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16 apr 2016

Caro Leoluca, soffia le candeline! Ti scrivo…il mio sdegno per un silenzio ingiustificabile

di Mobilita Palermo

Ci avviciniamo alle prossime elezioni, ma ci allontaniamo contemporaneamente dal giorno in cui venne chiuso un pezzo di città, tutt'ora off limits, il Parco Cassarà. La vicenda ve l'abbiamo raccontata in diverse occasioni, a differenza del Comune che non ha più riferito alla cittadinanza circa il rapporto con la magistratura che ha intimato il sequestro. Si sono avvicendate svariate situazioni, le ultime riassunte qui, e tra i cittadini fomenta la rabbia per le mancate risposte sul tema. Accogliamo oggi la lettera di un cittadino sdegnato da tanta indifferenza, sottolineando che alcuni passaggi del suo sfogo sarebbero oggetto di rettifica. Tuttavia ci sembra doveroso lasciare libero lo sfogo contro il silenzio dell'istituzione comunale, per significare il malumore e le richieste di tanti concittadini.   Al sindaco di Palermo Con oggi sono passati due anni esatti dalla chiusura del parco Ninni Cassarà, inaugurato nel 2011. Il parco, in poco tempo grazie alla sua grandezza e posizione baricentrica, era diventato uno dei principali luoghi di incontro e di vita all'aperto della città. Era infatti il 16 aprile 2014 quando il Parco Cassarà venne sequestrato per la scoperta di rifiuti tossici sotterrati tra i viali e da allora la riapertura è rimasta una chimera. Il parco è stato diviso in tre zone in base al livello di contaminazione di cui una, la verde, sarebbe libera dai rifiuti ed abbastanza distante da poter essere riaperta in tempo brevi, da quel che si diceva già due anni fa'. Invece da allora pochi passi sono stati fatti o quanto meno comunicato alla cittadinanza ed a parte qualche annuncio periodico relativo alla "prossima" apertura della zona verde, l'ultimo fatto dall'assessore Marino a febbraio al momento della nomina ma, ben poco si sa di quello che realmente sia stata già fatto o programmato. Le poche notizie diffuse riguardano una prima parziale bonifica appaltata che dovrebbe essersi già  conclusa nell'aprile scorso e l'attesa per l'apparato dei successivi lavori, poco sì sa anche delle indagini sui responsabili che a distanza di due anni dovrebbero ormai essersi concluse. Che ne è stato dei 10000 alberi e arbusti donati al parco da Yves Rocher Italia, all'interno del progetto  "PIANTIAMO PER IL PIANETA" e messi a dimora poco prima della chiusura del parco? speriamo come promesso siano curati garantendo al contempo la sicurezza degli addetti. Insomma nella migliore tradizione italiana il silenzio è calato su una delle più brutte pagine amministrative della città che ha trasformato la gioia per un nuovo grande parco nell'incubo di un mega discarica ambientale su cui si è impunemente fatto giocare i bambini Le chiedo pertanto: -    Una data certa per la riapertura della zona verde considerata non ha rischio; -      Che la cittadinanza venga posta a conoscenza dello stato dei lavori già effettuati e dei risultati delle indagini in merito ai rifiuti presenti; -      Che vengano finanziate, programmate ed attivate quanto prima le attività per il completo recupero del parco ad uso pubblico, garantendo la fruizione in termini di sicurezza e tutela della salute. C. Picone Nota della redazione : Facciamo notare che è stato inviato un tweet diretto al neo assessore al verde Marino per richiedere notizie puntuali e ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta.

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31 mag 2016

Il testardo Orlando si è incartato: a quale problema risponderà la futura ZTL ?

di Giulio Di Chiara

La parola ZTL a Palermo evoca cattivi pensieri. Un semplice provvedimento a valere sulla mobilità urbana di una città sta diventando causa di contenziosi, lotte tra "fazioni" nella società civile e episodi di forti attriti a livello istituzionale. Facendo una riflessione un pò più profonda, è tutto davvero molto triste se pensiamo a normali atti di governo di un agglomerato urbano che divengono qui oggetto di caos e strumentalizzazioni e che, nella migliore delle ipotesi, ha già penalizzato i cittadini in svariati modi. Cose turche, sulle quali saremmo derisi da gran parte dell'Europa, se solo questa si affacciasse per un giorno sul balcone palermitano. Partiamo già sconfitti, qualunque sia l'esito di questa infinita diatriba, a prescindere dall'Unesco e dalla improbabile capitale della cultura. L'ultimo episodio in ordine temporale, ovvero il parere del Cga sulla vicenda, ha scatenato l'ulteriore reazione del Sindaco e del Comune di Palermo che, attraverso i propri canali comunali ci aveva in parte ingannato, facendoci titolare la notizia con un improprio "ribaltato il verdetto del TAR ". Non è proprio così e siamo qui a chiarire ulteriormente la situazione a voi lettori, facendo qualche riflessione ulteriore. Ricostruiamo velocemente i fatti: dopo la sentenza del TAR che di fatto interrompeva (non "abrogava") il provvedimento delle ZTL in attesa di un parere di merito previsto a Novembre 2016, il Comune di Palermo ricorreva al Consiglio di Giustizia Amministrativa (Cga) con una serie di memorie per dimostrare la bontà delle proprie intenzioni. Il Cga, dopo aver ascoltato anche la controparte (ovvero le associazioni che hanno presentato il ricorso), decretava la sospensione dell'interruzione delle ZTL da parte del Tar (in quanto non sussisteva un caso di danno grave) ma ribadiva tutta una serie di criticità sul provvedimento, invitando il Comune di Palermo a riesaminarle e provvedere a soluzioni più idonee, lasciando in ultima ratio la possibilità del pagamento della ZTL. Quest'ultima infatti viene descritta come una soluzione dall'identità più "tributaria" che ecologica. In sostanza, il CGA lascia il Comune di Palermo libero di intraprendere le proprie azioni a suo rischio e pericolo, ribadendo che tutto verrà deciso dal TAR a Novembre in maniera definitiva. Soluzione di tipo tributario, ovvero un espediente per rimpinguare le casse del comune e salvare l'AMAT dalla crisi finanziaria dettata, questo va detto, da continui tagli ai comuni del governo centrale e dai crediti mai riscossi dalla Regione Siciliana, che deve all'Amat cifre vicine ai 40 milioni di Euro. Insomma, la ricerca di nuovi fondi per evitare il fallimento della municipalizzata è un atto dovuto da parte del sindaco che, però si è incartato in un dietrofront comunicativo che sta lacerando la sua dote di trasparenza: in un consiglio comunale dello scorso Dicembre, lo stesso Leoluca Orlando in qualche modo definiva la ZTL come una forma di "tassazione" occulta necessaria a salvare l'AMAT e il trasporto pubblico in città e contemporaneamente una modalità di riduzione dell'inquinamento cittadino. Oggi succede che tutto questo passa in secondo piano e la comunicazione ai cittadini sta diventando parecchio forzata nel rappresentare qualcosa che apparentemente non c'è. Non c'è improvvisamente la necessità di salvare l'AMAT, come sostenuto in precedenza? Adesso è solo un problema ambientale? Crediamo proprio che non sia così e questo voler nascondere il problema finanziario dietro altri problemi sta destando rabbia nella cittadinanza, a cui di certo non mancano gli strumenti per comprendere la vicenda. Non sarebbe stato più onesto spiegare ai palermitani come stanno le cose in modo cristallino e motivare la richiesta di sforzo economico richiesto? Anche i recenti comunicati e le dichiarazioni che suonano e cantano la vittoria del Comune sulla vicenda gettano fumo negli occhi di chi non sa o non si informa. Sia il TAR che il CGA hanno ribadito che le condizioni per avviare la ZTL non ci sono, che non vengono rispettate le previsioni del PGTU approvato (che prevedeva ZTL progressive e graduali a fronte di una maggiore offerta di alternative, al momento, non confutata) e che probabilmente, i fondi per salvare AMAT vanno ricercati sulla fiscalità generale. Insomma un bel casino, in cui ci sembra che pur di avvalorare la posizione comunicativa intrapresa, si stiano riesumando tutte le argomentazioni possibili, non ultima quella dell'inquinamento che, secondo Orlando, è legittimata da rilevazioni ARPA. In realtà, proprio il presidente dell'ARPA, Dott. Baucina, in una recente dichiarazione del 6 Maggio scorso, spiegava come al momento sia in fase di produzione un piano di approfondimento sull'intera regione, e quindi anche su Palermo, che però dovrà essere vagliato dalla Regione stessa. In realtà, anche noi cittadini possiamo farci la nostra idea sull'inquinamento cittadino, in quanto la RAP, sul proprio sito, emana giornalmente i bollettini delle centraline, con tutti i dati e gli eventuali sforamenti. Non stiamo sostenendo che non ci sia un problema inquinamento a Palermo, soltanto che questo al momento sembri più un espediente da parte dell'amministrazione per avvalorare la tesi della ZTL, in questa guerra di comunicati e opposizioni. In questo momento vigono ancora le targhe alterne e forse ce lo siamo già dimenticati. Il Comune ha dichiarato che venuta meno la sospensiva, si procederà con le ZTL e ha indetto una grande assemblea cittadina sulla mobilità per metà Giugno in cui "parlare della mobilità e della vivibilità , del trasporto pubblico come elemento essenziale per tutti i cittadini e del diritto alla mobilità collettiva e sostenibile". Un evento interessante, ma forse tardivo e figlio della situazione che si è venuta a creare. Un momento in cui probabilmente si condivideranno visioni e proposte, ma di cui non scorgiamo uno specificato obiettivo, se non quello probabile di ricreare consenso attorno a questo provvedimento. Speriamo di sbagliare e comunque proveremo a dare il nostro apporto riflessivo. Ci piacerebbe che in quella sede venisse definitivamente dichiarata l'esigenza finanziaria per l'AMAT e si instaurasse un rapporto di fiducia reciproca in qualsiasi discorso verrà imbastito. Con queste preventive condizioni a mio avviso, si potrà richiedere il contributo propositivo della città. Da sottolineare anche come in tempi non sospetti era stata costituita una commissione apposita sul tema della mobilità (di cui fa parte anche chi scrive in rappresentanza di Mobilita) proprio per avviare confronti e condivisioni sui temi più importanti. Ebbene, il tema della ZTL fu avviato in Giugno 2015 ma mai veramente discusso. Di fatto il contributo delle associazioni e degli altri rappresentanti non fu mai ascoltato, non vi furono occasioni. Nel frattempo, anche alcuni cittadini fanno la loro parte, schierandosi pro e contro il provvedimento per partito preso, alimentando questo momento di caos generale. Una menzione particolare a quei soggetti che si oppongono per il solo fatto che sia un provvedimento restrittivo, a prescindere dalle finalità ecologiche e ambientali. Un pò lo stesso atteggiamento di coloro che si lamentano dell'assenza dei vigili quando c'è traffico e poi gli inveiscono contro quando gli viene comminata una multa proprio dagli stessi vigili nei casi di trasgressione del codice stradale. Ci vuole coerenza anche da parte nostra. L'ulteriore considerazione va a chi intanto aveva fatto il pass: lunghe file per pagare e ottenere il pass. Poi il blocco del TAR e il Comune provvede ai rimborsi, quasi ad accettare in definitiva la sentenza. Poi il ricorso del Comune al CGA e adesso si riparte con le ZTL. Quindi cosa succederà a chi aveva fatto il pass per poi essere rimborsato? Dovrà nuovamente recarsi negli uffici comunali per richiederlo per la seconda volta? Un susseguirsi di follie dove il cittadino, come dicevamo all'inizio, paga sempre per tutti. E non dimentichiamo che a Novembre ci sarà la finale: ovvero la sentenza di merito del TAR, che visti i presupposti, potrebbe abrogare definitivamente il provvedimento delle ZTL a pochi mesi dalle nuove elezioni amministrative. Un modo per dire che c'è il serio rischio che andremo incontro a un'estate bollente in cui si ripristineranno le zone a traffico limitato per poi essere interrotte nuovamente a novembre. In questo, l'attuale amministrazione si sta assumendo una grande responsabilità nei confronti di tutti i cittadini, perchè il pericolo di fallire una seconda volta e causare ulteriori patimenti ai palermitani, è concreto. Ma questi mesi seguenti potranno riservarci anche ulteriori colpi di scena e magari il Comune avrà avuto ragione. Di fatto registriamo tante incoerenze e tentativi disperati di salvare la propria posizione. In conclusione ribadiamo il concetto che i provvedimenti di restrizione della circolazione sono i benvenuti, nella misura in cui ci siano i presupposti per attuare le soluzioni proposte e venga verificata l'efficacia delle stesse. Non ci piace l'alterazione della realtà. Se si chiede una mano alla città, bisogna mostrare disponibilità e soprattutto trasparenza.

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21 giu 2016

L’Assemblea cittadina finisce MALE ! Ma le ZTL ritorneranno. Parola di sindaco

di Giulio Di Chiara

Avevamo il timore che finisse male, ma il risultato finale forse è stato pure peggio delle previsioni. L'epilogo è stato triste, l'avvio è stato carico di tensione, nel mezzo tanta superficialità da parte di tutti gli intervenuti. I presupposti: quando si indice un evento e lo si etichetta con una precisa forma di svolgimento, si crea negli uditori un'aspettativa. E' stata annunciata più volte come un'assemblea cittadina. E' stato una conferenza, anche tediante, accademica, neanche tanto strutturata. I primi 30 minuti sono stati caratterizzati da continue interruzioni di alcuni cittadini contrari alle ztl che, innervositi dalle lunghe presentazioni e dalle slides piene di tabelle, dati minuziosi e preamboli molto scientifici, hanno urlato più volte il loro disappunto direttamente verso i relatori e gli organizzatori dell'evento. Contestavano le modalità dei lavori, che prevedevano gli interventi del pubblico solo dopo la fine di tutte le presentazioni.  D'altronde, se si pubblicizza una assemblea cittadina.... Si è presto creato un coro "quasi" unanime anti interruzione. Ma chi c'era in sala?  Il 50-60% dei presenti era in qualche modo un relatore, un funzionario del comune, un assessore, un tecnico, un docente universitario. Poi qualche giornalista, che ha abbandonato l'evento in anticipo in quanto richiedeva soltanto l'intervista al sindaco, e qualche cittadino sparso qua e là. Gli interventi ? Niente da dire sulla scientificità dei contenuti. Si sono succeduti medici per spiegare gli effetti dell'inquinamento sul corpo umano, restauratrici per denunciare le croste nere sui monumenti, ex assessori al verde (per ribadire tutte le cose che erano state fatte, autocelebrazione), ingegneri universitari con tanto di grafici e analisi. Tanti contributi messi in fila che non avevano un filo conduttore e che saltavano di pala in frasca in base alla professionalità del relatore di turno. Mentre montava la rabbia e la noia in sala, venivano mostrate decine di foto sull' inquinamento dei monumenti o si spiegava l'alveolizzazione... la fotosintesi clorofilliana e la disposizione dei venti in città che favoriscono l'inquinamento. Dalle 16.00 alle 18.15 soltanto slides, parole e accademia.  La moderazione degli interventi? Inesistente. Ognuno parlava quanto voleva, dilungandosi anche oltre la soglia dell'attenzione umana. Dopo due ore di interventi, già alcuni avevano abbandonato la sala, compresi quei cittadini che avevano interrotto all'origine e chiedevano di parlare e avanzare la loro proposta. Il chiacchiericcio aumentava con il passare dei minuti. Al tavolo siedono il sindaco, l'assessore all'ambiente Marino, e il moderatore (?) Gianfranco Rizzo. Tra gli spalti si annoveravano gli altri assessori, tra cui Catania (mobilità e partecipazione), Evola, Ciulla, Arcuri (vicesindaco) etc. Poi tanti funzionari e alcuni consiglieri comunali, che hanno partecipato agli interventi "dal pubblico". Qui si apre un'altra pagina triste: il pubblico, i cittadini. Ma partiamo dai consiglieri comunali che sono intervenuti: dopo preamboli di ammiccamento verso le politiche comunali, qualcuno ha cercato di sedare i toni con parole di circostanza e apprezzamenti decontestualizzati. Qualcuno ha avanzato qualche critica. Nel frattempo erano quasi le 19.00 e l'attenzione diminuiva sensibilmente. Poi i cittadini.... Che tristezza: interventi vuoti, conditi di ignoranza in materia, richieste impossibili e accuse per problemi non a carico dell'amministrazione comunale. L'effetto è stato immediato, con sindaco, assessori e funzionari che sorridevano per le inesattezze che venivano diffuse. Se mai ci fosse stata l'occasione di avanzare delle richieste puntuali, si è dissolta davanti ai "lavori del tram che stanno distruggendo piazza Politeama" o delle lamentele al sindaco per la maleducazione di un autista dell'AST (che è di competenza regionale). Tutti comunque hanno fortemente contestato la forma dell'evento, lontano anni luce da un'assemblea cittadina. Orlando ci ha scherzato su nel suo monologo finale "come la chiamiamo? Assemblea, conferenza, incontro? Chiamatela come volete!" Qualche cittadino si è distinto per riflessioni acute sull'evento e sull'argomento, altri per domande che ovviamente non hanno ricevuto risposta! Si perchè, era fin troppo facile prevedere che le risposte non sarebbero mai state date. Si è lasciato sfogare i presenti, raccogliendo appunti nei block notes del sindaco, che poi, per tutta risposta, ha fatto la sua arringa finale in cui ha ribadito che il Comune se la prenderà con chi.. costruisce finte difficoltà di pagare 100 euro l'anno e ha Porsche e macchine costosissime e magari dà 100 euro ai posteggiatori abusivi. Di questi non mi voglio occupare. È un problema di coscienza: il Cga ci ha detto di far pagare al singolo il danno che produce alla collettività, danno illustrato da medici ed esperti. La Ztl si farà, ma mi pongo il problema di chi ha una Euro 0 e non ha i soldi per cambiare la macchina, e ha diritto al trasporto pubblico. È un problema sociale e come giunta lo affronteremo, perché io rappresento anche chi non può pagare. Utilizzeremo i fondi del Pon Metro per acquistare autobus a metano, abbiamo scommesso sul tram e andiamo avanti" Quindi, nel merito della ZTL: prima era una tassa per sostenere il tram, ora è un indennizzo alla città per chi reca danni alla collettività con la sua auto. A precisa domanda su quanto costa il tram all'AMAT, non c'è stata risposta. Non sapremo da loro se davvero il pagamento della ZTL servirà per salvare l'azienda di via Roccazzo. Se così fosse, si faceva prima a chiarirlo subito. In molti avrebbero compreso e tollerato. In merito alle modalità di ieri, stendiamo un velo pietoso. Non c'è stato dialogo, non ci sono state risposte alle domande, nessun verbale, nessuna moderazione, nessuna assemblea. Rimane solo la nostra registrazione video che trovate qui e quei cittadini che sono andati via ben prima che iniziasse il finto dibattito.  

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Segnalazione
13 gen 2020

Il ponte guadagna: il ponte dei desideri

di belfagor

Nel lontano 1996 fu inaugurato,“ in pompa magna”,  dal sindaco di allora , Leoluca Orlando Cascio,  il Ponte Bailey alla Guadagna . Si tratta di un ponte “provvisorio”, installato in pochi giorni dal Genio militare,  che doveva servire ad alleggerire  "momentaneamente" il problema del traffico caotico di tale zona della città . Nel giro di qualche mese, fu promesso dal sindaco, sarebbe stato sostituito da un vero ponte: il progetto era pronto e i  finanziamenti c'erano. Chiaramente si trattava della solita “promessa”. Infatti passano 23 anni da allora e del nuovo ponte Guadagna si sono perse le tracce. Nel novembre 2015  Palazzo delle Aquile  dispose  lo stop alla circolazione del ponte Bailey alla Guadagna per “urgenti lavori di manutenzione” , mandando il traffico in tilt per mesi. MOBILITA PA  pubblicò un articolo  : “Ponte Bailey alla Guadagna, le “promesse del Comune” Il ponte Bailey alla Guadagna resterà chiuso, con buona pace degli automobilisti che saranno costretti a fronteggiare ancora per  mesi gli ingorghi di via Oreto. Nessuna buona notizia per chi abita nella periferia est di Palermo e ogni giorno,per lavoro o studio, deve recarsi in centro. Da qualche mese, infatti il ponte, costruito dal Genio militare nel 1996,  è stato interdetto alla circolazione: il piano in legno presenta troppi danni e la sicurezza di chi lo attraversa è a rischio.     Così il Comune ha deciso lo stop alle auto e attende che una delle squadre del COIME si liberi per intervenire sul ponte.         “La struttura in sé è solida, ma il piano di legno è degradato e l’intervento eseguito a ottobre 2015  non ha risolto il problema: serve un intervento più radicale che durerà almeno un mese e che quindi si protrarrà fino a gennaio 2016”, spiegano dal Comune. Il problema è che il blocco della circolazione causa code e ingorghi paurosi in via Oreto, Il ponte costituisce l’unica alternativa a via Oreto e a viale Regione Siciliana per collegare la periferia con il centro città. Dopo  mesi dalla pubblicazione di tale articolo   la situazione era sempre la stessa. DA “LIVE SICILIA” del 18/02/2016 Buone notizie per il ponte Bailey della Guadagna, chiuso dallo scorso novembre per la disperazione degli automobilisti   ...Il Comune, nel corso di una conferenza di servizi indetta dal capo area alle Manutenzioni Mario Li Castri, ha infatti deciso di programmare gli interventi per la riapertura, anche se è difficile dire quando le auto potranno tornare a circolare sulla struttura montata dall’Esercito nel 1996. La Reset dovrà occuparsi di pulire le sponde del fiume, consentendo così ai tecnici e al Coime di effettuare le verifiche sui bulloni e sul manto stradale: a quel punto si avrà un quadro chiaro della situazione e dei lavori previsti,per i quali potrebbero volerci 30-40 giorni o anche di più. P.S. L’intervento del Comune del novembre 2015 dimostrava la totale disorganizzazione dell’amministrazione comunale. In parole povere avevano chiuso il ponte senza organizzare niente. Non esisteva  nemmeno un progetto , infatti ,dopo mesi  ancora” studiano “ se dovevano allargare il ponte oppure no. Eravamo nelle mani di “dilettanti alla sbaraglio”. Alla fine il ponte fu riaperto Il  23 maggio 2016, su pressione dell’opinione pubblica, senza che fossero fatti tali “urgenti “ lavori. Si disse allora che i lavori non erano stati svolti perché era nelle intenzioni dell’amministrazione Comunale  il “raddoppio del ponte”, rendendolo così percorribile nei due sensi di marcia. Sono passati quasi 4 anni è il Comune richiude di nuovo il Ponte Bailey della Guadagna per …..”.urgenti lavori  di manutenzione “. COMPLIMENTI !!!!!!

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27 feb 2020

Ponte Bailey alla Guadagna: riapertura entro l’inizio della prossima settimana

di Fabio Nicolosi

Riportiamo un comunicato del comune in cui si afferma che i lavori al Ponte Bailey della Guadagna sono terminati e il ponte verrà riaperto entro l'inizio della prossima settimana. Riaprirà al traffico entro l'inizio della prossima settimana il ponte Bailey della Guadagna. Si sono conclusi, infatti, i lavori per la manutenzione straordinaria effettuati dalle maestranze del Coime e l'intervento da parte di Rap. "Grazie al Coime e alla RAP - hanno dichiarato il sindaco Leoluca Orlando e il vice sindaco Fabio Giambrone - per il pronto intervento che permette di alleggerire il flusso del traffico nell'area". Le operazioni di ripristino hanno riguardato la rimozione e sostituzione di alcune assi di legno che costituiscono la base carrabile del ponte e il rifacimento del tappetino d'usura in asfalto. Vi terremo aggiornati sul nostro canale Telegram non appena avremo la conferma che il ponte sarà definitivamente riaperto

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14 feb 2017

Palazzetto dello Sport. Al via i lavori di ristrutturazione

di Fabio Nicolosi

Si è svolta venerdì mattina la cerimonia di consegna dei lavori di ristrutturazione, che partiranno con il rifacimento e la messa in sicurezza dei tetto, del Palazzetto dello Sport di Fondo Patti. Il via ai lavori, inizialmente previsto per Luglio è stato finalmente dato e adesso ci auguriamo presto di vedere i lavori conclusi e soprattutto di poter riprendere ad avere un palazzetto dello sport capace di poter ospitare grandi manifestazioni sportive. Erano presenti il sindaco Leoluca Orlando, gli assessori alla Riqualificazione e allo Sport, Emilio Arcuri e Giuseppe Gini, oltre a Sergio D'Antoni presidente di Coni Sicilia e ai responsabili della ditta TecnoArt che eseguirà i lavori che si concluderanno entro i prossimi sei mesi. Al termine di questa prima fase, si procederà ai lavori di recupero dell'intero impianto. “Finalmente – ha commentato il sindaco Leoluca Orlando – la città vede ristrutturato il Palazzetto dello Sport dopo aver recuperato, ristrutturato e rifunzionalizzato gli altri due splendidi impianti il PalaOreto e il PalaMangano. Anche in questo caso abbiamo trovato le risorse per far rinascere l'impianto di Fondo Patti, progettando ed appaltando i lavori della copertura affidando al Coni il compito di progettare e di realizzare la restante parte degli interventi. Attendiamo che venga comunicato da parte del ministero dei Beni culturali un progetto di idee perché questo spazio dovrà diventare un vero e proprio parco sportivo e multifunzionale”. “L'avvio dei lavori di recupero del Palazzetto dello Sport – ha detto l'assessore Emilio Arcuri – conferma ancora una volta l'attenzione da parte dell'amministrazione comunale per l'impiantistica sportiva sul territorio e del desiderio di concedere alla cittadinanza nuovi spazi fruibili”. “Mettiamo in moto un processo che nel giro di due anni – ha dichiarato il presidente di Coni Sicilia, Sergio D'Antoni - restituirà a Palermo un grande impianto sportivo che potrà permettere ai palermitani di assistere a grandi eventi nazionali ed internazionali. L'intervento del Coni per l'avvio della ristrutturazione del Palazzetto dello Sport è stato importante perché ha messo a disposizione cinque milioni del cosiddetto decreto sport e periferie che si sommano alla disponibilità economica messa a disposizione dal Comune di Palermo” In particolare, i lavori comprenderanno il rifacimento del manto di copertura e il rifacimento della vasca esterna. Viene prevista inoltre la messa in sicurezza della struttura recentemente vandalizzata per una spesa poco superiore a 1 milione e 830 mila euro, finanziati con Contratto di Prestito Ordinario Pos per un importo complessivo di 2 milioni e 933 mila euro stipulato con la Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. Il progetto di recupero riguarda il completo risanamento e ripristino, sia edile che impiantistico del palazzetto dello sport oltre all'adeguamento dello stesso alla normativa CONI ed a quella relativa al superamento delle barriere architettoniche, al fine di consentire il riutilizzo del palazzetto con un campo per la pallamano, il basket, la pallavolo ed una capienza di 3658 spettatori. Il costo complessivo dell’intervento risulta essere è poco superiore gli 8 milioni di euro di cui 5 milioni e 400 mila euro per lavori. Il progetto è inserito anche nel piano di riqualificazione della periferia nord. A seguito dell'approvazione del progetto di "Cittadella dello sport" da parte del Mibact è prevista la realizzazione di un pattinodromo e piscina scoperta, oltre alla ridefinizione del Diamante a campo polivalente. Infine, l'area circostante il palazzetto sarà riqualificata a verde ad uso pubblico.

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12 feb 2018

Palazzetto dello sport | Ripartiti i lavori di ristrutturazione

di Salvatore Galati

Vi avevamo annunciato in questo articolo la possibile ripartenza dei lavori al Palazzetto dello sport con l'impresa ATI Consorzio Stabile Valori Scarl - Amata srl di Roma arrivata seconda. A distanza di un anno dal primo avvio dei lavori, siamo nuovamente qui a scrivere degli stessi lavori e di una ripartenza degli stessi. La Tecnoart, azienda edile di Santa Flavia, che il primo febbraio 2017 aveva occupato materialmente il cantiere con operai e mezzi, è stata esclusa perché una delle aziende ausiliarie, la Eragon Consorzio Stabile Scarl di Roma il 20 febbraio aveva l’interdittiva antimafia da parte della Prefettura capitolina. Un evento che ha travolto a cascata l’azienda capofila, destinataria a sua vota dello stesso provvedimento, con conseguente risoluzione contrattuale da parte del Comune, avvenuta il 23 marzo, con i lavori che comunque erano stati interrotti in via cautelare il primo marzo. A seguito dello stop forzato, l’amministrazione comunale ha interpellato la ditta seconda classificata per saggiarne l’interesse a proseguire l‘appalto, ottenendo risposta positiva da parte dell'impresa. Dopo tante attese burocratiche, si da al via il primo bando con un costo di 2,9 milioni di euro, cosi ripartono i lavori di ripristino della copertura e per la ristrutturazione complessiva dell’impianto. La fine dei lavori è prevista tra circa 7 mesi. Terminati i lavori sul tetto, sarà compito del Coni occuparsi del rifacimento interno dell’impianto con la partecipazione del Comune e del governo nazionale. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Instagram: https://www.instagram.com/mobilita.palermo/  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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