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17 dic 2015

FOTO I Magnifici Mosaici di Piazza Sett’Angeli

di amopalermo

Sono in fase di ultimazione i lavori per la fruizione dei resti romani in Piazza Sett'Angeli, a ridosso del Convitto Nazionale. La ditta incaricata sta completando gli ultimi dettagli (i corrimano) della grossa teca di vetro a copertura degli scavi e ciò lascia presupporre che, a breve, ci si potrà avvicinare e sapere cosa si trova sotto la Piazza Sett'Angeli. Si tratta di stratificazioni che vanno dal periodo ellenistico-romano a quello bizantino (tra i resti, la pavimentazione di una casa patrizia, un tratto stradale coevo, e la parte basamentale di un pilastro di epoca bizantina). La sorpresa, però, è che si possono intravedere alcuni tratti musivi bellissimi e in ottimo stato (vedi foto). Una ulteriore testimonianza della millenaria dignità storica di questa parte di paleapoli.

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19 mag 2016

FOTO | Consegnati alla cittadinanza i mosaici di Piazza Sett’ Angeli

di Fabio Nicolosi

Erano già stati inseriti all'interno di un'apposita struttura da qualche mese e ieri sono stati consegnati alla città e al bene comune Si tratta di stratificazioni che vanno dal periodo ellenistico-romano a quello bizantino (tra i resti, la pavimentazione di una casa patrizia, un tratto stradale coevo, e la parte basamentale di un pilastro di epoca bizantina). La sorpresa, però, è che si possono intravedere alcuni tratti musivi bellissimi e in ottimo stato. Una ulteriore testimonianza della millenaria dignità storica di questa parte di paleapoli. Ecco cosa scriveva nel 1889 Vincenzo Di Giovanni, in merito ad un'altra casuale "scoperta" proprio nello stesso ambito: Nel rifacimento dei muri del Collegio gesuitico, che davano nell’antica Via di Gambino, e ora nella Piazza dietro il Duomo, all’occasione di prolungare il prospetto del Convitto Vittorio Emanuele, si scoprirono lungo la linea de’ muri più pozzi in fila, che dovettero servire a pubblico uso, come fonti pubbliche, alle quali si comunicava l’acqua da un grande recipiente esistente al centro del fabbricato: [la riserva idrica nell'allora "giardino" del Collegio Massimo, oggi corte del Convitto Nazionale] il quale dall’altro fianco verso la Via oggi del Collegio di Giusino aveva pure altra fila di pozzi, come se avessero chiuso un quadrato, fornito a diversi lati di pubblici fonti o pozzi. L’acqua si attingeva da certi archetti aperti sulla pubblica via. E questo edificio si accostava molto alla Porta di Sant’Agata, e alla Via che correva sull’antica muraglia ridotta a Shera, e dove appunto furono i due Sera, l’uno di San Giorgio e l’altro del Cancelliere.” E ancora: “Nelle ricostruzioni ora fatte nella Via delle Scuole... dalla parte del Convitto... si è scoperto un muraglione forse di torre, con avanzo di una grande porta arcuata, il quale muraglione stava mascherato da un altro muro, e ai piedi di esso muraglione sono comparsi più di dieci pozzi scavati in linea a distanza quasi uguale, ai quali corrispondevano da parte dell’antica strada archetti aperti a sesto romano bizantino otturati e già chiusi in epoca antica, si che sottostavano al livello della strada, quale fu fino al 1860, prima che fosse abbattuta la parte del Monastero dei Sette Angeli che stava di faccia: e questi archetti aperti sulla strada c’indicarono che quei pozzi servirono ad uso pubblico ... Prima di sorgervi il vasto edifizio del Collegio Massimo vi torreggiavano antichi palazzi signorili, e nel cavare le fondamenta del Collegio vi furono trovate verso il 1582 molte anticaglie, fra le quali un basso rilievo in marmo con l’effigie di Elpide, moglie di Severino Boezio”. Foto tratte dalla pagina del Dipartimento dei Beni culturali e dell'Identità siciliana

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