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  • 03 mar 2021

    Mercatino settimanale | Viale Campania come Kabul?

    di Mobilita Palermo

    Palermo - Si, il paragone probabilmente è azzeccato perché le immagini narrano da sole. Non è la prima volta in questi anni che documentiamo lo stato delle aree adibite a mercatino e come vengono trasformate. Fra abusivi e bancarelle fuori dagli stalli loro assegnati, evidenziamo come queste aree si trasformino in zone franche da controlli dove chiunque ne fa uso e consumo proprio. L'apice è al termine del fatidico orario in cui si svolge questo mercatino. Notate bene, qui sono le 15:40 e in fondo ci sono uomini e mezzi della Rap all'opera. Ore 18:15 la Rap è ancora al lavoro. Il mercatino è già cessato da oltre 4 ore. Eppure guardate la mole di uomini e mezzi che vengono utilizzati per ripulire quanto lasciato dai cosiddetti mercatari. Notare il liquido che scivola via non è acqua, ma il puzzo di pesce lascia già immaginare tutto... Ma ecco il "capro espiatorio",  la ciclabile! Immaginate queste risorse come potrebbero essere impiegate se ci fossero reali controlli e sanzioni. Ma soprattutto aree appositamente dedicate allo svolgimento di queste attività. Perché di certo non sono da farsi in mezzo alla strada stravolgendo il traffico di zona, la vita dei  residenti e aumentandone i disagi. Oltre ai costi per movimentare personale e mezzi per ripulire le aree. E abbiamo documentato viale Campania, ma la stessa situazione si verifica da anni qui come in altri mercatini sparsi in città. Qui la situazione in via Galilei con le auto che transitano a ridosso delle bancarelle, aumentando il rischio per i fruitori Sicuramente non mancano aree più idonee allo svolgimento di queste attività, manca invece la volontà all'interno dei Palazzi....

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  • 02 mar 2021

    Linee tram, il Comune risponde ai rilievi di un gruppo di professionisti

    di Mobilita Palermo

    Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa del Comune di Palermo circa la risposta dell'Amministrazione Comunale a delle osservazioni e rilievi espressi da un gruppo di professionisti in merito al progetto delle nuove linee tranviarie .  Proprio su un paio di punti che il Comune evidenzia (alimentazione ed emissioni) già a Gennaio scorso avevamo manifestato qualche seria perplessità alla luce di alcune inesattezze lette su un social media. Ma qui ci sono responsabilità del Comune che sul fronte comunicazione non ha di certo brillato. --   Palermo - Il sindaco, Leoluca Orlando e l’assessore alla Mobilità, Giusto Catania, hanno scritto ieri una nota per rispondere, punto per punto, ai rilievi contenuti nel documento curato dall'architetto Teresa Cannarozzo, professore ordinario di Urbanistica presso la Facoltà di Architettura di Palermo e da altri professionisti ed inviato il 1° febbraio scorso all’intero Consiglio comunale e con il quale vengono proposte diverse modifiche progettuali al sistema tramviario di Palermo. Sindaco e assessore hanno precisato che l’attività di gara ha preso spunto dalla Proposta di Studio di Fattibilità posta a base del concorso di progettazione, che includeva sia la linea “A” che il sistema “catenary free” e, dunque, “qualsiasi modifica su tali punti, sarebbe certamente foriera di ricorsi stravolgendo, a posteriori, i cardini del concorso, soprattutto per quanto riguarda le scelte tecnologiche”. Orlando e Catania hanno sottolineato che, contrariamente a quanto scritto, il progetto è completo di tutti gli studi specialistici previsti dalla norma, redatti su solide basi scientifiche, tra cui sono compresi i Piani Economici e Finanziari, le Analisi Trasportistiche, le Analisi Costi Benefici e gli Studi Preliminari Ambientali”. L’Amministrazione Comunale ha già inviato  tutta la documentazione relativa alla verifica di assoggettabilità a procedura Valutazione di Impatto Ambientale condotta dall'Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente. “L’esito positivo della procedura, in stato molto avanzato, auspichiamo possa fugare ogni dubbio residuo sulla qualità ambientale del progetto” -  sottolineano sindaco e assessore che rivendicano, altresì, l’assegnazione di oltre 300 milioni di euro per le linee tram A -B e C e parcheggi d’interscambio e che “il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, proprio apprezzando la qualità delle Analisi Trasportistiche, della Analisi Costi Benefici e dei Piani Economici e Finanziari ha concesso il finanziamento necessario per il completamento del sistema tranviario pari a € 481.000.000,00”, assegnando “il massimo punteggio consentito (300/300) all'analisi trasportistica del progetto, basata sulla robustezza dell’analisi e la rispondenza del progetto stesso alle previsioni di domanda." Per quanto riguarda i tracciati, Orlando e Catania  ribadiscono “la necessità e l’indifferibilità del potenziamento dell’asse portante Nord Sud, al fine di soddisfare la domanda di mobilità” e ricordano che “tra le opere della linea A rientrano, inoltre, estese ripavimentazioni delle sedi stradali e dei marciapiedi che eviteranno l’esecuzione, a carico del bilancio comunale, delle manutenzioni straordinarie urgenti e da più parti richieste. Non appare quindi perseguibile, nell'interesse della città, della mobilità sostenibile, dell’ambiente, della mobilità urbana la proposta di procedere solo con la realizzazione delle tratte B e C rinunziando alla tratta A”. Inoltre il documento dimostra la validità, trasportistica ed ambientale, del sistema “catenary free”, mentre per quanto riguarda le opere accessorie, ”gli svincoli di Einstein, Calatafimi e Basile le previsioni per le aree archeologiche di corso Tukory e nuovi impianti a verde rappresentano una parte qualificante dell’intero progetto”. Ad una delle critiche più rilevanti, e cioè le gravi “carenze progettuali” relative alla gestione dei sottoservizi, sindaco e assessore rispondono che “è stata sviluppata una campagna di indagini documentale, presso tutti i gestori di reti, e sul campo con una campagna di indagini con Georadar al fine di rilevare i sottoservizi interferiti. Questa campagna, la più estesa effettuata nello ambito urbano, ha comportato la redazione di circa 3.000 profili georadar per una lunghezza complessiva di circa 120.000 metri” e, inoltre, che “lo spostamento dei sottoservizi deve essere eseguito dai relativi gestori cui è stato disposto, a conclusione della specifica Conferenza di Servizio indetta dall'Amministrazione Comunale, lo spostamento entro il 31.12.2021”. La nota poi ripercorre le varie tappe della programmazione e della partecipazione e sottolineando che l'Amministrazione Comunale ha improntato la propria azione nel rispetto degli atti programmatori esistenti alla data di avvio delle procedure e successivamente introdotti nell'ordinamento normativo. Il progetto, evidentemente di ampio respiro e di grande complessità e valenza tecnica, è all'esame della Commissione Regionale dei LL.PP. e degli Uffici Ministeriali per l’espressione del parere tecnico di competenza. Riportiamo qui nota integrale.  

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11 gen 2021

I pugnalatori di Palermo: nasce la "strategia della tensione"

C’è una vicenda misteriosa  ormai dimenticata , avvenuta subito dopo la nascita dell’Unità d’Italia,  che spiega molto più di tanti trattati il clima politico di Palermo e dell’Italia in generale in quel periodo ma non solo. Tale vicenda è passata alla storia come “la notte dei pugnalatori” La notte tra il primo e il due ottobre del 1862 “… fatti orribili funestarono Palermo…”. Il Giornale Officiale di Sicilia in prima pagina, la mattina seguente, così descrisse la vicenda: “Alla stessa ora, in diversi punti della città fra loro quasi equidistanti  13 persone venivano gravemente ferite di coltello, quasi tutte al basso ventre. I feriti danno tutti gli stessi contrassegni dei feritori, i quali vestivano a un sol modo, erano di pari statura, sicché vi fu un momento che si poté credere, uno solo”. Dalle prime indagini emerse che i 13 accoltellati non si conoscevano tra di loro e che non erano collegati ad ambienti malavitosi o politici : inoltre  gli accoltellatori agirono non per uccidere o per rapinare (l’unica vittima, un gestore di un banco di lotto, morì dissanguato perché sfortunatamente la coltellata gli recise un’arteria ed i soccorsi tardarono ad intervenire). L’azione fu ben organizzata e probabilmente le indagini non avrebbero portato a nessun risultato cioè sarebbe stata il primo dei tanti misteri irrisolti del nascente Stato italiano. Ma un  protagonista di tale vicenda ebbe la  sfortuna di imbattersi, dopo aver pugnalato un impiegato della dogana, in tre sottotenenti dell’esercito e in un capitano della P.S. Nonostante il tentativo di dileguarsi nei vicoli intorno al Palazzo Resuttana, il fuggitivo venne fermato dai quattro militari e portato al più vicino posto di polizia, dove fu identificato come Angelo D’Angelo di anni 38, di professione lustrascarpe. Nelle sue tasche gli furono trovati un coltello a scatto con una lama lunga 15 cm, con tracce evidenti di sangue e nove tarì (moneta ancora in circolazione in Sicilia). Il D’Angelo, in un primo momento, negò tutto, anche l’evidenza, ma dopo qualche ora di interrogatorio, “un pò rude”, confessò. Dichiarò che qualche giorno prima, era stato avvicinato da un suo conoscente, un certo Gaetano Castelli, il quale gli propose uno strano lavoretto e cioè accoltellare in una certa ora e in un certo giorno il primo passante che gli capitava a tiro. Il D’Angelo, nonostante non fosse uno che rifiutava tali lavoretti, rimase perplesso, ma il Castelli gli spiegò che si trattava di cose politiche, “cose di burbuni”. Gli fu detto che non sarebbe stato il solo a fare “tale lavoretto” e che la paga era di tutto rispetto, tre tarì al giorno. Quest’ultimo fu l’argomento decisivo che distolse le perplessità “ morali”  e i dubbi del D’Angelo. Durante l’interrogatorio fece i nomi di undici accoltellatori. Oltre a Castelli Gaetano il gruppo era composto anche da Calì Giuseppe, Masotto Pasquale, Favara Salvatore, Termini Giuseppe, Oneri Francesco, Denaro Giuseppe, Girone Giuseppe, Girone Salvatore, Scrimo Onofrio, Lo Monaco Antonino. Durante l’inchiesta, i carabinieri scoprirono anche il nome del 13° accoltellatore, tale Di Giovanni Giuseppe, che però “stranamente”, non fu mai  interrogato e processato, nonostante il suo nome fosse stato messo a disposizione della magistratura. Con la scoperta degli autori materiali di tali atti di violenza, l’inchiesta non poteva essere considerata chiusa, mancava infatti il mandante, ma soprattutto il movente. Il D’Angelo, dopo qualche titubanza, si decise a rivelare il nome del personaggio che stava dietro a tali attentati. Il procuratore del re Guido Giocosa raccolse tale testimonianza, e, nonostante fosse da poco a Palermo, si rese conto che l’inchiesta stava entrando in un terreno minato. Secondo la confessione del D’Angelo, il mandante era il senatore del regno Romualdo Trigona, principe di Santa Elia, uomo di fiducia del governo sabaudo in Sicilia, oltre che uno  dei più potenti personaggi della nobiltà. Appariva chiaro che se ciò era vero la pista “ borbonica”  crollava miseramente e si aprivano inquietanti  risvolti Il Trigona, tirato in ballo dal pentito negò tutto e parlò di macchinazioni da parte dei nemici dell’Italia per infangare il proprio onore e il suo casato. Il giudice Giocosa capì l’aria che tirava e fece finta di credere al principe Trigona e stralciò il suo nome dall’inchiesta nonostante le pesanti accuse. Il processo iniziò l’8 gennaio del 1863 presso la Corte d’Assise di Palermo. L’accusa per tutti gli imputati fu quella di “tentato omicidio, di omicidio e di attentato diretto alla distruzione e cangiamento dell’attuale forma di governo”. Fu un processo senza storia, infatti dopo solo quattro giorni, arrivò la sentenza. Furono condannati a morte Gaetano Castelli, Pasquale Masotto e Giuseppe Calì accusati di essere gli organizzatori di tali attentati mentre gli altri otto furono condannati ai lavori forzati a vita; il D’Angelo, per il contributo dato all’inchiesta, fu condannato a soli 20 anni. Giustizia era fatta? Nemmeno per sogno. Chi erano i mandanti? Nella sentenza si parla del “partito dei borboni”, ma non si fanno mai nomi. E’ vero che durante il processo il nome del principe di Trigona echeggiò sommessamente, ma alla fine, i mandanti rimasero sconosciuti. Cosa speravano di ottenere questi mandanti sconosciuti? Era chiaro che una vicenda del genere più che a un ipotetico ritorno al regime borbonico, creava nell’opinione pubblica un clima di paura e di sospetto che avrebbe favorito la destra più conservatrice e reazionaria  per spingere il paese verso una svolta autoritaria, cosa che effettivamente avvenne in seguito, con la repressione di qualunque forma di dissenso. Possiamo definire “ la notte dei coltelli di Palermo” come il primo esempio di strategia della tensione nel nostro paese (tale tesi fu portata avanti da Leonardo Sciascia nel suo libro “I Pugnalatori” pubblicato nel 1974). Ogni qualvolta bisogna stroncare un processo democratico, ecco che i coltelli, le bombe, le pistole o le lupare, entrano in azione per creare nell’opinione pubblica un bisogno di ordine che qualcuno raccoglie. P.S. Questa vicenda è emblematica perché ci fa capire  che spesso, chi si erge come paladino dell’ordine è lo stesso che arma gli attentatori. Troppo spesso dietro gli attentati e le stragi politiche e mafiose ci sono degli “ insospettabili”  che da queste vicende traggono vantaggi notevoli. Chi sa quanti  “principi di Santa Elia” ci sono stati in questi anni e quanti stragi mafiose e politiche hanno avuto  mandanti “eccellenti” e quanti magistrati  hanno capito “l’aria che tirava”e hanno  stralciato dalle loro inchieste ” nomi eccellenti” nonostante i sospetti. Per finire vorremmo sottolineare un ulteriore mistero : durante l’inchiesta, i carabinieri scoprirono anche il nome del 13° accoltellatore, tale Di Giovanni Giuseppe, che però “stranamente”, non fu mai  interrogato e processato, nonostante il suo nome fosse stato messo a disposizione della magistratura. Chi sa perché ?

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18 ago 2020

Semafori photored: una rivoluzione per educare i palermitani?

Molti di noi, noi palermitani, viviamo o abbiamo vissuto lontani dalla nostra città. Abbiamo visto coi nostri occhi le città gestite da una buona amministrazione, dove ogni cosa pubblica ha un ufficio preposto alla sua manutenzione e soprattutto al suo miglioramento. Fuori Palermo, anche restando in Sicilia, ad esempio nella zona del ragusano, abbiamo imparato ad usare le rotonde, a dare le precedenze e ad utilizzare uno strumento fondamentale nella guida cittadina: la linea di arresto. Quando le auto, allo scattare del rosso, si fermano prima della linea di arresto, magicamente, le strisce pedonali restano sgombere, senza che i pedoni, i passeggini e le carrozzelle debbano fare nessuno slalom e nei momenti di traffico le auto riescono a defluire e l'incrocio resta libera per il flusso perpendicolare. Un fantastico metodo per controllare e educare i palermosauri all'utilizzo di questo magico strumento (la cui manutenzione, insieme a tutto il resto della segnaletica orizzontale e verticale, dovrebbe essere preoccupazione primaria dell'amministrazione) è il controllo del rosso semaforico, attivo in moltissime altre città. Allo scattare del rosso ti devi fermare, prima della linea d'arresto, altrimenti multa. Credo che sarebbe un'ottima soluzione. "Ma a Palermo i controlli sono una tantum e ci sono solo quando si deve fare cassa", molti direbbero questo. Io credo che i controlli e una campagna delle buone regole siano gli unici metodi efficaci per cambiare un po' di cattive abitudini che abbiamo qui a Palermo, dove tra clacson, slalom pedonali, marciapiedi rotti, ciclabili inesistenti, strade fatiscenti, parcheggi selvaggi e chi più ne ha più ne metta, la vita nella giungla cittadina risulta particolarmente stressante. Insieme, tutti insieme, con l'aiuto di un'amministrazione amica, possiamo riuscire a cambiare in meglio la nostra bellissima città. Riccardo

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  • belfagor
    PONTE CORLEONE : L’ASSESSORA PRESTIGIACOMO CONTESTATA DALLA SUA STESSA MAGGIORANZA
    Ieri si è svolto una seduta del consiglio comunale : ordine del giorno , la situazione del ponte Corleone.
    Doveva relazionare l’assessora Prestigiacomo.
    Alla fine, maggioranza e minoranza hanno chiesto le dimissione dell’assessora che non ha saputo spiegare come uscire dall’ emergenza.
    Durissimi i consiglieri di Italia viva :
    “"Non si può arrivare in consiglio comunale senza una strategia chiara sulla riapertura totale del Ponte Corleone: il traffico di Palermo è da giorni in tilt, gli automobilisti sono esasperati e non è accettabile questo livello di approssimazione - dichiarano i consiglieri comunali, Dario Chinnici, Francesco Bertolino, Paolo Caracausi e Carlo Di Pisa -. Se l'assessore Maria Prestigiacomo non è in grado di affrontare questa emergenza, si dimetta. Chiediamo al sindaco Orlando di prendere in mano la situazione anche per garantire la sicurezza di chi attraversa il Ponte e oggi lo fa con timore: il Comune chieda immediatamente l'intervento del governo regionale e di quello nazionale".
    Ancora più sferzante verso l’assessora un altro consigliere di maggioranza , Antonio Sala:
    "Su una questione come il Ponte Corleone non si può giungere in Aula non preparati: la scena a cui si è assistito in consiglio comunale è stata indecorosa, abbiamo quasi avuto la sensazione che nessuno si stia occupando del problema. Siamo in emergenza e servono provvedimenti forti, anche con un commissario. L'assessore si occupi di altri temi oggetto della sua delega".
    Effettivamente la scena è stata imbarazzante.
    L’assessora è stata mandata da sola allo sbaraglio, senza la presenza del sindaco, dell’assessore alla mobilità e senza i tecnici del suo assessorato.
    "Dobbiamo dire alla città se il ponte Corleone è sicuro o no", ha detto il presidente del Consiglio Totò Orlando ma nel suo intervento l’assessora Prestigiamo ha glissato il problema e non ha saputo spiegare cosa intende fare il Comune..
    La Prestigiacomo si è difesa dicendo che :
    "nessuno ha mai chiesto i soldi per la manutenzione del ponte, ma solo il raddoppio. Ecco perché il Comune non ha un progetto per mettere in sicurezza il ponte.. Adesso, grazie all’intesa col Provveditorato, i lavori inizieranno in poco tempo anche sul Ponte Oreto".
    Di fronte a questa situazione di caos, che sta provocando proteste da più parti, non c'è né una data di inizio dei lavori né la certezza di un finanziamento per mettere in sicurezza il ponte. Non si sa nemmeno che interventi necessita l'opera
    Nell'ultima audizione ila commissione Attività produttive avevo chiesto all'assessore di indicare tempi certi sui lavori di manutenzione della struttura. In Aula non è stato portato nulla.
    Il nulla assoluto..
    Non è la prima volta che l'assessore Prestigiacomo viene contestata dal Consiglio per aver fornito risposte generiche, confuse o non suffragate da dati certi.
    Stavolta però si è toccato il fondo e questo potrebbe diventando un caso politico con una mozione di sfiducia all'assessora.
    Ma , a quanto si dice, Orlando non ha nessuna intenzione di rinunciare all’assessora Prestigiacomo.
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    03 mar 2021 13:08
  • belfagor
    PONTE CORLEONE : L’ASSESSORA PRESTIGIACOMO CONTESTATA DALLA SUA STESSA MAGGIORANZA
    Ieri si è svolto una seduta del consiglio comunale : ordine del giorno , la situazione del ponte Corleone.
    Doveva relazionare l’assessora Prestigiacomo.
    Alla fine, maggioranza e minoranza hanno chiesto le dimissione dell’assessora che non ha saputo spiegare come uscire dall’ emergenza.
    Durissimi i consiglieri di Italia viva :
    “"Non si può arrivare in consiglio comunale senza una strategia chiara sulla riapertura totale del Ponte Corleone: il traffico di Palermo è da giorni in tilt, gli automobilisti sono esasperati e non è accettabile questo livello di approssimazione - dichiarano i consiglieri comunali, Dario Chinnici, Francesco Bertolino, Paolo Caracausi e Carlo Di Pisa -. Se l'assessore Maria Prestigiacomo non è in grado di affrontare questa emergenza, si dimetta. Chiediamo al sindaco Orlando di prendere in mano la situazione anche per garantire la sicurezza di chi attraversa il Ponte e oggi lo fa con timore: il Comune chieda immediatamente l'intervento del governo regionale e di quello nazionale".
    Ancora più sferzante verso l’assessora un altro consigliere di maggioranza , Antonio Sala:
    "Su una questione come il Ponte Corleone non si può giungere in Aula non preparati: la scena a cui si è assistito in consiglio comunale è stata indecorosa, abbiamo quasi avuto la sensazione che nessuno si stia occupando del problema. Siamo in emergenza e servono provvedimenti forti, anche con un commissario. L'assessore si occupi di altri temi oggetto della sua delega".
    Effettivamente la scena è stata imbarazzante.
    L’assessora è stata mandata da sola allo sbaraglio, senza la presenza del sindaco, dell’assessore alla mobilità e senza i tecnici del suo assessorato.
    "Dobbiamo dire alla città se il ponte Corleone è sicuro o no", ha detto il presidente del Consiglio Totò Orlando ma nel suo intervento l’assessora Prestigiamo ha glissato il problema e non ha saputo spiegare cosa intende fare il Comune..
    La Prestigiacomo si è difesa dicendo che :
    "nessuno ha mai chiesto i soldi per la manutenzione del ponte, ma solo il raddoppio. Ecco perché il Comune non ha un progetto per mettere in sicurezza il ponte.. Adesso, grazie all’intesa col Provveditorato, i lavori inizieranno in poco tempo anche sul Ponte Oreto".
    Di fronte a questa situazione di caos, che sta provocando proteste da più parti, non c'è né una data di inizio dei lavori né la certezza di un finanziamento per mettere in sicurezza il ponte. Non si sa nemmeno che interventi necessita l'opera
    Nell'ultima audizione ila commissione Attività produttive avevo chiesto all'assessore di indicare tempi certi sui lavori di manutenzione della struttura. In Aula non è stato portato nulla.
    Il nulla assoluto..
    Non è la prima volta che l'assessore Prestigiacomo viene contestata dal Consiglio per aver fornito risposte generiche, confuse o non suffragate da dati certi.
    Stavolta però si è toccato il fondo e questo potrebbe diventando un caso politico con una mozione di sfiducia all'assessora.
    Ma , a quanto si dice, Orlando non ha nessuna intenzione di rinunciare all’assessora Prestigiacomo.
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    03 mar 2021 13:05
  • belfagor
    PONTE CORLEONE : L’ASSESSORA PRESTIGIACOMO CONTESTATA DALLA SUA STESSA MAGGIORANZA
    Ieri si è svolto una seduta straordinaria del consiglio comunale : ordine del giorno , la situazione del ponte Corleone.
    Doveva relazionare l’assessora Prestigiacomo.
    Alla fine, maggioranza e minoranza hanno chiesto le dimissione dell’assessora che non ha saputo spiegare come uscire dall’ emergenza.
    Durissimi i consiglieri di Italia viva :
    “"Non si può arrivare in consiglio comunale senza una strategia chiara sulla riapertura totale del Ponte Corleone: il traffico di Palermo è da giorni in tilt, gli automobilisti sono esasperati e non è accettabile questo livello di approssimazione - dichiarano i consiglieri comunali, Dario Chinnici, Francesco Bertolino, Paolo Caracausi e Carlo Di Pisa -. Se l'assessore Maria Prestigiacomo non è in grado di affrontare questa emergenza, si dimetta. Chiediamo al sindaco Orlando di prendere in mano la situazione anche per garantire la sicurezza di chi attraversa il Ponte e oggi lo fa con timore: il Comune chieda immediatamente l'intervento del governo regionale e di quello nazionale".
    Ancora più sferzante verso l’assessora un altro consigliere di maggioranza , Antonio Sala:
    "Su una questione come il Ponte Corleone non si può giungere in Aula non preparati: la scena a cui si è assistito in consiglio comunale è stata indecorosa, abbiamo quasi avuto la sensazione che nessuno si stia occupando del problema. Siamo in emergenza e servono provvedimenti forti, anche con un commissario.".
    Effettivamente la scena è stata imbarazzante.
    L’assessora è stata mandata da sola allo sbaraglio, senza la presenza del sindaco, dell’assessore alla mobilità e senza i tecnici del suo assessorato.
    "Dobbiamo dire alla città se il ponte Corleone è sicuro o no", ha detto il presidente del Consiglio Totò Orlando ma nel suo intervento l’assessora Prestigiamo ha glissato il problema e non ha saputo spiegare cosa intende fare il Comune..
    La Prestigiacomo si è difesa dicendo che :
    "nessuno ha mai chiesto i soldi per la manutenzione del ponte, ma solo il raddoppio. Ecco perché il Comune non ha un progetto per mettere in sicurezza il ponte.. Adesso, grazie all’intesa col Provveditorato, i lavori inizieranno in poco tempo anche sul Ponte Oreto".
    Di fronte a questa situazione di caos, che sta provocando proteste da più parti, non c'è né una data di inizio dei lavori né la certezza di un finanziamento per mettere in sicurezza il ponte. Non si sa nemmeno che interventi necessita l'opera
    Nell'ultima audizione la commissione Attività produttive avevo chiesto all'assessore di indicare tempi certi sui lavori di manutenzione della struttura. In Aula non è stato portato nulla.
    Il nulla assoluto..
    Non è la prima volta che l'assessore Prestigiacomo viene contestata dal Consiglio per aver fornito risposte generiche, confuse o non suffragate da dati certi.
    Stavolta però si è toccato il fondo e questo potrebbe diventando un caso politico con una mozione di sfiducia all'assessora.
    Ma , a quanto si dice, Orlando non ha nessuna intenzione di rinunciare all’assessora Prestigiacomo.
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    03 mar 2021 12:24
  • belfagor
    EMERGENZA SEPOLTURE : UNA BARA IN SALOTTO …..DA 10 GIORNI
    Abbiamo toccato il fondo.
    In questa città è saltato tutto, anche le normali regole d’umanità.
    Siamo oltre il terzo mondo.
    In un articolo pubblicato oggi sul GDS, si racconta l' incredibile storia di una donna , deceduta il 19 febbraio , che si trova ancora a casa sua perché al cimitero dei Rotoli …..non sanno dove metterla ( sob!!!!!)
    Dopo il funerale , alla famiglia è stato comunicato che la salma sarebbe dovuta restare a casa , in deposito,perché al cimitero di Santa Maria dei Rotoli non c’era più spazio.
    La figlia della defunta ha dichiarati :
    "Inizialmente non ci siamo preoccupati della questione perché pensavamo che si trattasse solo di uno o due giorni al massimo, giusto il tempo di trovare lo spazio presso il deposito del cimitero. Avevamo visto tante scene impietose della situazione di emergenza al cimitero e pensavamo che il deposito domestico, prima della sepoltura, fosse persino una soluzione più dignitosa".
    Invece …… dopo più di 10 giorni la salma ….è a casa sua.

    Dal Comune, negano che il fatto sia possibile e che gli ingressi al deposito del cimitero continuano ad essere regolari , ma la salma …… è sempre al suo posto.
    Un video inchioda alle proprie responsabilità il Comune.

    P.S. Ma per la magistratura e per il prefetto è tutto normale ?
    Un Comune può rifiutarsi di seppellire una bara?
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    02 mar 2021 13:34
  • belfagor
    PONTE CORLEONE: I PERCORSI ……ALTERNATIVI
    La Polizia municipale consiglia , per evitare il caos che si creerà con il restringimento delle corsie di marcia di ponte Corleone , di muoversi con “sensibile anticipo” rispetto alle proprie tabelle di marcia, prendere “percorsi alternativi” alla circonvallazione e… di armarsi di santa pazienza.
    Ma quali sono questi…..percorsi alternativi?
    La polizia municipale” stranamente” non lo spiega.
    Qualcuno ha cercato di indicarli per esempio vediamo cosa propone il GdS.
    I Tir, che superano il peso delle 27 tonnellate, e che non possono attraversare il ponte Corleone , dovranno percorrere via Giafar o via Perez o le strade lato mare.
    Ciò però crea ingorghi pazzeschi in città.
    Ve lo immaginate un Tir percorrere le strette vie di via Perez o il budello di Corso dei mille dove, che geni, attualmente ci sono dei lavori in corso?
    Per ciò l’unica via percorribile è via Messina Marine, la Cala, il sottopassaggio di via Crispi ( parzialmente ristretto dal solito cantiere incompiuto), e in via Montepellegrino ( dove però , all’altezza del mercato ortofrutticolo, si sta svolgendo un intervento su canale Passo di Rigano, simile a quello che si sta effettuando in viale Regione Siciliana all’altezza di via Principe di Paternò.)
    Da via Montepellegrino i mezzi pesanti potranno raggiungere via Imperatore Federico o, in direzione opposta, il porto..
    Una vero “percorso di guerra”.
    Considerando che anche gli automobilisti cercheranno questi percorsi alternativi, c’è da aspettarsi ingorghi mostruosi anche in queste zone della città, dove bisogna fare i conti pure con la presenza di altri cantieri e scavi , che naturalmente procedono molto lentamente o sono fermi.
    Ci sarebbe via Oreto, ma c’è un “piccolo problemino” cioè un ponte che si trova in condizioni simili o anche peggiori di quello di viale Regione siciliana.
    Forse allora l’unica alternativa valida è …….il ponte Corleone.
    Ma c’è un altro inconveniente: l’automobilista che riesce a superare “indenne” il caos del ponte Corleone , e deve andare in direzione aeroporto, si trova un'altra deviazione all’altezza di via Principe di Paternò . che crea da mesi quotidianamente lunghe code che possono andare a ritroso, fino allo svincolo di via Pitrè.
    Stranamente nessuno propone come “ percorso alternativo” via Roma .
    Forse questa dimenticanza e legata al fatto che dal 1 marzo ritornerà in vigore la ZTL decisione voluta fortemente dal sindaco Orlando e dall’assessore all’ “immobilità” Giusto Catania, per motivi….ecologici.
    Ma considerando la situazione non sarebbe stato logico posticipare tale riattivazione ?
    Domanda legittima ma a cui i nostri “ amministratori” non possono rispondere perchè la risposta sarebbe ….molto imbarazzante.
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    27 feb 2021 05:52
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