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  • 07 ago 2020

    Foto | Che fine ha fatto la vasca di prima pioggia al Foro Italico?

    di Fabio Nicolosi

    Purtroppo ci abituiamo spesso alle lamiere e alle recinzioni di cantiere senza peró pretendere spiegazioni esaustive. E' il caso dei lavori in corso al Foro Umberto I nei pressi dell'impianto di sollevamento Porta Felice. Da anni ormai conviviamo con un'area invalicabile, una zona riservata a pochi. Nel 2018 vi portavamo degli scatti dell'area, ma distanza di due anni i progressi visibili non sono notevoli, anzi sono minimi. I lavori dovevano concludersi a fine 2018, ci troviamo a metà 2020 e dalle foto non é difficile dire che siamo ancora lontani dalla conclusione. Ma cosa ostacola il loro completamento ? Perché l'acqua presente e accumulata all'interno della vasca non viene asportata? Questi gli interrogativi che ci piacerebbe avessero una risposta. Magari tra i nostri lettori ci sará qualche tecnico o qualche addetto ai lavori che potrà aiutarci a trovare delle risposte. Il progetto della vasca di prima pioggia dell’impianto di sollevamento del Foro Italico di Palermo prevede la realizzazione di una vasca della superficie di circa 3.500 mq e di profondità circa 7 metri, localizzata in zona Foro Umberto I in prossimità dell’impianto di sollevamento esistente, a breve distanza dal mare. La vasca ha lo scopo di accumulare le acque meteoriche ricadenti sulle superfici impermeabili e di trattarle al fine di evitare il recapito in mare o nell'impianto di depurazione di sabbia, terriccio, idrocarburi, residui oleosi, particelle di materiali di consumo provenienti dagli autoveicoli circolanti, eccetera.

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  • 06 ago 2020

    MAL a Palermo, il Comune richiede fondi per adeguamento progettuale e successivo finanziamento per intera opera

    di Antony Passalacqua

    Palermo - Nuovi sviluppi sul fronte finanziamento della Metropolitana Automatica Leggera relativamente al primo stralcio Oreto-Notarbartolo. C'eravamo lasciati infatti lo scorso Gennaio con le associazioni Sicilia in Treno e Mobilita Palermo che avevano "interrogato" il Comune di Palermo circa la possibilità di richiedere appositi finanziamenti per la MAL. Risorse finanziarie vincolate alla partecipazione di un bando del MIT (Ministero Infrastrutture e Trasporti) per  l'accesso a risorse destinate al Trasporto Rapido di Massa. Non tardò la risposta dell'Assessore G. Catania che, confermando la volontà a partecipare al suddetto bando, faceva notare che "l'avviso del Mit prevede l'inoltro di alcuni elaborati progettuali e di specifiche analisi dei trasporti da redigere secondo indicazioni specifiche. Questi documenti non erano ricompresi fra quelli facenti parte del progetto approvato." Da qui la necessità di reperire ulteriori somme per l'adeguamento progettuale e utili per la presentazione della domanda di finanziamento.  La scadenza dell'avviso del Mit era fissata per il 1/06/2020 ma  successivamente posticipata al 31/10/2020 causa lockdown. La novità di oggi è che finalmente il Comune ha richiesto le somme necessarie per completare la documentazione progettuale e partecipare al bando per il finanziamento della Metropolitana Automatica Leggera. E qui riportiamo il comunicato stampa dell'Amministrazione Comunale: "L'Amministrazione comunale di Palermo ha provveduto a inoltrare l'istanza di finanziamento relativa al Fondo per la progettazione di fattibilità delle infrastrutture e degli insediamenti prioritari per lo sviluppo del Paese, nonché per la revisione dei progetti delle infrastrutture già finanziate. La richiesta ha interessato in particolare le due seguenti opere: - ampliamento del sistema Tram con nuove linee in direzione di Arenella e Vergine Maria, a intersezione con la linea già programmata su via Notarbartolo - via Marchese di Villabianca, per la redazione del progetto di fattibilità tecnico economica - importo richiesto pari a 546 mila euro; - Metropolitana Automatica Leggera (MAL) - revisione del progetto preliminare, per l'adeguamento dei computi estimativi, analisi prezzi, studi trasportistici, analisi costi benefici e compilazione tabelle ministeriali addendum MIT - importo richiesto pari a 300 mila euro. A queste somme si aggiunge la richiesta, già trasmessa nei giorni scorsi, per 600 mila euro, per la progettazione delle le piste ciclabili già previste dal piano della mobilità dolce adottato dall'Amministrazione.

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22 giu 2020

Quando il protrarsi dei lavori provoca più disagi che benefici: storia di un cittadino a pochi passi da via Monti Iblei

L’opera completa del Passante Ferroviario sarà senza dubbio un’occasione unica per la città di evolversi nel trasporto urbano ed extra sia per il cittadino palermitano che per chi da fuori viene a visitare questa straordinaria città. Ma quando sarà completa? Sono un abitante del condominio adiacente la fermata Belgio/De Gasperi, ringrazio anzitutto Huge Palermo e Mobilita Palermo per avermi dato la possibilità di “sfogarmi” e di mettere al corrente la città di Palermo dei disagi che noi condomini di Via Monti Iblei n.16 sopportiamo ormai dal settembre del 2015 e che ad oggi non vediamo neanche minimante la luce in fondo al tunnel. La nostra palazzina ha due accessi carrabili e pedonali uno da Via Monti Iblei n.16 ed uno da Viale Regione Siciliana n.4975 (stesso ingresso della Casa d’Aste Trionfante Antichità). Dal 2015 data di inizio dei lavori della fermata, l’accesso da Via Monti Iblei n.16 è stato chiuso dato che, è stato fatto uno sbancamento di circa 8 metri e dunque da quella data siamo costretti ad entrare ed uscire solo da viale Regione. Il disagio dove sta? Il disagio sta nel fatto che i contatori Enel ed AMAP sono riamasti su Via Monti iblei così come la cassetta postale. DI conseguenza se va via la luce bisogna prendere l’auto fino a raggiungere i contatori e capite benissimo che se questo succede di notte o durante una cena con parenti/amici non è proprio agevole. La cassetta postale rimasta su monti iblei ormai è distrutta dai vandali e li inoltre il postino lascia tutti gli avvisi di recapito perché non trovando mai nessuno su via monti iblei siamo costretti ad andare all’ufficio postale a ritirare le raccomandate. Non abbiamo dove conferire i rifiuti dato che su via Monti Iblei hanno tolto i contenitori perché alla mercé di tutti. Di conseguenza, siamo costretti a prendere l’auto per andare a conferire la nostra spazzatura dove ancora ci sono i cassonetti. L’uscita e l’entrata al condominio da Viale Regione è pericolosissima. Inoltre con le vibrazioni del treno tutti gli appartamenti sono lesionati internamente. Questi disagi però non interessano a nessuno perché RFI ci dice di pazientare ma ormai siamo stanchi dato che avevano detto che i lavori sarebbero finiti nel 2017 ed invece ad oggi la situazione non è cambiata anzi, proprio la fermata in questione dovrà essere riappaltata e quindi l’iter di completamento sarà lunghissimo e chissà in quanto tempo sarà quindi ultimata. Noi avremo questi disagi chissà ancora per quanto. Faccio un appello affinché si parli anche di noi perché leggo solo dello stato di avanzamento dei lavori in altri punti della città ma di questa fermata il nulla e mi rendo conto anche del perché, perché in fondo siamo 4 famiglie a chi importa dei disagi che giornalmente dobbiamo affrontare?

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03 giu 2020

Sferracavallo | E' possibile rendere il traffico piú fluido?

Proposta per l'area di Sferracavallo, che in questi giorni, fortunatamente vede l'incremento del traffico a seguito del bel tempo e dell'allentamento delle restrizioni da CoVid-19 Un aumento di traffico, in una piccola parte della città, stretta fra la linea ferrata e l'autostrada ed il monte di Capogallo. Da anni esiste un progetto che prevede il collegamento di Via Tritone con Via Rosario Nicoletti, ma non é oggetto di questa proposta. La proposta opera su ció che é attualmente disponibile, ovvero una rimodulazione del traffico in 3 incroci importanti, collocati: 2 proveniendo da sud, ovvero da Palermo. (cerchi, Arancioni e Viola) 1 Nord ovest, proventiente da Isola delle Femmine (cerchio rosso). Iniziamo con la plalimetria generale, non soffermandoci sugli incroci all'interno della stessa borgata, ma solo su quelli di giunzione. Premettendo che il Traffico che non vuole accedere alla borgata, svolta lungo la SS113 e la aggira, il problema si pone per il traffico che si vuole muovere all´interno della borgata. Se si inserissero degli obblighi di svolta, in alcuni punti chiave, coloro che decidono di recarsi dentro la stessa, dovrebbero fare in un solo caso un lungo percorso, ma in generale si renderebbe il flusso molto più fluido. Si potrebbe procedere con un modello simile: Il traffico da Palermo -> verso piazza Sferracavallo, prosegue dritto cosi come lo fa ora. Fra via del Cedro e via dell'Arancio la strada è a senso unico, con l'attuale corsia da Sferracavallo riservata ai soli mezzi pubblici. Il tratto é di appena 120 metri Il Traffico dalla piazza e dall'ufficio postale --> verso Palermo, prosegue come ora verso Palermo, arrivato in via dell'arancio, si propone svoltare a destra nella stessa via dell'arancio, svolta a sinistra per via del Cedro, per re-immettersi in via Sferracavallo Resta invariato il traffico dalla Piazza verso -> Isola delle Femmine Il traffico da Isola delle Femmine -> verso Sferracavallo / Ufficio Postale giunto all'incrocio Via Plauto / Via Leone si impone l'obbligo di svoltare a destra (eccetto mezzi d'emergenza e bus) percorrendo via Leone, via Emanuele Palazotto (SS113), via del cedro e svoltando a sinistra verso via Sferracavallo Tutto questo porterebbe ad una situazione generale di viabilitá cosi rappresentabile:   La proposta dovrebbe alleggerire la mole di traffico presente in zona, semplicemente riducendo 3 possibilità d'incrocio, che generano lunghi incolonnamenti di cui allego alcune foto, scattate in diversi momenti dell'anno.

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  • belfagor
    CHE FINE HA FATTO LA "RAMBLA" DI PALERMO
    Il 17/04/2019 l’assessore Giusto Catania sul suo blog pubblico la seguente notizia
    Oggi pomeriggio la giunta, su mia proposta, approverà la pedonalizzazione di Via Emerico Amari: in questo modo si garantirà il collegamento pedonale tra il porto e il centro di #Palermo. Una scelta che renderà la città più accogliente per i turisti e più vivibile per i nostri concittadini. #AvantiConLePedonalizzazioni #SiRicomincia

    In parole povere si trattava del cosi detto progetto di pedonalizzare Via Emerico Amari cioè istituire una specie di “ Rambla” , vagamente somigliante alla più nota strada di Barcellona .
    L’idea era certamente interessante anche perché avrebbe riqualificato una delle zone più disastrate della città a causa dei cantieri dell’Anello Ferroviario .
    L’idea fu subito accolta positivamente dall’assessore al Decoro urbano Fabio Giambrone che annuncio che :
    «I lavori partiranno immediatamente, anche grazie alla collaborazione con la Camera di Commercio che ha redatto un progetto di massima», e ipotizzava di concludere i lavori “entro luglio 2019”.
    Chiaramente ciò non è accaduto .

    Infatti è passato più di un anno e della “ Rambla”…….nemmeno l’ombra.
    Di tale progetto quasi tutti ci eravamo dimenticati , d’altra parte se dovessimo ricordare tutte le “promesse” di tale giunta dovremmo avere una memoria alla Pico della Mirandola .

    Ha ricordare alla Giunta l’ennesima “ promessa mancata” ci ha pensato la solita “ rompi …..” Giulia Argiroffi:
    “Era il 17 aprile dell’anno scorso, quando in pompa magna il sindaco Orlando, affiancato dagli assessori al Decoro e alla Mobilità, Giambrone e Catania, avevano dichiarato che i lavori di riqualificazione di via Emerico Amari sarebbero “partiti immediatamente” e che ”entro luglio del 2019 sarebbe stata inaugurata” la “Rambla”. Felici all’idea di un progetto per Palermo, trascorso senza alcun segno di quelli annunciati sia l’immediato inizio dei lavori che l’inaugurazione di luglio, a settembre 2019 abbiamo chiesto di ricevere il progetto di massima redatto dalla Camera di Commercio, come dichiarato dall’Amministrazione, nei suoi 3 massimi rappresentanti, il 17 aprile 2019.
    Non abbiamo ricevuto nulla e abbiamo denunciato il mancato riscontro a ottobre. Abbiamo variamente sollecitato… ma ancora nulla.
    A giugno 2020 abbiamo inoltrato nuova richiesta con la precisazione che avremmo fatto ricorso al TAR in assenza perpetrata di riscontro e finalmente abbiamo ottenuto la documentazione scritta di quanto la storia ha già decretato: questa Amministrazione fa pompose promesse propagandistiche , nella beffarda consapevolezza che niente di quello che si promette sarà.
    Non è mai esistito alcun progetto esecutivo, né alcun progetto definitivo per la Rambla di via Amari e la Camera di Commercio non ha mai redatto quel progetto di massima (che tra l’altro per legge non esiste neanche più…) di cui ai proclami del 17 aprile 2019″.

    Ha conferma di ciò giorni fa, la giunta comunale , nell’annunciare " trionfalmente" il ripristino della ZTL, ha “ annunciato “ che :
    “ Il Servizio Mobilità Urbana” dovrà anche “valutare l’attuazione di tutti i possibili percorsi pedonali di collegamento tra l’area portuale e le zone di attrazione turistico/commerciale del centro storico della città per di agevolare l’accessibilità alle zone più centrali della città con elevati standard di sicurezza stradale.”

    Tradotto in italiano il “ servizio mobilita urbana” dovrà trovare possibili percorsi pedonali di collegamento tra l’area portuale e le zone di attrazione turistico/commerciale del centro storico della città.

    Ma non esisteva un bel progetto, pronto e immediatamente realizzabile, per via Amari ?

    P.S. In parole povere la consigliera comunale Argiroffi ha costretto il Comune , con la minaccia di ricorrere al TAR, ad ammettere che il progetto della “ Rambla” non solo non esisteva ma era una ….bufala.
    COMPLIMENTI !!!!!!!
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    07 ago 2020 17:57
  • belfagor
    LA CIRCONVALLAZIONE DI PALERMO : STORIA DI UNA STRADA PROGETTATA MALE
    Viale Regione siciliana, meglio nota come la “ Circonvallazione” è una strada progettata male e costruita peggio.
    Fu progettata negli anni 50 come tangenziale esterna della città : sulla carta doveva bypassare velocemente il centro abitato ,da est ad ovest, così come avviene in tante altre città .
    In seguito all’incontrollata fase di espansione edilizia degli anni ‘60, la città cominciò ad espandersi verso le montagne e la “ circonvallazione”venne inglobata dal tessuto cittadino, diventando di fatto una trafficatissima strada urbana, che divide in due Palermo.
    Perciò venne meno il motivo principale della sua realizzazione.
    La “circonvallazione”, si è trasformata progressivamente in una infrastruttura di connessione tra vari quartieri, assumendo nuovi significati urbani e divenendo asse di attraversamento cittadino.
    Negli anni 60 l’allora giunta comunale cercò di risolvere tale problema con la creazione di una seconda arteria sopraelevata che raddoppiasse quella precedente.
    I primi lavori per tale opera cominciarono alla fine degli anni ‘80 con la costruzione di alcuni passaggi sopraelevati e con la base dei pilastri per l’arteria vera e propria. I lavori purtroppo non furono mai portati avanti a causa delle resistenze di alcune forze politiche e l’allora giunta comunale rinunciò a tale progetto .
    Di tale progetto sono ancora presenti i pilastri al centro dell’arteria
    Però già alla fine anni ‘70 la “ circonvallazione “ aveva cominciato a cambiare pelle aumentando le corsie e le carreggiate : alla fine divenne una sorta di tangenziale cittadina, con spartitraffico, due corsie per senso di marcia e corsie d’emergenza.
    Lateralmente vennero create ulteriori carreggiate ben separate dalle corsie centrali.
    All’inizio degli anni ‘90 la “ circonvallazione”, divenuta ormai una strada urbana,era disseminata di semafori ed incroci a raso.
    Furono creati così i sottopassaggi pedonali e stradali.
    Tale scelta doveva compensare la rinuncia alla sopraelevata invece è stata la causa di tutti i problemi .
    Infatti ha trasformato la “ circonvallazione “ , ogni volta che piove , in un lago asfaltato.
    Secondo il geologo Giovanni Bufalo :
    “Quei sottopassi stradali sono in una posizione infelice perchè viale Regione Siciliana è tagliata in modo perpendicolare alle linee di scorrimento dell’acqua che scende dai monte verso valle Perciò le acque dei monti , percorrendo viale Michelangelo e via Leonardo Da Vinci, non trovando una via d’uscita. Viale Regione diventa così un lago dove viene raccolta tutta l’acqua. Senza il sottopasso questa andrebbe naturalmente verso il mare”.
    Ma tale disastro si poteva evitare?
    Secondo il geologo tale disastro idrogeologico, forse, si sarebbe potuto evitare con una serie di interventi ordinari (ma anche straordinari):
    “E’ vero, il minimo che dovrebbe fare il Comune è prendersi carico della manutenzione dei tombini, da cui l’acqua dovrebbe defluire e non impantanarsi. Ma non sono certo se da solo basterebbe . Ci sarebbero da fare degli interventi a monte, come l’ampliamento del canale Boccadifalco o di Passo di Rigano. Le strade di Palermo non hanno la portata per supportare l’acqua che scende dalle montagne. Ecco perché finisce come nelle esondazioni dei fiumi”.
    Riassumendo : al di là dell’evento eccezionale, ci sono responsabilità politiche.
    Prima di tutto , aver rinunciato alla sopraelevata e puntato sui sottopassi, scelta tra l’altro parzialmente realizzata ( ricordiamo il sottopasso di via Perpignano )
    Poi il mancato ampliamento del canale Boccadifalco o di Passo di Rigano o la non realizzazione dei collettori fognari
    Infine la mancata manutenzione dei tombini e delle caditorie e forse il fatto che i motori di sollevamento dell’acqua nei sottopassi di viale Regione siciliana non funzionavano.
    P.S. Forse è colpa del destino “cinico e baro” ma anche gli uomini non scherzano
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    03 ago 2020 05:45
  • belfagor
    FINALMENTE E’ STATO RIMOSSO IL DISTRIBUTORE DI BENZINA A SANT ‘ ERASMO.

    Finalmente una buona notizia : Il distributore di benzina che si affacciava sul molo di Sant’ Erasmo è stato rimosso .
    Al suo posto saranno installate panchine e fioriere.
    Per tale successo è stato decisivo l’impegno del dott. Pasqualino Monti, presidente dell'Autorità portuale.
    L’avv. Carlo Pezzino Rao, presidente del Comitato per la rinascita della costa e del mare, ha così commentato .
    “ Un fatto significativo che fa ben sperare per la riconquista di tutta la Costa di levante che prevede un giardino affacciato sul mare e non più la discarica che ancora vi insiste “
    In un articolo sul G,D.S, la giornalista Connie Transirico scrive :
    “ La nuova vita del porticciolo consente già l'attracco di piccole imbarcazioni per la pesca sotto costa e prevede nella caletta laterale un punto di partenza per escursioni nel golfo, sino a Mondello da un lato e sino a Cefalù dall'altro.”
    Ma non è tutto .
    L’autorità portuale prevede inoltre altri interventi : il primo di tali interventi interesserà il porticciolo sino alla foce del fiume Oreto con la dismissione di tutte le strutture abusive.
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    30 lug 2020 17:11
  • belfagor
    LE PRIORITA’ DEL COMUNE
    In un servizio andato in onda oggi si TGS la giornalista ha messo in evidenza l’incredibile situazione del sottopasso di via Crispi , dei “lavori “ della Scalinata delle cattive e della pedana di piazza Marina.
    Uno schifo !
    La giornalista ha cercato di parlare con qualche “ responsabile “ del Comune , per avere notizie , ma ……. nessuno sapeva niente ( sob !!!!)
    A quanto sembra , per il sottopasso di via Crispi , nonostante sono passati ben 15 mesi, ancora non è stato deciso come , quando e se intervenire.
    Ormai tale sottopasso, nonostante sia fondamentale per la viabilità cittadina, è pericoloso : infatti continuano a cadere calcinacci e le recinzioni occupano gran parte della carreggiata , ma per i vertici comunali altre sono le priorità.
    Infatti stanno studiando di ....... estendere la ZTL fino a via Notarbartolo .
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    29 lug 2020 16:41
  • belfagor
    MA PERCHE’ ROMAGNOLO NON E’ BALNEABILE?
    Un tempo, non troppo lontano, quando ancora Mondello era una palude, Romagnolo, meglio nota come la “ Costa della salute”, era considerata la spiaggia dei palermitani.
    Infatti durante le estati il litorale si riempiva di lidi balneari di gran prestigio, come lo “Stabilimento Virzì” e lo “Stabilimento Petrucci”.
    Poi, dopo la 2° guerra mondiale, gli amministratori comunali di allora decisero che bisognava rendere “ più bella “ la città .
    Iniziò così uno dei periodi più oscuri e tristi per la città, comunemente chiamo il “ Sacco di Palermo”.
    Vennero distrutte le ville liberty di viale della libertà e di via Notarbartolo e le macerie furono scaricate a mare.
    La Costa sud fu la vittima di questo operazione criminale e velocemente gli speculatori la deturpano e la degradano.

    Dal 1968 il mare di Romagnolo e negato ai cittadini , non solo di Palermo.

    Bastarono meno di 8 anni per distruggere la città e la costa sud, ma ancora , dopo più di 50 anni , non si riesce o …..non si vuole recuperarla.
    Eppure le acque di Romagnolo sono da anni balneabili .
    Nel 2015 dai dati ufficiali del ministero (WWW .portaleacque.salute.gov.it ) venne confermata che le acque di Romagnolo erano “ buone”.
    “Rispetto all’anno precedente ( già balneabile), i batteri presenti normalmente nelle acque sono parecchio al di sotto dei livelli di guardia !”
    Eppure il sindaco Orlando …… vietò la balneazione.
    Nel 2016 , dopo la famosa promessa elettorale del sindaco Orlando “ Trasformerò la Costa Sud in una nuova Mondello”, una ventata di entusiasmo scosse i cittadini e gli imprenditori. Il mare era finalmente pulito e balneabile. Tanti imprenditori si dichiararono pronti a investire sulla costa sud aprendo locali e nuovi stabilimenti balneari.
    Si aspettava la decisione del Comune che però ….. non arrivò.
    Nel 2017 l’assessore all’ambiente Sergio Marino dichiaro:
    «I dati sono buoni e confermano un progressivo miglioramento Ma non è possibile togliere il divieto di balneazione dall’oggi al domani”
    Nel 2018 sempre l’assessore Marino dichiarava :
    “Continuiamo a non capire perchè non è stata accolta la nostra richiesta di rimozione del divieto la qualità dell’acqua è migliorata grazie ai nostri interventi”.
    Peccato che tale richiesta non era mai stata presentata.
    Nel giugno 2019, nonostante i prelievi effettuati erano buoni, il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando Cascio, emanò un’ordinanza con la quale si vietava, anche per quell’anno, la balneazione.
    Perciò secondo questa ordinanza sindacale la spiaggia di Romagnolo non era balneabile.
    Ma stranamente non fu collocato nessun cartello di divieto di balneazione e tante persone scelsero questo tratto di costa per bagnarsi e molti considerarono queste acque più pulite di quelle di Mondello.
    Che non si trattava solo di “pareri personali” lo dimostrava il fatto che anche l’assessorato regionale alla Salute e i biologi dell’Asp avevano fatto dei prelievi (a giugno) riscontrando una presenza di colibatteri al di sotto della soglia di pericolo.

    E quest’anno ?

    Dai dati disponibili emerge chele acque di Romagnolo sono pulite !

    Infatti il prelievo fatto l’8 giugno 2020 ha mostrato come la presenza di batteri sia al di sotto della soglia minima per la balneabilità: assenza di Enterococchi e 10 Escherichia Coli, (su un limite massimo rispettivamente di 200 e 500).
    Tali dati sono ancora più bassi di quelli del 2019 .

    In parole povere: nonostante lo scarico delle acque reflue all’altezza della via Diaz, e del vicino fiume Oreto, non solo l’acqua è abbondantemente sotto i livelli minimi consentiti ma è… migliorata .
    Ciò grazie al fatto che le correnti sono favorevoli : in parole povere le acque di Romagnolo si “auto depurano”, cosa che non accade in altri luoghi, che invece sono regolarmente…..balneabili.
    Anche un report dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (European Environment Agency, EEA) sulla qualità dei bacini dei 28 Paesi europei ha indicato che le acque di Romagnolo sono pulite e balneabili.
    Tra l’altro il Prof. Silvano Riggio, biologo marino dell’Università di Palermo e massimo esperto in materia, da anni afferma che :
    «Il divieto di balneazione come sosteneva l’igienista Luigi Dardanoni, è frutto di un eccesso di precauzione. ”
    Eppure, nonostante tutte queste prove e pareri illustri, perché il sindaco Orlando non toglie il divieto di balneazione?

    Tutti ci saremmo aspettati che quest’anno Romagnolo sarebbe stata finalmente considerata balneabile, invece……..il Comune , all’inizio della stagione estiva ha collocato dei cartelli, nuovi di zecca, che vietano la balneazione .

    Poichè la legge prevede che dopo 3 anni, se i risultati sono negativi, una spiaggia diventa balneabile perché, dopo più di 5 anni, non si autorizza la balneazione?

    La risposta è imbarazzante.

    Per rendere un’area balneabile non basta che l’acqua sia pulita, servono i servizi, che al momento l’area di Romagnolo non può offrire.

    E chi deve fornire tali servizi?

    Il Comune , visto che la spiaggia è del Comune.

    Oggi la costa di Romagnolo è oggetto di interesse da parte di Istituzioni ( è stata inserita tra i luoghi del FAI ), imprenditori e privati cittadini ( è stata istituita recentemente la Pro Loco Romagnolo ) ma sembra che l’ostacolo più grande non sia l’acqua ma l’ immondizia, presente sia in strada che in spiaggia, l’ illuminazione pubblica che funziona a giorni alterni e la mancanza di servizi e controlli.
    Perciò l’acqua non c’entra niente, il problema è il degrado circostante e ……………….. l’ incapacità del Comune.

    In parole povere: il Comune non ha attrezzato la spiaggia e, nonostante le acque sono balneabili, vieta la balneazione .

    Un classico esempio di ” buona amministrazione”.

    COMPLIMENTI !!!
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    23 lug 2020 17:31