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  • 18 gen 2019

    PON METRO | Agenzia nazionale certifica il 99,9% della spesa rendicontata dal Comune di Palermo

    di Salvatore Galati

    L'Agenzia per la coesione territoriale ha certificato il raggiungimento degli obiettivi di spesa prefissati per il Comune di Palermo relativamente al programma PON-Metro, per l'anno 2018. Il Comune ha, infatti, rendicontato spese per un importo complessivo di 13.695.735,04 Euro, pari al 99,9 %dell'obiettivo prefissato di 13,7 milioni di Euro. Il quadro complessivo degli interventi e delle azioni previste dal PON-Metro, che per Palermo prevede una spesa complessiva di oltre 86 milioni di Euro, è disponibile all'indirizzo. CLICCA QUI Le spese che sono state ritenute non ammissibili (circa 100 mila euro) si riferiscono, per circa 78.000 euro, ad una compensazione effettuata nei confronti del fornitore del servizio che risultava inadempiente nel pagamento della TARI per gli anni 2014 e 2015; la non ammissibilità delle spese compensate è stata contestata dal Comune all'Autorità di Gestione, che si è riservata di rivalutare e fornire una risposta definitiva. Le altre somme non ammissibili si riferiscono a due mesi di servizio (Dormitori e unità di strada) relativi ai mesi di novembre e dicembre 2013, in effetti in un periodo antecedente al periodo di programmazione del PON Metro 2014-2020). Sul contenzioso relativo ai bus per l'AMAT, il Comune è in attesa di conoscere la decisione dell'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, cui la questione è stata rimessa dal CGA nell’udienza tenutasi lo scorso 12 dicembre. Infine, per quanto riguarda l'azione "Agenzia per la casa", l'Assessore alla Cittadinanza Solidale, Giuseppe Mattina, specifica che nel rendiconto inviato relativo alle somme 2018 la stessa non risulta, in quanto il contratto è stato stipulato negli ultimi giorni dell'anno e quindi sarà rendicontato nel 2019." Qui di seguito trovate le spese del Comune di Palermo!

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  • 17 gen 2019

    RFI | Punta Raisi entra nel circuito di assistenza per le persone con disabilità e a ridotta mobilità

    di Fabio Nicolosi

    Salgono a 300 le stazioni ferroviarie gestite dalle 14 Sale Blu di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane). È questo l’effetto dell’ampliamento del circuito di assistenza per le persone con disabilità e a ridotta mobilità, anche temporanea, che prende il via oggi, con 20 nuovi scali serviti, in 12 Regioni; in Sicilia, da oggi il servizio sala Blu è attivo anche nella stazione di Punta Raisi. Un ulteriore segno dell’attenzione del Gruppo FS Italiane verso le esigenze dei viaggiatori, con lo scopo di migliorare la qualità del viaggio e la vita di milioni di persone che ogni giorno utilizzano il treno per i propri spostamenti. “L’ampliamento del circuito di assistenza delle Sale Blu ci permette di essere ancora più vicini alle persone che ogni giorno viaggiano a bordo dei nostri treni e transitano per le nostre stazioni – ha dichiarato Gianfranco Battisti, AD e DG di FS Italiane. I viaggiatori e le loro esigenze sono al centro delle strategie e delle azioni del Gruppo FS Italiane e siamo a lavoro per raggiungere standard sempre più elevati di qualità ed efficienza”. “L’impegno di Rete Ferroviaria Italiana in tema di accessibilità – ha dichiarato Maurizio Gentile, AD e DG di RFI - ha fatto sì che oggi siano 300 le stazioni, da Nord a Sud del Paese, che fanno parte del network delle Sale Blu nazionali. A questo servizio, di fondamentale importanza, si affianca il programma di interventi di natura strutturale e tecnologica che stiamo portando avanti nelle nostre stazioni per eliminare le barriere architettonica e assicurare a tutti i viaggiatori autonomia negli spostamenti”. Le 14 Sale Blu, che coordinano e gestiscono gli interventi, sono presenti nelle principali stazioni italiane (Ancona, Bari Centrale, Bologna Centrale, Firenze Santa Maria Novella, Genova Principe, Messina Centrale, Milano Centrale, Napoli Centrale, Reggio Calabria Centrale, Roma Termini, Torino Porta Nuova, Trieste Centrale, Venezia Santa Lucia e Verona Porta Nuova), e sono aperte tutti i giorni dalle 6:45 alle 21:30. In Sicilia il servizio è già disponibile ad Acireale, Agrigento Centrale, Caltanissetta Centrale, Caltanissetta Xirbi, Canicattì, Catania Centrale, Cefalù, Enna, Giarre Riposto, Messina Centrale, Milazzo, Palermo Centrale, S. Agata Militello, Siracusa, Taormina-Giardini, Termini Imerese, Trapani. A partire dal 2011, anno di inizio delle attività per conto di RFI, i servizi erogati gratuitamente negli scali ferroviari appartenenti al network delle Sale Blu sono più che raddoppiati; in Sicilia, circa 5mila i servizi di assistenza nel 2018. Le persone interessate al servizio possono prenotare inviando una mail a una delle 14 Sale Blu nazionali (per la SiciliaSalaBlu.MESSINA@rfi.it), oppure telefonando al numero verde gratuito 800.90.60.60  (raggiungibile da telefono fisso) o al numero nazionale a tariffazione ordinaria 02.32.32.32  (raggiungibile da telefono fisso e mobile). Grazie al portale Sala Blu on line è possibile richiedere assistenza direttamente dal web, con un preavviso minimo di 24 ore, risparmiando tempo, registrando i propri dati anagrafici, i contatti e le specifiche esigenze di viaggio. Maggiori informazioni sui servizi delle Sale Blu sono disponibili sul sito web RFI.it.

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05 set 2018

AMAT | Un servizio navetta pessimo rovina la stagione balneare di Mondello

Buonasera, volevo segnalarvi una situazione spiacevole che naturalmente ha macchiato la nostra città in modo negativo. Nella giornata di domenica 12 agosto mi sono recato nella spiaggia dello stabilimento balneare "la Torre" insieme a degli amici russi. Abitando a un chilometro dalla piazza di Mondello decidiamo di andare a piedi e utilizzare le navette gratuite. Una volta arrivati alla piazza di Mondello finalmente ne passa una e decidiamo di prenderla e arriviamo così a mare. Intorno alle 13 il mio amico russo mi spiega che voleva tornare a casa a prendere un pallone e io gli suggerisco allora di aspettare l'84 così da arrivare subito. Non l'avessi mai fatto! Siamo stati 40 minuti ad aspettare la navetta ovviamente sotto una pensilina ma con 35°C! Io, mortificato dal momento che frequenza riportata sui tabelloni è di 10 minuti, non sapevo che pesci prendere. Lui naturalmente mi ha detto "facevamo prima ad andare a piedi". Una volta sulla navetta chiedo spiegazioni al conducente che replica dicendo:"C'è solo una navetta". Chiedo allora a voi di MobilitaPalermo, all'Assessore ai trasporti e naturalmente al Sindaco, che immagine può dare e quale ricordo può lasciare a un turista una situazione come quella descritta? E'forse questa civiltà? Cultura? A questo punto vi suggerisco di rimuovere un servizio inutile, perché tale si definisce qualcosa che si attende invano con speranza. Vi do anche un consiglio: utilizzate queste tre navette (una per linea) per ampliare il parco mezzi e i conducenti per aumentare le corse su linee disagiate e fornire così un'impressione positiva piuttosto che far fare a quei bravi cittadini che tentano di promuovere mobilità sostenibile e tutto ciò che di buono dovrebbe esserci in una città, che non vive soltanto di cultura lasciata dalle dominazioni precedenti, la solita misera figura. Un cittadino

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03 set 2018

Ex stabilimento Coca Cola: perché non trasformarlo in autostazione ?

L'ex stabilimento Coca Cola in via Nicoletti a T.Natale , dopo che è sfumato il progetto di trasformarlo in una Multisala, perché non creare un nodo di scambio per i pulmann diretti a Mazara e Trapani? Basterebbe adeguare l'edificio,come già realizzato in altre città del mondo dove vecchie fabbriche dismesse sono state trasformate in centri commerciali , autostazioni o impianti sportivi. La futura stazione degli autobus si può facilmente collegare con la fermata di T.Natale attraverso corridoi sospesi o cavalcavia modello viale Regione Siciliana , ciò comporterebbe il recupero delle aree antistanti la fermata del passante convertendole in parcheggio e in aree verdi.

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  • peppe2994
    Da domani, ed entro fine Gennaio gli 89 bus saranno, come da programma, tutti in circolazione.
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    18 gen 2019 12:42
  • belfagor
    LA CRISI DELLA TECNIS E LA “GAFFE” DEL SINDACO
    La TECNIS, l’ ex colosso delle costruzioni catanese fino al 2015, insieme alla SIKELIA, ha gestito tanti appalti in giro per la Sicilia.
    Oggi l’azienda è in difficoltà : alcune inchieste giudiziarie, l’amministrazione straordinaria e la procedura di vendita , non solo hanno paralizzato l’azienda ma hanno bloccato i tanti appalti sparsi nell’Isola.
    Tale procedura di vendita , tra l’altro, sta bloccando anche l’Anello Ferroviario di Palermo (Giachery-Politeama),
    A Palermo già da quattro anni e mezzo automobilisti, residenti e commercianti sopportano i disagi dei cantieri infiniti. In via Emerico Amari . Giuseppe Raffa, portavoce dei residenti e commercianti della via ha dichiarato:
    «Da quella fatidica data del 24/07/2014 in cui il Comune di Palermo consegnò l’opera a Tecnis il nostro disagio è stato spesso ignorato –ed oggi dopo 1.637 giorni (a fronte dei 1.095 previsti) ci troviamo a un quarto dei lavori, con più di 20 attività commerciali che hanno chiuso, con aree ormai libere da cantiere abbandonate a se stesse (e con marciapiedi riconsegnati in condizioni pietose) e con le aree attualmente cantierizzate assolutamente inattive e quindi inutilmente occupate. Auspichiamo che qualcuno si senta in obbligo di rispondere ai tanti cittadini che hanno sofferto per quello che ritenevano essere il superiore bene comune e si è ad oggi rivelato solo uno strumento di distruzione a fronte di un’opera che pare essere giunta solo al 25% di esecuzione».
    Purtroppo tale genuino e condivisibile “grido di dolore “ di un cittadino che paga sulla sua pelle tale disastro , è stato strumentalizzato dai soliti “amministratori” locali e nazionali.
    L’ associazione “Amari Cantieri” un mese fa aveva ricevuto le rassicurazioni del ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli che in 15 giorni tutto sarebbe stato risolto.
    In una foto “storica” il ministro accarezza “paternamente” la testa di Giuseppe Raffa, peccato che tale carezza non ha sbloccato la situazione.
    Anche il sindaco di Palermo è intervenuto , a modo suo, inviando un post , poco paterno, sui social network : «Governo del cambiamento o Governo del Cambia niente. Ma il ministro non dovevano risolvere tutto “in due settimane”?
    Poi il nostro sindaco ha proseguito :
    “Tutto questo è inaccettabile e non è più possibile che questa opera, che è certamente utile ed importante per la mobilità a Palermo, continui a restare una eterna incompiuta. Anche se è nata male sotto la giunta Cammarata, non possiamo lasciare che finisca male. Mi auguro che il Ministro Di Maio si muova, quantomeno per rispettare le promesse fatte dai suoi rappresentanti locali in campagna elettorale. Questo contratto è stato fatto male ai tempi di Cammarata, escludendo il Comune dalla possibilità di vigilanza e controllo”
    Certamente tali parole sono condivisibili ma non risolvono il problema. Inoltre , come al solito, Orlando fa un po’ di confusione con le date.
    In una lettera “aperta”, pubblicata da LIVESICILIA, l’ex sindaco Cammarata ha ricordato:
    “Nessuno né tantomeno io, durante gli anni della mia amministrazione ha firmato alcun contratto con la Tecnis per l’anello ferroviario perché la stazione appaltante ed ente attuatore era RFI che naturalmente sottoscrisse il contratto.
    Ma quello che è davvero sorprendente (non per me naturalmente) è che i lavori sono iniziati nel luglio del 2014. Chi ha gestito con atti deliberativi i rapporti per l’esecuzione dei lavori ed ha sottoscritto l’atto modificativo e integrativo del “contratto”?
    Naturalmente Lui, Leoluca Orlando.
    A confermare tali parole c’è l’intervento di Giuseppe Raffa che ha giustamente ricordato,” «Da quella fatidica data del 24/07/2014 in cui il Comune di Palermo consegnò l’opera a Tecnis….”

    In parole povere il 24/07/2014 il sindaco era Leoluca Orlando !!!.

    Come è possibile che Diego Cammarata abbia consegnato l’opera alla TECNIS , visto che non era sindaco da 2 anni?
    Che Cammarata è stato il “male assoluto” possiamo anche essere d’accordo ma imputare a lui tutti i mali e le disfunzioni di questa città, ci sembra ingeneroso e poco veritiero.
    Diamo a Orlando quello che è di Orlando.
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    18 gen 2019 05:15
  • belfagor
    MA CHE BELLA IDEA : CEMENTIFICHIAMO IL FORO ITALICO.
    A distanza di circa vent’anni dalla sua apertura al pubblico, il Foro Italico è abbandonato e lasciato al degrado assoluto: il prato non esiste più, 1 /3 di questo prato è attualmente recintato e adibito come deposito della TECNIS, l’impianto elettrico è da rifare completamente, come anche l’impianto d’irrigazione.
    Recentemente qualcuno ha proposto su “Palermo Today” di “riempire questo vuoto” creando dei punti di svago per i ragazzi, come ad esempio creare dei campetti da calcio, pallavolo, tennis o basket, fatti con pavimentazione in cemento, oppure realizzare un campo per qualsiasi sport con palla e un campo da usare per lo skateboard, come quello che si trova di fronte al Tribunale.
    Francamente non è un idea nuova.
    Il 26/11/2017 uscì la seguente notizia:
    “Stiamo lavorando al progetto del primo skatepark pubblico in cemento della Sicilia al Foro Italico.
    L’’ubicazione prevista è adiacente il Parco della Salute.
    Oltre alla struttura, inseriremo nel progetto:
    - Nuove piantumazioni e panchine;
    - Attrezzature per il crossfit;
    - Spogliatoi;
    - Servizi igienici;
    - Un’area per il surf skate;
    - Un’area per il rollerderby;
    - Un campo da cricket;
    - Slacklines;
    - Bouldering.
    Con Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018 questo progetto potrà contribuire a creare una nuova e rinnovata immagine della nostra città in previsione anche delle Olimpiadi 2020 in cui lo skateboarding per la prima volta nella storia diventerà disciplina olimpionica.”

    Dopo più di un anno qualcuno ripropone un idea abbastanza simile, aggiungendo “campetti da calcio, pallavolo, tennis o basket, fatti con pavimentazione in cemento, oppure realizzare un campo per qualsiasi sport con palla”
    Visto che il Comune di Palermo , che nel dicembre del 2000 ottenne la concessione dell’area dall’autorità portuale In occasione della conferenza ONU sulla lotta alla criminalità, non sa che farsene di tale prato, anzi , lo ha lasciato nell’abbandono e nel degrado assoluto ,perché non lo restituisce .all’Autorità Portuale?

    Nel mese di Luglio 2018 il nuovo presidente dell’Autorità portuale di Palermo rilasciò un intervista, dimostrando di avere le idee chiare e tanta volontà di fare.
    “Abbiamo un progetto da 14 milioni per la riqualificazione dell’area del porto, passando per il Foro Italico e il Castello a Mare fino a Sant’Erasmo: è un unico percorso, di grande impatto ma che va fatto conoscere. Immaginiamo che dal molo Piave al Sammuzzo, fino a Sant’Erasmo, si possa creare una grande area dedicata ai crocieristi che poi, attraversata la strada, si ritroverebbero Palazzo Butera, riaperto dai Valsecchi, che diventa così la porta della città. Intanto siamo partiti da Sant’Erasmo, poi ci preoccuperemo del Foro Italico “

    Perciò il Comune di Palermo restituisca il Foro Italico all’Autorità Portuale : siamo convinti che saprà valorizzare questa area che può diventare un grande volano per il rilancio del turismo e dell’economia palermitana.

    Altro che… CEMENTIFICHIAMO IL FORO ITALICO
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    16 gen 2019 00:34
  • bottarisali
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    15 gen 2019 23:56
  • belfagor
    LA RUSPA E LE TRE VILLE DI SALVINI
    Ormai “l’epico scontro” tra il sindaco Orlando e il ministro degli interni Salvini sta raggiungendo livelli melodrammatici quasi da resa dei conti.
    Ai microfoni di Radio Cusano Campus, il sindaco Orlando ha lanciato un appello “sconvolgente” :
    “Cerco disperatamente un giudice che impugni i miei provvedimenti. Se c’è qualche magistrato che vuole farlo perchè pensa che io abbia commesso un reato, per favori indaghi”
    "Il decreto Salvini non è un'offesa ai migranti ma un'offesa agli italiani, alla nostra cultura dell'accoglienza”
    Perciò il nostro sindaco, come un novello San Sebastiano, cerca il “martirio”.
    Il ministro Salvini risponde provocatoriamente al sindaco, annunciando l’assegnazione di tre ville confiscate alla mafia: "Spero che Orlando non ci metta i migranti".
    Immediatamente Orlando risponde su Facebook: "Da mesi, ormai più di 6 mesi, annuncia che verrà a consegnare ai palermitani delle ville confiscate, ma oltre gli annunci niente. C'è qualche problema?". "Se stesse un po' meno su Facebook e un po' più al Ministero - incalza Orlando - saprebbe perché i suoi uffici non fanno la consegna. Noi, i palermitani, aspettiamo."

    Ma di che cosa parlano i due “nostri eroi"?

    La vicenda riguarda tre ville confiscate alla famiglia mafiosa dei Lo Cicero nel 2013, che la Giunta comunale di Palermo ha deciso di destinare ad attività sociali. In particolare, una villa, in collaborazione con l'Asp dovrebbe essere destinata a servizi per cittadini con autismo; una villa dovrebbe diventare la "Casa del volontariato" affidata al Cesvop - Centro Servizi per il Volontariato di Palermo; una terza villa dovrebbe diventare la sede della "Consulta comunale per la Pace".

    Peccato che queste ville sono abusive e difficilmente “sanabili”.

    A renderlo noto è l'assessore alla Cittadinanza sociale del Comune di Palermo, Giuseppe Mattina: "Il Comune di Palermo è sempre pronto a ricevere e prendere in carico immobili confiscati alla mafia che siano fruibili per usi sociali. Nel caso delle tre ville confiscate alla famiglia Lo Cicero, le stesse risulterebbero, da verifiche tecniche e documentali svolte dai nostri uffici, come abusive non sanabili e pertanto il Comune non potrebbe prenderle in carico se non per abbatterle".
    Infatti gli immobili sono stati realizzati abusivamente in area di inedificabilità assoluta entro la fascia dei 150 metri dal mare.

    P.S. Ma i nostri due nostri “eroi” prima di parlare e di perdere tempo su facebook , non farebbero meglio informarsi?
    Perché il ministro Salvini che ama tanto le ruspe, quando verrà a Palermo, non si porta una bella ruspa?
    Sarebbe una "bella immagine" vedere il nostro prode ministro , sopra una potente ruspa, abbattere tali villette e impedire che "vengano assegnate a qualche Rom o a qualche emigrato"
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    14 gen 2019 05:04
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