strategico e per definizione "sensibile" è stata l'occasione per aumentarne anche il decoro con una serie di opere pensate per entrare in sintonia con la bellezza del palazzo ed esaltarne ancora di più lo splendore. Tra non molto, ormai, cittadini e turisti potranno ammirare un'area verde curata in ogni dettaglio che fungerà da suggestiva anticamera ai giardini del Parco Orleans, anch'essi ormai prossimi alla riapertura. E' un progetto ispirato rigorosamente a senso dell'estetica e dell'armonia com'è giusto che sia per un monumento tanto prestigioso e per una città ricca di storia e di cultura come Palermo". I lavori, diretti dall'architetto Teotista Salerno, hanno reso necessario il restringimento temporaneo, da tre a due corsie, della carreggiata che attraversa piazza Indipendenza ma già a inizio ottobre parte del cantiere dovrebbe essere smontato a beneficio della viabilità che, comunque, non ha mai subìto vistosi rallentamenti. E' stato ormai quasi completato, invece, il restauro dell'intera recinzione in pietra calcarea e ferro battuto che si trova ai bordi di corso Re Ruggero. In arrivo da Valderice le due fontane circolari mentre è già stata collocata parte della pavimentazione in pietra di billiemi, così come gli impianti di illuminazione e di irrigazione. Definite pure le aiuole che accoglieranno le stesse essenze arboree che si trovano all'interno del parco. Responsabile unico del procedimento è l'architetto Rino Beringheli.

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  • 21 set 2020

    Monumenti: come migliorarne la gestione

    di matteo O.

    Era il lontano luglio del 2012 quando a seguito di una visita alla città di Palermo mi accorsi che la gestione dei monumenti da un punto di vista di fruizione turistica era veramente inesistente. Orari e giorni di apertura completamente diversi tra un monumento e l'altro, impossibilità di acquistare un biglietto unico per vedere i principali tesori del centro storico, mancanza totale di informazione riguardo i percorsi turistici. Scrissi un articolo su questo stesso sito: http://palermo.mobilita.org/2012/07/27/se-palermo-avesse-un-serio-assessorato-al-centro-storico-ed-al-turismo/ Segnalai il problema all'Assessorato al Centro Storico e al Turismo, proponendo anche delle soluzioni diverse. Mi ringraziarono dei consigli e mi spiegarono che il problema risiedeva nel fatto che i monumenti, anche quelli principali, erano gestiti da enti diversi (nel penultimo commento dell’articolo sopracitato trovate la risposta integrale dell’Assessorato). Ebbene a distanza di 8 anni mi duole constatare che nulla è cambiato. Un caro amico recatosi a Palermo non ha potuto visitare, tra gli altri, luoghi di importanza enorme come la chiesa della Martorana e quella di San Cataldo, l’Oratorio di Santa Cita, le cripte della Cattedrale. I motivi erano semplici: “la chiesa è chiusa per pausa pranzo”, “il lunedi il monumento è chiuso”, “il monumento apre solo al mattino”, etc…. E dire che seppur non abbia potuto vedere moltissimi dei monumenti che avrebbe voluto è rimasto comunque estasiato dalla bellezza e rarità dell’architettura e arte della città di Palermo. Pertanto ancora una volta ripropongo le stesse parole utilizzate nel mio vecchio articolo, nella speranza che stavolta di possa fare meglio e che questa proposta arrivi al Sindaco e all’Assessore al Centro Storico: “Ma dato che non voglio solo criticare ma voglio essere propositivo, voglio proporre all’Assessorato al Centro Storico ed al Turismo di creare un biglietto unico per tutti i monumenti della città. Di adoperare i lavoratori in eccesso della pubblica amministrazione (penso ad esempio alla Gesip) come custodi dei monumenti per poterli rendere fruibili tutti i giorni della settimana tra le 9.00 e le 18.00. Di fornire ogni monumento di una precisa indicazione circa i giorni e gli orari di apertura. Di permettere, là dove agibili, di visitare i campanili e i piani superiori di tutte le chiese (ed eventuali castelli o monumenti vari), il che gratificherebbe notevolmente la curiosità di ogni turista. Di fornire in ogni monumento una mappa di tutti gli altri monumenti visitabili con un preciso percorso per i turisti.” E aggiungo: "di fornire ogni monumento di cartelli esplicativi circa la sua storia e le sue opere più importanti, sull’esempio della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina"

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21 set 2020

Luigi Biondo: un grande palermitano “stranamente“ dimenticato

A Palermo in tutti gli ospedali o ambulatori della città troviamo un "padiglione Biondo", un "reparto Biondo",un "ambulatorio Biondo" o un "centro di vaccinazione Biondo". Eppure nessuno sa chi sia stato questo “signor Biondo” . Se  qualcuno cerca di saperne di più non trova niente, nemmeno su  Wikipedia. Ma allora chi era questo  misterioso “signor Biondo” ? Può sembrare strano ma il “ signor Biondo “ non era un grande luminare della medicina , anzi non era neanche medico, ma ha fatto per la sanità a Palermo più dello Stato , della Regione e del Comune, messi insieme. Infatti è stato il più  grande e generoso benefattore che Palermo abbia mai avuto : ha  donato, in vita,  ben quattordici importanti edifici, tra padiglioni ospedalieri e case di assistenza. In parole povere ha donato tutto il suo patrimonio personale per dotare Palermo di alcuni dei più importanti preside sanitari e assistenziali. Per raccogliere qualche informazione ho dovuto cercare tra gli archivi  dei giornali e ho trovato un vecchio articolo di Gabriello Montemagno da cui ho tratto le seguenti informazioni . Luigi Biondo,  era nato a Palermo il  1872  : apparteneva ad una famiglia di librai editori, proprietari di una tipografia in via del Protonotaro.on il padre e i fratelli, trasformo  l'impresa tipografica di famiglia in una vera e propria casa editrice, specializzata in libri scolastici e  collane per ragazzi  . Tra l' altro, crearono la maggiore fra le collane per ragazzi di quell' epoca, la "Bibliotechina aurea illustrata" che raccoglieva racconti e romanzi di autori come Edmondo De Amicis, Luigi Capuana, e le avventure di Emilio Salgari. Erano grandi appassionati di teatro, tanto che , acquistarono un' area durante la realizzazione di via Roma e ottennero la concessione dal Comune per edificare un teatro che, ancor oggi,  rappresenta il principale teatro di prosa di Palermo. Oltre  il Teatro Biondo, costruirono e gestirono per anni  il Kurssal  di via Emerico Amari  e il cineteatro Massimo (oggi Teatro al Massimo) di piazza Verdi. Inoltre attrezzarono l' edificio del teatro Biondo  con un elegante bar-ristorante, con il Salone delle feste, e con un albergo diurno affidato all' impresa milanese di Cleopatro Cobianchi. Alla fine degli anni Venti i fratelli  Biondo decisero di separare il patrimonio. A Luigi rimase lo stabile di piazza Verdi col cine-teatro Massimo e un cospicuo capitale in denaro.. Così Luigi, dopo la divisione dell'eredità, preferì  trasferirsi a Roma dove investì in speculazioni finanziarie e in borsa, accumulando uno straordinario patrimonio. Rimasto celibe, visse la sua lunga vita esclusivamente per il lavoro e per incrementare il suo capitale. Era un uomo  frugale e nonostante fosse molto ricco viveva semplicemente, senza lussi e agi. E tutto ciò non per avarizia, ma perché nutriva un grande sogno:  creare a Palermo  alcune  strutture sanitarie e assistenziali che né il Governo né la Regione ne  il Comune  erano stati capaci di realizzare. Così, negli ultimi anni di vita, ritorna a Palermo e si mette subito al lavoro . E, spinto da questo spirito filantropico, dota la città di ben quattordici complessi  sanitari e assistenziali, costruiti a proprie spese (senza contributi pubblici) nell' arco di soli sette anni, dal ' 58 al ' 65, per una spesa di oltre un miliardo di lire dell' epoca, Ed ecco, dunque, creare, in solo 7 anni,  e consegnare alla città  e ai vari enti pubblici Un fabbricato di quattro piani per l' Ospedale dei bambini; La Casa della madre e del bambino, edificio di due piani in piazza Danisinni; un padiglione per lo studio e la cura contro il cancro, al Policlinico; un fabbricato di due piani per la rieducazione dei minori disadattati, presso l' Ospedale psichiatrico di via Pindemonte; un grande fabbricato di cinque piani, con 115 posti letto, nell' ambito di Villa Sofia, da utilizzare - come annotò lo stesso Luigi Biondo - «ad ospedale geriatrico per i vecchi di ambo i sessi cronici, incurabili, paralitici che negli ospedali non li accettano»; un centro studi di gerontologia, da lui descritto come un edificio «con 60 comode poltrone in legno per studenti universitari per specializzarsi in malattie della vecchiaia, munito di cinema per proiezioni scientifiche»; un edificio di due piani a Villa Sofia, come ospedale pediatrico e traumatologico; un edificio di cinque piani in via Lazzaro, come "asilo nido permanente"; un edificio di tre piani quale padiglione di cardiochirurgia all' Ospedale Civico; un secondo padiglione per minori disadattati (due piani) all' Ospedale Psichiatrico, con questa annotazione: «commosso dalle lacrime dei genitori che hanno figli scemi»; un edificio di quattro piani in corso Calatafimi, quale casa di riposo per vecchi inabili e non abbienti; un edificio di tre piani in via Noce, quale ricovero per bambini fino ai 6 anni (Aiuto Materno); un ambulatorio dermosifilopatico all' Ospedale Civico;  un piano terreno come mensa popolare per i non abbienti. In parole povere,  buona parte delle strutture sanitarie di Palermo le ha fatte costruire lui !!! Alla fine, povero e senza un soldo, Luigi Biondo  morì  il 30 agosto 1967, all’età di 95 anni, ospite delle suore presso l' orfanotrofio da lui costruito in Via Noce. Al suo funerale erano presenti  solo….50 persone e nessuna autorità politica !!!!. Dopo tanta straordinaria generosità, la città “ stranamente” non gli ha mai dedicato una strada, neanche in periferia . E così abbiamo un “lungomare” dedicato, in pompa magna, a un discusso personaggio politico medio orientale ma nemmeno un vicolo per un uomo che ha dato tanto per questa città. COMPLIMENTI !!!!  P.S. Luigi Biondo “ giustamente” è stato dimenticato perché è un esempio imbarazzante e scomodo per i nostri “amministratori”. Un uomo che in soli 7 anni ha dotato, con i propri soldi,  la città di gran parte  delle sue strutture sanitarie e assistenziali  esistenti è un “ pessimo esempio”. E meglio “ promettere” e non fare niente o sperperare i soldi pubblici in opere inutili.

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18 ago 2020

Semafori photored: una rivoluzione per educare i palermitani?

Molti di noi, noi palermitani, viviamo o abbiamo vissuto lontani dalla nostra città. Abbiamo visto coi nostri occhi le città gestite da una buona amministrazione, dove ogni cosa pubblica ha un ufficio preposto alla sua manutenzione e soprattutto al suo miglioramento. Fuori Palermo, anche restando in Sicilia, ad esempio nella zona del ragusano, abbiamo imparato ad usare le rotonde, a dare le precedenze e ad utilizzare uno strumento fondamentale nella guida cittadina: la linea di arresto. Quando le auto, allo scattare del rosso, si fermano prima della linea di arresto, magicamente, le strisce pedonali restano sgombere, senza che i pedoni, i passeggini e le carrozzelle debbano fare nessuno slalom e nei momenti di traffico le auto riescono a defluire e l'incrocio resta libera per il flusso perpendicolare. Un fantastico metodo per controllare e educare i palermosauri all'utilizzo di questo magico strumento (la cui manutenzione, insieme a tutto il resto della segnaletica orizzontale e verticale, dovrebbe essere preoccupazione primaria dell'amministrazione) è il controllo del rosso semaforico, attivo in moltissime altre città. Allo scattare del rosso ti devi fermare, prima della linea d'arresto, altrimenti multa. Credo che sarebbe un'ottima soluzione. "Ma a Palermo i controlli sono una tantum e ci sono solo quando si deve fare cassa", molti direbbero questo. Io credo che i controlli e una campagna delle buone regole siano gli unici metodi efficaci per cambiare un po' di cattive abitudini che abbiamo qui a Palermo, dove tra clacson, slalom pedonali, marciapiedi rotti, ciclabili inesistenti, strade fatiscenti, parcheggi selvaggi e chi più ne ha più ne metta, la vita nella giungla cittadina risulta particolarmente stressante. Insieme, tutti insieme, con l'aiuto di un'amministrazione amica, possiamo riuscire a cambiare in meglio la nostra bellissima città. Riccardo

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  • belfagor
    PONTE CORLEONE FLOP: I SOLDI C'ERANO MA NON SONO STATI SPESI
    I lavori, finanziati cinque anni fa con 17 milioni, non sono mai partiti per il raddoppio della struttura sarà ora necessario reperire altri fondi
    di ANTONIO FRASCHILLA

    “ Repubblica” 18 settembre 2020

    Il Comune di Palermo scalda i motori per utilizzare i fondi europei in arrivo con il Recovery fund e domani il sindaco Leoluca Orlando presenterà i progetti chiesti per la città. Peccato però che Palazzo delle Aquile abbia già a disposizione milioni e milioni di euro e da anni non li utilizza, tanto che in alcuni casi di fatto li ha persi. Come per il raddoppio del ponte Corleone, una struttura che ha « alcune evidenti criticità infrastrutturali » come emerso in una recente relazione del ministero, e per la quale lo Stato ha messo a disposizione 17 milioni di euro già cinque anni fa nel cosiddetto Patto per Palermo di renziana memoria. Ad oggi non un euro di queste somme è stato impegnato dal Comune e adesso arriva la notizia che lo Stato ha dirottato altrove il finanziamento. Il motivo? «I fondi in questi anni non sono stati utilizzati e quindi sono stati svincolati, adesso occorrerà reperire altre risorse » , dicono dal ministero delle Infrastrutture.

    Così un ponte strategico per Palermo e la Sicilia come lo era il ponte Morandi per Genova, essendo « l’unico collegamento tra le autostrade Palermo- Catania e Palermo- Trapani», resta senza interventi e quindi a rischio chiusura: tanto che lo stesso Comune ha limitato il traffico ai veicoli con più di 11 tonnellate di peso. Ma chi controlla giornalmente che questi mezzi non transitino su questo ponte malridotto?
    Il caso dei soldi persi per il raddoppio del ponte Corleone è esploso nei giorni scorsi con una nota del provveditore alle opere pubbliche della Sicilia, Gianluca Ievolella, in risposta a una interrogazione del deputato del Movimento 5 stelle Adriano Varrica. Dalla relazione si scopre che a cinque anni dal varo del Patto di Palermo, con tanto di firma scenografica nella Valle dei Templi tra Matteo Renzi e il sindaco Orlando, ad oggi il Comune non ha completato nemmeno l’appalto per la revisione della progettazione dell’opera: revisione perché esisteva un vecchio progetto affidato dall’amministrazione Cammarata alla società Cariboni che poi ha avuto problemi economici mollando l’appalto.

    Nel Patto per Palermo erano stati quindi inseriti 17 milioni di euro per « l’intervento di realizzazione dei ponti laterali al ponte Corleone » : soldi adesso dirottati altrove. « Ma l’intervento ha carattere di estrema urgenza — scrive Ievolella al ministero delle Infrastrutture, chiedendo di trovare altri fondi — poiché l’eventuale chiusura del ponte esistente per lavori di manutenzione straordinaria di fatto chiuderebbe la principale arteria di accesso alla città».
    I
    l ponte « ha evidenti criticità » , come scrive il provveditore alle opere pubbliche, che aggiunge: « La struttura presenta forti fenomeni di carbonizzazione del calcestruzzo in vaste aree per spessori che superano il copriferro peraltro inesistente in varie zone delle strutture. Le armature in ferro utilizzate all’epoca sono di acciaio e appaiono vistosamente ridotte di sezione a causa della corrosione. A cura del Comune sono stati eseguiti 15 anni fa dei carotaggi sul calcestruzzo per l’individuazione della resistenza con esiti confortanti, ma no risultano effettuate prove di carico sull’impalcato e nemmeno un monitoraggio continuo del ponte».

    Il caso dei soldi ancora non spesi per il ponte Corleone, e che adesso dovranno essere reperiti altrove nelle pieghe del bilancio dello Stato, arriverà anche a Sala delle Lapidi. Il presidente del Consiglio Salvatore Orlando ha scritto una nota alla giunta per chiedere chiarimenti: « Laddove sia confermata la carenza delle fonti di finanziamento per gli interventi, malgrado l’impegno profuso da oltre 5 anni dall’amministrazione comunale, si chiede di conoscere quali iniziative a carattere di urgenza siano state impegnate, ciò al fine di tutelare primariamente la sicurezza dei trasporti ».

    Cinque anni per non avere nemmeno un progetto definitivo per un ponte strategico per la città.
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    20 set 2020 07:50
  • punteruolorosso
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    20 set 2020 07:02
  • belfagor
    L' ASSESSORE CATANIA CONTRO TUTTI
    Migliaia di palermitani stanno firmando una petizione sul sito “Change.org “dal titolo: “Revoca della Assurda pista ciclabile Villafranca – Praga”.
    “Un’arteria di traffico, già con problemi, non si intasa. Fra i tanti posti in cui si poteva realizzare una bella pista ciclabile si è scelto, per cieca protervia, senza confronto o consenso, il peggiore. Peraltro con soluzioni di insicurezza e illogicità per ciclisti, automobilisti e pedoni. Vogliamo Liberare Palermo da questa arroganza e stoltezza con cui si tratta il bene comune e la qualità della vita dei palermitani. Non vogliamo protestare. Vogliamo cose fatte bene per il bene dei cittadini di Palermo. I palermitani meritano di più di queste cose raffazzonate, incongrue, senza logica e tecnica, senza progetto e respiro urbanistico”.
    Che il progetto era frettoloso e raffazzonato lo dimostra il fatto che l’amministrazione comunale sta cancellando le strisce blu dei parcheggi.
    Al Comune si sono accorti che lo spazio per le piste ciclabili e i parcheggi rendeva la strada troppo stretta per il transito delle auto e soprattutto per gli autobus.
    Gli ingorghi, gli incidenti e le lunghe code in questi giorni nelle strade dove sono “spuntate” le piste ciclabili, ne sono una dimostrazione.
    Ma l’assessore Catania non demorde e minaccia denunce :
    “Ho verificato in prima persona e all’infortunistica della polizia municipale non risulta alcun incidente. Per questa ragione, ho detto al comando di procedere con l’individuazione e la denuncia ( sob!!!!) di tutti quelli che sui social postano foto di falsi incidenti. Sono tutte fake news. C’è in atto– aggiunge l’assessore – un tentativo di delegittimare le piste ciclabili attraverso campagne sui social. Un allarmismo ingiustificato e una parte della politica va dietro a queste false notizie”.

    P.S. Forse l’assessore Catania invece che minacciare denunce e utilizzare la polizia municipale per individuare i suoi detrattori sui social ,farebbe meglio a risolvere le tante criticità di questa pista ciclabile.
    Inoltre si interroghi perché i cittadini , compresi i ciclisti e le loro associazioni sono critici su questa pista ciclabile ?
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    19 set 2020 06:20
  • angelo65
    lavori anello ferroviario in via sicilia
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    17 set 2020 20:35
  • belfagor
    MORIREMO ORLANDIANI
    Durante la prima repubblica, la D.C. nonostante le tante divisioni e i tanti problemi del Paese, dopo ogni elezione usciva vincitrice.
    La gente ,che aspirava a un cambiamento, alla fine cominciò a perdere la speranza e si convinse che “ sarebbero morti democristiani” .
    Poi venne la seconda Repubblica e la D.C.si sciolse come neve al sole.
    La “ grande balena bianca “ aveva i “ piedi d’argilla”.
    Ma la D.C. non è scomparsa .
    Per esempio a Palermo un democristiano è riuscito a sopravvivere al suo vecchi partito.
    Nonostante i disastri della sua amministrazione .è da oltre 30 anni che condiziona la vita politica della città.
    La sua forza, oltre le indubbie capacità politiche, è soprattutto legata alla debolezza dei suoi rivali.
    Orlando, nonostante tutto , è riuscito a vince la battaglia sulla mozione di sfiducia dimostrando che non esiste a Palermo nessuno che lo può sfiduciare.
    Durante la conferenza stampa ha ricordato che a Palermo “Sono tutti minoranze, la maggioranza sono io”, e che i suoi avversari sono solo “accattoni” .
    Ma ancora più sprezzante è stato verso i suoi sostenitori :“da soli non vincono, devono condividere la mia visione”.
    Come il marchese del Grillo ha voluto ricordare ai suoi“ fedelissimi che “ Io sono io, voi non siete un c….).
    Forse sarà una “ cariatide” ma gli altri sono “ politicamente inconsistenti”
    L’unica che ha dimostrato carattere è la consigliere Argiroffi che lo ha duramente attaccato e lo ha accostato ad alcuni sindaci democristiani del passato ( Orlando ha minacciato querele).
    Ora Orlando si prepara ad affrontare gli ultimi 20 mesi del suo mandato da sindaco, in vista delle elezioni del 2022.
    La legge non consente di ricandidarsi ma Orlando non demorde.
    Sembra che stia studiando un modo per aggirare questo “ piccolo ostacolo”
    Conoscendolo siamo convinti che alla fine ……..moriremo orlandiani .
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    16 set 2020 07:57