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08 feb 2021

Le nuove linee tranviarie senza catenaria e pali: i dettagli

di Mobilita Palermo

Cominciamo da oggi una serie di approfondimenti circa il progetto di ampliamento delle nuove linee tranviarie. Tracciati, fermate, rifacimento aree pedonali, rifacimento svincoli sulla Circonvallazione e alberature. Un tour a 360° ricco di informazioni e dettagli basandoci sui documenti del progetto definitivo. La tecnologia che verrà utilizzata  è interamente catenary free (priva di pali e linea aerea di contatto come le attuali linee in esercizio) e attualmente in uso, seppur con diverse soluzioni, in alcune città in Europa come Bordeaux, Siviglia,  Nizza tanto per citarne qualcuna. Fra i produttori spiccano colossi come Alstom, Bombardier, Hitachi, Siemens.   LE NUOVE LINEE  Il sistema scelto per la città di Palermo sarà con modalità di ricarica dei sistemi di accumulo ovvero ricarica presso delle fermate tramite pantografo. La tratta “A” Stazione Centrale-Croce Rossa sarà realizzata interamente catenary free assieme alla tratta B Notarbartolo-Giachery e tratta C Calatafimi-Stazione C.le. Il progetto di Palermo prevede le seguenti Sotto Stazioni Elettriche (S.S.E.) che alimenteranno quelle fermate attrezzate per la ricarica delle batterie a bordo dei rotabili. Ricarica che ribadiamo avverrà dall'alto tramite il pantografo. Le S.S.E. sono: • SSE1 BORGO VECCHIO • SSE2 LAURANA • SSE3 VILLA SOFIA • SSE4 NOTARBARTOLO • SSE5 GIACHERY • SSE6 BASILE Ogni SSE avrà la capacità di sostenere la ricarica di 2 tram alimentando ogni barra a 750Vcc con due cavi feeder da 300mmq. Le Fermate di ricarica sono: Borgo Vecchio-- SSE1 BORGO VECCHIO Cavour --SSE1 BORGO VECCHIO Villa Bianca --SSE2 LAURANA Giardino Inglese-- SSE2 LAURANA Villa Sofia --SSE3 VILLA SOFIA Giachery --SSE5 GIACHERY Stazione Notarbartolo --SSE4 NOTARBARTOLO Basile --SSE6 BASILE Infine  Giulio Cesare (in corrispondenza dello spartitraffico di fronte  piazza S.Antonio) e Stazione Centrale/Balsamo. Al Terminal Stazione Centrale/Balsamo e Giulio Cesare sono previsti degli interventi al sistema di Alimentazione Elettrica per collegare l'impianto di ricarica alla linea elettrica esistente attualmente in esercizio. Qui l'elenco delle fermate relative alla linea A  Stazione C.le-Croce Rossa     Fatto questo quadro, ci ritroveremo quindi con determinate tipologie di pensiline. Dal progetto definitivo, "Il sistema di fermata è stato articolato con una modularità ed adattabilità in funzione dello spazio urbano in cui si inserisce, e adattabile alle diverse situazioni di spazio". Qui riportiamo gli esempi della pensilina di fermata, pensilina con funzione di ricarica  e il palo di fermata.               E prendendo ad esempio la fermata "Borgo Vecchio" dove avverrà la ricarica, riportiamo alcune planimetrie dal progetto definitivo             Siamo certi che il lettore potrà farsi un proprio libero giudizio, potendo così notare molte incongruenze rispetto ad altre informazioni e/o dichiarazioni che circolano sul web. Ma continuiamo a ripeterlo:  la comunicazione istituzionale è praticamente assente.

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09 lug 2020

Si sblocca la vicenda del sottopasso Perpignano? Cambia il RUP

di Fabio Nicolosi

Con determinazione dirigenziale n.6321 del 6 luglio 2020 l’ingegnere capo del dipartimento opere pubbliche Arch. Nicola Di Bartolomeo, ha nominato l’ing. Edoardo Intravaia nuovo RUP (Responsabile Unico del Procedimento) e l’arch. Filippo De Marines insieme all'esp. geom. Marco Cannioto funzionari di supporto al RUP. Che sia finalmente la volta buona per quest'opera fondamentale per la città? Ricordiamo che il bando di gara: "Affidamento del servizio di redazione del progetto definitivo, esecutivo, del coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ex D.Lgs. 81/08, della direzione lavori e del coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione ex D.Lgs. 81/08. Patto per il sud della Città di Palermo Completamento dei lavori di costruzione del raddoppio della circonvallazione di Palermo 2^ stralcio Lotto B da via Altofonte a via Belgio. (prog. Ex Agensud 32/8/B) - Lavori per lo svincolo di via Perpignano" era stato pubblicato sul sito del comune in data 25/01/2019 con scadenza il 05/04/2019 entro le 12:00. Come potete vedere anche voi consultando il portale del comune, sono state effettuate solo due sedute pubbliche che di fatto non hanno aggiudicato nulla. La prima seduta il 15/04/2019 ha annunciato l'apertura offerte in data 16/4/2019 La seconda seduta fissata in data 25/10/2019 è stata rinviata, giusta comunicazione dei Commissari di gara, a data da destinarsi Abbiamo più volte scritto agli uffici competenti chiedendo di essere aggiornati circa lo stato del bando, senza ricevere alcun riscontro. Sarà quindi la volta buona per vedere finalmente almeno aggiudicato il bando? Riusciremo entro fine anno ad avere pubblicato il bando di gara per l'esecuzione dei lavori?Saranno ancora disponibili le somme stanziate nel Patto per il sud della Città di Palermo per i lavori? Ma le domande non possono finire qui. Come mai un gara bandita a Gennaio 2019, conclusa ad Aprile 2019, rimane nel "limbo" per oltre un anno? Dirigenti, Assessori, Politici siete tutti responsabili di questi ritardi e vogliamo sapere cosa è successo. Ci piacerebbe conoscere i motivi di questi ritardi. Ah.. Ma per il raddoppio del ponte Corleone invece? Anche li tutto tace da troppo...

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10 dic 2020

Palermo allagata? Ma per quanto ancora? Il punto sugli interventi in corso e in progettazione

di Mobilita Palermo

Le piogge delle ultime settimane hanno messo a dura prova i vari sistemi idraulici per lo smaltimento delle acque meteoriche. Spesso viene data la colpa alle caditoie occluse, all'immondizia. Fattori che sicuramente influenzano l'accumulo di acqua nelle nostre strade, ma che purtroppo non sono i soli responsabili di scene piú e piú volte viste. Infatti negli anni a Palermo si è ignorata l'espansione della città e non si è adeguata la rete fognaria per reggere tale espansione. Ci troviamo infatti con opere idrauliche ferme a decine di anni fa e mai adeguate. Da alcuni anni le opere che necessiterebbero alla città sono sotto la struttura del commissario straordinario unico per la depurazione Prof. Maurizio Giugni che è l'ultimo nominato a seguito delle sentenze di condanna della Corte di Giustizia dell’Unione europea, per la non corretta applicazione della Direttiva 91/271/CEE sulle acque reflue. Parecchi sono stati i commissari che hanno portato avanti i vari interventi, ma purtroppo lungaggini burocratiche dovute alla macchinosa e lenta procedura degli appalti italiani non consente ancora l'avvio rapido di opere fondamentali. Nel titolo facciamo una domanda precisa: quanto tempo passerà ancora prima di tornare a non parlare di allagamenti in città? A chiarirci un po' le idee di pensa la nota del sub commissario Riccardo Costanza: Il Commissario straordinario unico per la depurazione Prof. Maurizio Giugni, nominato con DPCM dell’11/05/2020, sta realizzando su reti di drenaggio urbano e impianti di depurazione per l’adeguamento alle sentenze di condanna della Corte di Giustizia dell’Unione europea, per la non corretta applicazione della Direttiva 91/271/CEE sulle acque reflue. Con il DPCM dell’11/05/2020 sono stati nominati due sub commissari, Riccardo Costanza e Stefano Vaccari, per affiancare l’attività del Commissario. Il Commissario ha competenza su 151 interventi distribuiti su 91 agglomerati concentrati principalmente in Sicilia, Calabria e Campania. Attualmente in Sicilia sono in corso di attuazione 63 interventi su 49 agglomerati per un carico generato di circa 3,4 milioni di abitanti equivalenti, il cui costo complessivo è di circa 1,8 miliardi di euro distribuiti in tutte le province siciliane (tranne Enna). Gli interventi prevedono la realizzazione o il completamento di reti di drenaggio urbano e l’adeguamento e potenziamento di impianti di depurazione, ubicati prevalentemente sulla fascia costiera. Gli investimenti maggiori sono previsti in provincia di Catania con la realizzazione delle reti di drenaggio urbano e dei depuratori consortili di Misterbianco, Acireale, Mascali e Catania per un valore complessivo di circa un miliardo di euro. Sono previsti anche importanti interventi sugli schemi fognari e depurativi della città di Palermo, Messina, Agrigento che garantiranno il drenaggio dei reflui e l’idoneo trattamento depurativo. A Palermo sono previsti 13 interventi. In primis c’è l’adeguamento e potenziamento dell’impianto di depurazione di Acqua dei Corsari, il completamento del collettore sud-orientale, la riconversione dell’impianto di depurazione di Fondo Verde e altri interventi che prevedono il completamento di reti fognarie di zone periferiche della città e altri che mirano ad intercettare ed eliminare attuali situazioni di sversamento di acque nere nel sistema di canali di acque bianche o nel fiume Oreto. Di seguito una tabella riepilogativa dei 13 interventi con il dettaglio delle risorse programmate e l’attuale stato di avanzamento: Titolo intervento Stato attuale Realizzazione rete fognaria nella via Ripellino e Carmine dalla via Pomara e via Messina montagne, dalla via Ponticello etc e collettore fognario misto dalla via Palmerino al Fondo Badami Lavori ultimati Fognatura a sistema separato nella via Valenza del quartiere Villagrazia Lavori ultimati Realizzazione rete fognaria quartiere Marinella Lavori in corso Fognatura a sistema separato nella via Agnetta e nella via Etna nel quartiere Villagrazia Lavori in corso Collettore a sistema misto dalla via Palmerino Molara alla via Ponticello Oneto, dalla via Ponticello Oneto alla via Paruta e ramo della via Ponticello Oneto a Fondo Badami Lavori in corso Rete fognante Sferracavallo Lavori in corso Completamento collettore sud orientale Gara lavori aggiudicata Adeguamento e potenziamento dell'impianto di depurazione di Acque dei Corsari Lavori di man. straordinaria Progetto per la realizzazione della fognatura di via Cruillas con l'eliminazione degli scarichi di liquami nel Canale Mortillaro In corso la progettazione Progetto per la realizzazione della fognatura nella zona compresa tra la via Castellana e il Canale Passo di Rigano con l'eliminazione dei relativi scarichi nel Canale In corso la progettazione Eliminazione degli scarichi fognari nel Canale Boccadifalco mediante il loro convogliamento nella rete di valle In corso la progettazione Eliminazione dello scarico fognario di via Decollati nel fiume Oreto mediante convogliamento di liquami nel collettore sud orientale attraverso il collettore di via Stazione In corso la progettazione Adeguamento dell'impianto di depurazione di Fondoverde Giardini comprese le opere di scarico a mezzo di condotta sottomarina In corso la progettazione La Struttura Commissariale pone grande attenzione per gli interventi siciliani e proprio per questo è stato specificatamente delegato un subcommissario ad assicurarne l’attuazione. Occorre colmare nel più breve tempo possibile l’attuale gap infrastrutturale nel settore fognario/depurativo che rende la Sicilia principale destinataria delle sanzioni europee » afferma il Commissario Giugni. La Struttura Commissariale per la Depurazione sta lavorando con ogni energia per accelerare l’avvio e la rapida conclusione delle opere previste. Per Palermo c’è un impegno che guarda al coinvolgimento di tutti gli attori istituzionali, a cominciare dall’amministrazione comunale, per completare con una serie di grandi e piccoli interventi lo schema fognario-depurativo e far uscire il capoluogo dall’infrazione” dichiara l’Ing. Riccardo Costanza, Sub Commissario delegato per la Sicilia. Come possiamo notare dunque di carne sul fuoco ce n'è parecchia. Non ci resta che tenere alta l'opera civica di sorveglianza e monitoraggio degli appalti affinché questi appalti vengano avviati il prima possibile perché la città ne ha assoluto bisogno.

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18 giu 2015

“Curavo un’area verde ma oggi alzo bandiera bianca”

di mimmalomartire

Perchè alcune persone odiano vivere nel decoro, nell'ordine e nella pulizia? Perchè tanto disprezzo nei confronti delle poche aree a verde inserite nel contesto urbanistico della nostra città? Non dovrebbero essere amate come perle rare o oasi nel deserto? Se hai un'unica sorgente d'acqua dalla quale dipende la tua sopravvivenza, perchè comportarsi da stupidi o criminali e inquinarla o distruggerla? Qualcuno sa darmi delle risposte? Ho passato anni, a cercare, invano, di far nascere un barlume di senso civico nella zona in cui vivo (il centro storico tanto amato e tanto violato), anche con "l'adozione" - in tempi in cui ancora non erano nati nè gli orti condivisi, nè  l'affido a cittadini o associazioni da parte dei Comuni di aree a verde abbandonate - di una piccola parte di terreno inutilizzato, finalmente trasformato dal Comune di Palermo, in una grande e bella aiuola, con la messa a dimora di una decina di palme, alcuni fiori e due alberelli di alloro. Grazie anche all'interesse di un bravo consigliere di quartiere della circoscrizione Tribunali - Castellammare, Pietro Licata, ora non più in vita. Pensavo, gli abitanti di questa strada saranno felici come noi due per questo inaspettato regalo. COME MI SBAGLIAVO! Non immaginavo neanche lontanamente quanto ero distante  dalla realtà e quanta amarazza mi avrebbe causato negli anni a venire prendermi cura di questo dono, presto trasformatosi in una mela avvelenata. Amo l'ambiente, la natura, gli animali, il mio pianeta: dovrebbe essere così per tutti. O no? Il mio concetto di "casa" si estende fino all'universo del quale facciamo parte e anche oltre. Per questo per me è intollerabile chiunque violi in qualunque modo il nostro  habitat. Fin da bambina ho sempre avuto un innato senso civico: non si deturpa, non si sporca, non si maltrattano gli indifesi e i piú deboli, siano essi del regno animale o vegetale. Non divieti pressanti, ma uno stile di vita, normale come respirare o bere un bicchiere d'acqua. Non tolleravo e non tollero gli sprechi di nessun tipo, prima della nascita e dell'arrivo dei grillini all'Ars c'ero già io che spegnevo le luci della sala stampa e che stressavo i commessi (che non capivano visto che non eravamo, secondo loro,  noi a pagare le bollette) a fare altrettanto, invano. Chiudevo i rubinetti lasciati aperti e stringevo quelli gocciolanti. Riciclavo la carta, quando ancora in città non esisteva la differenziata e non c'erano le campane (ancora oggi ho problemi a trovarne una per la carta nella mia zona), il magazzino dove la portavo allora non esiste più. Il mio elevato senso civico e il mio forte rifiuto del degrado,  mi hanno portata alla naturale "adozione" di questa  preziosa porzione di verde, prima istituita e subito dopo dimenticata, situata in Via Filangieri, a ridosso delle antiche mura della Pace, anch'esse in pericoloso stato di abbandono. Ho subito realizzato che nessuno si occupava più di essa: niente pulizia, niente innaffiatura, niente tagli d'erba - se non due o tre volte l'anno, su richiesta, alla Ripartizione Ville e Giardini - che inviava alcuni operai Gesip. Così, volente o nolente, mi sono trasformata in un agente ecologico sempre a vigilare e a ripulire, nel vano tentativo di mantenerla intonsa. L'impresa si è presto rivelata difficilissima. Non facevo in tempo a togliervi i rifiuti, che subito ne spuntavano di altri. Ho dovuto difenderla da ogni tipo di materiale, proprio da tutto. Chi faceva lavori in casa vi buttava i suoi scarti ingombranti. Vi hanno lasciato ogni cosa: elettrodomestici rotti, vecchi arredi, materassi sbrindellati,  contenitori con vernici, cartoni, vi hanno perfino versato del cemento, oltre ai 'normali' sacchetti  di rifiuti urbani (nonostante i vicini cassonetti o forse proprio per quello). Le hanno dato fuoco, vi hanno fatto sesso centinaia di uomini con prostitute di colore, vi hanno lasciato i propri escrementi persone e animali (più le prime, che i secondi). Un giorno vi si era installato pure un gruppo di nomadi. Tuttora uno straniero senza fissa dimora, nè idendità - un apolide secondo la polizia - si lascia andare periodicamente e in assoluta tranquillità, come se fosse nel bagno di casa sua, a pratiche di onanismo, non al buio, ma financo alle ore 13 di una assolata domenica. Ma anche se da sola, fin dal primo giorno ho impedito che diventasse come altre aree verdi di questa città. La ripulivo, anche nei giorni festivi,  e la difendevo. Per anni è stata pulitissima, nonostante tutto. Neanche una cicca. Tra la derisione della gente di questo quartiere, che si chiedeva chi fosse questa svitata o questa straniera (francese, svizzera, belga?), che 'lavorava' gratuitamente per una cosa pubblica; quindi di tutti per utilizzarla nel peggiore dei modi e di nessuno per mantenerla dignitosanente. Poi è arrivato il punteruolo rosso e si è portato via le palme più grandi, ma anche lì non mi sono arresa , c'erano pur sempre le piccole. Nonostante le promesse, nulla è stato più messo a dimora in loro vece. Le rare volte che veniva effettuato il taglio d'erba i residenti erano preoccupati che si sporcassero le loro auto in sosta, finendo persino a litigare con gli operai della ex Gesip arrivati finalmente a falciare il prato. Ma il paradosso lo si è raggiunto con alcuni volontari che distribuivano contenitori di plastica con pasta dentro, pur non essendoci senzatetto nei paraggi ve ne hanno abbandonato diversi (ma perchè dentro un'area a verde pulita?), cibo che è rimasto ore a marcire sotto il sole e che poi ho dovuto buttare  a malincuore nei cassonetti: non più buono neanche per i gatti. Quando sono ritornati a rifarlo e li ho richiamati, dicendo - "fate solo spreco di cibo, oltre che creare altri rifiuti, nessuno prenderà quei contenitori per mangiarne il contenuto", un gentile frate mi ha mandata a quel paese. Che dire? Hanno pure avuto un bel servizio a "Striscia la notizia", era Natale, che brave persone! Questa storia però non ha un lieto fine, perchè dopo oltre vent'anni di solitudine, amarezze e dopo aver consumato decine di euro in guanti di plastica, ho detto basta. Succede di rado, non mollo quasi mai, ma questa città mi ha costretta ad arrendermi  già un paio di volte. Se il mio lavoro è stato privato, la mia resa  deve essere pubblica. Si deve sapere. Nulla posso più fare da sola contro l'ultima e incontrastata invasione. Nel giro di pochi giorni decine di profughi, rifugiati, apolidi, richiedenti asilo, disperati, sbarcati in città da zone più povere, di guerra e ancora più degradate della nostra, l'hanno trasformata in una vera discarica. Di notte dormono tutti indisturbati al vicino passaggio Lincoln. La situazione è così fuori controllo da diventare  impossibile gestirla; non solo per una questione igienico - sanitaria, fossero solo i loro bisogni fisiologici sarebbe nulla! Vi hanno trascinato dentro di tutto. Non voglio fare l'elenco. Chi vuole venga a guardare. Io dico BASTA, mi arrendo. Comune e bravi volontari, dove siete? Herr Bürgermeister,  signor sindaco, fai qualcosa. Lo so che in città ci sono altri come me, li ho incontrati... in banca, al supermercato e li ho riconosciuti. Ho bisogno del vostro supporto perchè sono in riserva di speranza. Adesso tocca a voi. Io alzo bandiera bianca, mi sono già schifata abbastanza, senza neanche riuscire a convertirne almeno uno, grande o piccino, alla mia causa. TUTTI REFRATTARI E INDIFFERENTI. AIUTATE NON ME, MA QUESTA CITTA'. Infine, un ricordo e un grazie al mio assessore al Verde preferito, la dolce e appassionata Letizia Battaglia. Ricordo ancora le sue lacrime amare per la  devastazione di un'area a verde attrezzata,  appena inaugurata all'Arenella. Vandalizzata dopo  neanche 24 ore. A quei tempi scrivevo per il quotidiano L'Ora e raccolsi il suo sfogo. Mi rimase impresso. Non gliel'ho mai detto, colgo l'occasione...  

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Segnalazione
06 lug 2017

La guerra dei porticcioli (2parte): Tanto rumore per…….. nulla

di belfagor

Il 21/12/2016 su “MobilitaPalermo” fu pubblicato un articolo che descriveva lo scontro tra il Comune di Palermo e l’ l’Autorità Portuale a causa del PRP e sulla gestione dei porticcioli di Palermo. Giovedi 29 giugno 2017 il TAR di Palermo ha (forse) messo la parola fine su tale annoso,e sotto molti aspetti poco edificante, conflitto. “I giudici della prima sezione del Tar di Palermo (presieduta da Calogero Ferlisi, consigliere Aurora Lento, estensore Roberto Valenti), hanno accolto il ricorso presentato dall'Autorità Portuale, assistita dall'Avvocatura dello Stato di Palermo, dando il via libera al piano regolatore del Porto di Palermo”. In parole povere, tra l'ex sindaco Diego Cammarata e l'autorità portale del tempo, diretta da Nino Bevilacqua, era stata firmata un'intesa per il via libera del PRP e per la gestione del porto e anche dei porticcioli turistici. Il sindaco Leoluca Orlando aveva impugnato questa intesa e con una serie di provvedimenti del consiglio comunale aveva rimessa in gioco l'intera gestione delle strutture portuali. Ma facciamo un passo indietro è torniamo al lontano 8 Luglio  2008 quando viene presentato il PRP ,cioè il nuovo Piano regolatore del porto. Tale piano non viene elaborato dal Comune ma dall’Ente Porto che ,di fronte al consueto immobilismo dell’amministrazione di Palazzo delle Aquile, decide di intervenire nominando  una commissione, guidata dal Prof. Maurizio Carta che stila il “Waterfrontpalermo: un manifesto-progetto per la nuova città creativa”. Certamente si tratta di un lavoro molto ambizioso e di alta qualità, che non si limita a “progettare” il Waterfront ( cioè  le coste e la parte della città di fronte al mare) ma affronta l’annoso problema del rapporto della città con il suo mare e il futuro dei suoi porticcioli.  Alla presentazione del PRG il presidente dell’Ente Porto , Ing. Bevilacqua dichiara: ” I lavori, alcuni dei quali già in corso, termineranno in tempi brevi, massimo dieci anni. Il progetto è incentrato sull’identificazione di Palermo come scalo turistico, affiancato dal porto di Termini Imerese per buona parte del traffico merci. Il piano prevede anche la creazione di un Parco archeologico urbano nel Castello a Mare, la costruzione di un porticciolo turistico a Sant’Erasmo, il recupero della Cala, mentre una parte dell’approdo Acquasanta verrà dedicato alla cantieristica minore.  Infine, il problema del traffico verrà risolto grazie alla costruzione di una galleria sotterranea “ L’integrazione della viabilità proposta dal nuovo PRP di Palermo con il sistema dell’accessibilità alla scala urbana prevede una nuova viabilità carrabile portuale legata al traffico commerciale, fortemente interconnessa con la viabilità esterna che, collegandosi direttamente tramite una galleria con la circonvallazione di Palermo, libererà la via Messina Marine e la via Francesco Crispi dai mezzi pesanti che oggi congestionano i principali accessi al porto”. Per quanto riguarda i finanziamenti il Presidente Bevilacqua dichiara” Cento milioni di euro sono già pronti per essere investiti.”.   Che il Presidente dell’Ente Porto fosse troppo ottimista lo dimostra il fatto che dovranno passare ben 3 anni ( novembre 2011) prima che tale piano venga approvato dal Consiglio Comunale . Nel 2012 ritorna sindaco ( per la quarta volta) Leoluca Orlando Cascio. Come primo atto fa revocare, dal nuovo consiglio comunale, il PRG approvato  solo qualche mese prima dal vecchio consiglio. Ma nello stesso anno il TAR “revoca  tale revoca” ,decisa in giugno dal nuovo Consiglio comunale, perche mette a rischio “l’avanzato stato del procedimento di approvazione di uno strumento complesso qual è il prg del porto e la conseguente perdita dei fondi europei ,senza essere supportato da adeguate e specifiche motivazioni”.   Ma la sentenza del TAR va oltre. Perché ribadisce che la competenza dei porticcioli di Sant’Erasmo, Arenella e dell’Acquasanta è dell’Autorità portuale perché il “decreto ministeriale del 22 novembre 2005, che individua la circoscrizione territoriale dell’Autorità portuale, comprendendo anche i porticcioli dell’Acquasanta, dell’Arenella e di Sant’Erasmo,è ormai “inoppugnabile” Capito chiuso? Purtroppo no Nel 2013 ,Il Consiglio superiore dei lavori pubblici  approva il piano regolatore del porto di Palermo. Ma il sindaco Leoluca Orlando non ci sta, punta il dito contro i vertici dell’Autorità portuale e scrive al premier Enrico Letta affinché appuri se ci sono stati comportamenti irregolari nel corso dell’iter burocratico partito nel 2000. Ormai siamo a un braccio di ferro,senza esclusioni di colpi, tra il Comune di Palermo ( Orlando) e l’autorità portuale, una vera guerra. Una contesa per stabilire a chi spetti la titolarità sui porticcioli turisti di Sant’Erasmo, dell’Arenella e dell’Acquasanta, oltre al Castello a mare e del giardino del Foro italico e non solo. Ma forse l’obiettivo è anche la poltrona dell’Ente Porto che Orlando vorrebbe avocare a se. Il sindaco convoca una conferenza stampa e dichiara :”“Contrariamente a quanto prevede la legge - spiega il primo cittadino – il Consiglio comunale non si è mai pronunciato sui limiti territoriali della competenza dell’Autorità portuale.  E’ stato defraudato di una sua prerogativa. Ho informato la Procura della Repubblica di Palermo della richiesta fatta al presidente Enrico Letta”. Ma il sindaco Orlando non si limita alla conferenza stampa, ma fa approvato, dal consiglio comunale due delibere per….. far decadere il ricorso al Tar dell’Autorità Portuale sul Piano regolatore del porto e ridefinire i confini di competenza sui porticcioli, rimettendo così le mani sui porticcioli turistici e sul Castello a mare. “Il Consiglio – sostiene Orlando – approvando queste due delibere si è riappropria di una prerogativa di cui era stato defraudato. Una cosa del genere non accadrà ma più”. E perché il sindaco Orlando vuole revocare il PRP, che pure è un buon piano? Secondo lui ,l’approvazione del piano regolatore del porto è avvenuta senza il parere preventivo della Regione Siciliana. Cioè il sindaco non entra nel merito delle cose proposte nel PRP, anche perché non ha un piano alternativo, ma evidenzia alcune presunte anomalie dell’iter burocratico , e cioè  “ manca il parere preventivo della Regione”. Oggi la sentenza del TAR Palermo conferma che tale opposizione del Comune era priva di fondamenti giuridici "non risulta che la Regione Siciliana – sostiene la sentenza - che non è parte del presente ricorso ma che è certamente unica titolare del relativo potere, cui compete anche l'approvazione in via definitiva dello strumento programmatorio approntato dall'autorità Portuale di Palermo, abbia mai sollevato innanzi la Corte Costituzionale questione di conflitto di attribuzioni nei confronti dell'Amministrazione statale avverso il decreto ministeriale 2005 che ha fissato i contorni della circoscrizione dell'Autorità Portuale di Palermo”. P.S. Ci sono voluti 10 anni per ribadire un concetto che era chiaro a tutti. In questi anni la città è stata bloccata e privata di uno strumento fondamentale come il Piano Regolatore del Porto di Palermo ( PRP). Abbiamo perso finanziamenti pubblici e privati, posti di lavoro e possibilità di sviluppo. E tutto questo per …..nulla. Chi paga?    

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18 mar 2020

Coronavirus | L’appello di un cittadino contro gli incivili e trasgressori

di Mobilita Palermo

Cari redattori di Mobilita Palermo,  sono uno studente che abita nel quartiere Oreto-Perez-Stazione (e che preferirebbe rimanere anonimo qualora voi vogliate diffondere questo messaggio). Vi scrivo perché proprio non ce la faccio a starmene con le mani in mano di fronte all'ennesima prova di inciviltà che sta dando una parte della gente (non so in altri contesti come sia la situazione) che vive nel mio quartiere. Dal punto di vista privilegiato (si fa per dire) del balcone di casa mia, tra una pausa di studio per un esame di Storia Medievale per l'Università e l'altra, noto con grande dispiacere che neanche di fronte al pericolo di morte, per sé e per gli altri, il Palermosauro riesce a mettere da parte la sua fiera strafottenza e la sua arroganza (nonché le sue brutte intenzioni e la maleducazione). Mentre infatti tante persone responsabili fanno di tutto per evitare di contrarre e fare da vettore del virus limitando, con grande sacrificio, i propri spostamenti; altre non si fanno scrupoli ad andarsene, incuranti delle restrizioni attualmente in vigore, in giro e bivaccare per le vie del quartiere. E lo dico con cognizione di causa perché, sebbene solo (e aggiungerei meno male) di vista, è gente che conosco. Per queste persone l'anarchia sembra essere l'unica regola: c'è chi ha riadattato la fruizione di un MiniMarket a quella di un Bar, per cui ormai è divenuto consueto incontrarsi all'entrata del negozio per prendere birre e bibite in compagnia e magari discutere, con buona pace delle distanze minime di sicurezza, della situazione Covid-19 snocciolando le proprie teorie al riguardo (che vanno dal complottismo al, cito testualmente, "il virus è nell'aria, per(c)ciò se me lo devo prendere me lo prendo pure se sto a casa. Tanto vale che mi bevo 'na bella bbirra chi me' cumpari"); altri passeggiano per l'intero pomeriggio con la scusa del cane o del sacchetto della spesa (semivuoto) per il quartiere salutando a destra e manca ed esibendo entusiasticamente le mascherine (un po' come si faceva da bambini con le figurine); altri ancora invece fanno la stessa cosa, ma con l'ausilio dei più comodi mezzi a locomozione elettrica. Ma, devo dirlo, l'apice della demenza si è manifestato durante i flashmob degli ultimi pomeriggi, quando gruppi di giovani e grandi si sono dati appuntamento per assistere insieme alle iniziative fatte dai balconi di alcune vie. Ciò detto, metto da parte per un minuto la mia ironia per fare un serio appello a chi abbia avuto la pazienza di leggere sin qui: davvero il pianto di un tuo concittadino sulla tomba di una persona cara è il giusto prezzo da pagare per il tuo chinotto o per la tua passeggiata all'aperto? Palermo non può negare se stessa. La città potrebbe trovarsi (o forse si trova già) alla vigilia di una catastrofe sanitaria, interi quartieri potrebbero presto diventare quartieri-ghetto, ed io sono preoccupato, dal momento che ho tre familiari a forte rischio. Ci vorrebbero più controlli da parte delle forze dell'ordine e pene esemplari per i trasgressori, affinché il coefficiente di rischio contagio possa ridursi al minimo prima che sia troppo tardi. La mia speranza è che voi di Mobilita Palermo possiate diffondere l'appello di questo messaggio  e sollecitare le istituzioni affinché si intervenga, e presto, in questo senso. In caso contrario, mi dispiace per avervi scritto tutto questo papello e mi complimento comunque con voi per il vostro attivismo in città. Un vostro Lettore  

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