Ultimi post
  • 24 mag 2017

    Passante Ferroviario | Si completa la sistemazione della SS113 nei pressi di Carini

    di Fabio Nicolosi

    I lavori per il raddoppio del passante ferroviario di Palermo si estendono anche al di fuori della città. Ci troviamo nei tra Carini e Capaci nel tratto di SS113 che è interessato dei lavori e che prevede una delle opere viarie realizzate per permettere la realizzazione della sede ferroviaria. L'intero sottovia è stato asfaltato, rampe incluse, fatti salvi i pochi metri iniziali. L'area sotto cui si trovano le vasche di raccolta delle acque, potrebbe essere utilizzata come piazzola di sosta. Com'è possibile vedere dalle foto è in corso l’installazione delle barriere lungo il tratto iniziale di corso Isola delle Femmine, tra la rotonda e il ponte sul torrente Ciachea. Si lavora all’installazione dei paletti di sostegno. È già stato installato il tratto di barriera in corrispondenza dell’immissione dalla rotonda. La barriera prosegue lungo il tratto iniziale della rampa del sottovia della statale e termina con l’inizio del tratto in trincea e della scarpata lato valle. Le barriere sono state installate anche lungo la strada a valle del sottovia lato Carini. Ringraziamo Huge e Afriye per le foto Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/MobilitaPA/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

    Leggi tutto
  • 24 mag 2017

    Anello Ferroviario | Ancora una proroga per Via E. Amari

    di Fabio Nicolosi

    L'ordinanza n° 741 del 23 Maggio 2017 proroga fino al 30 Settembre 2017 la chiusura dell'area 4 di Via E. Amari. ad esclusione del tratto immediatamente a valle di Via P.pe di Scordia di circa 40 metri parzialmente riaperto al transito pedonale. Ma i lavori a che punto sono? Non dobbiamo dimenticarci che l'area risulta transennata da Gennaio 2016 e da allora sono state chieste ben due proroghe. I lavori sono stati completati nel tratto nei pressi di Via P.pe di Scordia, ma avanzano molto lentamente nel tratto centrale a causa dei continui guasti alla trivella che deve completare gli ultimi pali di fondazione della galleria Amari. Vogliamo far presente che il cronoprogramma iniziale prevedeva lavorazioni per l'area 4 per una durata complessiva di 501 giorni. Un anno e 136 giorni, quindi abbiamo sforato i tempi previsti e siamo ancora alle fondazioni, tenendo presente che dovrà ancora essere realizzato il solettone, collocati i sottoservizi e riaperta la strada. Riuscirà la Tenics a completare i lavori entro Settembre con la pausa estiva di mezzo? Ecco l'ordinanza: Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/MobilitaPA/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

    Leggi tutto

Leggi tutti

22 mag 2017

Via Maqueda: La Strada Nuova

Fino al 1600 Palermo si estendeva intorno a l’asse viario del Cassaro. La strada venne tracciata con la creazione stessa della città da parte dei Fenici, e ne tagliava in due parti l'agglomerato cittadino. Era in pratica il fulcro della città e, in linea retta, rappresentava la strada di collegamento tra il palazzo dei sovrani che era posto nella parte più alta, dove attualmente si trova Palazzo dei Normanni e il mare. In tale strada si trovavano tutti i poteri, politici, religiosi e militari, della città. Palermo era ancora , sotto molti aspetti, una città medievale, limitata dalle mura di difesa, con strade strette e poco areate, dove il sole faceva capolino per poche ore al giorno, con palazzi nobiliari che sembravano dei piccoli fortini , a più piani e con poche e piccole finestre esterne, che sorgevano accanto a casupole. Le autorità cittadine , considerato che ormai la città si stava sviluppando, ritennero necessaria l’apertura di una nuova strada che tagliasse la città in senso perpendicolare con il preesistente CASSARO, che pochi anni prima aveva subito diversi interventi ed era stato prolungato fino al mare. L’apertura di tale “ strada nuova”, comportò colossali lavori di sbancamento e sventramento di interi quartieri , lavori resi necessari da questa rivoluzione urbanistica, che avrebbe trasformato la città e creato un nuovo asse Nord-Sud. L’inizio delle demolizioni avvenne il 24 luglio 1600, con il primo “colpo di piccone” dato simbolicamente dal viceré Bernardino de Cardines, duca di Maqueda con un martello d’oro. All’estremità della “nuova strada” si dovettero costruire due nuove porte. Una che si apriva verso la campagna meridionale, tra i bastioni di Porta di Termini e di Porta Sant’Agata, fu chiamata Porta di Vicari, in onore del pretore della città, Francesco del Bosco, conte di Vicari. Dall’altra parte , fu necessario costruire una nuova porta che fu chiamata Porta Maqueda ( non più esistente). Tali lavori furono completati nel giro di ……un anno. Chiaramente i cronisti dell’epoca esagerarono ma certamente, in un tempo relativamente breve, furono buttate le basi per la creazione di tale nuova arteria. Ci vorranno secoli perché la strada assumesse l’aspetto attuale con nuovi edifici lungo il suo percorso. L’apertura di tale ”strada nuova” cambiò radicalmente il volto della città . Infatti da allora Palermo fu suddivisa in quattro mandamenti che si distinguevano per differenti culture, feste popolari e religiose, diverse santi protettrici, stemmi civici e addirittura inflessioni dialettali. I quattro mandamenti (Palazzo Reale,Monte Pietà,Tribunali e Castellamare) si incontravano a PIAZZA VIGLIENA, meglio conosciuta come I Quattro Canti o Teatro del Sole. Secondo i progettisti doveva rappresentare il “centro della città” e certamente per secoli lo fu. Il taglio della via Maqueda permise ai nobili e al clero, che ne avevano richiesto la creazione, di costruirvi nuovi palazzi , chiese e conventi che ancora oggi rimangono parte fondamentale del patrimonio artistico cittadino. Chiaramente i nuovi palazzi e le nuove chiese vennero costruite con lo stile dominante in quel periodo cioè il barocco. Tale stile, abbastanza uniforme, caratterizzerà Via Maqueda dal Cassaro. Infatti quest’ultima non ha mai avuto un suo stile definito, ma si ritrovano monumenti di vari stili frutto della lunga e antica storia di tale via. Come abbiamo già scritto precedentemente, la strada, e una delle porte che la delimitava, fu dedicata al viceré Bernardino de Cardines, duca di Maqueda, che regnò in Sicilia dall’1 aprile 1598 fino alla sua morte avvenuta il 17 dicembre del 1601. Nella realtà il vicerè fece poco o nulla per meritare tale onore. Infatti , quando , nell’aprile del 1598, giunse a Palermo per sostituire il vecchio vicerè, il conte di Olivares, il Senato cittadino aveva già da tempo stabilito di aprire questa nuova strada . E così il duca di Maqueda, che aveva altri “interessi” passò immeritatamente per “illuminato urbanista”. La gente però cominciò a chiamarla “strada nuova” o a storpiare il nome in Via Macqueda . Via Maqueda è oggi un importante attrazione turistica di Palermo, in quanto costeggia alcuni dei luoghi più importanti della città, tra cui Piazza Pretoria (sede del Palazzo delle Aquile e della Fontana Pretoria), e Piazza Verdi con l’Imponente Teatro Massimo ( frutto di un successivo pesante intervento urbanistico). Certamente, al di là delle motivazione che erano alla base di tale scelta, si tratto di uno dei più importanti e organici interventi urbanistici del tempo. Dovremo aspettare quasi 3 secoli per assistere a un nuovo intervento “urbanistico” di tale importanza, l’apertura di Via Roma, ma i risultati, questa volta, furono molto discutibili.  

Leggi tutto
23 mag 2017

Soluzione migliorativa della viabilità in prossimità del ponte Notarbartolo

Buongiorno, approfittando dello spazio concesso da mobilita.org, vorrei proporre una soluzione, di facile ed economica attuazione, volta a migliorare la viabilità in un punto molto critico per il traffico palermitano: “l’imbuto” del ponte “Notarbartolo”. Come si vede in foto, attualmente il restringimento in prossimità del ponte dà luogo ad un ingorgo a c.d. “collo di bottiglia”( in giallo); questo determina una confluenza di più file (4,in arancione) in un’unica fila, determinando un blocco del flusso veicolare, soprattutto nelle ore di punta. Tralasciando l’inciviltà e la “scaltrezza” del palermitano medio, sarebbe opportuno realizzare accorgimenti per garantire una confluenza progressiva delle corsie, in modo da realizzare un deflusso omogeneo delle auto. La soluzione che propongo, prevede la realizzazione di un marciapiede/aiuola (in verde) adiacente al terminal/sede tramviaria, che garantisca un restringimento progressivo della carreggiata, eleminando il citato “collo di bottiglia”. ( in blu le strisce per il parcheggio; in arancione le file di auto) Premesso che questa non è una soluzione totalmente ablatoria del problema in oggetto, tuttavia la soluzione prospettata (realizzabile in breve tempo e con pochi soldi dalle maestranze comunali) rappresenterebbe un accorgimento che potrebbe sicuramente migliorare la viabilità nell’area Notarbartolo, in attesa di soluzioni più incisive e strutturate che possano eliminare definitivamente il problema. Salvo92

Leggi tutto
  • renard
    LEGGI Commenti 0
    24 mag 2017 11:29
  • belfagor
    FABRIZIO FERRANDELLI : IL SOPRAVVISSUTO ALL’ORLANDISMO

    Fabrizio Ferrandelli ha rilasciato una lunga intervista a Palermo Today. Ho cercato, nei limiti del possibile ,di riassumerla sottolineando i passi più significativi

    Il giovane “pasionario” di sinistra non c’è più, è diventato il candidato sindaco di una coalizione di forze politiche di “centro- destre”. Stavolta Ferrandelli - che si definisce un “sopravvissuto all’orlandismo” - ci riprova, convinto che “in città serva una svolta” “Nel 2012 i palermitani avevano bisogno di essere rassicurati e Orlando davanti aveva un gruppo di giovani (Costa, Aricò, Caronia, oltre Ferrandelli, ndr)”. Adesso è arrivata la resa dei conti. “
    “Lavoro e attività sociali sono i pilastri fondamentali per il rilancio di Palermo. Non possiamo più permettere che ogni anno vadano via 5 mila giovani…….La città sta sprofondando in un grave livello di povertà, altra priorità quindi è aiutare concretamente gli ultimi, chi è rimasto indietro e vive situazioni di disagio sociale”.
    Se dovesse diventare sindaco, nei primi 100 giorni:
    ” Farei una ricognizione degli uffici comunali, applicando il principio della rotazione di dirigenti e funzionari.”
    Che voto dà alla Giunta del Professore?
    “Insufficiente”.
    -“Alla Giunta -1, non pervenuta. In questi anni non c’è stata un’amministrazione, ma un uomo solo al comando. Altro che squadra… Ho scoperto di recente i nomi di alcuni assessori. Più che assessori sono stati dei buoni segretari. L’unico che si è distinto è stato Catania, ma chiedete ai palermitani cosa pensano del suo lavoro… “
    -“Al sindaco do 4: è stanco, lascia un Comune in condizioni finanziarie prossime al default. Lo dice la Corte dei conti nella sua relazione del gennaio 2017, rilevando parametri sulla ‘sanità’ del bilancio vicini al disastro. Per non parlare della grave incapacità nella riscossione dei tributi. Nel bilancio di previsione sono state gonfiate certe entrate: ci sono 120 milioni in più tra multe, lotta all’evasione e permessi di edificazione che difficilmente verranno riscossi”.
    “Una recente indagine di Save the Children dice che Palermo ha livelli altissimi di povertà educativa. In alcuni quartieri la dispersione scolastica arriva al 40%. La legalità bisogna praticarla, più che professarla “

    Non tutto quello che ha fatto Orlando in questi ultimi 5 anni è da buttare via.
    “Il riconoscimento dell’Unesco al percorso arabo-normanno è un fatto importante. A onor del vero, va ricordato il lavoro svolto dal precedente governo regionale e l’attivismo dell’ex assessore Gaetano Armao. Orlando se l’è ritrovato addosso il percorso arabo-normanno “ “Anche io se dovessi diventare sindaco, troverò dei provvedimenti avviati: non ha senso fare terra bruciata di tutto, ecco perché porterò avanti quelle politiche che reputo convincenti e aggiusterò il tiro su quelle meno convincenti”.

    La Mobilità
    “Fallimentari sono state anche le politiche sulla mobilità nelle periferie, dove ci sono stati tagli consistenti di autobus. Si dirà ‘oggi c’è il tram’, ma a che prezzo?
    “Credo che sia possibile immaginare altre pedonalizzazioni, ma sempre di concerto con residenti e commercianti. Voglio però lanciare un messaggio: Palermo non è solo via Libertà, ci sono anche le periferie, che hanno stessi diritti in termini di qualità di vita. Proprio sulle periferie l’amministrazione Orlando ha fatto flop.”
    Secondo un’indagine Ixè, commissionata da PalermoToday, il 65% dei palermitani “boccia” l’amministrazione uscente. Tuttavia Orlando risulta il candidato che riscuote più fiducia e che meglio saprebbe risolvere i singoli problemi. Cosa significa per lei?

    “Il 65% è un dato significativo. La fiducia non è sulla capacità di governare, ma sulla persona. Oggi non credo che il sindaco lo sappia fare, in questi anni si è ammalato di solitudine ed ha perso sprint”.
    “Io vengo dal mondo del volontariato e del sociale. Nel 2007 sono stato eletto in una delle liste collegate ad Orlando. La storia del delfino non esiste. Mi sono trovato all’interno di quel mondo. Dal 2007 al 2012 Orlando è sparito dalla città, mentre io ho fatto il mio percorso. La spaccatura in termini di visione si è palesata alle primarie, quando Orlando ha appoggiato la Borsellino. Io ho formato un gruppo dirigente che poi mi ha spinto a candidarmi: si tratta di quegli attivisti e quei consiglieri di circoscrizione ora candidati nella lista dei Coraggiosi. Orlando invece contrappone una visione padronale di partiti e coalizioni; io invece parto dal territorio e dalla partecipazione. Il fatto che lui abbia detto che i prossimi saranno cinque anni di primarie significa che il monarca - neanche troppo costituzionale - cercherà l’erede al trono.”
    E qui manda un pesante siluro al sindaco Orlando
    “Siamo di fronte a una dinastia che si trasmette elitariamente la gestione del Comune. Quando ero capogruppo in Consiglio comunale litigammo fortemente più volte, come nel caso della riqualificazione della Cala. Lui per dogma era contro il presidente dell’Autorità portuale Nino Bevilacqua e non voleva che votassimo la delibera. Gli ho risposto che io ero all’opposizione dell’amministrazione comunale e non della città. Man mano che ho conosciuto Orlando me ne sono distaccato”.
    Cos’è cambiato dal Ferrandelli "pasionario" di sinistra al Ferrandelli sostenuto da Cuffaro e Miccichè, dopo il breve intermezzo con Lumia, Cracolici e Crocetta?

    “Si tratta di una semplificazione che non dà dignità a quanto accaduto. La legalità l’ho praticata togliendo i bambini dalla strada e non staccando parcelle all’interno di associazioni antimafia (stoccata a Forello, ndr). All’interno delle istituzioni ho maturato il mio percorso. ……Perse le elezioni comunali sono tornato a fare il bancario. Alle regionali mi è stato chiesto di candidarmi e l’ho fatto da indipendente nel Pd, poi ho preso la tessera. Ho sostenuto con convinzione Crocetta, non rinunciando mai alla mia indipendenza. Quando le cose non andavano come stabilito dal programma di governo, ho lanciato un diktat al Pd. La rotta però non è cambiata e mi sono dimesso da deputato regionale rinunciando a 12mila euro al mese e al vitalizio …….. Ho lanciato la mia candidatura al di fuori dei partiti ed ho deciso di mettere in discussione la mia appartenenza. Ho così aperto la mia proposta politica a tutte le forze popolari e progressiste. Frattanto l’Ars ha cambiato la legge elettorale ripristinando il voto di trascinamento e abbassando dal 50 al 40% la soglia per essere eletti al primo turno. Insomma, si sono cambiate le regole del gioco. Così mi sono dovuto attrezzare per vincere. Chi mi potevo trovare accanto in queste elezioni? Tutti quelli che sono all’opposizione di Crocetta, che ora è con Orlando, e tutti quelli all’opposizione di Orlando, tranne il Pd che in una notte ha cambiato idea”.
    “A differenza di Orlando che ha camuffato le alleanze sotto mentite spoglie, io ho evidenziato nomi e cognomi. A trasversalità siamo messi bene entrambi. Ricordo che Orlando è sostenuto da Alfano, Vicari, Misuraca, Cardinale, Mimmo Russo, Lentini… Ai palermitani dico che continuerò a essere libero e indipendente, non sarò condizionabile”.

    Orlando evoca spesso la palude… Crede che si tratti di un cliché funzionale alla sua campagna elettorale o c’è una dose di sincerità in quello che dice?

    “Non sono quanto la sincerità applicata ad Orlando sia commensurabile. Nel 2012 aveva detto che non avrebbe mai più fatto il sindaco… Quando tutto è mafia, niente è mafia. Ciò è molto pericoloso. Io appartengo ad un’altra cultura, quella dei fatti circostanziati. Sono cresciuto nei movimenti antimafia, quella dei fatti, e come Sciascia mi guardo bene dai professionisti dell’antimafia. Non accetto lezioni di legalità da nessuno. Ho combattuto la palude della Gesap, presieduta da un orlandiano, quando ero deputato. Ho avuto uno scontro fortissimo con Helg. L’ho fatto convocando il Cda di Gesap in commissione Antimafia e presentando un esposto in Procura. Lui dov’era? Sono abituato ad una legalità praticata e non ad un’antimafia decantata. Screditando l’avversario si rischia di isolarlo e farlo diventare facile bersaglio. Il tema non è la palude, ma saperla attraversare senza prendere la malaria. Evocare la palude è sinonimo di paura. La verità è che Orlando non vuole parlare di contenuti”.
    In principio furono le accuse del pentito Tantillo, recentemente l’invito di Forello a fare un passo indietro e l’inquietudine di Orlando per un candidato indagato per voto di scambio politico-mafioso. Teme che l’indagine a suo carico possa essere una spada di Damocle?

    “No, altrimenti mi sarei ritirato. Davanti all’autorità giudiziaria non mi sono avvalso della facoltà di non rispondere. Con il cuore libero da qualsiasi dubbio ho collaborato con i magistrati . Vorrei ricordare che l’avviso di garanzia non è una condanna. Ho la coscienza a posto, con la massima trasparenza ho fornito tutti i documenti in mio possesso. Aspetto con serenità l’esito delle indagini. Chi mi attacca è in cerca di visibilità. Forello sta in un movimento pieno d’indagati ed anche lui stesso è stato oggetto d’indagini, perché non si è ritirato?
    LEGGI Commenti 0
    23 mag 2017 09:43
  • belfagor
    Risultato shock della prima indagine conoscitiva sulla situazione socio economica a Palermo Uno studio i cui dati si commentano da sé e lasciano poco spazio all'ottimismo: 20.000 famiglie in povertà assoluta e oltre il 30 per cento - cioè la maggioranza relativa - della popolazione con la licenza di scuola media inferiore. La città si scopre povera e con un bassissimo tasso di scolarizzazione. Soltanto il 6 per cento di quelli in età per farlo frequenta l’asilo nido, a fronte di una media nazionale del 13 per cento .Inoltre la situazione sociale non è migliore ben, infatti ben 679 sono i minorenni, segnalati alle autorità giudiziarie che versano in condizioni di grave disagio. Cifre da terzo mondo.
    Pasquale D'Andrea, Garante per l’infanzia e l’adolescenza del Comune di Palermo, commenta tali dati drammatici «La strada è sicuramente in salita ma se non cominciamo a percorrerla resteremo indietro per sempre, rispetto al resto dell’Italia e dell’Europa».
    LEGGI Commenti 0
    22 mag 2017 06:46
  • Athon
    LEGGI Commenti 0
    21 mag 2017 16:23
  • belfagor
    Dopo un lungo “travaglio” il sindaco uscente Orlando ha partorito il suo programma. “L’ Orlando pensiero” è da oggi in distribuzione. Un "giornale" di ben 12 pagine nel quale diversi temi sono trattati con un rimando continuo fra passato, presente e futuro. Infatti il "corsivo" di copertina, è intitolato "Dove eravamo? Dove vogliamo andare". Chi lo ha visionato ammette che la lettura, e la comprensione, non è cosa facile. Cerchiamo di riassumerlo
    Tale programma si può riassumere in quattro punti: Il mare e la costa, le periferie, le pedonalizzazioni e la legalità e la città vivibile e sostenibile
    Nel 2012 il programma fu caratterizzato dal famoso slogan “ Trasformerò la Costa Sud in una nuova Mondello”, questa volta la sua attenzione è rivolta al Parco della Favorita: Infatti il suo nuovo slogan è "la Favorita non è solo un’area verde”.
    “Nel 2012, il Parco era abbandonato e le sue strutture sportive anche sequestrate. Oggi è un luogo di festa, sport e socialità per tutti e di tutti. La rinascita della Favorita è il punto di arrivo di un percorso avviato nel 2012, partendo da una situazione di incuria totale, e sviluppato con un’azione complessiva di manutenzione e valorizzazione che ha coinvolto associazioni, privati ed istituzioni. Un percorso certamente non ancora concluso soprattutto perché dobbiamo garantire che al più presto riapra il Parco Cassarà e sia aperto un nuovo Parco a Villa Turrisi.
    Se verrà rieletto per il sesto mandato Orlando promette” NUOVI PARCHI GIOCO E AREE VERDI IN CITTA'”. Nel 2012, in tutta la città c’erano tre parchi gioco, vecchi e vandalizzati. Con fondi comunali, in questi anni è stato preparato un piano per realizzare numerose aree gioco in tutti i quartieri. Alcune sono anche attrezzate con giochi fruibili da bambini con disabilità. Il sindaco elenca ben 26 nuovi parchi giochi tra cui il “Parco della salute” al Foro Italico, che però è stato realizzato da privati e con i loro fondi.
    Poi Il sindaco Orlando ha annunciato che “A giorni firmeremo un protocollo perché il faro di Capo Gallo diventi un Museo del Mare”. Forse il nostro sindaco si è dimenticato che esiste un altro “Museo del Mare” all’ex deposito ferroviario a Sant’Erasmo.
    Poi il programma ha affrontato un tema spinoso “Monte Pellegrino ha subìto danni gravissimi dagli incendi. Il Comune ha supportato l’ente gestore della riserva, per mettere in sicurezza e ripristinare l’accessibilità. Abbiamo avviato un piano di piantumazione di nuovi alberi e abbiamo fatto investimenti per decine di milioni per la messa in sicurezza dei costoni rocciosi” E anche qui ha fatto un annuncio “Nel PRG è previsto di realizzare un impianto di risalita a basso impatto su un percorso pre-esistente, per ridurre l’accesso veicolare in linea con la vocazione naturale dell’area.”
    Per quanto riguarda la Costa sud, le sue promesse sono state molto vaghe e il futuro di tale parte della città poco rosea. Ormai è difficile continuare a promettere “ una nuova Mondello”. D’altra parte se si deve chiudere il Campo ROM della Favorita, da qualche parte bisogna trasferirli.
    LEGGI Commenti 4
    20 mag 2017 19:30