Perché nuovi autobus non sono la soluzione per il TPL di Palermo

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Il trasporto pubblico locale è regolamentato dal contratto di servizio tra Comune di Palermo e Amat stipulato nel 2015 e valido fino al 2019.

Dal 2019 ad oggi non esiste un nuovo contratto di servizio, che è ancora in discussione.

Il TPL quindi in città procede a vista.

Fatta questa importante premessa, nel 2019 AMAT redige un piano di risanamento ed efficientamento, che viene rivisto nel 2021.

Ma perché occorre redigere un piano di risanamento ed efficientamento?

Semplice, perché il C.d.S. (contratto di servizio) che avrebbe dovuto tenere al sicuro i conti dell’azienda Amat e tamponare le perdite, trattandosi di TPL, non riesce più a sostenersi.

Nel 2015, quando è stato stipulato il C.d.S. il costo della manutenzione del tram doveva essere compensato dalle entrate della ZTL (si stimavano circa 30 milioni di euro anno, contro gli appena 2,6 milioni del 2018, pari a poco meno di un decimo).

Per fortuna la questione tram sembra essersi temporaneamente risolta, in quanto la parte dei mancati ricavi della ZTL vengono versati dalla Regione Sicilia al Comune di Palermo proprio tenendo conto del trasporto su ferro, oltre che del trasporto su gomma.

La regione versa circa 4 milioni di euro anno per il TPL su ferro e circa 32 milioni per il TPL su gomma

Ricordiamo infatti che il nuovo contratto di manutenzione stipulato da Amat prevede un costo di manutenzione annua di 4.000.000 euro

Cosa prevede quindi il piano di risanamento ed efficientamento?

  • Un complesso intervento sui servizi di Car/Bike Sharing, rimozione dei mezzi e sosta tariffata.
  • Una rivalutazione del contratto di gestione della ZTL.
  • Una diminuzione dei km previsti dall’accordo tra Amat e Comune di Palermo in 11.507.759,55, di cui 10.641.150,55 di TLP su gomma e 866.609,00 di TPL su ferro.

In poche parole Amat cercherà di rimuovere questi servizi dalla propria competenza o di subappaltarli in modo da ridurre le spesa.

Questa una tabella di quello che il piano prevede a livello economico:

Ma torniamo al titolo dell’articolo: Perché nuovi autobus non sono la soluzione per il TPL?

Per capirlo riportiamo cosa prevedeva il C.d.S. del 2015:

Corrispettivo di competenza del Comune con riferimento al Programma ordinario di esercizio del Tpl su gomma €/anno 25.226.000 oltre IVA (in atto al 10%, per un totale di € 27.748.600), corrispondente ad una percorrenza chilometrica contrattualizzata fissata in numero km 13.876.800 di chilometri annui.

MA dal 2019 ad oggi accadono tutta una serie di eventi che mettono in difficoltà Amat:

  • Scoppia una pandemia mondiale, il comune decide di tagliare del 10% il corrispettivo del TPL, i costi energetici aumentano smisuratamente e il personale pensionato/non piú abile ad espletare alcuni servizi non viene rimpiazzato e risulta quindi una grosso problema di organico.
  • A queste si aggiungono i servizi di Car/Bike Sharing, rimozione dei mezzi e sosta tariffata che non hanno reso come previsto e la problematica della TOSAP, TARSI/TARES/TARI che Amat dovrebbe versare al comune per gli stalli della sosta tariffata che controlla.

Nei giorni scorsi sul sito di Amat viene pubblicata una comunicazione tra Amat e il servizio mobilità urbana del Comune di Palermo:

Si trasmettono i programmi d’esercizio su gomma e su ferro del servizio di trasporto pubblico, proposti per l’anno 2023, da inoltrare al servizio mobilità urbana del comune di palermo, in ottemperanza a quanto previsto nell’art. 9 punto 3 del c.d.s., entro il mese di luglio c.a.

Tali programmi sono stati predisposti in considerazione del dettato del piano di risanamento per il rilancio aziendale nel triennio 2022/2024, approvato dal c.d.a. amat nella seduta del 1° marzo 2022 e di cui la giunta comunale ha preso atto. con deliberazione n. 57 del 24 marzo 2022.

I suddetti programmi prevedono una percorrenza chilometrica complessiva annua pari a poco meno di13.900.000 km, che, tenendo conto di un abbattimento della produzione pianificata dovuto alle corse perdute pari al 18% stimato sulla base del trend storico, condurrà a produrre e sviluppare una percorrenza annua pari a km 11.507.760 di cui di cui km 10.641.150 per la gomma e km 866.609 per il ferro, pienamente in linea con quella individuata nel sopracitato piano.

Si passa quindi da 13.876.800 km dichiarati nel 2015 a 11.507.760 km nel 2023. Quindi piuttosto che incrementare i km, per risanare i conti si tagliano.

Altro particolare interessante è il seguente

Per il dettaglio delle risorse da impiegare e quelle eventualmente da acquisire si rimanda alla relazione introduttiva del programma d’esercizio in questione che evidenzia le criticità da risolvere per la sua completa realizzazione e che si riassumono di seguito:

  • Adeguamento organico o.e. che in atto risulta composto da 456 unità comprensivi dei 25 vincitori del concorso interno già espletato per addetto all’esercizio e che determinano un deficit complessivo di 140 unità rispetto ai 570 necessari per l’esercizio di 54 linee diurne e 7 linee notturne oltre all’estensione del servizio notturno della linea 101 per le sole giornate di venerdì e sabato, qualora si prosegua con l’attivazione della ztl nelle ore notturne;
  • Definitiva attivazione del sistema di controllo, monitoraggio e gestione in remoto del servizio di tpl (telecontrollo), in atto in fase di implementazione;
  • Insostenibilità della remunerazione del servizio che in atto non risulta adeguato al costo standard reale.

Leggendo questi numeri quindi c’è da chiedersi come i futuri candidati sindaci avranno intenzione di affrontare il problema, tenuto conto che sia le nuove linee di tram, che l’eventuale incremento di nuovi mezzi comporteranno una maggiore spesa.

Dall’altro lato una maggiore spesa potrebbe non coincidere con un incremento dei contratti di servizio o con i contributi che Comune e Regione potranno versare nelle casse di AMAT.

Prima di sparare slogan:

Aboliamo il tram, compriamo nuovi autobus.

Costruiremo nuove linee tram, potenzieremo le linee giá esistenti

Le domande da fare sono: come? Con che fondi?

Speriamo che i futuri candidati sindaci possano rispondere a queste che sembrano semplici domande, ma che crediamo non avranno mai risposta….

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8 Thoughts to “Perché nuovi autobus non sono la soluzione per il TPL di Palermo”

  1. John Connor

    …e dire che per risanare perfettamente i conti e potersi permettere pure degli sprechi, gli basterebbe insinuare la cultura del biglietto. Ossia sali su tram o autobus solo se hai un titolo di viaggio valido e vidimato.
    Poi non parliamo della modernizzazione dell’offerta…. Un biglietto che vale 90 minuti, come se la maggior parte delle persone abbia questa esigenza di spostamento.

  2. vicchio65

    Scusate, ma non capisco il senso dell’articolo.
    Che l’Amat abbia problemi strutturali nelle entrate è un dato di fatto, ma stiamo parlando di un problema di conto economico. Questo va risolto o con interventi di risanamento o con interventi strutturali. E’ ovvio che, a fronte di un’amministrazione comunale che non sa dare indicazioni strategiche, il cda risolve con interventi di risanamento (ossia tagliare i costi di esercizio).
    Altro discorso è se l’amministrazione (la nuova amministrazione) dà indicazioni per un rilancio strutturale della mobilità locale. Il rilancio deve prevedere investimenti (che non fanno parte del conto economico e, nel caso specifico, sono di fonte esterna) e garantirne la sostenibilità economica nel lungo periodo. E’ vero che il servizio pubblico è in perdita per definizione (la differenza va colmata con i contributi pubblici) ma questa differenza non può essere eccessiva.
    Quello che ci devono spiegare i futuri amministratori è che idee hanno per la mobilità pubblica sostenibile: che siano tram, autobus, metropolitane, non cambia. Il mezzo pubblico deve risultare più conveniente rispetto al mezzo privato sotto tutti gli aspetti, ed è ovvio che la soluzione è disincentivare il mezzo privato.
    Ci dicano se hanno realmente intenzione di disincentivare il trasporto privato in città (ticket di ingresso, costo dei parcheggi, controlli sulla segnaletica), altrimenti ogni servizio è in perdita strutturale.

  3. BELFAGOR

    L’ articolo conferma , utilizzando i numeri, il fallimento della politica sulla mobilità cittadina di questa ” amministrazione” comunali.
    Dall’ articolo leggiamo che “ nel programma d’esercizio, proposto per l’anno 2023, si passa da 13.876.800 km dichiarati nel 2015 a…… 11.507.760 nel 2023”.
    Quindi piuttosto che incrementare i km, per risanare i conti……si tagliano .
    Complimenti!!!
    Inoltre emerge un grave problema di carenza di personale, che in atto risulta composto da sole 456 unità .
    Perciò c’ è un deficit complessivo di ben 140 unità rispetto ai 570 necessari per l’esercizio di 54 linee diurne e 7 linee notturne oltre all’estensione del servizio notturno della linea 101 per le sole giornate di venerdì e sabato, qualora si prosegua con l’attivazione della ztl nelle ore notturne.
    Cioè manca ben 1/4 del personale necessario.
    Poi c’ è il grave problema finanziario .
    Per esempio nel 2015, il costo della manutenzione del tram doveva essere compensato dalle entrate della ZTL (si stimavano ottimisticamente in circa 30 milioni di euro anno). Nella realtà entrarono nelle casse comunali i appena…… 2,6 milioni, cioè poco meno di un decimo).
    Ma chi aveva fatto queste previsioni ?
    Tale grave disavanzo è stato colmato, parzialmente , con molta difficoltà e temporaneamente , della Regione.
    Inoltre dalla vendita dei biglietti l’ AMAT ricava ben poco ( tra l’ altro il numero dei biglietti venduti diminuisce ogni anno ), che i servizi di Car/Bike Sharing, rimozione dei mezzi e sosta tariffata sono in perdita e inoltre il Comune pretende che l’ azienda paghi la ……TOSAP, TARSI/TARES/TARI per gli stalli della sosta tariffata che controlla.
    In queste condizioni come si può pensare di aumentare le linee del tram o gli autobus circolanti ?
    Con quali fondi?
    Con quale personale?
    Forse i candidati sindaci, invece di litigare su argomenti futili , ci spieghino come vogliono organizzare la mobilità cittadini nei prossimi anni .
    Purtroppo stiamo assistendo alla peggiore campagna elettorale di questi ultimi decenni, una campagna elettorale dove i veri problemi della città sono stati elusi da tutti .
    Nessuno escluso.

  4. Ammaria

    Il progetto Tram è in fase preliminare quindi quegli stessi fondi possono essere distratti per acquisti, per esempio, di bus ecologici con corsia riservata. È utile sottolineare che il costo del tram non è più sostenibile per Amat:
    1) per i costi di manutenzione
    2) la regione non riconosce il Trasporto Pubblico Locale nel conteggio dei km da ferro (tram) se non per un rimborso esiguo (e soltanto da un paio di anni circa) rispetto ai km effettuati su gomma (bus).
    3) l’acquisizione di bus ecologici nuovi nella flotta già esistente sarebbe immediato rispetto alla realizzazione di nuove linee tram (senza contare l’impatto).

  5. vicchio65

    Purtroppo non è così…
    I fondi sono stati erogati per un progetto; un utilizzo diverso è vietato. Dovrebbero ridefinire il piano di mobilità, e quindi sostanzialmente ripartire da zero. Già avrei dubbi sulla conferma dei fondi per il progetto tram senza la linea A, come garantiscono alcuni candidati; vedremo.
    La regione non riconosceva il trasporto su rotaia, perché la convenzione era vecchia e non lo prevedeva (e per motivi politici, ma questi forse si risolveranno).
    Un parco di bus elettrici prevede l’attivazione di nuovi servizi a supporto (colonnine, officine, ricambi): Quindi nuovi progetti, nuovi bandi e nuova gara.
    I deficit di personale rimangono. Anzi, un parco autobus richiede molti più autisti in organico.
    I costi di manutenzione sono un falso problema: dipende dai ricavi e quindi dall’utilizzo diffuso del mezzo. Anche i bus elettrici hanno enormi costi di manutenzione, a meno che non si parli dei filobus.
    Come dice giustamente Belfagor, è chiaro che siamo di fronte a sbandierature, che si scioglieranno come neve al sole del mandato 😉

  6. vicchio65

    Non so se è “di destra” o “di sinistra”, visto che sembra diventato l’argomento del giorno, ma questi sono gli elementi di attenzione di uno che ha lavorato tanto nel settore. Già il solo fatto che non se ne parli (come se passare all’autobus elettrico significa sbatterlo sulla strada ed amen) dovrebbe fare pensare.
    Almeno, chi è favorevole, prenda atto che così non è.
    https://www.autobusweb.com/autobus-elettrici-la-parola-ad-andrea-bottazzi/

  7. Orazio

    Vicchio 65,, solo un ignorante definirebbe un tipo di mezzo pubblico di destra o di sinistra, un ignorante o un cretino matricolato o pilotato.

    Credo di aver detto una banalità, ma forse non è inutile dirla, visto il livello a cui il dibattoto è stato fatto scadere.

    Grazie per il contributo.

  8. Irexia

    @ vicchio65 ho letto con piacere l’articolo indicato perché, non essendo del campo, ho imparato cose nuove, ti ringrazio!

    @ John Connor ci vogliono controlli seri contro chi ritiene di potere viaggiare gratis. Oppure c’è un’altra teoria che probabilmente in città non verrebbe apprezzata: inserire nelle tasse comunali l’abbonamento annuale ai mezzi; praticamente tutti i residenti in regola con le imposte comunali sarebbero in automatico abbonati, gli abbonamenti “volontari” rimarrebbero a disposizione di turisti e pendolari. Fu un’idea proposta per la città di Modena in Italia e ne sentii parlare per Parigi… Quanto alla durata di validità dei biglietti, 90 minuti è la misura standard.

    @Ammaria quello che tu chiami “impatto”, e che immagino voglia dire apertura di cantieri per mettere binari e scambi o montare pensiline, io la chiamo opportunità. Mi sembra evidente infatti, che i cantieri sulle linee tram, in supeficie quindi, sono occasioni per rifare il look a certe zone della città, costruire parcheggi sotterranei e pedonalizzare alcune strade: cose di cui la città ha enorme bisogno.

    @Belfagor andrei oltre, non stiamo assistendo alla campagna elettorale peggiore degli ultimi decenni, ma a quella più assente di sempre! Numero dei candidati incerto fino a l’altro ieri, programmi “ammucciati”, ma soprattutto io noto la totale assenza di un dibattito politico! Cosa ci sono stati finora: incontri nelle scuole, tra pochi maggiorenni? O al Don Bosco Ranchibile su richiesta dell’autorità religiosa? Ma dove sono gli speciali del TGR (servizio pubblico, quindi!)? Dove le interviste dei giornalisti, le esposizioni dei programmi?! Io sento solo silenzio! E colgo l’occasione per dire che insieme con le amministrative ci sono anche i referendum, per i quali vale lo stesso discorso!

    Quanto all’articolo, nei contenuti: d’accordo con Belfagor mi chiedo in effetti chi aveva stimato gli incasssi della ZTL, visto che il divario è macroscopico. Mi chiedo poi se non sia assurdo che il Comune chieda ad una propria società di pagarle le imposte sulle strisce blu che le ha dato il compito di gestire… A me sembra schizzofrenico e autolesionista (da parte del Comune!)!
    Non è che il servizio pubblico sia in perdita per definizione, ma l’attività di prestazione di un servizio pubblico non è finalizzata al profitto ma bensì per prestare un servizio a prezzi popolari e accessibili a tutti, il prezzo del biglietto non è da solo sufficiente a coprirne i costi, ma le tasse servono proprio a questo. Ora, ricordiamoci che l’AMAT è a credito nei confronti della Regione, meglio, del Comune, che a sua volta attende i soldi dalla Regione, Regione che non mi sembra sia mai stata propensa ad incentivare il TPL della città visto che non si riesce a giungere al biglietto unico e che preferisce evidentemente finanziare il trasporto su gomma anzichè quello su rotaia benchè quest’ultimo abbia maggiore capacità di carico e sia quindi vantaggioso rispetto l’altro; a questo punto mi chiedo se la Regione sarebbe così tirata di maniche anche nei confronti della metropolitana leggera (anch’essa a mio dire necessaria per la città)…

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