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  • 21 nov 2019

    Avviata l'installazione dei semafori intelligenti a LED

    di Fabio Nicolosi

    Riportiamo il comunicato stampa che richiama l'articolo di aprile 2018. Sono iniziati in questi giorni i lavori per installare in 51 incroci della città particolarmente soggetti a traffico automobilistico i sensori "intelligenti" che regoleranno i tempi semaforici in base all'effettiva presenza di autovetture in attesa. Dopo i lavori di ammodernamento e sostituzione delle lampade con quelle a Led, si procede quindi alla seconda fase del progetto, inserito nel PON Metro, per l'ammodernamento dei semafori cittadini. In totale sono 187 i semafori in diversi quartieri della città adattati con lampade a basso consumo che garantiranno un risparmio stimato di circa l’80% di energia elettrica e maggiore visibilità, mentre 51 saranno appunto dotati del rilevatore di traffico che adatterà i tempi di accensione in base ai flussi veicolari rilevati in tempo reale. I lavori sono eseguito dalla Aesys di Brusaporto (Bg) per importo di circa 780 mila euro finanziato con fondi del PON Metro. La rilevazione del traffico in tempo reale si basa su telecamere e trasmettitori UMTS, che permetteranno ad un sistema centralizzato a livello cittadino l'elaborazione dei dati e l'adattamento sempre in tempo reale dei tempi di accensione e spegnimento delle luci verdi/gialle/rosse per ciascun senso di marcia. Ad esempio nei semafori che regolano il traffico lungo la via Dante, in via Libertà e via Roma potranno variare i tempi del “verde” per ciascuna direzione di marcia delle auto in base all'effettivo traffico che su ciascuna direttrice si registrerà in tempo reale. "Mobilità e innovazione sono scelta strategica e visione ormai consolidata della nostra città – ha dichiarato il sindaco Orlando -. I semafori intelligenti oggi consentono di contrastare stress e ritardi per i cittadini e di realizzare mobilità sostenibile, confermando il PON Metro e la progettazione comunitaria del Comune come importanti strumenti per la vivibilità in città".

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  • 20 nov 2019

    Piano Battaglia, l'ennesima beffa

    di Antony Passalacqua

    Palermo - Anche nel 2019 sembra profilarsi l’ennesima beffa per la stazione sciistica di Piano Battaglia e per tutto il comprensorio Madonita che gravita attorno alle attività invernali, faticosamente riportate in vita dopo oltre un decennio di abbandono. Con una puntualità disarmante da quando gli impianti di risalita sono stati riaperti (non senza problemi), anche in questo autunno, mentre l’estate di San Martino porta la prima spolverata di neve a Piano Battaglia, si palesa l’ennesima grana burocratica che potrebbe costare l’intera stagione invernale per una località che vive essenzialmente di questo, e nonostante siano stati fatti ingenti investimenti per riportare in auge quel che potremmo chiamare un miracolo della natura (una stazione sciistica, con innevamento garantito almeno tre mesi l’anno, a un ora e mezza da Palermo). Apprendiamo infatti, da diverse testate giornalistiche, che la gara da 153mila euro bandita dalla Città metropolitana per assegnare la gestione delle piste (in primis, il battimento) è andata deserta. Di fatto, la prima anomalia che si può scorgere è che si procede con affidamenti annuali e, soprattutto, con gare che separano la gestione degli impianti di discesa e risalita. In sintesi, gli impianti, come è giusto che sia, sono stati dati in concessione pluriennale alla Piano Battaglia srl. Le piste invece, che vanno battute e messe in sicurezza con cadenza annuale, ogni anno devono essere affidate in concessione con un nuovo bando. Quest’anno, né la Piano Battaglia Srl, né altre società hanno presentato un’offerta. Una motivazione forse riconducibile alla cifra stanziata. Leggiamo infatti, da Repubblica, che nel 2018, dopo un tira e molla di diverse settimane, a metà gennaio la Regione aveva stanziato 300mila euro (ovvero il doppio della somma proposta quest’anno) per mettere una pezza e salvare due mesi di stagione. Saltare un intera stagione invernale rischia di mettere a repentaglio il futuro e l’esistenza stessa della stazione sciistica di Piano Battaglia, nonostante gli investimenti fatti (non ultimo, i lettori per gli skipass recentemente montati); un esistenza dalla quale dipendono anche le poche strutture ricettive rimaste sul pianoro e che hanno creduto e investito nel rilancio dello sci in Sicilia occidentale; una situazione che certamente danneggerà più in generale l’intero comprensorio, a partire dalle Petralie, che con la splendida Soprana, già Borgo dei Borghi a poco più di 20 minuti di distanza dagli impianti, offre oggi il miglior connubio per vivere la montagna alternando il turismo sportivo con la cultura e la enogastronomia. La cosa che fa più rabbia è constatare come ogni anno vi sia sempre un nuovo problema. E che esso venga pubblicamente manifestato immancabilmente solo a ridosso della stagione invernale, così da dover poi correre ai ripari in netto ritardo, condizionando i risultati economici della stazione sciistica; nel 2018 ad esempio, la stagione invernale ha visto appena 61 giorni di attività e un bilancio (pur apprezzabile) di 40mila presenze; un valore condizionato non già dalla mancanza di neve, sempre abbondante, ma da un problema burocratico quella volta dovuto a permessi da parte di USTIF (tanto da far gridare allo scandalo di vedere la seggiovia ferma con un oltre un metro di neve sulla Mufara). Le responsabilità sono certamente da ricercare su più soggetti pubblici. Occorre però che la Città Metropolitana di Palermo, unitamente alla Regione, faccia, ORA, qualcosa per scongiurare anche solo il ritardo nella apertura delle piste nel 2019. E che si elabori, fin da subito, un assetto per le prossime stagioni capace di dare stabilità alla stazione sciistica una volta per tutte (a partire da un piano di risanamento della SP 54), mettendo così gli imprenditori privati nelle condizioni di poter operare e programmare le proprie attività e investimenti con tranquillità. A.B.

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29 ott 2019

Corso Finocchiaro Aprile: la strada dove tutto è permesso

Corso Camillo Finocchiaro Aprile (corso Olivuzza) non è una strada qualunque : infatti collega il tribunale  ,cioè  il centro della giustizia palermitana,  con Piazzetta del  Sacro Cuore,  il cuore del regno dei Florio e del liberty palermitano . Tra le altre cose è anche una delle strada che i turisti  percorrono per raggiungere il Palazzo della Zisa , simbolo di quel percorso arabo-normanno, tanto caro alla nostra “amministrazione”. Perciò dovrebbe essere una strada ben tenuta e ben vigilata, invece ……è diventato un mercato a cielo aperto A causa delle tante bancarelle abusive collocate tranquillamente sulla strada,  il transito veicolare e costretto a procedere lentamente e con moooolta difficoltà, per non parlare degli  autobus. Nonostante siamo vicinissimi al palazzo  dove si amministra la legge  purtroppo è diventata con il tempo simbolo del degrado e dell’illegalità diffusa della nostra città.  Figuratevi che le stesse auto di scorta dei magistrati la evitano proprio per non rimanere imbottigliati nel traffico e per non ….vedere ( occhi che non vede …..) . Perché si permette tutto ciò ?  Quale accordo tacito esiste tra autorità e i tanti commercianti abusivi? Perché si sanzionano i commercianti regolari , con tanto di licenza e autorizzazioni  e non si sanziona chi occupa strisce pedonali o zone blu? Il problema è serio e non è da imputare solo a questa “amministrazione” comunale ma alla politica in generale. Per decenni, ancor prima che arrivasse Orlando,  si è tollerato tutto ciò, per una sbagliata concezione di  “pace sociale” e alla fine l’abuso è diventata la regola. E lo stesso discorso che sta alla base della tolleranza verso il “mercato dell’illegalità” di corso Tukory che nel tempo da problema, anche di “ ordine pubblico”, è diventato un “modello”  legittimando il suo ruolo di….. “ammortizzatore sociale” Quando i massimi rappresentanti “ politici e amministrativi”  di questa città auspicano che tale esperienza “ può diventare un modello di intervento su diverse situazioni di criticità del territorio” significa che lo Stato, o meglio chi lo rappresenta a livello locale, si piega all’illegalità , ammettendo la propria impotenza. In parole povero, lo Stato ( o il Comune o la Regione ) non ti da il lavoro o i servizi essenziali ma  ti permette di “arrangiarti” come puoi. E per “salvarsi la faccia” cercano di giustificare tale resa con  “ motivazioni culturali e sociali”: “L’idea è anche quella di gettare le basi per una nuova economia non più fondata sul concetto di consumismo estremizzato, attribuendo al mercato dell’usato …..finalità culturali, di educazione e tutela ambientale, tentando di fornire anche una risposta concreta alla condizione di estrema povertà, marginalità e vulnerabilità dei soggetti coinvolti nel mercato e riconoscendo una dignità a tutti quei lavoratori che hanno svolto l’attività di vendita in maniera irregolare a causa del bisogno.” E come quel chirurgo che, uscendo dalla sala operatoria, annuncia trionfalmente ai parenti del paziente. “L’operazione e perfettamente riuscita però…. il paziente è morto” Tutto questo per non ammettere il proprio fallimento e per continuare a “ comandare” E poi per giustificare tale situazione si  arriva anche a modificare la storia e la geografia ” Palermo, per le sue peculiarità, somiglia più a Beirut che a Francoforte, o meglio, Palermo è una città mediorientale che però si trova in Europa”  P.S. Continuando così si “legittimerà” anche la…… mafia!

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24 ott 2019

Viabilità Via C. Scobar - Piazza Einstein

Buonasera, mi chiamo Antonio, scrivo su questa piattaforma per la prima volta con la speranza di riuscire ad aprire un dibattito, quanto più possibile costruttivo, sul tema da me evidenziato. Allora sarò diretto, il problema con la viabilità nasce con i cambi fatti nei sensi di marcia durante la costruzione della linea 4 (Tram). Come si vede dal primo schema che ho prodotto (foto 1) il senso di marcia di Via Scobar è stato invertito, così da avere tre strade, tra di loro parallele, tutte con le stesso senso di marcia, intasando la Via Lancia di Brolo, ma soprattuto la piazza alla fine della stessa, che si vede costretta a gestire un traffico del tutto superiore alle sue capacità (considerando anche l'intersezione con i binari del tram su Via Leonardo Da Vinci delle linee 2,3,4 che generano con i semafori non poco traffico). La proposta che avanzo non è altro che un "ritorno alle origini", come vedrete dal secondo schema prodotto (foto 2) invertendo nuovamente il senso di marcia di Via Scobar, riusciamo non solo ad avere un più facile raggiungimento della Via Adolfo Holm, ma un minore traffico sulla Via Lancia Di Brolo e sulla piazza prima citata. Inoltre anche il traffico generato dalla rotonda riuscirebbe a essere gestito più facilmente non incrociandosi più con il traffico di risalita su Via Adolfo Holm. Aspettando vostre opinioni, oltre che altre possibili soluzioni vi ringrazio!

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  • belfagor
    IL DISTRIBUTORE DI BENZINA DI SANT’ ERASMO : E SOLO UNA STORIA DI ORDINARIA INCAPACITA’ BUROCRATICA ?
    Il Porticciolo di Sant ‘Erasmo, nonostante tutto e tutti, grazie all’Autorità Portuale è rinato ( o quasi). .
    I lavori, anche se con un po’ di ritardo ,sono stati completati però……
    Nel progetto originario, redatto dall’Autorità Portuale di Palermo, era previsto di “restituire alla piena pedonalizzazione l’intera area di progetto”. Per fare ciò sarebbe stato necessario la demolizione del distributore di benzina.
    Ciò avrebbe consentito di dare continuità al marciapiedi lungo la strada, di liberare la vista del mare e istituire una pista ciclabile che si sarebbe collegata a quella del Foro Italico.
    Purtroppo i lavori si sono conclusi ma …….il distributore di benzina è sempre al suo posto.
    D. Chi doveva occuparsi di tale demolizione ?
    R. Il Comune
    D. Perché non ha provveduto?
    R. ?????
    Il Comune , come al solito tace e perciò , in mancanza di una risposta ufficiale spuntano ipotesi , spesso prive di fondamento
    Per esempio qualche maligno sostiene che si tratta di una forma di ostruzionismo del nostro sindaco che non ha mai accettato la decisione del TAR di affidare tale Porticciolo all’Autorità Portuale .
    Altri sostengono che quel distributore rimarrà lí fino a quando il comune non gli troverà una nuova area dove trasferirsi ... cosa che non ha fatto e sembra non abbia voglia di fare
    E così, dopo aver bloccato per ben 7 anni il recupero del Porticciolo ora il Comune ( spendendo un sacco di soldi in ricorsi ) cerca di rovinare la festa tenendo al suo posto questo brutto distributore di benzina , posto proprio davanti al mare.
    Ciò non ha impedito al nostro sindaco di essere in prima fila, durante l’inaugurazione, a raccogliere le “ ovazioni” della gente e rilasciare interviste “trionfalistiche”.
    "Con il recupero del porticciolo – ha dichiarato il sindaco di Palermo - Sant’Erasmo compie un altro importante passo per tornare ad essere luogo di socialità, economia e rapporti fra le persone. Questo fondamentale strutturale che completa un percorso intrapreso da tempo e frutto della ritrovata e rinnovata collaborazione fra enti pubblici, si affianca, non solo fisicamente, a quello per il primo ostello sociale della città. Insieme renderanno questa parte della costa un nuovo polo di attrazione per i palermitani e i turisti, nel segno della riscoperta del mare come elemento vivo e vitale della città. Anche qui possiamo dire che la "MISSIONE E' COMPIUTA".( sob!!!!!)
    Ma …….il distributore di benzina?.
    Era l’unica cosa che doveva fare ma che ….non ha fatto., ma su questo il sindaco ha calato un velo pietoso..Purtroppo nessun “giornalista” presente ha avuto il "coraggio" di fare questa domanda.
    E il semaforo che permetterebbe l’attraversamento tra la borgata e il suo porticciolo ?
    Anche qui il sindaco non ha detto una sola parola.
    COMPLIMENTI !!!!!!
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    15 nov 2019 05:27
  • danyel
    IL PALASPORT di Palermo: ennesima vergogna!

    https://palermo.gds.it/articoli/sport/2019/09/24/palermo-la-storia-infinita-del-palasport-servono-3-anni-per-la-riapertura-d0c84aee-a09a-418a-bd54-2be91b8f009c/

    Infrastrutture apparentemente banali che hanno tempi biblici di realizzazione .. la quinta città d'Italia ancora non ha il suo Palasport .. ma come si fa? E' possibile tutto questo?
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    13 nov 2019 11:56
  • belfagor
    LA PIZZERIA DEL FRATELLO DI PEPPINO IMPASTATO E’STATA INCENDIATA
    A quanto sembra la pizzeria di Giovanni Impastato da fastidio, non solo ai mafiosi .
    La notte dell’10 novembre è’ stata data alle fiamme la pizzeria di Giovanni Impastato , fratello di Peppino, , il militante di Democrazia proletaria ucciso dalla mafia nel 1978.
    I danni si aggirano intorno ai 10 mila euro.
    Il locale di recente era balzato agli “onori delle cronache” per un “esposto anonimo” che aveva fatto partire immediati controlli da parte del Comune di Carini.
    Giovanni Impastato su questa vicenda ha dichiarato :”Abbiamo sempre pagato tutte le tasse al comune di Cinisi, che ci ha rilasciato la licenza. Invece, sembra che il territorio sia di competenza di Carini”.
    Strano che dopo decine di anni il Comune di Carini ha scoperto che la pizzeria sorge sul suo territorio.
    Certa informazione “libera” ha subito strumentalizzato la vicenda : “Sono state dette tante cose nei giorni scorsi dai giornali, alcune anche non vere - dice Impastato -. Avevo l'amianto e l’ho tolto, ma tutte queste carenze igienico-sanitarie non c'erano. Mancava un doppio bagno per i disabili, ce n’era già uno ma interno, invece doveva essere esterno e quindi abbiamo predisposto tutto. Fra una decina di giorni avremmo già potuto riaprire la prima parte del locale, Per la seconda avremmo probabilmente aspettato dopo Natale”
    Ma a qualcuno ( forse l’anonimo delatore della lettera al Comune di Carini) non era d’accordo e così ha incendiato il locale.
    Coincidenze stranissime , ribadisce Giovanni Impastato - questo rientra in un clima particolare. Qualcuno avrà pensato "a questo non lo dobbiamo fare riaprire… se non c'è riuscito lo Stato, ci pensiamo noi”.

    P.S. Probabilmente le due vicende non sono collegate . L’intervento del Comune di Carini , è legittimo, se il locale non è a norma va chiuso. Certo fa riflettere come mai il Comune ha avuto bisogno di una “sollecitazione anonima” per intervenire e per scoprire che tale locale si trovava nel proprio territorio. Eppure tutti sapevano che da anni era stata aperta tale pizzeria che con il tempo era diventata una meta di tanti cittadini . Si vede che Peppino Impastato , anche da morto, continua a dare fastidio, non solo alla mafia.
    Peppino Impastato viene assassinato nella notte dell '8 maggio 1978. Venne inscenato un attentato, ponendo una carica di tritolo sotto il suo corpo adagiato sui binari della ferrovia.
    La stampa ,i carabinieri e la magistratura parlarono subito di un atto terroristico in cui l'attentatore sarebbe rimasto ucciso, poi di “ suicidio”. Il delitto passò quasi inosservato.
    La matrice mafiosa del delitto venne individuata grazie all'attività del fratello Giovanni e della madre Felicia Bartolotta.
    Ci vollero anni affinchè la verità venisse a galla. Infatti solo nel maggio del 1984 l'Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo, sulla base delle indicazioni del giudice Consigliere istruttore Rocco Chinnici ( che nel frattempo era stato assassinato nel luglio del 1983 ), emette una sentenza, firmata dal Consigliere Istruttore Antonino Caponnetto,( che aveva sostituto Chinnici dopo la sua morte), in cui si riconosceva la matrice mafiosa del delitto.
    Alla vita di Peppino è stato dedicato il film “ i cento passi “ con la regia di Marco Tullio Giordana .
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    13 nov 2019 05:09
  • danyel
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    12 nov 2019 09:16
  • belfagor
    VANDALIZZATA L’OPERA INSTALLATA A PIAZZA MAGIONE

    Alcuni incivili hanno vandalizzato la discussa opera “ Crossover” installata in Piazza Magione.
    Un gesto da condannare : infatti una cosa è criticare un altra cosa e vandalizzare.
    Concordo con l'assessore comunale alle "Culture" Adham Darawsha. quando afferma che "L'arte contemporanea serve a far discutere e le critiche sono ben accette ma non accetteremo mai atti di violenza. Le opere d'arte possono essere criticate ma non danneggiate".
    Ma in questo caso la cosi detta "opera d'arte" era proprio molto discutibile..
    E vero che l'arte contemporanea deve fare discutere e provocare ma non tutte le opere contemporanee sono arte.
    Si tratta di un opera ideologica e politica , che con l'arte non ha niente a che vedere , in caso contrario non si capisce come mai è stato negato a un altro "artista" di " esporre" un sacchetto dei rifiuti d'avanti al Comune di Palermo.
    Francamente quel gesto era molto più provocatorio e compressibile dell'opera "Crossover" del signor Giuseppe Lana. Infatti qualunque cittadino avrebbe compreso il significato di quell'opera "d'arte".
    Abbiamo il vago sospetto che se l'opera è gradita a questa amministrazione, cioè se è in sintonia con la politica del sindaco, diventa "artistica" mentre in caso contrario diventa un atto d'inciviltà.
    Caro assessore alle "culture" ,durante il nazismo e lo stalinismo, molte opere erano considerate "artistiche" oggi le consideriamo opere propagandistiche espressioni di feroci dittature.

    P.S : Senza questo gesto idiota nessuno si sarebbe accorto che da qualche giorno è stato inaugurata a Palermo la Biennale Arcipelago Mediterraneo ( BAM) come quasi nessuno si ricorda che un anno fa a Palermo si è svolta “ MANIFESTA”. Forse il comune dovrebbe spendere meglio i suoi soldi ( che sono anche nostri) per manifestazioni artistiche di grande impatto internazionale e che vengano ricordate nel tempo . Forse l’assessore delle “culture” dovrebbe informarsi che Palermo e la Sicilia ha un grande patrimonio culturale sconosciuto da valorizzare.
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    10 nov 2019 05:29