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09 mag 2016

Patto per Palermo: Domande e perplessità su un documento che dice tutto e niente

di Mobilita Palermo

L'amico Andrea B. ci invia questa interessante riflessione, che vogliamo condividere con voi Carissimi tutti, vorrei condividere con voi una serie di riflessioni a valle delle dichiarazioni rilasciate in occasione del Patto per Palermo, in merito specificatamente al futuro della mobilità nella nostra città. Apprendo dalle dichiarazioni ufficiali dell’impegno preso dal governo nazionale e dalle controparti a reperire oltre 500 milioni di euro da investire nello sviluppo della rete tram. Una notizia importante e non inaspettata: fa seguito infatti alla presentazione del lavoro svolto da un gruppo di professionisti per conto del Comune in cui si ipotizzavano nuove linee; e delle considerazioni, se non erro, dell’Ass. Catania che individuava, su tali elaborati, anche un ordine di priorità tra queste. A fronte di notizie che considero comunque positive nella generalità, ho maturato però una serie di dubbi che io credo andrebbero sottoposti al Comune, domande che invece non ho visto porre da nessuna delle testate giornalistiche locali, segno questo o di scarsa memoria storica o di poca conoscenza degli argomenti trattati (o di entrambe le cose). Cercherò dunque di fare una sintesi per punti affinché queste mie riflessioni siano più digeribili sperando servano magari a spronare gli organi di informazione a porre questi quesiti. Mi scuso per la lunghezza del testo e vi prego di leggere questo mio articolo come critica nei confronti del lavoro svolto dall’attuale amministrazione, semmai ho voluto dare un contributo alla costruzione di un futuro della mobilità cittadina che in queste fasi è ancora tutto da plasmare. ASSE NORD-SUD OVVERO PROPOSTA A: E LA METRO? Leggo dalle pagine di MP della proposta A di sviluppo della rete tram: “Proposta A: 6 chilometri da via Balsamo allo stadio passando da via Roma, via Amari, piazza Ruggero Settimo, via Libertà, piazza Vittorio Veneto, viale della Croce Rossa e piazza Giovanni Paolo II. Esattamente lo stesso percorso dell’ attuale linea 101.” Questo itinerario è da valutarsi come la spina dorsale del sistema di trasporto cittadino: così è stato identificato dal Piano Integrato dei Trasporti (nella cui visione si inquadrano anche le tre linee tram realizzate, il passante ferroviario e l’anello) e tale è anche considerato dall’Ass. Catania, che giustamente pone come prioritaria la realizzazione di un trasporto di massa a guida vincolata sull’Asse Nord Sud. Il succitato piano integrato però poneva, in base a uno studio dei flussi, un sistema di metropolitana leggera come il mezzo migliore per affrontare la richiesta di mobilità su questo percorso. Tale piano prevede (uso il presente perché è tuttora valido, almeno come previsioni sul PRG) dunque la realizzazione di una metropolitana sotterranea il cui primo stralcio funzionale parte dalla rotonda di via Oreto (dove dovrebbe sorgere il deposito) e termina alla stazione Notarbartolo, passando per Palermo Centrale, piazza Borsa, piazza Verdi, Politeama, via libertà e piazza Croci. Questo primo stralcio gode di un progetto preliminare approvato (e reso pubblico dal Comune sul proprio sito, un fantastico lavoro di divulgazione, bene!) ed stato inserito in seconda battuta nello Sblocca Italia, come opera su cui trovare copertura finanziaria. Un iter dunque molto bene avviato, sia per quanto riguarda pareri, permessi e inquadramento, sia per quel che concerne il canale di finanziamento. L’attuale amministrazione però, dopo un avvio in cui l’ex Ass. Guffrè aveva curato la messa a punto del progetto di fatto disancorandolo dalle ultime beghe legate a pareri e permessi, sembra ora virare nell’immediato sull’ipotesi tram. La cosa ha, per certi aspetti, i suoi vantaggi: esiste già una rete in esercizio, esiste già un deposito (parte sostanziale dei costi quando si crea ex novo un sistema di trasporto), il costo della infrastruttura al km è indubbiamente più basso ed è questo il motivo per cui si ipotizza da subito uno sviluppo della rete molto più completo ed esteso rispetto alla MAL. Ma nessuno però ha comunicato che studio sui viaggiatori/ora previsti è stato attuato per potere affermare che il sistema tranviario su questa tratta sia sufficiente a coprire la domanda. In sostanza, al di la delle economie che si possono generare scegliendo il tram rispetto alla metropolitana leggera automatica (MAL), il primo è in grado di reggere, con la sua portata oraria (di un ordine di grandezza inferiore alla MAL), il volume di passeggeri attuale e preventivato (ricordiamo che si vuol dirottare una sostanziosa fetta di automobilisti sul mezzo pubblico)? Dove sono i numeri, che avrebbero dovuti essere forniti, immagino, dallo studio effettuato dal team di esperti e corroborano tale scelta di sistema? Una considerazione: visti i percorsi ipotizzati per il tram e progettati per la MAL e stante le differenti velocità commerciale e distanza tra le fermate, tipiche dei due diversi sistemi di trasporto (il tram presenta un numero maggiore di fermate, creando così un servizio più capillare, e una minore velocità commerciale) non è detto che: - la MAL renda un servizio migliore stante ciò che l’utente medio richiede in termini di capillarità su questo asse; - Tram e MAL siano servizi sovrapposti. In sostanza, è da dimostrare che i sistemi siano in effetti concorrenti. E’ però altamente probabile che la realizzazione di uno dei due sistemi comprometta definitivamente la ricerca di finanziamento per il secondo. Semplifico la domanda con un esempio pratico: E’ molto probabile che, qualora si realizzi la MAL, la linea bus101 rimanga perché avrebbe un diverso scopo, servirebbe le stesse zone in modo diverso. E non è detto che non sarebbe comunque necessario maggiorare e migliore quest’ultimo servizio, sostituendolo una linea tranviaria di superficie. Ma dove sono i numeri che dicano che il tram è in grado di far fronte al flusso di viaggiatori previsto (e auspicato) nel progetto MAL o, se insufficiente e quindi occorra la metro, sia comunque necessario introdurlo per far fronte alla residua richiesta che graviterebbe sul sistema bus? Ecco dunque due quesiti che andrebbero posti all’attuale amministrazione cittadina: - Può il Comune mostrare i risultati degli studi che hanno portato alla scelta del tram su questo asse? - Può il Comune dichiarare la sua posizione in merito alla MAL, che tuttora rientra ufficialmente nei piani ma di cui non si sente parlare da tempo? INQUADRAMENTO DELLE LINEE TRAM IN UNO STRUMENTO URBANISTICO Il futuro di un sistema integrato di trasporti si realizza con una prospettiva che copre a volte decenni. Noi palermitani vedremo a breve, grazie al passante ferroviario, alle appena terminate linee tram e (si spera!) all’anello, i primi frutti di un piano di sviluppo della mobilità in effetti partorito diversi anni addietro (decine). Di più: tutte le infrastrutture realizzate sono passate per anni dai diversi uffici competenti e hanno ricevuto il sospirato finanziamento alla fine del loro iter, quando esse sono state correttamente inquadrate mediante gli appositi strumenti urbanistici, nei piani regolatori e traffico del comune. Basti vedere l’iter della MAL, durato anni e anni e che ancora non trova una copertura finanziaria nonostante l’opera sia da subito cantierabile tramite appalto integrato (cioè dando alla ditta vincitrice anche l’onere della progettazione definitiva ed esecutiva). In sostanza, è un opera che aspetta solo di trovare copertura finanziaria, avendo terminato il lungo e travagliato iter burocratico richiesto per legge. Il nuovo piano di sviluppo delle linee tram invece, attualmente, è solo uno studio piuttosto approssimativo di linee tirate sulla pianta di Palermo ma ad oggi non mi risulta sia in atto un lavoro degli uffici competenti atto a redigere un progetto preliminare o si sia avviato il necessario iter per l’inquadramento delle opere nel contesto del P.R.G.. Ecco la domanda da rivolgere all’amministrazione: come è stato possibile trovare una copertura finanziaria (con una cifra poi abbastanza puntuale: 521 mil di euro) per un opera che non ha nemmeno un preliminare e che negli attuali strumenti urbanistici nemmeno esiste? CHI HA DECISO PERCORSI E PRIORITA’? Guardando tutte le proposte di sviluppo della rete sono rimasto colpito molto favorevolmente da alcune linee ipotizzate ma sono altresì rimasto perplesso dalla priorità data ad un tracciato piuttosto che ad un altro; Anche alcune soluzioni di tracciato mi sembrano incomprensibili (nel senso che non conoscendo le motivazioni di chi ha redatto il layout delle tranvie non riesco a dare senso alle scelte). Cercherò così di velocizzare la sintesi andando per punti: TRAM MONDELLO: giusto collegare la borgata marinara con un sistema a guida vincolata. Visto il carattere stagionale del flusso di viaggiatori facilmente ipotizzabile trovo anche più logico puntare su una tranvia rispetto a una metropolitana, così come ipotizzato nel secondo stralcio della MAL. giusto infine prevedere, qualora si puntasse sull’asse nord-sud sul sistema Tram, prevedere viale Strasburgo nel tracciato. Detto questo, trovo ASSOLUTAMENTE FALLIMENTARE immaginare che i viaggiatori, per andare a Mondello, giunti in via De Gasperi, facciano il tragitto ipotizzato dalla Proposta E. Ha molto più senso immaginare uno sviluppo in direzione Pallavicino (servendo un altro altrettanto importante bacino di utenza, attualmente solo lambito dal passante tramite la fermata San Lorenzo), di fatto ricalcando il tracciato originario della tranvia che portava fino al secondo dopoguerra a Mondello, un percorso che presenta un valore potenziale commerciale inalterato: in questo caso l’unica criticità consisterebbe in un tratto in sede promiscua tra viale Rocca e Villa Niscemi, il resto delle strade ha carreggiate bastevoli per sostenere una tranvia in sede protetta, compreso il ponte di Pallavicino (costruito ai tempi proprio per il tram!); giunti a Mondello, le soluzioni potrebbero essere molteplici. In sostanza, il problema del tracciato sarebbe secondario e si otterrebbe un collegamento verso Mondello VERAMENTE funzionale. TRAM CALATAFIMI, PERCHE’ NO?: negli anni ’90, ai tempi della progettazione delle tranvie appena attivate, la terza linea venne ipotizzata lungo l’asse Calatafimi fino a piazza Indipendenza. Ebbene, indipendentemente dalla bontà del sistema scelto, era chiaro a chi studiò quella ipotesi che l’altra grande criticità del sistema di trasporto palermitano, oltre l’asse nord-sud, era proprio la direzione monte-mare, in special modo l’asse che da Monreale porta fino al cuore di Palermo. Chi passa quotidianamente da corso Calatafimi potrà solo constatare il collasso totale di questa arteria in quasi tutte le ore del giorno. Chi vi scrive ipotizza che il prevedibile flusso di viaggiatori/ora su questo asse sarebbe bastevole per far virare la scelta su una MAL sotterranea. Ma constatando che il comune vuole investire sul sistema tram, mi chiedo perché questo itinerario non sia più stato preso in considerazione nello studio presentato. La tranvia Calatafimi venne bocciata anni fa non tanto per un problema di ingombro della sagoma in se ma piuttosto perché il progetto non prevedeva la definizione di spazi alternativi per i posti auto che sarebbero stati persi imponendo la sosta vietata sul corso. Questo non significa necessariamente che non vi siano aree o soluzioni per affrontare questa criticità. Perché dunque lo studio proposto giorni fa sembra avere aprioristicamente escluso questo trafficassimo itinerario visto che si ha già, grazie alla bocciatura pregressa, indicata la direzione su cui lavorare? Sul problema di raggiungere Monreale ci si potrebbe spendere un intero articolo, mi limito qui a dire che di soluzioni fattibili ce n’è più d’una. TRAM VIA ROMA, PECHE’ NON SU VIA MAQUEDA? L’asse di via Roma è l’unica arteria che taglia i mandamenti storici espressamente costruita per il transito di veicoli a motore, ergo con un ampia carreggiata, ampi marciapiedi. Anche se tale asse nasceva di fatto con una tranvia nel mezzo, è chiaro che il traffico veicolare privato degli inizi del ‘900 non è paragonabile all’attuale. E’ altresì chiaro che, dopo la chiusura di parte di via Maqueda, il tratto ancora aperto ormai smaltisce davvero volumi di traffico marginali. Perché dunque non trasformare direttamente l’intero asse Maqueda in strada per esclusivo traffico tranviario e ciclopedonale, così come fatto in ogni parte d’Europa in numerosissime città (tanto per citare degli articoli usciti su MP, Siviglia e Orleans)? si avrebbe il vantaggio di unire in un eventuale appalto la ripavimentazione della storica via durante i lavori di posa in opera dei binari e si lascerebbe via Roma (a doppio senso?) a smaltire il traffico su gomma, che non potrà mai essere abolito del tutto. TRAM POLITEAMA, PERCHE’ QUEL GIRO DELLA PIAZZA?: rivedendo le linee tirate dal team del Comune non posso non notare in modo critico un incomprensibile giro della piazza, quasi come se il tram dovesse essere soggetto agli attuali sensi di marcia in atto. Questo piccolo dettaglio secondo me denota in modo particolare con che spirito e con quale conoscenza effettiva del mezzo di trasporto trattato è stata affrontata la redazione di questo studio. E sulla base di questo spunto andiamo all’ultimo punto: CON CHE GRADO TECNICO E’ REDATTO LO STUDIO? E’ questa la più importante domanda che mi sono posto. Ciò che è stato presentato alla stampa è solo un insieme di linee tracciate sulla cartina di Palermo, questo è evidente a tutti; si tratta in sostanza di un esercizio in verità sostenuto (gratuitamente) da tanti appassionati nel corso degli anni, compreso il sottoscritto. Ma dove sono i numeri? Dove sono insomma le stime che, riassunte sotto forma di dossier, fanno evincere che il sistema tram è bastevole su alcune tratte o necessario su altre? Ed ancora: perché questo studio non sembra tenere conto (come nel caso di Sferracavallo) dell’intermodalità che si dovrebbe generare con il passante ferroviario o con altri sistemi di trasporto? Perchè questo studio, in base sempre ad alcune scelte, non sembra aver tenuto conto delle carreggiate in gioco (si va dal succitato caso di via Roma ad altre scelte nella tranvia verso Mondello, passando per un punto critico come piazza XIII vittime in cui va veramente studiata una soluzione sopraelevata o in galleria per non ingolfare questo delicatissimo punto)? Perchè questo studio non riporta già le opere accessorie, “a compensazione”, che potrebbero essere legate agli appalti (posteggi, sotto/sovra passi pedonali, etc.)? Perchè non sono state presentate le fermate immaginate su queste tratte? E’ chiaro il lavoro proposto alla stampa appare (stante quanto presentato pubblicamente) approssimativo; cosa di per se accettabile a seconda di quel che si è richiesto ma il paragone è spontaneo: mi chiedo infatti perché alcuni lettori, professionisti, di questo sito nel corso degli anni hanno elaborato gratuitamente proposte di sviluppo della rete tram molto più particolareggiate rispetto a uno studio ufficiale portato avanti per 45 giorni da uno staff di 10 tecnici. E mi piacerebbe dunque che il Comune promuovesse a questo punto un tavolo tecnico di confronto aperto a tutti, specie in questa fase preliminare, perché viene fuori con evidenza che vi siano professionalità in grado di dare un contributo (gratuito) decisamente all’altezza, se non superiore, a quanto finora presentato alla stampa.

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10 mag 2019

Sei un assessore comunale? Puoi circolare nelle corsie preferenziali con il tuo mezzo privato

di Fabio Nicolosi

Come di consueto stavo consultando le ordinanze rilasciate dall'ufficio traffico del comune di Palermo, quando ad un tratto leggo qualcosa di strano. Apro l'ordinanza e leggo: VISTA la nota inviata a mezzo E-Mail prot. n.543038/A del 01/04/2019 dall’assessore Giusto Catania con la quale si chiede di formalizzare la prassi in virtù della quale si è consentito ai consiglieri comunali il parcheggio nelle aree riservate ai veicoli dell’A.C. nonchè di estendere agli assessori tale possibilità ed il transito nelle corsie preferenziali; ORDINA Integrare l’O.D. n. 531 dell’11/04/2017, nel senso di: Autorizzare i consiglieri comunali e gli assessori a parcheggiare, per ragioni inerenti alla carica, i propri veicoli privati negli stalli riservati ai veicoli dell’A.C. ; Estendere agli assessori in carica la possibilità di transito nelle corsie preferenziali, sempre per ragioni inerenti la carica rivestita,con i propri veicoli privati. Sono rimasto spiazzato. L'assessore comunale alla mobilità chiede di autorizzare la sosta dei veicoli degli assessori sugli spazi riservati all'A.C. e fino a qui tutto accettabile, MA chiede anche di autorizzare il transito delle auto private agli assessori in carica L'assessore alla mobilità, invece di incentivare l'uso del mezzo pubblico e disincentivare l'uso dell'auto privata cosa fa? E aggiungo anche, cosa ha in più un assessore comunale rispetto al comune cittadino? Perché io che mi reco ad una riunione importante devo scendere un ora prima tenendo presente il traffico cittadino e tu assessore comunale puoi utilizzare le corsie preferenziali? Cosa hai più di me? E poi mi parli di rivoluzione della viabilità e di traffico inesistente magari? Caro assessore questa non te la perdoniamo, anzi chiediamo a gran voce la rettifica dell'ordinanza.

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27 set 2017

Temporali e meteo avverso: scatta il coordinamento Comune-Protezione Civile. Ma il Comune ha una grande responsabilità..

di Mobilita Palermo

I recenti fenomeni temporaleschi nel palermitano, tanto rapidi quanto intensi, hanno riportato alla ribalta il tema della prevenzione e della sicurezza. Nei giorni recenti abbiamo assistito a parecchi danni e allagamenti, dovuti sia alla straordinarietà dei fenomeni metereologici sia a problemi legati al sistema infrastrutturale della nostra città e alla prevenzione, appunto. Siamo testimoni di recenti interventi per liberare le caditoie delle principali arterie stradali. Siamo altrettanto testimoni di cattivi processi e mancanza di controllo su attività di routine che nel tempo diventano le principali cause di allagamenti. Come l'otturazione dei tombini, occlusi da foglie d'albero, rifiuti o dal bitume che viene steso indistintamente su tutta la carreggiata. In questi giorni, il Comune di Palermo ha diramato una comunicazione ufficiale che mira, almeno nelle parole, a pre-allertare tutti gli organi sin da un livello di pericolo intermedio: Con una nota inviata oggi a diversi uffici comunali, l'assessore Emilio Arcuri ha disposto che diverse procedure legate alla prevenzione del rischio, siano attivate in città da ora in poi anche quando il livello di allerta è giallo, e non solo quando sia arancione o rosso. "I recenti eventi meteorologici anche in altre città d'Italia - afferma Arcuri - hanno confermato, se mai ve ne fosse stata necessità, come, a prescindere dai livelli di  allerta  previsti  e  dalle  relative  fasi operative del sistema  di  allertamento nazionale  per  il  rischio  meteo-idrogeologico  e  idraulico, l’evoluzione generalmente  rapida  dei  fenomeni temporaleschi  intensi, unitamente all’elevato  grado  di  imprevedibilità, rende  i  temporali  un  pericolo  che  può comportare molteplici  rischi,  anche  di estremo  rilievo." "Per questa ragione, si dispone che gli Uffici della Protezione Civile attivino le procedure di intervento e coordinamento sin dal manifestarsi del livello di allerta giallo in presenza della segnalazione di temporali  sparsi  e forti." Le segnalazioni dovranno essere anche diffuse alla popolazione, tramite il già attivo canale Telegram @ProtezioneCivilePalermo (www.telegram.me/protezionecivilepalermo) e tramite il sito web e i canali social dell'Amministrazione. Gli interventi di coordinamento e prevenzione prevedono, fra le altre cose, la presenza rafforzata di squadre di pronto intervento AMAP, RAP e AMG, la manutenzione straordinaria delle caditoie e interventi di rimozione di oggetti che possano ostacolare il deflusso delle acque lungo i principali assi viari. "La priorità del nostro intervento - affermano il sindaco Leoluca Orlando e l'Assessore Arcuri - è quella di prevenire danni alle persone e alle cose, senza rimanere legati a formalità burocratiche."   Speriamo davvero che il coordinamento funzioni. Auspichiamo che la prevenzione venga attuata tutti i giorni dell'anno, scongiurando scarificazioni dissennate, effettuando pulizia costante e monitorando ATTENTAMENTE le attività di quelle ditte, interne ed esterne, che intervengono sulle strade cittadine. Purtroppo la totale anarchia in cui agiscono questi soggetti, permette loro di realizzare lavori di pessima fattura senza alcune penali a carico, con tutte le conseguenze che conosciamo a carico, stavolta, di tutti i cittadini. Quindi, caro Comune, che ben venga il coordinamento con la protezione civile, ma l'amministrazione non è esente da responsabilità soprattutto nelle attività di monitoraggio durante tutto l'anno solare. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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03 dic 2020

Tram | Dal Ministero 487 milioni per l’ampliamento della rete cittadina

di antony977

Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa del Comune di Palermo circa l'approvazione del Mit (Ministero Infrastrutture e Trasporti) per il finanziamento di ulteriori linee tranviarie. Un bando del Ministero che metteva a disposizione finanziamenti destinati agli Enti Locali per progetti di ampliamento delle proprie infrastrutture della mobilità: linee tram, metrò, reti filobus, parcheggi ed altri sistemi a guida vincolata". Un anno fa  il Comune di Palermo non rientrò nei finanziamenti immediati per delle delle osservazioni sui progetti presentati da alcuni Enti quali Genova, Palermo e Brescia, ma concedendo tramite Decreto  una “finestra”  dove poter trasmettere apposite integrazioni.  Se ricordate, la storia del famoso "finanziamento perduto" che tanto clamore destò, nonostante il Decreto fosse scritto in lingua italiana. Palermo -  La Conferenza unificata Stato-Regioni ha approvato oggi la proposta della Ministra dei Trasporti e delle Infrastrutture Paola De Micheli per l'intesa fra il MIT e il Comune di Palermo in merito al finanziamento delle nuove linee del Sistema Tram Palermo e dei relativi parcheggi di interscambio. Si tratta di un finanziamento di 487 milioni di euro interamente a carico del bilancio dello Stato nell'ambito del Fondo per il trasporto rapido di massa. Le nuove linee, che andranno ad integrare quelle già esistenti e quelle già finanziate con il Patto per il Sud, sono 4: - stazione centrale - Giachery (via mare) - Bonagia - Via Basile (Orleans) - De Gasperi - Sferracavallo - De Gasperi - Zen/Mondello. Le linee invece per cui si andrà in gara nel 2021 con il finanziamento complessivo di 296 milioni fra Patto per il sud, Comune e Regione, sono: - De Gasperi - stazione centrale - Notarbartolo - Giachery - Stazione centrale - viale Croce Rossa e via De Gasperi (asse via Roma/via Libertà) - Stazione Centrale - via Basile (staz. Orleans) - De Gasperi - Viale Francia “Le risorse che abbiamo voluto investire per il completamento della rete tranviaria della città di Palermo – ha dichiarato la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli - saranno funzionali a mettere in relazione i sistemi di mobilità veloce metropolitani con i sistemi di trasporto su gomma urbana ed extraurbani già esistenti, ponendo in essere una infrastruttura di trasporto organica ed intermodale che collegherà e renderà accessibili i centri nevralgici della città, i poli universitari e ospedalieri, i quartieri periferici e le borgate marinare. Si tratta di un progetto che dovrà contribuire alla crescita di una grande città che - ha puntualizzato la ministra De Micheli - senza alterare la propria storia e la propria bellezza, si affaccia al futuro con un progetto di mobilità green e al servizio dei cittadini". Sul progetto complessivo e sul ruolo del MIT, il sindaco terrà nei prossimi giorni una conferenza stampa con il ministro.

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06 giu 2016

Lo Stand Florio, un monumento abbandonato che nessuno vuole

di belfagor

Il pomeriggio del 1/06/16 , un violento incendio ha devastato l’area adiacente lo Stand Florio. La struttura è abbandonata da anni ed è spesso luogo di bivacco di nomadi e senzatetto che la utilizzano come rifugio e come deposito di spazzatura . L’area circostante è diventata una discarica a cielo aperto di rifiuti di ogni genere compreso l’eternit e rappresentano una grave minaccia per la salute pubblica. Spesso, durante la notte i “ladri di rame” accendono roghi rendendo altamente insalubre l’aria della zona.. Ricordiamo inoltre che difronte l’edificio  sorge il San Paolo Palace el’Ospedale “ Buccheri La Ferla”. Lo stand Florio si trova nella zona della Colonnetta” e fu realizzato da Giovan Battista Basile, su progetto di Ernesto Basile,  nel 1905, in uno dei tratti più suggestivi del litorale palermitano, per la famiglia Florio. E' ritenuto uno dei gioielli del liberty palermitano.  Lo stile pero è profondamente influenzato dalla cultura islamica, inoltre è una delle prime strutture siciliane di età moderna costruite utilizzando il ferro. Al centro presenta una cupola rossa  molto caratteristica. Venne utilizzato a lungo per gare di tiro al piccione ( da qui anche il nome di TAVERNETTA PER IL TIRO AL PICCIONE) e di sport acquatici da parte della nobiltà palermitana. Tra le due guerre subì un lento declassamento anche se mantenne un certa dignità.  Durante la 2° guerra mondiale venne utilizzato come magazzino per le truppe . Dopo la guerra  divenne un solarium per il vicino ospedale “Buccheri La Ferla”, successivamente fu trasformato in un ristorante ed infine sala per bigliardini e ritrovo di gente malfamata. Dal 1985 sono stati effettuati diversi interventi di restauro, però  al restauro, tuttavia, non ha fatto seguito alcun utilizzo , pertanto l’edificio è stato lasciato in stato di abbandono. Nell’ottobre 2012  venne sequestrato dalla polizia municipale su provvedimento della magistratura. Il provvedimento di sequestro si era reso necessario a causa del grave stato di abbandono, di degrado e rovina del monumento e delle aree circostanti ricolme di rifiuti pericolosi. Stessa sorte era stata riservata per adiacente ex istituto di puericultura Solarium e per le casupole realizzati abusivamente nell’area pubblica circostante gravemente degradata ed estesa per circa 1000 metri quadrati. Ma nonostante il sequestro, nulla si è fatto per recuperare l’edificio e la zona circostante. Come capita spesso su questo edificio da decenni è in atto il classico gioco dello scaricabarile. In sostanza, l’edificio sarebbe di proprietà della Capitaneria di porto che vorrebbe cederlo alla Regione o al Comune, ma a quanto sembra tali enti non sono particolarmente interessati all’acquisizione.  Finché il bene non passerà all’assessorato regionale o comunale competente, l’incuria e il degrado la faranno da padrona. Il problema è capire quando questo passaggio avverrà e se avverrà in tempo per sottrarre un’opera di enorme importanza artistica ed architettonica alla completa distruzione. L’incendio di qualche giorno fa  ci fa sospettare che presto il  “problema scomparirà definitivamente”.

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Proposta
03 giu 2015

Segnalazione online VV.UU.

di maikko

Ciao, secondo voi sarebbe possibile studiare un'app che permetta di fare segnalazioni ai Vigili Urbani in merito ad infrazioni di qualsivoglia genere, ovviamente documentabili fotograficamente, che sarebbero inviate per esempio via PEC da utenti registrati, appunto dalla propria PEC Personale, così da rendere più fruttuose tutte le segnalazioni? Giuridicamente ci sarebbe spazio per un meccanismo del genere? Il comune potrebbe fare un "accordo" con una società o un'associazione per recepire quetse segnalazioni? Sulla falsa riga di quanto avvenuto a Bagheria, si potrebbe proporre al comune di attivare un numero telefonico a cui fare le segnalazioni via whatsapp, per esempio... oppure creare un'app apposita di MobilitaPalermo  che funga sia da "mobili-social" per gli utenti iscritti al sito, sia da piattaforma di segnalazione per i VV.UU. Si potrebbe rilasciare una versione "speciale" per i VV.UU. che, acquisite e tracciate le segnalazioni, le possano "velocemente" prendere in carico e risolvere...

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14 lug 2020

Che fine hanno fatto gli attraversamenti pedonali illuminati di via Ugo La Malfa?

di Fabio Nicolosi

La vicenda che vogliamo attenzionare oggi, risale a quasi 7 anni fa. Nel 2013 infatti, chiedevamo ad AMG Energia il motivo della mancata attivazione dei sei impianti dislocati lungo l’intero asse stradale. La risposta che abbiamo riportato, segnalava che AMG Energia non aveva mai ricevuto questi impianti dal comune e che per tale motivo non potevano essere messi in esercizio. Dopo 7 anni la situazione non è cambiata, gli attraversamenti continuano ad essere spenti e i pedoni sono costretti ad attraversare la strada consapevoli che basterebbe poco per garantire la loro sicurezza o meglio di diminuire le possibilità che qualche utente della strada possa non accorgersi della loro presenza. Eppure basterebbe davvero poco per attivarli...

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