12 set 2013

Movida a Palermo: la replica di Vivo Civile


Riceviamo e pubblichiamo lettera del presidente dell’Associazione Vivo Civile come replica al precedente articolo sulla movida che abbiamo ricevuto da parte di un residente del Centro Storico. Siamo di fronte ad un conflitto fra esercenti e residenti?

Come presidente dell’associazione Vivo Civile ma soprattutto come cittadino mi preme aggiungere qualche riflessione alla lettera aperta di Delio De Feo e chiarire alcuni aspetti importanti su quanto è stato detto e scritto negli ultimi giorni circa  la “movida” intesa come anarchia sovrana, dalla quale ci siamo sempre dissociati e contro la quale combattiamo ogni giorno.

82899 zero alcol per i neopatentati

 Vorrei chiarire, anche in risposta alla segnalazione sul vostro blog, che i gestori che hanno aderito all’associazione Vivo Civile ( Jackass, New Art, Qvivi, Cavu’, Vinile, Studio 22, Ai chiavettieri, Tao Cube, Ricovero, Al Siciliano, Vespa cafe’, Wagg, Basquiat) per anni hanno subito la concorrenza criminale di chi nelle zone franche della città apriva una saracinesca somministrando illegalmente alcolici e sparando musica a volumi disumani.

A tali zone franche fa riferimento Delio De Feo, sulle quali  più volte abbiamo chiesto la presenza costante delle forze dell’ordine come dimostrano le nostre dichiarazioni su blog e stampa.

Sull’ordinanza credo sia stato detto tutto, ma giova ribadire che indipendentemente dalla pronuncia del Tar si è dimostrato un provvedimento inutile rispetto alle lamentele dei cittadini come provato dalla lettera che avete pubblicato ma soprattutto ha creato danni  a chi la legge la faceva rispettare, motivo per il quale il Tar ne ha sospeso l’efficacia. Per impedire che i cittadini dovessero pagare a causa della  superficialità di chi li amministra.

Infine voglio ribadire che  è nostra volontà contribuire al miglioramento della nostra città di cui sappiamo di essere una risorsa ed in tal senso nei prossimi giorni organizzeremo iniziative per recuperare le aree verdi oltre a presentare progetti di pedonalizzazione per le aree su cui insistono alcuni locali con l’obiettivo di creare aree fruibili per tutti i cittadini, dando anche la disponibilità a contribuire per l’arredamento e servizi come il wi fi.

Con questa lettera spero davvero che i cittadini non facciano di tutta l’erba un fascio, tutti possediamo  un auto ed il fatto che esistano automobilisti incivili non significa che chiunque sia al volante debba essere considerato un potenziale pirata della strada. Così l’associazione VIVO CIVILE chiede ai cittadini di distinguere caso per caso, perché solo unendo le forze possiamo finalmente creare una linea di demarcazione tra la parte civile di questa città che merita sostegno e i tanti incivili che verrebbero più facilmente individuati e puniti. In tal senso siamo certi di poter continuare con i cittadini come Delio De Feo ma anche con le associazioni e le istituzioni quel dialogo costruttivo da cui trarrebbe beneficio tutta la comunità.

Antonio Ferrante

Presidente Associazione Vivo Civile


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