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  • 26 set 2016

    Divieto di transito non è sinonimo di pedonale

    di Mobilita Palermo

    Impedire il traffico veicolare in determinate zon​e​ della città, non fa di ​quei perimetri delle aree pedonali. Questa riflessione, che sembra banale, dovrebbe essere alla base delle scelte dell'amministrazione comunale per capire come gestire al meglio la mobilità (o l'immobilità) di una città come Palermo. Premetto, giusto per chiarire la mia posizione, che mi muovo in bici. Che mi piace la chiusura al traffico di alcune aree e che sto cercando di insegnare ai miei figli l'uso di una mobilità alternativa alla macchina. Però, chiudere ​semplicemente ​al traffico delle ​zone, aderire a progetti  dal nome anglofono ed europeo per sentirsi degni della settimana europea della mobilità, mi pare presuntuoso e arrogante visti i fatti che mi hanno avuto come protagonista. Riassumo brevemente cosa è successo. Il 24 settembre, mentre mi trova​v​o nei pressi del Foro Italico  in bici con i miei due bambini di 2 e 5 anni regolarmente legati negli appositi seggiolini, un branco di cani randagi che staziona abitualmente là, composto da tre elementi, ha inspiegabilmente assalito la mia bici. Tra urla, pianto, sudore e adrenalina uno di loro è riuscito a mordermi la coscia​ destra​. Solo l'intervento di un passante in moto (che non smetterò mai di ringraziare) ha messo in fuga i cani lasciando così me in lacrime, i bambini terrorizzati e un ​gruppo di persone, che ​aveva assistito alla scena, basiti. A pochi metri c'era anche una pattuglia dei vigili urbani che faceva servizio di vigilanza e che, malgrado le mie urla, non si è nemmeno avvicinata. Per fortuna una volante della polizia ha allertato il 118: corsa al pronto soccorso, profilassi antibiotica, antitetanica, paura, dolore ma per fortuna tutto sommato è andata bene. Mentre attendevo l'arrivo dell'ambulanza ho visto bambini in bici passeggiare con i genitori, pedoni tranquilli che camminavano spensierati e ho pensato: "Sono stata fortunata, se fossi caduta, non sarebbe andata così". Cosa fa di un'area interdetta al traffico, un'area pedonale?​ I fattori sono tanti, per esempio la sicurezza di poter camminare indisturbati senza la paura di essere assaliti da dei cani che alla fine sono vittime anche loro di un'amministrazione che mira in alto dimenticando la base di partenza; oppure la tranquillità di non cadere a causa di una buca, dell'asfalto sconnesso, delle piste ciclabili in cui fare lo slalom tra panchine di granito nero (su asfalto nero!), tra pedoni spaesati e tavolini abusivi dei bar. Oggi (25 settembre 2016) Giusto Catania​, assessore alla Mobilità del comune di Palermo,​ ha dichiarato sulle pagine di Repubblica Palermo che il prossimo obiettivo sarà chiudere via Maqueda bassa garantendo ​di renderla "​V​ivibile e sicura". Attendo con ansia questa trasformazione, nel frattempo le sedi legali opportune stabiliranno di chi è la responsabilità ​per quello che mi è accaduto (mi pare evidente ​che non sia né mia né dei poveri cani​) e chi dovrà ripagare il danno. Un'altra occasione sprecata per Palermo che aspira alle stelle ma perde sempre più di vista ​i comuni mortali​. Ps: si allega foto del morso M. L. Affronti  

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  • 23 set 2016

    Primi dati sul numero di pass ZTL richiesti online : pochi o molti?

    di Giulio Di Chiara

    Riportiamo a titolo informativo il dato aggiornato relativo alle richieste dei pass ZTL, che ricordiamo, sono richiedibili online attraverso il sito del Comune di Palermo. Tale aggiornamento è fornito dall'ufficio stampa del Comune di Palermo. Il dato è aggiornato alle 17 di oggi, giovedì 22 settembre.Totale utenti registrati  27.665Totale pass richiesti  1.586Pass richiesti online  1.086Pass richiesti sportelli AMAT  500Pagamenti online: 345Distribuzione Pass richiesti:Residenti ZTL  215Domiciliati ZTL  32Accompagnatori studenti obbligo d'istruzione (max 16 anni) in ZTL  16Necessita di cure mediche continuative presso plessi sanitari in ZTL  9Lavoratori enti/aziende con sede in ZTL  230Assistenza domiciliare a persone residenti in ZTL  5Titolari di Posto auto privato/autorimesse in ZTL  6Soggetti che devono accedere in ZTL per motivi di lavoro  95Altro (soggetti non ricadenti nelle altre categorie)  21Titolari di veicoli a bassa emissione non residenti/domiciliati/accasermati  159Attività economiche con sede in ZTL  10Attività economiche con sede fuori ZTL ed operanti in ZTL  35Enti e aziende gestori di servizi di pubblica utilità  43Motivi di lavoro non presenti in quelli già previsti  15Rifornimento merci ad attività economiche con sede in ZTL  4Serv. di Noleggio con conducente (oltre 9 posti)  1Titolari di Posto auto privato/autorimesse in ZTL  1Titolari di veicoli a bassa emissione  1Enti pubblici e società ad essi collegati  61Corpo diplomatico  6Medico convenzionato SSN  7Persone con limitata o impedita capacita motoria  591Titolari di veicoli d'epoca / d'int. storico (art. 60 CdS D.Lgs 285/92 )  9Titolari di TAXI o noleggio con conducente (fino a 9 posti)  11Titolari di veicoli a Trazione elettrica  3

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14 set 2016

La doppia vita dei semafori del tram...

Insieme al tram, Palermo ha ereditato un numero impressionante di semafori. La loro funzione era quella di regolare il traffico e permettere al tram di viaggiare tranquillamente.   Ma per svolgere  tale funzione tali semafori dovrebbero essere ben sincronizzati e qui che iniziano i problemi. In una città dove per mettere un semaforo c’è bisogno  prima del morto  ( ricordiamo tutti quella povera ragazza uccisa in viale della Libertà proprio per l’assenza di un semaforo pedonale) , i semafori tranviari invece si sono moltiplicati come funghi. Per esempio, i semafori che costellano via Leonardo Da Vinci dal deposito di via Castellana fino alla stazione Notarbartolo , sono passati a 3… a 25. Lo stesso discorso vale per quelli di Corso dei Mille, dove i semafori hanno raggiunto cifre incredibili. Tutto questo ha prodotto miglioramenti al traffico ? Nemmeno per sogno. Dopo aver cercato di regolarli , la SIS o l’AMG, si sono arresi. Alcuni di tali semafori sono stati lasciati a lampeggiare continuamente, anche quando il tram passa, altri continuano a funzionare ma creano più problemi che vantaggi. Alcuni funzionano ad intermittenza ,cioè mentre meno te lo aspetti, il semaforo lampeggiante riprende a funzionante all'improvviso  oppure viceversa. Una situazione surreale che crea non pochi disagi e pericoli. Ci sono alcuni semafori, come per esempio quello tra Corso dei Mille e Via Decollati che è completamente sfasato. Se no fosse un semaforo parleremo di schizofrenia ( il semaforo rimane rosso per 5 minuti poi diventa verde per 5 secondi per poi ritornare al rosso). Ma il problema non è solo  questo semaforo ma sono tutti i semafori della zona che presentano grossi problemi.  La  mattina, ad esempio, fino alle otto  spesso i semafori sono  tutti disattivati. . Per attraversare il tratto che va da piazza Ponte dell'Ammiraglio a corso dei Mille occorreva confidare nel buon senso, anche degli altri automobilisti. O,  ancora meglio, affidarsi alla fortuna o a qualche Santo miracoloso. Prima della costruzione del tram, da Borgo Nuovo per raggiungere in automobile la stazione Notarbartolo occorrevano in media 15-20 minuti. Adesso, invece, per compiere tale tragitto occorre spesso oltre un’ora, grazie  anche ai tanti semafori. Ma anche i tram sono vittime di tali situazione. Più di una volta tali tram rimangono bloccati  per diversi minuti,  per colpa di qualche semaforo  ,in altri momenti sono costretti a fermarsi bruscamente perché le automobili  hanno avuto il via libera anche quando il tram sta  passando. Ci chiediamo, perché non si fa niente? Forse se spegniamo qualcuno di tali semafori la situazione può migliorare. Oppure dobbiamo aspettare, come al solito, il morto?

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18 lug 2016

E' possible chiudere al traffico automobilistico Porta Felice?

Il traffico veicolare sotto un monumento storico dovrebbe essere per quanto possibile evitato, foss'anche solo per non rischiare incidenti che coinvolgessero le antiche mura. Analizziamo la situazione attuale: le automobili che da corso Vittorio Emanuele devono immettersi al Foro Italico si trovano ad interrompere il flusso che proviene dalla Cala subito dopo una curva creando rallentamenti e ingorghi e, indubbiamente, costituiscono un fattore di rischio per chi da quella curva proviene e si trova costretto a rallentare e fermarsi o allargarsi sulla sinistra. Non si potrebbe concedere l'immissione in Via Cala esclusivamente da via mura della lupa? Qua l'afflusso delle auto provenienti da Corso Vittorio Emanuele avverrebbe su di un rettilineo, quindi in una situazione di piena sicurezza, dato che è garantita la visibilità. L'immissione in senso opposto, dalla Cala in corso Vittorio Emanuele, poi, continuerebbe ad avvenire, anche in questo caso in via esclusiva, da via Porto Salvo. Sostanzialmente, dal punto di vista del traffico non ci sarebbe alcun problema, perché di fatto la mia proposta comporterebbe semplicemente installare dei bollard davanti il monumento in questione in modo però da non consentire la sosta delle auto davanti la porta stessa (la visuale deve ovviamente rimanere sgombra in modo da consentire il libero godimento del monumento nonché del mare già da Porta Nuova), e nemmeno occorrerebbe cambiare i sensi di marcia! Semplice, no?  

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