Segnalazione
29 dic 2017

Piazza Rivoluzione e la travagliata storia del “Genio di Palermo”

di belfagor

A Palermo c’è un luogo dove ogni pietra trasuda storia, le lapidi commemorative  ne ricordano gli eventi. Questo luogo è  l’ antica Piazza Rivoluzione che si trova alla confluenza di importanti strade cittadine. In passato era meglio conosciuta con il vecchio nome “ Della Fiera Vecchia”, perché il 10 gennaio 1340 re Pietro II d’Aragona dispose che in questo luogo si doveva svolgere il mercato cioè la “fiera”. Come al solito tale disposizione,  ufficializzava” un fatto già acquisito da tempo. Infatti in un documento del 1290 si accenna ad una strada che “dalla Fiera Vecchia conduce a Porta Termini”, ciò significava che ben prima del 1340 la piazza veniva utilizzata “ senza autorizzazioni reali” come mercato. Prima del 1634 , al centro della piazza si trovava una fontana, che raffigurava Cerere. Il cronista dell’epoca  Vincenzo Di Giovanni così  la descrive ” Una ninfa con il suo corno delle dovizie in mano, che sta sopra il maschio, versando acqua nella prima fonte; e quella poi, versandosi dagli orli nell’altra da basso , manda pure acqua da quattro mostri, che sono entro la fonte grande”.  Certamente era una bella fontana tanto che il Vicerè, Duca di Montalto, nel 1636, la fece trasferire nella Strada Colonna  per adornare la magnifica passeggiata della Marina e la arricchì di 4 nuove statue che raffiguravano i “quattro Elementi”. Purtroppo la fontana fu distrutta nel 1816. Sembra che il motivo di tale trasferimento era dovuto al fatto che tale fontana veniva  utilizzata  “ colle sue acque a’ bisogni de’ fruttaioli e venditori di grascia “, cioè in maniera poco consona alla leggiadria del soggetto raffigurato. I “fruttaioli e i venditori di grascia” non furono contenti di tale trasferimento, perché non sapevano dove potevano “curare la pulitezza dèl or frutti e della lor roba commestibile” . Nel 1687 , cioè ben dopo …51anni, il pretore Giuseppe Strozzi, principe di Sant’Anna, decise di venire incontro ai bisogni “de’ fruttaioli e venditori di grascia “ e fece  trasferire a Piazza della Fiera Vecchia  la Fontana del Genio di Palermo, che si trovava al Molo Nuovo, vicino all’ Arsenale della Marina.  Il Marchese di Villabianca così  la descriveva “ …sedente sopra un masso di pietra campestre la marmorea statua dell’antico Genio di Palermo, espressa nella figura di un vecchio coronato duca, colla biscia al petto e cò piedi nudi, che tuffa nel bagno della sottoposta conca”.  Comprendiamo che i “fruttaioli e venditori di grascia” ci rimasero un po’ male, infatti una cosa è una fontana raffigurante una leggiadra “ninfa con il suo corno delle dovizie in mano, che sta sopra il maschio, versando acqua” un'altra cosa  è curare la “pulitezza dèl or frutti e della lor roba commestibile” nell’acqua dove fa il pediluvio “un vecchio coronato duca, colla biscia al petto”. Non sappiamo se questo fu il motivo scatenante ma da allora l’atteggiamento dei mercanti e degli abitanti della piazza verso le autorità cambiò radicalmente. Nel periodo risorgimentale, dal 1820 in poi, la Piazza della Fiera Vecchia divenne il luogo  dove si radunavano  gli insorti e il Genio di Palermo divenne il simbolo delle  rivolte. Il 12 gennaio 1848, proprio in questa piazza scoppio una delle rivolte più famose ( rivolta che poi divampò in tutta Europa), che durò ben 16 mesi. Due anni dopo Nicolò Garzilli fu fucilato proprio in questa piazza insieme ad altri cinque patrioti e rivoluzionari.  Il 27 maggio 1860 ,Garibaldi, entrato dalla vicina Porta di Termini, sostò in questo luogo ma, il povero “genio” non potè accoglierlo personalmente perché …..impossibilitato. Ma che fine aveva fatto il “genio di Palermo”? Durante questi anni tumultuosi  pre-risorgimentali  il “Genio” ebbe un ruolo importante. In alcune stampe dell’epoca viene raffigurato con una bandiera tricolore tra le mani. In quel tempo bastava molto meno per essere imprigionati e fucilati e infatti nel 1852  Carlo Filangeri , principe di  Satriano, luogotenente di Sicilia ,non potendolo fucilare decise di “ imprigionarlo” cioè  fece spostare la  statua e la fontana nei magazzini del senato, allo Spasimo.  Nella “Guida di Palermo” di Gaspare Palermo, del 1859 , si giustifica tale “ trasferimento” per motivi “ di traffico”. Infatti in una nota del libro si legge  che ciò si rese necessario “ onde ingrandire la piazza”. Come si vede anche allora la “stampa ufficiale” giustificava tutte le decisioni del potere, anche le più strampalate e impopolari con “problemi di viabilità e di traffico”. Ma come capita spesso nessuno credette  tale “versione ufficiale”, infatti appena Garibaldi  entrò a Palermo, i rivoltosi “liberarono” il Genio di Palermo e lo rimisero al suo posto.  Antonio Beninati nel suo diario scrive “ 7 giugno 1860-  I facchini della Fieravecchia hanno oggi rivendicato un diritto usurpato. Coi tamburi , stanghe e corda, accompagnati da un popolo, sono andati a riprendere allo Spasimo la statua del vecchio di Palermo, che Satriano aveva relegato in un atrio dell’ospedale Meretricio. La gioia , l’entusiasmo nel vedere quella statua somigliavano a un delirio. Chi la baciava , chi la puliva con fazzoletti; gli evviva e i battimani assordavano le orecchie “ E così trionfalmente il Genio di Palermo ritornò nella sua piazza , che dopo il 1860 venne chiamata “ della Rivoluzione”, con la sua corona di duca in testa, colla biscia al petto e …. con tanta immondizia ai piedi. Oggi la vecchia Piazza Rivoluzione è stata profondamente risanata. Di giorno è certamente una bella piazza  che  non ha  ancora perso il fascino di una volta. Purtroppo la notte si “trasforma” visto che è diventata una delle sedi della famigerata “movida”, un fenomeno che sta rendendo invivibile gran parte del centro storico P.S.  Recentemente è stato ultimato il  restauro dello storico  Palazzo Trigona-Scavuzzo, che domina la piazza, palazzo legato a una delle vicende  più scabrose e tragiche  della storia dell’Italia nei primi anni del 900’, l’omicidio della contessa Giulia Trigona di Sant’Elia, uccisa, il 2 marzo 1911 in un albergo di Roma dal suo amante, il tenente di cavalleria barone Vincenzo Paternò. Il Palazzo Trigona- Scavuzzo era la residenza della contessa e del marito Conte  Romualdo Trigona di Sant’Elia, che era stato anche sindaco di Palermo. Tale vicenda tocò anche la casa reale, infatti la contessa era la prima dama d'onore della Regina Elena, moglie di Vittorio Emanuele III. Inoltre la contessa era zia ( sorella della madre)  di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, il famoso autore del " Il Gattopardo".    

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01 giu 2017

Giù i ponteggi in piazza Rivoluzione, recuperato palazzo Scavuzzo – Trigona

di MAQVEDA

Finalmente! Giù i ponteggi da palazzo Scavuzzo-Trigona in piazza Rivoluzione, già Fieravecchia, nel Mandamento Kalsa o Tribunali E' ormai alle fasi finali il recupero di questa bella casa costruita nel primo cinquecento e abitata in origine dal notaio Giacomo Scavuzzo, barone di Cefalà. La facciata mostra un impianto ancora quattrocentesco rinnovato da elementi rinascimentali come le finestre a timpano triangolare poggianti su una cornice marcapiano. Più aderente alla tradizione catalana il bel portale policentrico con arco semiovale adagiato su bellissimi peducci con putto reggistemma. All'interno si conserva la bella corte porticata con archi a sesto ribassato sostenuti da pilastri rettangolari. Il restauro ha nuovamente evidenziato le finestre su cornice marcapiano (in parte trasformate in balconi oggi eliminati) e la partitura a grandi riquadri di cui rimanevano ampie tracce tra il degrado. Spero che il piccolo stemma sul portale sia solo stato rimosso per ricollocarlo a fine intervento. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/MobilitaPA/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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16 gen 2017

Dove non ci sono i controlli, solo i cittadini possono “salvare” un’area pedonale?

di Mobilita Palermo

Gestire è sicuramente più difficile che creare. A Palermo almeno. Non è la prima volta che vi raccontiamo di provvedimenti a cui non sono seguiti dei fatti. Grazie all'utente G. Bellomare facciamo un salto a Piazza Rivoluzione dove da tempo è stata istituita un'isola pedonale delimitata da dissuasori, proprio davanti a due famosi locali. Ebbene, a differenza di altre spazi , questo perimetro non è mai divenuto veramente pedonale perchè qualche settimana dopo l'istituzione, le cose non erano più al loro posto. Evidentemente a qualcuno il dissuasore da fastidio e pensa bene di spostarlo. Come segnala l'utente, i vigili difficilmente intervengono (o rispondono). Purtroppo non è il primo caso. Sembra che questi interventi di pedonalizzazioni secondarie (rispetto all'asse Maqueda ad esempio) risulteranno vincenti solo se il contesto sociale (composto da residenti e commercianti) lo accetterà e lo proteggerà di buon grado. Un concetto nobile che a Palermo risulta difficile da applicare in maniera univoca. Ad oggi servono ANCHE i controlli.   Ci eravamo occupati ad Agosto 2015 di questa piazza e scrivevamo: A differenza di Piazza S.Anna, dove l’apposizione di idonei arredi urbani hanno reso efficiente il provvedimento, qui si è nuovamente ricaduti nell’errore di sperare nelle buone intenzioni di certi palermitani che nel frattempo non hanno perso tempo a manifestare la propria arroganza e lanciare messaggi di opposizione all’amministrazione. Ancora una volta l'annuncio di telecamere a salvaguardia di queste aree è stato disatteso poteva essere lo strumento che avrebbe scongiurato questi episodi ricorrenti di anarchia attraverso provvedimenti seri, duraturi, lungimiranti. In un vaso rimovibile da sole due braccia forzute non vediamo nulla di serio, duraturo e lungimirante. Se da una parte non è possibile piantare idonei dissuasori sul basolato storico, gli arredi installati fra la GAM e piazza S.Anna dimostrano che è possibile fare dei buoni interventi... Segnaliamo dunque questa situazione ancora una volta al Comune. Salve, In allegato foto che documentano la sistematica violazione dell’area pedonale di piazza Rivoluzione da parte di auto e moto durante un normale sabato sera, oltre all’inciviltà dei cittadini, che hanno pensato bene di spostare i blocchi di delimitazione in cemento per garantirsi l’accesso nella suddetta piazza. Polizia municipale assente (e chiamate al centralino senza risposta).

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10 feb 2016

Decoro e pedonalizzazioni, prosegue installazione panchine in aree pedonali

di Antony Passalacqua

Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa del Comune di Palermo circa il proseguimento dell'installazione dei nuovi arredi urbani all'interno delle aree pedonali. Palermo - Continuano i lavori di sistemazione di nuovi elementi di arredo urbano da parte degli in piazza Rivoluzione e in piazza Bellini. Oggi, infatti, sono state sistemate le panchine. Nei giorni scorsi, invece, su piazza Rivoluzione erano stati posizionati dissuasori, vasi e cestini che delimitano l'area interdetta alle auto ed impediscono l'accesso delle vetture alla stessa, garantendo maggiore vivibilità e sicurezza per i pedoni. Domani le panchine saranno posizionate in piazza Olivella, piazza Bologni, via Benedettini, etc.

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23 gen 2016

Piazza Rivoluzione, arrivano i nuovi arredi urbani

di Antony Passalacqua

Palermo - Nuovo look per piazza Rivoluzione. Sono iniziati oggi i lavori di sistemazione di nuovi elementi di arredo urbano da parte degli operai del Comune che hanno posizionato dissuasori, vasi e cestini che delimitano l'area interdetta alle auto ed impediscono l'accesso delle vetture alla stessa, garantendo maggiore vivibilità e sicurezza per i pedoni. Nei prossimi giorni, saranno anche installate le panchine. "Restituiamo ai palermitani e ai tanti turisti che quotidianamente la affollano una piazza pulita e con nuovi arredi urbani che contribuiscono ad aumentarne la fruibilità e la bellezza - ha dichiarato il sindaco Leoluca Orlando -. Ai cittadini e ai commercianti dell'area un invito a contribuire perché la piazza mantenga ora il suo decoro". > > Notiamo che l'adiacente via Schiavuzzo, ad oggi, risulta essere transitabile dai veicoli con questa nuova disposizione degli arredi. Un passo indietro rispetto alla precedente ordinanza o soltanto un errore di disposizione?      

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03 feb 2015

FOTO| Arrivano gli arredi nelle aree pedonali: si inizia da una piazza

di Giulio Di Chiara

Così come previsto, cominciano ad arrivare i primi arredi che andranno ad abbellire gli spazi pedonali individuati nel PUT. Si comincia con Piazza Rivoluzione, dove sono state sistemate le prime panchine in marmo, a delimitare l'area carrabile dall'area pedonale. In questa come nelle altre aree individuate, saranno apposte anche rastrelliere, cestini per i rifiuti e dissuasori per delimitare gli ingressi. (altro…)

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01 ago 2014

Le fioriere a Piazza Rivoluzione già spostate: tira e molla sulla “pedonalizzazione” (?)

di Giulio Di Chiara

Oggi era il giorno della pedonalizzazione (?) in Piazza Rivoluzione. Ci si consenta il "?" accanto la parola "pedonalizzazione" dato che è nota la nostra diffidenza su provvedimenti di pedonalizzazione fatti con fioriere facilmente spostabili da singoli individui. E infatti.... (altro…)

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