Articolo
18 mag 2020

CANALE MORTILLARO | Prosegue la progettazione del rifacimento della via Amorelli

di Salvatore Galati

Con un accordo istituzionale tra il Comune di Palermo e la Regione Sicilia, stilato lo scorso febbraio, proseguono le attività di progettazione del canale Mortillaro. In cosa consistono i lavori? Demolizione e ricostruzione del solaio di copertura del canale Mortillaro, sotto la via Amorelli, nel tratto compreso tra la via Salerno e la via Vanvitelli; Saranno realizzati i marciapiedi e le caditoie per le acque piovane.

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Segnalazione
30 giu 2016

Foto | Dove sono costretti a camminare i pedoni? Ecco la situazione di Via Monti Iblei

di Fabio Nicolosi

L'amico Gaetano ci invia queste foto scattate in via Monti Iblei all'altezza del civico 73. Le necessità derivanti dai lavori del Passante Ferroviario mi inducono a chiedere: "I PEDONI DOVE CAMMINANO?" Non possiamo che essere d'accordo con lui e chiediamo quindi un tempestivo intervento, la zona infatti seppur soggetta ai disagi dovuti dai cantieri del passante ferroviario è trascurata da numerosi mesi e non vi sono scusanti per l'amministrazione comunale che ha dimostrato ancora una volta di non essere attenta. Perché credo che una pattuglia lì ci sia passata. Chi ritira i rifiuti non hai mai notato nulla? O forse ognuno si fa il proprio senza segnalare nulla? Spetta sempre a noi cittadini dover tirare le orecchie al comune affinché si possa avere quella che è la normalità?

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Articolo
25 mag 2016

Perché una stazione bike sharing non andrebbe posizionata sul marciapiede

di Antony Passalacqua

Interessanti riflessioni che ci giungono da Antonino Panzarella, architetto, circa l'attuale posizionamento di alcune stazioni del bike sharing in città a cura dell'Amat. Occorre innanzi tutto conoscere i due protagonisti e cioè: Il bikesharing cittadino È un servizio di biciclette pubbliche e costituisce uno degli strumenti di mobilità sostenibile a disposizione delle amministrazioni pubbliche per integrare/completare il sistema di trasporto per raggiungere anche luoghi dove il mezzo pubblico non arriva o non può arrivare. Lo scopo è quello di far girare le biciclette tra le varie stazioni che sono posizionate in luoghi prescelti del sistema urbano (dal centro alla periferia), per far questo la prima mezz’ora generalmente è gratuita e successivamente viene applicata una tariffa oraria o frazionata. Il marciapiede Codice della strada: “Il marciapiede è una parte della strada, esterna alla carreggiata, rialzata o altrimenti delimitata e protetta, destinata alla sola circolazione dei pedoni”. Continua: sul marciapiede è vietato transitare con qualsiasi veicolo, anche senza motore (es. biciclette), in quanto riservato ai pedoni. E' possibile che i veicoli siano in sosta qualora vi siano strisce di parcheggio: quindi non è sufficiente che i veicoli in sosta lascino lo spazio ai pedoni […]. N.B: teniamo a mente che cosa diversa dal marciapiede è un passaggio ciclopedonale (ci torneremo in seguito). Dove si incontrano i nostri due protagonisti? Si incontrano quando una città si accinge ad attivare il suo sistema bikesharing, perché la realizzazione del nuovo strumento di mobilità cerca spazio per posizionare le stazioni con le biciclette che costituiscono in tutto e per tutto parte integrante della infrastruttura. Se, come assunto il bikesharing serve a favorire l’uso dei mezzi collettivi di trasporto il suo posizionamento è direttamente collegato alla diminuzione dell’uso dell’auto privata nelle zone interessate; molti sono i modi e le tecniche utilizzate per favorire questo processo; uno dei modi per allontanare l’auto privata è quello di diminuire i parcheggi sulla base del concetto che un parcheggio è di per se un attrattore del mezzo privato. Le nostre città hanno da tempo e pagano tutt’ora (e per molto tempo lo faranno) il “miracolo italiano” di una nazione basata sull’emancipazione data dall’auto privata prostituendo lo spazio pubblico alla sosta e fermata più o meno regolamentata in ogni vicolo possibile. Il paesaggio urbano al quale siamo ormai tristemente abituati è accomunato dalla presenza imprescindibile e prepotente dei mezzi privati per strada. Questi mezzi affetti da macrosomia cronica dominano per diritto acquisito l’intera superficie ground interconnessa, il livello 0 della città. Da relativamente poco tempo anche in Italia è iniziato in maniera massiva un processo di riappropriazione delle strade come fulcro di quelle relazioni sociali che sono alla base della ragione stessa di una città. Il problema torna: recuperare dello spazio per la nuova infrastruttura! Se dunque il ruolo di un bikesharing è quello di collaborare attivamente a quanto sopra esposto  appare evidente, in una logica di equilibrio, quanto esso debba essere realizzato a “scapito” dell’occupazione di suolo del traffico motorizzato privato. Tornando alle stazioni di biciclette pubbliche la logica di istallazione non può e non deve dunque essere il “dove c’è spazio” e dove è più semplice erodere localizzazioni; ci avvicineremmo se così si agisse a un pericoloso, dove danno meno fastidio. Si deve sempre considerare che chi va in bicicletta non è un (quasi) pedone anche se è pur vero che chi conduce a mano un velocipede (bicicletta) vi è assimilato ma crea indubbiamente un “conflitto” nell’area interessata per il solo fatto di dovere estrarre per la sua lunghezza la bicicletta e dover raggiungere la strada necessariamente dal marciapiede. Allora dove e come posizionarle? In assenza (come siamo purtroppo di un Piano), al di la delle considerazioni ingegneristiche sul posizionamento a grande scala, almeno potrebbe essere considerata/discussa la seguente Lista di controllo (domande da porsi mentre si sceglie il posizionamento): Principio cardine È posizionata in uno spazio finora dedicato alla mobilità motorizzata privata? Principio infrastrutturale È integrata alla presenza di una pista ciclabile o di uno spazio riservato alla mobilità dolce (es. passaggio ciclopedonale)? Principio simbolico È posta in una localizzazione che ne rivendichi il ruolo di “collante di mobilità” (es. attira l’attenzione dell’utente)? Principio pratico d’uso Come si relaziona con le altre modalità di trasporto: è sicura (es. quanti attraversamenti per raggiungere una fermata bus)? Principio estetico e di preservazione del contesto urbano qualora sensibile o storico È fuori da un “quadro” tipico rappresentativo, limita prospettive o scorci importanti (es. un turista che fotografa un monumento o spazio importante della città rischia di trovarsela davanti)?

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Articolo
28 gen 2016

Rifacimento del marciapiede in piazza Verdi

di MAQVEDA

Sono da qualche giorno in atto i lavori per il rifacimento dell'isola marciapiede in piazza Verdi, sul fianco destro del Teatro Massimo. Da sempre in stato di totale fatiscenza, caratterizzato da un disastrato pavimento a mattoni rossi, aveva avuto il definitivo colpo di grazia in occasione della sostituzione delle palme morte anni fa, quando per poter piantare le stesse è stato necessario praticare dei grossi buchi tappati alla fine con del semplice cemento. Per un attimo ammetto di aver temuto davvero che quel marciapiede sarebbe rimasto in quelle condizioni probabilmente anni, in quella piazza, di fianco uno dei nostri monumenti più ammirati. Miracolosamente non è stato così. Il piccolo marciapiede è in rifacimento e la nuova pavimentazione è caratterizzata da grossi mattoni in pietra, simili a quelli intorno i due chioschi e come quelli posati di recente in piazza Vittoria. Speriamo a questo punto si faccia anche pulizia dei numerosi ingombri verticali disposti nel più assoluto disordine. Probabilmente a molti sembrerà esagerato l'averlo segnalato, ma ritengo che il graduale miglioramento del decoro del nostro centro storico passi anche per questi piccoli interventi apparentemente trascurabili. (penso ad esempio al marciapiede che separa San Domenico dalla via Roma, fatiscente, invaso da baracchini e disordinati cartelli stradali). Di recente sono anche stati sostituiti i brutti dissuasori in calcestruzzo con le in fin dei conti più eleganti fioriere disposte anche lungo la via Maqueda e il corso Vittorio Emanuele.   Terminato anche il cantiere per la realizzazione delle strisce pedonali con fondo rosso. Collocazione estremamente discutibile secondo me.  

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Segnalazione
10 giu 2015

Progresso e spazio abbandonato

di katagabo

E' bello potere considerare che la nostra città si sta adeguando alle esigenze del trasporto pubblico. Il passante ferroviario in corso di realizzazione ne è un valido esempio. Ma in questa nota desidero segnalare come, in attesa della realizzazione dell'opera, il primo ad affrontare i disagi è, ovviamente,  il cittadino che deve auspicare un "veloce" completamento dei lavori. Ad esempio, in un tratto di via Monti Iblei, non si può camminare a piedi... abbiamo un marciapiede impercorribile ed è quanto dire .

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Articolo
20 feb 2009

Via Maqueda, la “serie B” del centro storico

di Freddie

Mentre in via Ruggero Settimo si rifanno i marciapiedi e l'intero manto stradale, via Maqueda resta inspiegabilmente abbandonata a se stessa. Marciapiede spaccati, pericolosi per i pedoni ed in certi punti così stretti da consentire il passaggio di un solo pedone alla volta. Il manto stradale è pieno di buche e avvallamenti, alcuni tombini sono ribassati di almeno 10 cm rispetto l'asfalto; completano il quadro la galleria delle vittorie chiusa a tempo indeterminato e l'area Quaroni che potrebbe essere un piccolo giardino nel cuore del centro storico, se riqualificata. Si è tanto parlato di una possibile pedonalizzazione della via Maqueda, sarebbe ora. Le foto si riferiscono al tratto da piazza Verdi Ai Quattro Canti ...Guarda il report fotografico

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