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  • 17 ago 2017

    FERCAM apre una nuova filiale a Palermo

    di Fabio Nicolosi

    Con una nuova filiale a palermo fercam rafforza la propria rete distributiva in Sicilia. Presenza capillare sul territorio FERCAM rafforza con la nuova struttura a Palermo la propria presenza in Sicilia, dove già è presente da tre decenni a Catania. “Tra Palermo e Catania ci sono quasi 200 km e con questo nostro nuovo insediamento non solo ottimizziamo l’ultimo miglio, ma miglioriamo il servizio per i nostri clienti in loco, che sono in particolare aziende del settore vitivinicolo, agroalimentare e oleifici che hanno l’esigenza di raggiungere in tempi molto brevi i loro mercati nazionali e anche euronazionali. Con questa nuova apertura riusciremo a fare fronte alla crescente domanda di servizi di distribuzione del territorio, garantendo una maggiore vicinanza ai nostri clienti delle provincie di Palermo e Trapani“, è convinto Giuseppe Rubini, direttore operativo Distribuzione Italia. La nuova struttura palermitana di FERCAM, operativa dal 7 agosto 2017, è sita in Via Padre Francesco Randazzo a CARINI (PA) e dispone di 10.000 mq di piazzale oltre ad un magazzino di 3.500 mq e 25 baie di carico per un agevole carico/scarico contemporaneo di altrettanti automezzi. La direzione è stata affidata a Giacomo Mangano, profondo conoscitore del luogo e con lunga esperienza nel settore della distribuzione. Efficienza del servizio con particolare attenzione alla sicurezza FERCAM Palermo garantirà direttamente la distribuzione nelle province di Palermo e Trapani essendo collegata direttamente agli HUB di Bologna, Piacenza, Napoli oltre alla Filiale di Catania; a disposizione della propria clientela palermitana e trapanese dunque dell’intera rete distributiva nazionale e euronazionale di FERCAM per l’ottimizzazione della supply chain. Per Palermo l’arrivo degli automezzi è previsto nelle primissime ore del mattino al fine di garantire la distribuzione lo stesso giorno di arrivo Per offrire massima qualità del servizio, particolare attenzione è stata posta anche alla sicurezza con all'installazione di un efficiente sistema di video sorveglianza 24/7 e di sistemi di protezione antincendio. Collaboratori esperti e affidabili Nella nuova sede palermitana lavorano attualmente 5 dipendenti e 5 collaboratori addetti alle operazioni di magazzino. A breve l’organico sarà completato con un addetto commerciale. Per le attività di distribuzione con presa e consegna delle merci la filiale di Palermo si avvale di 15 vettori, tutti con provata competenza professionale e lunghi rapporti di collaborazione. “Come azienda di servizi attribuiamo massima importanza al fattore umano, perché un’azienda è fatta dalle persone che ci lavorano. In particolare in un’azienda di servizi è la persona che rende il servizio un servizio ottimale,” afferma Giuseppe Rubini. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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  • 16 ago 2017

    Saranno rimossi centinaia di dossi artificiali a Palermo : il motivo del dietrofront

    di Giulio Di Chiara

    Il Comune di Palermo è costretto ad un dietrofront clamoroso: nelle prossime settimane infatti saranno rimossi centinaia di dossi artificiali, strumenti installati per limitare la velocità vicino a luoghi sensibili come scuole, ospedali, etc. Al loro posto verranno posizionate dei rallentatori di velocità a effetto ottico, che per intenderci sono delle strisce di spessore crescente poste in sequenza nella direzione di marcia, che annunciano "visivamente" all'automobilista l'approssimarsi di un punto critico. Secondo quanto riportato dal GDS, la ragione di questo stravolgimento va ricercata nei continui atti vandalici che hanno compromesso l'integrità di queste strutture poste sull'asfalto. Inoltre, sembra che alcuni dossi installati in alcune arterie cittadine siano incompatibili con le disposizioni del Codice della Strada. Insomma, Agosto lascia un bel compito per le vacanze al Comune di Palermo che si appresta dunque ad attuare un piano di rimozione. Ciò detto, le bande ottiche avranno la stessa efficacia dei dossi? Conoscendo la scarsa dedizione dei palermitani al rispetto del Codice della Strada, presupponiamo di no. Indubbiamente il sobbalzo sul cordolo in plastica era decisamente più "diretto" nell'avvertimento di un pericolo. Infine come non pensare allo spreco di risorse nell'installare e poi rimuovere questi supporti da centinaia di strade...

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09 ago 2017

C’era una volta la "Vucciria"

Il mercato della Vucciria  è, o forse dovremmo dire era, il più grande e più famoso mercato “storico” di Palermo. Si  trova nel cuore dell’antico “quartiere della Loggia”, tra Piazza Caracciolo e Piazza del Garraffello , in un quadrilatero compreso tra le attuali Via Roma, Piazza San Domenico, Via Cala e il Cassaro. La sua denominazione trae origine dal termine francese “bucherie”, che notoriamente contraddistingueva  il luogo di macellazione e vendita delle carni. In parole povere era il mercato dove si trovavano i “ carnezzieri” o i “chianchieri” cioè i venditori di carne. Per secoli il mercato della Vucciria è stato uno dei centri più vitali delle attività commerciali palermitane. Anticamente era chiamata “Loggia dei Catalani” perché si trovavano le botteghe dei mercanti Catalani. Ma, si trovavano anche  mercanti Amalfitani, genovesi,  pisani,  e veneziani, presenti a Palermo fin dall’epoca medievale. Come si può capire tale quartiere era il cuore pulsante del commercio di Palermo e  un florido centro di affari, ricco di merci straniere, rare e pregiate, esposte nei banchi delle “logge” all’occhio dei numerosi compratori. Il mercato è ricordato soprattutto grazie a un dipinto di Renato Guttuso, da molti considerato il suo capolavoro.  Il turista che viene a Palermo e vuole visitare il luogo che ha ispirato il grande pittore, probabilmente sospetterà che Guttuso si è inventato tutto.  Chi pensa di trovare un mercato pieno di vita, grida, di confusione, di colori e di odori, sbaglia. La realtà à ben diversa da quella del quadro.  La desolazione e il degrado delle strade e ben lontana da quella  vitale confusione del quadro. La realtà è triste ed è  molto lontana dal  realismo crudo e sanguigno dell’opera , con  il  pesce spada  sezionato, le carni esposte, il pesce che sembra appena pescato  e la frutta e la verdura,  ben sistemata sulle bancarelle . Ma forse il grande artista aveva intuito ciò che sarebbe successo dopo alcuni anni. Infatti i volti dei clienti e dei commercianti sono tristi e poco definiti. In loro c’è la consapevolezza della fine imminente. Ormai i venditori non attirano i clienti con le loro caratteristiche  grida, perché di clienti  c’è ne sono pochi. Le bancarelle  che un tempo  affollavano le strade del mercato ormai sono quasi scomparse. Ormai il  grande “mercato della Vucciria” si è ridotto a tre pescherie, due banchi di frutta e verdura e tre bancarelle di oggetti e vestiti usati. Altro che “vucciria”. Entrando nel cuore della Vucciria la mattina,  non si incontra anima viva. Il silenzio regna laddove in passato colori e grida dei commercianti stordivano il passante. Il quartiere è quasi deserto, in alcuni vicoli il silenzio è  “assordante”. La notte però , come per un incanto , le strade si riempiono. Al calar del sole intorno alla fontana appena restaurata del Garraffello, compaiono centinaia di sedie e di tavolini. Si apre la  grande discoteca a cielo aperto, regolarmente abusiva, come i tanti ambulanti che vendono cibo e bevande  e …droga  ai giovani palermitani che  bevono, si ubriacano  e ascoltano musica ,a tutto volume, fra i palazzi storici , spesso, pericolanti, della Piazza. La stampa e i nostri amministratori la chiamano “movida” ma francamente vedere tanti giovani ubriachi che, orinano o vomitano, non è il massimo del divertimento. Francamente non sappiamo di chi sia la colpa, ma certamente dal 1974, anno in cui Renato Guttuso dipinse il suo quadro, il mercato della Vucciria si è  rapidamente degradato. Oggi piazza Caracciolo è desolatamente quasi  vuota. La mitica trattoria “Shiangai” che con la sua terrazza e le sue tende rosse, dominava dall'alto  il mercato ,quando ancora le "balate della Vucciria" non si asciugavano mai, ha chiuso da oltre un decennio  . La Trattoria resta però immortalata  in molti film d'epoca - soprattutto a trama mafiosa - degli anni '70 ed '80. Resta ancora ben visibile la  sua insegna spettrale, quasi a voler ricordare un tempo ormai passato . P.S . Una vecchia leggenda palermitana sosteneva che Palermo non sarebbe mai scomparsa finché “ i balati ra Vucciria ' saranno bagnati “. Purtroppo oggi le balate della “vucciria” sono da tempo asciutte.  

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20 lug 2017

Rotonda Leonardo da Vinci: eliminare il semaforo sulla corsia laterale direzione TP

Chi percorre la circonvallazione in direzione TP e volesse risalire a sinistra la via Leonardo da Vinci deve entrare nella corsia laterale subito dopo la Via Evangelista Di Blasi, andando incontro ad un terrificante incolonnamento fantozziano provocato dal semaforo per accedere alla rotonda. Inoltre tale semaforo, per quel poco tempo che consente il transito a chi si trova sulla corsia laterale, incide pesantemente sul traffico già complesso della rotonda. Il semaforo è indispensabile per regolare l'incrocio tra il flusso di veicoli proveniente dalla corsia laterale che si immette nella rotonda ed quello che dalla rotonda si dirige in via Holm per andare verso il centro, senza uno di questi due flussi il semaforo non avrebbe motivo di esistere. La mia proposta per eliminare tale semaforo è la seguente: - invertire il senso di marcia della corsia laterale nel tratto dalla rotonda alla Via Scobar. - via Scobar a senso unico dalla circonvallazione verso la via Holm - invertire il senso di marcia della Via Holm nel tratto dalla Via Scobar alla rotonda. Da notare che: - la corsia laterale della circonvallazione consente la marcia al più di due auto affiancate, lo stesso per la via Holm nonostante sia un po' più larga. - la via Scobar a senso unico e liberata dalle auto malamente posteggiate consente il passaggio di almeno 5 auto affiancate, quindi è in grado di reggere senza problemi il traffico congiunto.

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  • Athon
    Via Maqueda, a metà fra un suk e un fast food. Dopo tre anni dalla chiusura alle auto le promesse non mantenute, dal basolato alle regole per il decoro:
    http://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/08/17/news/palermo_via_maqueda_a_meta_fra_un_suk_e_un_fast_food_l_isola_che_rischia_di_non_esserci_piu_-173234555/
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    17 ago 2017 18:20
  • Athon
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    09 ago 2017 15:25
  • belfagor
    ARIA NUOVA AL CONSIGLIO COMUNALE DI PALERMO
    Nel 2012 per la quarta volta, Leoluca Orlando Cascio diventava sindaco di Palermo, mentre alla presidenza del consiglio comunale veniva eletto Salvatore Orlando , mentre Giulio Tantillo diventava capogruppo di Forza Italia.
    Dopo le nuove elezioni amministrative il " nuovo" sindaco è Leoluca Orlando Cascio ( al suo quinto mandato) mentre alla presidenza del consiglio comunale viene riconfermato Salvatore Orlando e il "nuovo" vice presidente è Giulio Tantillo ( consigliere comunale dal 2001).
    Metà dei vecchi assessori sono stati riconfermati.
    Abbiamo fatto le elezioni solo per promuovere Giulio Tantillo alla vice presidenza del Consiglio comunale?
    P.S. Meno male che si era parlato di “discontinuità” rispetto al passato e di rinnovamento
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    09 ago 2017 05:58
  • peppe2994
    Oggi è stato approvato in via definitiva il ddl concorrenza. Adesso è legge, e tra le varie linee di intervento c'è anche quella sul TPL.

    Per favorire l'utilizzo di trasporti pubblici, le regioni dovranno prevedere l'obbligo di fornire agli utenti un servizio di biglietteria telematica accessibile mediante sito web dedicato.

    Dunque staremo a vedere.
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    02 ago 2017 16:33
  • belfagor
    IL SINDACO ORLANDO COMPIE 70 ANNI
    Il nostro sindaco compie 70 anni. Nonostante non sono più un suo elettore devo riconoscergli alcuni meriti. In un panorama politico siciliano veramente deprimente è certamente una delle poche figure di un certo spessore culturale e politico Purtroppo è un uomo “allergico” alle critiche ( anche quelle costruttive) e ama circondarsi di persone non alla sua altezza e ciò ha notevolmente limitato la sua azione amministrativa.
    Lo voglio “festeggiarlo” con un ottimo articolo pubblicato da “Meridonews”
    P.S. Nonostante tutto, Buon compleanno “sinnaco Ollanno”
    I 70 anni di Orlando, ecco cosa si è detto del sinnaco
    Da «professionista antimafia» ad «anomalia politica»
    ANDREA TURCO 1 AGOSTO 2017
    POLITICA – Compie gli anni l'eterno primo cittadino, in sella a Palazzo delle Aquile dal 1985. Una figura polarizzante, capace di attirare consensi da stadio e aspre critiche. Giampaolo Pansa di lui disse: «Attenti alla gelosia dei vecchi che vogliono morire governando». Per Moni Ovadia «non ha eguali nel nostro Paese e in Europa»
    Nell'Italia dove gli operai non vedono l'ora di godersi la pensione e i nati dagli anni '80 in poi sanno che non la vedranno mai una pensione c'è un settantenne, a Palermo, che proprio non vuol saperne di riposarsi. Non è uno qualunque: si chiama Leoluca Orlando, è il sinnaco di Palermo, ed è nato il primo agosto del 1947. Nell'ultimo mese di campagna elettorale, prima di essere eletto alla guida di Palazzo delle Aquile per la quinta volta dal 1985, si è contraddistinto per un iperattivismo da fare invidia al più energico dei ventenni: inaugurazioni, mostre, dibattiti, aperture di cantieri, consegne dei lavori, spesso nell'arco di poche ore, coi cronisti che faticavano a stargli dietro. Dell'uomo, in quarant'anni di esperienza politica (esordì come consigliere giuridico del presidente della Regione Siciliana Piersanti Mattarella), si è detto di tutto: d'altra parte una figura polarizzante come quella di Orlando sembra fatta apposta per attirare consensi da stadio e aspre critiche. Si sa che Orlando è allergico alle perplessità (Daniele Luttazzi di lui direbbe che «è più suscettibile di un campo minato») e molto sensibile agli elogi. Partiamo dunque da coloro che gli sono stati, almeno in un'occasione, avversi.
    La più celebre polemica, citata migliaia di volte e molte di queste a sproposito, è quella che lo scrittore Leonardo Sciascia inscenò sul Corriere della sera, in un articolo passato alla storia come quello che coniò l'espressione deiprofessionisti dell'antimafia: «Prendiamo, per esempio, un sindaco che per sentimento o per calcolo cominci ad esibirsi - in interviste televisive e scolastiche, in convegni, conferenze e cortei - come antimafioso: anche se dedicherà tutto il suo tempo a queste esibizioni e non ne troverà mai per occuparsi dei problemi del paese o della città che amministra (che sono tanti, in ogni paese, in ogni città: dall'acqua che manca all'immondizia che abbonda), si può considerare come in una botte di ferro». Ci andò più duro l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, all'epoca in cui fu definito il picconatore della Prima Repubblica: «È un ragazzo intemperante che ha danneggiato la lotta contro la mafia». Il giornalista Giampaolo Pansa, che ha sempre riconosciuto ad Orlando di aver traghettato Palermo oltre la palude degli anni '80, per lui rispolverò un detto di Beniamino Andreatta: «Attenti alla gelosia dei vecchi che vogliono morire governando». Ancora più al vetriolo le pagine che gli riservò un altro giornalista, Alfio Caruso, che nel ricordare l'autocandidatura del 2012 scrisse: «Per i tipi come lui la democrazia va bene solo in caso di vittoria».
    Altri cronisti, in tempi più recenti, hanno invece optato per un vero e proprio endorsement: Attilio Bolzoni, Sandra Bonsanti, Pier Vittorio Buffa, Pietro Calderoni, Maurizio Chierici, Carmine Fotia, Francesco La Licata, Riccardo Orioles, Antonio Roccuzzo, Guido Ruotolo, Sandro Ruotolo, Maurizio Torrealta. Tutti insieme hanno sostenuto che «dal 1987, grazie al ruolo di Leoluca Orlando, abbiamo potuto raccontare non solo eventi tragici, stragi, omicidi, processi. Ma anche la nascita quotidiana di speranze, progetti, conquiste civili». È risaputo che Orlando piaccia molto poi ad artisti e intellettuali, che alle ultime due candidature - coronate poi da roboanti successi - gli hanno dedicato appelli al voto e mielose parole, sottolineando «l'anomalia politica che ha reso Palermo Capitale della cultura e dell'accoglienza». La fotografa Letizia Battaglia, che per un periodo fu pure assessora in una giunta Orlando, per lui ha recentemente ribadito «il massimo della stima». Mentre l'autore e regista teatrale Moni Ovadia ha affermato di vedere nell'uomo politico «una figura istituzionale che non ha eguali nel nostro Paese e in Europa, credo non ci sia scelta più lungimirante, forte e significativa per caratura culturale». I recenti apprezzamenti del Guardian, della Sorbona di Parigi e dell'Hs.fi - Helsingin Sanomat (il principale quotidiano finlandese) hanno ricordato come Orlando venga stimato molto anche al di fuori della Sicilia e dell'Italia.
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    02 ago 2017 04:56
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