Proposta
20 apr 2018

L’ Appello di un siciliano | “Sogno un Museo della civiltà arabo-normanna: cerco partner !”

di Mobilita Palermo

Oggi vogliamo riportarvi la lettera aperta di un cittadino siciliano che tra di mille difficoltà sta provando a realizzare un'opera culturale da donare alla nostra città, per celebrare la sua storia e la sua tradizione. Non vogliamo aggiungere altro e vi invitiamo semplicemente a leggere quanto segue e veicolare questo appello a potenziali interessati:   Miei cari palermitani, questo messaggio è rivolto a voi. La nostra città ha importanti musei che espongono significative opere d’arte, tuttavia non esiste uno specifico museo riguardante il periodo notoriamente conosciuto come «arabo-normanno». Nonostante infatti insigni monumenti come il Duomo o la Cappella Palatina ci parlino di quell’età tanto prospera per la nostra città e per il Sud Italia (i confini del Regno di Sicilia si estendevano dalle Marche a gran parte del Nordafrica) non esiste alcun museo che possa ricordarla degnamente. Questo messaggio è dunque rivolto agli imprenditori che desiderano sostenere finanziariamente questo mio progetto: la fondazione a Palermo di un museo sulla civiltà nota come arabo-normanna, ma che io chiamo «siciliana» per l’autoctonia della cultura espressa. Purtroppo le istituzioni non hanno dato ascolto alla mia iniziativa. Così, per raggiungere con le mie sole forze l’obiettivo in questione, nel 2017 ho fondato l’azienda Regnum Siciliae ed ho registrato alla Camera di Commercio il brand Museo della civiltà arabo-normanna Primo della civiltà siciliana, più semplicemente «Museo della civiltà arabo-normanna». Ho riprodotto alcuni degli abiti appartenuti ai re normanni, riconosciuti dalla Soprintendenza ai Beni Culturali di Trapani: il manto di Ruggero, i sandali, la tunica blu, il cingolo, la corona kamelaukion , inoltre ho ricostruito idealmente il loros. Tali abiti saranno esposti in una immediata attività commerciale, ma gradualmente verranno sostituiti con riproduzioni volte a rispettare ogni singola caratteristica dell’originale manufatto conservato al Kunsthistorisches Museum di Vienna (filo d’oro, applicazioni in filigrana, pietre preziose, perle, seta sciamito, scartando le superfetazioni per riportare il manufatto storico all’originale condizione). Per raggiungere simili obiettivi in tempi più rapidi, sarà fatto un nuovo annuncio alla cittadinanza per la raccolta dei fondi necessari. Tutti quelli che vi parteciperanno saranno ricordati in un apposito registro pubblicato on-line e godranno di benefici come sconti e promozioni varie. Al momento non posso rendere noto quali sono i reali progetti volti ad arricchire l’offerta che verrà in un certo senso avviata con la pubblicazione in estate del mio nuovo libro; sono però certo che il futuro museo saprà essere un valido contenitore di cultura e l’intera iniziativa potrebbe rivelarsi come la più grande operazione di recupero della nostra più alta identità mai realizzato a Palermo. Per raggiungere simili risultati, prevedo che verrà interessata l’Università di Palermo. Comunque, il futuro museo lavorerà in sinergia con i tour operator e sarà aperto alla cittadinanza. Sarà emblema d’una Palermo più moderna ed anche più fedele al suo passato. Cari palermitani, questo breve messaggio si rivolge agli imprenditori che vogliono aiutarmi in questa mia appassionante quanto gravosa iniziativa. La nostra città è bella, ma abbiamo il dovere di conoscerla meglio e di renderla possibilmente ancor più bella. Vi ringrazio. Bartolomeo Massimo D’Azeglio CONTATTI Mobile: 3402495561 [email protected]

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07 dic 2015

La Casa Museo “Stanze al Genio” di Palermo raddoppia

di Mobilita Palermo

Palermo - La Casa Museo “Stanze al Genio” di Palermo, fra le poche eccellenze funzionali, raddoppia. Dal 6 dicembre riapre al pubblico con quattro nuove sale espositive che si aggiungono alle quattro già visitabili. In mostra, altre duemila mattonelle dal Cinquecento all’Ottocento, finora relegate in magazzino: ora in tutto sono, quindi, quattromilacinquecento le maioliche antiche siciliane e napoletane, esposte a Palazzo Torre Pirajno nel singolare appartamento di via Garibaldi, 11. «Obiettivo – dice Pio Mellina, padrone di casa e presidente dell’associazione culturale Stanze al Genio – raggiunto anche grazie al crowdfunding lanciato lo scorso luglio, e che in due mesi ci ha consentito di raccogliere 12,300 euro: 2,300 in più, rispetto ai diecimila prefissati grazie alla campagna ‘Adotta una mattonella’, alla quale hanno partecipato da tutta Europa, Usa, Canada e anche dal Giappone. Un bel risultato che ci consentirà, da domani, di mostrare ai visitatori una collezione decisamente più ricca ed esposta in maniera più razionale» all’interno di un appartamento storico completamente ristrutturato. Nelle sale tematiche, trovano posto maioliche campane del Settecento e dell’Ottocento, maioliche di Burgio (dal ‘500 all’800), di Santo Stefano di Camastra (‘800); tra le mattonelle palermitane, spicca il pannello di Gurrello proveniente da Villa Napoli, raffigurante il Castello di San Nicola L’Arena; dedicata alla Sicilia del Cinquecento e del Seicento, la sala Liberty: uno dei nuovi spazi della casa museo, impreziosita da un affresco scoperto durante i lavori di restauro e riportato agli antichi splendori dal restauratore Davide Sansone, tra i soci fondatori dell’associazione Stanze al Genio. Si arricchisce anche la collezione di inchiostri e cancelleria d’epoca grazie ad Antonio Perna titolare dell’omonima cartoleria e socio fondatore dell’Associazione.

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30 nov 2015

Villa Deliella: ritorno al Futuro

di Alessandro Graziano

  Palermo: una città dove ancora oggi non si riesce ad abbattere l'abusivo, ma dove per anni si è invece abbattuto lo stile, l'arte e la cultura. Si è svolto sabato scorso, nel 56° anniversario dell'abbattimento di Villa Deliella, il convegno che ha avuto come tema la ricostruzione della dimora del Principe Deliella, nell'area dove al suo posto oggi esiste un parcheggio, simbolo della Palermo ferita dal Sacco edilizio. Era la notte tra il 28 e 29 novembre 1959 quando, per mano di politici criminali, veniva abbattuta Villa Deliella, edificio in stile liberty, architettura colta e ricercata progettata del maestro e architetto Ernesto Basile. Era l'epoca in cui Vito Ciancimino (don per gli amici mafiosi) ricopriva la carica di assessore ai lavori pubblici, e la sua collusione mafiosa permise la distruzione di numerose dimore, ville ed edifici storici; fu il Sacco Di Palermo. La stampa dell'epoca insorse,  ma fu troppo tardi. Celebre fu la frase dell'architetto Bruno Zevi, su L'Espresso, dove definì la demolizione "un atto di banditismo di nuovo tipo". Oggi è tempo di riscatto e su iniziativa di due architetti palermitani, Danilo Manisclaco e Giulia Argiroffi, si è mobilitata una raccolta firme al fine di ricostruire la villa Deliella, simbolo del liberty, simbolo del riscatto contro le mafie. Duecento sono i firmatari della petizione che di fatto ha aperto il dibattito e l'iter progettuale per la ricostruzione della Villa. Molti ingegneri, architetti, professori universitari, ma in generale  cittadini ed esponenti del mondo della cultura con il sostegno dell'Ance (Associazione nazionale costruttori edili). Ad oggi è possibile firmare la petizione (un po' come fu possibile per l'apertura di Parco Uditore) in modo da aumentare l'elenco dei cittadini che vorranno fortemente la ricostruzione di questo simbolo del patrimonio culturale. Durante il convegno è intervenuto il vice sindaco Emilio Arcuri esprimendo l'appoggio del sindaco e di tutta la Giunta rispetto questa iniziativa, che è comunque in linea con le previsioni del PRG (Piano regolatore generale). Il convegno si è concluso con una lezione del professore universitario Ettore Sessa, su villa Deliella, dove si è messa in luce la composizione architettonica, lo stile di Basile e l'importanza dell'edificio rispetto al patrimonio architettonico. Importante in tal senso è la partecipazione del mondo accademico per il progetto di ricostruzione. L'operazione di ricostruzione prevede in linea generale ed ipotetica: la ricostruzione della villa almeno nei volumi esterni (ma sono molteplici le ipotesi), la pedonalizzazione del sistema piazza Crispi e Mordini e la creazione all'interno dell'edificio del museo del Liberty e di Basile, suo principale esponente a Palermo. Una cifra ipotetica e blanda di una tale operazione, secondo gli architetti incontrati al convegno, si aggirerebbe intorno ai 5 milioni di euro. Ma se si considera un possibile parcheggio sotterraneo al di sotto delle piazze, in concomitanza con la fermata della MAL, i costi lieviterebbero. Il dibattito è appena aperto, e si ipotizza un orizzonte temporale per la ricostruzione entro il  2019, quando saranno passati 60 anni dall'abbattimento. Perché come ha detto qualcuno intervenendo "non è possibile riportare in vita le persone ma gli edifici si"...insomma Palermo risorgerebbe dalle sue ceneri come l'araba Fenice. #ricostruiamovilladeliella

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