Segnalazione
07 apr 2020

Salviamo le case medievali di salita sant’Antonio

di belfagor

La Salita Sant’Antonio,  si trova poco oltre la piazzetta Marchese Arezzo, tra il Cassaro e la via Roma. Chi l’attraversa si trova “magicamente” proiettato in pieno medioevo: questa stretta viuzza  infatti è una delle poche testimonianze della città medievale del XIII secolo. Questa strada, di origine araba, veniva chiamata la “shera settentrionale“, per distinguerla dalla “shera meridionale” che correva lungo le vie Biscottari, D’Alesi e Schioppettieri. E’ una strada storicamente importante perché , come afferma l’architetto Beppe Cosentino: “ E’ una cortina medievale con tre case una accanto all’altra,  ed è questo a rendere quel sito così speciale perché sono tre edifici contigui, mentre in altre zone, ove permangono tracce del Medioevo, ci sono elementi sparuti o piccole parti, qui invece è una porzione estesa risalente al basso Medioevo . Le case sono ubicate lungo il percorso arabo denominato “Shera settentrionale” dai viaggiatori del tempo, subito a ridosso delle mura urbiche puniche, in un’area occupata già nel decimo secolo dal Forum Saracenorum. Costituiscono  perciò una rara e insostituibile testimonianza dell’età medievale in città e necessitano di urgenti ed improrogabili interventi di consolidamento e salvaguardia“. Tali edifici civili, meglio conosciuti come le “case del beneficiale di S. Matteo”  furono edificati nel XIII secolo da alcune  importanti famiglie, gli Agnello ed i Barresi, poi estintesi. Sono  caratterizzate da “bifore e finestre originarie, fasce lapidee marcapiano a motivi antropomorfi e fitomorfi, con cornici, ghiere, rosoni ecc. ecc. ” unici nel loro insieme. Per tale motivo  dovrebbero di diritto entrare a far parte del “Percorso Unesco Arabo-Normanno” forse molto più di tanti pregevoli monumenti  “pseudo arabi” . Ma purtroppo sono state colpevolmente abbandonate al degrado da chi dovrebbe preservarle e salvaguardarle. Di chi è la responsabilità?  Spiega l’arch. Cosentino  :”Di fatto la Curia risulta essere proprietaria ma non ha fatto  nulla.  Fino agli anni ’70 furono abitate, la Curia le aveva affittate a privati : da allora in poi sono state completamente abbandonate.  Sono inagibili e con parte dei tetti crollati, c’era anche ad angolo con piazzetta delle Vergini una “torre medievale” distrutta sotto i bombardamenti del 1943 e mai ricostruita.  La speranza è che presto vengano restaurate prima che crollino del tutto”  Alcuni decenni fa si evidenziò il rischio crollo e vennero emesse ordinanze . Si  procedettero a puntellare, con una gabbia in acciaio, una parte del fronte ma nessun intervento concreto è stato fatto per il restauro e la valorizzazione di queste antichissime case  e nessun altro intervento di restauro è programmato. Questa cortina edilizia è un bene di tutti e andrebbe recuperata! Tempo fa è  stata sollecitata la Soprintendenza e il Comune  ma di fatto  niente è stato fatto per “costringere” la Curia a porre fine a questa colpevole e illogica inerzia. L’architetto Cosentino  ha lanciato un appello : “Le istituzioni  devono intervenire senza ulteriori remore per tutelare il bene monumentale (sottoposto a vincolo ai sensi del D.Lgs. 42/2004) ponendo in essere tutte le procedure sancite dal codice dei Beni culturali anche in sostituzione della proprietà inadempiente“. Per dare ancora maggiore visibiltà all’appello, Beppe Cosentino, qualche giorno fa ha lanciato anche una raccolta firme su Change.org che ha già raccolto oltre 1000 adesioni. P.S. Siamo convinti che gli amici di MOBILITA PA vorranno aderire a tale lodevole iniziativa.  

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Segnalazione
06 apr 2020

Un cancello blocca Via Federico Garcia Lorca

di Telegattone

Stamane con mia somma sorpresa ho trovato una cancellata a sbarrare l'accesso a Via Federico Garcia Lorca in zona san Lorenzo. Non so a che titolo sia stato possibile, ma una cosa è certa che la chiusura di tale strada costringerà centinaia di alunni che arrivano con i mezzi pubblici su Viale Strasburgo ad un percorso ben più lungo per arrivare nelle scuole limitrofe alla cancellata. Parlo dell'Istituto Superiore Maiorana, IPSSAR "Francesco Paolo Cascino" ed del più distante Istituto istruzione secondaria superiore "Gioeni Trabia" succursale. Inoltre toglie una via di sfogo alla già precaria situazione viaria del circondario servito da sole due vie di accesso (due rami diversi) insistenti entrambi su via Florio.

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Segnalazione
04 mar 2020

Il mega tunnel sotto Palermo: il grande sogno

di belfagor

8 novembre 2019  il viceministro alle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri si è recato in visita nella sede di Palermo del Provveditorato interregionale per le opere pubbliche Sicilia-Calabria.  Insieme al Provveditore Gianluca Ievolella si sono affrontati diversi problemi ma la principale,  esposta dal viceministro Cancelleri, riguarda il progetto per un  tunnel sotterraneo di 12 chilometri che attraverserà la città di Palermo per collegare le due autostrade per Catania e per Trapani, bypassando in questa maniera la circonvallazione del capoluogo siciliano. Il progetto è stato redatto dall’Autorità portuale di Palermo, di concerto con ANAS, Regione e Comune ed inviato al Ministero delle Infrastrutture con l’obiettivo di inserirlo nel programma Ue “Ultimo Miglio” che serve a collegare le strade principali con i porti e gli aeroporti. Il tunnel è  una sorta di “passante autostradale”, è sarà  lungo 12 km: Se approvato e finanziato  occorreranno 5 anni per realizzato .  Il progetto, del costo di 1,2 miliardi di euro, prevede un percorso interamente sottoterra che attraversa la città di Palermo creando uno svincolo per il porto e gli imbocchi all’altezza dello svincolo di Villabate a Palermo e a quello dell’ospedale Cervello. Il vice ministro Cancelleri  ha così commentato : “Il passante di Palermo che permetterebbe ai cittadini di superare la città per andare direttamente a Punta Raisi o altre destinazioni più velocemente  è un progetto ambizioso che si snoda sottoterra e sottomare e adesso dobbiamo cominciare a lavorare per il reperimento delle risorse. C’è una stretta collaborazione fra il Provveditorato ed il Ministero“. P.S. Mentre il Comune è impegnato a “dipingere “ la Circonvallazione  qualcosa si muove . Quest’opera, se finanziata e realizzata, permetterebbe di risolvere molti dei problemi di viabilità della nostra città. Non solo verrebbe  decongestionata  la Circonvallazione ma anche Via Crispi e la zona del Porto. Purtroppo il Comune ,  la Regione e anche l’ANAS  non sembrano particolarmente interessati a tale progetto . Speriamo che almeno non creino ostacoli

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Segnalazione
03 mar 2020

C’era una volta via Roma: la strada degli scandali

di belfagor

Con la vicenda  della “ ZTL notturna ” si torna a discutere sul futuro incerto di via Roma, la grande arteria cittadina di quasi due chilometri che parte dalla Stazione Centrale e arrivare a Piazza Luigi Sturzo. Via Roma nasce dal progetto dell’ ingegnere  Felice Giarrusso  che nel 1885 la inserisce nel “ Piano regolatore di risanamento di Palermo” (noto  come “Piano Giarrusso”). Tale piano nasceva in un periodo storico particolare. Dopo l’Unità d’Italia, alla fine dell 800, in molte città italiane si decise , per  “ motivi igienici e di vivibilità”  di intervenire pesantemente per risanare e modernizzare i centri storici di molte città , come Torino, Napoli e Firenze. “ Il piano Gianrusso “  prevedeva l'apertura di quattro larghe strade perpendicolari agli assi preesistenti e la creazione di incroci al centro di ogni mandamento. Palermo sarebbe dovuta diventare una specie di scacchiera ed avrebbe assunto l’aspetto di una città romana, con 2000 anni di ritardo Se tale piano  fosse stato realizzato forse oggi avremmo avuto una città con meno traffico, ma sarebbe stato sconvolto e snaturato il vecchi tessuto viario e sarebbero stati  demoliti numerosi luoghi di interesse storico ed artistico.. Nella realtà “ il piano Gianrusso” fu parzialmente realizzato e notevolmente modificato. Delle quattro grandi strade previste ne vennero realizzate soltanto due: la via Mongitore, ma solo in parte, che  doveva  tagliato il quartiere dell'Albergheria , e la via Roma. Secondo il suo progettista, via Roma  doveva essere  “perfettamente dritta come una lama di coltello”,  e doveva collegare la città nuova con la stazione ferroviaria (inaugurata nel 1886)  e il porto. Chi l’ha progettata probabilmente aveva in mente, oltre che “risanare” alcuni quartieri , di creare una strada celebrativa e residenziale  ma anche  un asse di servizi e di  transito verso le zone settentrionali della città. E forse proprio in questa visione , un po’ confusa, sta il limite e l’ambiguità  di tale progetto. Via Roma doveva essere perfettamente parallela alla via Maqueda ma il progetto iniziale subì diversi “ aggiustamenti”. Per esempio il Marchese Arezzo riuscì a salvare il suo prestigioso palazzo  , di origine medievale, che ancora oggi possiamo ammirare all’angolo tra via Roma e c.so Vittorio Emanuele , grazie a qualche conoscenza al Comune e così via Roma fu “ spostata “ di ….. qualche metro . I lavori in via Roma iniziarono nel 1895 e finirono nel 1922, con un iter contorto, ricco di problemi burocratici , finanziari e di scandali e siccome i finanziamenti terminavano periodicamente, i lavori non poterono essere svolti con continuità. Il primo tratto di via Roma fu realizzato  tra il 1895 e  il 1898,  fino a a piazza San Domenico e fu considerata come un opera di “risanamento urbano” : il secondo tratto (1903-1908) da piazza San Domenico a via Cavour, aveva un intento misto sia  come piano regolatore che di  risanamento. Tuttavia alcune gravi e evidenti  irregolarità portarono, nel 1907 , ad una commissione di inchiesta comunale, e successivamente anche parlamentare. Gli amministratori comunali e i tecnici di allora  furono accusati di aver  adottato metodi "sbrigativi" e poco trasparenti  e  di non aver fatto nulla per impedire  che tali sventramenti  cambiassero  l'assetto e la struttura urbana di due dei quattro mandamenti palermitani e cioè Tribunali e Castellammare. Gli abusi e le irregolarità erano tanti e macroscopici  che anche un giornale “vicino all’amministrazione comunale” come il “Giornale di Sicilia”  fu costretto a  denunciare i brogli e i favoritismi  nell'assegnazione delle aree e sui rimborsi per gli espropri . Dall'inchiesta  infatti  emersero delibere troppo affrettate da parte di assessori , controlli mai fatte  da parte dei  funzionari ,  concessioni edilizie rilasciate senza le  opportune verifiche, varianti  nei progetti originali, rimborsi per espropri dati a chi non aveva diritto e negati ad altri   ecc.ecc. . Ma alla fine il Governo , il Comune e la Magistratura …insabbiarono  tutto . Abbiamo accennato  al fatto che tale progetto aveva un ambiguità di fondo, infatti era nello stesso tempo un “opera di risanamento” e un “piano regolatore” Non si tratta di una sottigliezza ma la causa di tutti questi scandali,  brogli e favoritismi . Infatti proprio grazie a tale “ ambiguità  e discrezionalità “ le opere espropriate per il “risanamento” venivano pagate  con pochi soldi, mentre quelle fatte per il  piano regolatore molto di più. Aree edificabili venivano create e vendute a caro prezzo altre invece venivano espropriate e rimborsate per niente E così alcuni si arricchirono e tanti si impoverirono . Decine di miglia di persone restarono senza casa, perché le promesse di risistemare gli sfrattati in larghissima parte rimasero “ promesse”: è cosi tanti palermitani ebbero una ragione in più per emigrare in America Infatti il 1908-1909 furono gli anni di maggiore emigrazione e fuga da Palermo. La costruzione della via Roma, durata circa trent’anni, tra le altre cose portò anche  alla distruzione di tante  opere di interesse storico. La via Roma è un classico esempio di come i progetti originali vengono modificati e stravolti su pressione dei “soliti noti”, per  interessi personali . Per esempio, finiti i lavori del primo tronco, nel 1898, i fratelli Biondo, noti avvocati palermitani , edificano  un’abitazione privata di famiglia e un nuovo teatro: il Teatro Biondo. I gradoni di ingresso al teatro occupano ancora oggi buona parte del marciapiede di via Roma, causando non pochi problemi ai pedoni. Ciò è dovuto al fatto che il piano regolatore, stranamente,  non prevedeva un teatro nel nuovo asse viario ma , grazie alle amicizie , si trovò lo spazio fra i palazzi residenziali. Nel 1906 iniziano i lavori per un ulteriore prolungamento della via Roma, dalla piazza San Domenico fino alla via Ingham, dove si trova il vecchio palazzo degli Ingham in stile neoclassico che, non più usato come abitazione, fu trasformato nel “Grand Hôtel et des Palmes”. I lavori seguendo le precise indicazioni di Giarrusso, dovevano avere un percorso rettilineo. Ma, subito dopo la demolizione del grande giardino dell’Olivella, avviene il colpo di scena. Seguendo le “ variazioni” delle delibere comunali l’asse stradale fu  spostato di alcuni metri  in modo da far passare la strada  sotto l’Hotel delle Palme. Però non tutte tali “ variazioni” avevano scopi speculativi anzi. A pochi metri dalla via Cavour  ci si trovo davanti  l’imponente convento dei Gesuiti che era stato adibito a Museo archeologico. Come fatto per Palazzo Ingham, si decide di apportare un’altra “ piccola deviazione” in modo da distruggere solo una parte dell’enorme complesso monastico. Così facendo si diede vita a quel curioso e scenografico loggiato che dal chiostro dei gesuiti si affaccia sulla via Roma. A causa di tutte queste “ variazioni” e “deviazioni” la via Roma non  fu così  “perfettamente dritta come una lama di coltello”.  Inutile dire che si gridò subito allo scandalo e Giarrusso si dimise e abbandonò i lavori. E così , tra scandali , abusi e “ bustarelle”, l’entusiasmo per la grande arteria cittadina scemò gradualmente come anche l’interesse. I lavori in via Roma si fermano durante la prima guerra mondiale e poi ripresero  nel 1932 con la progettazione di un ingresso monumentale in piazza Giulio Cesare davanti la stazione. Tale opera segnò  la fine della grande avventura del ‘Taglio di via Roma’ e…..  l’inizio del suo declino.  Via Roma non è mai stata una strada celebrativa e residenziale , ma commerciale e di transito. Nel dopo guerra  diventò la strada dove venivano a fare “shopping” soprattutto le persone della provincia. Ecco perché ,dopo la creazione dei centri commerciali ( soprattutto FORUM),   cominciò a declinare : l’istituzione della ZTL ha acuito una crisi  già esistente . Prima di distruggere definitivamente via Roma forse  dovremmo domandarci cosa vogliamo che diventi tale strada  e rivolgerci a un urbanista di fama internazionale , invece di continuare a proporre soluzioni affrettate e ideologiche. P.S  L’elenco delle chiese , dei palazzi  e dei quartieri distrutti per realizzare Via Roma è impressionante  Demolizioni del rione della Conceria Chiesa di S. Margherita Chiesa di S. Angelo Carmelitano Chiesa e Convento di San Giovanni Evangelista dei Minoriti Chiesa di Nostra Signora della Purificazione dei Gallinari Chiesa di Santa Maria alli Schioppettieri Chiesa, Convento e Oratorio di S. Rosalia Chiesa di Santa Maria di Montesanto Chiesa di S. Vincenzo Ferreri dei Confettieri Chiesa della Madonna di Visita Poveri Chiesa, Convento e Oratorio di S. Rosalia Oratorio di Gesù e Maria Oratorio di Santa Spina Palazzo Tramontana (parzialmente ) Palazzo Avarna (parzialmente). Palazzo Montalbano Palazzo Monteleone Palazzo Airoldi Palazzo Bonanno di Linguaglossa Palazzo Di Napoli di Buonfornello Palazzo Settimo di Fitalia di Giarratana Palazzo Platamone-Achates-Giarratana Palazzo Duca di Sorrentino Casa Traetta (parzialmente) Le mura dell’Itria Tutta questo disastro per una strada senza anima . Ne è valsa la pena?

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Segnalazione
27 gen 2020

C’era una volta il giardino inglese

di belfagor

Il 6 gennaio 2020,alla presenza dell’arcivescovo Corrado Lorefice , del governatore Nello Musimeci,  il ministro del sud  Provenzano e del l Prefetto ,  il sindaco Orlando ha intitolato lo storico “ Giardino Inglese”all’ex presidente della regione Piersanti Mattarella nel 40° anniversario del suo barbaro omicidio. “Questa intitolazione – ha detto il sindaco aprendo la cerimonia – serve a fare memoria e conferma l’ammirazione per Piersanti Mattarella.” Belle parole !!!. Stranamente il nostro sindaco si è guardato bene a far visitare, agli illustri ospiti,  “questo meraviglioso giardino”  come viene  definito da tutte le principali  pubblicazioni naturalistiche e turistiche   . E il motivo è molto semplice, il giardino si trova…… nel più completo abbandono e degrado  In parole povere il nostro sindaco ha intitolato  all’ex presidente della regione, “ in memoria e a conferma della sua ammirazione “ un giardino degradato e abbandonato  COMPLIMENTI  !!!!  “Repubblica “ giorni dopo ha pubblicato un articolo  dove sono elencati i tanti problemi dell’ex “ Giardino Inglese” “I cittadini chiedono l’illuminazione pubblica che manca da 16 anni, servizi essenziali come i bagni pubblici, ma anche interventi sul decoro, alle statue e alla serra vandalizzata del Basile. I frequentatori del Giardino Inglese, intitolato a Piersanti Mattarella, sognano un villa sicura e a misura di cittadino, dove si organizzino festival culturali ed eventi.” “Prontamente” l’amministrazione comunale è intervenuta. L’assessore ai lavori pubblici ha risposto a una giornalista del GDS : “ Non mi hanno informata di questa situazione “  Cioè l’assessore non sapeva che il “giardino Inglese” è da anni senza luce , senza acqua, con le fontane , le statue, la voliera  e la serra del Basile  vandalizzati  e senza bagni pubblici  ( sob!!!!),  Il presidente dell'AMG ha ammesso che l'impianto d'illuminazione , circa 10 anni fà, è stato dismesso perchè pericoloso: occorre rifare "ex novo" tutto l'impianto. Cioè il Comune dovrebbe finanziare tale progetto. Nella stessa situazione si trova un altro giardino storico, Villa Giulia, che Johann Wolfgang Goethe  definì “il più meraviglioso angolo della terra" Ma l'assessore, anche in questo caso, non è stata.... " informata". Come scrive Massimo Norrito :   “ Andare oltre l’intitolazione del Giardino Inglese alla memoria di Piersanti Mattarella perché la cerimonia non rimanga un episodio fine a se stesso, ma sia invece stimolo per il rilancio del polmone verde del centro di Palermo. È questo quello che si propone “Repubblica” con la campagna che inizia oggi. Ripristinare l’illuminazione che da anni ha lasciato al buio il parco facendone nelle ore notturne un posto dove è pericoloso passeggiare, ma anche sistemare i bagni pubblici, la voliera, i camminamenti e le fontane. Sono tutte cose che dovrebbe essere normale tenere in buono stato, ma che invece sono diventate opere straordinarie alle quali bisogna mettere mano perché il giardino ritorni allo splendore di un tempo così com’è nella memoria di intere generazioni di palermitani. Un simbolo della città che deve ricominciare ad essere tale e non, al contrario, l’ennesimo esempio di abbandono e degrado. Una missione per cancellare quello che oggi, dal sei gennaio scorso, oltre che alla gente di Palermo sarebbe anche un oltraggio alla memoria di Piersanti Mattarella”

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14 gen 2020

La ruggine del tempo, la sopraelevata e la solita incuria

di katonmars

Chi arriva a Palermo dall'autostrada Palermo-Messina, appena superato il ponte di Via Giafar, noterà un vecchio e arrugginito cartello stradale al centro dello spartitraffico. Quel cartello annuncia a imperitura memoria la volontà di costruire proprio da lì una sopraelevata, di cui restano (anche questi a imperitura memoria) dei bei piloni in cemento armato lungo tutta Viale Regione Siciliana. Non so se quel cartello, rimasto lì ad arrugginire anno dopo anno, abbia lo scopo di ricordare a tutti che le grandi opere qui si annunciano e chissà quando si completeranno, oppure se nel rimbalzo di competenze nessuno abbia pensato che toccasse proprio a lui rimuoverlo, o se sia piuttosto questo, un segno di abbandono, incuria e scarsa progettazione, il nostro miglior biglietto da visita a chi entra in città.  

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13 gen 2020

Il ponte guadagna: il ponte dei desideri

di belfagor

Nel lontano 1996 fu inaugurato,“ in pompa magna”,  dal sindaco di allora , Leoluca Orlando Cascio,  il Ponte Bailey alla Guadagna . Si tratta di un ponte “provvisorio”, installato in pochi giorni dal Genio militare,  che doveva servire ad alleggerire  "momentaneamente" il problema del traffico caotico di tale zona della città . Nel giro di qualche mese, fu promesso dal sindaco, sarebbe stato sostituito da un vero ponte: il progetto era pronto e i  finanziamenti c'erano. Chiaramente si trattava della solita “promessa”. Infatti passano 23 anni da allora e del nuovo ponte Guadagna si sono perse le tracce. Nel novembre 2015  Palazzo delle Aquile  dispose  lo stop alla circolazione del ponte Bailey alla Guadagna per “urgenti lavori di manutenzione” , mandando il traffico in tilt per mesi. MOBILITA PA  pubblicò un articolo  : “Ponte Bailey alla Guadagna, le “promesse del Comune” Il ponte Bailey alla Guadagna resterà chiuso, con buona pace degli automobilisti che saranno costretti a fronteggiare ancora per  mesi gli ingorghi di via Oreto. Nessuna buona notizia per chi abita nella periferia est di Palermo e ogni giorno,per lavoro o studio, deve recarsi in centro. Da qualche mese, infatti il ponte, costruito dal Genio militare nel 1996,  è stato interdetto alla circolazione: il piano in legno presenta troppi danni e la sicurezza di chi lo attraversa è a rischio.     Così il Comune ha deciso lo stop alle auto e attende che una delle squadre del COIME si liberi per intervenire sul ponte.         “La struttura in sé è solida, ma il piano di legno è degradato e l’intervento eseguito a ottobre 2015  non ha risolto il problema: serve un intervento più radicale che durerà almeno un mese e che quindi si protrarrà fino a gennaio 2016”, spiegano dal Comune. Il problema è che il blocco della circolazione causa code e ingorghi paurosi in via Oreto, Il ponte costituisce l’unica alternativa a via Oreto e a viale Regione Siciliana per collegare la periferia con il centro città. Dopo  mesi dalla pubblicazione di tale articolo   la situazione era sempre la stessa. DA “LIVE SICILIA” del 18/02/2016 Buone notizie per il ponte Bailey della Guadagna, chiuso dallo scorso novembre per la disperazione degli automobilisti   ...Il Comune, nel corso di una conferenza di servizi indetta dal capo area alle Manutenzioni Mario Li Castri, ha infatti deciso di programmare gli interventi per la riapertura, anche se è difficile dire quando le auto potranno tornare a circolare sulla struttura montata dall’Esercito nel 1996. La Reset dovrà occuparsi di pulire le sponde del fiume, consentendo così ai tecnici e al Coime di effettuare le verifiche sui bulloni e sul manto stradale: a quel punto si avrà un quadro chiaro della situazione e dei lavori previsti,per i quali potrebbero volerci 30-40 giorni o anche di più. P.S. L’intervento del Comune del novembre 2015 dimostrava la totale disorganizzazione dell’amministrazione comunale. In parole povere avevano chiuso il ponte senza organizzare niente. Non esisteva  nemmeno un progetto , infatti ,dopo mesi  ancora” studiano “ se dovevano allargare il ponte oppure no. Eravamo nelle mani di “dilettanti alla sbaraglio”. Alla fine il ponte fu riaperto Il  23 maggio 2016, su pressione dell’opinione pubblica, senza che fossero fatti tali “urgenti “ lavori. Si disse allora che i lavori non erano stati svolti perché era nelle intenzioni dell’amministrazione Comunale  il “raddoppio del ponte”, rendendolo così percorribile nei due sensi di marcia. Sono passati quasi 4 anni è il Comune richiude di nuovo il Ponte Bailey della Guadagna per …..”.urgenti lavori  di manutenzione “. COMPLIMENTI !!!!!!

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