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  • 28 giu 2016

    FOTO | Anello Ferroviario: Dopo la bufera i lavori proseguono su Via Amari

    di Fabio Nicolosi

    Dopo la bufera dei mesi scorsi, i lavori fortunatamente sono sempre andati avanti Seppur in netto ritardo rispetto al cronoprogramma, i lavori per la realizzazione dell'anello ferroviario proseguono e questa è già una bella notizia. In Via Amari si sta procedendo alla realizzazione dei pali secanti che serviranno a sostenere il solettone, solettone che non appena verrà realizzato permetterà la riapertura della strada. Si sta inoltre procedendo alla realizzazione di micropali, dove la grossa trivella ha trovato difficoltà ad operare. Viste le numerose segnalazioni e continue lamentele dei residenti, ma sopratutto dei commercianti sono state poste delle ulteriori barriere oltre le barriere del cantiere per ridurre al minimo l'arrivo di piccoli sassi o qualche goccia di olio / calcestruzzo. Restiamo in attesa del nuovo cronoprogramma che l'azienda dovrà consegnare al comune così da poter ottenere nuove aree dove operare Foto tratte da Facebook:

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  • 28 giu 2016

    Foto | Sferracavallo rinasce dopo i lavori nelle scorse settimane

    di Fabio Nicolosi

    Dopo i lavori di riqualificazione della borgata marinare ecco come si presenta Sferracavallo Vi mostriamo questi scatti di come basti poco per far rinascere la piazza della borgata marinara. Sono state installate delle nuove panchine, si è data una ripulita generale alla fontana e alla pavimentazione e si è riverniciata la recinzione che separa il mare dalla passeggiata. Pochi e semplici interventi che però hanno di fatto trasformato Sferracavallo da luogo degradato a luogo turistico dove apprezzare i colori del mare seduti su una comoda panchina. Il nostro auspicio è quello che questi luoghi possano rimanere sempre così come li vediamo in foto e che il senso civico di chi li vive, giorno dopo giorno, prevalga sull'inciviltà. Ringraziamo Cristian C. per le foto:

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28 giu 2016

Foro italico: miseria e nobiltà

Ci avviciniamo al “ Festino” e vogliamo ricordare il luogo che forse è il simbolo di questa festa. Scriveva qualche anno fa lo storico Giuseppe Bellafiori "Il Foro Italico va dalla Cala al piano S. Erasmo. La vecchia città vi si affacciava per tutto il suo lato nord-orientale beneficiando della vista e delle brezze del mare. Il Foro Italico si anima solamente nei giorni festivi. Fino ad epoca recente invece, per più secoli, fu meta delle folle palermitane che, per lunghi periodi dell'anno, venivano qui a dilettarsi delle dolci aure marine. Trattenimenti musicali, giochi d'artifizio, fiere e mercati vi avevano periodicamente luogo. Per le feste di S. Rosalia, l'altissimo carro della santa vi sostava tra lo stupore dell'immensa folla. Spesso vi si svolgevano feste in onore di re, viceré e principi. Nel 1735 Carlo III di Borbone fece da qui l'ingresso trionfale a Palermo, passando sotto un sontuoso e posticcio arco di trionfo. La nobiltà vi passeggiava in carrozza scoperta o in portantina o guardava, dall'alto delle sue logge, lo spettacolo del mare e del volgo miserabile e rumoroso. Durante l'ultima guerra il Foro Italico cambiò aspetto; enormi quantità di macerie degli edifici diroccati dalle bombe furono scaricate in mare formando una vasta spianata" Il rapporto tra Palermo e il mare non è stato mai semplice. Nonostante la città sia una città di mare, non è stata mai una città marinara , anzi il mare è stato visto con diffidenza . La città infatti, fino al XVI secolo, non aveva mai avuto una propria passeggiata a mare .Le frequenti mareggiate o il pericolo di attacchi (soprattutto pirateschi) non permettevano di considerare la costa come una zona sicura. Con la fine del pericolo piratesco la città lentamente si riapproprio del mare. Ma tale riappropriazione fu lenta e sporadica. Infatti i nobili preferivano continuare a costruire i loro palazzi in città mentre utilizzavano il lungomare per le passeggiate , lo svago e ….per bruciare qualche eretico. Per potere vedere il primo lungomare panoramico a Palermo doppiamo aspettare il 1582 quando il viceré Marco Antonio Colonna, che già l'anno precedente aveva fatto prolungare la via Toledo (Cassaro) , fino alla Marina e iniziato la costruzione della Porta Felice, che era l’unica porta d’accesso alla nuova strada.. Tale lungomare o foro fu chiamato Strada Colonna . Nella realtà tale strada rimase nettamente .separata dalla città dalle possenti mura della città . Le cose non cambiarono fino al 1734 quando il pretore don Giovanni Sammartino di Montalbo, fece abbattere una delle fortificazioni lungo la costa ,il bastione del Tuono (che si trovava dove oggi sorge l’ex Jolly Hotel). Cinquant'anni dopo il nuovo pretore, don Girolamo Grifeo principe di Partanna, ordinò l'abbattimento dell'altro baluardo, chiamato di Vega (che si trovava nei pressi dell’attuale Porta dei Greci) sancendo così la fusione della città con il suo lungomare. In seguito tale strada fu sempre più abbellita e curata, fu creata anche una villa, Villa Giulia, diventando la meta preferita per le passeggiate dei palermitani. Le mura rimaste furono utilizzate dai vari nobili per costruirsi Palazzi o villette. Durante la dominazione dei Borboni, la zona assunse il nome di Foro Borbonico in seguito, dal 1860 fu chiamato Foro Italico . Nella realtà , dopo l’uccisione del re Umberto I il suo nome cambiò definitivamente in Foro Umberto I, ma per i palermitani continuò ad essere chiamato Foro Italico. Lo scrittore francese Renè Bazin che fu a Palermo nell’estate del 1891 descrisse così la passeggiata alla Marina: “Venuta la sera mi feci condurre alla Marina. La grande passeggiata di tutti era iniziata. Andavamo a piccoli gruppi, senza fretta, con la noncuranza della conversazione che indica una passeggiata abituale, a respirare la brezza di mare e vedere passare le carrozze. Incontravo persone umili, piccoli borghesi, famiglie di operai. Quando voltai, dopo aver passato la Porta Felice, c’era già folla nell’immenso viale. Figuratevi una banchina lunghissima e larghissima, leggermente arcuata per seguire la curva della riva, piantata di alberi dalla parte della città e scoperta dalla parte della baia. Le carrozze vanno e vengono, su diverse file alternate, come ai Campi Elisi. Si mettono al trotto non appena la musica ha finito un pezzo, e riprendendo il passo, tutte insieme, quando si sentono le prime battute di un valzer o di una marzurka, che arrivano a sbuffi sonori dal minuscolo chiosco, laggiù, verso la meta. È un’illusione oppure il rumore si perde semplicemente nello spazio illimitato? Mi sembra che nessun rumore si alzi da questa folla in movimento”. Nel 1943, dopo l’occupazione alleata, , il Foro Italico ( come anche gran parte della Costa sud) cambiò drammaticamente d’aspetto. Al fine di sgombrare le vie del centro dai crolli causati dai violenti bombardamenti dei mesi precedenti, l'amministrazione provvisoria alleata, AMGOT, decise (peraltro in conformità al piano regolatore della città), di ricolmare con i resti dei crolli e delle demolizioni il tratto di mare prospiciente la passeggiata della marina che nel ventennio fascista aveva di nuovo assunto la denominazione di Foro italico. L'area, trasformata in una vasta spianata rimase spoglia ed abbandonata e venne utilizzata come campo rom, come sede per i circhi e per anni occupata da un Luna Park. La città , per quasi 50 anni, perse il suo rapporto con il mare. In occasione della conferenza ONU sulla lotta alla criminalità organizzata che si tenne a Palermo nel dicembre del 2000 l'amministrazione dall’ora ,guidata dal sindaco Leoluca Orlando ,ottenne la concessione dell'area dall'autorità portuale . Vennero allontano le giostre ed e si avviarono i lavori di bonifica e riqualificazione. I lavori che terminarono nel dicembre del 2000 con una grande manifestazione nel prato presente l'allora segretario generale delle nazioni unite Kofi Annaa. Purtroppo quel prato durò poco. In un articolo pubblicato su Repubblica di Palermo il 6 settembre 2001 , Attilio Bolzoni scriveva che il famoso “prato” progettato in occasione di tali manifestazione dell’ ONU ,nonostante fosse costato una cifra folle, era ormai . "Arso, morto, bruciato dal sole e dalla salsedine". Infatti quel prato finanziato con i fondi Onu del 2000, quando era sindaco Orlando, era “morto” nel 2001 , mentre era commissario prefettizio Serio, . Come al solito si scatenò la solita polemica sulle responsabilità. Ma la tesi dominante era che il prato era “seccato” perché le sementi di Festuca rubra utilizzate non erano adatte per il pieno sole e per l’aria salmastra, inoltre era stato installato un numero esiguo di irrigatori. Morale della favola il prato dopo la manifestazione internazionale era “secco”. Nel 2005, su incarico del nuovo sindaco Cammarata, fu definita l’opera di risistemazione dell'intero spazio del Foro Italico e del suo arredo urbano su progetto dell’architetto Italo Rota Il progetto fu premiato nel 2006 con la Medaglia d'Oro all'Architettura Italiana per gli spazi pubblici Da allora purtroppo la situazione e lentamente degradata. Nel 2013 un articolo impietoso del “Il Sole 24” metteva a confronto il prato del Foro Italico nel 2005 a quello del 2013 , c'era da vergognarsi. Ma la situazione rispetto a 3 anni fa è ancora di più peggiorata. 1 /3 di quel prato è attualmente recintato e adibito come deposito della TECNIS, l’impianto elettrico è da rifare completamente, come anche l’impianto d’irrigazione. La villetta, vicina al Porticciolo di Sant’Erasmo è adibita stabilmente come “dormitorio” di diversi barboni ed immigrati, inoltre diversi cani “ inselvatichiti” circolano liberamente per il prato. Spesso aggredendo i ciclisti e gli amanti del footing . Eppure, nonostante il degrado, la sporcizia e l’abbandono il Foro Italico continua ad attirare tanti turisti. Ecco cosa scrivono alcuni turisti in un sito specialistico per turisti ( TripAdvisor ): Il luogo sarebbe l'ideale per una passeggiata con vista mare per famiglie e romantico perdersi per fidanzati, ma l'incuria e la trascuratezza generale la fanno purtroppo da padroni ...Eterni lavori in corso, transenne, prati spelacchiati ed aridi, panchine colorate di marmo semidistrutte, recinzioni divelte e dappertutto rifiuti che il vento porta via con sé. E' un vero peccato. Una bella isola verde fronte mare ma trascurata nella manutenzione e soprattutto con mucchi di immondizia sparsi: un vero peccato! Le 4 stelle lo meritano la location, l'ambiente, e l'idea. Ma purtroppo è un luogo spesso lasciato all'incuria, dove manca il 60% dell'erba, dove gli alberi non sono propriamente curati, e dove, una volta sceso il buio, non si può mettere piede perché regno della prostituzione. Palermo meriterebbe che questo luogo fosse ancora più curato, unico nel suo genere. Peccato. E un vero peccato.  Signor sindaco  perché tanto degrado e abbandono?  

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28 giu 2016

Nuovo ingresso per l'Università

Salve, vorrei parlarvi di un problema che chi giornalmente si reca all’università avrà notato. Chi viene da Viale Regione, una volta in via Basile deve effettuare l’inversione e poi accedere all’università. Il problema è che il primo varco utile a effettuare l’inversione ed entrare all’università si trova a 1,5 km dall’inizio della via Basile, pertanto ogni giorno siamo costretti a percorrere questa strada immersi nel traffico, che si addensa maggiormente proprio in quel varco, dove si crea una lunga coda di macchine che devono svoltare a sinistra, specialmente la mattina. Per questo pensavo, perché non creare un accesso all’università già molto prima? Magari all’altezza del Parcheggio Basile. Ho notato che c’è già un cancello che porta all’università, ma non è un cancello di ingresso, probabilmente lo usano solo professori o chi comunque lavora all’università. La mia idea sarebbe creare un ingresso tra questo cancello e il Parcheggio Basile. C’è uno spazio vuoto, pieno di erbacce che potrebbe essere utilizzato e in questo modo si arriverebbe direttamente all’edificio 18. Ne gioverebbero gli universitari che venendo da viale Regione potrebbero entrare all’università in brevissimo tempo, e ne gioverebbero tutti gli altri, perché non si creerà più la coda al varco per l’inversione di marcia. Insomma, ne gioverebbe la circolazione. Non mi sembra una proposta così “complicata” e non penso ci debbano essere problemi con questo breve tratto in cui costruire la strada. E’ una cosa semplice, anche se  purtroppo sono le cose semplici quelle più difficili da fare in questa città.  

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  • Athon
    La proposta di ricostruire Villa Deliella e farne un museo del Liberty, avanzata ormai quasi un anno fa, col solito chiacchiericcio durato pressappoco un paio di settimane, è da inserire nella lista dei tanti roboanti proclami senza alcun seguito concreto (Acquario, Centro Direzionale, Nuovo Stadio, Mercato Generale ittico/ortofrutticolo/florovivaistico, Parco dell'Oreto etc...etc...) fatti giusto per creare un po' di scalpore sul momento?
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    25 giu 2016 20:42
  • punteruolorosso
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    22 giu 2016 23:36
  • salvosonoio
    non sento più parlare di TECNIS ed anello ferroviario.
    ci sono novità concrete sull'andamento di via e amari?
    i lavori procedono anche sulla parte via roma/politeama per lo spostamento dei "servizi" ed anche in maniera spedita.
    Ma la trivella sta funzionando regolarmente?

    grazie
    salvo
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    16 giu 2016 12:42
  • medoro
    Immagino tutti abbiamo notato i cestini per la raccolta differenziata che ci sono all’interno di un noto (e grande) centro commerciale di Palermo (lato Trapani), ognuno di esso ha 3 sacchetti separati per carta, vetro ed indifferenziata, bello. Peccato però che al momento di svuotarli il personale addetto riversi tutto in uno stesso bidone dell’immondizia, come ho avuto modo di vedere personalmente più volte. Bella presa in giro….
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    09 giu 2016 09:51
  • punteruolorosso
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    07 giu 2016 06:47