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05 set 2018

Impianti fognari | Inaugurati i lavori di via Ripellino

di Fabio Nicolosi

Ieri pomeriggio il sindaco Leoluca Orlando insieme all'assessore alla riqualificazione, Emilio Arcuri, ha partecipato alla inagurazione dei lavori di realizzazione della fognatura a sistema separato nelle vie Ripellino e Carmine dalla via Pomara alla via Messina Montagne. I lavori hanno lo scopo di razionalizzare la raccolta e la veicolazione delle acque piovane e la razionalizzazione degli scarichi di acque nere provenienti dalle abitazioni. Si elimineranno pertanto tutti gli allagamenti che si verificano a seguito di eventi meteorici significativi. "In questa zona della città, che qualquno potrebbe definire solo "periferia" - ha detto il sindaco Leoluca Orlando - questa amministrazione porta avanti una opera molto importante, fondamentale e chiesta da tanto tempo anche da residenti e che garantirà una migliore vivibilità entro i prossimi dodici mesi. Questo è un altro passo avanti per la costruzione di una "unica città", senza centro o periferia". Per l'assessore alla Riqualificazione Emilio Arcuri, l'inizio dei lavori segna "la rottura di un incantesimo, trattandosi del primo degli appalti di quelle opere che impropriamente erano stare commissariate in passato. Oggi noi abbiamo un rapporto di collaborazione con il Commissario nazionale che gestisce queste opere ed altri interventi seguiranno in futuro. Entro l'anno infatti è previsto l'avvio di altri due cantieri a Palermo sempre legati ad opere fognarie." scheda tecnica lavori: Sono previsti due collettori separati per le acque bianche e le acque nere, che dipartendosi dalla via Pomara, si sviluppano per circa 400,00 m. sulla via Ripellino, per circa 100,00 m. su piazzale privato, per proseguire per circa 240,00 ml sulla via Carmine alla Figurella ed ha recapito finale nella fognatura esistente di via Messina Montagne realizzata nel 2007 e collaudata nel 2011. La popolazione servita dall'intervento che si andrà a realizzare è di circa 320 – 350 abitanti. L'attività di progettazione, prima preliminare e poi esecutiva, è stata svolta da funzionari comunali dal 2012 al 2014; nel 2014 a conclusione della progettazione esecutiva, c'è stata la validazione del R.U.P. e la successiva approvazione del Progetto esecutivo da parte della G.M. (deliberazione della G.M. n. 215 del 11/12/2014) anche ai fini dell'assunzione del mutuo con la Cassa DD.PP. 2015 - riconoscimento finanziamento dalla Cassa DD.PP. per € 399.906,28, la rimanente parte (€ 860.382,08) è finanziato con Delibera CIPE 60/2012; L'intervento in questione è inserito nell'A.P.Q. "Depurazione Acque Reflue". E' passato nella competenza prima del Commissario Straordinario Regionale (D.P.C.M. 07/12/2015) e poi del Commissario Unico Nazionale (D.P.C.M. 26/04/2017) che ne ha curato le fasi successive dall'indizione della gara fino all'aggiudicazione all'impresa Edil Aurora Strade S.r.l. di Favara con ribasso d'asta del 22,643%. Il contratto è stato sottoscritto il 12/06/2018, la consegna dei lavori è avvenuta il 10/07/2018. L'importo contrattuale è pari a € 771.874,74 comprensivo degli oneri per la sicurezza. il tempo utile per dare compiuti i lavori è stabilito in giorni 365 naturali e consecutivi, cosicché l'ultimazione dei lavori stessi dovrà avvenire entro il 10 luglio 2019.

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22 ago 2018

Foto | In fase di realizzazione la vasca di prima pioggia al Foro Italico

di Fabio Nicolosi

I lavori fanno parte del progetto di disinquinamento della fascia costiera dall’Acquasanta al fiume Oreto, assegnati alla Tecnis per 15 milioni di euro e poi ceduti alla consociata Sikelia. Il progetto prevede il potenziamento del “Sistema Cala”, costituito dall’impianto di sollevamento porto e relativa condotta al collettore Sturzo, la realizzazione del collettore Sturzo, il potenziamento dell’impianto Porta Felice e il raddoppio della condotta permanente al collettore sudorientale. Il progetto della vasca di prima pioggia dell’impianto di sollevamento del Foro Italico di Palermo prevede la realizzazione di una vasca della superficie di circa 3.500 mq e di profondità circa 7 metri, localizzata in zona Foro Umberto I in prossimità dell’impianto di sollevamento esistente, a breve distanza dal mare. La profondità della vasca fa sì che l’opera debba essere costruita in presenza di falda di acqua marina fino all’altezza di circa 5 metri. La vasca è quindi soggetta a diversi fenomeni: forte pressione idrostatica negativa, aggressione chimica dall’esterno per l’acqua di falda salmastra, aggressione chimica interna per le acque di raccolta, viene realizzata contro una palificazione in parte esistente ed in parte realizzata per la costruzione dell’opera. E’ chiaro che in questa situazione i sistemi d’impermeabilizzazione tradizionali (membrane bituminose, teli bentonitici) non offrono alcuna soluzione percorribile, in quanto si tratta di realizzare platea e muri in presenza costante di acqua in pressione. In fase di progettazione si è quindi optato per la soluzione del sistema “vasca bianca” mediante impermeabilizzazione per cristallizzazione, cioè utilizzando degli additivi chimici che, addizionati al calcestruzzo, impermeabilizzano la sua intera massa sigillandone pori, capillari e microfessurazioni con una reazione chimica che forma al loro interno dei cristalli insolubili che bloccano il passaggio dell’acqua e quindi anche l’aggressione degli agenti chimici provenienti dall’esterno (cloruri, solfati, ecc.). Un altro particolare vantaggio dei prodotti cristallizzanti è la loro capacità di auto-sigillare le microfessurazioni anche se avvengono nel tempo, in quanto i componenti chimici che attivano la reazione sono sempre presenti nella massa del calcestruzzo. Ulteriori vantaggi di questa soluzione sono il fatto che la sua durata è perenne (cioè quella della struttura stessa), la sua economicità, semplicità e rapidità di esecuzione. Il completamento dell’opera è previsto entro la fine del 2018.

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11 giu 2018

Ostaggi dentro casa, senza poter aprire le finestre: accade in via Ammiraglio Rizzo

di Giulio Di Chiara

Non aggiungiamo altro, se non invitare gli enti preposti ad intervenire. Il traguardo dei lavori non può costringere decine di famiglie ad un "sequestro" forzato: Spett. Mobilita Palermo, Mi chiamo Alessio P, sono un cittadino molto arrabbiato perchè oggi per l'ennesima volta si è aperta una voragine profonda diversi metri in zona Via ammiraglio Rizzo e Via Belmonte. Sarà la quarta in meno di un anno. Se a questo ci aggiungiamo che la puzza di fogna insostenibile, tra il il cinema Igea Lido e Villa Igea, ci costringe a stare con le finestre chiuse da anni per non essere sopraffatti dall'odore nauseante, potrete comprendere di cosa stiamo passando! Ci sentiamo abbandonati, arrabbiati e preoccupati, perchè è evidente che c'è un problema fognario importante ma nessuno vuole fare niente. Abbiamo segnalato il problema alla circoscrizione e all'Amap, ma le poche risposte sono state piuttosto elusive e inerenti al nuovo allaccio e ad un problema nella zona del l porto etc etc. Ci dicono che con i lavori che stanno facendo li migliorerà..., ma ho capito che non hanno intenzione di fare indagini serie: carotaggi, ispezioni dei condotti fognarie. Mi sento un cittadino di serie B o del terzo mondo. PS: Non ho aspettato la luce del sole per fare la foto che vi allego perchè probabilmente la RAP domani mattina coprirà il buco con un poco di bitume come sempre e farà finta di niente come al solito. Vi prego di aiutarmi

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14 mag 2018

Amap | Ripristinata la fontanella di Via Resuttana

di Fabio Nicolosi

Anche grazie alla collaborazione con i cittadini, ecco ripristinata la fontanella storica sita in via Resuttana all'angolo con via Sacra Famiglia. L'intervento rientra nel piano ordinario di manutenzione di AMAP. Come per l'acqua pubblica e per tutti i beni comuni, ora c'è bisogno della collaborazione di tutti per tutelarla e rispettarla.

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16 apr 2018

AMAP | Martedì 17 Aprile interruzione idrica alla sottorete Libertà

di Fabio Nicolosi

L'AMAP informa che, martedì 17.04.2018 dalle ore 8:00 alle ore 20:00 circa, per un intervento di manutenzione improcrastinabile, sarà sospesa l'erogazione nella sottorete 5 "Libertà"- delimitata dalle vie: Imperatore Federico, Generale A. Di Giorgio, Lazio, Alpi, Umberto Giordano, Emanuele Notarbartolo, Duca della Verdura, piazza C. Giachery, Cristoforo Colombo, Comandante S. Gulì, piazza Acquasanta, Belmonte, Cardinale M. Rampolla, Pietro Bonanno, M. L. King. L'erogazione idrica sarà riattivata a fine intervento e si normalizzerà nelle 24 ore successive, salvo imprevisti. Per qualsiasi informazione si potrà telefonare al numero 091279111 (risponditore automatico) o al numero verde 800-915333 / 800-050911 (esclusivamente da telefono fisso). Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Instagram: https://www.instagram.com/mobilita.palermo/  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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03 mar 2018

La bufala di Orlando e dei 3 milioni di metri cubi d’acqua sprecati…

di Fabio Nicolosi

Siamo ormai agli sgoccioli della campagna elettorale per le prossime elezioni nazionali e sappiamo che si fa a gara a chi la spara piú grossa.... Vi starete chiedendo e cosa c'entra? Martedì nella nostra casella di posta elettronica arriva il seguente comunicato stampa: "Non può che lasciare perplessi, per tempistica e modalità, la scelta comunicata stamattina dal Dipartimento Regionale dell'Acqua e dei Rifiuti di avviare uno svuotamento parziale (circa 3 milioni di metri cubi) della diga Rosamarina. Fermo restando che dopo anni di inattività è certamente ora che si avvi una seria manutenzione e pulizia di tutti gli invasi, non si capisce perché proprio ora, mentre le piogge non sono certamente finite, vi sia l'urgenza, con un provvedimento estemporaneo, di "ripristinare una sufficiente qualità", quando già da tempo l'AMAP si è attrezzata per il trattamento e la potabilizzazione dell'acqua di quell'invaso. Ancora siamo costretti a ribadire che, volutamente o inconsciamente, gli Uffici della Regione rischiano di operare scelte che aumentano la crisi invece che facilitarne la soluzione. Un dubbio ancora più forte quanto tali scelte apparentemente tecniche rischiano di condizionare quelle politiche e quelle che vorrà e potrà fare il Commissario straordinario di prossima nomina. Al Governo Regionale e a quello Nazionale chiediamo un urgentissimo intervento per evitare che la Regione sia ancora una volta protagonista di scelte che in futuro saranno additate come esempio di incapacità gestionale, se non peggio." Con queste parole Leoluca Orlando commenta la nota con cui il Dipartimento Regionale dell'Acqua e dei Rifiuti ha comunicato oggi che da domani inizierà un parziale svuotamento della diga Rosamarina per 24/36 ore per circa 20 metri cubi al secondo. Si allega la nota del Dipartimento Regionale. Fortunatamente al comunicato stampa veniva allegata la nota del Dipartimento Regionale dell'Acqua e dei Rifiuti che per correttezza alleghiamo... Se avete fatto attenzione, nella nota non vi è alcun riferimento alle cifre citate nel comunicato stampa diramato da Orlando, frutto di calcoli effettuati da chi non ha la minima idea di cosa si andrà a fare... E allora è giusto spiegare cos'è una cacciata di uno scarico di fondo e perchè si effettua. In un serbatoio (il famoso invaso che si forma a monte di una diga) può porsi il problema di dover intervenire per recuperare parte della capacità persa o per allontanare i sedimenti dalle opere di presa e di scarico. A tale scopo possono utilizzarsi le tecniche di flushing, dragaggio, sifonamento ed escavazione meccanica. La, già citata, tecnica del flushing consiste nel rimuovere i sedimenti utilizzando una corrente idrica, solitamente indotta con la stessa acqua del serbatoio aprendo gli scarichi di fondo. Il metodo può essere impiegato per recuperare la capacità interrita oppure solo per allontanare i sedimenti depositati in prossimità degli scarichi di fondo e delle opere di presa; in quest’ultimo caso, l’operazione prende generalmente il nome di spurgo o cacciata. Ricordiamo che lo scarico di fondo è un organo di manovra di una diga, costituito da una o più paratie (paratoie), le quali fungono da scarico dell'invaso. Posto in prossimità del fondo dell'invaso, è utile per il dissabbiamento dell'invaso e per la regolazione di emergenza della diga. Comunemente possono essere (a seconda del carico di acqua da sostenere) piane o a settore circolare, comunemente con sistemi di tenuta a gomma o a lamierino, sostenuti da apparati striscianti per l'apertura. La gravità sta quindi nell'aver immesso in rete notizie non vere o parzialmente vere. Certo, non è da tutti conoscere queste "tecniche", ma perchè prima di sparare la ca***ta non chiedeva a qualcuno più esperto? Quello che ci ha fatto saltare sulla sedia, è che tale comunicato stampa è stato ripreso anche dalla pagina Facebook di AMAP. Speriamo si sia trattato di un grosso abbaglio, ma ci aspettiamo quantomeno le dovute rettifiche... Ah dimenticavamo... Diga Rosamarina: immagini di quello che è stato descritto sui media come ‘svuotamento parziale dell’invaso’ perdita di 3 milioni di mc ed esempio di ‘incapacità gestionale’ della regione. Si tratta in realtà di spurgo della fanghiglia di fondo; in tre ore scaricati solo 0.09 milioni di mc di acqua e fango e salvaguardati gli scarichi di fondo per la sicurezza della diga. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Instagram: https://www.instagram.com/mobilita.palermo/  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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01 mar 2018

La pioggia allontana la turnazione idrica ma i problemi infrastrutturali permangono

di Fabio Nicolosi

Le piogge delle ultime settimane hanno fatto tirare un grosso sospiro di sollievo ad AMAP e a tutti gli enti pubblici, comune di Palermo compreso, che hanno visto gli invasi tornare a riempirsi e a rifocillarsi di acqua. Ricostruiamo quindi grazie ai dati forniti da AMAP e all'Osservatorio sulle Acque l'andamento dei nostri bacini. Ci occuperemo dei quattro invasi che servono la città di Palermo: Invaso Volume attuale (m3) Quota Ultimo Rilevamento Piana degli Albanesi 2.800.000 609,00 s.l.m. 01/01/2018 Poma 11.640.000 193,60 s.l.m. 01/01/2018 Scanzano 1.860.000 520,00 s.l.m. 01/01/2018 Rosamarina 19.390.000 168,50 s.l.m. 01/01/2018 Invaso Volume attuale (m3) Quota Ultimo Rilevamento Piana degli Albanesi 2.330.000 609,00 s.l.m. 01/02/2018 Poma 11.280.000 193,60 s.l.m. 01/02/2018 Scanzano 1.970.000 520,00 s.l.m. 01/02/2018 Rosamarina 16.910.000 168,50 s.l.m. 01/02/2018 Invaso Volume attuale (m3) Quota Ultimo Rilevamento Piana degli Albanesi 7.533.000 609,00 s.l.m. 27/02/2018 Poma 28.660.000 193,60 s.l.m. 27/02/2018 Scanzano 7.933.000 520,00 s.l.m. 27/02/2018 Rosamarina 32.520.000 168,50 s.l.m. 27/02/2018 Come possiamo notare la situazione al 1 Gennaio 2018 era drammatica, con invasi praticamente vuoti. La situazione vista l'assenza di pioggia ma una continua richiesta da parte dell'utenza è peggiorata ancora al 1 Febbraio 2018. Oggi invece i nostri invasi hanno raggiunto dati molto simili a quelli ottenuti nello stesso periodo dello scorso anno. La pioggia fortunatamente non è ancora terminata, ma sopratutto sappiamo che di acqua ai nostri invasi ne arriverà ancora nei prossimi giorni. Lo stato di calamità per siccità ed emergenza rifiuti intanto è stato concesso dal governo nazionale e quindi nei prossimi mesi ci aspettiamo importanti lavori alle infrastrutture. Ecco la lista degli interventi proposti: bypass dell'acquedotto di Scillato, per il rifacimento del tratto di acquedotto danneggiato dalla frana del 2002, un intervento già previsto nel Patto per la Sicilia, costo 4 milioni 880 mila euro, con la partecipazione di fondi Amap; il ripristino dell'esistente condotta per il parziale vettoriamento delle acque di Presidiana di Cefalu, per l'abbattimento dei sali, costi a carico dell'Amap; impianto di dissalazione alimentato con acqua di Presidiana; nuovi e moderni impianti di dissalazione a Trapani e Palermo, che “permettano di affrontare anche eventuali futuri scenari di crisi conseguenti ai cambiamenti climatici in atto”; utilizzo di pozzi privati resi disponibili dai proprietari; uso di ulteriori pozzi in prossimità di esistenti condotte di adduzione; Oltre il 45% dell’acqua immessa in rete si perde, mentre nel 2006 era il 35%. Gli invasi sono in buona parte inutilizzabili per mancanza di collaudi e manutenzione, una situazione fotografata già nel 2002 dall'allora presidente della Regione e che è rimasta invariata dopo 15 anni. Impressionante non solo l’elenco, ma anche il dettaglio, diga per diga, della quantità d’acqua che potrebbe ma non può esservi contenuta. E allora cominciamo: Diga di Ancipa. Manca il piano di risanamento, e di conseguenza se il volume di serbatoio è di 21,1 milioni di mc.la diga può contenerne solo meno della metà. E poi dicono che gli abitanti e le campagne delle province di Enna e di Caltanissetta sono alla sete. Attenzione: i lavori di questa diga sono iniziati nel 1949, e sono stati fatti così male che l’invaso è pieno di crepe. Appena il livello raggiunge poco più di 10 milioni di mc le paratie vengono aperte e l’acqua dirottata verso il mare! Diga di Blufi. Lavori sospesi per contrasti tra committenza e impresa appaltatrice. Ad una commissione della regione (di questa regione!) è affidato il compito di dirimere il contrasto o di indire una nuova gara. Il progetto prevede una capacità di ben 22 milioni di mc. Diga di Pietrarossa. Volume di serbatoio 48,5 milioni di mc. ma non è stata mai ultimata, anzi sottoposta a sequestro nel 1997 per colossali dissesti che potrebbero ripetersi senza una preventiva sistemazione della spalla-sponda destra della diga. Diga di Gibbesi. Invaso mai utilizzato ed anzi sequestrato per l’alta salinità delle acque da utilizzare quindi solo per alcune coltivazioni o per uso potabile ma con annesso impianto di dissalazione (7 milioni di euro solo per il completamento di quest’opera). Ottenuto il dissequestro, il completamento dell’opera è stato assegnato al consorzio di bonifica 5 di Gela. Le acque dell’invaso (portata: 6,5 milioni di mc.) consentirebbero l’irrigazione di 2.600 ettari di alcuni comuni della provincia di Caltanissetta, Gela compresa. Diga di Villarosa. Inutilizzabile, per ora. Vi confluiscono acque di scarico delle fognature dell’omonimo paese, nel nisseno. Non si sa, letteralmente, che cosa fare. E’ costata milioni e milioni di euro. Diga di Furore. Come per la diga di Blufi: lavori sospesi per contrasti tra regione-committante e impresa appaltante. Portata di 7,8 milioni di mc. dei quali solo 1,87 autorizzati, con evidente, colossale spreco. Diga di Olivo. Volume effettivo 15 milioni di mc. capacità consentita meno della metà: 7,25. Diga di Disueri. Volume effettivo 23,6 milioni di mc. capacità autorizzata 4,5! Mancato impiego di quasi 20 milioni di mc. Diga di Garcia. Questa, più delle altre, ha una lunga storia di lotte contadine e di clamorose proteste, tra cui un lungo digiuno dello scomparso sociologo Danilo Dolci. Bene, la capacità effettiva di questo invaso è di 80 (ottanta) milioni di mc. ma il volume concesso è di 60 milioni, con un mancato utilizzo di 20 milioni di mc. 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