Collettore Fognario | I lavori di scavo in via Roma non saranno terminati prima del 31 Dicembre

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L’ufficio traffico ha emesso l’ordinanza n° 976 del 07/09/2021 con cui viene prorogata l’ordinanza dirigenziale n° 282 del 22 marzo 2021.

Ricordiamo che i lavori sono partiti i primi di Maggio 2019 con l’ordinanza n° 571 del 08/05/2019, ulteriormente prorogata con l’ordinanza n° 873 del 02/07/2019, n° 1128 del 20/09/2019, n° 601 del 10/08/2020 n° 1121 del 23/12/2020, n° 214 del 05/03/2021, n° 540 del 18/05/2021 e adesso con ordinanza n° 976 del 07/09/2021.

Ricordiamo che il RUP l’8 agosto 2020, dopo il subentro della ditta AMEC S.r.l. alla fallita TECNIS comunicava che la conclusione degli stessi deve avvenire entro il 18 dicembre 2020.

Siamo ormai a metà settembre 2021 e la nuova ordinanza atteso che i lavori non sono stati ultimati nei tempi preventivati proroga la chiusura dell’incrocio sino al 31 dicembre 2021.

La TECNIS aveva problema finanziari, poi è subentrata la AMEC dopo un inizio abbastanza fiducioso si è arenata dietro a furti di carburante, problemi del macchinario, rallentamenti non ben definiti.

Vorremmo leggere dal comune di Palermo, dall’assessore Prestigiacomo e dal RUP quali sono effettivamente i tempi di completamento di questa opera che tiene ostaggio la città da ormai troppi anni.

Ricordiamo che il tunnel da realizzare è una condotta di 400m, realizzata da un mini talpa meccanica che dovrebbe di velocizzare e semplificare lo scavo fino a Via Guardione, dove sarà collegata al tratto già realizzato e che proseguirà verso l’impianto di Porta Felice.

Per la cronaca parliamo di 975 giorni da fine Maggio 2019 a fine Dicembre 2021.
Escludendo i sabato, le domeniche e i festivi 680 giorni.

400 metri in 680 giorni, fatevi voi i calcoli, ricordando che l’ordinanza attualmente in vigore è valida fino a fine dicembre.

Chi vivrà, vedrà.

Intanto i disagi per i cittadini sono notevoli, i disagi per i mezzi pubblici costretti a tortuose deviazioni sono notevoli, i disagi per i residenti sono notevoli.

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18 Thoughts to “Collettore Fognario | I lavori di scavo in via Roma non saranno terminati prima del 31 Dicembre”

  1. belfagor

    I lavori , partiti nel maggio 2019, dovevano essere completati entro il 2019.
    Dopo 28 mesi sono ancora incompleti.
    Eppure si tratta di un opera relativamente semplice: una condotta sotterranea di 400 metri.
    E’ troppo chiedere al Comune , all’ assessora Prestigiacomo e al RUP quali sono effettivamente i tempi di completamento di questa opera ?
    Fino ad ora il Comune non ha fatto altro che prorogare la fine dei lavori.
    Ora si parla del 31/12/2021 ma siamo sicuri che ,prima di questa data, arriverà un ennesima proroga.
    L’ AMEC , subentrata alla TECNIS, è in grado di completare tali lavori?
    Come giustamente ricorda la redazione di MOBILITA PALERMO:
    “I disagi per i cittadini sono notevoli, i disagi per i mezzi pubblici costretti a tortuose deviazioni sono notevoli, i disagi per i residenti sono notevoli.”
    COMPLIMENTI!!!!!

    1. belfagor

      Come avevamo previsto, i lavori per il collettore fognario in via Roma subirà un ulteriore rinvio .
      L’assessora comunale , Maria Prestigiacomo, ha dichiarato:
      “La ditta ci ha comunicato di aver trovato un altro blocco di calcarenite . Proveremo a capire come andare avanti”.
      ( LIVESICILIA 20/11/2021)

      1. Normanno

        Tutta colpa di Orlando e dell’assessore Catania.L’hanno messa loro la calcarenite sottoterra di notte senza farsene accorgere, intrufolandosi furtivamente nel cantiere e scavalcando come ai tempi d’oro dello stadio Barbera per fare un dispetto ai palermitani e allungare i lavori.
        E ora chi glielo dice al papà che ha scritto a Mattarella e alla sua povera nipotina….si metterà sicuramente a piangere!

        1. Orazio

          Io sono affranto, addirittura calcarenite, mai viste cose simili, Orlando e Catania le sperimentano tutte pur di fare soffrire i palermitani. E piango. 🙂

      2. Orazio

        Chiedo all’assessore di capire cosa dice il capitolato a proposito del materiale da scavare. Dal tenore parrebbe che si tratti di materiale che può scavarsi con costi maggiori rispetto a quelli preventivati. Ci dica se occorre approvare e finanziare una variante in corso d’opera oppure no. Semplice, pure per chi come me non è geologo, nemmeno da tastiera. Se ce lo farà sapere magari qualcuno eviterà di lagnarsi a vuoto, al netto ovviamente dei ronzii di sottofondo che non si elimineranno mai.

  2. Normanno

    Il problema non è quel che succede adesso ,il problema sono i bandi di gara, la selezione delle imprese partecipanti ,i criteri di assegnazione delle gare. Non è possibile che i lavori vengano fatte da imprese una più inadeguata dell’altra (non vado oltre per non essere querelato).pronto a scommettere che a novembre il termine sarà prorogato sino a marzo e il termine si sposterà non si sa ancora per quanto.
    Io mi pongo due domande:
    1) Ma prima nei bandi di gara non comparivano le penali da pagare per ogni giorno di ritardo? Che fine hanno fatto
    2) Se un’amministrazione comunale non ha i mezzi per contratto firmato per consentire tutto questo almeno l’assessore Prestigiacomo perchè non ci mette la faccia e ci dice con chiarezza che sono impossibilitati a modificare l’andazzo e non pretende una lettera dell’aministratore dell’Amec che ci illumini perche ci vogliono quattro anni per fare una condotta di quattrocento metri con tanto di scuse alla cittadinanza palermitana e un impegno sui tempi di chiusura dell’opera?
    Se non fa questo l’assessore si prende tutte le colpe (anche quelle non sue) e questo non va bene sotto campagna elettorale anzi non va bene mai.
    Ma l’assessore Prestigiacomo è una burocrate o una politica facente parte di un’ amministrazione politica?

  3. Orazio

    Boh… questi lavori delle infrastrutture fognarie sembrano avvolti dal mistero. La ditta sostiene che i tempi di realizazione di tutte le opere appaltate sono 1151 giorni ed i lavori consistono in :

    “Disinquinamento della fascia costiera dall’Acquasanta al fiume Oreto – Adduzione delle acque al depuratore di Acqua dei Corsari mediante il potenziamento del “Sistema Cala”, costituito da: 1) impianto di sollevamento porto e relativa condotta premente al collettore Sturzo; 2) collettore Sturzo; 3) potenziamento dell’impianto “Porta Felice” e raddoppio della condotta premente al collettore sud orientale; 4) vasca di pioggia foro italico connessa all’impianto di sollevamento Porta Felice.”

    Ovviamente convengo che per liberare via Roma non dovrebbero aspettare l’ultimo minuto.

    Però puntualizzo pure una mia opinione e cioè che proprio i cantieri in zona hanno dato un’impulso alle pedonalizzazioni. Infatti sono convinto che senza i cantieri ferroviari via Amari oggi sarebbe tranquillamente intasata di auto e lo stesso sarebbe piazza Politeama. Della serie “non tutti i cantieri vengono per nuocere”.

  4. Orazio

    Insomma… una cosa sono le ordinanze che regolano il traffico, un’altra sono i tempi contrattuali di realizzazione delle opere. Riguardo questi ultimi l’impresa mi sembra finora nei termini.

    1. Normanno

      C’e qualcosa che non quadra:
      Ricordiamo che il RUP l’8 agosto 2020, dopo il subentro della ditta AMEC S.r.l. alla fallita TECNIS comunicava che la conclusione degli stessi deve avvenire entro il 18 dicembre 2020.

      1. Orazio

        E infatti parlavo di mistero. Magari dal Comune potrebbero dare qualche chiarimento.

  5. Normanno

    GIAPPONE – Il conducente si è scusato, e anche l’azienda ferroviaria, ma a causa di un minuto di ritardo è stata aperta un’inchiesta. In Giappone i treni sono puntualissimi e il convoglio che nei giorni scorsi ha maturato 60 secondi di ritardo è finito su tutti i giornali dello Stato, oltre che sulla stampa internazionale.
    Come riporta l’Huffingtonpost, il conducente del treno giapponese che viaggiava a 150 km/h ha abbandonato il posto di guida per andare in bagno. Pare avesse un forte mal di pancia e questo lo ha costretto a lasciare il supertreno ad alta velocità in mano a un semplice controllore. Non è chiaro se sia stato un caso, ma quel treno che viaggiava da Tokyo a Osaka ha maturato un minuto di ritardo e questo ha fatto scattare le indagini, da cui è emerso che appunto il conducente aveva lasciato il suo posto per andare alla toilet.
    L’azienda ferroviaria si è scusata pubblicamente ed è stata avviata un’indagine.

    Io leggendo queste cose mi domando se veramente esiste una sola razza umana,di sicuro siamo molto diversi dai giapponesi, tanto diversi che se un’impresa a Palermo crea disagi Per Anni a una intera collettività,interrompendo strade principali e facendo fallire imprese commerciali nelle strade interessate quindi non stiamo parlando dei passeggeri di un singolo treno,questa impresa non sente il bisogno neanche di fare un comunicato di scuse e non si apre nessuna inchiesta.
    La logica maledetta per cui a Palermo non ci sono cittadini con diritti e doveri ma solo sudditi del vicere che possiede la cosa pubblica e ne dispone a proprio piacimento.
    I sudditi palermitani si sentono quindi in diritto di buttare l’immondizia per strada tenendo pulitissime le proprie case tanto all’esterno la cosa pubblica non appartiene a loro ma al Vicerè quindi non è un problema loro.

    1. Irexia

      Secondo me la stampa “cane da guardia della democrazia”, dovrebbe porre domande e cercare risposte. presso le Istituzioni in primis.
      Il giornalismo è la spina dorsale della democrazia in quanto i cittadini informati si indignano, prendono decisioni e tengono i comportamenti conseguenti, dentro e fuori le urne…

  6. belfagor

    I vertici di AMEC, l’azienda che si sta occupando dei lavori del collettore fognario , si difendono.
    In un’intervista commentano l’attuale situazione dei lavori
    “L’Amec srl è subentrata nell’appalto alla fine del 2019. Nel gennaio 2020, si è dato avvio ai lavori dando immediatamente seguito alle opere di completamento rimaste in sospeso dalla precedente impresa. I lavori stavano procedendo alacremente. Ma hanno subito delle sospensioni per varie ragioni oggettive (l’emergenza Covid; l’alluvione del luglio 2020; ritrovamenti archeologici su via Roma) che ne hanno rallentato l’esecuzione nei tempi previsti. Successivamente, sul tratto di scavo in microtunnelling su via Roma, si sono verificati altri rallentamenti. Ciò a causa di una diversa natura dei terreni di scavo, denominate “sorprese geologiche”, che permangono tutt’ora e che hanno determinato una nuova previsione circa l’ultimazione dei lavori suddetti, rispetto a quanto stimato originariamente.
    Attualmente restano circa 90 metri di scavo in microtunnelling, rispetto ai 343 totali”.
    Se il cantiere di via Roma è ai 2/3 del suo percorso, quello di via Crispi è ancora al palo.
    Il motivo?
    L’acqua.
    “ Durante i lavori degli scavi in trincea per la posa di tubazioni, si sono riscontrate copiose infiltrazioni di acque di falda e ….. fognarie, che rendono complessa l’esecuzione dei lavori.
    Il problema è costituito dal fatto che in zona non risultano recapiti adeguati e si sta operando, con i tecnici comunali, ad individuare una soluzione temporanea che consenta lo scarico in un recapito con una certa capacità in grado di ricevere la portata di liquido presente nello scavo”.
    Cioè l’acqua ( marina e fognaria) ha impedito l’inizio dei lavori che non si sa quando e se potranno riprendere.
    “Per i suddetti problemi, sono in corso dei confronti con l’Amministrazione comunale (Committente dei lavori), che si è sempre mostrata disponibile a recepire quanto da noi rilevato, per individuare, di concerto, le soluzioni ai problemi, evidentemente oggettivi, e consentire quindi il corretto proseguimento dei lavori”.
    Ecco spiegato la permissività del Comune.
    Quando finiranno tali lavori?
    Secondo quanto riferito dai vertici di AMEC, la fine dei lavori potrebbe aggirarsi realisticamente fra il primo e il secondo trimestre del 2022.
    Cioè la patata bollente passera al nuovo sindaco.

    P.S. Non siamo dei tecnici ma ci sembra che i problemi evidenziati dall’ AMEC non possono spiegare un ritardo ,sulla consegna dei lavori, così evidente .
    Inoltre l’ atteggiamento permissivo del Comune è molto imbarazzante.
    Ci può stare il fatto che scavando vicino alla costa , si possa trovare acqua salata ma……. non acqua fognaria.

    1. Orazio

      “Inoltre l’ atteggiamento permissivo del Comune è molto imbarazzante.
      Ci può stare il fatto che scavando vicino alla costa , si possa trovare acqua salata ma……. non acqua fognaria. ”

      Ti rovini, come spesso accade, nel finale.

    2. belfagor

      Come ho già scritto, non sono un tecnico della materia ma, secondo la mia logica forse sbagliata, se uno scavando trova acqua fognaria cerca di individuare la causa di tale perdita e , se possibile, riparare il guasto, invece…:
      .” Il problema è costituito dal fatto che in zona non risultano….. recapiti adeguati e si sta operando, con i tecnici comunali, ad individuare una soluzione temporanea che consenta lo scarico in un recapito con una certa capacità in grado di ricevere la portata di liquido presente nello scavo”.
      Se tale comportamento , della ditta e dei tecnici comunali, è corretta chiedo scusa.

      1. Orazio

        Nemmeno io sono un tecnico e anch’io so che se avessero trovato acqua di colonia sarebbe stato meglio. Ma hanno trovato acque nere. Che stanno lì sotto, presumibilmente, perchè Palermo è una città costruita con i piedi.

        Sono le stesse acque nere che – presumo – dovranno essere convogliate nel nuovo impianto quando sarà completo. Nel frattempo devono temporaneamente convogliarle altrove e stanno cercando di capire dove. Questo desumo da una lettura “serena”. E non trovo – costruttivamente – elementi per infangare né Comune né impresa.

        Credo comunque che un surplus di informazione sul punto, con particolare riferimento ai tempi di lavorazione, sarebbe assai utile.

        1. belfagor

          Se hai letto l’intervista , l’ AMEC ha parlato anche quando pensano ”realisticamente” di finire i lavori
          “Secondo quanto riferito dai vertici di AMEC, la fine dei lavori potrebbe aggirarsi realisticamente fra il primo e il secondo trimestre del 2022.”
          Cioè, se tutto va bene , entro GIUGNO 2022,………. salvo complicazioni.
          Considerando ciò che scrivono, mi sembra che anche tale data “realisticamente” non sarà rispettata.

  7. belfagor

    Oh che sorpresa , nel sottosuolo di Palermo c’è la calcarenite , meglio conosciuta della letteratura geologica con il nome di Calcarenite di Palermo, chiamata impropriamente TUFO.
    Sarebbe questa quella che la AMEC chiama “sorpresa geologica”?
    Gran parte sei palazzi , soprattutto nel centro storico, sono stati costruiti con blocchi di tufo , prelevate da cave , spesso sotterranee.
    Le catacombe e le gallerie utilizzate dai Beati Paoli , non sono altro che cave di calcarenite ( tufo).
    Mentre gli antichi, con strumenti rudimentali, hanno scavato il sottosuolo di Palermo per chilometri, e mai possibile che non si riesce a scavare 90 metri di tunnel ?

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