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21 mag 2019

Il porto di Palermo si prepara alle grandi navi da crociera

di Fabio Nicolosi

Sarà realizzato dalla ditta "Costruzioni Bruno Teodoro spa" di Santo Stefano di Camastra (Me) un "mooring dolphin" (briccola di ormeggio) in testa al molo Vittorio Veneto bandita dall'Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia occidentale. La nuova struttura servirà ad "allungare" il molo per consentire l'attracco di navi da crociera più grandi al porto di Palermo. L'importo dei lavori era di 868.500 euro. L'impresa aggiudicataria ha offerto un ribasso del 19,639% per un importo di 699.604 euro, scrive l'Avvisatore marittimo. Aggiudicata anche la gara per la sistemazione dell'area del molo Piave prima occupata dai 22 silos granai demoliti lo scorso anno. In particolare, l'intervento prevede la pavimentazione, illuminazione e recinzione di quest'area che sarà utilizzata per la sosta temporanea dei semirimorchi. L'importo complessivo dell'appalto era di 321.293 euro. I lavori saranno realizzati dalla ditta "Ellebi-St srl" di Bagheria, che ha offerto un ribasso del 39,65%. Affidata in economia, infine, la campagna di indagini geognostiche finalizzate alla realizzazione del nuovo terminal aliscafi sulla banchina Sammuzzo. Sarà eseguita dalla ditta "Eredi Andrea Anello srl" di Caccamo per l'importo di 13.356 euro rispetto ad una previsione di 29.618 euro. Foto di repubblica

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09 gen 2019

Porto di Palermo | Saranno demolite sei gru

di Fabio Nicolosi

L'Autorità del sistema portuale del mare di Sicilia Occidentale ha avviato le procedure per l'affidamento dei lavori per rimuovere sei vecchie gru del porto di Palermo. Si tratta, in dettaglio, di quattro gru a braccio girevole "Reggiane" che facevano parte dell'impianto rinfuse secche della banchina Sammuzzo e due gru "Italimpianti" destinate allo scarico delle rinfuse secche sul molo Trapezoidale. L'importo complessivo dei lavori da mettere a bando tramite procedura negoziata è di 177.168 euro, di cui 153.168 per oneri della sicurezza non soggetti a ribasso. E' stato previsto un significativo abbattimento delle spese per l'esecuzione dei lavori stabilendo che la ditta esecutrice entrerà in possesso di circa 2.300 tonnellate di rottami metallici che potrà rivendere sul mercato con un guadagno stimato in circa 400 mila euro. I progetti: Gru Sammuzzo Le quattro Gru del tipo a braccio girevole e variabile REGGIANE da 15 t. denominate “A”, “B”, “C” e “D” vennero realizzate per consentire il carico e lo scarico di materiale siderurgici, legname e simili ad esclusione dei containers dalle navi. Ogni Gru ha un peso totale di 200 T ed una portata netta di 15 t. Si trovano allocati nella Banchina Sammuzzo nel Porto di Palermo e la superficie interessata alla loro demolizione è di circa mq. 4.230,00 e si trovano da un lato prospiciente il piazzale per la sosta dei containers e dei mezzi di trasporto, dall’altro confinante con il mare. Prima fase: Con l’impiego di mezzi quali: Gru Telescopica da 220 Ton. montata in opera, Man Lift da 60 mt., Fork Lift da 10 T, ponteggi sistema tubo-giunto, attrezzature per calaggi e spessoramenti, attrezzature ossidriche con lancia taglio modulare, avverrà lo smontaggio in quota di tutte le componenti della gru e del manufatto metallico che verranno posizionate a terra per il successivo taglio e demolizione. Seconda fase: Taglio di tutti i componenti in pezzature carrabili per il conferimento in acciaieria e per lo smaltimento dei rifiuti speciali pesanti (oli esausti, grassi, gomme) e della zavorra presente all’interno delle carpenterie avverrà presso le discariche autorizzate. Lo smaltimento delle sue parti dovrà avvenire in modo differenziato, tenendo conto della diversa natura delle stesse (metalli, oli e lubrificanti, plastica, gomma, apparecchiature elettriche ed elettroniche, ecc.) con l’indicazione, possibilmente, delle imprese specializzate abilitate allo scopo ed in ogni caso in osservanza con quanto prescritto dalla legge in materia di smaltimento di rifiuti solidi industriali. Gru Italimpianti Le due gru, identiche fra loro, furono costruite alla fine degli anni 80 e destinate alla movimentazione e stoccaggio di rinfuse secche. Prima fase: Il progetto prevede nella prima fase la demolizione del manufatto metallico accessorio limitrofo alla gru rinfusiera lato Cala mediante: - Rimozione di tutti le parti non metalliche contenenti olii, grassi od altro la cui fuoriuscita potrebbe determinare un problema ambientale; - imbragatura del manufatto metallico e della porzione da tagliare con due o più gru di idonea portata e sbraccio; - taglio con fiamma ossidrica (o altro mezzo idoneo) della porzione di manufatto; - collocazione della porzione tagliata in area di cantiere per l’ulteriore rimozione di tutti i componenti non metallici che saranno trasportati a rifiuto presso discarica autorizzata ed il taglio in pezzi scarrabili delle parti metalliche; Seconda fase: Il progetto prevede nella seconda fase la demolizione della gru rinfusiera lato Sammuzzo mediante: - Messa in sicurezza di tutte le parti della gru che potrebbero distaccarsi e determinare un pericolo per la sicurezza dei lavoratori; - Spostamento della gru, previa rimozione di tutti i freni e ancoraggi, dalla posizione attuale alla nuova posizione centrale rispetto all’area di cantiere, in modo da avere un’idonea distanza di sicurezza dal pontone di attracco degli aliscafi nel molo Trapezoidale; - Rimozione di tutti le parti non metalliche contenenti olii, grassi od altro la cui fuoriuscita potrebbe determinare un problema ambientale; - montaggio del ponteggio, in tubi e giunti, all’interno della gru e conseguente smontaggio di tutti i manufatti della gru che, di volta in volta, si incontreranno nel montaggio del ponteggio. Il ponteggio arriverà alla sommità della gru ove sono presenti due containers nei quali sono alloggiati i quadri elettrici, i motori, le pulegge e le ruote ed altri componenti meccanici della gru. Le parti smontate saranno collocate nell’area di cantiere per l’ulteriore rimozione di tutti i componenti non metallici che saranno trasportati a rifiuto presso discarica autorizzata ed il taglio in pezzi scarrabili delle parti metalliche. A supporto delle lavorazioni sono previste gru di idonee portate e sbraccio, nonché piattaforme di lavoro mobili elevabili di altezza adeguata. Rimossi tutti i componenti della gru con la sola esclusione del braccio e della struttura portante si procederà allo smontaggio del ponteggio; - demolizione della struttura portante della gru costituita da due portali, uno lato monte e uno lato mare, collegati da alcune controventature (vedi disegni allegati) nonché del braccio la cui parte mobile sbraccia sul mare mediante il taglio a pezzi iniziando dal punto più elevato e via via procedendo verso terra, tenendo conto della portata delle gru utilizzate e dello sbraccio necessario. Le parti smontate saranno collocate nell’area di cantiere per l’ulteriore rimozione di tutti i componenti non metallici che saranno trasportati a rifiuto presso discarica autorizzata ed il taglio in pezzi scarrabili delle parti metalliche. A supporto delle lavorazioni sono previste gru di idonee portate e sbraccio, nonché piattaforme di lavoro mobili elevabili di altezza adeguata Terza fase: Il progetto prevede nella terza fase la demolizione della gru rinfusiera lato Cala secondo le stesse procedure e modalità utilizzate per l’altra gru. Quarta fase: Il progetto prevede nella quarta fase la rimozione di tutti i binari della traslazione delle gru e del sottostante piatto in acciaio, mediante taglio con fiamma ossidrica (o altro mezzo idoneo) e trasporto in area di cantiere.

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23 ott 2018

Porto di Palermo | Si chiude un anno ricco di croceristi, +26% rispetto al 2017

di Fabio Nicolosi

Per l’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale il 2018 è un anno da incorniciare per le crociere con un aumento nel porto di Palermo del 26% rispetto al 2017 e quasi 600 mila crocieristi sbarcati dalle navi delle più prestigiose compagnie. Secondo i dati comunicati oggi a Trieste durante l’ottava edizione dell’ “Italian Cruise Day”, il porto siciliano risale di tre posizioni rispetto allo scorso anno e rientra tra i primi venti scali del Mediterraneo, piazzandosi al 16° posto. Nel corso del 2018 si è registrata la novità positiva di Termini Imerese che ha visto sbarcare un migliaio di crocieristi, e anche Trapani e Porto Empedocle hanno vissuto mesi soddisfacenti aumentando, sotto l’Autority, il loro traffico. Alla crescita dei passeggeri è corrisposto un lavoro costante e frenetico per colmare il ritardo sia dal punto di vista infrastrutturale che ricettivo, avviando nei quattro porti del network una profonda azione di riqualificazione. Spiega il presidente Pasqualino Monti: “Siamo davvero molto soddisfatti del risultato ottenuto nel 2018 ma al tempo stesso, avendo lanciato una seria opera di rinnovamento, non sarà facile, a causa degli improcrastinabili lavori nel cuore dello scalo palermitano, mantenere lo stesso livello di crocieristi nel 2019. C’è però la previsione di un aumento di navi a Trapani, porto scelto anche da Costa, mentre rimangono costanti i numeri di Termini Imerese e Porto Empedocle”. E’ tutto il network della Sicilia occidentale a essere oggetto di importanti interventi che ne stravolgeranno i lineamenti. A Palermo nessuna commistione tra crociere e merci sopravvivrà al nuovo assetto interno: i camion saranno concentrati nell’area nord, mentre il lato sud sarà dedicato ai passeggeri. E mentre si lavora alla stazione marittima esistente per preparare il porto alla sfida del 2020, inizia il primo stralcio del progetto di riqualificazione, risultato del concorso di idee bandito quest’anno: coinvolti il Varco Amari – che diventerà un’area verde a contatto con la città - e il molo Piave, privato dall’ingombrante presenza dei silos, dove comincerà a crescere il nuovo terminal multipurpose. Altro intervento fondamentale riguarda il molo Trapezoidale che sarà anch’esso rivoltato. Più in particolare, l’area verrà liberata dai cantieri, riqualificata, in accordo con le previsioni del PRP, e destinata a spazio leisure e alla nautica da diporto. Pronto il progetto esecutivo anche per i dragaggi previsti al bacino Crispi 3: porteranno la profondità a -12 per permettere l’attracco delle navi di grandi dimensioni. A Termini Imerese si riparte con i lavori sul molo di sopraflutto e di sottoflutto, propedeutici alle operazioni di dragaggio per un fondale a - 10 metri e all’incremento del traffico commerciale con i collegamenti per il centro e nord Italia, pur senza perdere d’occhio la crocieristica. Studi propedeutici al Piano regolatore portuale e dragaggi sono previsti a Trapani e Porto Empedocle. Nel primo porto rifarà il look la stazione marittima e nascerà un nuovo terminal dedicato all’accoglienza dei passeggeri in partenza per le isole minori, Egadi e Pantelleria, mentre i dragaggi coinvolgeranno il canale di accesso al bacino fino alla banchina Garibaldi che verrà rettificata. Nel secondo partiranno i lavori di manutenzione e la progettazione di una piccola stazione marittima.

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20 set 2018

Porto di Palermo | Aggiudicato il concorso internazionale di idee

di Fabio Nicolosi

Ha un vincitore il concorso internazionale di idee indetto lo scorso gennaio dall'Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia Occidentale per potenziare il porto di Palermo, riallacciandolo alla città. Ad aggiudicarsi la competizione è stato il raggruppamento guidato dalla società Valle 3.0 di Roma, del quale fanno parte E.T.S. Spa Engineering and Technical Service,De Biasio Progetti e Hipro. La graduatoria, diventata definitiva, è stata resa pubblica lo scorso 6 settembre. Al secondo posto si classifica il team guidato da Gianluca Peluffo & Partners Architettura e al terzo il raggruppamento che fa capo ai tedeschi di Heinle, Wischer Gesellschaft fur Generalplanung(si veda l’avviso di aggiudicazione). La progettazione di due nuovi terminal, uno crocieristico e l'altro Ro-Ro, e di un edificio che funzioni da interfaccia tra la città e il porto, diventa l'occasione per riqualificare il waterfront e integrare il nuovo layout portuale nella vita urbana. A coordinare il team di progetto è stata Emanuela Valle - socia di Valle 3.0 con Maria Camilla, Gilberto e Silvano Valle - in collaborazione con Carlo Prati, architetto e docente a Roma Tre e allo Ied, e con Franco Karrer, già presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici. «La nostra società è stata costituita nel 2015 da Emanuela, Maria Camilla, Gilberto e me. Eravamo soci di Studio Valle Progettazioni di Roma, poi ci siamo separati e abbiamo costruito questa nuova realtà», spiega Silvano Valle. «Ci occupiamo - continua - di architettura, dallo studio di fattibilità, ai rilievi, ai business plan, fino alla direzione dei lavori e al collaudo delle opere, fondamentalmente opere civili» e «abbiamo sviluppato una profonda esperienza personale in tema di nodi di interscambio: siamo stati consulenti per gli aeroporti di Torino, Lamezia Terme e Bari». Mitigare il ruolo del porto come infrastruttura, riportare funzioni urbane sul fronte mare sono gli obiettivi. Delicata la progettazione dell'edificio su via Crispi (che deve contenere gli uffici delle compagnie di navigazione, la biglietteria e altre funzioni più “urbane”). Si tratta di un edificio che ha il difficile compito di mitigare l'effetto barriera della strada che divide la città dal porto (appunto via Crispi) e di ricucire la relazione città-mare. Per esso il team vincitore ha pensato ad una sequenza di edifici con proporzioni che riprendono quelle della morfologia urbana tradizionale di Palermo. «Creare una maglia di giusta proporzione e dimensione, ma soprattutto giungere alla giusta visibilità tra i due elementi: terra e mare, è stato fondamentale», racconta Maria Camilla Valle. Percorrendo, virtualmente nel progetto, le strade della città e dirigendosi verso il mare, ci si ritrova, per mezzo degli edifici-interfaccia, su un nuovo piano urbano alla quota di sei metri, da cui partono le passerelle in quota (richieste da bando) che raggiungono i due nuovi terminal, Ro-Ro e crociere. «L'edificio-interfaccia - racconta Emanuela Valle - in corrispondenza dell'accesso al porto, da bando, doveva essere ad una quota più alta. Noi abbiamo sfruttato ciò prevedendo, al di fuori delle funzioni canoniche di un edificio portuale, un volume da destinare al museo dell'emigrazione, che dovrà essere approfondito», continua la coordinatrice del progetto. «Abbiamo immaginato di stare sopra questa passerella, che ha una visuale molto particolare, perché davanti c'è il mare, con le navi che lasciano la città, dall'altra parte c'è la città. Quindi è il punto esatto dove ci si immagina che gli emigranti salutassero i parenti. Non solo: questo edificio dovrebbe diventare una sorta di faro, posto tra porto e città» riferisce ancora Emanuela Valle. È proprio l'edificio-faro il landmark del progetto, non i nuovi terminal come richiesto dal bando. Dar vita ad un nuovo insieme di relazioni tra città e porto, concependo i terminal non come edifici isolati, ma come parte di un sistema costruito a partire dalla trama urbana, dai percorsi, dai flussi, dalle esigenze di security, è stata la preoccupazione principale dei progettisti, meno interessati a ideare edifici accattivanti. «La sensibilità al contesto è stato uno degli elementi risolutori dell'approccio che abbiamo riservato alla progettazione: non abbiamo inteso offrire formalismi che sembrano essere una risposta abbastanza diffusa nell'affrontare temi di questo genere. C'è già una casistica in Italia attiva da questo punto di vista», commenta Carlo Prati. Per il terminal crociere e per il terminal Ro-Ro, da realizzare rispettivamente sul molo Trapezoidale e sul molo Piave, i progettisti hanno pensato ad edifici che si organizzano intorno a delle grandi piazze coperte. L'obiettivo, precisa Silvano Valle, è quello di «farle vivere ai cittadini, in modo da restituire loro il porto». C'è una continuità tra le piazze dei terminal e le passerelle in quota che partono dall'edificio-interfaccia. A quota 6 metri si sviluppa, infatti, un nuovo piano urbano dove sono dirottati tutti i flussi pedonali che collegano l'edificio interfaccia ai due terminal e dove si intensifica la presenza di funzioni ricreative, commerciali, culturali, aperte al pubblico e dunque non riservate ai soli passeggeri o ai crocieristi. Si sviluppa, dunque, un sistema che permette di far dialogare funzioni urbane e portuali. Un sistema che, attivando nuove dinamiche, possa permettere un interscambio, oggi inesistente, tra porto e città, coerentemente con le esigenze di security del caso. Quanto agli incarichi per lo sviluppo della progettazione, «l'assegnazione del contratto ancora non è avvenuta, ci vorrà ancora del tempo. Di fatto, però, a breve parteciperemo ad un tavolo di lavoro con i tecnici della stazione appaltante per studiare la relazione tra il piano regolatore del porto (approvato a luglio nda) ed il nostro progetto», conclude Maria Camilla Valle.

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20 lug 2018

Il progetto Eurispes: fuffa che avanza

di Fabio Nicolosi

Palermo - Da ieri non si parla d'altro. L'immondizia ha lasciato spazio ad aree verdi, gru, container, ponti... Speravamo non fossero questi pochi rendering, peraltro non di ottima fattura a far cadere in tentazione i tanti lettori, eppure cosi è stato. Centinaia i commenti e le condivisioni, ma vogliamo farvi tornare con i piedi per terra. Innanzi tutto è un progetto, uno dei tanti che negli anni si sono visti e che dopo il boom iniziale sono spariti. Un progetto dai grandi numeri e che proprio per questo non sarà mai realizzato. Vogliamo ricordavi il progetto dell'acquario alla Bandita, grandi nomi, conferenze e poi? Nulla, e ancora stiamo qui ad aspettare. E adesso Eurispes ci presenta la sua nuova creatura e ne apprezziamo il tentativo, ma 5 miliardi di euro è una cifra che in pochi sarebbero disposti a spendere. Parliamo di fattibilità tecnica? Osservazioni dei cittadini, eventuali analisi di settore, progettazione definitiva, conferenze di servizio, pareri della Capitaneria di Porto, Assessorato Regionale Ambiente, ottenimento Vas, pareri di tutti gli uffici comunali e anche regionali relativamente all'ambiente, al traffico, all'urbanistica, la verifica del PRG ed eventuali varianti, bando di gara, iter del bando, assegnazione dei lavori, cantierizzazione e realizzazione dell'opera. Già cosi ci sembra che ci sia ben poco di cui parlare, ma andiamo oltre. Il porto di Palermo ha grandi potenzialità e questo lo sanno e lo sappiamo tutti, ma davvero vi piacerebbe avere un enorme piattaforma con container e gru davanti la costa della Bandita? Ma sopratutto, tutte queste merci in che modo dovrebbe arrivare? Via terra? Passando per caso da Via Messina Marine? O nel progetto è incluso anche il famoso tunnel Oreto - Porto? Alle spalle della piattaforma artificiale verrà realizzata una grande spiaggia? SPIAGGIA? Chiamiamolo stagno, perché di questo si tratterà, visto che l'ingresso e l'uscita dell'acqua saranno stretti e fanno già parte di un golfo? Vogliamo parlare anche di ciò che verrà realizzato lungo il fiume Oreto? Sappiamo bene i problemi a monte... e se non si risolve la problematica relativa agli scarichi abusivi, possiamo realizzare tutti i progetti del mondo, ma mai nessuno sarà come i rendering e come ce lo aspettiamo perché le acque del fiume saranno sempre sporche e maleodoranti. E come ultimo punto il costo... 5 Miliardi di euro, una cifra ENORME. Basti pensare che con 1/5 della cifra si è raddoppiato l'intero Passante Ferroviario da Palermo a Carini, giusto per fare un piccolo esempio. Piuttosto che concentrarsi su questi mega progetti, l'Eurispes farebbe meglio ad investire il proprio tempo in progetti minori, ma economicamente sostenibili. Al momento l'unico progetto reale e concreto è quello relativo alla nuova ciclabile della Costa Sud, con bando già pubblicato.

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27 giu 2018

Porto di Palermo | Dopo sette anni di contenziosi ripartono i lavori alla stazione marittima

di Mobilita Palermo

Dopo sette anni di scontri e contenziosi amministrativi tra l’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale e l’impresa appaltatrice, la So.Co.Stra.Mo, si è sbloccata la vicenda che ha tenuto la stazione marittima del porto di Palermo sotto sequestro per anni, interdetta ai passeggeri e chiusa ai necessari lavori, senza che nulla si muovesse. Oggi, appianate le dispute, si riparte. Lo ha annunciato stamattina nel corso di una conferenza stampa il presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, Pasqualino Monti, assieme al sindaco di Palermo Leoluca Orlando, al provveditore interregionale Opere pubbliche Sicilia-Calabria, Donato Carleae al comandante della Capitaneria di porto di Palermo e direttore marittimo della Sicilia occidentale, C.A. (CP) Salvatore Gravante. “A nove mesi dal mio arrivo alla guida dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, il network che tiene insieme i porti di Palermo, Termini Imerese, Trapani e Porto Empedocle, non è ancora il momento di fare bilanci ma di riepilogare quanto è stato fatto e di come abbiamo rimesso in moto una macchina da tempo ferma, sì”, spiega Monti.  “Dopo anni di vuota attesa, si sono sbloccati i lavori della stazione marittima, grazie alla intensa e proficua collaborazione con il Provveditorato, nella persona del dottor Carlea, che ha dialogato con So.Co.Stra.Mo. permettendo, in tempi ragionevolmente brevi, di arrivare alla scrittura di una transazione tra l’impresa e l’Autorità di Sistema. Un documento che ha seguito il suo iter, passando al vaglio dell’Avvocatura distrettuale dello Stato, del giudice del Tribunale di Roma e, finalmente, lo scorso 19 giugno, è stato firmato dalle parti. La So.Co.Stra.Mo ha adesso 45 giorni di tempo per consegnarci il progetto esecutivo, quindi inizieranno i lavori che dovranno concludersi entro due anni”. “Le parole di stima del presidente Monti – ha detto il provveditore Carlea- rappresentano una ulteriore spinta per continuare a operare in maniera rapida e puntuale per risolvere i problemi difficili: sono le soluzioni complesse a richiedere grande capacità e impegno e a dare le soddisfazioni più grandi. Nella vicenda della stazione marittima, che non era difficile ma difficilissima, il Provveditorato ha dato piena di disponibilità a una stretta collaborazione con l’Autorità di Sistema e con la Capitaneria: inizialmente qualcuno ha detto che sarebbe servito il coraggio della follia. Evidentemente l’abbiamo trovato, e questo ci riempie d’orgoglio”. “Non posso che confermare – ha commentato il sindaco Orlando -  il mio apprezzamento per l’attività svolta dall’Autorità di Sistema portuale e dal suo presidente Pasqualino Monti, per rendere adeguate le strutture portuali, in sintonia con l’amministrazione comunale e la nuova stagione della nostra città. Il programma illustrato oggi, l’annuncio della ripresa dei lavori alla stazione marittima e l’eliminazione di strutture non più utili come i silos confermano che nell’arco di qualche tempo il porto sarà un fiore all’occhiello all’altezza della sfida di attrattività internazionale della città”. Se il primo nodo sciolto ha riguardato la stazione marittima, il secondo non poteva che coinvolgere il sequestro della banchina Vittorio Veneto, un’altra vicenda che si è a lungo trascinata senza sbocchi, prima di trovare una soluzione. “Anche qui, grazie alla Autorità marittima e all’impegno dell’ammiraglio Gravante e della sua squadra – riprende Monti - siamo arrivati a un prezioso traguardo: il dissequestro della banchina e, quindi, la possibilità di contare su un attracco in più. A questo punto era fondamentale riqualificare la tensostruttura situata sul Vittorio Veneto - in questi anni abbandonata ma indispensabile per sostituire provvisoriamente la stazione marittima - perché a breve quella parte di porto verrà nuovamente toccato dalle navi da crociera”. Ristrutturazione complessiva della tensostruttura, dunque, assieme al rinnovo dell’arredo e all’arrivo di nuovi macchinari radiogeni per la sicurezza dei bagagli, con sei file di controlli: “Saranno operativi entro luglio, siamo in attesa dell’autorizzazione dell’Asp. Avremo così, finalmente, un terminal per navi che non trasportano più 800/1000 persone ma 5/6mila in un’unica toccata”.   E ancora: “Il segnale è forte: stiamo rilanciando lo scalo palermitano attraverso un percorso di riqualificazione che ci fa piacere condividere con le istituzioni. Non abbiamo la bacchetta magica ma siamo partiti con decisione e i risultati stanno già arrivando. La stazione marittima è il primo passo di maggiore visibilità dietro però ci sono le demolizioni dei corpi bassi su via Crispi per dare l’idea di un porto aperto alla città, lo smantellamento dei silos – sono già state eliminate le parti in ferro e le passerelle, il calcestruzzo andrà giù a partire dal prossimo 27 giugno - che disegnerà un nuovo skyline portuale, è agli sgoccioli il concorso di idee per la realizzazione dei nuovi terminal crociere e terminal passeggeri e ro-ro. E poi, nell’ambito del processo, ormai in atto, di riqualificazione del fronte a mare urbano, c’è il grosso impegno sul porticciolo storico di Sant’Erasmo, un’opera di complessiva riqualificazione, fortemente voluta dal sottoscritto, con un progetto volto a riattivare dinamiche in grado di “ripopolare” funzioni e usi di quell’importante tratto di costa urbana della città e sottrarlo all’abbandono e al degrado. Il volto nuovo del porto di Palermo sarà un unicum, una passeggiata che dall’emiciclo della Cala raggiungerà Sant’Erasmo: tutti gli interventi sono propedeutici a mettere il nostro porto nelle condizioni di manifestare quelle potenzialità ancora inespresse che lo rendano all’altezza della città su cui insiste”.

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24 gen 2018

Concorso Internazionale | Il porto di Palermo si apre alla città seguendo le nuove linee guida del piano regolatore

di Fabio Nicolosi

Dopo il comune di Palermo, anche il porto di Palermo prova ad approfittare dei bandi internazionali di progettazione. L’area interessata dal concorso si estende per circa 140.000 mq dal molo Sammuzzo al varco Santa Lucia, comprendendo quelle aree che secondo le previsioni del nuovo P.R.P. saranno destinate ad ospitare il nuovo Terminal Ro-Ro (Sub-Area C1/Sotto-zona C1.1), l’area crociere con un nuovo terminal sulla banchina Sammuzzo (Sub-Area B4.1) e l’area di interfaccia città-porto su via F. Crispi (Sub-Area B2 e Sotto-Zona B2.1). L’area oggetto del concorso lambisce gli spazi del Molo Trapezoidale che attualmente sono occupati da funzioni molto miste e in contrasto tra loro (magazzini generali, cantieristica minore, parco archeologico, depositi olii) e che potranno accogliere, invece, le aree per parcheggi bus, taxi e visitatori a supporto del nuovo terminal crociere. Oggi questo tratto del porto è caratterizzato da una compresenza con conflittuale di usi molto diversi alla cui armonizzazione il progetto dovrà contribuire, concretizzando le previsioni del P.R.P.. Il comparto oggetto della proposta progettuale è stato diviso in due ambiti (Ambito 1 e Ambito 2) individuati dall’intreccio di considerazioni morfologiche, tematiche, attuative e con caratteristiche funzionali distinte ed entro i quali si trovano le aree di progetto. AMBITO 1 L’ambito 1 comprende il Molo Vittorio Veneto in cui si trova la Stazione Marittima e la banchina Sammuzzo attualmente interessata da movimentazioni merci e usi misti. Il progetto del nuovo terminal crociere è previsto nell’area della attuale banchina Sammuzzo, ma per le funzioni previste intesserà profonde relazioni funzionali sia con la attuale Stazione Marittima sia con le aree del Molo Trapezoidale e della Cala. LA STAZIONE MARITTIMA Costruita nel 1950, la Stazione Marittima Passeggeri del porto di Palermo sarà a breve oggetto di una serie di interventi di modernizzazione, volti a migliorare il transito e l’ef cienza delle operazioni di imbarco e sbarco dei passeggeri, a potenziare le misure di sicurezza e controllo, e ad ottimizzare l’accoglienza; tutto ciò nell’obiettivo di elevarne la funzionalità ad un livello di standard contemporaneo, tramite una ridefinizione degli spazi e la riorganizzazione delle strutture e dei servizi di accettazione, attesa, controllo e tecnologia. Particolare attenzione sarà dedicata al potenziamento delle misure previste dalla normativa internazionale in tema di I.S.P.S. Code e alla realizzazione di un’area shopping. Le aree con strette relazioni funzionali e simboliche LA CALA Il progetto di riquali cazione della Cala, ultimato nel 2011, ha generato notevoli miglioramenti a favore della nautica da diporto determinando la creazione di una marina ricca di servizi e il consolidamento della storica banchina di Piedigrotta. Alla base di questo imponente piano di investimento, l’esigenza di ridare una nuova centralità all’area così da riconsegnarla alla città. I recenti interventi includono nuove infrastrutture e servizi al diporto assieme ad un totale restyling delle aree esistenti dislocate tra il molo e la strada, tra il molo e le mura del Castello a Mare. IL MOLO TRAPEZOIDALE Il Molo Trapezoidale oggi è un’area mista in cui coesistono spazi portuali per la cantieristica minore, magazzini ma anche l’area archeologica del Castello a Mare in corso di progressivo scavo e valorizzazione ed elemento quali catore del nuovo waterfront. Ubicata al Molo Trapezoidale, la società Magazzini Generali gestisce le infrastrutture per lo stoccaggio delle merci n dal 1923. Nata sulla scia di organizzazioni simili europee e poi sviluppatesi in Italia a partire dalla seconda metà del XIX secolo in prossimità di scali marittimi e ferroviari, la società ha per oggetto l’erogazione di servizi nalizzati alla movimentazione ed allo stoccaggio di merci solide e liquide nazionali, nazionalizzate ed estere. Offre inoltre servizi di supporto allo sdoganamento, magazzino IVA e di custodia temporanea. La struttura per la gestione delle merci allo stato nazionale copre un’area di 20.000 mq di cui 7.000 coperti e 13.000 di piazzali esterni utilizzati per la movimentazione di mezzi e containers. I piazzali esterni ospitano alcune cisterne per lo stoccaggio dei liquidi (sino a 10.000 tonnellate), direttamente collegate a mezzo di pipe-line alle bocche di immissione posizionate nella banchina Sammuzzo del porto di Palermo. Nell’ambito delle aree dei Magazzini Generali è stato realizzato anche un “deposito franco” per le merci extra UE di circa 9000 mq. Il P.R.P. prevede la razionalizzazione delle attuali aree in gestione alle attività portuali e una volta completato il trasferimento delle funzioni incompatibili, l’inserimento di nuove funzioni commerciali, di servizi ricettivi e per il tempo libero integrati con la residenza e con il parco Archeologico. CONCEPT E PROGRAMMA FUNZIONALE AMBITO 1 L’area crocieristica e passeggeri si sviluppa dal Molo Vittorio Veneto sino a comprendere la banchina Sammuzzo su cui sorgerà il nuovo Terminal Crociere. Il nuovo Terminal Crociere dovrà essere oggetto di un progetto architettonico e urbano unitario e di qualità che non solo garantisca la funzionalità dei servizi alla crocieristica ma che si con guri come un nuovo landmark urbano, luogo simbolo dell’apertura del porto alla città e della crescente importanza per l’economia e la qualità urbana. La progettazione del nuovo Terminal dovrà tener conto dell’ipotesi di sistemazione delle aree del molo Trapezoidale, della configurazione del varco. Il progetto dovrà garantire la piena funzionalità delle attività portuali e la loro integrazione in un organismo architettonico unitario con le funzioni turistiche, ricreative, ricettive e commerciali proprie delle moderne stazioni marittime. Il Terminal va concepito come un elemento che generi un nuovo paesaggio urbano, sia artificiale che vegetale, e che possa fungere anche da spazio pubblico per una città che torna a guardare al mare. Dovranno essere concepiti spazi aperti al mare e alla città, circondati da aree semi-esterne di interfaccia, dove gli spazi pubblici e privati si combinino in un nuovo rapporto osmotico. Il tetto dell’edificio è destinato a strutture commerciali e ricreative anche per la città: ristoranti, bar, terrazze panoramiche, etc. Il Terminal Crociere va concepito come uno spazio essibile e senza soluzione di continuità tra l’interno e l’esterno così da poter essere utilizzato come uno spazio pubblico coperto e per una varietà di scopi oltre a quelli connessi alla gestione del check-in e check-out dei crocieristi. In questo spazio multiuso, il sistema dei collegamenti è interconnesso e viene formato da percorsi che portano direttamente alle navi, altri che conducano al tetto o a una sala multifunzione, altri ancora alle sale doganali e di immigrazione e altri al parcheggio. In esso le unità meccaniche e le unità di movimentazione dei bagagli saranno nascoste all’interno della struttura e del sistema di pavimentazione. Il parcheggio, carico e scarico degli autobus è previsto nell’area adiacente all’edificio, alle spalle della banchina, così da liberare la strada e la quota della banchina e la strada di accesso al terminal dalle operazioni di carico e scarico dei passeggeri. DIMENSIONAMENTO E BISOGNI DA SODDISFARE Il dimensionamento delle funzioni dovrà tener conto dei ussi di imbarco e sbarco alla luce del potenziamento delle capacità di grandi navi da crociere (Super Cruise: da 3.000 a 5.000 passeggeri). La superficie del Terminal in ogni caso dovrà prevedere no a 8.000 mq di aree coperte per lo sbarco passeggeri, i controlli, l’accatastamento ed il ritiro dei bagagli, circa 1.500 mq di servizi turistici e commerciali (bar, ristoranti, shopping, altro), nonché 300 mq di uffici per la Sanità Marittima e 1000 mq di magazzini. In ogni caso la cubatura massima realizzabile è di 40.000 mc in coerenza con quanto previsto dal P.R.P. in corso di approvazione. Il programma funzionale di massima prevede: 1. Funzioni portuali: Security; Bagagli; Dogana; Check- in; Attesa-Lounge; Uffici (uffici per l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e della Polizia, di Frontiera per le attività di controllo ed istituzionali); pronto soccorso. 2. Funzioni miste: bar-ristoranti-self service, banca- posta, area shopping, punti informazioni, servizi tecnici, terrazze panoramiche, tempo libero. Il Terminal sarà collegato con il nuovo accesso pedonale all’area portuale localizzato alle spalle del Terminal e dotato di un varco per le attività di presidio e di controllo da parte delle autorità competenti (Guardia di Finanza) e del personale addetto alla sicurezza, impiegato per effettuare la necessaria attività di controllo dei titoli di accesso e destinazione per i pedoni che accedono all’area portuale. Le aree di parcheggio saranno dedicate sia alla sosta dei bus turistici, ai taxi, ai parcheggi visitatori (e aree kiss and ride) che ai parcheggi per gli addetti. REQUISITI TECNICI Il Terminal deve disporre da uno a due ponti di imbarco ( finger) capaci di garantire lo sbarco e l’imbarco dei passeggeri in sicurezza e nel rispetto delle normative vigenti, anche in materia di disabilità. Le terrazze e i collegamenti in quota dovranno essere immaginati tenendo conto delle restrizioni previste dalla normativa in materia di security. AMBITO 2 L’Ambito 2 comprende il sistema di edifici sparsi presenti nell’area immediatamente a ridosso di via F. Crispi tra i varchi Sammuzzo, Amari e Santa Lucia e si estende sul Molo Piave, oggi occupato dalla Silos Granari della Sicilia Srl. L’AREA TRA I VARCHI SAMMUZZO- AMARI E S. LUCIA Nell’ area portuale compresa tra i varchi E. Amari e S. Lucia è sito un Terminal intermodale di circa 10.400 mq. rilasciato in concessione dall’Autorità di Sistema alla Soc. GESP Srl. Il Terminal, disciplinato con apposito regolamento di gestione, è adibito a deposito, custodia e parcheggio di autovetture, autoarticolati, contenitori carrellati, provenienti da o destinati al traf co marittimo, nonché dei mezzi rimossi dalle aree in sosta vietata in porto. IL MOLO PIAVE L’area del Molo Piave è occupata dai Silos Granari della Sicilia Srl. La società Silos Granari della Sicilia Srl, Italcementi Group, gestisce nel porto di Palermo uno stabilimento tecnicamente attrezzato per lo sbarco, l’imbarco, l’introduzione a mezzo camion, la conservazione e la riconsegna di granaglie. Il deposito, situato presso il molo Piave su una super cie di 6.400 mq., è costituito da n. 22 celle con capacità di stoccaggio no a 27.000 tonn. Secondo le previoni del P.R.P. saranno demoliti gran parte degli edifici compresi tra i varchi Sammuzzo e S. Lucia, così come, proprio per far posto al nuovo edi cio del terminal Ro-Ro, verrà demolita anche la struttura dei sili. CONCEPT E PROGRAMMA FUNZIONALE, Il nuovo Terminal Ro-Ro dovrà rapportarsi, da un lato alle nuove esigenze funzionali, infrastrutturali e rappresentative di un moderno porto in crescita in termini di ussi e di dotazioni e, al contempo, costituisce l’opportunità di colmare il gap funzionale e simbolico che ha determinato la netta separazione e assenza di relazioni tra funzioni portuali e urbane. Il Terminal Ro-Ro sorgerà a cavallo tra due tipologie portuali differenti. L’area ad ovest costituita dal “porto rigido” e l’area ad est comprendente una parte del porto che è stata de nita “porto spugnoso”. Il progetto dovrà modulare spazi organizzati funzionalmente sulla base della diversa domanda che queste aree portuali pongono: maggiore isolamento del “porto rigido”, con spazi dedicati e delimitati, e funzioni che consentono interazioni più aperte con i valori urbani e un maggiore livello di integrazione funzionale per il “porto spugnoso”, specialmente nell’edi cio prospiciente su via Crispi e nell’area de nita “interfaccia porto-città”. L’obiettivo principale del nuovo edi cio è quello di fungere da ltro tra funzioni prettamente portuali e funzioni miste. Il concorso di idee per il nuovo Terminal Ro-Ro propone alcuni importanti temi di progetto che scandiscono il programma funzionale: La macchina funzionale Gli spazi funzionali esclusivamente portuali dovranno misurarsi con le funzioni e procedure di imbarco, sbarco dei passeggeri, con la movimentazione merci e con la funzione di deposito. Il Terminal dovrà accogliere i servizi tipici portuali, gli uffici amministrativi dell’Autorità di Sistema e delle Forze dell’Ordine e della Dogana: uffici Vigili urbani/Polizia, uffici Guardia di Finanza, uffici Dogana, uffici Guardia Costiera, uffici Capitaneria di Porto, uffici Autoritàdi Sistema, uffici VV. FF., uffici veri che tosanitarie, Stazione Meteo, Guardia Medica, Veterinario). La porta, l’affaccio e lo spazio pubblico Sia l’edificio che costituirà il fronte con la città lungo via Crispi che l’ultimo livello dell’edificio lungo il Molo Piave, nonché la copertura stessa, dovranno accogliere funzioni miste, alcune delle quali aperte ed accoglienti rispetto a possibili fruitori urbani. Il piano terra dell’edificio lungo il Molo Piave dovrà avere alcuni spazi aperti per consentire le manovre di mezzi (bus e articolati) nonché aree destinate a magazzini funzionali alla funzione Ro-Ro. L’edificio su via Crispi accoglierà gli uffici delle compagnie di navigazione, delle agenzie di viaggio e delle biglietterie. Gli altri edifici alla quota superiore alle banchine potranno integrare le funzioni più prettamente portuali con funzioni aperte alla città, turistiche o ricreative. La soluzione progettuale, a partire dall’assetto spaziale e funzionale della nuova area di interfaccia, dovrà comprendere una nuova e più congrua configurazione delle recinzioni portuali senza mutarne la posizione attuale. La proposta dovrà altresì comprendere la differenziazione dei percorsi, intercettare e razionalizzare con diverse modalità flussi pedonali e accessi carrabili, traffici portuali e urbani considerando anche la presenza della futura stazione della metropolitana. Le aree destinate a parcheggio, sia per gli addetti che per i visitatori saranno accolte nel parcheggio sotterraneo previsto dal P.R.P. nell’area di interfaccia. Pur non essendo tale parcheggio oggetto del presente Concorso, le soluzioni proposte dovranno riguardare la posizione delle uscite per armonizzare la differenziazione di flussi e percorsi. Le esigenze esposte richiedono che il progetto lavori sulla differenziazione delle funzioni alle diverse quote, assicurando su via Crispi alla quota strada il raccordo con le funzioni e gli spazi pubblici dell’area di interfaccia (tenedo conto anche dell’accesso a parcheggi sotterranei e al collegamento con la futura linea della metropolitana in prossimità del varco Santa Lucia), alla quota delle banchine, invece, dovrà essere garantita la piena funzionalità delle attività portuali di imbarco e sbarco, alle quote superiori potranno essere collocate funzioni miste urbane e portuali (uffici, etc.) e terrazze panoramiche e affacci. Per la sua posizione l’edificio del terminal Ro-Ro assume un alto valore simbolico e in quanto tale assumerà una forte riconoscibilità e visibilità che dovranno essere armonizzate con il paesaggio urbano e con gli assi prospettici della città che inquadrano le relazioni mare-monti. In particolare, nella parte terminale del Molo Piave l’edificio si dovrà sollevare in altezza (non oltre l’altezza massima di 20 m) o dovrà assicurare la sua visibilità, sia per le navi in entrata, sia diventando lo sfondo di alcuni scorci urbani negli assi del tessuto urbano di immediata relazione (tra via E. Amari e via Cavour). L’edificio è anche occasione per ripensare il rapporto visuale con il waterfront portuale assicurando, attraverso una articolata conformazione del suolo, una ricchezza di prospettive visuali, una promenade panoramica e delle aree belvedere dalle quali osservare (senza intralciare) le attività portuali. Il progetto ambisce, dunque, a generare nuovi spazi pubblici urbani in stretta relazione con il porto, aree pedonali, giardini da connettere con il fronte urbano, nuove piazze e aree commerciali generando una interfaccia in grado di assicurare l’innesto e l’ammorsamento tra funzionie spazi urbani e portuali. DIMENSIONAMENTO E BISOGNI DA SODDISFARE Il dimensionamento di massima delle funzioni è il risultato della ricollocazione opportunamente incremntata per rispondere alle esigenze di trasformazione di edifici (e relative funzioni) attualmente presenti nell’area oggetto della trasfomazione e che, per effetto delle previsioni del P.R.P. (in corso di approvazione), saranno demoliti. Le funzioni già presenti nell’area e coerenti con le attività Ro-Ro e di interfaccia sono ricollocate nel nuovo Terminal e ulteriormente potenziate. Il programma funzionale prevede, inoltre, l’integrazione delle funzioni già presenti con nuove funzioni miste Porto-Città. Il programma funzionale di massima sintetizza tali valutazioni e prevede le seguenti voci articolate per edifici: Edificio “Biglietterie e Servizi” su Via Crispi: Uffici e biglietterie (Biglietterie; Uf ci delle compagnie di navigazione; Servizi e locali tecnici). Edificio molo Piave “Terminal Ro-Ro”: Uffici (Uffici società servizi portuali; Uffici FF. OO.; Altri uffici Autorità di Sistema; Genio Civile; etc.); Servizi passeggeri (Sanità Marittima; Veterinario e veri che tosanitarie; Officina riparazioni; Magazzini; Deposito bagagli; Sale d’attesa; Servizi e locali tecnici); Servizi turistici e commerciali (Mensa, bar e ristoranti; Noleggio auto, moto, etc.; Altre att. commerciali e turistiche); Servizi aggiuntivi (Banca, posta; Parrocchia; Sala Conferenze); Terrazze panoramiche. Depositi e spazi tecnici (Officina riparazioni; Magazzini; altro). Area d’interfaccia: Spazi pubblici a verde; Ingresso Metro; Ingressi parcheggi sotterranei; Servizi turistici informativi. La superficie coperta minima richiesta è di circa 28.775 mq. La cubatura massima è di 84.000 mc per l ‘edificio molo Piave “Terminal Ro-Ro” e di 16.600 mc per l’edificio “Biglietterie e Servizi”. L’altezza massima è di 20 m per l ‘edificio Molo Piave “Terminal Ro-Ro” e di 12 m per l’edificio “Biglietterie e Servizi”. REQUISITI TECNICI L’elemento di connessione tra l’edificio “Biglietterie e servizi” su via Crispi e l’edificio lungo il Molo Piave dovrà tenere conto di particolari esigenze funzionali del porto (transito gru e mezzi speciali) prevedendo quindi una soluzione architettonica mobile del collegamento. L’articolazione funzionale dell’area di interfaccia, il posizionamento delle barriere dell’area portuale e il sistema di terrazze e camminamenti pedonali dovrà tenere in considerazione le restrizioni previste dalla normativa in materia di security. Ma perché la necessità di un bando? Il Porto di Palermo è una realtà dinamica e in continuo divenire così come testimoniato dai dati statistici elaborati dalla stessa Autorità di Sistema Portuale, nonché da soggetti indipendenti. Nel dettaglio, il traffico passeggeri è in aumento e registra nel 2016 ben 1.911.973 passeggeri. Anche il traffico crocieristico è in crescita, per gran parte dell’anno e soprattutto il traffico rerlativo ai passeggeri in transito. Il traffico crocieristico passa nel decennio da 320.632 (2006) a 510.078 passeggeri (2016) totali (imbarchi-sbarchi e transito), con un picco storico nel 2008 con 567.049 passeggeri totali e 250 navi annue. In particolare, si segnala che il 2016 è stato l’anno con il picco storico relativo al numero di passeggeri imbarcati che sono stati 36.607. Infine, i traffici ci Ro-Ro sono in crescita nel decennio e passano da 4.915.689 tonn. nel 2006 a 5.750.574 tonn. nel 2016. Dati e numeri che  abbiamo avuto modo di leggere durante questa intervista che ci ha rilasciato qualche mese fa, il nuovo presidente Monti L’importo presunto delle opere da progettare è di 70.300.000,00 Euro, compresi oneri di sicurezza. Il montepremi complessivo è di 98000,00 Euro, di cui: 1° premio di 77000,00 Euro 2° premio di 21000,00 Euro. Il termine ultimo per partecipare al bando è il 20/04/2018 alle ore 12 fra circa 80 giorni. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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