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25 lug 2019

I lavori infiniti sulla statale “Palermo – Agrigento”: la “manina” ha colpito ancora

di belfagor

L’onorevole  regionale Giusi Savarino, presidente della "commissione Territorio, Ambiente e Mobilità" dell'Ars, al termine di un 'ennesima convocazione in commissione di Anas, Cmc e comitato delle imprese creditrici, annunciò: “Giorno 28 febbraio riprenderanno i lavori sia sulla Palermo-Agrigento sia sulla Agrigento-Caltanissetta". BELLA NOTIZIA!!! Purtroppo  la deputata regionale Savarino non spiego  in quale anno sarebbero ripresi  tali lavori. Infatti probabilmente si riferiva al… 28 febbraio 2050.  Infatti giovedi 28 febbraio 2019 i lavori ….non sono ripresi . Mesi dopo sembrò che la situazione fosse stata finalmente sbloccata: infatti era stato trovato un accordo : l’ANAS si accollava i debiti della CMC e avrebbe pagato i debitori . Purtroppo tale accordo , dopo una riunione del Consiglio dei Ministri, “misteriosamente” scomparve: sembra per colpa di una….. “manina”. Che durante il consiglio dei Ministri circolano “entità paranormali , volgarmente chiamate “manine”, era stato  denunciato pubblicamente in televisione dal vice ministro del consiglio, Luigi Di Maio. Certamente, anche in questo caso  si  trattava  di una “manina”. Ma nessun problema: alcuni deputati del M5S annunciarono che tale accordo sarebbe stato inserito nel ”Decreto Crescita”. E infatti il ministro delle infrastrutture , Danilo Toninelli, giorni fa ha annunciato trionfalmente : «È appena stato approvato in Commissione l’emendamento a favore  della Cmc  di Ravenna e anche delle decine di imprese siciliane impegnate nei cantieri  di ammodernamento della Palermo-Agrigento . I subappaltatori della Cmc potranno avere finalmente i soldi  …il decreto Crescita contiene una norma Salva imprese che prevede 45,5 milioni anche per il pregresso». Il fondo è contenuto nel Decreto Crescita, ora in discussione alla Camera. In altre parole , teoricamente si potranno pagare  finalmente i crediti vantati dalle tante ditte e riprendere i lavori Peccato  però  che nella notte qualcuno ha cambiati i termini per la restituzione delle somme vantate dalle stesse imprese. Un «colpo di spugna» che ha fatto scattare l’ira delle 168 imprese siciliane creditrici  del gruppo Cmc Cosa era successo? Sembra che una “manina” ha eliminato il termine di  “pagamento urgente dei crediti entro 85-90 giorni” scaricando sulle imprese “l'onere di dimostrare l'esistenza di tali crediti e il loro ammontare, affidando ai debitori il compito di certificarli” e soprattutto “è scomparso il  termine di scadenza perentori”. In tal modo si permette  di posticipare all' infinito   il pagamento dei crediti e  si vanifica qualsiasi promessa o impegno. Una vera presa in giro!!!! Le aziende e i sindacati sono infuriati “  La politica smetta una volta per tutte di prenderci in giro e si renda conto del fatto che tutti noi, 168 aziende con 3.597 dipendenti, che avanziamo 108 milioni in totale, non potremo proseguire i lavori nei cantieri se non riceveremo subito il dovuto». Anche il sindaco di Agrigento , Lillo Firetto, e infuriato : "Prima sopralluoghi e passerelle camuffate da inaugurazioni, poi emendamenti che si dissolvono nel mistero, infine ricompaiono e ora i selfie trionfalistici. Seguirà una nuova inaugurazione?” P.S. Caro sindaco Firetto ,  i nostri governanti , regionali e nazionali, non hanno colpa: la colpa è della “manina”. Forse , invece di continuare con le ispezioni, le riunioni e i vertici di governo, chiamiamo un…… esorcista, ma uno bravo .    

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24 lug 2019

Via Valderice diventa via Spinelli :storia di un eroe dimenticato

di belfagor

Via  Valderice  cambierà  nome : sarà intitolata a Vincenzo Spinelli, un commerciante di tessuti ucciso dalla mafia nel 1982 e che fino a due anni era uno delle tante vittime della mafia dimenticate colpevolmente Ma chi era Vincenzo Spinelli? Era un semplice commerciante nel settore dell'abbigliamento : un giorno, nel 1979, subisce una rapina in un suo negozio  in piazza Alcide De Gasperi. Qualche anno dopo, il 30 agosto 1982, viene ucciso mentre si trova a Pallavicino, in una traversa di via Castelforte. Aveva  46 anni . Partono le indagini e si indaga sui problemi finanziari del commerciante e sui suoi affari andati male. Come al solito si sospetta pure su un  movente passionale , ma l’inchiesta non approda a niente. Stranamente nessuno collegherà questo omicidio a  quella rapina subita  nel 1979 e al fatto che Spinelli, pochi giorni dopo,  aveva riconosciuto uno dei rapinatori. La sua storia è venuta a galla, molti anni dopo , grazie al pentimento di uno degli assassini. Dal suo racconto emerge che, qualche giorno dopo la rapina,  mentre  Spinelli sta cenando in un ristorante, riconosce il rapinatore. E' seduto ad un altro tavolo dello stesso locale. A quel punto Spinelli  non ci pensa un minuto e segnala l'episodio alla polizia e il rapinatore viene arrestato.  Per sua sfortuna si non trattava però di un rapinatore qualunque. Era infatti  un “uomo d’onore”  con un curriculum criminale pesante e parentele mafiose ancora più pesanti.. La mafia decide di ”punire” Spinelli.  Ma tale punizione  non si consuma subito ma qualche anno dopo, nel 1982 in una calda e afosa  notte di fine estate. La mafia allora aveva la memoria lunga. Di lui , dopo i primi giorni,  i giornali non si occuperanno  più.  Solo il 30 /08/2017  “Palermo Today” invece di limitarsi a pubblicare i comunicati stampa, decide di  pubblicare un articolo sulla vicenda dal titolo “Ucciso dopo aver riconosciuto il rapinatore a cena: l'omicidio "dimenticato" di Vincenzo Spinelli .” Grazie a questo articolo di Alessandro Bisconti , il caso, dopo 35 anni,  ritorna a galla. Finalmente dopo 2 anni il Comune ha deciso di dedicargli una strada . P.S. Questa volta plaudo al sindaco che ha intitolato un importante strada a un “eroe” dimenticato,  cioè a un semplice cittadino che ha fatto il suo dovere e per questo è stato  ucciso. Ma soprattutto al Blog  e al giornalista che hanno fatto riscoprire un caso sepolto dal tempo e dalla nostra indifferenza. COMPLIMENTI !!!

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11 giu 2019

Il mare negato di Palermo

di belfagor

Il Comune di Palermo, come ogni anno, ha pubblicato i punti della costa in cui è vietato la balneazione. Un vero bollettino di guerra. Nell’ ordinanza firmata dal sindaco Leoluca Orlando si legge: “ Per il 2019 a Palermo sono ben otto i chilometri non balneabili per inquinamento: 400 metri di litorale a Vergine Maria, 500 a Barcarello, 200 a Mondello (all’altezza dello sbocco del Ferro di Cavallo), 3.700 dal porticciolo di Sant’Erasmo all’inizio di quello alla Bandita, altri 2500 metri dalla Bandita al lido Olimpo e poi altri 760 verso Messina”  A questi otto chilometri, bisogna aggiungerne quasi altri nove di costa non balneabile per “altri motivi”, ossia “ perché si tratta di punti troppo vicini ai porticcioli e quindi poco sicuri: 700 metri a Sferracavallo, 210 alla Fossa del gallo, 300 a Mondello, 500 all’Addaura, 200 alla Bandita e quasi sette chilometri dal porticciolo di Vergine Maria a Sant’Erasmo, ossia la parte che comprende il porto principale e tutto il Foro Italico” Ben 17 chilometri di costa, Rispetto all’anno scorso non è cambiato niente. Eppure nel 2016  il Prof Silvano Riggio – professore ordinario di Ecologia presso la Facoltà di Biologia dell’Università degli Studi di Palermo, alle domanda: Qual è il livello di balneabilità del mare lungo la costa di Palermo in questo momento? Rispose: “ Togliendo gli scarichi rimanenti la situazione si sistemerebbe molto rapidamente. Se si eliminano gli scarichi residui l’acqua ritorna buona, limpida. Cioè ritorna balneabile. Quindi si potrebbe aprire tutta questa costa che è fatta da almeno otto o dieci chilometri di spiagge alla balneazione, allo sport, al turismo. Si potrebbero fare tante cose ma la premessa è quello di risolvere questo stato di degrado assoluto che impedisce l’utilizzazione, la frequentazione della costa. Il degrado è dato anche da una situazione di abusivismo incredibile. Con l’abusivismo sono cavoli . In parole povere , il Prof. Riggio disse che era tutto un problema di volontà politica Il 30 maggio 2017, prima delle ultime elezioni amministrative il sindaco Orlando , in una intervista a “il Sicilia,it” annunciava trionfalmente : “Costa Sud balneabile entro l’anno”  “stiamo mettendo in sicurezza il mare di via Messina Marine: entro dicembre avremo completamente balneabile la Costa Sud, ben 7 km di costa per il quale abbiamo approvato il Pudm (Piano di utilizzo del Demanio marittimo, ndr), prevedendo che 4,4 km saranno concessi ai privati con benefici e investimenti di lavoro”  Sono passati quasi due anni e nonostante i proclami , le promesse e gli “annunci”  roboanti a Palermo il mare è e continua ad essere negato ai cittadini .  

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10 giu 2019

Asilo nido “La Mimosa”: il comune ha perso il finanziamento regionale

di belfagor

La notizia , poche righe sul Gds.it  del 21 maggio , è  scarna : Il comune di Palermo ha perso 602 mila euro  destinati  al recupero dell'asilo "La Mimosa" di Pallavicino. . COMPLIMENTI !!!!!! Comprendiamo che l’informazione nostrana non è interessata a queste notizie che possono mettere in cattiva luce   “l’amministrazione”  comunale, ma forse due righe in più la  nostra stampa l’avrebbe potuto dare. Cercheremo noi, con i nostri modestissimi mezzi e utilizzando questo spazio gentilmente offerto da “Mobilita Pa” di colmare questo vuoto informativo. La vicenda del recupero dell’asilo nido “ La mimosa” parte da lontano. Nel 2011 l’asilo fu chiuso, ufficialmente,  per “urgenti” lavori di manutenzione e da allora  l'edificio è stato abbandonato  e vandalizzato e spesso occupato abusivamente . Nel 2014 la Regione approva  un  decreto di finanziamento per la ristrutturazione dell'asilo di 602 mila euro  Occorreva preparare un progetto ma la cosa non era possibile perche , come ha dichiarato l'assessore con la delega all'Edilizia scolastica, Maria Prestigiacomo, non era stato possibile effettuare il sopralluogo perché il locale risultava occupato. Effettivamente la struttura era stata occupata Qualcuno si domanderà  ingenuamente : Perché il Comune non ha fatto sgomberare l’edificio?. La risposta la diede  nel gennaio 2018 il consigliere comunale della settima circoscrizione, Ferdinando Cusimano : “ La dentro c’è gente che sta scontano perfino gli arresti domiciliari . L'ho scoperto facendo ulteriori richieste presso il Tribunale e l’ufficio del Patrimonio. E adesso mi chiedo: chi ha dato l'autorizzazione? Bella domanda !!!! Finalmente il 20 marzo 2019 Comune ha sgomberato i locali occupatil dell’asilo nido   ma ….era troppo tardi. Un decreto dell'assessorato regionale alla Famiglia e alle politiche sociali, del 30 ottobre 2018, ha revocato il finanziamento a causa del “ mancato avanzamento fisico-precedurale del progetto” P.S. Preferisco non commentare la notizia perché rischio di essere denunciato per “ lesa maestà”

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05 set 2018

AMAT | Un servizio navetta pessimo rovina la stagione balneare di Mondello

di Mobilita Palermo

Buonasera, volevo segnalarvi una situazione spiacevole che naturalmente ha macchiato la nostra città in modo negativo. Nella giornata di domenica 12 agosto mi sono recato nella spiaggia dello stabilimento balneare "la Torre" insieme a degli amici russi. Abitando a un chilometro dalla piazza di Mondello decidiamo di andare a piedi e utilizzare le navette gratuite. Una volta arrivati alla piazza di Mondello finalmente ne passa una e decidiamo di prenderla e arriviamo così a mare. Intorno alle 13 il mio amico russo mi spiega che voleva tornare a casa a prendere un pallone e io gli suggerisco allora di aspettare l'84 così da arrivare subito. Non l'avessi mai fatto! Siamo stati 40 minuti ad aspettare la navetta ovviamente sotto una pensilina ma con 35°C! Io, mortificato dal momento che frequenza riportata sui tabelloni è di 10 minuti, non sapevo che pesci prendere. Lui naturalmente mi ha detto "facevamo prima ad andare a piedi". Una volta sulla navetta chiedo spiegazioni al conducente che replica dicendo:"C'è solo una navetta". Chiedo allora a voi di MobilitaPalermo, all'Assessore ai trasporti e naturalmente al Sindaco, che immagine può dare e quale ricordo può lasciare a un turista una situazione come quella descritta? E'forse questa civiltà? Cultura? A questo punto vi suggerisco di rimuovere un servizio inutile, perché tale si definisce qualcosa che si attende invano con speranza. Vi do anche un consiglio: utilizzate queste tre navette (una per linea) per ampliare il parco mezzi e i conducenti per aumentare le corse su linee disagiate e fornire così un'impressione positiva piuttosto che far fare a quei bravi cittadini che tentano di promuovere mobilità sostenibile e tutto ciò che di buono dovrebbe esserci in una città, che non vive soltanto di cultura lasciata dalle dominazioni precedenti, la solita misera figura. Un cittadino

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04 set 2018

Ripristino capolinea alla stazione centrale della linea amat 209

di giuseppelogiudice81

Salve a tutti, sono il Sig. Giuseppe Lo Giudice, cittadino Palermitano residente nella zona periferica di Belmonte Chiavelli, gentilmente chiedo a carattere d’urgenza il ripristino del vecchio capolinea della linea N° 209 AMAT alla Stazione Centrale di Palermo, facendomi portavoce di questa proposta per far ottenere un beneficio a molti abitanti della mia zona e di quella limitrofa che fanno uso dei mezzi di trasporto urbani. Da poco più di 2 anni  AMAT S.p.A. ha provveduto a modificare la tratta della linea 209 che attraversa i quartieri di Belmonte Chiavelli e S. Maria di Gesù, spostando il capolinea e facendo terminare il percorso dei bus al Parcheggio Oreto. In questa petizione popolare chiedo: al Comune di Palermo nella persona del Sig. Sindaco di Palermo, Dott. Leoluca Orlando, all’assessore alla mobilità del Comune di Palermo Sig.ra Iolanda Riolo, al Presidente della Commissione Urbanistica di Palermo Sig. Giovanni Lo Cascio, al Presidente della III Circoscrizione del Comune di Palermo Sig. Antonino Santangelo, al Sig. direttore generale dell’azienda di trasporti AMAT S.p.A. di rivedere tale provvedimento, ripristinando il percorso precedente, nell’interesse maggiore di tutti gli utenti colpiti ingiustamente da questa decisione. Le modifiche apportate sono del tutto illogiche e sono causa di numerosi disagi agli utenti della linea, per i motivi espressi di seguito: Gli utenti, ovvero la maggior parte delle persone anziane e degli studenti che sono diretti in centro città,  avevano precedentemente la possibilità di arrivare direttamente alla Stazione Centrale, oggi invece sono costretti ad utilizzare e prendere al Parcheggio Oreto altri mezzi già molto affollati  per raggiungere la Stazione Centrale, costringendo così gli utenti a fare tanti cambi di mezzi e ad allungare i conseguenti tempi di attesa che sono interminabili, che riguardano non solo l’arrivo del bus che effettua poche "corse "ma anche i minuti in cui il mezzo sosta al capolinea, per non parlare del problema "traffico" che da sempre caratterizza la zona della via Oreto, ed ora più che mai dal momento che, con questi nuovi percorsi, quasi tutte le linee prendono da lì.  I cittadini e soprattutto residenti di queste zone periferiche sono stanchi e indignati perché si ritrovano raccolti sui marciapiedi , già dalle prime ore del mattino per andare a lavoro o recarsi a scuola, ma anche all’ora di pranzo sotto il cocente sole d’estate o la pioggia ed il freddo in inverno senza un adeguato riparo nei luoghi d’attesa dei bus che sono inadeguati, a differenza di altri capolinea cittadini periferici strutturalmente più idonei (come il parcheggio Basile) non tenendo conto anche della disorganizzazione di questa nuova stazione di capolinea dei bus, dove non c’è nessun punto d’informazione né possibilità di poter acquistare i biglietti. Diciamo allora tutti insieme "no"!!! all'isolamento dei collegamenti nelle periferie!! Vi prego gentilmente di dare la giusta risonanza a questa mia proposta e di condividerla il piu' possibile evitando che venga messa a tacere.. Vi ringrazio anticipatamente per un eventuale vostro riscontro ed interessamento.

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26 giu 2018

Hotel Excelsior: l’ultimo supersite dell’esposizione nazionale del 1891

di belfagor

Pochi sanno che l’Hotel Excelsior di Piazza Croci, oggi Mercure Hotel Excelsior, uno dei più belli e raffinati alberghi di Palermo è l’ultimo edificio sopravvissuto della famosa esposizione nazionale del 1891, rischiò di essere abbattuto nei primi anni 70. L'Esposizione Nazionale fu un ciclo di manifestazioni che si tennero in Italia a partire dal 1861. Teoricamente doveva avere  cadenza decennale, cioè si sarebbe dovuta  svolgeva ogni dieci anni in una città italiana diversa. Nella realtà le cose non andarono proprio così. Scopo dell’ esposizioni era di “costruire e rafforzare uno spirito nazionale e mettere in mostra le più avanzate produzioni nei vari campi dell'industria e del commercio”. Alle aziende che partecipavano venivano conferiti  premi e riconoscimenti come diplomi, medaglie d'oro o d'argento. Fu un grande successo sia di  pubblico che di aziende partecipanti. La prima esposizione si svolse a Firenze nel 1861 alla Stazione Leopolda. . La scelta non fu casuale visto che Firenze stava diventano la nuova capitale d’ Italia. Le successive, nel 1871 e 1881, secondo logica,  si sarebbero dovute svolgere a Torino  o a Napoli  ( le altre due grandi capitali storiche  del Paese ) invece ….. si svolsero a Milano ( l’ Italia era appena nata e già era a “trazione “ lombarda ). La quarta esposizione, dopo le due di Milano, questa volta  doveva svolgersi al sud e la sede quasi obbligata era Napoli , la vecchia capitale del Regno delle due Sicilie . Invece fu scelta Palermo. Molti mugugnarono, non a torto, ma nessuno protesto. Non ci voleva molto per capire che dietro tale scelta c’era il potente presidente del Consiglio  Francesco Crispi, la cui famiglia era originaria di Piana degli Albanesi,  e la ricca e influente famiglia Florio .  Palermo allora  contava e si faceva rispettare , sia politicamente che economicamente.   L’area individuata per  costruire i padiglioni della manifestazione fu  il cosi detto “ Firriato di Villafranca” cioè  quel terreno compreso tra Via Dante, Via Villafranca, Via Libertà e Piazza Croci, allora  utilizzata per scopi agricoli. Perciò il Comitato organizzatore dell’Expo palermitano ottenne dal Principe di Radaly  la concessione gratuita di tale “ Firriato” a patto che, finita la manifestazione, il Comune gli permettesse la lottizzazione dei terreni. Fu un grande affare per il Principe e anche per Palermo. Infatti, dopo l’esposizione nazionale, quei terreni , che non valevano quasi  niente, divennero ricercatissimi . I padiglioni , dopo la manifestazione,  furono abbattuti e , al loro posto, furono costruiti  palazzine e villette in stile Liberty  e il primo tratto di Viale della Libertà, fino a Piazza Croci,  divenne una splendida strada. Tale tratto venne definito, in seguito, dal grande musicista tedesco  Richard Wagner,  gli Champs-Élysées di Sicilia. Diciamolo francamente, si trattò  di un classico caso di speculazione edilizia in grande stile, molto discutibile, ma i risultati furono eccezionali. Siamo convinti che oggi un operazione di questo genere sarebbe stata bloccata dalla Magistratura  e farebbero fioccati avvisi di garanzia ( o forse no). L’unica costruzione di tale famosa Esposizione che stranamente resistette, nonostante i solai in legno e  le rifiniture poco ricercate, fu Hotel de la Paix ( cioè l’odierno Hotel Excelsiol). Infatti l’edificio non fu " momentaneamente "abbattuto  e, in attesa della futura destinazione, divenne la sede di una società elettrica e successivamente ospito “ provvisoriamente” il Liceo Classico “ Giovanni   Meli” che,tra gli anni 60-70 , divenne uno dei  simboli della contestazione giovanile perché tutte le manifestazioni studentesche partivano da Piazza Croci, sotto la sede di tale liceo. Con il piano regolatore del 1962 l’area dove sorgeva il palazzo fu destinata a verde pubblico. Nonostante tale edificio era destinato all’abbattimento chiaramente a nessuno veniva in mente di abbatterlo, tra l’altro l’edificio era di proprietà di una società alberghiera  e di un ente pubblico regionale che certamente non avevano interessi speculativi. Purtroppo la società alberghiera venne  acquisita da una banca che decise, ufficialmente, di trasferire la propria sede in tale edificio, chiaramente dopo averlo “leggermente modificato” , cioè …..  abbattuto. C’era però un problema, l’area era vincolata e destinata a verde pubblico, ma come nel caso di Villa Deliella, a tutto c’era un rimedio. Si presentò un progetto firmato da due celebri architetti e professori universitari, di cui erano note le loro idee ecologiste e politicamente schierati “più a sinistra del partito comunista”. Secondo i progettisti , se si abbatteva l’Hotel Excelsior, come previsto dal piano regolatore, sarebbero stati visibili  i “brutti edifici” di Via Marchese Ugo. Quindi sarebbe stato opportuno costruire un “bel palazzo ,moderno e funzionale”, per occultare tanto “squallore architettonico” . I progettisti però omettevano di dire che  “i brutti edifici di Via Marchese Ugo” erano l’ingresso di Villa Trabia, l’Istituto delle Ancelle e la Chiesa di Santa Rosalia , progettata da un certo Ernesto Basile. Come si vede dei veri “scempi edilizi”. In tale progetto si mantenevano 12 metri di verde davanti al nuovo palazzo ( tanto per essere in regola con il piano regolatore) e poi si proponeva  un bel palazzone di …13 piani a forma di piramide capovolta  a scaloni. Un vero  “capolavoro architettonico” !!!  Ma l’operazione “ ecologica-culturale” non si sarebbe fermata qui. Visto che ,sempre secondo il piano regolatore, anche la zona di fronte all’ Hotel Excelsior  era destinata a verde pubblico da saldare con il “Giardino Inglese”, perché non demolire anche l’ ex Conservatorio delle Croci ,in stile “falso normanno”, progettato da un certo Gian Battista Filippo Basile ?  I progettisti, sempre per rendere “Palermo più bella”, proponevano di sostituire questo obbrobrioso “falso storico” con delle, non meglio specificate, “moderne attrezzature commerciali, locali per il tempo libero ecc. ecc.”, chiaramente con una bella aiuola verde e qualche alberello ( tanto per essere in regola con il piano regolatore). A quei tempi bastava mettere qualche alberello spelacchiato o qualche misera aiuola per dare un tono “ecologico” a qualunque obbrobrio urbanistico. Ma questa volta l’operazione “ecologica” non decollò nemmeno. Nel “Giornale di Sicilia” del 8 /11/ 1972 fu pubblicato un articolo dal titolo “ Un ultimo scempio in Via Libertà”, dove il solito “rompiscatole” del  Prof. Rosario  La Duca denunciava tale ennesimo tentativo di “rendere più bella Palermo”. Scriveva il Professore “ Noi ci siamo limitati a riferire fatti, così come essi appaiono dalle poche notizie e indiscrezioni che siamo riusciti ad ottenere; abbiamo voluto segnalare il pericolo che possa avvenire un ultimo scempio della Belle Epoque palermitana “. P.S. Alle volte anche un articolo, ben documentato, può servire a bloccare i progetti e l’arroganza di chi pensa che tutto gli sia permesso. Assistiamo tutti i giorni a tentativi di “rendere più bella Palermo” e il cittadino spesso si sente rassegnato e impotente. Oggi i nemici di Palermo non sono rozzi politici rampanti , carrettieri arricchiti e burocrati ignoranti e corrotti, come al tempo del “ Sacco “ ma rispettati e rispettabili intellettuali, burocrati e amministratori pubblici. Questi signori  grazie anche all’omertà di una certa opinione pubblica, di qualche organo d’informazione e a una certa distrazione e lentezza dei vari  organi giudiziari di controllo cercano tutti i giorni di rendere “ Palermo più bella”. Purtroppo non ci sono più “ rompiscatole “ come il Prof. Rosario La Duca o giudici come Falcone e Borsellino a denunciare le loro malefatte.    

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