Articolo
04 dic 2017

I ragazzi di Parco Uditore controbattono alle accuse

di Antony Passalacqua

La nota di ragazzi di Parco Uditore a Giovanni Callea, fra gli ideatori e promotori della petizione online per l’abbattimento di un muro perimetrale di Parco Uditore.   Leggiamo con molta perplessità la nota dell'attivista 5 stelle Giovanni Callea. Potremmo star qui ore ed ore ad illustrargli il nostro progetto per l'illuminazione del parco, realizzato con il nostro sponsor Terna Group e con il supporto scientifico dell'Università di Palermo, che ha già ottenuto il sì a livello regionale e che in questi mesi è in fase di valutazione a Roma. Dell'inizio di questo iter ne fornimmo comunicazione ai nostri sostenitori attraverso un post del 3 dicembre 2015. Si tratta di un progetto del valore complessivo di oltre 200.000 euro ed è naturale che ci vogliano dei tempi tecnici per avere delle risposte. Potremmo raccontare al signor Callea che grazie al nostro sponsor Motorvillage a breve verranno installati i bagni pubblici fissi per i fruitori del parco in maniera da non dover più noleggiare il bagno chimico, che, lo ricordiamo, per ora paghiamo grazie alle nostre risorse. E sempre con le nostre risorse provvediamo alla manutenzione ordinaria e straordinaria e alla gestione quotidiana del parco. Potremmo raccontare al Signor Callea che fin da quando il parco è aperto ossia dal 15 ottobre 2012 organizziamo turni per far sì che il parco possa rimanere aperto anche il 25 dicembre fino alle 13.00. Potremmo raccontare di tutti i progetti sociali e le iniziative di sostegno all'infanzia e all'accoglienza che stiamo portando avanti insieme ad altre realtà del Terzo settore. Potremmo dirgli che grazie ai nostri sponsor tra qualche settimana inizieranno i lavori per l'adeguamento dell'area cani che a suo tempo fu progettata da maestranze regionali in maniera totalmente inadeguata alla sua funzione. Riguardo alla vicenda dell'apertura di un varco da via Uditore potremmo dirgli che la scorsa settimana abbiamo pubblicato un post sull'avvio dei rilievi architettonici per riqualificare e far diventare parte integrante del Parco un'area del fondo che attualmente non è ancora accessibile al pubblico, e che diventerà un centro didattico e ricreativo per bimbi, ragazzi ed anziani grazie a delle realtà nazionali che hanno deciso di donarci le risorse per farlo, puntando su di noi e sulle capacità di gestione che abbiamo dimostrato in questi anni. Possiamo dire che in questi anni Parco Uditore ha dato vita ad una bellissima Impresa sociale e andiamo fieri del fatto di aver sempre tenuto lontani simboli di partito e bandierine, pur avendo continuato a mantenere un rapporto costante e collaborativo con le Istituzioni per le quali nutriamo un rispetto profondo. Grazie ad un lungo processo di dialogo e di ragionamenti che abbiamo portato avanti in questi anni con le Istituzioni il varco da via Uditore sarà realizzato perchè come da tempo sosteniamo è un'esigenza comune a tutti fruitori, ai cittadini, ai commercianti. In questi anni però abbiamo imparato che le cose si ottengono ragionando e dialogando con le parti interessate. E non come è stato fatto, dall'attivista 5 stelle, lanciando rivoluzioni qualunquiste utili solo a ricevere qualche like e qualche voto in più alla prossima campagna elettorale. Alla fine si scoprirà che questa petizione in realtà è solo una delle promesse elettorali fatte dal partito 5 stelle ai propri elettori di quartiere? Noi ne rimaniamo convinti e questo post pubblicato dal Movimento 5 stelle non ci lascia alcun dubbio.  

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Articolo
01 dic 2017

Parco Uditore e il muro della discordia | La replica dei promotori della petizione

di Antony Passalacqua

La nota di Giovanni Callea, fra gli ideatori e promotori della petizione online su change  per l'abbattimento di un muro perimetrale di Parco Uditore e in replica all'articolo riportato qui due giorni fa.   L’IDEA INZIALE DI PARCO UDITORE Il sogno di Parco Uditore nel 2010 era che quest’area verde potesse essere un luogo della periferia laboratorio civico per tutta la città. Le strutture interne luoghi di incontro, sale di lettura, ludoteche. E la vecchia casa patronale uno splendido asilo: il più bello della città. Per fare questo c’erano le energie, c’erano le competenze, c’erano i fondi: se tenete conto che la Regione Siciliana ha restituito nel dicembre 2016 1,5 miliardi di euro all’Europa di fondi non spesi.   IL TEMPO USURA OGNI SOGNO E SPERANZA Sono passati ormai cinque anni dall’apertura, e con il tempo mi sono abituato a considerare normale che non sia stata prevista l’illuminazione, che il parco sia chiuso i giorni di festa perché giustamente i volontari si riposano, che non vi sia stato modo di sistemare i vialetti, che non esistano bagni pubblici, che l’area sgambamento cani sia impraticabile dopo la pioggia, che gli uffici spopolati della regione dentro l’area non siano diventati luoghi di aggregazione per i cittadini. Sia chiaro, dobbiamo dire grazie ai ragazzi che hanno pulito e tenuto a posto il parco per come potevano. Però vorrei dire che in tutto il mondo questo è lavoro per le istituzioni, che hanno i mezzi, le risorse umane, e senza offesa per nessuno le competenze. A mio parere il loro sostituirsi alle istituzioni è parte della causa dell’assenza delle stesse.   LA MIA CANDIDATURA Io sono stato candidato nelle file del movimento 5 stelle alle elezioni regionali. Non sono un politico. Probabilmente non sarò mai più candidato. In questo percorso concluso il 5 novembre con la mia mancata elezione, ho incontrato altre persone, tante, molte aderenti al movimento 5 stelle, molte no, che come me sentivano l’esigenza di agire nella città. Per la prima volta in vita mia ho incontrato persone veramente interessate alla cosa pubblica, disposti a fare quella politica che mi pregio di praticare da anni e che è semplicemente agire nel tessuto urbano e sociale che abito; persone disposte ad incontrarsi per strada a tarda ora, o in posti prestati per l’occasione, per discutere di come migliorare il posto nel quale viviamo, facendo ciascuno la sua parte, senza ricerca di ribalte personali, ne di plausi, ne di ringraziamenti. Scoprire entusiasmo e voglia di cambiamento in altri mi ha restituito il mio entusiasmo e la mia voglia di cambiamento. LE RAGIONI DELLA PETIZIONE  La petizione del muro nasce così, come esigenza condivisa di persone di gruppi diversi che per motivi diversi hanno chiaro il problema ed auspicano la sostituzione del muro con una cancellata. La petizione non è mia, ovvero non solo mia, appartiene a quanti l'hanno firmata con me ed a quanti vi si riconoscono. E cosi come il parco è stato aperto dalla volontà e dalle intenzioni di almeno 5000 persone. Quando il muro andrà giù cadrà ad opera della volontà delle migliaia di persone che vorranno farlo cadere. Firmando la petizione ma soprattutto agendo in quella direzione. Se avessi voluto strumentalizzare a fini personali ed elettorali avrei potuto presentare questa petizione durante la campagna elettorale. E più polemica fossi riuscito a generare più visibilità e quindi voti avrei avuto. Ma probabilmente, il muro sarebbe rimasto li. Abbiamo aspettato pertanto che passassero le elezioni proprio per porci oltre la questione elettorale. La petizione nasce nel e dal quartiere, abbiamo raccolto la sensibilità e le richieste dei residenti, e prova ne è il fatto che in solo 2 giorni ha superato le 1000 sottoscrizioni e queste crescono ad un ritmo entusiasmante. Tengo altresì a precisare che il movimento in quanto tale non ha una struttura politica, io non ho una tessera di un partito e finite le elezioni non ho alcun ruolo nel movimento, sono rispetto al Movimento 5 stelle come chiunque qualunque altro abbia diritto al voto: sono un potenziale elettore e nulla più. Non ho simboli da promuovere. Non ho nessuno a cui dare indicazioni politiche, nessuno da cui ricevere indicazioni politiche, se non il mio buon senso, esattamente come prima di candidarmi.   IL PARCO E LA COOPERATIVA. Il parco è dei cittadini. L’idea originaria è che il parco fosse affidato ad una associazione di cittadini, e che fosse un luogo delle creatività e della partecipazione. Che si arrivasse alla gestione pubblica dell’area e che l’associazione aperta, trasparente e permeabile a qualunque forma di inclusione della cittadinanza si occupasse di attività all’interno del parco e della città. Il sogno politico era che il parco potesse essere un volano di entusiasmo e di cambiamento in città. Ed in gran parte lo fu. I volontari arrivavano a centinaia. Accettare che una cosa è di tutti, e che su questa tutti possono dire la propria ha però un controcampo negativo, ovvero che nessuno può comandare. Non esiste una dirigenza. Non esiste un capo. E questo purtroppo era, e forse è, presto per Palermo, e quella che poteva essere una straordinaria esperienza civica si è trasformata lentamente nella cooperativa sociale di quattro ragazzi di buona volontà.   LA PETIZIONE E LA COOPERATIVA La petizione è una legittima richiesta di cittadini a chi possiede l’area: la Regione. La Regione è l’unico soggetto in campo ad avere la competenza giuridica, la capacità finanziaria, l’interesse istituzionale a sostituire il muro con una cancellata. La Regione deve rispondere del suo operato ai cittadini per legge. La cooperativa non è un interlocutore. Nella migliore delle ipotesi rappresenta se stessa. Non è una associazione aperta di cittadini, ma una cooperativa chiusa di lavoratori, e questo salto giuridico cambia in tutta evidenza i termini dell’interlocuzione. Per legge la cooperativa risponde a chi ne detiene il capitale. Non ai cittadini. Inoltre la cooperativa non ha  le competenze amministrative, la disponibilità economica, ne interesse specifico alla sostituzione del muro con la cancellata. Altrimenti avrebbe già potuto adoperarsi in tal senso negli ultimi cinque anni. Cosa che non ha fatto. La cooperativa ha comunque l'opportunità di sostenere l'iniziativa che non ha altre finalità che andare incontro alle esigenze della cittadinanza e dei residenti. Prima di avviare la petizione abbiamo chiesto un incontro con la cooperativa, per discutere di questione relative al parco. La disponibilità all’incontro è stata subordinata dalla cooperativa, nella persona della Signorina Marchione responsabile relazioni esterne, alla conoscenza di dettaglio degli argomenti dell’incontro, come avviene nelle grandi imprese del nord. Conosciuto il contenuto l’incontro non è stato concesso, rappresentando in modo vago l’intenzione di occuparsi della cosa. Una modalità che ha posto la cooperativa nel suo approccio al dialogo con il quartiere al di sopra e non accanto ai cittadini ed alle loro istanze.   IN CONCLUSIONE Parco Uditore nasce come un processo di appropriazione del bene pubblico da parte dei cittadini. Nelle intenzioni iniziali doveva essere affidato ad una associazione di cittadini che fu creata e della quale ero socio fondatore, tra i soci fondatori c’erano alcuni (allora giovani) ragazzi, e qualche adulto. Gli adulti decidemmo di comune accordo di non assumere alcuna carica per evitare che la nostra esperienza ed il nostro carisma uniti al ruolo potessero trasformare il senso di quel processo da aperto e collettivo a chiuso: non ci fidammo di noi stessi ed affidammo a quel gruppo di giovani la speranza di un modo diverso di fare le cose in città. In corso d’opera, come nelle più classiche fattorie degli animali, l’associazione è stata sostituita da una cooperativa. E come nelle più classiche delle tradizioni orwelliane, il processo di gestione si è strutturato ripiegandosi su se stesso e dalle centinaia di volontari siamo giunti, per dichiarazione della stessa cooperativa su questo blog, a dieci lavoratori volontari.   E così, come in un quadro di Escher, la realtà si ribalta, e dei cittadini che legittimamente scrivono e sottoscrivono una petizione per chiedere l’abbattimento di un muro, quasi si ritrovano a dover giustificare la loro richiesta ad una cooperativa, che sulla carta dovrebbe gestire un bene pubblico in favore dei cittadini ed invece si trova a difendere, contro i cittadini stessi, un orrendo muro che nel nostro quartiere nessuno vuole, e del quale ancora nessuno è riuscito a spiegare l’utilità, atteso che Parco Uditore non custodisce più carburante, e che la seconda guerra mondiale nel resto d’Europa è finita. A Palermo invece, nel teatro dell’assurdo messo in scena quotidianamente, viene sconfessato il principio della petizione popolare da chi è nato con una petizione popolare, e sembra che per ogni cosa sia sempre necessario fare polemica ed aprire una guerra.

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Proposta
26 set 2017

Rotonda Leonardo da Vinci: eliminare il semaforo

di unaltronicola

Siamo a settembre, riprende il ritmo quotidiano e per chi ha questa sorte riprende l'incubo di dover attraversare la rotonda di Via Leonardo da Vinci. Quelli che scendono dalla Via Leonardo da Vinci osservano in lontanza quel maledetto semaforo che nel migliore dei casi scatta 3 volte prima di passare, chi viene dalla città o dalla direzione Trapani si tuffa in un magma di auto nella speranza di passare prima o poi. Nelle ore di punta è molto facile restare imbottigliati per un quarto d'ora ed a volte va anche peggio, rumore e gas di scarico da non parlarne. Per tentare di rimediare a questo incubo quotidiano propongo di istituire la "Rotatoria Motel AGIP" tra - la Via Uditore resa a senso unico dalla Via Leonardo da Vinci verso la Via Regione Siciliana - la corsia laterale della Via Regione Siciliana dalla Via Uditore alla Rotonda Leonardo da Vinci (con verso di percorrenza invertito rispetto ad oggi) - la Via Leonardo da Vinci dalla Rotonda alla Via Uditore (con verso di percorrenza invertito rispetto ad oggi). L'idea in fondo è semplice, per quanto sconcertante, e sono sicuro che qualcuno l'ha già pensato ma mi sembra una buona soluzione per cui la propongo. Note: - i flussi di traffico interessati in realtà non sono molto intensi, la Via Uditore non dovrebbe aver problemi particolari a svolgere il suo compito - il semaforo non può essere soppresso per via dei tram che, per quanto fastidiosi quando si è già imbottigliati, hanno comunque un impatto secondario rispetto all'incrocio tra autoveicoli - la rotatoria allungherebbe i percorsi critici di circa 250m ma è una distanza che a 30Km/h si copre in 30sec, un tempo irrisorio già rispetto ad un solo ciclo del semaforo che è almeno un paio di minuti - le traiettorie disegnate dagli spartitraffico vanno rifatte e ci sono dei vincoli di ogni genere sparsi qua e là, ma lo spazio per girare c'è

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Articolo
06 dic 2016

Quando la politica arreca disagi: chiudere l’incrocio Uditore-L. Da Vinci

di Antony Passalacqua

Se il traffico palermitano vuoi provare, l'incrocio Uditore devi attraversare. Tuona come una sfida ma solo chi è riuscito a transitare da quelle parti è consapevole che bisogna armarsi di tanta pazienza. A quasi due mesi dalla riapertura dell'incrocio Uditore-L. Da Vinci, chiesta a gran voce da residenti e commercianti e caldeggiata dalla V Circoscrizione,  la situazione è paradossalmente peggiorata. Circa mezz'ora i tempi di attraversamento durante le ore di punta che raggiungono cinquanta minuti circa durante le giornate di pioggia. Conseguenze? Oltre i tempi di attraversamento notevolmente più lunghi, i convogli tram rimangono spesso bloccati dalle auto ferme all'incrocio e l'inquinamento sale alle stelle. Da una parte la richiesta-legittima-di residenti e commercianti che preferivano evitare l'inversione di marcia al primo varco su via B. Angelico; da un'altra parte la politica che anzichè dire di no, ha preferito accogliere questa richiesta senza preoccuparsi delle possibili conseguenze e dei pareri della Polizia Municipale che consigliava di mantenere chiuso questo incrocio. Perchè l'incrocio non appartiene solo ai residenti ma all'intera collettività. Un altro precedente storico è accaduto per l'incrocio Perpignano dove Circoscrizione e residenti chiedevano a gran voce la riapertura dell'incrocio sulla Circonvallazione. Richiesta rispedita al mittente. Qui invece no. Paura di perdere consensi? Semplice incompetenza? Populismo? Non lo sappiamo ma meglio correre subito ai ripari. Di certo non meritiamo certa politica volta a tutelare pochi e non l'intera comunità- Per questo oggi chiediamo la chiusura dell'incrocio per ristabilire ordine al traffico caotico dell'intera zona. E giusto per dovere di cronaca, ecco alcuni articoli sulla vicenda. Paradossale è leggere chi vedeva nella riapertura dell'incrocio la fine di tanti disagi... http://giornalelora.com/cronaca/ancora-chiuso-lincrocio-leonardo-da-vinci-uditore-nonostante-lordinanza-comunale/ http://livesicilia.it/2016/07/02/da-vinci-uditore-riapre-lincrocio_764643/ http://www.palermotoday.it/cronaca/riapre-incrocio-via-uditore-via-leonardo-da-vinci.html http://www.palermomania.it/news.php?una-petizione-per-riaprire-lincrocio-tra-via-uditore-e-via-da-vinci&id=78640 Nella trasportistica, i flussi veicolari vanno resi sempre più lineari evitando ripetuti blocchi. Ma purtroppo a Palermo si aprono e si chiudono incroci senza guardare all’interesse collettivo ma all’interesse particolare di alcuni firmatari….

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11 ott 2016

TRAM | Mercoledì 12 Ottobre verrà ri-aperto l’incrocio Uditore – Da Vinci

di Fabio Nicolosi

Mercoledì 12 ottobre p.v. alle ore 10,00, come disposto dall'Ufficio Mobilità Urbana con l'O.D. n. 938/16, sarà riaperto alla circolazione veicolare l'incrocio tra il viale Leonardo da Vinci e la via Uditore. L'Area Infrastrutture e l'Amat hanno messo a punto l'impianto semaforico che sarà attivato da parte di Amg e dopo la regolamentazione dei tempi e delle fasi per l'alternanza dei flussi veicolari, sarà consentito l'attraversamento dell'incrocio da parte dei veicoli. L'impianto semaforico avrà attivato anche il funzionamento notturno. Nutriamo forti dubbi sulla viabilità dell'area di Piazza Einstein (Ex Motel Agip) e vorremmo capire quale sia la necessità che ha comportato questa riapertura vista l'estrema vicinanza fra i due impianti semaforici. Il rischio è di rivedere quanto già visto due anni fa ad incrocio aperto e con incolonnamenti di auto fin dall'imbocco di piazza Einstein. Riteniamo piuttosto che sia un capriccio di qualche politico locale che non ha mai digerito la chiusura dell'incrocio. Come si dice in questi casi, ai posteri l'ardua sentenza.

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07 dic 2015

Riapre l’incrocio fra via L. Da Vinci e via Uditore. La Polizia Municipale snobbata

di Fabio Nicolosi

Con l’ordinanza 1706 del 04 Dicembre 2015 viene nuovamente autorizzata l’apertura tramite impianto semaforico dello svincolo Uditore. Ripercorriamo le tappe: Il 13 Novembre 2011 veniva chiuso l’incrocio per iniziare i lavori del tram Il 17 Ottobre 2014 veniva aperto per la prima volta dopo la fine dei lavori l'incrocio L’11 Settembre 2015 veniva chiuso dopo una richiesta del comando della polizia municipale E adesso viene riaperto dopo un sopralluogo della VI Commissione Consiliare e della presentazione di una raccolta firme operata dalla Quinta Circoscrizione. Ci lamentiamo spesso che i cittadini non siano ben informati sulla viabilità, che ci sia un traffico infernale in città e che la Polizia Municipale faccia meno di quello che ci aspettiamo, ma è normale che nel giro di un anno questo incrocio sia stato aperto e chiuso ben tre volte? Il cittadino che la mattina si sveglia per andare a lavorare cosa ne potrebbe sapere? Allora sbagliamo a criticare quando vediamo che, pur vedendo il cartello di strada chiusa, la gente prova lo stesso a percorrere la via? Perchè se la Polizia Municipale ha chiesto di mantenere chiuso l’incrocio per migliorare la viabilità, lo stesso parere dopo solo un mese viene ignorato e viene riaperto l’incrocio? Questo è un vero e proprio teatrino che provoca solo confusione e fa peggiorare il traffico. Chiediamo quindi di capire di chi siano le reali responsabilità e che venga presa una volta e per tutte una decisione su questo incrocio. Diciamocelo: con l'incrocio chiuso la viabilità era più scorrevole e lo possono testimoniare i tanti automobilisti che transitano in quel tratto. Ma evidentemente i pareri tecnici contano molto poco, se non nulla. Speriamo solo di non ritrovarci tra un mese a dover tornare a scrivere che l’incrocio è stato nuovamente chiuso.

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Articolo
11 set 2015

Viabilità, chiude l’incrocio fra via L. Da Vinci e via Uditore

di Antony Passalacqua

Su richiesta della Polizia Municipale, verrà chiuso l'incrocio tra via L. Da Vinci e via Uditore. Il provvedimento si è reso necessario a causa della distanza ravvicinata col successivo impianto semafori di piazza Einstein, creando di conseguenza frequenti congestioni all'incrocio. Sarà possibile fare inversione di marcia al primo varco disponibile all'incrocio con via B. Angelico, oppure attraverso la via Cimabue (per i residenti di via Uditore) per raggiungere rapidamente la circonvallazione. Qui di seguito la copia dell'ordinanza.    

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