Segnalazione
04 giu 2020

Piazza Sacro Cuore: nel cuore del regno dei Florio

di belfagor

A Palermo c’è una piccola piazza tra Via Principe di Camporeale, Via Guglielmo il Buono e Corso Finocchiaro Aprile, dominata dal imponente prospetto dell’Istituto del Sacro Cuore, da cui prende il nome, di fronte a tale palazzo troviamo una serie di edifici che facevano parte della vasta proprietà appartenuta alla principessa di Butera. Questi edifici sono importanti, storicamente e culturalmente,  perché  sono legati a una delle pagine più splendide e gloriose della storia di Palermo:  questi edifici  hanno visto la nascita, l’affermarsi e il drammatico declino, di una famiglie che, più di tante  altre, ha lasciato un segno indelebile nella città, i Florio. E’ giusto precisare che le fortune della famiglia iniziarono altrove e precisamente in un negozietto di droghe e spezie  al numero civico  70 di Via Materassai, dove i fratelli Paolo e Ignazio Florio si erano trasferiti, nel 1799, dalla natia Bagnara Calabra, in cerca di fortuna. Non ci soffermeremo sulle tappe che portarono questa famiglia, da un umile botteguccia, ad affermarsi economicamente a livello internazionale: vogliamo solo ricordare che furono i nipoti di Paolo, cioè Vincenzo Florio e suo figlio  Ignazio senior, che acquistarono questi edifici e successivamente trasferirono la residenza della famiglia . Quando si trasferirono, nella seconda metà dell’Ottocento, avevano  ormai acquisito una propria solidità economica grazie a una serie di investimenti in differenti settori. Era già fiorente l’attività dei battelli a vapore, la Fonderia Oretea, lo stabilimento vinicolo di Marsala, le tonnare, nonché gli investimenti negli zolfi, nel sommacco, nella ceramica e nella tessitura. Per tale motivo la vecchia casa, “ampia, con l’ acqua corrente ed una  entrata grande”, al numero civico 53 di via Materassai, non era più adeguata al nuovo ruolo sociale che la famiglia stava assumendo nell’ambito cittadino.  Quella casa, nonostante fosse comoda, per la nobiltà  palermitani era una semplice  casa “borghese” e i Florio continuavano ad essere, per loro, solo dei semplici “bottegai” arricchiti. Per i blasonati, ed indebitati,  cittadini  nostrani sarebbe stato impensabile accettate un invito da questa famiglia borghese e  in quella casa. Come scriveva Giuseppe Tomasi di Lampedusa, un vero nobile non doveva sapere quante stanze aveva il proprio palazzo. Bisognava trovare una nuova dimora, più adeguata alle nuove esigenze e al nuovo prestigio della famiglia. E  il luogo fu individuato: la contrada dell’Olivuzza. Il luogo si trovava  fuori le mura cittadine, poco distante dalla Zisa,  ed era  da tempo frequentata dai nobili  palermitani per il clima mite e l’aria salubre . Per tale motivo vi avevano edificato delle eleganti ville “fuori città”.  La Principessa Caterina Branciforti di Butera, prima moglie  di George Wilding, principe di Radali e Butera, aveva fatto costruire, in un meraviglioso giardino ricco di piante esotiche, giochi d’acqua e grotte, una lussuosa residenza, aggregando e trasformando  edifici  già esistenti. La seconda moglie del principe di Butera, la nobile russa Barbara Schaonselloy,  dopo aver trasformato e ampliato  tale meravigliosa villa, ospitò per tutto l’inverno tra il 1845 e il 1846 la zarina Alessandra, moglie dello zar Nicola I. Tale evento ebbe grande rilievo mondano e portò alla ribalta la contrada e la villa dell’Olivuzza, trasformando la zona come una delle più ambite località  di Palermo. In seguito la villa e il suo meraviglioso giardino, fu acquistata  dal cavaliere Cesare Ajroldi, che però nel  1868, dopo che la zona era stata saccheggiate durante la rivolta del “ Sette e mezzo”,  decise di venderla a Vincenzo Florio e a suo figlio Ignazio senior . E così la famiglia Florio ebbe il suo “palazzo”. Nella realtà non si trattava di una villa  ma di un “aggregato di fabbricati distinti quantunque in comunicazione tra loro” meglio noto come  le Case Florio all’Olivuzza”. Queste case erano formate da diversi edifici diversi per stile: Palazzo Maniscalco-Basile, in stile neogotico-veneziano, Palazzo Florio-Wirz, in stile neogotico-catalano, la Palazzina Florio e Palazzo Florio-Fitalia. Il motivo di tale disomogeneità di stili è dovuto al fatto che, prima le principesse di Butera poi i Florio, le acquisirono in periodi diversi, modificando e  poi costruendo “ex novo” vari edifici contigui, rispettando le loro facciate  originarie ma ristrutturando gli interni per adattarli alle loro esigenze e ai loro gusti estetici Questo splendido ma variegato “aggregato di fabbricati” fu il vero cuore privato del regno della potente famiglia Florio. Nelle vicinanze, in Viale Regina Margherita, nel 1899 fu costruito il Villino Florio, che era destinato a residenza di Vincenzo Junior, fratello minore di Ignazio Junior, giovane rampollo della prestigiosa famiglia, il cui nome è legato alla mitica Targa Florio. Il capriccio e i larghi mezzi del giovane signore, che non si occupò mai degli affari di famiglia, permisero la realizzazione di questo capolavoro dell’arte Liberty.. Ma dove era la vera residenza  privata dei Florio ? Era a Palazzo Florio- Fitalia. Dopo l’acquisto delle “ case dell’Olivella”, Vincenzo Florio, si trasferirà immediatamente, insieme alla moglie Giulia, però vi morirà appena due mesi dopo. Il figlio Ignazio senior, rimasto con la moglie Giovanna d’Ondes ancora in via Materassai, vi si trasferirà dopo la nascita del figlio Ignazio jr., il primo Florio nato a Palermo. E’ a Ignazio senior che si deve la progressiva acquisizione di tutti i caseggiati che erano stati dei Butera-Radalì e la trasformazione a parco dell’agrumeto retrostante. Tutto questo verrà ereditato nel 1891 dal figlio, Ignazio jr. E’ proprio con quest’ultimo che il Palazzo, così come la storia dei Florio, raggiunge il suo apice e poi l’inizio della sua definitiva rovina. Ignazio Florio  junior e la sua bellissima consorte, Donna Franca Jacona di San Giuliano, in poco tempo la trasformano e la abbelliscono, secondo lo stile Liberty. Quella casa fu il centro del loro potere e della loro influenza. Ospitarono più volte il  Kaiser Gugliemo II , Vittorio Emanuele III e il re Edoardo VII di Inghilterra, oltre che decine di altri principi, intellettuali, politici e grandi dame di tutta Europa. Come scrive la storica dell’arte, Cristina Alaimo : “  A Palermo in quegli anni si sviluppò un sistema dell’arte. I Florio contribuirono in maniera significativa a innestare e coadiuvare questo sistema. In città si svilupparono dei circoli di conversazione in cui l’intellighenzia, gli imprenditori, i borghesi e anche gli uomini dell’amministrazione che ne facevano parte cercavano di promuovere il dialogo fra arte e industria e arte e istituzioni pubbliche”. In parole povere i Florio, e in particolare Ignazio junior e sua moglie donna Franca,  possiamo paragonarli ai Medici di Firenze. I Medici favorirono lo sviluppo e il diffondersi del Rinascimento, i Florio favorirono lo sviluppo e il diffondersi del Liberty e della Belle Epoque a Palermo. Palazzo Florio Fitalia  fu il vero palcoscenico della gran vita internazionale che il giovane Florio svolse a fianco della splendida moglie  Donna Franca. Il Palazzo vide  la brillantissima ascesa sociale della famiglia, grazie alle ricorrenti feste che vi venivano tenute (anche tre a settimana). Grazie a queste feste i Florio diventano i protagonisti  assoluti  della  intensa vita sociale internazionale, a contatto con le corti, la nobiltà e il mondo della finanza internazionale.  Come i Medici promosse, da questi palazzi, un intensa vita culturale, circondandosi di intellettuali, architetti, pittori e scultori:  ma purtroppo in  questo  palazzo vide il  rapido tracollo del loro impero. La fine del regno dei Florio Era bastato meno di un secolo per trasformare una famiglia di bottegai in una delle più potenti dinastie economiche d’Europa. Bastarono pochi anni per far crollare tale impero. Lasciamo agli storici e agli economisti spiegare tale repentino declino. Noi vorremmo soffermarci sull’ aspetto umano e psicologico che c’è dietro tale tracollo economico. In una vecchia foto, dell’estate 1902, è ritratto Ignazio Florio junior con sua moglie, insieme al  figlioletto detto “baby boy”, a bordo di un auto “quattro cilindri”, costruita dalle proprie aziende palermitane. Quella foto, più di noiosi trattati di storia e di economia , mostra la causa di questo drammatico declino. In quella foto c’è tutto l’orgoglio, la vitalità e la grande voglia di vivere di Ignazio Florio.  Dopo pochi mesi il bambino, che era l’unico figlio maschio e l’erede di tale immenso impero economico, muore misteriosamente e tragicamente. Fu questo un colpo mortale per Ignazio Florio, un colpo da cui non si  risolleverà più. Da allora, l’uomo e l’imprenditore brillante, pieno di idee, che non si arrendeva mai, cominciò ad arrendersi al destino. Senza un erede a cui lasciare il suo impero non aveva più senso lottare. Nonostante il declino e la crisi i Florio però non fallirono mai, pagheranno fino all’ultimo debito, rivendendo tutte le ricchezze guadagnate e uscendo a testa alta, da veri signori. Palazzo Florio fu acquistato nel 1922 dal Principe di Fitalia che, nel 1933  lo donò all’Ordine delle Figlie di San Giuseppe, cioè divenne un …..convento. I grandi saloni, splendidamente affrescati che avevano visto sontuose feste, re e imperatori, dame affascinanti e riccamente vestite, ora vedeva austere suore in preghiera, messe e rosai . In uno  dei camini del palazzo troviamo una scultura di Domenico Costantino  con due puttini, uno dei quali sembra raffiguri il piccolo e sfortunato erede di casa Florio, Ignazio detto anche Baby boy  morto all’età di soli cinque anni. Nel  suo viso e nel  suo sguardo non c’è gioia e allegria ma malinconia e tristezza. Sembra che intuisca che tutto quel mondo stava dissolvendosi e lui non sarebbe stato il continuatore di quell’impero. Si racconta che in quelle stanze tristi e silenziose, un tempo piene di suoni e di allegria, ogni tanto si ode il pianto di un bambino. Forse è il piccolo “baby boy” che cerca i suoi genitori. P.S. Tutti i protagonisti di questa epopea gloriosa si trovano seppelliti, nel cimitero di Santa Maria di Gesù. A guardia della cappella funebre della famiglia  si trova scolpito un leone che beve sotto un albero di salice : era il simbolo della famiglia   “Noi fummo i Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene”

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29 mar 2018

Raccolta differenziata | Dal 10 Aprile il via al 2° step. ELENCO delle strade interessate

di Fabio Nicolosi

Nel quadro delle azioni previste per l’innalzamento della raccolta differenziata in città dove già capillarmente si sta lavorando con attività di sensibilizzazione e informazione supportate da intense attività di vigilanza e controllo da parte della Polizia Municipale, l’azienda informa che Martedì 10 Aprile, subito dopo la settimana Pasqua, si avvierà il secondo step di Palermo differenzia 2 nei quartieri Politeama Massimo. Per tale data verranno eliminati tutti i cassonetti dell’indifferenziato e partirà la raccolta selettiva porta a porta che tutti le utenze ( anche quelle commerciali) dovranno attuare secondo calendario prestabilito tramite apposite attrezzature già distribuite. La data è stata opportunamente scelta per evitare le festività pasquali in generale più impegnative per l’organizzazione dei servizi e per le attività delle officine sulle manutenzioni mezzi. “L’avvio del servizio “porta a porta” – spiega il presidente pro tempore della Rap Sergio Vizzini – coinvolgerà altre 8.500 famiglie e si sostanzia un ulteriore importante traguardo raggiunto. Nel dare prosecuzione alle indicazioni strategiche tracciate dalla Amministrazione Comunale si vuole condividere un percorso di crescita della raccolta differenziata e a tal uopo l’azienda – continua il presidente – ha redatto un piano strategico che punta sul miglioramento dell’efficienza del servizio con la collaborazione ed il ruolo attivo dei cittadini”. “Un nuovo passo importante per la vivibilità e la sostenibilità a Palermo – dichiara il Sindaco Leoluca Orlando. Un passo importante che richiede l'impegno collettivo e corale di tutti i cittadini, perché la differenziata è uno strumento fondamentale per il miglioramento della qualità della vita a Palermo. Questo è il primo passaggio di un più vasto programma elaborato in queste settimane dall'Amministrazione e dalla RAP che mira a raggiungere il 25% di differenziata entro pochi mesi, per poi proseguire verso le percentuali che la nostra città può e deve raggiungere allineandosi alle realtà più virtuose. È ovvio che a questo impegno forte da parte della RAP e del Comune – conclude Orlando - corrisponderà un analogo impegno di vigilanza da parte delle forze di Polizia locale, perché non saranno tollerati comportamenti che arrecano danno e rischi per la salute e per l'ambiente”. Questa settimana inizieranno tutte le operazioni propedeutiche alla partenza del secondo step che coinvolgerà circa 20.000 residenti, tra cui l’emanazione della relativa ordinanza che diventerà vigente martedì 10 Aprile con riferimenti a vie, orari di conferimenti, il trasferimento e la formazione del personale, l’affissione degli avvisi sui cassonetti con la data ultima di conferimento a cassonetto dell’indifferenziato. L’area ricadente nel sistema porta a porta sarà quella delimitata dalle vie: Via Aurispa, Piazza Busacca, Via Malaspina, Piazza Virgilio, Via Dante, Piazza Castelnuovo, Piazza Ruggiero Settimo, Via E. Amari, Via Roma, Via Cavour, Piazza Verdi, Via Volturno, Piazza Vittorio Emanuele Orlando, Corso Camillo Finocchiaro Aprile, Piazza Sacro Cuore, Piazza Principe di Camporeale, Via Serradifalco. Il conferimento dei rifiuti urbani con la relativa esposizione al di fuori nelle portinerie va effettuato nel rispetto del seguente calendario: Per tutte le utenze (domestiche e non domestiche), fabbricati in genere, compresi i terranei non adibiti a negozi, esclusivamente e tassativamente dalle ore 20,00 alle ore 22,00, nei giorni indicati: a) Nei giorni di Lunedì, Giovedì e Sabato deve essere effettuato il conferimento degli scarti alimentari e simili (c.d. umido). Il conferimento deve essere effettuato in sacchi biodegradabili all’interno di appositi secchielli antirandagismo e/o all’interno di bidone carrellato con attacco a pettine, ove previsto. b) Il giorno di Martedì, deve essere effettuato il conferimento di Carta, Cartone e Cartoncino. Il conferimento deve essere effettuato in sacchi di carta o di altro contenitore costituito da materiale cellulosico e/o all’interno di bidone carrellato con attacco a pettine, ove previsto. c) Il giorno di Mercoledì deve essere effettuato il conferimento di Plastica, Acciaio e Alluminio. Il conferimento va effettuato all’interno di sacchi in LDPE semitrasparente per consentire il controllo del contenuto. d) Nei giorni di Martedì e Venerdì deve essere effettuato il conferimento della frazione residuale non riciclabile (cioè tutto ciò che non può essere conferito nelle frazioni RD). Il conferimento deve essere effettuato in sacchi generici all’interno di apposito secchiello antirandagismo e/o all’interno di bidone carrellato con attacco a pettine, ove previsto. e) Il giorno di Sabato, deve essere effettuato il conferimento del Vetro. Il conferimento deve essere effettuato all’interno di apposito secchiello antirandagismo e/o bidone carrellato con attacco a pettine, ove previsto. f) Tutti i giorni è consentito conferire Farmaci e Pile negli appositi contenitori dedicati (presso le farmacie e i rivenditori di pile). g) I rifiuti ingombranti, beni durevoli e RAEE possono essere conferiti presso le postazioni mobili attivate dalla RAP S.p.A. tutti i giorni feriali e con i calendari e orari comunicati dalla stessa azienda. Per chi volesse maggiori informazioni o non avesse ricevuto i kit familiari o condominiali: rivolgersi all'ufficio di Start Up e coordinamento c/o Palermo Ambiente SpA di via Resuttana n°360 ( dal Lunedì al Venerdì dalle ore 8.30 alle ore 16.30) tel. 091.7601515 o contattare l'URP della Rap al numero verde 800237713 VIE ITINERARI 2° STEP UTENZE DOMESTICHE via Adria Gian Giacomo, via Furitano Antonio, via Merenda Pietro, via Oberdan Guglielmo, via Parlatore Filippo, piazza Principe di Camporeale, viale Regina Margherita, piazza Sacro Cuore, via Serradifalco (Aurispa-P.pe di Camporeale), via Armaforte Emanuele, via Auria Vincenzo, via Bixio Nino (Aurispa-Furitano), via Caruso Giovan Battista, via Cavalcanti Guido, via Di Pavia Vincenzo, via Fischietti Franz, via Garufi Carlo Alberto, via Inveges Agostino,, vicolo Malfitano, via Marconi Guglielmo (Stazione Lolli-Malaspina), via Maurigi Giovanni, via Musso Matteo, via Pasculli Antonino, via Pietro da Eboli, via Piazzi Giuseppe, via Ponchielli Amilcare, via Segesta, via Selinunte, via Sciascia Antonio, piazza Stazione Lolli, via Siragusa Giovan Battista, via Spallitta Francesco, via Vivona Francesco, via Dante (Virgilio-Serradifalco), via La Mantia Vito, via Narbone Alessio, Cortile Renda, via Veneziano Antonio, via D’Anna Vito, via D’Asaro Pietro, cortile delle Officine, cortile Lo Verde (via F.Manno 11), via Manno Francesco, via Petrella Enrico, via Re Federico, via Scilla Agostino, via Scimonelli Ignazio, via Serenario Gaspare, via Serpotta Giacomo, via Spataro Salvatore, cortile Urso, via Vasi Luigi, via Villa Florio, via Vitagliano Gioacchino, via Zoppo di Gangi, via Cluverio, corso Finocchiaro Aprile Camillo, via Goethe, via Houel, via Juvara Filippo, via Latini Brunetto, via Pacini Giovanni, vicolo Abela, via Abela Gaetano, piazzetta Bagnasco Francesco, cortile Barcellona, cortile Benso, vicolo Bernava, via Cerda, largo Cirene, via Civiletti Benedetto, cortile Corrao, via Cozzo Narciso, via Cutelli Mario, via D’aprile Carlo, cortile Dabbene, via D’aquisto benedetto, cortile dell’Anemone, via di Stefano, via Folengo, via Gemmellaro Giorgio, via Gravina Ammiraglio (Wagner-Roma), via Guccia Giovan Battista, cortile Gucciardi, via Ingrao Giovanni Ten., via Li Volsi Scipione, via Lo Forte Salvatore, via Magliocco Vincenzo Gen., via Maiorana, vicolo Martorana Gioacchino, via Meccio Salvatore, piazza Orlando Vittorio Emanuele, vicolo Ortolani, via Ospizio di Beneficienza, via Pilo Rosolino, via Polara, via Principe di Belmonte (Ruggero Settimo-Roma), via Sperlinga, vicolo Stabile Mariano, via Tudisco Nicolò, piazzetta Tudisco Nicolò, vicolo Tunisi, via Vaglica Gioacchino, via Velasquez, vicolo Vitale Giuseppe, piazza Amendola Giovanni, via Balsano Salesio, via Bentivegna Francesco (Villaermosa-Roma), via Carini, via Cavour Camillo (Ruggero Settimo-Roma), via Guardione Francesco (Villaermosa-Roma), via Li Donni Ferdinando, via Paternostro Paolo, via Pignatelli Aragona, via Principe di Granatelli ( Ruggero Settimo-Roma), via Principe di Villafranca (S. Oliva-Dante), via Rodi, via Roma (Cavour-Amari), piazza S. Francesco di Paola, via Tripoli, via Tunisi, via Turrisi Nicolò, piazzale Ungheria, piazza Verdi Giuseppe, via Vigo Salvatore, via Villa Filippina, via Villaermosa, via Villareale Valerio, via Volturno, via Wagner Riccardo Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Instagram: https://www.instagram.com/mobilita.palermo/  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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11 ago 2012

Piazza Sacro Cuore, un tempo nobile, soffoca nella fatiscenza

di Amico di MobilitaPalermo

In un tempo non troppo lontano da una piazza si affacciavano Il Duca di Terranova, la Principessa di Butera e i Florio. Tanto bella ed immersa nei giardini Olivuzzei da essere scelta come residenza da molti nobili e qualche imperatore. Quella altro non era che Piazza Sacro Cuore, proprio così. (altro…)

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