Proposta
21 apr 2016

Navetta per collegare Viale Regione Siciliana con Piazza Indipendenza

di Cristian Traìna

Prendendo quasi quotidianamente la linea 4 del tram, ho notato che la maggior parte delle persone scende in via Pollaci (l'ultima fermata prima dell'inversione di marcia) nonostante non ci sia nessun luogo di interesse a stretto contatto con quella fermata, motivo per cui quasi tutti ci dirigiamo verso corso Calatifimi. Dal momento che, dall'avvio del tram con la conseguente sospensione della linea 305 è scomparso qualsiasi collegamento da viale Regione Siciliana a parcheggio Basile, raggiungere la zona universitaria è diventato parecchio difficile. Infatti l'unica via percorribile rimane, come già detto prima, portarsi su Corso Calatafimi e attendere la linea 309, con il traffico tipico della via e con la possibilità ci siano manifestazioni a piazza Indipendenza, eventualità nel quale l'attesa potrebbe diventare infinita. Per questi motivi si potrebbe istituire una navetta che, partendo da parcheggio Basile si immetta in viale Regione Siciliana, faccia inversione in via Pitrè, prosegua lungo via Pollaci e di nuovo verso via Basile, continuando dunque verso Piazza indipendenza e infine tornare al capolinea di Piazza Basile. Il Comune ha più volte espresso la volontà di voler far proseguire la linea 4 verso Falsomiele e l'università, dunque l'avvio di questa navetta potrebbe essere una buona soluzione mentre si aspetta che i piani vengano approvati e i lavori inizino. Inoltre è un modo economico per testare l'affluenza della tratta. In altre parole, se in questo modo si scoprisse che la linea ha una richiesta bassa la si potrebbe abolire senza particolari problemi, mentre se ciò si scoprisse dopo la costruzione del tram, smontare le rotaie sarebbe un tantino più difficile. Per quanto riguarda i costi, l'AMAT guadagnerebbe grazie alla nuova utenza derivante da tutte le persone che vivono in aree toccate dalle linee del tram e necessitano di muoversi quotidianamente verso la zona universitaria. Grazie a queste nuove entrate si potrebbe anche pensare di rendere la navetta gratuita (visto che, chi la utilizza ha molto probabilmente già pagato il tram) o in alternativa vederla come un prolungamento della navetta Express.

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Articolo
30 nov 2015

Villa Deliella: ritorno al Futuro

di Alessandro Graziano

  Palermo: una città dove ancora oggi non si riesce ad abbattere l'abusivo, ma dove per anni si è invece abbattuto lo stile, l'arte e la cultura. Si è svolto sabato scorso, nel 56° anniversario dell'abbattimento di Villa Deliella, il convegno che ha avuto come tema la ricostruzione della dimora del Principe Deliella, nell'area dove al suo posto oggi esiste un parcheggio, simbolo della Palermo ferita dal Sacco edilizio. Era la notte tra il 28 e 29 novembre 1959 quando, per mano di politici criminali, veniva abbattuta Villa Deliella, edificio in stile liberty, architettura colta e ricercata progettata del maestro e architetto Ernesto Basile. Era l'epoca in cui Vito Ciancimino (don per gli amici mafiosi) ricopriva la carica di assessore ai lavori pubblici, e la sua collusione mafiosa permise la distruzione di numerose dimore, ville ed edifici storici; fu il Sacco Di Palermo. La stampa dell'epoca insorse,  ma fu troppo tardi. Celebre fu la frase dell'architetto Bruno Zevi, su L'Espresso, dove definì la demolizione "un atto di banditismo di nuovo tipo". Oggi è tempo di riscatto e su iniziativa di due architetti palermitani, Danilo Manisclaco e Giulia Argiroffi, si è mobilitata una raccolta firme al fine di ricostruire la villa Deliella, simbolo del liberty, simbolo del riscatto contro le mafie. Duecento sono i firmatari della petizione che di fatto ha aperto il dibattito e l'iter progettuale per la ricostruzione della Villa. Molti ingegneri, architetti, professori universitari, ma in generale  cittadini ed esponenti del mondo della cultura con il sostegno dell'Ance (Associazione nazionale costruttori edili). Ad oggi è possibile firmare la petizione (un po' come fu possibile per l'apertura di Parco Uditore) in modo da aumentare l'elenco dei cittadini che vorranno fortemente la ricostruzione di questo simbolo del patrimonio culturale. Durante il convegno è intervenuto il vice sindaco Emilio Arcuri esprimendo l'appoggio del sindaco e di tutta la Giunta rispetto questa iniziativa, che è comunque in linea con le previsioni del PRG (Piano regolatore generale). Il convegno si è concluso con una lezione del professore universitario Ettore Sessa, su villa Deliella, dove si è messa in luce la composizione architettonica, lo stile di Basile e l'importanza dell'edificio rispetto al patrimonio architettonico. Importante in tal senso è la partecipazione del mondo accademico per il progetto di ricostruzione. L'operazione di ricostruzione prevede in linea generale ed ipotetica: la ricostruzione della villa almeno nei volumi esterni (ma sono molteplici le ipotesi), la pedonalizzazione del sistema piazza Crispi e Mordini e la creazione all'interno dell'edificio del museo del Liberty e di Basile, suo principale esponente a Palermo. Una cifra ipotetica e blanda di una tale operazione, secondo gli architetti incontrati al convegno, si aggirerebbe intorno ai 5 milioni di euro. Ma se si considera un possibile parcheggio sotterraneo al di sotto delle piazze, in concomitanza con la fermata della MAL, i costi lieviterebbero. Il dibattito è appena aperto, e si ipotizza un orizzonte temporale per la ricostruzione entro il  2019, quando saranno passati 60 anni dall'abbattimento. Perché come ha detto qualcuno intervenendo "non è possibile riportare in vita le persone ma gli edifici si"...insomma Palermo risorgerebbe dalle sue ceneri come l'araba Fenice. #ricostruiamovilladeliella

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11 ago 2012

Piazza Sacro Cuore, un tempo nobile, soffoca nella fatiscenza

di Amico di MobilitaPalermo

In un tempo non troppo lontano da una piazza si affacciavano Il Duca di Terranova, la Principessa di Butera e i Florio. Tanto bella ed immersa nei giardini Olivuzzei da essere scelta come residenza da molti nobili e qualche imperatore. Quella altro non era che Piazza Sacro Cuore, proprio così. (altro…)

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