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28 apr 2017

Le strade di Palermo fanno schifo

di Andrea Baio

Sono anni che mi indigno sempre di fronte allo stesso problema, eppure a forza di veder cambiare nulla anche io sto rischiando di farci il callo. Tuttavia, mi rendo conto che la situazione di certo normale non è, e che mi risulta decisamente intollerabile considerarmi un cittadino contribuente che vede sprecati i propri soldi. Le strade a Palermo fanno schifo, punto. Dei tanti piccoli progressi visti in città negli ultimi anni, la tematica delle strade non è stata neanche lontanamente sfiorata, e mi chiedo come sia accettabile nel 2017 percorrere delle vere e proprie "trazzere" urbane. Buche ovunque, caditoie ostruite, manto stradale crepato, segnaletica orizzontale praticamente assente nella maggior parte degli assi viari, senza contare l'anarchia dovuta a ogni genere di infrazione in fatto di codice della strada. Normalità? No. Normalità diventa quando certi problemi smettono di essere affrontati. Eppure mi chiedo: è mai possibile che vengano spesi soldi per la manutenzione e nessuno riesca a monitorare la qualità dei lavori? E' probabile che sussistano delle difficoltà a far eseguire i lavori alle imprese, che vengono pagate a metraggio. Per queste ultime è più conveniente asfaltare gli assi viari principali anziché le traverse ad esempio, perché i lavori in questo modo vengono eseguiti più rapidamente (e pagati anche di più). Il dubbio che mi sovviene è: ma il Comune in quanto committente non ha il diritto di pretendere ciò per cui sta pagando? Non esistono dei meccanismi che consentano di dire se un lavoro è stato fatto bene o male? Il problema non è neanche puramente estetico, ma soprattutto relativo alla sicurezza stradale. Come se tutto ciò non bastasse, chiunque sia di Palermo avrà notato la linea di confine tra i bombardamenti di Baghdad e la precisione svizzera con cui viene posto il manto stradale di via Libertà. In via Libertà la qualità dell'asfalto è migliore, a grana grossa, posto perfettamente - senza rattoppi alla "cazzo di cane" (fatemi passare il termine) - e con una segnaletica orizzontale impeccabile. Stessa città, servizi differenti. Una discriminazione senza logica. Eppure, al contempo è la dimostrazione lampante che a Palermo è possibile asfaltare bene un tratto di strada. Non capirò mai con quali logiche venga gestita la manutenzione stradale a Palermo, ma credo che queste risposte debbano arrivare da un'amministrazione comunale seria e competente. Spero pertanto che queste righe possano essere considerate un incentivo valido. Dopotutto, in campagna elettorale le orecchie si drizzano di più.

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18 mar 2020

Coronavirus | L’appello di un cittadino contro gli incivili e trasgressori

di Mobilita Palermo

Cari redattori di Mobilita Palermo,  sono uno studente che abita nel quartiere Oreto-Perez-Stazione (e che preferirebbe rimanere anonimo qualora voi vogliate diffondere questo messaggio). Vi scrivo perché proprio non ce la faccio a starmene con le mani in mano di fronte all'ennesima prova di inciviltà che sta dando una parte della gente (non so in altri contesti come sia la situazione) che vive nel mio quartiere. Dal punto di vista privilegiato (si fa per dire) del balcone di casa mia, tra una pausa di studio per un esame di Storia Medievale per l'Università e l'altra, noto con grande dispiacere che neanche di fronte al pericolo di morte, per sé e per gli altri, il Palermosauro riesce a mettere da parte la sua fiera strafottenza e la sua arroganza (nonché le sue brutte intenzioni e la maleducazione). Mentre infatti tante persone responsabili fanno di tutto per evitare di contrarre e fare da vettore del virus limitando, con grande sacrificio, i propri spostamenti; altre non si fanno scrupoli ad andarsene, incuranti delle restrizioni attualmente in vigore, in giro e bivaccare per le vie del quartiere. E lo dico con cognizione di causa perché, sebbene solo (e aggiungerei meno male) di vista, è gente che conosco. Per queste persone l'anarchia sembra essere l'unica regola: c'è chi ha riadattato la fruizione di un MiniMarket a quella di un Bar, per cui ormai è divenuto consueto incontrarsi all'entrata del negozio per prendere birre e bibite in compagnia e magari discutere, con buona pace delle distanze minime di sicurezza, della situazione Covid-19 snocciolando le proprie teorie al riguardo (che vanno dal complottismo al, cito testualmente, "il virus è nell'aria, per(c)ciò se me lo devo prendere me lo prendo pure se sto a casa. Tanto vale che mi bevo 'na bella bbirra chi me' cumpari"); altri passeggiano per l'intero pomeriggio con la scusa del cane o del sacchetto della spesa (semivuoto) per il quartiere salutando a destra e manca ed esibendo entusiasticamente le mascherine (un po' come si faceva da bambini con le figurine); altri ancora invece fanno la stessa cosa, ma con l'ausilio dei più comodi mezzi a locomozione elettrica. Ma, devo dirlo, l'apice della demenza si è manifestato durante i flashmob degli ultimi pomeriggi, quando gruppi di giovani e grandi si sono dati appuntamento per assistere insieme alle iniziative fatte dai balconi di alcune vie. Ciò detto, metto da parte per un minuto la mia ironia per fare un serio appello a chi abbia avuto la pazienza di leggere sin qui: davvero il pianto di un tuo concittadino sulla tomba di una persona cara è il giusto prezzo da pagare per il tuo chinotto o per la tua passeggiata all'aperto? Palermo non può negare se stessa. La città potrebbe trovarsi (o forse si trova già) alla vigilia di una catastrofe sanitaria, interi quartieri potrebbero presto diventare quartieri-ghetto, ed io sono preoccupato, dal momento che ho tre familiari a forte rischio. Ci vorrebbero più controlli da parte delle forze dell'ordine e pene esemplari per i trasgressori, affinché il coefficiente di rischio contagio possa ridursi al minimo prima che sia troppo tardi. La mia speranza è che voi di Mobilita Palermo possiate diffondere l'appello di questo messaggio  e sollecitare le istituzioni affinché si intervenga, e presto, in questo senso. In caso contrario, mi dispiace per avervi scritto tutto questo papello e mi complimento comunque con voi per il vostro attivismo in città. Un vostro Lettore  

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21 nov 2015

Verde, in viale dell’Olimpo piantati nuovi alberi donati da privati

di Mobilita Palermo

Da un comunicato del Comune di Palermo l'annuncio su altre nuove piantumazioni in corso lungo viale dell'Olimpo. ll sindaco Leoluca Orlando questa mattina ha partecipato in piazza Castelforte alla cerimonia di piantumazione dei primi nove dei mille alberi donati alla città grazie alla partecipazione di enti, imprese, liberi professionisti, associazioni, istituti scolastici, comitati e cittadini, operanti nel territorio. Questi mille alberi contribuiranno a portare a cinquemila il numero di nuovi alberi che saranno piantumati in tutta la città entro la prossima primavera. Gli alberi da piantare in viale dell’Olimpo sono in tutto 170 e l’operazione verrà completata nei prossimi giorni. La cerimonia, organizzata in coincidenza con la Giornata Nazionale degli Alberi che viene celebrata tra le giornate di ieri e di oggi, è stata organizzata con il Patrocinio del Comune di Palermo e la partnership tra i Gruppi Ricerca Ecologica Sicilia e I Coraggiosi, il Dipartimento Regionale Aziende Foreste Demaniali ISSPE.  A margine dell’iniziativa, è stato osservato un minuto di raccoglimento in memoria delle vittime del terrorismo, accompagnato, poi, dalla voce di Micaela Seminara che ha intonato “Image” di John Lennon. A seguire, si è svolta la performance de “La bottega delle percussioni” e l’esibizione di danza a cura dell'Associazione In Punta di Piedi. “Prosegue l’impegno dell’Amministrazione comunale – ha detto il sindaco Leoluca Orlando – per costruire, anche attraverso il verde, una Palermo diversa e migliore. Oggi, si contribuisce a far tornare alberato viale dell’Olimpo dopo anni di incurie. Voglio esprimere il mio ringraziamento alla Reset per il suo impegno continuo nell’area verde e a tutti i cittadini ed associazioni che con la donazione di questi mille alberi che si aggiungono ai quattromila che l’amministrazione pianterà su tutto il territorio palermitano, contribuiscono a questa lunga marcia”.      

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21 gen 2016

Nuove rastrelliere in città, vecchi errori al Comune

di Giulio Di Chiara

Ieri sono state posizionate 22 nuove rastrelliere in punti nevralgici cittadini, per favorire ulteriormente la mobilità ciclabile e consentire maggior ordine e sicurezza al parcheggio dei mezzi a due ruote. Tutto bello, se non fosse che tali rastrelliere risultano decisamente poco sicure per i ciclisti che decideranno di legare ad esse le proprie biciclette. Il motivo è presto detto: la conformazione prettamente orizzontale della rastrelliera in oggetto non consente infatti di apporre la catena in un punto solido della bici, solitamente il telaio, ma soltanto in una delle due ruote. Va da se che le ruote sono le parti della bici più facilmente smontabili anche da un malintenzionato. Di seguito riportiamo un modello di rastrelliera che scongiura questo rischio: oltre all'alloggio per la ruota, la struttura presenta dei bracci pi lunghi che consentono di ancorare il proprio mezzo all'altezza del telaio.   Le rastrelliere installate dal Comune di Palermo tra l'altro sono dello stesso modello di quelle posizionate anni fa ad esempio in Piazza San Domenico, per le quali sia noi che le associazioni di categoria avevano sollevato medesime osservazioni. Evidentemente non c'è stato modo o volontà di raddrizzare il tiro per questa seconda fornitura che rischia di rimanere sottoutilizzata soprattutto dato l'alto tasso di furti di bici in città. Se tutto ciò è stato dettato da una contingenza economica, ci sentiamo di poter dire che erano meglio meno rastrelliere, ma buone. Un'occasione veramente persa.  

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28 dic 2016

Palermo è una città VISIVAMENTE inquinata? Un cittadino ci incalza e VI INCALZA: rispondete!

di Mobilita Palermo

Preparate gli occhi e le orecchie. Vi riportiamo un'analisi che incalza tutti noi palermitani e tutti noi lettori. L'utente "Palermo La Malata" ci chiede un giudizio dopo un'attenta lettura e riflessione. Anche se il tono del post può sembrare provocatorio, crediamo che il focus dell'argomento sia giusto e quindi, leggete attentamente. Nel Settembre 2016 molti quotidiani ci hanno informati, ancora una volta, che Palermo è la città Italiana col più alto livello di Inquinamento Acustico d'Italia. Grazie, ma lo sapevamo già da una ventina d'anni. Io invece, oggi, voglio farvi notare l'Inquinamento Visivo di Palermo, cosa che fino ad oggi non sembra disturbare quasi nessuno. Lettori e Lettrici di Mobilita Palermo, voglio chiedervi di fare una cosa semplice ma precisa: la prossima volta che siete per le strade di Palermo, in Centro oppure in un quartiere del Nord o del Sud, o dell'Ovest, o Sud Est, a piedi, in bici, in moto, in auto, in bus o in tram e non avete troppi pensieri per la testa, e avete un po' di tempo a disposizione, invece di guardare il vostro smartphone concentratevi a guardare la quantità di cartelli pubblicitari stampati su carta che ci sono nelle strade, nei viali e nelle piazze della nostra città: i cartelli piccoli, i cartelli medi e i cartelli grandi. Ne vedrete dappertutto, a decine, a centinaia e a migliaia: sui lati dei palazzi che non hanno finestre sui pali della luce, sia quelli di stile moderno sia quelli in stile antico di Viale Libertà e di Via Roma per esempio su quegli elementi in metallo ai bordi dei marciapiedi che forse originariamente nacquero per proteggere i pedoni dal pericolo delle auto ma che oggi sembrano solo servire ad esporre pubblicità; sotto le tabelle che indicano dei nomi delle strade, installate su pali agli incroci di alcune strade (questi non sono in carta ma plastica), davanti a spazi verdi, davanti a piccoli giardini privati e davanti ai vivai lungo i grandi viali e nelle piazze alcuni installati parallelamente al bordo del marciapiede, altri in modo perpendicolare al marciapiede lungo tutto il Viale Regione Siciliana, da Nord a Sud, e su tutti i suoi svincoli sui fianchi del Foro Italico, del Parco Uditore, del Parco Cassarà dentro il Parco della Favorita e su Monte Pellegrino lungo il Mar Tirreno, da Acqua Dei Corsari fino a Mondello e, oltre, fino a Sferracavallo ovunque, ovunque e dappertutto. E' un'infinita scena vomitevole. Non è finita. Oltre ai cartelli stampati su carta, potrete vedere un'altra categoria: i tabelloni dei negozi. Non sto parlando delle insegne. Mi spiego: c'è per esempio il Bar Fozzapalemmo; esso ha l'insegna col nome Fozzapalemmo sopra la propria porta di entrata e questa insegna deve esserci per necessità. Ma a pochi metri davanti al bar, sul bordo del marciapiede c'è un palo in metallo con un tabellone spesso in materiale plastico, che può essere illuminato dall'interno e con doppia facciata che riporta nuovamente il nome Bar Fozzapalemmo e riporta probabilmente il logo e magari anche il numero di telefono. L'insegna del negozio è posizionata sopra la sua porta, sulla facciata del palazzo e quindi parallelamente al bordo del marciapiede mentre il tabellone a doppia facciata è posizionato in modo perpendicolare al bordo del marciapiede, così che quando tu stai camminando o guidando lungo quella strada puoi già vederlo a distanza. A volte questo tabellone su palo è installato all'angolo dell'isolato e magari ti dice che il Bar Fozzapalemmo è a soli 10 o 20 metri più avanti. Esistono casi di negozi che hanno chiuso per scelta o per fallimento ma che il loro tabellone o i loro tabelloni, o sul bordo del marciapiede o pochi metri più in là, sono rimasti in piedi perchè l'ex-proprietario non si è preoccupato di smantellarlo/i. I cartelloni pubblicitari su carta insieme ai tabelloni dei negozi sono due elementi principali che contribuiscono all'Inquinamento Visivo di Palermo. Io ho l'impressione che nessuno sembra farci caso. Sicuramente per abitudine perchè si è cresciuti vedendoli. Non mi aspetto che tutti voi abbiate la mia stessa negativa percezione di tutta questa pubblicità;  alcuni o molti di voi non ne saranno infastiditi per niente. Dal mio punto di vista invece questi cartelloni con pubblicità stampata su carta e i tabelloni su plastica sono visivamente invadenti, aggressivi e volgari e sicuramente contribuiscono a degradare ulteriormente il già malandato aspetto estetico generale di questa rozza Palermo. Quello che intendo dire vi sarà più chiaro quando avrete visto questi video girati da utenti YouTube dall'interno di tram, autobus, filobus e automobili in varie città Europee. In ogni video, vi chiedo di osservare attentamente i marciapiedi, le facciate dei palazzi, le strade, i viali, gli spazi verdi e le piazze e di cercare cartelli pubblicitari e di cercare tabelloni di negozi.  Vedrete che i tabelloni di negozi ai bordi dei marciapiedi sono praticamente inesistenti  al di fuori dell'Italia (neanche se ne vedono nel video su Madrid e Barcelona annullando il sospetto che potevano essere una caratterittica dei paesi Mediterranei); esistono invece piccoli tabelloni perpendicolari in alto e che poggiano sull'insegna. Invece il numero di cartelloni pubblicitari su carta sembra essere mantenuto al minimo e questo minimo è organizzato in maniera ordinata. Questa quantità limitata di pubblicità dà alle strade e alle città in generale un aspetto puliticchio, normale e decente. Anche quelle strade che non sono ne' spettacolari ne' grandiose hanno comunque un aspetto semplicemente normale e decente; l'esatto opposto delle volutamente maltrattate, e di conseguenza indecenti, strade di Palermo. I video sono elencati per durata, dal più breve al più lungo così potrete scegliere quale guardare in base al tempo che avete a disposizione. Non concentratevi a guardare le fermate dei bus o dei tram perchè queste e in quasi tutte le città hanno cartelloni pubblicitari: 2:59, Vienna: https://www.youtube.com/watch?v=loE9HRi1E_Q 3:01, Edimburgo: https://www.youtube.com/watch?v=z4pRAhOe64o 5:39, Madrid: https://www.youtube.com/watch?v=qN2pF34U1N4 8:44, Monaco: https://www.youtube.com/watch?v=8qv8bDJ_lRI 8:45, Zurigo: https://www.youtube.com/watch?v=iiOtuFmqrYM 9:21, Oslo: https://www.youtube.com/watch?v=bqt6He7pY94 10:11, Copenhagen: https://www.youtube.com/watch?v=smsU0JAofyU 10:20, Londra: https://www.youtube.com/watch?v=RNozHIUvJcc  10:47, Antwerpen: https://www.youtube.com/watch?v=3B2OcCxoFdE (per i più curiosi, la parola "ongebruikt" che compare accanto i nomi delle stazioni sotterranee indica una stazione "non in uso" o una stazione "non ancora aperta") 10:59, L'Aia: https://www.youtube.com/watch?v=PYuZldXiEME 11:02, Salisburgo: https://www.youtube.com/watch?v=BgEKCqh-HDU 14:20, Madrid: https://www.youtube.com/watch?v=MjdyVWzz2CA 14:47, Stoccolma: https://www.youtube.com/watch?v=_x-TZ69gneE  14:51, Barcelona: https://www.youtube.com/watch?v=DEtrzkFTJb0 15:03, Oxford: https://www.youtube.com/watch?v=2SQyklPKVaY 21:18, Helsinki: https://www.youtube.com/watch?v=qAhwEYy-ynI 25:19, Amsterdam: https://www.youtube.com/watch?v=EFFCoWULhk4 38:25, Vienna: https://www.youtube.com/watch?v=_Q8Nqn4dhv0 1:10:04, Londra: https://www.youtube.com/watch?v=7Ie2i-T1EEs Dopo aver guardato attentamente questi video uscite da quella porta, date una bella occhiata alle strade Palermitane e fatene il paragone. Per la prima volta, e all'improvviso, realizzerete che anche su questo tema Palermo è volutamente mantenuta dai nostri governantucci presenti e passati in uno stato estetico pietoso. Sappiamo tutti che lo sfortunato Comune di Palermo è da sempre disperato nella ricerca di modi per guadagnare più soldi, ma nella nostra attuale videosocietà dove  la pubblicità ci arriva sulla televisione, sui computer, sui telefoni e dentro la cassetta della posta è ormai inappropriato, inaccettabile e soprattutto anacronistico continuare a tenere le strade e gli spazi pubblici di Palermo tappezzati di cartelli e di tabelloni di tutte le dimensioni e di tutte le forme soltanto per soddisfare la loro implacabile sete di soldi. E i negozianti dovrebbero farsi bastare l'insegna sopra la porta del loro negozio come se la fanno bastare i negozianti negli altri paesi dell'Unione Europea. Poichè ho l'impressione che la quasi totalità degli abitanti di Palermo è assuefatta alla presenza delle migliaia di cartelli e tabelloni tanto da non notarli neanche, ho voluto scrivere quest'articolo con la speranza che questo discorso, insieme a questi video, aprino gli occhi al più alto numero possibile di concittadini. Non intendo offendere nessuno dei lettori e lettrici di Mobilita Palermo ma io non sono alla ricerca dei commenti dei Professoroni abituali di questo sito che non perdono mai occasioni per scrivere mini-tesine  storico-culturali o ingegneristiche o aritmetiche-statistiche o legislative-burocratiche o architettoniche-urbanistiche per dimostrare a tutti i costi che quello che dicono loro è giusto e quello che avevano detto gli altri non vale un cazzo (Mobilita Palermo, non moderate/censurate, come fate spesso, la parola cazzo perchè è la parola giusta al posto giusto per le persone giuste e lasciate l'intera frase così come ho scelto di scriverla. Però cancellate questa frase tra le parentesi prima della pubblicazione) e che replicano agli altrui commenti con tono di disprezzo per essersi permessi di aver scritto i loro pensieri su Mobilita Palermo senza aver prima passare l'esame e senza essersi iscritti a qualche Ordine Professionale. Ovviamente Mobilita Palermo vi dà la libertà di poterle scrivere qui sotto le vostre noiosissime tesine ma vi sia chiaro che io non sto chiedendo le vostre spiegazioni di quelli che secondo voi potrebbero essere stati i motivi storici, economici, urbanistici o legislativi che hanno portato le strade Palermitane a questo putrido stato estetico. Quelle che voi credete esserne state le cause è comunque totalmente irrilevante perchè la frittata nelle strade di Palermo è ormai fatta.   Gradirei anche non dover sentire nessuno farmi qualche lezioncina economico-commerciale dicendo che i cartelli pubblicitari e i tabelloni dei negozi sono la vita del commercio perchè io non ci crederò mai. I guadagni che arrivano tramite i clienti attirati da quei cartelli cartacei e da quei tabelloni sono indubbiamente irrisori e se cartelli e tabelloni garantissero flusso costante di picciuli allora tutti i negozi vorrebbero avere sia pubblicità cartacea, sia tabelloni; e di questi ce ne sarebbero quindi ancora di più. Ma ancora una volta, lo spazio sottostante è a vostra disposizione se proprio non resistete alla tentazione di dover scrivere la vostra noiosissima lezioncina economico-commerciale fatela convincente e provate a noi tutti con i vostri soliti numeri, percentuali e parafrasi che cartelloni e tabelloni garantiscono guadagni sicuri al 100% ai negozi! Il ridicolo del ridicolo si raggiunge con le gigantesche pubblicità dei supermercati che pubblicizzano 1 solo prodotto per esempio una bottiglia di passata di pomodoro a 59 centesimi dal 18 al 25 settembre. Non ne varrebbe veramente la pena di mettere queste pubblicità così temporanee! Invece, invece, troverei più interessanti quei vostri commenti che descrivano la vostra esperienza soggettiva raccolta con i vostri occhi della visione delle strade di Palermo invase dai cartelli e dai tabelloni pubblicitari; sarebbe intrigante sentirvi dire cose del tipo "Per me va bene così; non ci vedo problema e non credo  che i cartelli o i tabelloni sminuiscono la qualità estetica di Palermo. Anzi mi piacciono molto perchè aggiungono colore alle strade", oppure "Effettivamente la situazione è grave. Dopo averne notato a centinaia in una sola mezz'ora mi stava viniennu i rrovesciari e credo che bisognerebbe sicuramente smantellarne la maggior parte". Bene. Sentiamo le vostre esperienze ma, per favore, SOLO DOPO che avete dato PRIMA un attento sguardo a questi video e POI, domani con tutta tranquillità, una bella occhiata alle strade di questa malata e sempre più zozza Palermo. Quindi niente commenti scritti impulsivamente solo perchè al momento non avete molto da fare.

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02 ott 2020

TRAM | Le nuove linee non necessitano di una variante urbanistica

di Fabio Nicolosi

Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa del Comune di Palermo circa l'iter amministrativo per la realizzazione delle nuove linee tranviarie. L'ufficio legale dell'assessorato regionale al territorio ha risposto ad una nota del Comune con cui chiarisce, con riferimento al Tram (progetto linee A, B e C), che non è necessario un voto del Consiglio comunale di variante urbanistica. Viene inoltre chiarito che il verde "ausiliario" di contorno agli assi viari (aiuole, alberi, ecc) non è considerato a fini urbanistici come "verde" e che la destinazione urbanistica a "viabilità" comprende le strade carrabili e pedonali ma anche le piste ciclabili e i tram. Tratta A – Stazione Centrale – Villa Sofia Tratta B – Stazione Notarbartolo – Giachery Tratta C – Stazione Centrale – Calatafimi “Un passo avanti che conferma come l'amministrazione si sia mossa e si stia muovendo nel solco del massimo rispetto della normativa urbanistica e dell'impianto delle linee guida del piano regolatere per la mobilità sostenibile" dice il sindaco Leoluca Orlando. "Dalla Regione arriva un punto fermo sul piano amministrativo che speriamo chiuda polemiche del tutto strumentali di chi si oppone al tram per puri motivi ideologici", dice l’assessore alla Mobilità Giusto Catania. Il Comune tenterà di pubblicare il bando di gara entro i primi mesi del 2021. “Abbiamo perso almeno cinque mesi per questa querelle” dice Catania. Adesso il progetto andrà al Consiglio regionale dei lavori pubblici e al ministero dei Trasporti per gli ultimi via libera. La tratta A collegherà per 11 chilometri, la stazione centrale allo stadio, trasformando via Roma in un’area pedonale alberata con piste ciclabili. Via Libertà diventerà un boulevard pedonale con i controviali aperti al traffico. Mentre l’altro senso di marcia insisterà su via Marchese di Villabianca e via Marchese di Roccaforte. La tratta B collegherà la stazione Notarbartolo a via Duca della Verdura. La tratta C prolungherà l'attuale linea 4 da viale Regione siciliana, all’altezza del ponte Calatafimi, fino alla stazione centrale collegando l’Università, il parcheggio Basile, il Cus e il parco Cassarà. C’è anche un’altra tratta, la “E1”, che collegherà piazza De Gasperi alla stazione Francia. Ti potrebbe interessare anche: VIDEO ESCLUSIVO | Tram: la nuova linea Stazione C.le – Stadio (tratta A) VIDEO ESCLUSIVO | Tram: la nuova linea Notarbartolo – Giachery (tratta B) VIDEO ESCLUSIVO | Tram: la nuova linea Balsamo – Calatafimi (tratta C) VIDEO ESCLUSIVO | Tram: le fermate e le vetture

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13 feb 2017

E adesso Palermo si guadagni il titolo…

di Andrea Baio

Palermo Capitale Italiana della Cultura, ma la cultura gode di ottima salute? Che sia la spinta a far meglio, e con maggior concretezza, così che questo titolo non rimanga solo un fregio, ma possa costituirsi merito di qui al 2018.   Questa riflessione arriva a mente fredda, sia perché ci sembrava giusto prima gioire tutti insieme della nomina a Capitale Italiana della Cultura, sia perché non vogliamo che adesso l'argomento passi di moda e venga accantonato come un risultato prematuro. Dopo i fallimenti di Palermo Capitale Europea della Cultura 2019 e Palermo Capitale Europea dello Sport, arriva finalmente la soddisfazione di un riconoscimento per la nostra città. Che sia dovuto alla qualità del progetto o al "peso politico" dell'amministrazione Orlando sul piano nazionale, il punto è che adesso bisognerà rimboccarsi le maniche. In che stato è la cultura a Palermo oggi? Sicuramente non gode di ottima salute. Viviamo in una città che produce alcune tra le menti più eccelse d'Italia, forse proprio perché costrette a districarsi in un contesto che non concede loro opportunità, obbligando i giovani a reinventarsi continuamente, imparando, cercando, rafforzando la creatività nella speranza di trovare uno sbocco. Le stesse menti sono poi gettate come carta straccia dopo aver subito ogni genere di umiliazione da questo sistema aberrante che prima li forma, e il giorno dopo li costringe a fare le valigie e partire per altre mete. Nel 2015 più di 13 mila giovani menti hanno lasciato Palermo: un fenomeno migratorio che ormai ha raggiunto le proporzioni di un esodo biblico. Da un'analisi "lucida" sarebbe opportuno prendere questa nomina come uno spunto a far meglio, un'occasione per meritare veramente il titolo di Capitale Italiana della Cultura in una città che sinora la cultura l'ha annientata, come ha annientato tutte le persone che tentavano di supportarla. Palermo è una città in fermento in qualsiasi settore: dal teatro alla musica, dal cinema all'arte e alla letteratura, etc. Viviamo in una città che ha sete di cultura. Sembra quasi che più la città sprofondi in basso, più i talenti vengano fuori in cerca di spazio vitale, coltivando spontaneamente le proprie realtà in antitesi col degrado, l'abbandono e l'ignoranza dilagante. Un grido disperato, un'ultima resistenza che prova a trarre il massimo da un contesto in cui il minimo è all'ordine del giorno. Spesso la politica ha provato ad appropriarsi dei meriti di queste realtà, cavalcando ipocritamente le stesse dopo averle ostacolate (o nel migliore dei casi, mai supportate). Le stesse realtà hanno invece bisogno di un sostegno reale da parte di chi amministra, e della cittadinanza tutta. Sono realtà che affondano nella burocrazia, nelle difficoltà economiche, e che vedono il vuoto attorno quando si tratta di individuare spazi dove poter operare, creare, proliferare. I Cantieri Culturali alla Zisa sono solo uno dei tanti fallimenti della cultura a Palermo. Un potenziale sfruttato allo 0.1%, che potrebbe invece ospitare iniziative culturali di ogni tipo, che potrebbe costituirsi luogo di aggregazione per tutti gli artisti, scrittori, attori e musicisti di questa città, risultando altresì appetibile anche al di fuori del contesto locale. A tutto questo, si va ad aggiungere il paradosso di una sottocultura "ignorante" che monopolizza qualsiasi tipo di iniziativa, di luogo, di finanziamento, tagliando fuori chiunque non appartenga a certe logiche clientelari ed a determinati circoli. Il cancro di una visione "radical-chic" che snobba tutte quelle piccole realtà che quotidianamente con la cultura si sporcano le mani, e che invece risultano molto più autentiche di tutti quei nomi altisonanti che possono solo fregiarsene e agghindarsi di autocompiacimento, senza rendersi conto di essere afflitti da una limitatezza provinciale disarmante che è in perfetta antitesi con il concetto di cultura stesso. Speriamo che il tempo di questi giochetti sia quindi finito, e che da oggi possa iniziare una nuova parentesi positiva per la nostra città. Speriamo che Capitale Italiana della Cultura non significhi solo far piovere soldi su realtà ultra-consolidate come il Teatro Massimo - ad esempio - ma che vada a supportare tutte le realtà di cui sopra, che poi sono quelle che hanno bisogno della maggiore spinta. La cultura di Palermo sono le persone che ne fanno parte: non dimentichiamoci di questo, o sprofonderemo nuovamente nella retorica politica senza che nulla cambi. La cultura non è una bandiera da sventolare all'occorrenza, non è un prodotto usa e getta, è il pilastro fondamentale su cui poggia la rinascita di questa città. Auguri a tutto noi, e speriamo che sia la volta buona.

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