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  • 09 apr 2021

    Traffico, nuove limitazioni veicolari sul ponte Oreto-Stazione

    di antony977

    Palermo - Il servizio Mobilità urbana ha emanato dei provvedimenti inerenti alla circolazione ul ponte Oreto-Stazione e disposti dall’Amministrazione dopo il sopralluogo tecnico avvenuto stamani ed a seguito del quale lunedì sarà stabilito un primo calendario di lavoro. Nel dettaglio, con l'Ordinanza dirigenziale n.343 del 9/4/2021 si dispone la revoca dell’O.S. n. 4013 del 07/12/1996 (con la quale era stato già istituito il divieto di transito ai veicoli di peso superiori a 24 tonnellate nell’intero tratto del Ponte Oreto); inoltre,  vengono disposti il divieto di transito per i soli veicoli di massa superiore a 35 quintali e la chiusura al transito pedonale di entrambi i marciapiedi esistenti. Vengono istituiti, altresì, il divieto di sorpasso ed il limite di velocità a 30 chilometri orari ed è disposta, infine, la realizzazione di un percorso pedonale protetto di m. 1,20 di larghezza nonché l'apposizione di segnaletica di preavviso da posizionare: prima dell'intersezione con via Guadagna, per i mezzi provenienti dalla A/19 e dalla Stazione Centrale; nelle vie Bergamo, Manfredi Luigi e via Stazzone, in mezzi con peso superiore a 35 quintali avranno l’obbligo di svolta a sinistra, in direzione stazione Centrale. L'ordinanza entrerà in vigore dopo che l'Amat avrà apposto la relativa segnaletica.   Come abbiamo avuto modo di evidenziare alcune settimane fa, appare sempre più improcrastinabile la realizzazione di un nuovo attraversamento sull'Oreto fra piazza Scaffa e Ponte Corleone. Un senso unico alternato, regolato da semaforo, presso il ponte Guadagna potrebbe alleggerire il traffico lungo l'asse di via Oreto.  

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  • 07 apr 2021

    NUOVE LINEE TRAM | Aggiudicata la gara per la verifica del progetto definitivo e del Progetto Esecutivo per la realizzazione delle nuove Linee Tranviarie della Città di Palermo -Tratte A, B, C

    di Fabio Nicolosi

    Il 03/11/2020 pubblicavamo un articolo in cui vi informavamo che la procedura per la la verifica del progetto definitivo e del Progetto Esecutivo per la realizzazione delle nuove Linee Tranviarie della Città di Palermo -Tratte A, B, C aveva subito uno stop. La determinazione dirigenziale n.8990 del 25 settembre 2020 dichiarava che la procedura per la Verifica del Progetto Definitivo e del Progetto Esecutivo per la realizzazione delle nuove Linee Tranviarie della Città di Palermo -Tratte A, B, C era andata deserta per mancanza di offerte valide. Solo qualche settimana dopo con determinazione dirigenziale n. 12377 del 14.12.2020 il RUP Marco Ciralli proponeva di conferire mandato alla relativa Commissione di gara di procedere alla riapertura delle operazioni di gara al fine di porre in essere il supplemento di soccorso istruttorio nei confronti dei concorrenti ICMQ s.p.a e RTI RINA Check Srl/Italcertifer S.p.A. A seguito di tale comunicazioni sono quindi riprese nei primi mesi del 2021 le convocazioni della commissione di gara fino all'ultima seduta in data 29/03/2021 dove la Commissione propone l'aggiudicazione della procedura aperta per l’affidamento del servizio di verifica, ai sensi dell’art. 26 del D. Lgs n. 50/16 e ss.mm.ii., del progetto definitivo ed esecutivo relativo all’intervento per la realizzazione delle nuove linee tramviarie della città di Palermo. – TRATTE A, B, C in favore dell'O.E. ICMQ S.p.A. e con tale adempimento chiude le operazioni di gara e trasmette al RUP per il tramite del Servizio Contratti tutti gli atti e i documenti ai fini dei successivi adempimenti. Una volta che il RUP avrà dato il via a procedere la vincitrice avrà a disposizione i seguenti tempi massimi per l’esecuzione dei servizi di verifica della progettazione definitiva/esecutiva e di fattibilità tecnica economica sopra indicati, è così definito: - 20 (venti) giorni naturali e consecutivi per il servizio di verifica finale dell'intero progetto definitivo Linee TRAM - Tratte A, B, C, decorrenti dalla comunicazione del RUP a procedere, acquisita la documentazione del progetto definitivo; - 30 (trenta) giorni naturali e consecutivi per il servizio di verifica finale dell'intero progetto esecutivo Linee TRAM - Tratte A, B, C, decorrenti dalla comunicazione del RUP a procedere, acquisita la documentazione del progetto esecutivo; - 20 (venti) giorni naturali e consecutivi per il servizio di verifica finale dell'intero studio di fattibilità tecnica economica dei Parcheggi di interscambio - Linee TRAM, qualora affidato come servizi aggiuntivi, decorrenti dalla comunicazione del RUP a procedere, acquisita la documentazione dello studio di fattibilità. - 10 (dieci) giorni naturali e consecutivi per il servizio di verifica finale dell’intero progetto definitivo linee tram Tratta E1 e Tratta Via del Carabiniere, qualora affidato come servizi aggiuntivi, decorrenti dalla comunicazione del RUP a procedere, acquisita la documentazione dello studio di fattibilità. - 10 (dieci) giorni naturali e consecutivi per il servizio di verifica finale dell’intero progetto esecutivo Linee TRAM - Tratta E1 e Linee TRAM - Tratta Via del Carabiniere, qualora affidato come servizi aggiuntivi, decorrenti dalla comunicazione del RUP a procedere, acquisita la documentazione dello studio di fattibilità. Per un totale di 90 giorni per dare il via libera finale al progetto. Aspettiamoci dunque di avere buone notizie entro la fine dell'estate 2021 e di poter vedere finalmente pubblicato entro l'anno il bando di gara per l'affidamento dei lavori

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10 mar 2021

Bloccati dal CGA i lavori del depuratore di Acqua dei Corsari

A Palermo, come al solito,  piove sul bagnato. I lavori di potenziamento del depuratore di Acqua dei Corsari , l’opera che dovrebbe consentire lo smaltimento delle acque reflue della città, si sono interrotti. Lo ha deciso una sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa ( CGA ) della Regione Siciliana con  sentenza n. 1188 del 24 dicembre 2020, che è stata ufficializzata solo pochi giorni fa. Un’ ennesima mazzata per una città  da anni paralizzata da lavori infiniti o mai realizzati. Il progetto di “Adeguamento e potenziamento dell’impianto di depurazione di Acqua dei Corsari”, un appalto da 26,5 milioni di euro, finanziato dalla delibera Cipe n. 60 del 2012, dopo anni di colpevole ritardo, era stata consegnato ufficialmente, con ben 8 anni di ritardo, il 29 giugno 2020. In quell’occasione il sindaco Orlando dichiarò: ““Finalmente uno dei più grandi progetti per la sicurezza ambientale della nostra città e del nostro territorio vede un importante passo avanti, dopo anni in cui l’immobilismo del precedente governo regionale ha fatto un danno incalcolabile, oggi superato dalla collaborazione fra Comune, Commissario unico e Amap”.  Il Commissario unico per la depurazione Maurizio Giugni   spiegò che : “ L’opera è il  cardine del nuovo sistema fognario depurativo di Palermo, attorno a cui ruotano tutti gli altri cantieri del capoluogo. Abbiamo la necessità di portare avanti subito quelle opere che adattano le capacità del depuratore esistente allo schema del nuovo impianto, prevenendo altri ritardi su un’opera attesa, di alto valore ambientale e la cui mancanza oggi pesa per circa 4,4 milioni l’anno di sanzioni europee”.    I lavori, affidati all’impresa milanese EMIT  (Group Ercole Marelli Impianti Tecnologici S.r.l ), in un primo momento  si sarebbero occupati solo di “interventi urgenti e indifferibili relativi alla sicurezza dell’impianto e del processo di depurazione”, e precisamente – messa in sicurezza di alcune aree con muri di contenimento; – realizzazione di una prima stazione di “grigliatura” dei reflui al fine di rimuovere eventuali solidi; – completamento di una terza linea di eliminazione di sabbia, in modo che anche in caso di emergenze almeno una linea sia in funzione; – riqualificazione e ammodernamento delle aree destinate all’essiccazione dei fanghi di depurazione, in modo da rendere più veloci le operazioni di rimozione e smaltimento; – installazione di nuovi impianti nell’area di sollevamento dei reflui che rendano il sistema in grado di reggere a eventuali carichi improvvisi dovuti a eventi meteorici eccezionali. Tale decisione , di partire cioè solo con “interventi urgenti e indifferibili relativi alla sicurezza dell’impianto” era legata al fatto che su tale appalto pendeva, come una Spada di Damocle”, il ricorso al CGA regionale dell’impresa  “Costruzioni Dondi S.p.A.” che nel 2019 fu esclusa «per l’omessa dichiarazione in sede di gara di una condanna di maggio 2010 “ La decisione del Consiglio di Giustizia Amministrativa ( CGA ) per la Regione Siciliana ha stabilito che …..” L’appalto va riassegnato” CONCLUSIONE: Dopo la sentenza del CGA,  ora bisognerà avviare le procedure di subentro dell’impresa “ Costruzioni Dondi” nell’appalto, al posto della EMIT. Con tutti i problemi e i rallentamenti del caso. Il Commissario Giugni  commenta tale decisione: «Tenuto conto delle peculiarità dell’appalto in questione, già eseguito per la parte della progettazione, il RUP, laddove non riesca a definire il subentro della Dondi secondo le indicazioni contenute nella decisione del CGA, potrà richiedere di promuovere il giudizio di ottemperanza per avere precise indicazioni sulle modalità con le quali il subentro dovrà avvenire». In parole semplici : l’opera subirà un altro pesante ritardo , i cantieri saranno abbandonati,  i cittadini pagheranno le bollette Amap sempre più salate, il Comune continuerò a pagare circa 4,4 milioni l’anno di sanzioni europee , il mare di Palermo continuerà ad essere " non balneabile" e la  famosa promessa di trasformare la Costa sud in una nuova Mondello, rimarrà una delle tante “promesse” non realizzate. COMPLIMENTI !!!!!!

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08 mar 2021

L'assetto viario senza senso di via Mendelssohn

Abito in un residence che si trova alla fine di via Mendelssohn. Da decenni noto che nessuna soluzione è stata trovata al caos stradale della zona e che coinvolge tutto il cuore della borgata di Cruillas. Via Mendelssohn è una strada a doppio senso che termina in una curva dalla quale ha inizio via Filippo Brunetto. La curva presenta queste caratteristiche: 1. E' una curva a gomito e cieca, ampia appena per il passaggio di un auto a volta  a senso alternato; 2. E' stata scelta quale punto di posizionamento di cassonetti per la raccolta dei RSU; 3. La notoria civiltà "svedese" del popolo palermitano sfrutta il punto di raccolta dei rifiuti per ammassare in maniera incontrollata ogni tipo di materiale ingombrante e speciale (gomme di auto, vernici, pezzi di carcasse di automobili, ecc.); 4. Subito dopo la curva sulla sinistra c'è l'ingresso di una scuola media; 5. Per consentire il passaggio pedonale degli studenti è stato ulteriormente delimitato il lato della carreggiata opposto ai cassonetti restringendo il passaggio automobilistico; 6. La strada dopo la curva prosegue sempre a doppio senso verso la montagna e non ha sbocchi, pertanto chi intende cambiare senso di marcia deve effettuare numerose manovre che rendono ancora più caotico il traffico; 7. La curva oltre che con la scuola media è confinante con tre residence dai cui cancelli escono autovetture che s'immettono nell'asse viario pubblico; 8. Il servizo RAP, poco opportunamente, svolge il servizio di raccolta rifiuti con autocompattatori ingombranti in orari coincidenti o prossimi all'ingresso degli studenti; 9. Le pubblicizzate videocamere per controllare il rispetto degli orari e della tipologia di rifiuti da poter conferire, non ha sortito alcun effetto e proseguono senza sosta  depositi di materiale ingombrante. 10. Google map mostra che gli spazi interni dei tre residence confinanti con la curva potrebbero essere razionalizzati con piccole restrizioni che renderebbero più ampia la curva prevedendo per esempio una rotatoria per il cambio di direzione di marcia; 11. La strada principale del residence Villarena potrebbe essere utilizzata per un senso di marcia opposto a quella della parallela via Vanvitelli creando un quadrato da sfruttare con un senso unico di marcia delimitato da Via Vanvitelli, Via Mendelssohn, Via CL 30, Fondo Petix.        

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  • belfagor
    IL CASTELLO DELL‘ USCIBENE : IL MONUMENTO ARABO- NORMANNO CHE HA RISCHIATO DI ESSERE ABBATTUTO
    Chi ingenuamente pensa che i tempi del “Sacco di Palermo” sono ormai un triste ricordo del passato, sbaglia di grosso.
    Poco tempo fa uno dei più importanti monumenti arabi-normanni, il castello dell’Uscibene, ha rischiato di essere distrutto per far posto al ….. TRAM.
    L’Uscibene costituisce, insieme al Castello di Maredolce, e alla Zisa, quel complesso sistema urbanistico appartenente a quelle residenze o sollazzi regi che circondava la città : cioè dei luoghi di delizie per gli emiri arabi e per i re normanni .
    Uscibene somiglia molto alla Zisa , purtroppo non ha avuto la fortuna del suo quasi gemello.
    Mentre la Zisa è stata restaurata e , in seguito, inserita nell’ “itinerario arabo- normanno” , il castello dell’Uscibene non è stato ancora restaurato e ha rischiato di essere abbattuto.
    Questo complesso monumentale si trova a ridosso di viale Regione Siciliana, subito dopo il sovrappasso che precede l'incrocio con corso Calatafimi in direzione dell’autostrada Palermo-Catania.
    Tutto il sito è riemerso, dopo anni di colpevole abbandono, alla pubblica attenzione grazie alla Soprintendenza che lo ha sottoposto a vincolo nel 1991.
    Solo grazie a tale intervento l’opera è stata salvata ma purtroppo i lavori per la realizzazione del tram e del sovrappasso hanno irreversibilmente modificato l'originario aspetto ambientale.
    Quando le famigerate ruspe sono entrate in azione, nel gennaio 2014, una delle poche voci di protesta fu quella del direttore regionale di LEGA AMBIENTE , Gianfranco Zanna:
    “ È una vergogna. Il Comune di Palermo non si ferma nemmeno davanti al palazzo dello Uscibene, che vorremmo fosse inserito in quel circuito arabo-normanno delle città di Palermo, Monreale e Cefalù che si è candidato a diventare Patrimonio dell’Umanità, il prestigioso riconoscimento culturale dell’Unesco.
    Continuano, infatti, i lavori per costruire l’inutile terza linea del tram lungo la circonvallazione, (dalla rotonda di via Leonardo da Vinci a Corso Calatafimi). È una linea senza snodi di scambio intermodali, che non porta da nessuna parte, che distruggerà, oltre al giardino dello Scibene, oltre 100 alberi, che restringerà le carreggiate aumentando smog e traffico.
    Una linea ripetiamo, che tutti sanno già in partenza che è inutile, ma che si vuole realizzare solo per non perdere i finanziamenti, invece di spostare il progetto su via Basile.
    E così, per la realizzare uno dei sovrappassi, si sta distruggendo l’ultimo lembo di giardino che circonda lo Scibene, sui cui, sottolineiamo, insiste il vincolo di inedificabilità, una delle architetture arabo-normanne più significative……. Fermiamo questo ennesimo scempio “- concluse Zanna .
    Oltre a Zanna pochi organi di stampa, studioso dell’arte o ambientalista si mossero a difesa del monumento, come anche nessun cittadino alzò la sua voce, anche flebile, per salvare questa ultima testimonianza della nostra storia.
    Alla fine il castello fu risparmiato, e forse sarà restaurato, ma il giardino, che circondava il castello, è stato cancellato definitivamente .
    COMPLIMENTI !!!
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    11 apr 2021 05:48
  • belfagor
    IL PONTE ORETO STA CROLLANDO: VERRA’ PARZIALMENTE CHIUSO ANCHE AI PEDONI
    il Rup ,ingegnere Tonino Martelli , nella sua relazione chiede urgentemente che il ponte di via Oreto venga parzialmente chiuso.
    E’ necessario porre dei limiti alla circolazione, come il restringimento della carreggiata e lo stop al transito dei mezzi di massa superiore ai 35 quintali (oggi il limite è di 19 tonnellate ) autobus inclusi.
    Inoltre il ponte verrà chiuso al transito pedonale per entrambi i marciapiedi in attesa che venga realizzato un percorso protetto per i pedoni da realizzare sulla carreggiata (lato mare) .
    Considerando che il ponte Corleone è parzialmente chiuso e al sottopasso di via Crispi, i lavori non sono ancora iniziati, nonostante le “promesse” dell’assessora Prestigiacomo, la situazione è ……drammatica.
    Il consigliere comunale Igor Gelarda così commenta la notizia :
    "Calano come un macigno, ma sono tutt'altro che inaspettate le parole dei tecnici della città storica sul ponte Oreto. Tecnici che vorrebbero addirittura la chiusura totale del ponte per la riduzione dei pericoli di pubblica incolumità, ma 'ove non fosse possibile' alcune limitazioni importanti".
    Gelarda richiama la relazione del 2002 che definiva il ponte “parzialmente sicuro “e sottolinea:
    "In questi 19 anni non è stato fatto praticamente nulla, e quindi la situazione è nettamente peggiorata. Non esiste neanche un progetto esecutivo fatto in tutti questi anni dall'amministrazione comunale .
    Oggi, finalmente, anche se con enorme ritardo il sindaco Orlando si vede costretto a cominciare i lavori per mettere in sicurezza il ponte. Tutto ciò significherà il caos in quella zona che si aggiunge a ciò che abbiamo nel resto della città”
    “Vero è - sottolinea il consigliere Gelarda - che secondo il Comune ci sono già i soldi per i lavori, ma la contestuale riduzione del transito al ponte Corleone, l'impossibilità di passaggio di mezzi pesanti sul ponte in via Messina Marine, i lavori in via Crispi e via Roma, la chiusura di viale Regione all'altezza di via Principe di Paternò fanno sì che Palermo e ormai ….. tagliata in due”
    Anche il capogruppo di Italia Viva, Dario Chinnici è molto critico con “l’ amministrazione “ comunale “
    "Da anni denunciamo lo stato impietoso di una struttura che avrebbe avuto bisogno di interventi urgenti e immediati già due decenni fa, mentre i fondi Fas restano fermi nei cassetti e tutto questo è inaccettabile - dice -. Oggi ci ritroviamo con il ponte a rischio cedimenti e il Rup che ne chiede la chiusura, anche se parziale, e non può consolare il fatto che questa volta i fondi per gli interventi in somma urgenza ci siano. È scandaloso che per tutto questo tempo non si sia mosso un dito: i cantieri, quando partiranno, si sommeranno alle restrizioni del Ponte Corleone e di via Crispi facendo impazzire la circolazione. Un disastro annunciato e ampiamente evitabile, di cui questa amministrazione dovrà rendere conto alla città".
    Ma mentre la città si avvia a un ennesimo “inferno”, gli “amministratori” comunali fuggono dalle loro responsabilità .
    “Apprendiamo con stupore che l’Assessore Giusto Catania oggi non sarà presente al sopralluogo per verificare le condizioni del Ponte Oreto, sul quale sono state evidenziate criticità significative che pongono un serio pericolo per la incolumità pubblica.”
    Lo scrive l’Associazione ESC. “Chiediamo di conoscere quali siano i “pregressi impegni” comunicati dalla segreteria dell’Assessore di rilevanza superiore a quella della sicurezza dei cittadini, e anche il motivo del così poco preavviso, appena poche ore, nonostante la convocazione formale risalga la 27 marzo scorso. Trasparenza e responsabilità, in modo che i cittadini possano valutare in che ordine viene posta la loro sicurezza nell’agenda assessoriale”.
    P.S. C'è una sola parola per commentare la notizia e il comportamento del sindaco e dell’assessore Catania. (dell’assessora Prestigiacomo non si hanno notizie).
    “ Ha da passà 'a nuttata”
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    09 apr 2021 15:43
  • belfagor
    LA GROTTESCA VICENDA DELLO SCONTRO TRA COMUNE E AMAT
    Errare è umano ma perseverare è diabolico .
    La Commissione tributaria regionale ha, mesi fa, accolto l’ennesima richiesta dell’AMAT a non pagare la TOSAP sulle zone blu
    L’Amat non deve pagare al Comune la Tosap sulle zone blu, in quanto:
    “svolge unicamente il servizio di gestore dei servizi inerenti la sosta a pagamento delle auto, per nulla sottraendo le aree alla pubblica fruizione”
    Non è la prima volta che il Comune cerca di far pagare alll’ AMAT la Tosap sui parcheggi a pagamento.
    La tesi del Comune è alquanto stravagante , infatti per i legali del Comune, l’AMAT sarebbe una azienda …..“ privata”: peccato che l’azionista unico è lo stesso Comune.
    In sostanza, l’Amat , per la commissione tributaria, è “un mero sostituto del Comune” nella gestione dei parcheggi a pagamento e da essi non ricava nulla.
    Infatti, scrive la Commissione tributaria regionale, il “concessionario resta escluso dai proventi delle multe“, essendo soltanto la “longa manus” di Palazzo delle Aquile.
    La Tosap sarebbe così “una inutile partita di giro” e il Comune non dovrebbe richiederla perché “interessato a non depauperare ‘sine titulo’ il capitale sociale della sua partecipata. “
    Sulla decisione ha influito una recente sentenza della Cassazione (la numero 613 del 28 gennaio 2020) che si è pronunciata su una vicenda simile, ma avvenuta in Campania.
    La Suprema Corte ha rilevato che:
    “il presupposto impositivo della tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche è costituito da qualsiasi occupazione che comporti l’effettiva sottrazione della superficie all’uso pubblico. Se la società concessionaria, come nel caso in esame, non ha occupato l’area sottraendola all’uso pubblico non può mai ritenersi integrato il presupposto della Tosap“.
    Discorso chiuso ?
    Purtroppo no.
    Nonostante le due sentenze sfavorevoli abbiano detto chiaramente che la richiesta era illogica, il Comune non demorde e non solo: ha infatti presentato ricorso in Cassazione ma ha anche pignorato, tramite, Riscossione Sicilia Spa”, ben 33 auto all’Amat,
    Tra queste pare che ci siano anche 8 vetture del servizio di car sharing.
    E’ quanto emerso in sesta commissione consiliare durante l’audizione di un componente dell’ufficio dell’Avvocatura comunale.
    Ma allora perché il Comune, pur sapendo che perderà tutte le cause , continua a richiedere la TOSAP all’ AMAT ?
    Il motivo è semplice , ?
    Il Comune ha inserito nel proprio bilancio gli 80 milioni della TOSAP dell’ AMAT .
    Una cifra considerevole che potrebbe far sballare i già traballanti conti di Palazzo delle Aquile.
    In parole povere senza questi soldi il Comune rischierebbe la banca rotta.
    E se l’AMAT fosse condannata a pagare?
    Allora a rischiare la banca rotta sarebbe l’AMAT.
    Che l’AMAT è stanca di questa situazione lo dimostra il fatto che l’azienda non vorrebbe più gestire tale servizio, perennemente in perdita.
    Il presidente dell’AMAT è stato chiaro :
    “In sostanza – dice Michele Cimino – il sottile margine di guadagno dato dalla vendita delle schede parcheggio, che serve a mantenere in equilibrio il servizio di controllo sulle zone tariffate, viene oltremodo eroso delle imposte sul suolo pubblico e sui rifiuti.”
    Nel mese di gennaio di quest’anno il Consiglio di Amministrazione di AMAT ha manifestato la volontà di avviare l’iter per restituire la gestione delle zone blu e dei servizi di Car e Bike Sharing al Comune, in segno di protesta per il taglio di 13 milioni a favore delle aziende municipalizzate contenuto ed approvato nel bilancio comunale.
    Ma il Comune non è d’accordo e continua a sperperare i soldi dei cittadini continuando con queste cause perdenti.
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    08 apr 2021 06:12
  • peppe2994
    Il TAR ha bocciato definitivamente il ricorso contro il tram. Così si chiude definitivamente questa lunga crociata, nata dalle proteste contro i binari in centro.
    Giusto Catania coglie l'occasione per ricordare che tutto procede e si spera di appaltare l'opera entro la fine dell'estate.

    Trovate la notizia su tutte le testate.

    Forse (?) è ora di concentrarsi sui lati positivi dell'opera. Continuare a ripetere la frase "però serviva la MAL" è diventato svilente ed ormai di nessuna utilità, altrimenti non ne usciamo davvero più.
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    06 apr 2021 18:46
  • belfagor
    LA RICONFERMA DEL PRESIDENTE MONTI : LA VENDETTA DEI “ NEMICI DELLA CONTENTEZZA”
    Il presidente dell’ OSP (Società operazioni servizi portuali ), Giuseppe Todaro , ha fatto il punto sulle iniziative e sui lavori al porto di Palermo:
    ““Il porto si sta preparando nel suo complesso a diventare un’attrazione internazionale. E’ un centro economico, muove economie trasversali. Stiamo lavorando per realizzare una barceloneta palermitana con un avamporto collegato e al servizio della città con locali tipici, un auditorium, un laghetto artificiale e tanto altro”.
    La stato di degrado e abbandono in cui versava il porto una volta, sembra ormai solo un ricordo.
    All’attività di controllo che dal primo marzo tiene conto anche del presidio costante della Stazione Marittima, si affiancano altre iniziative che rendono le aree in questione più funzionali, gradevoli ed ecologiche.
    Fra i servizi più efficienti, c’è il sistema di raccolta rifiuti che è quasi pronto per lo step successivo con l’introduzione della raccolta differenziata.
    In generale, il cambiamento è tangibile.
    Lo si vede in generale dalla gradevolezza del contesto. Dalla pulizia alla manutenzione del verde, dai nuovi parcheggi fino a quella che è già diventata una piccola rivoluzione della mobilità interna al porto.
    Parliamo del servizio bus navetta che è già attivo da qualche mese. A bordo può salire chiunque, non soltanto i viaggiatori in possesso di un biglietto ma anche chi vuole muoversi e raggiungere tutte le zone interne fruibili al pubblico.
    L’implemento di servizi ha comportato ricadute economiche e occupazionale importanti. In un momento di crisi globale, Osp ha assunto 30 persone portando così l’organico a un totale di più di 100 dipendenti.
    Infine, c’è molta attesa per la ripresa del turismo e del settore crocieristico. I cantieri aperti e gli operai al lavoro, sembrano inviare un messaggio chiaro a chiunque si trovi a passare dal porto. Un messaggio di concreto ottimismo che guarda al futuro.
    Todaro ha messo in evidenza il cambio di passo culturale, la linea di efficienza della gestione del presidente dell’Autorità portuale Monti che punta di ricreare il legame originario tra il porto e il cittadino.
    E tutto questo non in 30 anni ma in solo….. 3 anni .
    Il porto di Palermo e le zone limitrofe, di competenza dell’Autorità portuale, da uno stato di degrado e di abbandono oggi sta rinascendo, garantendo lavoro ed efficienza. Non tutto è andato bene e certe carenze sono evidenti e le critiche, se costruttive, sono giustificate.
    Ma solo chi fa può sbagliare.
    Sarebbe facile fare il confronto con ciò che accade oltre via Crispi, a…… Orlandopoli.
    Sembra un altro mondo.

    Eppure c’è una piccola minoranza che ironizza, polemizza, protesta e contesta.
    in parole povere i….. “ nemici della contentezza” .
    Sembrano apparentemente dei perdenti però……

    P.S. Tra non molto l’ incarico del presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare della Sicilia Occidentale, Pasqualino Monti scadrà.
    Teoricamente dovrebbe essere confermato ma l’ottimo lavoro svolto gli ha creato molti nemici, soprattutto tra la vecchia classe politica inetta e “immobile”.
    C’è il rischio che il presidente Monti venga “promosso” e mandato via da Palermo e sostituito da qualche “fedelissimo”.
    Il rischio di vederlo trasferito è forte tanto che ha spinto i sindacati a lanciare un appello.
    I segretari generali di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti tempo fa hanno sollecitato l’intervento, presso il Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti, del Presidente della Regione Nello Musumeci e dei Sindaci dei comuni coinvolti perché chiedano con forza la riconferma del presidente Monti:
    “Siamo dell’idea che quando un dirigente fa bene il suo lavoro, ricoprendo un ruolo attivo e fondamentale nella valorizzazione delle infrastrutture necessarie e strategiche per le città di Palermo, Termini, Trapani e Porto Empedocle, debba restare al suo posto per portare avanti i progetti avviati. E’ il caso di Pasqualino Monti presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia Occidentale che ha dato un forte slancio al rilancio dell’aerea portuale di Palermo, Termini Imerese, Trapani e Porto Empedocle, progettando opere e infrastrutture per 491,8 milioni, di cui 291,8 già appaltati e altri 200 già finanziat….. riteniamo che la scelta migliore che si possa fare sia quella di non interrompere questo processo virtuoso che sta solo portando benefici al rilancio dei porti e dei suoi livelli occupazionali.
    Siamo stati fautori, della sottoscrizione di un accordo con la stessa AdSP che ha permesso la stabilizzazione di 194 lavoratori, evidenziando la grande sensibilità e attenzione che il Presidente Monti ha posto sui temi della crescita occupazionale. Chiediamo quindi alle istituzioni locali, tutte, di intervenire in tale senso, affinché il Presidente Monti rimanga al suo posto. Bisogna evitare che la Sicilia sia privata di un dirigente pubblico che con il suo operato sta contribuendo attivamente allo sviluppo dell’Isola”.

    Condividiamo in pieno tale appello e speriamo che il ministro delle infrastrutture e dei Trasporti lo accolga.
    Palermo è la Sicilia non può essere privata di un dirigente capace e competente che sta facendo un ottimo lavoro. Senza il suo impegno oggi, non solo Palermo, sarebbe una terra senza prospettive e speranze.
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    02 apr 2021 06:49
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