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05 mag 2016

ForSe dell’ordine: doppiopesismo e controllo del territorio a Palermo

di Andrea Baio

Questo che vedete in foto è il comandante della Polizia Municipale di Palermo Vincenzo Messina, colto in sosta irregolare in piazza Virgilio. La foto sta facendo velocemente il giro del web, e non è neanche la prima volta che il caro comandante viene beccato in situazioni imbarazzanti. Ricordiamo infatti che l'anno scorso fu pizzicato mentre posteggiava la propria auto in divieto in piazza Castelnuovo. foto di Vincenzo Marannano Il problema non è di certo nuovo. In questi anni abbiamo ricevuto continue segnalazioni da parte degli utenti e denunciato numerosi casi di agenti della Polizia Municipale che non rispettano il codice della strada. Forse il più eclatante è stato quello del poliziotto beccato per ben due volte senza casco in scooter. Per non parlare delle auto in sosta vietata, sui marciapiedi, etc. sino ad arrivare all'episodio vergognoso della settimana scorsa, quando durante un convegno sulla legalità le auto blu dei soliti noti hanno allegramente decorato i marciapiedi di via Roma, senza pudore alcuno nei confronti dei cittadini. Ovviamente per loro niente multe.   Ricordiamo infine il degradante episodio dell'agente di municipale fuori servizio  che tiene in ostaggio un intero autobus per inveire contro l'autista di un bus, abusando del proprio potere. Sia chiaro, nessuno qui vuole distribuire patenti di verginità. Probabilmente ciascuno dei lettori, compreso il sottoscritto, avrà parcheggiato irregolarmente almeno una volta nella propria vita. La gravità dell'episodio in questo caso deriva dalla carica che riveste colui che compie l'infrazione. C'è una seria questione di credibilità delle forze dell'ordine a Palermo. Gesti come questo ricordano continuamente al cittadino che non ci si può fidare di chi dovrebbe garantirci: l'atavico problema di "chi controlla il controllore?". Come può il cittadino accettare di essere controllato da persone che per prime non credono alla responsabilità che deriva dal proprio ruolo? Come si può pretendere di attribuire credibilità a gente che riveste una carica del genere, non per vocazione o merito, ma per nomina politica? Come può un palermitano accettare la multa, quando i primi a infrangere le regole sono proprio i vigili? Giustamente poi, quegli agenti della municipale che fanno bene il proprio lavoro si sentono demoralizzati e danneggiati dal comportamento dei propri colleghi. Ma se persino il comandante, ovvero colui che dovrebbe dirigere il corpo della Municipale e dare l'esempio, dimostra di fottersene delle regole, allora tutto il sistema crolla. Su Vincenzo Messina ci siamo espressi in molti dei nostri articoli, ma non è mai troppo tardi per chiedere nuovamente le dimissioni. In questi anni ha dato prova di voler continuare la triste tradizione dei suoi predecessori, lasciando un'imbarazzante scia di "non pervenuto" a seguito del proprio incarico. Vogliamo anche ricordare i continui (e a nostro avviso immotivati) elogi al corpo della Municipale, e al comandante stesso, da parte del sindaco Orlando, che spesso ha additato tutti i problemi di Palermo all'inciviltà dei cittadini. Tra le chicche in questione è il caso di menzionare le dichiarazioni in merito al fenomeno dilagante dei posteggiatori abusivi, sui quali Orlando si è espresso chiaramente dando la colpa ai cittadini che pagano. Ma se da un lato il cittadino è disposto a non pagare, e dall'altro lo si lascia solo a subire tutti i rischi del caso - dato che la polizia se ne frega - come si fa a non considerare una dichiarazione del genere estremamente ipocrita? Ok, sarà pur vero: buona parte dei problemi di questa città derivano dai suoi abitanti. C'è un MA grosso quanto una casa però, perché  impostata in questo modo sembra più un'abile mossa per svincolare l'amministrazione dalle proprie responsabilità. Se è vero infatti che da un lato i cittadini sono ineducati, dall'altro si sta invece ignorando un serio problema di inadeguatezza delle forze dell'ordine, che hanno lasciato ai cittadini un territorio allo sbando, dove ognuno fa quello che vuole senza pagarne le conseguenze. Quello che si verifica sotto gli occhi di tutti ogni giorno, è un pericoloso doppiopesismo che sta cominciando a stancare la gente: chi si becca una multa difficilmente sopporta la vista di un vigile (o ancora peggio di un comandante) che fa quello che gli pare, perché - giustamente - risulta come un abuso vero e proprio. Così come non vorremmo essere nei panni del prossimo vigile che eleverà un verbale, per sentirsi dire dal palermitano "i primi cornuti siete voi". Onestamente, come dovrebbe rispondere? L'anarchia per le strade di Palermo è un'equazione complessa, che da un lato vede l'inciviltà dei cittadini, ma dall'altro le politiche fallimentari dell'amministrazione comunale e della Regione in fatto di mobilità, tra le quali ricordiamo: - Il fallimento della ZTL; - Una condizione pietosa delle strade e della segnaletica orizzontale; - L'insufficienza e inefficienza del trasporto pubblico locale; - L'insufficienza di controlli sul territorio; - Un piano parcheggi che non decolla affatto, e dal quale continueranno a dipendere molte delle infrazioni che si verificano in città (troppe auto + pochi parcheggi+ assenza di alternative = sosta selvaggia); - Una propaganda ridicola volta a trasformare gli interventi ordinari in "straordinari", spacciandoli quasi per un risultato politico (ad es. la manutenzione di viale Regione Siciliana); Fino a quando si continuerà a nascondere l'immondizia sotto il tappeto, l'amministrazione potrà pure continuare a rilasciare dichiarazioni entuasiaste, buone forse a riempire le colonnine dei giornali, ma scarse nel convincere l'opinione pubblica sulla bontà del proprio operato. I pm10 stanno sempre lì, le auto in doppia e tripla fila pure, gli abusivi regnano sovrani, e chi più ne ha più ne metta. Chi Palermo la vive ogni giorno, si accorge di quello che accade, e non può non tenerne conto. Esortiamo nuovamente ad evitare chiacchiere inutili quindi, e a passare ad una politica del FARE, libera da fronzoli e retorica spiccia. Sarebbe un bel modo di invertire la rotta se il sindaco assumesse per una volta tanto una posizione autoritaria e di condanna nei confronti di questo gesto poco edificante da parte del comandante Messina. Questa foto in copertina dovrebbe essere sufficiente ad "arricuogghisi a facci cu cucchiaino e irisi ad ammucciari". L'ennesima triste pagina di una città che non ha più molto da dire. EDIT: per dovere di cronaca, riportiamo il comunicato del comandante Messina in merito alla questione In merito all'episodio che mi ha visto protagonista di una disattenzione con la sosta della mia vettura privata in una zona vietata, non intendo trovare giustificazioni per tale fatto, dovuto appunto ad una disattenzione. Con la stessa schiettezza con la quale in un precedente caso ho spiegato le ragioni di servizio che mi avevano indotto a sostare per un intervento repentino, stavolta non posso che manifestare il mio sincero rammarico per quanto accaduto e le mie scuse alla città e soprattutto ai tanti agenti della Polizia Municipale impegnati quotidianamente per la repressione di comportamenti non corretti. Mi auguro che da parte dei cittadini e degli operatori dell'informazione, un comportamento certamente censurabile del comandante non venga inteso come motivo per attaccare un intero Corpo di Polizia impegnato quotidianamente su tantissimo fronti accanto ai cittadini, con risultati tangibili e visibili che nessuno può oscurare.  Foto in copertina di BlogSicilia

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05 apr 2016

Ciclomotori in libera circolazione: questa ZTL ridurrà veramente l’inquinamento?

di Andrea Baio

Il sindaco Orlando difende a denti stretti il provvedimento sulle ZTL, sostenendo che servono per ridurre l'inquinamento in città. Ma coi ciclomotori in libera circolazione, siamo sicuri che sarà realmente così? Non sono ancora partite, ma le ZTL sono già in mezzo a una bufera: l'ennesima. In attesa che il TAR si esprima sul ricorso effettuato da Bispensiero , vogliamo un attimo concentrarci sulla validità delle argomentazioni esposte con convinzione dal sindaco Orlando, che in questi giorni difende a denti stretti la bontà del provvedimento amministrativo: "la ZTL ridurrà l'inquinamento in città!". Ora, le ZTL sono strumenti previsti dal Codice e ampiamente utilizzate in tutte le città d'Italia e all'estero per difendere i centri storici dall'aggressione delle polveri sottili. Un provvedimento sicuramente utile e intelligente, che però dovrebbe consentire al cittadino di godere di valide alternative al trasporto privato, considerato il pagamento richiesto. Questo implica che chi debba muoversi all'interno della zona a traffico limitato debba godere di un sistema di parcheggi periferici, navette, autobus, metropolitana, tram o altri mezzi pubblici, che funzioni efficientemente e possa garantire al cittadino la massima libertà di movimento. Verrebbe da dire che a Palermo il primo ostacolo è dato dalla mancanza del biglietto unico, così da integrare all'interno di un'unica tariffa i mezzi AMAT e i mezzi Trenitalia. L'assenza di tale strumento ovviamente va a gravare ancor di più sulle tasche di quei cittadini che decidono di non pagare le ZTL a favore dei mezzi pubblici. Un viaggio solo andata, diviso fra tram, autobus e treno ad esempio, arriva a costare 2,90 euro , per un totale di 5,80 euro ogni giorno. Un costo folle, che non risulta assolutamente conveniente per un potenziale fruitore dei mezzi pubblici. Sebbene AMAT e Trenitalia si siano messi a lavoro per provare a ripristinare il biglietto unico entro fine anno, c'è da chiedersi se non fosse stato il caso di farlo prima dell'entrata in vigore della ZTL. Visto che comunque si sta provando a farlo, suggeriamo di pensare non solo al biglietto unico, ma all'istituzione di abbonamenti mensili, semestrali e annuali a costi vantaggiosi, che consentano di utilizzare tutti i mezzi urbani, senza distinzione. Le tariffe integrate, secondo la nostra modesta opinione, possono essere il migliore incentivo a lasciare a casa l'auto (anche meglio della ZTL), soprattutto a fronte dell'estensione della rete ferroviaria urbana, e dei collegamenti periferici verso il centro garantiti dal tram. Altra perplessità che manifestiamo, è relativa al costo delle ZTL: troppo alto considerata l'assenza di alternative valide al mezzo privato, ma anche troppo basso per una ZTL di tutto rispetto. Insomma, 100 euro l'anno sono una rottura di scatole per tutti, ma sembra che si siano tenuti appena sotto la soglia quel tanto che basta per farteli tirar fuori di malavoglia. Perché? Sorge il dubbio che si speri di farle pagare a tutti quelli che oggi circolano liberamente in città. Quindi quale sarebbe il reale impatto sull'inquinamento, se il Comune stesso punta a farle pagare a tutti? Un compromesso che, impostato in questo modo, sembra non portare vantaggi a nessuno. Sì, è vero: gli euro 0,1,2 non possono circolare comunque. In realtà però, chi abita all'interno delle ZTL può circolare (PAGANDO) anche coi veicoli a carbone! E non è che la ZTL sia ristretta - anzi - è una zona molto estesa che abbraccia un'ampia porzione di città. Ergo? Una buona percentuale di veicoli altamente inquinanti continuerà a circolare all'interno della ZTL. Veniamo ora all'aspetto più critico di una ZTL fatta in questo modo (almeno per quanto ci riguarda). Dal provvedimento sono esclusi i ciclomotori, che non pagheranno il pass. Da una ricerca di Roberto Chirico - ricercatore ENEA (agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) - ripresa dalla rivista Nature Communications, risulta che proprio quest'ultima categoria sia responsabile delle emissioni maggiormente inquinanti nei centri urbani. Come riportato dal sito ResearchItaly.it emerge infatti che  L’inquinamento urbano da particolato prodotto dai veicoli a motore è composto principalmente da aerosol organico primario, particelle immesse direttamente in atmosfera dai gas di scarico dei veicoli, ma anche da particolato organico secondario, che si ottiene dalla ossidazione in atmosfera di precursori gassosi quali i composti organici volatili (COV): una classe di inquinanti molto ampia, che include gli idrocarburi, responsabile di numerosi effetti nocivi per la salute. Nello studio attuale, i ricercatori hanno dimostrato che i ciclomotori possono contribuire anche per il 60-96% del aerosol organico primario urbano. Alcuni esperimenti, inoltre, suggeriscono che l’aerosol organico secondario prodotto dalle emissioni da ciclomotori può contribuire per 85-98% del particolato veicolare totale, in quanto i livelli di emissione di COV da ciclomotori, responsabili dell’aerosol organico secondario, risultano fino a 124 volte più alti rispetto alle auto comuni. Un risultato che colloca i piccoli ciclomotori a due tempi nella categoria dei “super-inquinanti” in quanto in molte città sarebbero i maggiori responsabili del particolato veicolare e di aerosol organico secondario e di idrocarburi tossici. “Ciò è dovuto in larga parte al tipo combustione dei ciclomotori a due tempi, che è ben diverso da quello delle auto” spiega Roberto Chirico, ricercatore presso il Centro ENEA di Frascati. Gran parte degli scooter e dei ciclomotori di piccola cilindrata, infatti, utilizza una miscela di benzina e olio che contribuisce notevolmente a innalzare i livelli delle emissioni primarie, soprattutto a causa dell’olio incombusto. “Questo problema è ancor più accentuato nelle grandi metropoli asiatiche, per via della concentrazione molto elevata dei ciclomotori di vecchia generazione” spiega Chirico. Secondo la Commissione Europea, nel 2020 le emissioni dei composti organici volatili dei ciclomotori a due tempi supereranno quelle del totale di tutti gli altri veicoli a quattro tempi. Una previsione che potrebbe portare a restrizioni nella circolazione di questo tipo di ciclomotori, a vantaggio dei veicoli a due o quattro ruote che possiedono un motore a quattro tempi, come alcuni scooter moderni che possiedono questa tipologia di motore. A fronte di tutto ciò, non sarebbe sicuramente più coerente includere anche i ciclomotori nel pagamento dei pass? Anche perché è molto probabile che molti automobilisti utilizzeranno questi ultimi come ripiego, pur di non andare incontro al pagamento di una tassa indesiderata. Il problema non è la ZTL, ma come questa viene attuata. Questo regolamento, con queste tariffe, evidenziano soltanto - semmai ci fosse bisogno di ricordarlo - che questa ZTL non ha in reale scopo di ridurre l'inquinamento, ma di far fare cassa ad AMAT per continuare a garantire il servizio di trasporto pubblico. Comprendiamo il problema, ma ci sfugge perché a pagarne le spese debbano essere sempre i contribuenti.

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21 apr 2015

A19, quale futuro per le infrastrutture della Sicilia?

di Amico di MobilitaPalermo

La frana che ha interrotto drasticamente la A19 ha spezzato la Sicilia in due. Ci si è resi conto improvvisamente di come la Sicilia sia sottosviluppata riguardo le infrastrutture dei trasporti. Dalla ferrovia alle strade. Tutto è un colabrodo. E non ci dite che non si sapeva. Ma come al solito è meglio non scoperchiare le pentole bollenti in questa meravigliosa terra, fino a quando non ci scappa il morto, cosa che per fortuna e per puro caso stavolta non è avvenuto.   (altro…)

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17 apr 2015

La Palermo-Catania e il camouflage dei poveri

di Andrea Baio

Osservando il tran tran mediatico di questi giorni, trattengo a stento le risate. Assisto a questo spettacolo circense, con la ressa dei politicanti pronti a risolvere i (nostri?) problemi di mobilità inter-regionale. L'efficienza della macchina politica siciliana si scatena in tutta la sua potenza, riuscendo ad ottenere in pochi giorni quello che in anni e anni non sono riusciti a fare. (altro…)

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12 feb 2015

Piazza San Domenico non ha pace: ecco il panormosaurus motoriensis

di Andrea Baio

L'isola pedonale di piazza San Domenico non ha pace. Dalla sua nascita, nell'ormai lontano 2013, è stata oggetto di attacchi vandalici da parte commercianti, posteggiatori abusivi, frequenti infiltrazioni veicolari e teppisti di varia estrazione. Nonostante la precarietà dell'intervento, piazza San Domenico continua a resistere, forte dell'apprezzamento dei palermitani, che hanno riscoperto il piacere di viverla. Eppure, le aggressioni non finiscono. (altro…)

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29 gen 2015

Acquario di Palermo al via? Si, ma i soldi?

di Andrea Baio

E' stato ufficialmente affidato la settimana scorsa, incarico all'architetto Piras per redigere la prima parte del progetto per "Oceano Mediterraneo" - il futuro acquario di Palermo, che potrebbe attrarre milioni di turisti durante tutto l'anno, contribuendo anche alla destagionalizzazione della nostra città, e avendo sicuramente ricadute economiche positive sul territorio e sui numeri dei nostri poli ricettivi (porto ed aeroporto). (altro…)

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03 dic 2014

Presentato il piano di mitigazione del rischio idraulico

di Fabio Nicolosi

E' stato presentato ieri durante la conferenza stampa a Villa Niscemi il piano di mitigazione del rischio idrologico. Si tratta di un piano antidissesto che prevede 25 interventi, in parte in corso di esecuzione, in parte ancora da appaltare per un totale di 206 milioni di euro da finanziare con fondi comunali, regionali, comunitari, Fas, Cipe e del decreto Sblocca Italia. Il crono programma per Palermo individua, tre tipologie di opere da realizzare nel lungo periodo (per 180 mln, di cui 60 mln già finanziati), nel medio termine (20 mln, di cui 4 già finanziati) nel breve termine (6,5 mln già finanziati). Ulteriori 70 milioni di euro, infine, sono stati proposti per il finanziamento con i fondi del decreto “Sblocca Italia” (art. 7 Piano anti dissesto). (altro…)

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