Articolo
05 apr 2016

Ciclomotori in libera circolazione: questa ZTL ridurrà veramente l’inquinamento?

di Andrea Baio

Il sindaco Orlando difende a denti stretti il provvedimento sulle ZTL, sostenendo che servono per ridurre l'inquinamento in città. Ma coi ciclomotori in libera circolazione, siamo sicuri che sarà realmente così? Non sono ancora partite, ma le ZTL sono già in mezzo a una bufera: l'ennesima. In attesa che il TAR si esprima sul ricorso effettuato da Bispensiero , vogliamo un attimo concentrarci sulla validità delle argomentazioni esposte con convinzione dal sindaco Orlando, che in questi giorni difende a denti stretti la bontà del provvedimento amministrativo: "la ZTL ridurrà l'inquinamento in città!". Ora, le ZTL sono strumenti previsti dal Codice e ampiamente utilizzate in tutte le città d'Italia e all'estero per difendere i centri storici dall'aggressione delle polveri sottili. Un provvedimento sicuramente utile e intelligente, che però dovrebbe consentire al cittadino di godere di valide alternative al trasporto privato, considerato il pagamento richiesto. Questo implica che chi debba muoversi all'interno della zona a traffico limitato debba godere di un sistema di parcheggi periferici, navette, autobus, metropolitana, tram o altri mezzi pubblici, che funzioni efficientemente e possa garantire al cittadino la massima libertà di movimento. Verrebbe da dire che a Palermo il primo ostacolo è dato dalla mancanza del biglietto unico, così da integrare all'interno di un'unica tariffa i mezzi AMAT e i mezzi Trenitalia. L'assenza di tale strumento ovviamente va a gravare ancor di più sulle tasche di quei cittadini che decidono di non pagare le ZTL a favore dei mezzi pubblici. Un viaggio solo andata, diviso fra tram, autobus e treno ad esempio, arriva a costare 2,90 euro , per un totale di 5,80 euro ogni giorno. Un costo folle, che non risulta assolutamente conveniente per un potenziale fruitore dei mezzi pubblici. Sebbene AMAT e Trenitalia si siano messi a lavoro per provare a ripristinare il biglietto unico entro fine anno, c'è da chiedersi se non fosse stato il caso di farlo prima dell'entrata in vigore della ZTL. Visto che comunque si sta provando a farlo, suggeriamo di pensare non solo al biglietto unico, ma all'istituzione di abbonamenti mensili, semestrali e annuali a costi vantaggiosi, che consentano di utilizzare tutti i mezzi urbani, senza distinzione. Le tariffe integrate, secondo la nostra modesta opinione, possono essere il migliore incentivo a lasciare a casa l'auto (anche meglio della ZTL), soprattutto a fronte dell'estensione della rete ferroviaria urbana, e dei collegamenti periferici verso il centro garantiti dal tram. Altra perplessità che manifestiamo, è relativa al costo delle ZTL: troppo alto considerata l'assenza di alternative valide al mezzo privato, ma anche troppo basso per una ZTL di tutto rispetto. Insomma, 100 euro l'anno sono una rottura di scatole per tutti, ma sembra che si siano tenuti appena sotto la soglia quel tanto che basta per farteli tirar fuori di malavoglia. Perché? Sorge il dubbio che si speri di farle pagare a tutti quelli che oggi circolano liberamente in città. Quindi quale sarebbe il reale impatto sull'inquinamento, se il Comune stesso punta a farle pagare a tutti? Un compromesso che, impostato in questo modo, sembra non portare vantaggi a nessuno. Sì, è vero: gli euro 0,1,2 non possono circolare comunque. In realtà però, chi abita all'interno delle ZTL può circolare (PAGANDO) anche coi veicoli a carbone! E non è che la ZTL sia ristretta - anzi - è una zona molto estesa che abbraccia un'ampia porzione di città. Ergo? Una buona percentuale di veicoli altamente inquinanti continuerà a circolare all'interno della ZTL. Veniamo ora all'aspetto più critico di una ZTL fatta in questo modo (almeno per quanto ci riguarda). Dal provvedimento sono esclusi i ciclomotori, che non pagheranno il pass. Da una ricerca di Roberto Chirico - ricercatore ENEA (agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) - ripresa dalla rivista Nature Communications, risulta che proprio quest'ultima categoria sia responsabile delle emissioni maggiormente inquinanti nei centri urbani. Come riportato dal sito ResearchItaly.it emerge infatti che  L’inquinamento urbano da particolato prodotto dai veicoli a motore è composto principalmente da aerosol organico primario, particelle immesse direttamente in atmosfera dai gas di scarico dei veicoli, ma anche da particolato organico secondario, che si ottiene dalla ossidazione in atmosfera di precursori gassosi quali i composti organici volatili (COV): una classe di inquinanti molto ampia, che include gli idrocarburi, responsabile di numerosi effetti nocivi per la salute. Nello studio attuale, i ricercatori hanno dimostrato che i ciclomotori possono contribuire anche per il 60-96% del aerosol organico primario urbano. Alcuni esperimenti, inoltre, suggeriscono che l’aerosol organico secondario prodotto dalle emissioni da ciclomotori può contribuire per 85-98% del particolato veicolare totale, in quanto i livelli di emissione di COV da ciclomotori, responsabili dell’aerosol organico secondario, risultano fino a 124 volte più alti rispetto alle auto comuni. Un risultato che colloca i piccoli ciclomotori a due tempi nella categoria dei “super-inquinanti” in quanto in molte città sarebbero i maggiori responsabili del particolato veicolare e di aerosol organico secondario e di idrocarburi tossici. “Ciò è dovuto in larga parte al tipo combustione dei ciclomotori a due tempi, che è ben diverso da quello delle auto” spiega Roberto Chirico, ricercatore presso il Centro ENEA di Frascati. Gran parte degli scooter e dei ciclomotori di piccola cilindrata, infatti, utilizza una miscela di benzina e olio che contribuisce notevolmente a innalzare i livelli delle emissioni primarie, soprattutto a causa dell’olio incombusto. “Questo problema è ancor più accentuato nelle grandi metropoli asiatiche, per via della concentrazione molto elevata dei ciclomotori di vecchia generazione” spiega Chirico. Secondo la Commissione Europea, nel 2020 le emissioni dei composti organici volatili dei ciclomotori a due tempi supereranno quelle del totale di tutti gli altri veicoli a quattro tempi. Una previsione che potrebbe portare a restrizioni nella circolazione di questo tipo di ciclomotori, a vantaggio dei veicoli a due o quattro ruote che possiedono un motore a quattro tempi, come alcuni scooter moderni che possiedono questa tipologia di motore. A fronte di tutto ciò, non sarebbe sicuramente più coerente includere anche i ciclomotori nel pagamento dei pass? Anche perché è molto probabile che molti automobilisti utilizzeranno questi ultimi come ripiego, pur di non andare incontro al pagamento di una tassa indesiderata. Il problema non è la ZTL, ma come questa viene attuata. Questo regolamento, con queste tariffe, evidenziano soltanto - semmai ci fosse bisogno di ricordarlo - che questa ZTL non ha in reale scopo di ridurre l'inquinamento, ma di far fare cassa ad AMAT per continuare a garantire il servizio di trasporto pubblico. Comprendiamo il problema, ma ci sfugge perché a pagarne le spese debbano essere sempre i contribuenti.

Leggi tutto    Commenti 15
Articolo
21 apr 2015

A19, quale futuro per le infrastrutture della Sicilia?

di Amico di MobilitaPalermo

La frana che ha interrotto drasticamente la A19 ha spezzato la Sicilia in due. Ci si è resi conto improvvisamente di come la Sicilia sia sottosviluppata riguardo le infrastrutture dei trasporti. Dalla ferrovia alle strade. Tutto è un colabrodo. E non ci dite che non si sapeva. Ma come al solito è meglio non scoperchiare le pentole bollenti in questa meravigliosa terra, fino a quando non ci scappa il morto, cosa che per fortuna e per puro caso stavolta non è avvenuto.   (altro…)

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
17 apr 2015

La Palermo-Catania e il camouflage dei poveri

di Andrea Baio

Osservando il tran tran mediatico di questi giorni, trattengo a stento le risate. Assisto a questo spettacolo circense, con la ressa dei politicanti pronti a risolvere i (nostri?) problemi di mobilità inter-regionale. L'efficienza della macchina politica siciliana si scatena in tutta la sua potenza, riuscendo ad ottenere in pochi giorni quello che in anni e anni non sono riusciti a fare. (altro…)

Leggi tutto    Commenti 32
Articolo
12 feb 2015

Piazza San Domenico non ha pace: ecco il panormosaurus motoriensis

di Andrea Baio

L'isola pedonale di piazza San Domenico non ha pace. Dalla sua nascita, nell'ormai lontano 2013, è stata oggetto di attacchi vandalici da parte commercianti, posteggiatori abusivi, frequenti infiltrazioni veicolari e teppisti di varia estrazione. Nonostante la precarietà dell'intervento, piazza San Domenico continua a resistere, forte dell'apprezzamento dei palermitani, che hanno riscoperto il piacere di viverla. Eppure, le aggressioni non finiscono. (altro…)

Leggi tutto    Commenti 7
Articolo
29 gen 2015

Acquario di Palermo al via? Si, ma i soldi?

di Andrea Baio

E' stato ufficialmente affidato la settimana scorsa, incarico all'architetto Piras per redigere la prima parte del progetto per "Oceano Mediterraneo" - il futuro acquario di Palermo, che potrebbe attrarre milioni di turisti durante tutto l'anno, contribuendo anche alla destagionalizzazione della nostra città, e avendo sicuramente ricadute economiche positive sul territorio e sui numeri dei nostri poli ricettivi (porto ed aeroporto). (altro…)

Leggi tutto    Commenti 26
Articolo
03 dic 2014

Presentato il piano di mitigazione del rischio idraulico

di Fabio Nicolosi

E' stato presentato ieri durante la conferenza stampa a Villa Niscemi il piano di mitigazione del rischio idrologico. Si tratta di un piano antidissesto che prevede 25 interventi, in parte in corso di esecuzione, in parte ancora da appaltare per un totale di 206 milioni di euro da finanziare con fondi comunali, regionali, comunitari, Fas, Cipe e del decreto Sblocca Italia. Il crono programma per Palermo individua, tre tipologie di opere da realizzare nel lungo periodo (per 180 mln, di cui 60 mln già finanziati), nel medio termine (20 mln, di cui 4 già finanziati) nel breve termine (6,5 mln già finanziati). Ulteriori 70 milioni di euro, infine, sono stati proposti per il finanziamento con i fondi del decreto “Sblocca Italia” (art. 7 Piano anti dissesto). (altro…)

Leggi tutto    Commenti 6
Articolo
30 set 2014

UNESCO | Il vero “Circo degli Orrori” a Palermo sta a Palazzo dei Normanni

di Andrea Baio

Ok, è il caso di dire che la faccenda ha assunto le dimensioni di una farsa tragicomica. A Palermo, non si sa perché, si deve sempre "aspettare e vedere come va", anche quando non ce n'è motivo. Parliamo nello specifico delle politiche per le pedonalizzazioni adottate dall'amministrazione. Sulla carta, abbiamo creato un paradiso dei pedoni; nella pratica: fate un po' come ve pare. A parte poche piazze come Bellini e Bologni, nella maggior parte dei casi ci sono zero controlli, fioriere rimosse all'occorrenza per fare entrare le auto, poca pianificazione a lungo termine degli interventi, etc. Non è di questo in realtà che ci interessa discutere, dato che l'argomento è già stato ampiamente affrontato in troppe occasioni. (altro…)

Leggi tutto    Commenti 13